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Full text of "Trattato della pittura"

If^ 



^^ 



THE ELMER BELT LIBRARY OF VINCIANA 




A gift to the Library of the Universit}/ of California, 
Los Angeles, from Elmer Beh, M.D., 1961 



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TRATTATO 

DELLA 

PITTURA 

DI LIONARDO DA VINCI 

TRATTO DA UN CODICE 

DELLA BIBLIOTECA VATICANA 

E DEDICATO ALLA MAESTÀ' 



RE DI FRANCIA E DI NA VARRÀ. 




ROMA 

MDCCCXVII. 

NELLA STAMPERIA DE ROMANIS 

Con licenza eie' Superiori . 




i/cej. 



\^ uando Lionardo da Vinci spirava V ultimo 
Jiato infra le braccia di quel gran Re Frances- 
co , magnanimo Vostro Predecessore , di niuna 
altra cosa io mi avviso che fosse tanto dolente^ 
quanto di non aver potuto rendere a lui per la 
inferma vecchiaja un testimonio del grato ani- 
mo suo pe' cortesi benejizj che ricevuti n* avea . 
Intitolando perciò questo suo Trattato alla Mae- 
stà F ostra , sono io sicuro di fare la volontà di 
questo grand' uomo , V ombra del quale parmi 
rallegrisi e faccia plauso a questo mio pensa- 
mento . La Francia per non so qual destino 
apprezzò la prima gli scritti di lui , e come egli 



poi^'cro e non curalo nella sua patria riparato si 
era presso V jlugusto F ostro Antenato , cosi 
una parte del presente Trattato non curata e 
negletta in Italia fu costà onoratamente posta 
alla luce . Ora questa Opera per mia cura rior- 
dinata ed intiera ne igiene in Francia e presentasi 
alla Maestà Mostra ; potendosi dire che in que- 
sto solo dopo sì lungo oblìo abbia esperimentato 
Ja^'orei^ole la fortuna , che dato siale venire a 
luce sotto il poderoso nome di un Re filosofo , 
amatore di studj ameni, e protettore di ogni 
scienza e di ogni arte. Ricevetela, o Sire, con 
disposizione di animo benigna , e concedete an- 
che a me il sommo onore di darvi questo pub- 
blico testimonio della verace e profonda venera- 
zione mia per la Sacra Prostra Persona , non 
da altra cosa eccitata in me , se non dalla 
fama de Prostri meriti e delle Vostre virtù. . E 
qui fo fine , desiderando a Vostra Maestà per-- 
petua gloria e felicità . 

Di Vostra Maestà 



Umilissimo , DcfOtissinio , ed OBieiìicntisslmo SeryiJorc 
GUGLIELMO MASZl . 



GUGLIELMO MANZI 

BIBLIOTECARIO DELLA LIBRERIA BARBERINA 
A' L E T T O R I . 



L discorso della rapiione fu da Dio agli nomini concedu- 
to , perchè soli essi inlendessono i segreti della natura , e 
secondo le cagioni di essa qiiindi filosofassono ; talché non 
a torto ci ammaestra Aristotile nel cominciamento della sua 
metafisica , che per naturale istinto desideriamo noi la sa- 
pienza . Da ciò adunque ne avviene , che attirali essendo 
gli animi nostri all' ammirazione delle opere maravigliose 
della natura e dell' arte , ci diamo a ricercare le cagioni va- 
rie di quelle . Ci conduce dipoi questa ricerca a possedere 
la sapienza , la quale secondo Platone , filosofo che piìi di 
ogni altro innalzò i suoi concetti , altro non è se non la 
cognizione delle cose divine ed umane , divisa dagli antichi 
filosofi pure ili due parti , cioè nella specolazioue ed ope- 
razione, ossia in teorica e prattica ; delle quali il fine della 
prima si è il conoscimento della verità , e della seconda il 
compimento delf opera . Per la qual cosa arroganti estimar 
dohhiamo coloro , che a questi filosofici princi])] j)iuito non 
ragguardando , non solo nelle cose che al viver civile per- 
tengonsi , ma ancora nelle comtemplative considerazioni delle 
scienze , tutto altrihuiscono al pro[)io giudizio , ed oppon- 
gonsi alle opinioni |)iìi ajipruvale e più savie , e si danno 
a credere che nelle belle arti, e specialmenlc; nella pittura, 
valga sola la prattica per aggiuguere alf eceelleuza . luqìe- 
rocchè oltre all' esser ciò manilèstamente contrario a' sopral- 
legati principi , che sono i fondamenti priueipali di ogni 
scienza e di ogni arte , viene j)ure per altre particolari ra- 
gioni da' pili savj negato; ap|)arendo secondo essi la nohillà 
di ogni scienza sopra lutto da <liie cose, cioè in [)riuia dal 
soggetto , e di[)0Ì dalla certezza delle dimostrazioni ; iman- 



6 

lorliè essendo il fine della pittura un' artifieiosa imitazione 
della natura , e contenendo in se siccome tutte le altre scien- 
ze diverse parli Ira loi-o disgiunte ed incomposte , non po- 
trà mai pcrrettamente maneggiarsi tale arte, se prima tutte 
insieme non si dimostrano . Allo che l'are grande ajulo ci 
porgono le mattematiche , le quali non senza grande e ve- 
ra cagione gli antichi Greci e Latini ecceìlcntissime riputa- 
rono , ed adattandole alle scienze ed alle arti , acquistaron- 
si per esse sommo pregio ed onore . Né è dubbio , che as- 
sai esperti fossero in tai discipline c[ue' grandi dipintori di 
Grecia , de' quali la fama solo ed il nome è lino a noi per- 
venuta ; perocché quantunque delle maravigliose loro opere 
abbiaci privi il corso de' secoli , che ciò nondimeno fosse 
bastantemente apparisce , e per la ricordanza degli scrittori , 
e perchè sappiamo di certo che noiiile , e divina , ed eser- 
citata da uomini non volgari era quest' arte apo quel po- 
polo , siccome pur lo fu tra nostri Latini , finché per le in- 
felici vicende de' tempi spento il Romano Imperio , rimase 
in Italia con ogni altra nobile disciplina dimenticata e se- 
polta . Per lo 'ngegno e virtude degl' Italiani nostri inco- 
minciò poscia a rivivere nel Secolo XIV , e comechè non 
avessono in sii gli occhj que' primi buoni maestri le anti- 
che scolture Greche e Romane , dandosi nulladimeno ad 
una perfetta imitazione della natura e del vero , scorgesi nel- 
le figure loro tanta vivacità e tanta bellezza , che si fanno 
anche ammirare tra le moderne pii^i belle . E se ne' score] 
e nelle naturali attitudini del corpo , e più nella prospetti- 
va alquanto peccarono , tanto al contrario miglioransi quelle 
dipinture dalla parte del colorito , e dalle arie de' volli , 
ne' quali con artificio mirabile espressi si veggono i moti 
dell' animo , che non potremo senza taccia d' ingratitudine 
negare a Giotto , a Simone da Siena , a Masaccio , al B. An- 
gelico , ed alla rimanente schiera di que' primi migliori ar- 
tefici il vanto di avere per quanto in allora poteasi ben con- 
siderate e meglio intese le discipline dell' arte . Tolta via da 
costoro quella sproporzione e goffezza , che aveagli addosso 
usata la barbarie de' tempi , rimanea ancora un vuoto in 
quest' arte , ed era questo appunto la Filosofia , la quale sic- 
come avvenuto era tra Latini e tra Greci , dovca tosi tra 



7 
noi venire in soccorso di essa, per elevare e diriggere l' imi- 
ta/ione , e scuoprire e correggere que' difelti che nella na- 
nna istessa pur tal volta s' incontrano . Questa Filosofia è 
però stata a pochissimi artefici conceduta , e quelli che la 
possiedono dir si possono veramente perfetti , perciocché l'ar- 
te ne diviene nelle loro mani più ricca , e gli artefici dot- 
ti co' consigli e co' scritti loro meritano maggior loda ed as- 
sai maggior credito , che le semplici parole di coloro , che 
bene o male che esercitino l' arte , non ne conoscono altro 
che r esercizio . Videsi questa verità in Leon Battista Alber- 
ti Fiorentino ; il quale avendo atteso alle lettere , e cono- 
scendo perfettamente Y architettura , dettò in sulle belle arti 
sopra ogni altro del suo secolo savissimi ammaestramenti , 
pe' quali si conobbe dagli artefici che non bastava la sola 
prallica nelle arti , e che bisognava congiugnervi lo studio 
della filosofia . Mossi da questo principio dieronsi i più in- 
telligenti ad investigar la natura col mezzo della filosofìa , 
ed al compiersi del Secolo XV con gloria eterna della mo- 
derna Italia già eran nati ed operavan quegli uomini , i qua- 
li nelle belle arti eguagliar doveano la fama de' più cele- 
bri antichi . Quegli però che tra c|ucsti grandi uomini fu 
il più filosofò artefice , e che versato in ogni studio riu- 
scì in tutti eccellente, rendendosi propj i più chfficili secre- 
ti di ogni scienza e di ogni arte , si fu senza che ninno il 
contrasti Lionardo da Vinci Pittore e Scultor Fiorentino , 
il eguale non i)ago , che fòssono a se solo utili i suoi tro- 
vati neir arte della pittura , ne scrisse a comun benefizio 
un'ampio Trattato, che può appellarsi il fondamento ed il 
principio dell' arte . La vita vagante dell' autore negli idti- 
mi suoi anni , o la natura di lui incontentabile in ogni ope- 
ra , fuiono per avventura cagione , che non essendosi mai 
pubblicalo mentre egli vivea , rimase poscia ignorato e se- 
jìolto fino all' anno i65i , nel cjuale una parte di esso fa 
tratta dalle tenebre , e pubblicata in Parigi da Raffaele Du 
FVesnc . Riuscì questa accettissima agli amatovi della Pittu- 
ra , e spacciatasene l' edizione per le molte ricerche che di 
ogni luogo ne vennero , se ne fé altra edizione somigli;uitis- 
sima in Napoli l'anno 1733, nella f[uale eccello le bellez- 
ze della slampa , della caria , e de' rami , che sono assai su- 



8 
pcriori nella edizione di Parigi , si ricopiarono di quella per- 
fino gli errori di stampa . Dopo questa di Napoli clic di- 
tenne tosto anche rara, se ne rejilicò altra edizione in Bo- 
logna sinirle alle precedenti , ed allra ne lìi pubblicata in 
Firen/c l'anno ly»)^», mila quale ])er la prima \olta appar- 
vero i disegni copiati dagli schizzi originali di Lionardo , e 
sarebbe perciò di questa tronca parie tale edizione non is- 
pregge\ ole , se stata fosse più accuratamente maneggiata dal 
lo stampatore e dall'editore. Crescendo intanto il gusto tra 
gli amatori e gli artefici per questo autore , si pubblicò nuo- 
vamente r anno i8o4 in Milano altra edizione , ed altra 
niedesimanienle ne venne fuori in Perugia 1' anno seguente , 
copiando esattamente amendue cpieste edizioni 1' antica Pa- 
rigina , e soltanto in cjuesta seconda , alla quale si aggiun- 
sero varie note dall'editore, si fecero in tavole separate i 
disegni a contorni non ombreggiati . Mentre cosi tronco e 
smozzicato apparìa qiiesto Libro , era nondimeno noto agli 
stessi editori dalle citazioni clie di frequente nell' opera in- 
coiTtransi di libri e capitoli , che non fosse questo Tratta- 
to del tutto compiuto , e più chiaramente il dimostrava un 
codice scritto nelle prime carte di propla mano di Vincen- 
zo Pinelli , Letterato che visse in sul finire del XVI ed 
in su' principi del Secolo XVII , nel quale s' intitolava : 
Discorso sopra il Disegno di Lionardo linci Parte Se- 
conda . Il Gori verso la metà del secolo andato avea pin-e 
afl'ermato in istampa , di aver ritrovato infra i codici dell' 
Accademia Etrusea un Manoscritto col seguente titolo : Opi- 
nioni di Lionardo da Ti nei [ contiene ) modo di dipin- 
gere prospettive , ombre , lontananze , altezze , bassez- 
ze y da vicino e da lontano , ed altro , e precetti di pit- 
tura . E questo o ad esso simile si è il Libro stesso , che 
acquistossi Benvenuto Cellini pel prezzo di scudi quindici 
di oro , e del quale ne fa ne' scritti suoi ricordanza onora- 
ta ( I ) . Fra i codici della Biblioteca Ambrosiana di Milano , 



(i) Compraiini per i5. Scudi di oro un Libro scritto dal gran 
Lionardo da Finci . . . Infra le altre mirabili cose ch'erano in esso, 
n trowa un discorso della Prospetti^'a il piìi bello che mai fosse frolla- 
to da altr' uomo al mondo . Discorso pubblicato da Morelli nel Catalogo 
de' Mss. Italiani della Biblioteca Nani . 



9 
Holla quale molli n' cslsteano di Lionardo , v' era puro un 

Libro dell'ombra e lume, il quale io mi credo fosse una 
parte di quello menzionato di sopra , e di ciò che lorma il 
Libro V. della presente edizione . Il primo di essa sembra 
non fosse ignoto al Lomazzo , il quale oltre il Libro della 
notomla del cavallo , che disse smarrito nell'ingresso de' Fran- 
cesi in Milano , adei'mò [)ure che avea Lionardo composto 
un IJbro , in cui si esaminava quale fra pittura e scoltura 
sia preferibile . Lasciò pure scritto il Vasari , che passando 
da Firenze un pittor Milanese gli avea mostrato un JJliro di 
esso Lionardo , che avea intenzione di fare stampare tostochè 
fosse gionto in Roma . Queste erano adunque le vaghe notizie 
che aveansi degli scritti del Vinci in sulla pittura , e sapeasi 
soltanto la istoria di essi, che con grave danno delle arti quasi 
subito la morte dell' autore andaron perduti (i); quando per 



(i) ti notabile per la Storia di questi Scritti la memoria che fino 
da' principi del Secolo XVII uè lasciò Gianambrogio Mazzenta , la quale 
io originalmente riporto sperando far cosa grata agli amatori di sì fatte 
notizie, f'ennermi alte niarn , ( seri v' egli ) , son' ornai 5o anni, tredi- 
ci volumi di Lionardo da ì ilici in folio e in 4-'' scritti a rovescio 
e '/ caso me li fé' capitare nella seguente maniera . Io studiava le leg- 
gì a Pisa in compagnia del giovane Aldo Manuzio grand' ainalor di 
libri. Certo Lelio Gavardi d'' Asola , preposto di san Zeno a Pavia, 
e parente stretto di Aldo , venne in nostra casa . Egli era slato in Mi- 
lano maestro di belle Jjetlere in casa de' Signori Mei zi , che cliiainan- 
si di f^avero ( f^^aprio ) per distinguere questa da altre famiglie Mei- 
zi della stessa città . Egli avea veduti nella lor casa di campagna a 

^aprio molti disegni istroinenti e libri di Lionardo l'rancesco 

Melzo ( suo scolare ed erede ) erasi avvicinato piucchh altri alla ma- 
niera del f-^inci : lavorò poco perchè era ricco ; ma i suoi quadri sono 
ben finiti , e sovente confondonsi coi lai'ori del maestro . . . Egli , mo- 
rendo , lasciò le opere di Lionardo nella sua casa di faveto ai suoi 
figliuoli, che avendo d'iffereiui gusti e impieghi , negligcntnrono q uè' te- 
sori , e ben presto li dispersero. Ia:Iìo Gavardi ne prese ciò che gli 
piacque. JYc portò i3 volumi a Firenze, sperando di ricavarne buon 
prezzo dal gran duca Francesco, che volonteroso era d' acquistare si~ 
mili opere ; tanto più che Lionardo era molto stimato nella sua pa- 
tria . Mi all'arrivo del Gavardi a Firenze il principe mori , ond'egli 
sen venne a Pisa . Io non potei astenermi dal disapprovare la sua 
condotta : egli arrossinne : e poiché io , avendo colà terminati gli stu- 

U 



10 

mia somma ventura oftVimmisi il Codice Vaticano , dal quale 
è tratta la presente edizione , e di cui è ormai tempo che io 
alquanto ragioni . Appartenne già questo Codice alla 15il)lio- 
teca de' Duchi di Ur])ino , e passò col rimanente della Bi- 
blioteca di que' Principi in cpiesta del Vaticano in occasio- 



dj , dovea tornare a Milano , mi consegnò i volumi del Pinci , pre- 
gandomi di restituirli ai Alelzi . Io feci lealmente la sua commissio- 
ne , e 7 tutto riportai al Sig. Dottor Orazio capo della famiglia Melzi , 
che fu ben sorpreso perchè io mi fossi preso tanto incomodo ; e rega- 
lommi que'' libri , dicendomi che. molli altri disegni a^^cva del V autor 
medesimo , negligentati da lungo tempo in un angolo della sua casa di 
campagna . Cosi fpie' libri divennero miei , e poscia de'' miei fratelli . 
Cantandosi questi di tale acquisto fatto sì facilmente destarono V in- 
vidia d'' altri amatori, che porlaronsi al Dottor Orazio, e n'ebbero 
de' disegni , delle f gare , delle preparazioni anatomiche , ed altri pre- 
ziosi avanzi dello studio di Lionardo , Un di que' che piit n' ebbero fu 
Pompeo Aretino fgliuolo del Cav. Leoni scolare di Bonarotti , ch'era 
al servigio del He di Spagna Filippo TI, per cui avea fatti tutti i 
bronzi che sono all' Escuriale . Pompeo promise al Dottor Melzi un po- 
sto nel Senato di Milano, se riusciagli di riavere i tredici volumi , vo- 
lendo aderirgli al He Filippo che di tali curiosità era amatore . Lusin- 
gato da questa speranza il Dott. Orazio andò a mio fratello , pregan- 
dolo in ginocchio di rendergli il fattogli regalo; e poiché gli era colle- 
ga , amico , e bene/attore gliene rendè sette . Degli altri sei che resta- 
rono alla casa Muzzenta uno ne fu donalo al Card. Federico Borro- 
meo per la Biblioteca Ambrosiana . . . Un altro ne diede poi mio 
fratello ad Ambrogio Figini , die Insciollo al suo erede Ercole Bianchi 
col resto del suo studio . Per la premura fittami dal duca di Savoja 
un terzo a lui pure ne procurai. Essendo poi morto mio fratello fuor 
di Milano pervennero anche gli altri tre volumi alle mani di Pompeo 
Aretino , che altri disegni e scritti di Lionardo v'unì, e separandone 
I foglj ne formò un grosso volume che passò al suo erede Polidoro 
Calchi , e fu poi venduto al sig. Galeazzo Arconati . Quest'uomo ge- 
neroso lo ha tuttavia nella sua ricca Biblioteca , avendo ricusato di 
venderlo al Duca di Savoja , e ad altri principi che 7 ricercavano , 

In questa BiLliotcca Barberina conservasi sotto il N.'S/JS^. fln nitido 
Manoscritto copiato dagli originali di Lionardo con questo titolo : Z/"oa/«/- 
do da Trinci del molo e della misura delle acque, (evi è infine questa 
nota ) . Questi sono nove Libri del moto e della misura dell' acqua di 
Lionardo da Finci da diversi suoi manoscritti raccolti et ordinati da 
Fra Luigi Maria Arconati Domenicano Maestra di S. Teologìa ì6i^3. 
E questo per avventura ropia degli Originili generosamente donali dalla 
Famiglia Arconati alla Biblioteca Ambrosiana fino dall'anno 1637. 



1 1 

ne che per la morie del Duca Fiancesco Maria della Rove- 
re ultimo di c[uella famiglia riunirousi quegli Siali al Pon- 
tificio Dominio . É scritto in carta in forma di 4-" •> e dee 
giudicarsi del Secolo X\I. La scrittura non è cattiva, e 
soltanto pecca alquanto nell' ortografia , e nell' interpunzio- 
ne , la quale è dilettosa del tutto , le figure sono disegnate 
a penna e poste a lor luoghi nel mezzo de' capitoli , vi 
s' incontrano assai rare alcune noterelle del copiatore , le 
quali io ho posto nella presente edizione come si stanno 
nel Codice , e ciò non ho latlo a caso , perciocché da esse 
rilevasi la diligenza e la fedeltà di lui , che dovea essere 
senza alcun dubbio scolare del Vinci; e dal dialetto che vi 
usa , scorgendosi che fu Lombardo , attribuendo il merito di 
questa copia o a Fi-ancesco JMelzo , o a Salai , o ail altro 
de' suoi discepoli , io avviso che non mal ci apporremmo . 
Chiunque però se ne abbia tal merito , per finezza di giudi- 
zio , per diligenza , e per eccessiva scrupolosità di non al- 
terare in niiin punto la mente dell'autore, meritasi esso di 
andar del pari con quel tanto celebrato Mannelli , in grazia 
di cui leggiamo correttamente nella sua ])urezza il Boccacci . 
E piacemi a provarlo di riportare a pie di pagina una nota 
che non si è posta colle altre nel Testo , perchè non polca 
avervi luogo , essendo una correzione di un errore preso da 
esso copiatore (i) . I disegui dipoi di questo Codice, per 
essere co[)iali dall' originale dell' autore debbono soli aversi in 
islima ed in pregio ; eil è ridicola cosa , che per abbellinan- 
to maggiore si dessero queste figure ombreggiate ed inven- 
tate a capriccio , come prallicò il pittore Errard nella edi- 
zione di Parigi con isdcguo del Piissiiio , che avrà disegnate; al- 
cune di esse , e dove mancavano immaginate dei suo , il cpialc 
quando così concie le vide- , allermò che non riconoscca più 
que' disegni per essere stati guasti da <picl dipintore (2) . E 



(1) Errore occorso per In Lìtlcra che è mancina , e perchè era 
Irnttpi^i^iala sii una altra carta al contrario . 

('2) Piacemi sii ciò riportare colle stesse pnrole ed ortografia la se- 
guente LetterP scritta da lui su tal proposilo a Monsn Bosse : Le Poiissìu 
a Rloiisicur Bosse : J' ai cu (juelquefois du plaisir , et ai jn'cjiih iles di- 
%>ers jugemens que V on a Jaits de mai ainsi à la haste , camme accou- 

■2 * 



12 

che Tossono essi tali come si danno nella presente edizione, 
oltre la indubitata antenlicità del Codice Vaticano , lo pro- 
vano il Codice del Pinelli già ricortlato , quello di Ste- 
fano della Hella , le di cui figure erroneamente dal Fontani 
attribuite furono a quell' in(;isore , ed altio Codice che con- 
servasi in questa Biblioteca Barberina sotto il N.° 834 , (0 
i quali tutti hanno le figure poco piìi o meno conformi , a 
semplici contorni , e non cogli abbellimenti ed istravaganze , 
con che si veggono raffazzonate nella edizione Parigina . De- 
sideroso pertanto io che la bontà di questo testo , e la esat- 
ta e fedele copia degli originali disegni si conservasse accu- 
ratamente pur nella stampa , non mi son fidato a persona , 
e superiore ad ogni inconimodità e ad ogni noja , ho di mia 
propia mano trascritto il ])reallegato Codice , ne ho con- 
frontata la parte impressa nelle diverse edizioni, e ne ho pur 
corretto la stampa, ed ho avuto compagno in c^uest' ultima 



Stumé de /aire nos francois qui en cela se trompe soiwent ; je yous suis 
redevable d' cn avoir jugé J'avorehleinent : si voiis ine regale: de l'os 
deriiiers ouvrages , p en Jerai le niesme estinte, que des autres qite j' ai 
de vous , que je lieiis li-es-chers . Pour ce qui concerne le livre de 
Léonard de Vìnci , il est vray que y ai dessine les Jìgures huinaines 
qui sont en celui , que tient Monsieur le Chevalier Du/niis , mais tou- 
tes les autres soit geomelrales cu nutrement , sont d' un certain Gii Al- 
berti , celui la mesnie qui a trace les planches , qui sont au livre de 
la Rome sousterraine , et les gaufe<: pajsages qui sont au derriere des 
figures humaines de la copie que Monsieur de Ctiambray a fait impri- 
mer , y oiit esth ajoinls par un cerlain Errard , sans que j" en aje rien 
sceu et e. 

(i) Questo Manoscritto il quale è stato copiato nel Secolo XTII , e 
che non contiene clie ciò che si legge nelle aiiticlie edizioni , lia il pre- 
gio di essere 1' originale , donde fu tratta la prima Kdi/.ioiie P.u-igina ; ed 
ecconc la Storia, secondo rilevasi dal Felibien ( Enlrctiens etc. Tom. IV. 
Amsterdam iroG. ) . Niccolò Pussino quando dimorava in Roma spesse 
volte dilettavasi di ragionare della pittura col Cavaliere Cassiano Dal Poz- 
zo , uomo assai amatore di.-Ue Lettere e delle arti . (Jonoscciido questi un 
tal Manoscritto nella Bil)lioteca Barberina , ne avea di già pri.'so copia , e 
ne' loro ragionamenti comunicollo al Pussino , che formò so])ra di esso gli 
schizzi ed i disegni delle figure . Neil' anno i64o. questa cojìia fu donata 
dal Cavaliere Dal Pozzo a Monsiì Cliantelonp , che la porlo in Francia , e 
la fonoedette al l)u t'resne , il quale si ajulò ancora di un' altro niano- 
sciitlo prestatogli a taP uopo da Monsù Tlievenot . 



i3 

falica il jMagnifico Signor Cavaliere Gioan Gherardo de Ros- 
si , il quale eli questo autore amaiitissiiiio , gareggiando me- 
co per renderlo di pnbMita ragione , oltre all' a\ ei'e gene- 
rosamente intrapreso a sue spese la presente edizione, ha 
voluto anche in ciò prestarmi il suo ajuto , ed il figlinolo 
di lui , giovane che a eostuati nmanissnni riunisce la cogni- 
zione di molte nobili disei[)line , ha fedelmente lumeggiato 
i disegni in sul Codice , e j)Oscia gli ha disegnati in carta , 
e divisi in tavole secondo il mio divisarne iilo . Le quali per 
non ingombrare le pagine , che si sarian deturpate con quei 
calchi di rame , tutte insieme unite si porgono in separato 
volume . Per rendere dipoi questa opera anche più utile ed 
accetta agli studiosi di questo autore e delle belle arti , non 
ponendo limite il Signor de Rossi preallegato alla sua cor- 
tesìa, vi ha aggiunto in fine alcune sue note, le quali per 
essere maneggiate da un uomo che si bene s' intende in que- 
sta materia , mi credo che graditissime riusciranno ad ogni 
amatore , e di gran vantaggio ad ogni artefice . Si sono 
tralasciale altre note a schiarimento del testo , che io avea 
in cuore in principio di (invi , e che forse taluni vi avria- 
no desiderato , e non si è fatto non per cagione di fuggire 
si lieve fatica , ma per non ingrossare di sovverchio il vo- 
lume , di già ripieno bastantemente dal testo , e si è anche 
così pratticato per non guastare la nitidezza della edizione 
colla brutta vista di note a })iè di pagina ; considerando an- 
cora che chi legge questo autore debba bastantemente esse- 
re informalo nella sua lingua per intenderlo , non essendo 
egli uè tanto oscuro , né tanto dilllcile che non ])ossa es- 
serlo da chiunrhe abbia fiore di conoscenza del patrio ser- 
mone . Ed avverto qui i miei Lettori , che abbattendosi in 
alcun luogo , il quale lor sembri alquanto oscuro , e non 
conforme a regolata sintassi secondo alcuni , in tal fonua 
essere pure siuitto nel Codice Vaticano , avendo io sonnno 
scru[)olo di seguire la lezione dell' autore , non facendo 1' in- 
terprete acciò parli alla moderna , come la sentono taluni , 
i quali non compK udendo i concetti a rintuzzati ingegni 
loro difficili , gracchiano di continuo contro gli uomini one- 
sti , che per benefizio e splendore d' Italia , tralasciando ogni 
passatempo ed ogni gioja , passano senza onori e senza rie- 



^4 

chczze , e con dis|iregio del volgo , la vita loro infra i li- 
liri , (!sercitandosi per solo amore della virtìi in penosi e non 
utili trattenimenti . Ho aggiunto qui appresso la vita di Lio- 
nardo da me nuovamente scritta , sopra il quale chi ricer- 
casse più minute notizie , e sapei'e ancora se a tempi suoi 
fu oltre r usato alcuna volta rigido il verno , quando un 
ghiottoncello di servitore rubògli non so che masserizia , di 
quanto in non so cfiial circostanza rimase debitore per Htto 
di casa , di che colore portava il mantello e le brache , ed 
altre somiglievoli bagattelle , potrà con profitto consultare le 
memorie sopra esso Lionardo scritte dall' Amoretti , il quale 
con lodevole studio e fatica avendoci date molte solide no- 
tizie sopra questo artefice , vi ha pure aggiunto simili ine- 
zie , cupido per avventura d' incontrare il plauso e 1' appro- 
vazione di coloro , che contro il giudizio degli antichi e 
de' moderni nostri grandi scrittori , amano di veder scritte 
le Istorie e le Vite degli uomini illustri al modo dei Zibal- 
doni . Essendo poi nulla l' edizioni passate di quest' autore 
al confronto di questa tanto accresciuta, non merita che io 
ragioni di bontà e di ordine sopra di esse , e dirò soltanto , 
che oltre ad aver corretto errori infiniti in c|uella parte stam- 
pata che travolgeano il senso , v' erano ancora molti capitoli 
e tronchi in fine e nel mezzo , a quali ora è supplito ; ed 
avverto ciò perchè tale accrescimento non sarà visibile senza 
il confronto , non avendo trovato mezzo acconcio a farlo, di- 
stinguere a' Lettori , come si è pratticato degli interi ca- 
pitoli , de' quali si sono distinti quelli csistcano nelle antiche 
edizioni con asterisco , come può chiaramente vedersi nell' 
Indice , il quale mostra a colpo d' occhio il notabile accre- 
scimento dell' opera nella presente edizione , alla quale per- 
chè in nulla pur in adornamento riuscisse alle precedenti 
inferiore , si è aggiunto il Ritiatto del Vinci inciso da ra- 
gionevole artefice sopra 1' Originale di mano dell' autore che 
esiste nella Gallerìa di Firenze . Queste sono state , o Letto- 
ri umanissimi , le cure che io mi son tolte , perchè questa 
edizione \(iiisse corretta , conforme al lesto , e non vi ri- 
manesse nulla a desiderare , e fosse insomma degna di Voi 
e del suo autore , i di cui concetti per mio mezzo saranno 
per la prima volta più compiutamente e più purgatamente 



i5 



letti <]ii \ oi di quello già furono nelle prime trondic edi- 
zioni . Inquanto j)OÌ alla quistionc , se possa questo Trattato 
in questo uìodo dirsi conipiulo , io non saprei cosa dirve- 
ne, e questo solo posso all'eruiarvi, elio per quanto posso 
conghietturare , dee il copiatore del Codice \ aiicano aver 
riunito (pianto mai ha scritto l'autore sulla pittura, e pro- 
vasi ciò chiaro dalla bontà del testo , che vi ho di sopra 
spiegata. Tuttavia si citano nell'opera alciuji liljri che qui 
non esistono , e dobbiamo credere o che non furono scritti 
tlall'antore , od erano bozze che presso sé conservava , ovvero 
sicno affatto perduti , essendo cosa certa , che quel!' uomo 
grande non avrebbe pidjblicato in questa l'orma i libri suoi, 
ma r avria ripuliti ed ordinati , scorgendosi dallo liequcnti 
ripetizioni che vi s' incontrano , che era questa una prima 
forma dell' opera che meditava , e che ritenea come un rac- 
cogliiueuto di materia , che volea adoperare nell' opera che 
avrebbe riordinata e corretta . Quautuu(j[ue però non abbiano 
avuto questi scritti l'ultimo ripulimenlo dal propio autore, 
sono essi più grandi in questa materia degli scritti ])iù pen- 
sati e rijiuliti degli altri , e le istcssc ripetizioni delle cpiali 
abbondano , sono anziché inutili vantaggiose , perocché presen- 
tandoci sotto diversi aspetti le cose , ci s' imprimono meglio 
nella juemoria , ed in ispeeie alla gioventù ne riescono più 
profittevoli , mentre può dirsi di questo uomo , come già si 
disse di Socrate, che in qualuncpie modo ed in qualunque 
cosa i siu)i ragionamenti si rivolgeano , riuscivano ognora in 
bene e vantaggio di chi l' udiva . l'.guale bene e vantaggio 
ne ritrarrarmo perciò pure da questo aureo Trattato i gio- 
vani dipintori, perciocché dalle diligenti ricerche, che c|ue- 
sto divino ingegno ritrar seppe dalla natura delle cose , di 
leggieri j)Otranno imprendere in qual modo può essere la 
natura espressa ed intesa . Lo che al certo non può som- 
ministrare la jiraltica , che non può ad altro servire , se non 
coli' aj Ilio degl' istromenti e de' colori a fare esprimere quel- 
lo che lo ngegno ci delta , e ciò chiaro appare in coloro 
che operando solo di prattica , dopo avere infinito tenqio 
operato , non fanno inai opera di valore e di conto . Sj)e- 
colando di|)oi le dottrine che in sì gran copia in questo 
libro rinchiudonsi , ed imitando caduno ciò che più al suo 



ingegno aggradisce , e non seguendo ciò che al suo gusto 
contraria ,( j)erciocchè questa èia principal ragione, che per 
caparbietà de' maestri molti rimangono confusi , e j)erdono 
il buono che loro avea conceduto la natura ), ritornerà di 
nuovo quest' arte divina in onore tra noi , e sorgeranno ai 
t<nipi nostri anche artefici , non indegni di essere celebrati 
neir onorata schiera de' più lodati antichi e l'aniosi . 



VITA DI LIONARDO 

DA VINCI. 



/ 



/ mantenere vìk'Ì nella memoria del mondo gli uomini 
che o per virtù , o per altre qualità furono eccellenti , 
è senza dubbio alla vita umana di giovamento grandis- 
simo . Imperocché ritraendo in sulle carte le ragguarde- 
voli sembianze e rtìaniere loro , puh ciascheduno per tal 
mezzo riconoscerli ed ammirarli ; e gli spiriti pili eleva- 
ti ^ mossi dal loro esemplo, di leggieri s' invogliano della 
virtù , ed a seguire si pongono il cammino , che questi 
ben nati già corsero . Indotto io da tali ragioni , ed aven- 
do incorso la buona ventura di pubblicare pili intero di 
quello aveiuimo a stampa il Trattato di lAonardo da Vinci 
in sulla Pittura , ho tolto qui a descriverne nuovamente 
la vita , // meglio che mi è sembrato . E comechè io non 
poco in questa bisogna di me stesso diffidi ^ non ignoran- 
do che Messer Giorgio T asari di Arezzo , diligentis- 
simo Istorico delle f ite de' celebri Dipintori , lo ha di 
già fatto con apparato di somma eloquenza e dottrina , 
e meritisi pure in ciò laude alcun moderno per avere 
piti a minuto narrate non poche cose , che questo sommo 
ingegno riguardano ; vedendo io nondimeno taciute al- 
cune cose dal primo , e discorsene altre con troppa ab- 
bondevole noja dal secondo , diliberato mi sono di non 
fuggire questa fatica . 

Lionardo da Vinci nacque in Vinci piccola terra To- 
scana del Val dytrrio n eli anno i/jSa . Nomassi il padre 

3 



i8 

di lui Ser Pietro , la madre non è nota donde alcuni 
estimarono , che non nascesse di leg^ittimo matrimonio , 
ma tale fondamento è stato da altri tacciato d' ingiusto , 
e non pochi con argomenti fortissimi ingegnati si sono 
di ampiamente difenderlo . apparir facendolo figliuolo 
della prima delle tre mogli eli ebbe Ser Piero . Nella 
vita ])erb d' uomo si grande poco ciò o nulla rileva , per- 
ciocché essendo la virtìi la nobiltà vera degli uomini , 
possiamo dire che Lionardo per la sua eccellenza nelle 
arti fosse di nobilissima condizione . Sorti ei dalla natura 
in sul nascere bellissime forme di viso e di corpo , alle 
quali aggiungnea una robustezza alla sua età non comune , 
e mostrai>asi nel parlare si ai>i>enente , e dotato era di 
tal compiacenza , che conciliavasi l affezione di chi lo 
ascoltai'a . Cresciuto in età parve bene a Ser Piei'o di 
destinarlo alla mercanzia , professione esercitata allora 
universalmente nella sua patria , e che la più, facile era 
ad acf/uistarsi commodi e ricchezze . Lo mando a que- 
sto effetto ad una scuola di Abaco , ove riusci si ec- 
cellente , che in pochi mesi che vi attese , muovea di 
continuo dubbj al maestro, editai inodo^che bene spes- 
so lo confondeva . E non solo in questa sorta di studio , 
ma avria ei pur nelle lettere e nella filosofia fatto rapidi 
progressi , se la sua mutabile inclinazione non lo avesse 
disgustato di molte cose , che per gusto di varietà poi 
abbandonava . ^Valentissimo nulla di meno riusci nella 
musica , e cantando alV iwproviso si accompagnava soa- 
vemente la voce colla viola , che suonava a perfezione . 
Sebbene egli dipoi con piofitto attendesse a queste disci- 
pline , tirato nondimeno da istinto naturale , seguendo 
il suo fortunatissimo genio , il disegno fu quello che piit 



'9 
d' ogni altra cosa gli andò a fantasia . E Jìno dalla pri- 
ma sua fanciullezza si dilettò di far figure di rilievo, e 
tirandole di prattica , lungi che (piesle fossero come i 
fantocci^ che soglion fare gli altri fanciulli ^ eran figure 
corrette secondo V arte , Laonde il padre che valente uo- 
mo era , e mal agiato delle cose del mondo per la sua 
troppa famiglia , considerata la elevazione de' talenti del 
figliuolo , e conoscendo che alle forze della natura non 
si dee far resistenza , lo acconciò in bottega di Mae- 
stro Andrea da f^ errocchio suo amico , istantemente pre- 
gandolo ad avere di lui cura , ed a diriggerlo in (niello 
studio , del quale si mostrava si appassionato . Stupì il 
Maestro , quando conobbe /' ingegno del giovanetto , e ne 
prese tanta meraviglia , che coi fesso ingenuamente a Ser 
Piero , che sarebbe in quella professione riuscito eccel- 
lentissimo . Quando nacipie Lionardo , quantunque Giot- 
to , Masaccio ^ ed altri loro seguaci di assai avessero colle 
di loro opere dirozzata la pittura , niente meno in questo 
dirozzamento dell' arte v' era ancora molto a desiderare , 
per fare che aggiugnesse questa alla perfezione . Fu dun- 
que egli il primo , che desse il principio e l' estrema per- 
fezione alla terza ed ultima maniera della pittura la quale 
è chiamata moderna . Non circonscrisse intanto egli a que- 
sta sola arte le di lui occupazioni nella sud gioventù , 
ma essendo dotato di maraviglioso e divino intelletto si 
fé pur grande conoscere nella Scoltura , e sappiamo che 
assistette colla sua opera a Francesco Rustici nel getto 
di tre statue di bronzo , che adornano tuttora la porta 
di S. Giovanni di Firenze , e formò pure pe' di lui studj 
molte teste di putti e di femmine maravigliose a chiun- 
que le vide . A'^on dimenticò medesimamente V Architet- 

3 * 



20 

tura , e di lui anche esistono una (juaràità di disegni per 
edìjizj ad usi sacri e profani ; e dicesi che ancor gio- 
vanetto fu il primo a ragionare sopra un canale , che 
pretendeasi fare da Pisa a Firenze colle acque dell Arno. 
Tutte le imprese in che in questi tempi occupavasi , tutte 
erano mirabilissime e quasi impossibili ,• imperocché sì 
alti erano i di lui concetti , che non potea poi finirli , 
non parendogli che la di lui mano potesse obbedire e 
compiere ciò , eli ei si pasceva nelV intelletto . Oltremo- 
do ghiribizzoso e vivace , talvolta rendeasi stravagante , 
e si dava ad interpretare le proprietìi delle erbe , i moti 
delle stelle , ed altrui secreti della natura . E da ciò fatto 
di que' studj conoscitore , narransi di lui molte beffe fatte 
per rallegrare i suoi amici., siccome di spargere nelle 
camere pessimi odori , occupare i luoghi d' intertenimen- 
to con una quantità di gonfie budella , le quali erano 
per suo ingegno ripiegate in modo, che go? fiate da un 
mantice nascosto incontanente empievano tutto il luogo 
con istupore de' circostanti , ed altri simiglianti capriccj., 
che qui narrare saria lungo . Ma tralasciando si minute 
cose , non sarà inutile il favellare de' suoi studj siili' arte 
della pittura . // primo di lui scopo in questo studio si 
fu quello d' imitar la natura , nel che non appagandosi 
egli di forme ordinarie , la dipinse più bella , evitando 
i difetti., ne' quali incappan coloro, che non sanno di- 
partirsi da (juella pura imitazione . Apparò da' buoni ri- 
lievi la gaglìardia de' contorni , la fierezza de' muscoli ., 
le osservazioni delle ombre , ed i battimenti gagliardi 
che si formano al lume della lucerna , ed in questa parte 
dell' arte fu egli si sommo , che non havvi chi possa 
reggergli al paragone . Delle prime cose , che egli fa- 



cesse Jìi un cartone per una portiera , che si uvea a 
fare in Fiandra d' oro e di seta per mandare al Re di 
Portogallo . Vi disegnò egli di chiaro oscuro lumeggiato 
di biacca , Adamo ed K%hi in alto di peccare nel para- 
diso terrestre , per rappresentare il quale formò un prato 
di erbe infinite con alcuni animali^ ed il fico che oltra 
allo scortar delle foglie , e delle vedute de' rami sem- 
brava verissimo a' riguardanti pe frutti segnativi come 
son prodotti dalla natura . Ed era questa dipintura con- 
dotta con tanto amore e si gran diligenza , che dice il 
Vasari , che non sembra che altro uomo potesse far 
cosa simile . Si racconta ancora , che avendo fatto Mae- 
stro Andrea una tavola , la quale rappresentava il Bat- 
tesimo di Cristo , vi fece Lionardo un A/igelo , che so- 
stenea alcune vesti di sì maravigliosa bellezza , che 
oscurava del tutto il dipinto di Andrea , talché questi 
istizzito di essere vinto nel par-agone da un giovaiìetto 
giurò di non pili toccare pennelli . Essendo stato richie- 
sto Ser Piero da un contadino che gli facesse dipingere 
una rotella di fico ^ la die egli al figliuolo , dicendogli , 
che vi dipingesse su alcuna cosa . Se la poftò egli in 
ima stanza, ove non entrava eh' ei solo , e vi racchiuse 
lucertole , ramarri , grilli , serpi , farfalle , locuste , not- 
tole , ed altri animali , dall' unione de' quali formò un 
ammalacelo si strano , e si spaventevole , che sembrava 
riempir V aria di fuoco , mentre ascia da una pietra oscu- 
ra spezzata , gittandu dalla bocca e dagli occhj fioco , 
che ficea ognuno alla vista raccapricciare di orrore . 
Compiuta questa pittura , la (juale coiulusse con tanta 
pena , che la camera era tutta dal puzzo di quegli ani- 
mali morti compresa e puzzolente , e drizzatala sopra 



a-2 
un desco in modo che ricevesse un lume alquanto ab- 
bacinato chiamò il padre ^ die venisse a vederla; il qua- 
le non sapendosi che vi avesse ei dipinto , fii neW en- 
trare si spaventato , che si rivolse a fuggire . Lo trat- 
tenne allora Lionardo dicendogli : questa opera serve per 
quello eh' ella è fatta ^ pigliatela adunque, e ne l'ale ciò che 
vi piace , che questo è il fine , che dalle opere si aspetta . 
Parve a Ser Piero di non disfarsi in grazia del conta- 
dino di opera si pregevole , perciò comprata un' altra 
rotella dipinta gnene diede , e vendette quella di Lionar- 
do ad alcuni mercatanti per cento ducati , / quali dipoi 
la rivenderono trecento al Duca di Sfilano . Incominciò 
pure un quadro a olio , nel quale rappresentò una testa 
di Medusa col capo cinto di serpi avviticchiate , in- 
venzione stranissima e maravigliosa , ma rimase im- 
perfetta ; siccome pure la testa di un angelo , che alza 
un braccio in aria , e scorta dalla spalla al gomito ve- 
nendo innanzi , e V altro va al petto con una mano ; ed 
una tavola rappresentante una adorazione de' Magi , ri- 
masa pure imperfetta y opere che ora si conservano nella 
pubblica Galleria di Firenze . Fece anche im quadro 
rappresentante una nostra Donna , nel ijuale oltre le in- 
Jìnite bellezze , vi contrafece una carajfa piena di acqua 
con alcuni fiori dentro , e sulla carajfa con tanta arte 
vi figurò la rugiada dell' acqua , che parca ad ognuno 
cosa verissima e naturale . Questa dipintura si ammirava 
pochi anni sono in Roma nel palazzo Borghesi . Dise- 
gnò ad Antonio Segni suo amico sopra un foglio un Net- 
tuno in mare sopra il suo cocchio tirato da' cavalli ma- 
rini con mostri ed orche , Gd una schiera d' Iddii ma- 
rini , nelle teste de' quali v' era una bellezza da non de- 



o3 
scriversi si dì Leggieri. Molti altri disegni di Ini, et/fer- 
ma il frasari, eli esisteano a tempi suoi, specialmente 
di teste acconcie in varii modi / e ciò accadea , perchè 
vedendo egli una persona , che gli piacesse , la seguitava 
im intero giorno , e di ritorno poi a casa la j'itraei>a in 
sulla carta ; e cosi ajutato da uìia felice memoria for- 
mai>a le cose 7>edute colla sola immaginazione , alle anali 
aggiugnea coli ingegno sempre grazia e nobiltà . E. tanto 
si fu egli in ciò cupido di seguir la natura , che scrive 
il Lomazzo , che convitando talvolta i contadini e tenen- 
dogli ridicoli e sollazzevoli ragionamenti , amava di ve- 
derli squaccheratamente ridere , per ritrarli al vivo in 
queir atto , di manier-a che non poteasi dipoi senza riso 
riguardare quelle fìgur-e , siccome senza pianto ed ango- 
scia quelle de' miseri ed ir felici , de' quali per esprimere 
al vero la disper^azione e il dolore , segui talvolta i con- 
dannati al patibolo . Nel tempo che colle immortali sue 
opere rendea cosi se stesso Lionardo celebre in patria , 
incominciava la pittura ad esser pregiata in ogiri parte 
d' Italia / imper-occhè esserrdo in quel tempo le Italiane 
Repubbliche a quasi tutte sperrte , o dominate da' cittadini 
orgogliosi , la tirannide che cuopresi ognor\i colla magni- 
Jicenza e le pompe a larga mano pr-ote^gea i poeti e gli 
artefici, ne' quali non ritr^ovava che facili encomiatori, 
che s ingegnavano colle di lor-o opere adonestare ciò 
che a' pili rigidi sembr-ava delitto ed usurpazione . Alla 
gara che irisorse in sulla fine del secolo XV. in Italia 
tra piccoli Prencipi che allor governavano deesi la pro- 
sperità delle letter-e e delle ar-ti ; e se questa provincia 
stata non fosse tra tanti divisi non vantaremmo il seco- 
lo XI 1. il quale possiamo con giusto or-goglio (iggua- 



2, 

glinre a (jne' tanto vantati dagli antichi di Pericle e di 
Augusto . La famiglia Sforza che succeduta era nel Du- 
cato di JMilano al lungo dominio de' Visconti si era fino 
dal suo innalzamento dimostrata fervorosa protettrice 
delle lettere e delle arti . Dopo la si'e/ituirita fjiorte di 
Galeazzo , Lodovico Sforza detto il Moro axica al ni- 
pote ancor fanciullo lascialo il vano nome di Duca , 
e costretta a tacere la debole e mal consigliata vedova 
Duchessa , s' avea ei di fatto tutta usurpata la sovrana 
autorità in quel Ducato . Distia gueasi esso tra tutt' i prin- 
cipi d Italia pei- finezza d' ingegno , e diniostravasi assai 
vago di adornar 3Iilano con edifizj ed altre opere son- 
tuose , talché la sua corte era assai celebrata p e' Letterati 
e gli artisti da esso condottivi da ogni paese . Comprato 
avendo Galeazzo quella jnostruosa rotella di Lionardo , 
concepito egli avea di questo artefice grandissima stima , 
talché credendosi fortunato , se V avesse éi posseduto , lo 
chiamò a Milano alla di lui Corte . T 'andò egli di fatto ver- 
so r anno 1480 e dee credersi , che non avendo assai che 
fare in Firenze , non gli /-iuscisse disgradevole la onore- 
vole proposizione di Lodovico . Gicnto in IMilano fu egli 
il Direttore di tutte le pubbliche feste , che davansi dalla 
Corte , e spiritosissimo vi brillava egli stesso cantando 
all' imprcn'iso ^ accompagnato dal suono di un' istrimiento, 
die fabbricato aveasi di sua mano d' argento , formato 
in gran parte come un teschio di cavallo , acciò ren- 
desse un armonia più forte e sonora . Dotato qual' era 
Lodovico d' ingegno acutissimo conobbe la perizia di Lio- 
nardo in ogni professione , e per non piìi distaccarselo 
lo fé' Maestro di una Scuola di Pittura , che fu la pri- 
ma fonduta in Italia . Per essa per avventura scr'isse 



25 

JJonardo il suo Trattato {Iella pittura , in su la quale 
arte con tanto i/ìgegno e con si efficaci modi ha egli 
scritto, che può senza taccia di esagerazione affermarsi, 
essere egli in ciò riuscito maggiore di quanti mai hanno 
trattato Ji no a nostri giorni si fatto argomento . Gli spon- 
sali del Duca Gioan Galeazzo e d'Isabella d'yJragona det- 
tero di che fare a Lionardo , per le magnifiche feste 
che furono in tale occasione celebrate in Milano , e fu 
assai tra V altre lodata una di lui singolare im'enzione , 
colla quale tolse a rappresentare il movimento de' piane- 
ti , col ine zzo di una machina ^ chiamata da lui para- 
diso . Era questa in modo fabbricata , che aggirandosi 
per mezzo di ruote nascoste , neW avvicinarsi al Trono 
de' Sposi , ne usciva da ogni pianeta un cantore , rap- 
presentante quella celeste divinità , e cantava alcuni ver- 
si , scritti a tal' uopo dal Bellincioni , poeta Cortigiano 
di Lodovico . Non furono intanto sole le feste , che oc- 
cuparono il Vinci ne' primi anni della sua dimora in Mi- 
lano , ma servendo al Duca da Ingegnere fabbricò ma- 
chine , scavò canali per commodo della navigazione , e 
per Virrigamento delle terre , fabbricò bagni e giardini , e 
sappiamo per/ino che dette opera all' incidere sul rame . 
Quanto alle sue opere di pittura ritrasse egli due Dami- 
gelle amate da Lodovico , cioè Lucrezia Gallerani , e Ce- 
cilia Crivelli ^ e v' è memoria anche di un altra pittura , 
fatta da esso per una Tavola di Altare , rappresentante 
una Natività , la quale dal Duca come dipintura pre- 
ziosissima fu mandata alt Imperadore . Desiderandosi 
dipoi in Milano di avere alcuna grande opera di que- 
sto maravigliosissimo uomo ^ coli autorità di Lodovico i 
Frali Domenicani di S. Maria delle Grazie lo condus- 

4 



26 

sero per- dipingere il lor refettorio . Vi rappresentò egli 
l ultima cena di Cristo cogli ripostoli , e tolse in que- 
sto quadro a far sovranamente pompeggiare la sua in- 
venzione , esprimendovi il momento, nel quale Cristo 
volto a' discepoli esclama: un di voi dee tradirmi. Scuo- 
tonsi d' orrore a simile detto gli Apostoli , e vedesi al 
vivo raffigurato ne diversi volti l amore , la paura , il 
dolore , e lo sdegno , e si grande è stato T ingegno di 
questo artefice in questa ammirabilissima dipintura , che 
ha saputo esprimere negli Apostoli quel sospetto di vo- 
ler sapere chi tradiva il maestro , facendo maestrevol- 
mente rizzare in pie alcuni de' piìi lontani , che doman- 
dano anziosamente «' compagni il senso delle parole di 
Cristo . V' è dipoi un mirabil contrasto tra i due volti 
del S. Giovanni e del Giuda , vedendosi effiggiata nel 
primo una candida e celeste ingenuità , e V odio al con- 
trario , // tradimento , e V ostinazione nel secondo , che 
inalterabile e con occhio torvo ascolta la divina senten- 
za . Vogliono alcuni che non finisse la testa del Cri- 
sto , perciocché non trovando come superare quella del 
S. Giovarmi , se ne rimanesse , consigliato anche a ciò 
da Bermar'do Zeriale Arcìiitetto 3Iilanese suo amico . Ma 
che che ne dican su ciò., assicurano altr'i di averla l'eduta 
compiuta , e non poteano mancare i mezzi di far-la a 
si divino ingegno , il quale sappiamo , che pose in que- 
sta pittur-a tutto il suo sapere e T eccellenza tutta dell' 
arte ; e come saviamente si è detto da Luigi Lanzi, 
fu questi il compendio non solo di quanto Leonardo in- 
segnò ne' suoi libri, ma eziandio di qiutnto comprese 
ne' suoi studj . Mentr^e lavor-ava a questo quadr-o , sic- 
come giammai non contentavasi di se stesso , se ne sta- 



27 

va fiso in considerazioìie le mezze intere giornate , e 
coinpiaceasi talvolta di riguardare cosi i lavoranti dell' 
orto f talché il priore di quel convento , desideroso che 
si compiesse f/uell' opera , incominciò importunamente a 
sollecitarlo , che la Jinisse una volta . E vedendo che 
alle sue premure dava il Maestro parole , ne andò a 
lagnarsene al Duca , e tanto lo importunò , che fu co- 
stretto di mandar per Lionardo . Il (piale gionto da 
lui, sollecitògli cpieir opera , ma lo fé' in modo, che 
sembrò che ciò facesse ad istigazione del Priorie . Per 
la qual cosa conoscendo Lionardo , che non era tanto 
desiderio del Duca di veder la fine dell' opera , e che 
ciò ficea per impulso del Frate , gli ragionò lunga- 
mente della difficoltà dell' arte , e lo rendette capace , 
che i grandi ingegni più adoperano cercando coli' intel- 
letto , che lavorando colle mani , e soggiunse che man- 
cavangli ancora a fare due teste , quella di Cristo cioè 
e quella di Giuda , che la prima gii convenia cercarla 
nel cielo , perocché non potea in terra concepire si di- 
vina bellezza , ma che per la seconda nella quale fi- 
gurar dovea la faccia di uno sciaurato , che tradito avea 
dnpo tanti benefizj il suo divino Maestro , sperava pure 
ritrovarla tra gli uomini^ ma che se questa speranza 
sua gli andasse fallita , servir voleasi della faccia di 
quelV indiscreto Priore . Rise il Duca della piacevolez- 
za di Lionardo , ed umanamente licenziatolo raccoman- 
dògli V opera , lasciando che a suo talento operasse . 
Quantunque molti immaginati si sieno , che seguisse que- 
sto scherzo in ejfetto , non è ciò affatto i>ero , percioc- 
ché tutt' altro era il giocondo e facile aspetto del Pa- 
dre Bandello Priore allora di quel Convento , da quel- 

4 • 



28 

lo feroce e crudo del Giuda ivi dipinto , spirante la 
crudeltà e il tradimento , il quale certamente e' ritrasse 
da alcuno della vii plebe , i di cui Tolti di continuo istu- 
diava nelle Osterie e nelle contrade della città . Que- 
sta opera si grandiosa , che pub chiamarsi il miracolo 
dell aHe , produsse tanta maraviglia nell animo di Fran- 
cesco primo Re di Francia ^ quando s'impadronì di vil- 
lano , dì ebbe voglia grandissima di trasportarla nel di 
lui Regno, e tentò ogni via per ritrovare im' Architetto , 
che avesse coli ajuto di qualche machina potuto far- 
lo , ma era tale la difficoltà dell' impresa , che non se 
ne venne mai a capo , e se ne dovette quel Principe ri- 
manere col desiderio . Formerebbe essa ancora la nostra 
ammirazione , se non disdegnando egli di calcare le vie 
ordinarie , adoprando i colori di usò per tai dipinture , 
7ion T axyesse dipinta sopra certa sua imprimitura con 
olii stillati che affatto V han guasta , assicurandoci VAr- 
menini che la rude dopo cinquanta anni , che di già 
mezza era andata , e lo Scannelli che pur la vide 
nel 1643. afferma , che a fatica si potea discernere la 
già stata Istoria . Nel refettorio istesso litrasse pure Lo- 
dovico il Moro con Massimiliano suo primogenito , e 
dall' altro lato la Duchessa Beatrice con Francesco , al- 
tro di lui figliuolo , e queste figure sono condotte di mo- 
do da incantare per V eccellenza chi le riguarda . A 
tali sue incombenze nella pittura dovette egli aggiugne- 
re una rilevante opera in iscolttira per comaitdamento 
del Duca , il quale adornar volle la Piazza di Milano 
con un grafi Cavallo di broìizo , sopra il quale dovea 
essere effigiato Francesco Sforza suo Padre , che primo 
introdusse quel Principato nella Famiglia . Lo incomin^ 



29 
ciò di fatto Lionardo , e riusci di tanta mole , che non 
se ne ammirerebbe compagno di altro moderno artefi- 
ce , se si fosse compiuto , ma non se ne venne mai a 
termine . Per lo che cercarono alcuni di lui emuli di 
accusarlo su ciò , dicendo dì ei lo facesse si ^r-ande a 
bella posta , perchè non mai si finisse ; come però mu- 
stamente osserva il Vasari, non si dee credere a queste 
dande , ma si bene , che V animo suo grandissimo per 
essere troppo volenteroso, nel desiderar-e com' ei solca 
eccellenza sopra eccellenza , e perfezione sopra perfe- 
zione , ne fosse dal tempo impedito , ovvero ciò che 
giova pili credere , non lo compi , non potendo sommi- 
strare il Duca i danari sofficienti a sì vasta opera , spos- 
sato in (/uel tempo dalle spese immense da lui fatte , e 
dalle guerre che il suo irrcf/uieto animo andava ognor 
suscitando in Italia . Chi ne vide il modella di terra , 
assicurò non aver pur ancor veduto altro simile , e Io 
giudicarono tutti cosa maravigliosa e superba . Questo 
modello durò fino alla venuta di Lodovico Kll. Re di 
Francia in Milatio , // quale per odio degli Sforzeschi 
lo fé' barbaramente spezzarle da suoi soldati , ed un al- 
tro piccolo di cera , che pur n' esistea di sua mano , 
è parimente perito . Conducendo Lionardo si grandiosi 
lavori , non dimenticava gli studj più profondi delle ar- 
ti , e dicesi che in questo tempo ei con grande ardore si 
desse allo studio della notomia degli uoìnini e de' caval- 
li , e fu in esso grandemente ajutato da Marcantonio 
della Torre , filosofo e medico di gran fama che legge- 
va allora nella Università di Pavia , il quale fi il pri- 
mo a porre in credito simile facoltà^ illustrandola co' 
suoi scritti , lo che non era prima di esso avvemito , 



3o 

essendo iiwolta in tenebre ed oscurità . S cambievolmen- 
te aj'iitandosi questi due uomini grandi , Lionardo dise- 
gnava ciò che il medico su questa scienza spiegava , ed 
afferma il frasari che ne fece egli un libro disegnato 
di matita rossa e tratteggiato di penna di ciò che scor- 
ticato avea di sua mano , e con grandissima diligenza 
vi fece tutte le ossature ^ e poi congiunse con ordine 
Ulti' i neitù , e coperse di miLscoli i primi appiccati 
air osso , ed i secondi che tengono il fermo , ed i terzi 
che muovono , e sotto quelli vi scrisse lettere bruttissime 
per l uso che avea di scrivere a rovescio con la mano 
mancina , di modo che la di lui scrittura è a leggersi 
difficilissima , e vi è bisogno di adoperarvi lo specchio . 
Essendo morto poco innanzi a tali occupazioni di Lio- 
nardo il giovane Duca Gioan Galeazzo , avea Lodovico il 
Moro al potere riimito il nome di Duca , di che assai 
bene auguraronsi i Letterati e gli Artisti della sua Cor- 
te , fondando su di lui immense speranze , ma furori 
queste ben corte , perciocché tradito dalla sua stessa po- 
litica , cadde egli stesso vittima di que' Francesi , che 
con obbrobrio e danno della sua patria per deprimere 
la Casa di Aragona chiamati avea in Italia , e per la 
venuta di Lodovico XII. dovette fuggirne colla fami- 
glia in Lamagna , e lasciare ad essi il dominio di 
Milano , ÌSon fu però lunga la Signoria de Francesi , 
perchè spiacendo tosto «' Milanesi pe' crudi e superbi 
lor modi , congiurarono contro di loro , ed il Duca aju- 
tato dalle forze dell' Imperador Massimiliano e de' Si'iz- 
zeri rientiò nuovamente in Milano . Breve dipoi fu tal 
trionfo , imperocché tornando piìi forti i Francesi gli Sviz- 
zeri di difensori divenuti traditori del Duca lo venderò- 



no indegnamente a Francesi , ed il consegnarono al Re 
per di cui ordine fu imprigionato Jino alla morte nel Ca- 
stello di Loches . Idonardo durante simili rivoluzioni , 
dimorò sempre in Milano , e siccome era ArteJ'tce dedi- 
cato a quel Principato , lusingassi di poter essere intrat- 
tenuto ancor da Francesi , ma accorgendosi poscia , che 
non attendeano quelli che a bagordi e piaceri , e che 
nulla curavano le arti , si risolse alla partenza , e 
nel i5oo. ritomossene in patria , accompagnato da Sa- 
lai suo familiare e discepolo , e da Frate Luca Paciuo- 
lo , eccellente geometra , di cui abbiamo im Trattato , 
intitolato da lui De divina proportione , nel quale solen- 
te fa onorata memoria di Lionardo suo amico. Il Salai 
suo discepolo era poi un vaghissimo giovane , della 
bellezza del quale maravigliato Lionardo sei tolse per 
suo domestico , e non lo abbandonò mai insesnandosU 

OD 

/' arte con molta affezione , e ritoccando i suoi stessi 
lavori , talché le opere di questo giovane confondonsi as- 
sai sovente con quelle del Maestro con molla facilità . 
Non mancarono a Lionardo in Firenze commissioni 
onorevoli da esercitarsi nelV arte , ed ai>endo i Frati 
de' Servi conduLto Fdippino Ijppi per dipigne le la Ta- 
vola grande dell' aitar maggiore della lor Chiesa , disse 
Lionardo ad un suo amico che volentieri avrebbe ei 
condotto quella pittura , sicché risaputosi ciò da Filip- 
pino , che era giovane ben fatto e cortese con piacere 
abbandonògli ipieW opera . I Frati perchè non. fosse di- 
stratto da altre cose lo albergarono nel loro convento , 
e gli faceano le spese . Tenendogli però Lionardo in 
parole, e non incominciando mai a lavorare, venne ad 
essi a noja ,e mornioravan di lui , onde alla fine fece il 



cartone , rappresenlante ima Nostra Donna con Cnsto 
e S.Anna. Ed avendolo Jinito lo volle esporre alla vi- 
sta di ognuno , cosicché vi concorse tutto il popolo di 
Firenze per due giorni come ad una festa solenne , e 
non solamente gli artefici^ ma anche gl'indotti, non 
j/oteano saziarsi di magnificare quella dipintura , che 
celebravano come una maraviglia dell arte . K dice il 
T asari ., che nel viso di quella nostra Donna si vedea 
tutto ciò che di semplice e di hello , può con semplicità 
e bellezza dar grazia ad una madre di Cristo , e simile 
considerazione avea pur posta nelle rimanenti figure di 
questa divina opera . Questo cartone lo ebbe poi il Re 
Francesco Primo di Francia , come pure il ritratto di 
Madoiìna Lisa , moglie di Francesco del Giocondo , che 
fu donna bellissima , opera incominciata da Lionardo in 
questo tempo , <? nella quale dopo aver lavorato per ben 
quattro anni , dicesi che rimanesse imperfetta. In questa 
testa ^ testimonia il F asari., die agevolmente cadano 
potea comprendere , quanto T arte imitar potesse la na- 
tura , non avendo trascurato Uonardo alcuna minuzia y 
avvegnaché , dice egli ^ gli occhj avevano que' lustri e quel-' 
le acquitrine , che di continuo si veggono nel l'ivo , ed in- 
torno ad essi erano tutti que' rossi gni lividi e i peli che 
non senza grandissima sottigliezza si possono fare . Le 
ciglia f'K'r averi'i fatto il modo del nascere i peli nella 
carne dove più folti e dove più radi , e girare secondo 
i pori della carne non poteauo essere più naturali . Il 
naso con tutte quelle belle aperture , rossette , e tenere 
si vedea essere vivo . La bocca con quella sua sfenditu^ 
ra colle sue fini unite dal rosso de' labri coli' incarna' 
zìone del viso , che non colori , ma carne purea vera- 



33 

mente . Nella fontanella della gola chi intentissimamente 
la guardava , vedea battere i polsi , e nel vero si mio 
dire j che questa fossi dipinta d'una maniera da far tre- 
mare e temere ogni gagliardo artefice , e sia qual si 
vuole . E dipoi aggiugne , che avendo IJonardo mentre 
ritraea la donna avuto ognor cura , eli ella si stesse al- 
legra e festevole , tenendovi a bella posta de' buffoni , 
V avea rappresentata in atto di ghignare si vezzosamen- 
te , eh' era cosa a vedersi piti divina che umana . Ri- 
trasse ancora a questi tempi la Ginevra di Amerigo 
Benci fanciulla di compiuta bellezza y laonde accrescen- 
dosi la di lui fama per opere sì maravigìiose , Piero 
Soderini , che in allora reggea la Repubblica Fiorentina , 
desiderando che rimanesse alcuna grande opera in pa- 
tria di questo rarissimo ingegno , terminata essendosi di 
fresco la fabbrica della gran sala del Consiglio , j)er pub- 
blico decreto la fé' allogare ad esso ed a Michelagnuo- 
lo Buonarruoti , accio in pittura vi rappresentassino alcun 
degno fatto della Repubblica. Vago Lionardo di provarsi 
col Buonarruoti , che godea allora in Firenze fama di 
celebratissimo artefice , allegramente si pose all' opera , 
e ne fece il cartone , rappresentandovi il fatto d' arme 
d'Anghiari seguilo l'anno it\t\o tra i Fiorentini e Niccolò 
Piccinino Capitano di Filippo Maria f isconti Duca di 
Milano . Immagino a tale ej[jlètto imo stormo di Cava- 
lieri ^ che ferocemente combattono raggruppati per istrap- 
parsi di mano una bandiera . Per dipignere i cavalli era 
Lionardo eccellente , talché nelle mosse e negli scorcj di 
queste bestie era quella pittura mirabile , siccome pure 
nelle mosse degli uomini combattenti , vedendovisi nel 
volto de' vinti espressa al vivo la rabbia , la vendetta , e 

5 



34 

lo sdegno , e la feroce gioj'a ed il dispregio in quelli 
de' vincitori . Gli abili dipoi de' soldati , le anni , gli or- 
namenti , e le bardature de' cavalli erano da lui state va- 
riate in mille modi , e vi si ammirava la bellezza ed il 
costume , cosa che Lionardo osservo pili di ogni altro 
dipintore de' tempi suoi , e non fuggivano su ciò alla sua 
diligenza le piti minute particolarità. Raffaello lavoran- 
do allora nella Libreria del Domo di Siena , attratto dal- 
la fama di funesta pittura si portò a Firenze a vederla , 
e se pure può immaginarsi erte ingegno si divino abbi- 
sognasse d' aj'uto per aggiugnere a quella perfezione 
dell' arte , a cui pia d' ogni altro egli aggiunse , piutto- 
sto estimar dobbiamo , che non V esemplo del Buonar- 
ruoti , ma quello di Lionardo si fosse quello , che il 
sospignesse ad ingrandire la sua prima maniera . Que- 
sta dipintura non ebbe poi luogo in quella sala , impe- 
rocché essendo mal riuscita la vernice data da esso in 
sul muro ei se ne tolse , per avventura anche sdegnato 
col Gonfaloniere Soderini , dal di cui cassiere essendo 
un giorno egli andato per riscuotere la sua provisione , 
gli avea questi dato alcuni cartoccj di quattrini , onde 
egli pieno di collera gli gittò in sul banco , dicendogli , 
\^A ^^^^ ''<^'* ^''^ esso dipintor da quattrini . Inacquerò da ciò 
varj dispiaceri tra esso ed il Soderini , per la cjual cosa 
conoscendo che questo uomo gli era avverso , e che non 
avrebbe in patria assai vantaggiato , correndo V anno i5o2 
,$■/ parti di Firenze , e ne venne in Romagna , ove dal 
Duca P alentino Borgia ^ che dominava que' paesi ^ fu di- 
chiarato suo ingegnere generale per visitare le Fortezze 
di quella Provincia . Si trattenne pertanto Leonardo al- 
(juanto nella Romagna per compiere a quella commis- 



35 

sione , e visitate qii£lle Fortezze , viaggiò per la Mar- 
ca , e portassi a Roma di volo , tla dove per la ina del- 
la maremma di Siena restituissi in Firenze , ove ritro- 
vavasi nell'anno \5o'\ in cui perdette il di lui padre 
Ser Piero . Poco dimorò in Firenze , disgustato di ve- 
dervi i/inalzato il Buonarruoti suo emulo ^ e se ne ritor- 
nò in Milano , ove pensavasi di sempre avere di che 
far valere eziandio appo i Francesi che allora ivi signo- 
reggiavano gli antichi servigj renduti da lui a quel Du- 
cato . Essendo però allora il Re Lodovico travagliato da 
molte guerre non fu inteso , e si sa che non ebbe fac- 
cende , se pure come credesi non fu egli incaricato dell 
apparecchio del trionfo , che menar volle quel Re dopo 
la rotta data dal suo esercito capitanato dal Triulzi 
a' Feneziani in su/I' Adda . Dettesi dumiue esU mansior- 
mente ad istudiare le scienze , e rilevasi dalle sue memo- 
rie , che in (juesti tempi coltivò pure le lettere , e lesse 
Dalile . Morto dipoi essendo un di lui zio , nomato Fran- 
cesco Tùnci , e contrastandognene la eredità i suoi fra- 
telli , risolse di portarsi a Firenze ; ed ottenute a que- 
sto effetto alcune lettere di raccomandazione a' Magi- 
strati da Carlo d' Amboise Luogotenente del Re negli 
Stati di Milano, vi arrivò neW anno i5ii . O gli fos- 
sero tai raccomandazioni giovevoli , o si accomodasse 
ei co' fratelli , ritornò ben tosto a Milano , e vi si ritro- 
vava ancora quando cacciati ne furono i Francesi , e 
riposto in sul trono Massimiliano Sforza figliuolo di 
Lodovico . Grandi feste si celebrarono in tale occasione 
in Milano , ma non è noto , se v' avesse Lionardo al- 
cuna parte agli a/quirecchj di esse , e si sa soltanto _, 
che non avea contrario quel Duca , /'/ quale si valse 

5 * 



3G 

deli opera sua , e più volte si fé ritrarre da lui , con- 
servandosene ancora in Milano due ritratti di sua mano . 
In questo mezzo i Francesi disfatti del tutto nella bat- 
taglia di Novara abbandonato aveano i Italia , ma avea 
per modo la guerra desolato la Lombardia , che la mi- 
seria era estrema y ed essendovi alle stanze gli eserci- 
ti , manometteano ogni cosa , e non lasciando la mili- 
tar licenza sicuro alcuno , era da quelle contrade sban- 
dita ogni pace e tranquillità . Laonde Lionardo stoma- 
cato di tanti mali , e non isperando soccorso alcuno dal 
Duca , penso provvedere a suoi bisogni , e si pose in 
viaggio alla volta di Roma , ove essendo stato allora 
assunto al Pontificato il Cardinale Giovanni De Medici 
sotto nome di Leone X , il quale conosciuto era per pro- 
tettore delle arti e delle lettere , si lusingava di ottenere 
col suo favore alcuna opera degna di se . Gionto a Fi- 
renze , vi ritrovo Giuliano il Magnifico fratello di Leo- 
ne , che governava allor la Repubblica , // quale cono- 
scendo il di lui grande ingegno , onoratamente lo ac- 
colse , e per vieppiìi dimostrargli il suo amore e la sua 
stima ^ dovendo andarne in Roma, lo condusse seco lui, 
e presentono al Pontefice , caldamente raccomandando- 
glielo . Accadde però a Lionardo , come accaduto era a 
Lodovico Ariosto , e ad altri artefici e Letterati , che vi 
andarono carchi di speranze , e ritornaronsene a casa 
senza aver nulla ottenuto . / Cortigiani che favorivano 
Raffaelle e Michelagnuolo , avexnmo di già contilo di 
esso mal preparato /' animo del Pontefice , facendogli 
credere dì era un' uomo che non terminava mai nulla , 
e che gli avrebbe in luogo di fatti vendute parole . Si 
dice ancora , che scappasse la pazienza a Leone nel 



37 
sentire che in molto tempo , che ei già dimorava in Ro- 
ma , non avesse ancora incominciata un'opera che gli era 
stata da lui allogata , e che avesse speso il tempo a 
stillare olii ed erbe per le vernici^ e che esclamasse con 
collera , che non era costui per far nulla , da che co- 
minciava a pensare alla fine innanzi il principio dell 
opera . Rimane assai oscuro questo tratto della vita di 
questo artefice per mancamento di memorie , e non può 
dirsene altro , che sdegnato egli di vedersi vittima di un 
basso intrigo di cortigiani , e sentendo chiamato il Buo- 
narruoti suo nimico prestamente se ne partisse alla 
volta di Lombardia . Lasciò nondimeno in Roma non po- 
chi saggj del di lui ingegno , e fece a Messer Baldas- 
sare Turrini da Pescia Datario di Leone im quadretto , 
nel quale rappresentò una nostra Donna col figliuolo in 
braccio , opera condotta con somma diligenza ed arte , 
ma che tosto guastossi per la preparazione de' colori 
usativi , come pure è avvenuto di una altra sua dipin- 
tura eseguita pur da lui in questi tempi , che ancora, 
guasta conseri'asi in sul muro interno del Convento di 
S. Onofrio . Rappresentò egualmente questa una nostra 
Donna seduta , che tiene in sulle ginocchia il figliuoletto 
Gesìi , che soavemente sorride ad un uoìììo figurato in- 
ginocchiato , che dee essere il Devoto che ordinò V ope- 
ra , il quale mostrasi altamente compunto , ed intento 
ad adorare V immagine . Il volto della P'ergine , che il 
colore ed il tejnpo ha alquanto risparmiato , respira V in- 
nocenza ed il candore , ed è condotto con tal arte , che 
muove a vederlo venerazione . Sono ancora ritolti di 
avviso che dipignesse pure in questa sua dimora in Roma 
una Tai'ola , nella quale rappresentò una Sacra Fa?ni- 



5 ** 



38 

glia, cioè una Jiostra Donna col Jigliuolo , S. Giuseppe ^ 
e S. Giovanni, a piedi de' quali k>' è una giovane donna 
d' assai belle forme , che prega i Santi , la quale dicono 
essere stata la cognata del Pontefice , a richiesta della 
quale fu fatta questa Tavola . Possono ancora ascriversi 
a questa epoca le altre pitture che di Lionardo conser- 
vansi in Roma , siccome la Vanità e la Modestia , e 
l'Erodiade o la Tomiri in Palazzo Barberini , una Sacra 
Famiglia in Palazzo Albani , la Maddalena e la Dis- 
puta di Gesti co' Dottori in Palazzo Aldobrandini , se 
pure non sono molte di queste lavori de' suoi scolari , ri- 
toccati poscia da lui, confondendosi facilmente i suoi 
quadri con quelli del Salaj , Luini , e di altri suoi va- 
lenti discepoli . Mentre stavasi in Roma IJoruirdo s' in- 
trattenne pure in piacevoli scherzi , e racconta il Vasari , 
che compiaceasi di far volai'e alcuni animaletti formati 
da esso di una pasta di cera , ne' quali soffiando , vo- 
lavano per V aere finche il vento durava . Ardendo il 
Vignarolo di Belvedere trovato un grosso ramarro , sei 
fé' dare , e co suoi ingegni gli formò alcune ale , che 
artificiosamente legagli , tirate da lui con scaglie di al- 
tri ramarri scorticati, miste con argento vivo , e fattogli 
barba e conia lo avea domesticato , e tenendolo in una 
scatola , quando imbatteasi in alcuno de' suoi amici , cac- 
ciavalo di tasca , e si dilettava a fargli paura . Essendo 
intanto venuto in Italia Francesco Primo Re di Fran- 
cia che succeduto era a Lodovico XII. con grossissimo 
esercito , s impadroni nuovamente dello Stato di Milano , 
mandaìulo il Duca Massijniliano in Francia , ove gli as- 
segnò una provisione di scudi trentaseimila V anno . Par- 
tendosene adunque come abbiamo detto Lionardo da Ro- 



39 
ma , sentendo la gran fama di questo Principe^ che 
era orninque celebrato per liberale e magnijìco , ed ama- 
tore delle arti , a lui si condusse . Né andò punto fallita ■ 
la sua speranza , perocché fu accolto da quel principe 
con sommo onore , e dovendo tornarsene in Francia , 
non intendendo di distaccarsi da questo grande uomo lo 
indusse a seguirlo colà , assegnandogli stanza e provi- 
sione di scudi settecento annid . Gionto Uonardo in Fran- 
cia , non vi lavorò molto ne' due anni ed alcuni mesi 
che ancora vivette ^ e sappiamo dal Vasari , che non potè 
neppure ottenere il Re , che gli colorisse il cartone del- 
la S. Anna , perocché avendogliene promesso lo tenne 
assai tempo in parole , ma non ne fece poi niente . Dee 
nondimeno ascriversi a questo tempo il ritratto della bel- 
la Ferroniera , donna plebea amata dal Re Francesco ; 
dipintura assai vaga , che conservasi tuttora in Parigi . 
Era poi in questo tempo di età assai avanzata , e veden- 
dosi infermo , e minacciato di morte , si diede tutto allo 
spirito , e volle diligentemente essere ragguagliato della 
Cattolica Religione , lo che non si dee in lui credere 
effetto di miscredenza nella passata sua vita , come han- 
no alcuìù creduto , senza che si sa che non fu egli mai 
irreligioso^ ma dee ascriversi che V essersi si profonda- 
mente immerso negli studj dell' arte , gli avesse fatto 
trasandare più che non convenia V informarsi delle cose 
che si appartengono alla Religione . Vedendosi egli già 
vecchio e male andato , poco dopo il suo arrivo in Fran- 
cia fatto avea in Amboise il suo ultimo testamento , del 
quale lascio esecutore Francesco Melzo gentiluomo Mi- 
lanese suo discepolo . Legò ad esso Melzo tutt i suoi 
disegni , scritti , ed ogni altra cosa che riferivasi all' arte 



4o 

con quanto rimanesse a dargli della sua provìsione il Re 
Francesco nel giorno della sua morte ; a Salay ed a 
Gioan Battista de f^ilanis suoi domestici e discepoli un 
giardino ed una casa , che possedea fuori delle mura del- 
la città di Milano , ed a' fratelli in Firenze 4oo. scudi , 
che avea in quella città in mani del Camarlingo di 
S. Maria Novella, cogli interessi dos'utigli per quella som- 
ma . I Principi ed il Re di Francia faceano tutti a gara 
a chi piit onorar potesse questo uomo straordinario , ma 
volto , come di sopra ho già detto hiteramente alla Re- 
ligione , tormentato essendo in ogni parte del suo corpo 
dalla debolezza e dal male , non pensava piìi alle cose 
del mondo , e vinto dalla forza della infermità e de' suoi 
trascorsi contrito aspettava con magnanimo aspetto la 
morte . Sentendosi dipoi piti indebolito domandò il San- 
tissimo Sagramento ; e come giaceasi , ZJolle pigliarlo 
in piedi fuori del letto , e benché ei non potesse reg- 
gersi per la sua debolezza , ajutato nulladimeno dai 
suoi domestici ed amici compiè a questo sacro dovere . 
Si era dipoi appena egli riposto a giacere in letto , quan- 
do sopragiunse il Re Francesco per visitarlo come era 
in costume di fare / laonde egli si rizzò per riverenza 
di tanto principe a sedere in sul letto , ed incominciò 
a ragionale sopra i peccati della sua vita , sopra tutto 
lagnandosi di non avere quanto dovea bene operato nelV 
arte , talché , o fosse lo sforzo del discorso , o il disagio 
che aveva patito nel levarsi in piedi prima della venuta 
del Re , gli si eccitò un parosismo mortale . Per la qual 
cosa appressatosi il Re al di lui letto , soavemente colle 
sue mani soUevògli la testa per vedere se il male si 
allegeriva , ma non diminuendosi punto in pochi istanti 



spiro sostenuto dalle braccia di quel Monarca . Passo 
Lionardo a miglior vita nel Ccustello di Fontanahlò iì 
giorno 2 Maggio i5\(j. V anno sessantesimosettimo della 
sua vita , avendo come vero cristiano partecipato di 
tutti gli Ecclesiastici Sagramenti . jSegano alcuni tal cir- 
costanza della morte di Lionardo ^ e piuttosto avvisano, 
che ei morisse a Cloujc vicino ad Anihoise , ma essen- 
do deboli le ragioni che adducono , giudico io sia da 
preferirsi il testimonio di Vasari , che ne scrisse la vita 
in tempi alla morte di lui piìi vicini , e di altri Scrit- 
tori , che pur su ciò non discordano . Dolse la perdita 
di tanto uomo ad ognuno che lo conobbe , e gli anaci 
e familiari suoi ne fecero gran corrotto , e piansero gli 
artisti la perdita irreparabile , che avevano in esso fatto 
le arti . Le di lui esequie furono senza fasto e splendo- 
re , e splendentissime solo per le sue laudi e per la li- 
cordanza delle sue virtii . L^u Lionardo nelle parole e 
nelV aspetto venerando , dotato dalla natura di corpo 
forte e robusto^ e proporzionato in tutt' i suoi membri ^ 
ed ebbe tanta forza , che colla man destra torceva co- 
me piombo un ferro di cavallo . Nel vestire fu sontuo- 
so , e soverchiamente ricercato , amando di comparire 
attillato ed adorno . Si dilettò assai di cavalli , e ne tenea 
setnpre per uso suo di bellissimi _, e nella sua vita pri- 
vata traltavasi da gran Signore secondo la degnità del 
suo grado . Lira dipoi molto ospitale ed intrattenea ed 
accarezzava umanissimamente in sua casa gli amici e 
poveri e ricchi , più che dimostrassono alcun segno di 
virtìi; e nel bene e nelV apprezzare i virtuosi solca ognor 
compiacersi il di lui animo liberale e magnifico . FAibe 
nella sua vita varia fortuna , e fu in varj mudi or sol- 



4. 

levato ed ora depresso , ma possiamo dire , che benché 
%olto in età che ancor rnver potea , Visse quanto alla 
gloria tempo lunghissimo , perchè ebbe il colmo de* veri 
beni che consistono nella virtìc . Quanto al di lui in- 
gegno fu sì grande , che non z'' era cosa che a lui pa- 
resse impossibile . Nella sua maniera di dipingere seppe 
egli congiungere ad una mimitezza infinita la sublimità 
e la grandezza , talché appare in quest' arte , che egli 
solo abbia saputo il pj'imo accordare tra essi perfetta- 
mente insieme questi due estremi , che sono di lor na- 
tura contrarj . In alcune sue Tavole , le quali egli fini , 
scorgesi 7ì elle figure oltre alle acque degli occhj., a' peli ^ 
afìori, ed alle piii piccole osservanze ^perfino il battere 
delle arterie ^ e ne' paesi ogni foglia , ogni vei-dura , ogni 
albero , ogni sasso j ogni acqua è un ritratto parlante 
della piii bella natura , e le estremità delle sue figure 
\'edonsi sempre piene di sveltezza e leggiadria . Nel pie- 
gare de' panni è grandioso e pieno di maestà , e sa ri- 
trarne i pili vantaggiosi partiti senza togliere nulla al 
costume , di cui fu rigido osservatore . I^e sue arie di 
testa incantano i riguardanti per una ridente fi sonomia ^ 
che s avea ei fisa in mente ^ e che ripetea volentieri, 
ed ognor fecondo di nuove immagini seppe introdurre i 
scorti pili ardui sfacendosi gloria di vincere le difficoltà 
istesse delf arte . Il suo colorito è vaghissimo , e non 
cede in questa parte a Giorgione , e Tiziano . N^on t/ebbe 
pittore , che meglio di lui conoscesse la gradazione delle 
ombre e de' lumi , e la prospettiva , Qui/idi le dipinture 
sue , o sono cariche di scurì in modo , che piìi ne bril- 
lano i chiari oppostilo riposatissime sono e lavorate di 
mezze tinte , staccandosi sempre le faccie dal fondo ; ed 



43 

in aniendue questi modi alletta , incanta , e piace egual- 
mente . Illa quello però che sopra ogni altra cosa lo 
rendette superiore ad ognuno ed inimitabile , y« la per- 
fetta cognizione che ebbe della natura umana , nella qua- 
le il vero sublime di tutta V arte è riposto , e per espri- 
mere i concetti dell animo e della mente , non mancò 
altro alle sue figure che la sola parola . Possedette in 
fine egli solo l'antica Greca eleganza , la grazia di lìaf- 
faelle , la robustezza del Buonarruoti , e quanto mai di 
gujo e di fiorito seppero dipoi insieme produrre le scuo- 
le di Venezia e di Lombardia . Oltre la pittura , nella 
quale fu sì eccellente Maestro , riusci ancora Scultore 
valentissimo , e fu Architetto na/ì disprcggevole , e lodatis- 
simo Musico . Di piìi siccome avea ad ogni parte di fido - 
sofia volto r ingegno , era Aritmetico , Geometra , Cosmo- 
grafo , ed ancor Poeta , e Metafisico. Conobbe la scienza 
della ÌS'otomia , e senza usarvi lo sfoggio di Michelagno- 
lo , non la trascurò nelle sue pitture . Anche la Medicina , 
e la Mascalcia , non erano scienze a lui sconosciute , 
siccome pure la natura delle piante e degli animali di ogni 
ragione , ed in ispezialìtii de' cavalli , sopra la nototnla 
e natura de' quali sappiamo che egli scrisse un Trattato . 
Così adunque visse e mori Lionardo da f^inci : po- 
tranno da esso imprender gli artefici , che la perfezione 
non sì di leggieri si acquista , e che non può aggiugner- 
visi senza un ferventissimo studio di ogni disciplina che 
l'arte riguarda . Caduca è la fama di coloro j che non 
seguendo la natura , e disdegnando i filosofiici studi se 
ed insieme le arti vituperano ; finché non fia spenta 
ogni immagine di virtii e di bellezza , la gloria di Lio- 
nardo rimarassi eterna nella memoria degli uomi/ii . 



LIBRO PRIMO» 

PARAGONE 

DI PITTURA , POESIA , MUSICA , E SCULTURA. . 

Se la Pittura è Scienza o nò . 

cionza è detto quel discorso nicnt<ile ,• il quale ha origine 
da' suoi ultimi principi , de' quali in natiiia nuli' altra cosa 
si può trovare , che sia parte di essa scienza , come nella 
quantità continua , (^ cioè la scienza di Geometrìa ) , la quale 
cominciando dalla superticie de' colici si trova avere origine 
nella linea , termine di essa superficie ; ed in questo non 
restiamo satisfotti , perchè noi conosciamo la linea aver ter- 
mine nel punto , ed il punto esser quello , del cpialc nuli' 
altra cosa può esser minore . Adunque il punto è il primo 
princiju'o della Geometrìa ; e ninna altra cosa può essere né 
in natura , uè in niente umana , che possa dare principio 
al punto . Perchè se tu dirai nel contatto fallo sopra una 
superfìcie da \\n ultima acuità della punta dello stile , quello 
essere creazione del punto , questo non è vero ; ma diremo 
questo tale contatto essere una superficie che circonda il suo 
mezzo , ed in esso mezzo è la residenza del punto , e tal 
punto non è della materia di essa superticie , né lui , né tutti 
li punti dell' universo sono in potenza ancorché sieno uniti , 
né dato che si potessono unire , comporrebbono parte alcuna 
d' una superficie . E dato che tu t' immaginassi un lutto es- 
sere composto da mille punti , qui dividendo alcuna parte 
da essa quantità di mille , si può dire molto bene , che tal 

a 



2 

parte sia eguale al suo tulio . E questo si prova col zero 
ovver nulla , cioè la decima figura tlell' Aritmetica , per la 
quale si figura un' O per esso nullo ; il quale posto cIojjo 
la uiiità il farà dire dieci, e se porrai due dopo tale unità 
dirà cento , e così infinitamente crescerà sempre dieci volle 
il numero dov' esso si aggiunge ; e lui in su non vale altro 
che nulla , e tutti li nulli dell' universo sono eguali ad un 
sol nulla inquanto alla loro, sostanza e valetudine . Nissuna 
umana investigazione si j)uò dimandare vera scienza ; s' essa 
non passa per le mattematiche dimostrazioni (*j ; e se tu di- 
rai che le scienze , che principiano e finiscono nella mente 
abbiano verità questo non si concede , ma si niega per molte 
ragioni . E prima che in tali discorsi mentali non accade 
esperienza , sanza la quale nulla dà di se certezza ( i ) . 

Esempio e dijferenza tra Pittura e Poesia . 

Jl a1 proporzione è dalla immaginazione all' effetto , qual' è 
dall' ombra al corpo ombroso , e la medesima proporzione 
e dalla poesìa alla pittura , perchè la poesìa pon le sue cose 
nella immaginazione di lettere , e la pittura le dà realmente 
fuori dell' occhio , dal quale occhio riceve le similitudini , non 
altrimenti , (he s' elle bissino naturali , e la poesìa le dà 
senza essa similitudine , e non passano all' impressiva per la 
via della virtù visiva come la pittura . 



(*) In questo luogo 1' autore soltanto intende di quelle scienze la 
di cui dimostrazione dipende soltanto dalle mattematiche , in modo di- 
verso sarebbe una proposizione d' errore il confondere universalmente 
altre facoltà , che debbono da noi esser di fatto credule «cieoze .» 



Delle Scienze imitabili , e come la Pittura 
è inimitabile però è Scienza . 

ìe scienze che sono imitabili sono in tal modo , che con 
quelle il discepolo si la eguale all' autore , e similmente fa 
il suo fruito ; queste sono utili all' imitatore , ma non sono 
di tanta eccellenza , quante sono quelle che non si possono 
lasciare per eredità , come le altre sostanze . Infra le quali 
la pittura è la prima , cpiesta non s' insegna a chi natura noi 
concedo , come fan le maltematiche , delle cpiali tanto ne pi- 
glia il discepolo , quanto il maestro glie ne legge . Questa 
non si copia , come si fa le lettere , che tanto vale la copia 
quanto 1' origine . Questa non s' impronta , come si fa la scul- 
tura , della (piale tal' è la impressa qual' è 1' origine incjuanto 
alla virtù dell'opera. Questa non (a inilnili figliuoli come 
fa li libri stampati , questa sola si resta nobile , questa sola 
onora il suo autore , e resta preziosa e unica , e non parto- 
risce mai figliuoli eguali a se . E tal singolarità la fa più 
eccellente , che quelle , che per tutto sono pu])blicalc . Ora 
non vediamo noi li grandissimi Re dell' Oriente andare ve- 
lati e co[)erti ; credendo diminuire la fama loro col jìubbli- 
care, e divulgare le loro presenze. Or non si vede le pit- 
ture rappresentatrici le immagini de' Santi , essere al continuo 
tenute coperte con coj)riture di grandissimi prezzi , e quando 
si scuoprono , prima si fa grandi solennità ecclesiastiche di 
varj canti con diversi suoni . E nello scuoprire la gran mol- 
titudine de' popoli che quivi concorrono , inunediate si git- 
tano a terra , quelle venerando e pregando , per cui tale 
pittura è figurata , delf acquisto della perduta sanità , e della 
eterna salute , non altrimenti , che se tale idea fosse lì pre- 
sente ed in \iia. Questo non accade in nessuna altra scien- 

a 2 



za , od altra umana opera , e se tu dirai questa non esser 
virtù del pittore , ma propria virtìi della cosa imitata , si 
risponderà : che in cpieslo caso la mente degli uomini può 
satisfare standosi nel letto , e non andare ne' luoghi fati- 
cosi , ne' pellegrinaggi , come al continuo far si vede . Ma 
se pure tali pcllegrinaggj al continuo sono in essere, chi li 
muove senza necessità ? certo tu confesserai essere tale simu- 
lacro, il qual far non può tutte le scritture , che figurar po- 
tessino in effigie , e in \ irtù tale idea . Adunque pare eh' essa 
idea ami tal pittura, ed ami chi l'ama e riverisce, e si 
diletti di essere adorata più in quella , che in altra figura 
di lei imitata , e per quella faccia grazie e doni di salute , 
secondo il credere di quelli che in tal luogo concorrono . 

Come la pittura abbraccia tutte le superficie de' corpi ^ 
ed in ipielli si estende . 



L, 



ìa. pittura sol si estende nella superficie de' corpi , e fa 
sua prosj)ettiva si estende nell' accrescimento e decrescimento 
de' corpi e de' lor colori ; perchè la cosa , che si rimuove 
dall' occhio perde tanto di grandezza e di colore , quanto 
1' acquista di remozione . Adunque la pittura è filosofia , per- 
chè la filosofia tratta del moto aumentativo e diminutivo, 
il C{uale si trova nella sopradetta proposizione ; della Cjuale 
faremo la conversa , e diremo la cosa veduta dall' occhio 
acquista tanto di grandezza , e notizia , e colore , quanto ella 
diminuisce lo spazio interposto infra essa e 1' occhio che 
la vede . 

Chi biasima la pittura , biasima la natura , perchè le opere 
del pittore rappresentano le opere di essa natura , e per que- 
sto il detto biasimatore ha carestìa di sentimento . 



Si prova la pittura esser filosofia perchè essa tratta del 
moto de' corpi nella pronlitudiue delle loro azioni , e la fi- 
losofia ancora lei si estende nel moto . Tutte le scienze che 
finiscono in parole hanno sì presto morte come vita , ec- 
cetto la sua parte manuale , cioè lo scrivere eh' è parte mec- 
canica . 

Come la pittura abbraccia le superficie , figure e colori 

de' corpi naturali , e la filosofìa sol s' estende 

nelle lor virtù naturali . 



L, 



ix pittura si estende nelle superficie , colori , e figure di 
qualuncpie cosa creata dalla natura, e la filosofia penetra 
dentro alli medesimi corpi, considerando in quelli le lor ]»ro- 
prie virtù , ma non rimane satisfatta con quella verità , che 
fa il pittore , che abbraccia in se la prima verità di tali cor- 
pi , perchè 1' occhio meno s' inganna , 

Come V occhio meno s' inganna nelli suoi esercizi , 

che nessun altro senso . llluminosi , o trasparenti , 

ed uniformi , e mezzi . 

JILj occhio nelle debite distanze e debili mezzi meno s' in- 
gaima nel suo ufficio , che nessun altro senso , perchè vede 
se non per hnee rette, che compongono la piramide, che 
si fa base dell' objetto , e la conduce a esso occhio , come 
intendo piovare . ]Ma 1' orecchio foite s' inganna nelli siti e 
distanze delli suoi objelli , [)erchè non vengono le specie a 
lui ])er rette linee , come ((uelli dell' occhio , ma per linee 
tortuose e riflesse, e juolte sono le volle, che le remote 
pajano più vicine che le propinque, mediante li transiti di 



6 
taii specie ; benché la voce di eco sol per linee rette si ri- 
ferisce a esso senso , 1' odorato meno si certifica del sito donde 
si cansa nn' odore , ma il gusto ed il tatto , che toccano 
r objetto , han soli notizie di esso tatto . 

Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia ^ 

né la natura . 



Oe In sprezzerai la pittura , la quale è sola imitatrice di 
tutte le opere evidenti di natura , per certo tu sprezzerai una 
sottile invenzione , la quale con filosofica e sottile specula- 
zione considera tutte le qualità delle forme , mare , siti , 
piante , animali , erbe , fiori , le quali sono cinte di ombra 
e lume . E veramente questa è scienza , e leggittima figlia di 
natura ; perchè la piuma è partorita da essa natura , ma 
per dir più corretto diremo nijiotc di natura , perchè t-utte 
le cose evidenti sono state partorite dalla natura , delle quali 
cose è nata la pittura . Adunque rettamente la chiamiamo 
nipote di essa natura ed opera d' Iddio , 

Come il pittore è Signorie cV ogni sorte di gente , 
e di tutte le cose . 

L pittore è padrone di tutte le cose, che possono cadere 
in pensiero all' uomo , perciocché s' egli ha desiderio di ve- 
dere bellezze che lo innamorino , egli n' è Signore di gene- 
rare , e se vuol vedere cose mostruose che spaventino , o 
che sieno butfoncsche e risibili , o veramente compassionevo- 
li , ei n' è Signore e creatore . E se vuol generare siti de- 
serti , luoghi ombrosi, o fuschi ne' tempi caldi , e' se- li figura , 
e così luoghi caldi ne tempi freddi . Se vuol valli , il simile , 



7 
se vuole delle alte cime tll monti sciioprire gran camj)agna , 
e se vuole dopo quelle vedere 1' Orizzonte del mare , egli n' è 
Signore, e se delie Lasse valli vuol vedere gli alti monti, 
o delli ahi monti le basse valli e sj)iaggie . Ed in effetto ciò 
che è neir universo per essenza , presenza , o immaginazione , 
esso lo ha prima nella mente , e poi nelle mani , e quelle 
sono di tanta eccellenza , che in pari tempi generano ima 
proporzionata armonìa in un solo sguardo qual fanno le cose. 



Del poeta , e del pittore . 



JLj'' 



jA. pittura serve a piià degno senso che la poesia , e fa 
con più verità le figure delle opere di natura che il ])oela , 
e sono molto più degne le opere di natura che le parole , 
che sono opere dell' uomo ; perchè tal proporzione è dalle 
oj)ere delli uomini a quelle della natura , qual' è quella eh' è 
dell' uomo a Dio . Adunque è più degna cosa l' imitar le 
cose di natura , che sono le vere similitudini in fatto , che 
in parole imitare li fatti e parole degli uomini . E se tu , 
poeta , vuoi descrivere le opere di natura colla tua semplice 
professione ; fingendo siti di\ ersi e forme di varie cose , tu 
sei superato dal pittore con infinita proporzione di potenza , 
ma se vuoi vestirti dell' altrui scienze separate da essa poe- 
sìa ^ elle non sono tue , come Astrologia , Rettorica , Teolo- 
gìa , Filosofia , Geometrìa , Aritmetica , e simili , tu non sei 
allora ])iù poeta e ti irasnnui , e non sei più quello di 
clie qui si parla . Or non vedi iii , die se tu vuoi andare 
alla natura , che tu vi vai con mezzi di scienze fatte d' altrui 
so[)ra gli effetti di natura , ed il pittore per se sanza ajuto 
di scienza o ti' altri mezzi va inmiediate alla imitazione di 
esse oj)cre di natura . Con questa si muovono gli amanti 



8 

verso gli simulacri della cosa amata a parlare colle Imitate 
pitture ; cou quosla si muo\ono i popoli con infervorati voti 
n ricercare gli simulacri tlegl' Itklii , e non a vedere le opere 
de' poeti , che con parole figurino li medesimi Iddii , con 
questa s'ingannano gli animali. Già vid' io una pittura, che 
ingannava il cane mediante la similitudine del suo padrone, 
alla quale esso cane facea grandissima festa ; e similmente ho 
visto i cani bajare , e voler mordere i cani dipinti ; ed una 
scimmia fare infinite pazzìe contro ad un' altra scimmia di- 
pinta . Ho veduto la rondine volare e posarsi sopra gli ferri 
dipinti , che spuntano fuori delle finestre delli edifizj ; tutte 
operazioni del pittore maravigliosissime . 

Esempio tra la poesia , e la pittura , 

±% Olì vede la immaginazione cotal eccellenza qual vede 1' oc- 
chio , perchè l' occhio rice\'e le specie , ovvero similitudine 
dcUi objetti , e dagli alla impressiva , e da essa impressiva al 
senso comune , e lì è giudicata . Ma la immaginazione non 
esce fuori da esso senso comune , se non inquanto essa va 
alla memoria , e lì si forma , e lì muore , se la cosa imma- 
ginata non è di molta eccellenza . lÀl in questo caso si ri- 
trova la poesìa nella mente , ovvero immaginativa del poeta , 
il quale finge le medesime cose del pittore, per le quali fin- 
zioni egli vuole equipararsi a esso pittore , ma inveio ei n' è 
molto remoto , come di sopra è dimostrato . Adunque in tal 
caso di finzione diremo con verità essere tal proporzione della 
scienza della pittura alla poesia , qual' è dal cor[)0 alla sua 
ombra derivativa , ed ancora maggiore pro}»orzione ; concio- 
siachè r ombra di tal corpo almeno entra jier l' occhio al 
senso comune , ma la immaginazione di tale corpo non cnti-a 



9 

in esso senso comune , ma lì nasce nelF occhio tenel)roso ^ 
oh ! che difTerenza è a immaginare tal luce nell' occhio tene- 
broso , al \ederla in alto fuori delle tenebre . 

Se tu , poeta , figurerai la sanguinosa battaglia , si sta con 
la oscura e tenebrosa aria , mediante il fumo delle spaven- 
tevoli e mortali machine , miste con la spessa polvere intor- 
bidatrice dell' aria , e la paurosa fuga degli miseri spaventati 
dalla orribile morte . In C[ueslo caso il pittore ti supera , 
perchè la tua penna fia consumata , innanzi che tu descriva 
appieno quel che inmiediate il pittore ti rappresenta con 
la sua scienza . E la tua lingua sarà impedita dalla sete , ed 
il corpo dal sonno e fame , primachè tu con parole dimostri 
quello , che in un istante il pittore ti dimostia . Nella qual 
pittura non manca altro che l' anima delle cose finte , ed in 
ciascun corpo è la integrità di quella parte , che per un solo 
aspetto può dimostrarsi ; il che longa e tediosissima cosa sa- 
rebbe alla poesìa a ridire tulli li movimenti delli operatori 
di tal gnerra , e le parli delle membra , e loro ornamenti , 
delle quali cose la })ltlura finita con gran brevità e verità 
ti pone innanzi , ed a questa tal dimostrazione non manca 
se non il romore delle machine , e le grida degli spaventali 
col pianto , e le grida de' vincitori . Le quali cose ancora il 
poeta non può rappresentare al senso dell' audito . Diremo 
adunque la poesìa essere scienza che sommamente opera negli 
orbi , e la pittura fare il medesimo negli sordi , ma tanto re- 
sta più degna la pittura , quanto ella serve a miglior senso . 

Solo il vero uffizio del poeta è fingere parole di gen- 
te , che insieme parlino , e sol queste rappresenta al senso 
dell' audiiu tanto come naturali, perchè in se sono naturali 
create dalla umana voce , ed in tutte l' altre conseguenze è 
superato dal pittore . 

b 



IO 

'Ma molto più sanza comparazione son le varietà m che 
$' estende la pittura , che quelle in che s' estendono le paro- 
le , perchè infinite cose farà il pittore , che le parole non le 
potranno nominare , per non avere vocaboli appropriati a quel- 
le . Or non vedi tu , che se il pittore vuol fingere animali , 
o dia\ oli neir inferno , con quanta abbondanza d' invenzione 
egli trascorre . 

Qual' è colui , che non voglia prima perdere 1' udito , 
r odorato , e il tatto , che '1 vedere , perchè chi perde il 
vedere è come uno , eh' è scacciato dal mondo ', perchè egli 
più noi vede , né nessuna sua cosa , e questa vita è sorella 
della morte . 

Qual' è di maggior danno alta specie umana , 
o perder V occhio , o l' orecchio . 

.Aggior danno ricevono gli animali per la perdita del ve- 
dere che dell' udire per più cagioni , e prima che mediante 
il vedere il cibo è ritrovato , donde si debbe nudrire , il quale 
è necessario a tutti gli animali . Il secondo che per il vede- 
re si comprende il bello delle cose create , massime delle cose , 
che inducono all' amore , nel quale il cieco nato non può 
pigliare per l'andito, perchè mai non ebbe notizia che cosa 
fosse bellezza di alcuna cosa . Restagli l' audito per il qua- 
le solo intende le voci , e parlare umano , nel quale di 
tutte le cose a chi è dato il suo nome , senza la saputa 
di essi nomi , ben si può vivere lieto , come si vede nelli 
sordi nati , cioè li muli , mediante il disegno , del quale il 
più de' muti si dilettano . E se tu dirai che il vedere im- 
pedisce la fissa e sottile cognizione mentale , con la quale 
si penetra nelle divine scienze , e tale inq^edimcuto condusse 



II 

un filosofo a privarsi del vedere , a questo rispondo , che 
tal' occhio come signore de' sensi fa suo debito a dare im- 
pedimento alli confusi e bugiardi , non scienze , ma discorsi , 
per li quah sempre con gran gridore e menar di mani si 
disputa ; ed il medesimo dovrebbe fare V audito , il quale ne 
rimane piìi offeso , perchè egli vorrebbe accordo , del quale 
tutti i sensi s' intricano . E se tale filosofo si trasse gli oc- 
chj per levare l' impedimento alli suoi discorsi , or pensa che 
tale atto fu compagno del cervello e de' discorsi , perchè 
tutta fu pazzia ; or non potea egli serrarsi gli occhj , quando 
esso entrava in tale frenesìa , e tanto tenerli serrati , che tal 
furore si consumasse , ma pazzo fu 1' uomo , e pazzo il di- 
scorso , e stoltissimo il trarsi gli occhj . 

Come la scienza dell' Astrologia nasce dall' occhio , 
perchè mediante quello è generata . 

i^ issima parte è nell' Astrologia , che non sia uffizio delle 
linee visuali, e della prospettiva figliuola della pittura ; perchè 
il ])iltore è quello , che per necessità della sua arte ha par- 
torito essa prospettiva , e non si può (are per se sanza linee , 
dentro alle quah linee s' inchiudono tutte le varie figure dei 
corpi generati dalla natura , sanza le quali l' arte del Geo- 
metra è orba . E se il Geometra riduce ogni superficie cir- 
condala da linee alla figura del quadrato , ed ogni corpo 
alla figura del cubo ; e l' aritmetica fa il simile con le sue 
radici cube e quadrate . Queste due scienze non si estendono 
se non alla notizia della quantità continua e discontinua , 
ma della qualità non si travaglia , la quale è bellezza delle 
opere di natura ed ornamento del mondo . 



12 

Pittore che disputa col poeta . 

'ual poeta con parole ti metterà innanzi , o amore , la ver» 
effiggie della tua idèa con tanta verità , qual farà il pittore . 
Quale fia quello che ti dimostrerà siti de' fiumi , boschi , valli , 
e campagne, dove si rappresentino li tuoi passati piaceri con 
più verità del pittore . E se tu dici che la ])itlaira è una 
poesìa muta per se , se non vi è chi dica , o parli per lei 
quello che la rappresenta , or non vedi tu che '1 tuo libro 
si trova in peggior grado , perchè ancora eh' egli abbia un 
uomo che parli per lui , non si vede niente della cosa di che 
si parla , come si vederà di quello , che parla per le pitture . 
Le quali pitture , se saranno ben proporzionati gli atti cor 
gli loro accidenti mentali, saranno intese, come se parlassino . 

Come la pittura avanza tutte le opere umane 
per sottili speculazioni appartenenti a quella. 

JLi occhio (he si dice finestra dell' anima è la principale via , 
donde il comune senso può più copiosa e magnificamente 
considerare le infinite opere di natura , e l' orecchio è il se- 
condo , il quale si fa nobile per le cose racconte , le quali 
ha veduto 1' occhio . Se voi Istoriografi , o poeti , o altri mat- 
tematici non vi aveste con l'occhio visto le cose, male le 
potresti voi riferire per le scritture . E se tu, poeta, figurerai 
una istoria con la pittura della penna , il pittore col pennello 
ia farà di più facile satisfazione , e meno tediosa ad esser 
compresa . Se tu dimanderai la pittura mula poesìa , ancora 
il pittore potrà dire la poesìa orba j)ittura . Or guarda qual 
è j)iù dannoso mostro, o il cieco, o il muto. Se il poeta 
è libero come il pittore nelle invenzioni , le sue finzioni non 



i3 



sono di tanta satlsfazionc agli uomini, quanto le pitture, perchè 
se la poesìa s' estende con le parole a figurar forme , atti , 
e siti , il pittore si muove con le proj)ric similitudini delle 
forme a contrafare esse forme . Or guarda quale è più pro- 
j)inquo all' uomo , o il nome d' uomo , o la similitudine di 
esso nomo , 11 nome dell' uomo si varia in varj paesi , e la 
forma non e mutata se non per morte . E se il poeta serve 
al senso per la via dell' orecchio , il pittore per la via dell' oc- 
chio j)iù degno senso. Ma io non voglio da questi tali altro 
che uno buono pittore , che figuri il furore di una battaglia , 
e che il ])Ofia ne scrivi un'altra, e che sieno messe in pub- 
blico di compagnia , vedrai dove più si fermeranno li vedi- 
tori , dove più considereranno , dove si darà ])iù laude , e 
quale satisfarà meglio . Certo la pittura di gran lunga più utile 
e bella piacerà . Poni in iscritto il nome d' Iddio in un luogo , 
e ponvi la sua figura a riscontro , vedrai quale fia più reve- 
rita . Se la pittura abbraccia in se tutte le forme della na- 
tura , voi non avete se non li nomi, li quah non sono uni- 
versali come le forme , se voi avete gli effetti delle dimostra- 
zioni , noi abbiamo le dimostrazioni degli effetti . 

Tolgasi im poeta che descriva le bellezze di una donna 
al suo innamorato , e tolgasi un pittore che la figuri , ve- 
drassi do\c la mitura volgerà più. il giudicatore innamorato . 
Certo il cimento delle cose dovrebbe lasciar dare la senten- 
za . Alla sperienza voi avete messa la pittura fra le arti mec- 
caniche . Certo se i pittori fossero atti a laudare col scrivere 
le opere loro come voi , credo non giacerebbe in così vile 
cognome . Se voi la chiamate meccanica perchè è prima ma- 
nuale , che le mani figiuano quello , the trovano nella fim- 
tasìa , voi scrittori disegnate con la penna manualmente 
quello , che nelf ingegno vostro si tro\ a . E se voi diceste 



i4 

essere meccanica perchè si fa a prezzo , chi cade in questo 
errore , s errore può chiamarsi , più di voi ? Se voi leggete 
per gli studj , non andate da chi più vi premia , fate voi 
alcuna opera sanza qualche premio ? Benché questo non dico 
per biasimare simili operazioni , perchè ogni fatica aspetta pre- 
mio , e potrà dire un poeta ; io farò una finzione , che si- 
gniticherà cose grandi , questo medesimo farà il pittore , come 
fece Apelle la calunnia . Se voi dicesti la poesia è più eter- 
na , per questo dirò essere più eterne le opere di un calde- 
rajo , che il tempo [ilù le conserva , che le vostre , o nostre 
opere . Nientedimeno è di poca fantasìa , e la pittura si può 
depingendo sopra rame con colori di vetro farla molto più 
eterna . Noi per arte possiamo esser detti nipoti a Dio . Se 
la poesìa s' estende in filosofia morale , e questa in filosofia 
naturale , se quella descrive le operazioni della mente che con- 
sidera quella , se la mente opera nei movimenti , se quella 
spaventa i popoli colle infernali finzioni , questa con le me- 
desime cose in atto fa il simile . Pongasi il poeta a figurare 
una bellezza , una fierezza , una cosa nefanda e brutta , una 
mostruosa col pittore, fàccia a suo modo come vuole tras- 
mutazione di forme , che il pittore non satisfaccia più. Non 
s' è egli visto pitture avere avuto tanta conformità con la cosa 
imitata , che haimo ingannato uomini ed animali . 



Dijferenza che ha la pittura con la poesia 



L 



A pittura è una poesìa che si vede , e non si sente , e la 
poesìa è una pittura che si sente , e non si vede . Adunque 
queste due poesìe , o vuoi dire due pitture hanno scambiati 
li sensi , per li quali esse dovrebbono penetrare all' intelletto . 
Perchè se 1' una e 1' altra dee passare al senso comune per 



ÌJ 



il senso più noliile cioè T occliio ; e se l'una, e l'altra è poe- 
sia , esse hanno a passare per il senso meno nohile cioè 1' au- 
dito . Adunque daremo la jiitlnra al giudizio del sordo nato , 
e la poesia sarà giudicala tlal cieco nato , e la pittura sarà 
figurata con li movimenti appropriati alli accidenti mentali 
delle figure , che operano in cjualunque caso . Sanza dubbio 
il sordo nato intenderà le operazioni ed intenzioni degli 
operatori , ma il cieco nato non intenderà mai cosa che di- 
mostri il poeta , la qual faccia onore a essa poesìa ; concio- 
siachè delle nobili sue parti è il figurare li gesti , e li com- 
ponimenti delle Istorie, e li siti ornati e dilettevoli con le 
trasparenti acque , per le quali si vede li verdeggianti fondi 
delli suoi corsi , scherzare le onde sopra ponti e minute 
giarre coli' erbe , che con lor si mischiano insieme con li 
sguizzanti pesci , e simili discrezioni , le quali si potrebbono 
così dire ad un sasso , come ad un cieco nato , perchè mai 
vide nessuna cosa , di che si compone la bellezza del mondo , 
cioè luce , tenebre , colore , corpo , figuia , sito , remozione , 
propinquità , moto , e quiete Le quali sono dieci ornamenti 
della natura . Ma il sordo avendo preso il senso meno no- 
bile , ancoraché abbia insieme persa la loquela , perchè mai udì 
parlare , mai potè imparare alcun linguaggio , ma questo in- 
tenderà bene ogni accidente che sia nelli corpi umani , me- 
glio che un che parli, e che abbia udito, e similmente co- 
noscerà le opere de' pittori , e quello che in esse si rappre- 
senti , ed a chi tali figure siano proprie . 

Che differenza è dalla pittura alla poesia . 

jLja pittura è una poesia muta , e la poesìa è una pittura 
cieca , e 1' una e l' altra va iniitando la natura quanto è pos- 



i6 

sibile alle loro potenze , e per 1' una e per \' altra si può 
dimostrare molti morali costumi , come fece Apelle con la 
sua calunnia . Ma dalla pittura perchè serve all' occhio , senso 
più nobile che l' orecchio , obietto della poesìa , ne risulta 
una proporzione armonica 5 cioè che siccome di molte varie 
voci insieme aggionte ad un medesimo tempo ne risulta una 
armonìa , la quale contenta tanto il senso dell' audito , che 
gli auditori restano con stupente ammirazione quasi semivi- 
\ì . ]Ma molto piìi saranno le proporzionali bellezze di un' an- 
gelico viso posto in pittura , dalla quale proporzionalità ne 
risulta un' armonico concento , il quale serve all' occhio nel 
medesimo tempo che si faccia dalla musica all' orecchio . E 
se tale armonìa delle bellezze sarà mostrato all'amante di c£uella, 
di chi tale bellezza sono imitate , sanza dubbio esso resterà 
con istupeHda ammirazione , e gaudio incomparabile , e supe- 
riore a tutti gli altri sensi , Ma della poesìa la qual si ab- 
bia a atendere pila figurazione d'ima perfetta bellezza , con 
la figurazione di ciascuna parte della quale si compone in 
piuma la predetta armonìa , non ne risulta altra grazia , che 
si facessi a far sentir nella musica ciascuna voce per se sola 
in varj tempi, delle quali no» si comporrebbe alcun con- 
cento , come se volessimo n^ostrare un volto a parte a par- 
ie , Sempre ricoprendo quelle che prima si mostrano , delle 
quali dimostrazioni l' oblivione non lascia comporre alcuna 
propor/Junalità di armonìa, perchè 1" occhio non le abbraccia 
con la sua virtù visiva . Ad un medesimo tempo il simile 
accade nelle bellezze di qualunque cosa finta dal poeta , le 
quali per esser le sue parti , dette separatamente in separati 
tempi y la memoria non ne riceve alcuna armonìa . 



^1 

DiJJerenza infra Poesia , e Pittura . 



L. 



ìa. pittura immediate ti si rappresenta con quella dimo- 
strazione , per la quale il suo l'attore 1' ha generala , e dà 
quel piacere al senso massimo , quale dare possa alcuna cosa 
creata dalla natura . Ed in questo caso il poeta , che manda 
le medesime cose al comun senso per la via dell' udito mi- 
nor senso , non dà all'occhio altro piacere , che se un sentisse 
raccontare una cosa. Or vedi che differenza è dall' udir rac- 
contare una cosa , che dia piacere all' occhio con lunghezza 
di tempo , o vederla con quella prestezza , che si vedono le 
cose naturali . Ed ancorché le cose de' poeti sieno con lungo 
intervallo di tempo lette , spesse sono le volte chtì le non 
sono intese , e bisogna farli sojira diversi conienti , de' cf uali 
rarissime volte tali comentatori inlcndojio qual lusse la mente 
del poeta ; e molte volte i lettori non leggono se non pic- 
cola parte delle loro opere per disagio di tempo , ma l' ope- 
ra del pittore immediate è compresa dalli suoi risguardalori . 

Della (ìijferenza ed ancora similitudine 
che ha la pittura con la poesia . 

ìa. pittura ti rappresenta in un subito la sua essenza nella 
virtù visiva , e per il proprio mezzo , donde la impressiva 
riceve gli obietti naturali, ed ancora nel medesimo tempo, 
nel quale si compone 1' armonica [iroporzionalità delle parti , 
che compongono il tutto , che contenta il senso ; e la poe- 
sia riferisce il medesimo , n)a con mezzo meno degno dell'oc- 
chio , il quale porta nella impressiva più confusamente , e 
con più tardità le ligurazioui delle cose nominate , che non 
fa r occhio , vero mezzo infra I' obbielio e l' impressiva , il 

e 



i8 

quale immediate conferisce con sonnna verità le vere super- 
ficie e figure di quel che dinanzi se gli appresenta , delle 
quali ne nasce la proporzionalità detta armonìa , che con 
dolce concento contenta il senso, non altrimenti che si fac- 
ciano le proporzionalità di diverse voci al senso dell'andito; 
il quale ancora è men degno che quello dell' occhio , per- 
chè tanto quanto ne nasce , tanto ne muore ; ed è si veloce 
nel morire come nel nascere . Il che intervenire non può nel 
senso del vedere , perchè se tu rappresenterai all' occhio una 
bellezza lunana composta di proporzionalità di belle mem- 
bra , essa bellezza non è sì mortale , né sì presto si strug- 
ge , come i'a la musica , anzi ha longa peimanenza , e ti 
si lascia vedere , e considerare , e non rinasce come fa la mu- 
sica nel molto sonare , ne t' induce fastidio , anzi t' innamo- 
ra , ed è causa che tutti li sensi insieme con Y occhio la 
vorrebbono possedere , e pare che a gara voglian combatter 
con r occhio . Pare che la bocca se la vorrebbe per se in cor- 
po , l'orecchio piglia piacere d'udire le sue bellezze, il senso 
del tatto la vorrebbe penetrare per tutti gli suoi meati , il 
naso ancora vorrebbe ricevere 1' aria , che al continuo di lei 
spira , ma la bellezza di tale armonìa il tempo in pochi an- 
ni la distrugge ; il che non accade in tal bellezza imitata dal 
pittore, perchè il tempo lungamente la conserva, e l'occhio 
inquanto al suo uffizio piglia il vero piacere di tal bellezza 
dipinta , qual si facessi nella bellezza vera . Mancagli il tat- 
to , il quale si fa maggior fratello nel medesimo tempo , il 
quale poiché avrà avuto il suo intento , non imj)edisce la 
ragione del considerare la divina bellezza . Ed in questo caso 
la pittura imitata da quella in gran parte supplisce , il che 
supplire non potrà la discrezione del poeta ; il quale in que- 
sto caso si vuole equiparare al pittore , ma non si avvede , 



19 

che le sue parole, nel far menzione delle membra di tali 
bellezze , il tempo le divide 1' una dall' altra , v' infran^eite 
l'oblivione, e divide le proporzioni , le quali senza gran pro- 
lisbiià non può nominare . E non potendole nominare , esso 
non può comporre l' armonica proporzione , la quale è com- 
posta di divine proporzioni . E per questo un medesimo 
tempo , nel quale s' inchiude la speculazione di una bellezza 
dipinta , non può dare una bellezza descritta , e fa peccato 
contro natifta quello che si dee metter per 1' occhio a volerlo 
mettere per l'orecchio. Lasciavi entrare l'uffizio della musi- 
ca , e non vi mettere la scienza della pittura , vera imitatrice 
delle naturali figure di tutte le cose . Che ti muove , o uo- 
mo , ad abbandonare le proprie tue abitazioni della città , 
e lasciare gli parenti ed amici , ed andare in luoghi campe- 
stri per moriti e valli , se non la naturale bellezza del mon- 
do , la quale se ben consideii sol col senso del vedere frui- 
sci . E se il poeta vuole in tal caso chiamarsi anco lui pit- 
tore , perchè non pigliavi tali siti descritti dal poeta , e star- 
tene in casa senza sentire il suptnchio calore del sole , o 
non l' era questo più utile e men fatica , perchè si fa al 
fresco , e senza moto e pericolo di nialatìa . Ma 1' anima 
non polca fruire il benefizio degli occhj , finestre delle sue abi- 
tazioni , e non j)Otea ricevere la specie degli allegri siti , non 
potea vedere le ombrose valli , rigate dallo scherzare delli ser- 
pegganti fiumi , non potea vedere li varj fiori , che con loro 
colori fanno armonìa all' occhio , e così tutte le altre cose , 
che ad esso occhio rappresentar si ])ossono . Ma se il pittore 
nelli frigidi e rigidi tempi dell' inverno ti pone iniiauli li 
medesimi paesi dipinti, ed altri, ne' quali tu aJ)bi licevuto 
li tuoi piaceri , appresso a qualche fonte tu possi rivedere te 
amante con la tua amata, uelli fioriti j)rati sotto le dolci 

e "X 



20 

ombre delle verdeggianti piante : non riceverai tu altro pia- 
cere , che ad udire tale elFetto descritto dal poeta ? Qui ris- 
ponde il poeta, e cede alle sopradette ragioni, ma dice, che 
supera il pittore , perchè lui fa parlare , e ragionare gli uo- 
mini con diverse finzioni , nelle quali ci finge cose che non 
sono , e che commuoverà gli uomini a pigliare le armi , e 
che descriverà il cielo , le stelle , e la natura , e le arti , ed 
ogni cosa . Al quale si risjionde , che nessuna di queste co- 
se , di che egli parla è sua professione j)ropria , ma che s' ei 
vuol parlare , ed orare , è da persuadere che in questo egli 
è vinto dall' oratore . E se parla d' astrologia , che lo ha 
rubato all' astrologo , e di filosofia al filosofo , e che in ef- 
fetto la poesìa non ha propria sedia , uè la meiita altrimenti , 
che di un mcrciajo ragnnatore di mercanzìe fatte da diversi 
artigiani . Ma la Deità della scienza della ])itlura considera 
le opere così umane , come divine , le quali sono terminate 
dalla loro superficie , cioè linee de' termini de' corpi , con le 
quali ella comanda allo Scidtore la perfezione delle sue sta- 
tue . Questa col suo principio , cioè il disegno , insegna all' 
Architettore a fare, che il suo edificio si renda grato all'oc- 
chio , questa alli componitori di diversi vasi , questa agli 
orefici , tessitori , recamatori , questa ha trovato li caratteri , 
con li cpiali si esprimono gli diversi linguaggi , questa ha dato 
le caratte agli aritmetici , questa ha insegnato la figurazione 
alla Geometrìa , questa insegna alli prospettivi ed astrola- 
ghi , ed alli machinatori e ingegneri . 

DelV occhio . 

i 1 occhio , dal quale la bellezza dell' Universo è specchiata 
dalli contemplanti , è di tanta eccellenza , che chi consente 



21 

alla sua perdita , si priva della rappresentazione di tutte l'ope- 
re della natura ; per la veduta delle quali 1' anima sta con^ 
tenta nelle umane carceri , mediante gli occhj , per li quali 
essa anima si rappresenta tutte le varie cose di natura . ]\Ia 
chi li perde lascia essa anima in una oscura prigione , dove 
si perde ogni speranza di rivedere il sole , luce di tutto il 
mondo . E quanti sou quelli , a chi le tenebre notturne so- 
no in somm' odio , ma ancora eh' elle sieno di breve vita ? 
Oh ! che larebbono questi quando tali tenebre lussino com- 
pagne della vita loro ? Certo è , che non è nissuno , che non 
volesse piuttosto perdere 1' udito e 1' odorato , che 1' occhio , 
la perdila del quale udire consente la perdita di tutte le scien- 
ze , che hanno termine nelle parole , e sol fa questo per non 
perdere la bellezza del mondo , la quale consiste nella su- 
jjcrflcie de' corpi sì accidentali come naturali , li quali si ri- 
flettono neir occhio umano . 

Disputa del poeta e pittore , e che differenza 
è da poesia a pittura . 

ICC il poeta , che la sua scienza è invenzione e misiua, 
e questo è il semplice corpo di poesìa , invenzione di mate- 
ria , e misura ne' versi , e che lei si veste poi di tutte le 
scienze . Al quale risponde il pittore avere li medesimi ob- 
blighi nella scienza della pittura, cioè invenzione e misura; 
invenzione ndla materia, che lui debbe fingeie , e misura 
nelle cose dipinte , acciò non sieno sproporzionate ; ma eh' ci 
non si veste tali tre scienze , anzi che le altre in gran j)arte 
si vestono della pittura , come 1' astrologia , che nidla fa senza 
la prospettiva , la quale è principal membro di essa pittura , 
cioè l'astrologia maltemalica , non dico della fallace giudicia- 



22 

le , perdonemi chi per mezzo dclli sciocchi ne vive . Dice 
il poeta dee descrivere una cosa , che ne rappresenta un' al- 
tra piena di belle sentenze . Il pittore dice avere in arbitrio 
di fare il medesimo, e in questa parte anco egli è poeta. E 
se il poeta dice di fare accendere gli uomini ad amare , è 
cosa principale della specie di tutti gli animali . 11 pittore 
ha potenza di fare il medesimo , e tanto piìi , che lui mette 
innanzi all' amante la propria effigie della cosa amata , il quale 
sj)esso fa con quella baciandola e parlandole quello , che 
non farebbe con le medesime bellezze , postole innanzi dallo 
scrittore . E tanto più supera gì' ingegni degli uomini ad 
amare ed innamorarsi di pittura , che non rappresenta al- 
cuna donna viva . E già intervenne a me fare una pittura 
che rappresentava una cosa divina , la quale comperata dall' 
amante volle levarne la rappresentazione di tal Deità per 
poterla baciare senza sospetto , ma infine la coscienza vinse 
gli sospiri e la libidine , e fu forza eh' ei se la levasse di 
casa . Or va tu , poeta , descrivi una bellezza senza rappre- 
sentazione di cosa viva , e desta gli uomini con quella a 
tali desideri . Se tu dirai , io ti descriverò l' inferno , o '1 pa- 
radiso , ed altre delizie , o spaventi , il pittore ti supera , 
perchè ti metterà innanzi cose , che tacendo diranno tali de- 
lizie , o ti spaventeranno, e ti muoveranno l'animo a fuggi- 
re . Muove pili presto i sensi la pittura che la poesìa , e 
se tu dirai che con le parole tu leverai un popolo in pian- 
to , o in riso , io ti dirò , che non se' tu che muo\ e , egli 
è r Oratore , ed è una scienza , che non è poesìa ; ma il pit- 
tore nuioverà a riso , ma non a pianto , perchè il pianto 
è maggiore accidente , che non è il riso . Uno pittore fece 
una pittura, che chi la vedea subito sbadigliava, e tanto re- 
plicava tale accidente , quanto si teneva gli occhj alla pittu- 



23 

ra , la quale ancora lei era Unta sbadigliare . Altri hanno di- 
pinlo alti libidinosi , e tanto lussuriosi , che hanno incitati li 
risguardatori di quelle alla medesima lesta , il che non farà 
la poesìa . E se tu scriverai la figura di alcuni Dei , non sarà 
tale scrittura nella medesima venerazione , che la idèa di- 
pinta , perchè a tale pittura sarà fatto di contiiuio voti , e 
diverse orazioni , ed a quella concorreranno varie generazioni 
di diverse provincie , e per li mari orientah , e da tali si di- 
manderà soccorso a tal pittura , e non alla scrittura . 

yfrgiiizione del poeta contro il pittore . 

JL u dici , o pittore , che la tua arte è adorata , ma non 
imputare a le tal virtù, ma alla cosa di che tal pittura è rap- 
presentatrice . Qui il pittore risponde . O tu , poeta , che ti 
fai ancora tu imitatore , perchè non rappresenti colle tue pa- 
role cose , che le lettere tue contenitrici di esse parole an- 
cora loro sieno adorate, ma la natura ha j)iìi favorito il 
pittore che il poeta ; e meritamente le opere del favorito 
debbono essere più onorate , che di quello che non è in fa- 
vore . Adunque laudiamo quello che con le parole satisfa 
all' udito , e quel che con la pittura satisfa al contento del 
vedere. Ma tanto- meno quel delle parole, cjuanto elle sono 
accidentali , e create da minore autore , che le opere di na- 
tura , di che il pittore è imitatore; la qual natura è termi- 
nante dentro alle figure nella lor superficie . 

Risposta del Re Mattia ad un poeta , 

che gareggiava con un pittore . 

1: orlando il dì ilei natale del Re Mattia un poeta un'opera 



2-1 



fallagli in laude del giorno , eh' esso Re era nato a benefi- 
zio del mondo , ed un pittore gli presentò un ritratto della 
sua innamorata . Subito il Re rinchiuse il libro del poeta , 
e voltossi alla pittura , ed a quella fermò la vista con gran- 
de ammirazione . Allora il poeta forse isdegnato disse : o 
Re , leggi , leggi , e sentirai cosa di maggior sostanza , che una 
Minta pittura . Allora il Re sentendosi riprendere del risguar- 
diir cose mute, dissero poeta , taci tu che non sai ciò che 
ti diciì , questa pittura serve a miglior senso , che la tua la 
qual' è da orbi . Dammi cosa , che io la possa vedere , e 
toccare , e non che solamente la possa udire , e non bias- 
mar la mia elezione dell'avermi io messa la tua opera sotto 
il gomito , e questa del pittore tengo con due le mani , dan- 
dola alli miei occhj , perchè le mani da lor medesime hanno 
tolto a servire a più degno senso che non è 1' udire ; ed 
io per me giudico che tale proporzione sia dalla scienza del 
pittore a quella del poeta , -qual è dalli suoi sensi , de' quali 
queste si fanno obietti . Non sai tu che la nostra anima è 
composta di armonìa , e d' armonia non si generò se non in 
istanti , ne' qiiali le proporzionalità delli obietti si fan ve- 
dere , o udire . Non vedi clic nella tua «cicnza non è pro- 
porzionalità creata in istante, anzi 1' una parte nasce dall'al- 
tra successivamente , e non nasce lo succedente , se 1' antece- 
dente non muore . Per questo giudico la tua invenzione es- 
sere assai inferiore a quella del pittore , solo perchè da quella 
non componesi proporzionalità armonica . Essa non contenta 
la mente dell* auditore , o veditore , come fa la proporzio- 
nalità delle bellissime membra componitrici delle divine bel- 
lezze di qtiesto viso , che m' è dinanzi , le quali in un me- 
desimo tempo tutte insieme gionte mi danno tanto piacere, 
con la divina loro proporzione , che nulla altra cosa giudico 



nj 



i'sscr sopra la terra fatla diiH' uomo , che dar lo possa mag- 
giore . 

Non è si insensato giudizio , che se gh è proposto qual' è 
pili ila eleggere, o stare in perpetue tenebre , o voler per- 
dere r udito , che subito non dica volere piuttosto perdere 
l'udito, insieme coli' odorato , prima che restar cieco. Per- 
chè chi perde il vedeie , perde la bellezza del mondo con tutte 
le forme delle cose create , ed il sordo sol perde il suono 
fatto (.lai moto dell' aria percossa , eh' è minima cosa nel mon- 
do . Tu che dici la scienza essere tanto più nobile , quanto 
essa si estende in più degno subictlo , e per questo più vale 
una falsa immaginazione dell' essenza d' Iddio , che una im- 
maginazione di una cosa men degna . E per questo diremo 
la pittura , la quale solo si estende nelle opere d' Iddio , es- 
sere più degna olella poesìa , che solo si estende in bugiarde 
finzioni delle opere umane . Con debita lamentazione si duole 
la pittura per essere lei scacciata dal numero delle arti libe- 
rali ; conciosiachc essa sia vera lìgliuola della natura , ed ope- 
rata da più degno senso; onde a torto, o Scrittori , l'avete 
lasciata fuori del immero di dette arti liberali , conciosiachè 
questa non che alle opere di natura , ma ad infinite atten- 
de , che la natura mai le creò [2] . 

Conclusione infra il poeta ed il pittore . 

JL o'ìchh noi abbiamo concluso la poesìa essere in sommo 
grado di comprensione alli ciechi , e che la pittura fa il 
medesimo alli sordi , noi diremo tanto di più valere la pit- 
tura , che la poesìa, quanto la pittura serve a miglior senso , 
e più nobile che la poesìa, la qual nobilita è |)rovata esser 
tripla alla nobilita di tre altri sensi ; perchè è stalo eletto di 

d 



26 

volere piuttosto perdere 1' udito , ed odorato , e tatto , che 
il senso del vedere , perchè chi perde il vedere , perde la 
veduta , e bellezza dell' universo , e resta a similitudine di 
un che sia chiuso in vita in una sepoltura , nella quale abbia 
moto e vita . Or non vedi tu che V occhio abbraccia la bel- 
lezza di tutto il mondo . Egli è capo dell' astrologia , egli fa 
la cosmografia, esso tutte le umane arti consiglia e correg- 
ge , muove r uomo a diverse parti del mondo ; questo è 
principe delle mattematiche , le sue scienze sono certissime , 
questo ha misurato le altezze e grandezze delle stelle , questo 
ha trovato gli elementi , e loro siti , questo ha fatto predire 
le cose future mediante il corso delle stelle , cjuesto 1' archi- 
tettura , e prospettiva , questo la divina pittura ha generata . 
O eccellentissimo sopra tutte le altre cose create da Dio ! quali 
laudi fien quelle che sprimere possino la tua nobilita , quali 
popoli , quali lingue saranno quelle , che appieno possino de- 
scrivere la tua vera operazione . Questo è finestra dell' uma- 
no capo , per la quale la sua via specula , e fruisce la bel- 
lezza del mondo , per questo l' anima si contenta dell' uma- 
no carcere , e sanza questo esso umano carcere è suo tor- 
mento ; e per questo la industria umana ha trovato il fuo- 
co , mediante il quale 1' occhio riacquista quello che prima 
gli tolsero le tenebre . Questo ha ornato la natura coli' agri- 
coltura , e dilettevoli giardini . Ma che bisogna che io m' esten- 
da in si alto e lungo discorso , qual' è quella cosa , che per 
lui non si faccia ? Ei muove gli uomini dall' oriente all' oc- 
cidente , questo ha trovato la navigazione , ed in questo su- 
pera la natura, perchè li semplici naturali sono finiti, e le 
opere che 1' occhio comanda alle mani sono infinite , come 
dimostra il pittore nelle finzioni d' infinite forme di animali , 
ed erbe , piante , e siti , 



27 

Come la Musica si dee chiamare sorella 
minore della Pittura . 



L. 



l'i. Musica non è da essere chiamata altro , che sorella 
della pittura (3) , conciosiachè essa è subietto dell'udito secondo 
senso all' occhio , e compone armonìa con la giunzione delle 
sue parti proporzionali operate nel medesimo tempo , costret- 
te a nascere e morire in uno , o più tempi armonici , li 
quali tempi circondano la proporzionalità de' membri , di che 
tale armonìa si compone, non altrimenti che si faccia la linea 
circonfcrenziale le membra , di che si genera la bellezza uma- 
na . Ma la pittura eccelle , e signoreggia la musica , perchè 
essa non muore immediate dopo la sua creazione , come fa 
la sventurata musica , anzi resta in essere , e ti si dimostra 
in vita quel che in fatto è una sola superficie . O maraviglio- 
sa scienza , tu riservi in vita le caduche bellezze de' mortali , le 
quali hanno più permanenza che le opere di natura , le quali 
al continuo sono variate dui tempo , che le conduce alla de- 
bita vecchiezza , e tale scienza ha tale proporzione con la 
divina natura , quale hanno le sue opere con le opere di essa 
natura , e per questo è adorala . 

Parla il Musico col Pittore . 

ice il musico , clic la sua scienza è da essere equiparata 
a quella del pittore , perchè essa compone un corpo di molte 
membra , del quale lo speculatore contempla tutta la sua gra- 
zia in tanti tempi armonici , quanti sono li temj)i , nelli quali 
essa nasce e muore, e con quelli tempi trastulla con grazia 
1' anima , che risiede nel corpo del suo contemplante . Ma il 
pittore risponde , e dice : che il corpo composto delle uma- 

d 1 



28 

ne meml>ra . non dà di se piacere a tempi armonici , nelli 
quali essa bellezza abbia a variarsi dando figurazione ad 
un altro , né che in essi tempi abbia a nascere e morire , 
ma lo fa permanente per moltissimi anni , ed è di tanta ec- 
cellenza , eh' ella riserva in vita quell' armonìa delle propor- 
zionate membra , le quali natura con tutte sue forze conser- 
var non potrebbe . Quante pitture hanno conservato il si- 
mulacro di una divina bellezza , che il tempo , o morte in 
breve ha distratto il suo naturale esempio y ed è restata più 
degna 1' opera del pittore , che della natura sua maestra ^ 

// Pittore dà i gradi dette cose opposte aW occhio , 
come il musico dà delle voci opposte all'orecchio. 



^Enchè le cose opposte all' occhio si tocchino 1' una e 
r altra di mano in mano , nondimeno farò la mia regola di XX 
in XX braccia , come ha fatto il musico infra le voci , che 
benché la sia unita e appiccata insieme , nondimeno ha pochi 
gradi di voce in \ oce , domandando quella prima , seconda , 
terza , quarta , e quinta , e così di grada in grado ha posto, 
nomi alla varietà di alzare e bassare la voce » Se tu , o 
musico , dirai che la pittura è meccanica per essere operata 
coir esercizio delle mani , e la musica è operata con la boc- 
ca , eh' è organo umano , ma non pel conto del senso del 
gusto , come la mano senso del tatto ; meno degne sono, an- 
cora le parole , che i fatti . Ma tu , scrittore delle scienze , non 
copii tu con mano scrivendo ciò che sta nella mente , come 
fa il pittore , e se tu dicessi la musica essere composta di 
proporzione , ho io con c£uesto medesimo seguilo la pittura 
come me vedrai . 

<,)uella cosa è più degna , che satisfa a miglior senso , 



29 

adunque la pittura satisfattrice al senso del vedere è più no- 
bile tlclla musica , che solo satisfa all' udito , Quella cosa è 
jiiìi nubile che ha più eteinità , adunque la musica, che si 
va consumando mentre eh' ella nasce , è men degna della 
pittura , che con vetri si fa eterna . Quella cosa che contie- 
ne in se j)iù uni\ersalità e varietà di cose , quella fia detta 
di più eccellenza , adunque la pittura è da essere proposta 
a tutte le operazioni , perchè è contenitrice di tutte le for- 
me che sono , e di quelle che non sono in natura , è più 
da essere magnificata ed esaltata che la musica , che solo 
attende alla voce . Con questa si fa i simulacri all' Iddii , 
d' intorno a questa si fa il culto divino , il quale è ornato 
con la musica a questa servente , con questa si dà copia agli 
amanti della causa de' loro amori , con questa si riservano 
le bellezze, le quali il tempo e la natura fa fugitive, con 
questa noi riserviamo le similitudini degli uomini famosi , e 
se tu dicessi la musica s' eterna collo scriverla , il medesi- 
mo facciamo noi qui colle lettere . Adunque poiché tu hai 
messa la musica infra le arti liberali , o tu \ì metti questa , 
o tu ne levi quella , e se tu dicessi gli uomini vili V ado- 
prano , e così è guasta la nuisica da chi non la sa . Se tu 
dirai le scienze non meccaniche sono le mentali , io dirò 
che la pittura è mentale , e eh' ella siccome la musica e 
geometrìa considera le proporzioni delle quantità continue, 
e l'aritmetica delle discontinue , questa considera tutte le quan- 
tità continue, e le qualità delle proporzioni d' ombre , e lu- 
mi , e distanze nella sua prospettiva . 



TaI di 



Conclusione del pittore^ poeta ^ e musico. 
ffercnza è inquanto alla figiuazionc delle cose cor- 



3o 

poree dal pittore e poeta , quanto dalli corpi smembrati agli 
imiti . Ma perchè il poeta nel descrivere la bellezza e brut- 
tezza di qualunque corpo , te lo dimostra a membro a mem- 
bro , ed in diversi tempi , ed il pittore tei fa vedere tutto 
in un tempo . Il poeta non può porre colle parole la vera 
figura delle membra , di che si compone un tutto , come il 
pittore , il quale tei pone innanzi con quella verità , eh' è 
possibile in natura . Ed al poeta accade il medesimo come 
al musico , che canta solo un canto composto di quattro 
cantori , e canta prima il canto , poi il tenore , e così segui- 
ta il contralto , e poi il basso ; e di costui non risulta la 
grazia della proporzionalità armonica, la quale si rinchiude 
in tempi armonici , e fa esso poeta a similitudine di im bel 
volto , il quale ti si mostra a membro a membro , che così 
facendo non rimarresti mai satisfatto dalla sua bellezza, la 
quale solo consiste nella divina proporzionalità delle predet- 
te membra insieme composte , le quali solo in un tempo 
compongono essa divina armonìa di esso congionto di mem- 
bra , che spesso volgono la libertà posseduta a chi le vede . 
E la musica ancora fa nel suo tempo armonico le soavi me- 
lodìe composte delle sue varie voci , dalle quali il poeta è 
privato della loro discrezione armonica . E benché, la poesìa 
entri pel senso dell' udito alla sedia del giudizio siccome la 
musica , esso poeta non può descrivere 1' armonìa della mu- 
sica , perchè non ha potestà in im medesimo tempo di dire 
diverse cose , come la proporzionalità armonica della pittura 
composta di diverse membra in un medesimo tempo , la 
dolcezza delle quali sono giudicate in un Tnedesimo tempo 
così in comune , come in particolare . In comune inquanto 
all' intento del composto , in particolare inquanto all' intento 
de' componenti , di che si compone esso tutto . E per que- 



3i 

sto il poeta resta inquanto alla figurazione delle cose corpo- 
ree molto indietro al pittore , e delle cose invisibili rimane 
indietro al musico . Ma s' esso poeta toglie in prestito 1' aiu- 
to delle altre scienze , potrà comparire alla fine come gli altri 
mercanti portatori di diverse cose fatte da più in\entori . E 
fa questo il poeta quando s' impresta 1' altrui scienza , come 
dell' oratore , filosofo , astrologo , cosmografo , e simili , le quali 
scienze sono in tutto separate dal poeta . Adunque questo è 
un sensale , che gionge insieme diverse persone a fare una 
conclusione di un mercato . E se tu vorrai trovare il pro- 
prio uffizio del poeta , tu troverai non essere altro che un 
adunatore di cose rubate a diverse scienze , colle quali egli 
fa un composto bugiardo , o vuoi con più onesto fine dire 
un composto finto ; ed in questa tal finzione libera esso poe- 
ta s' è equiparato al pittore , eh' è la più debole parte del- 
la pittura (4) . 

Quale scienza è meccanica e quale non è meccanica . 



'icono cjuella cognizione esser meccanica, la quale è par- 
torita dall'esperienza, e quella esser scientifica, che nasce 
e finisce nella mente , e quella essere semimeccanica , che 
nasce dalla scienza , e finisce nella operazione manuale . Ma 
a me pare , che quelle scienze sieno vane e piene di erro- 
ri , le quali non sono nate dall' esperienza madre di ogni 
certezza , e che non terminano in nota esperienza , cioè che 
la loro origine , o mezzo , o fine , non passa per nessuno 
de' cinque sensi . E se noi dubitiamo della certezza di cias- 
cuna cosa che passa per li sensi , quanto maggiormente dob- 
biamo noi dubitare di molte cose ribelli ad essi sensi , delle 
quali tra filosofi si disputa e contende . E veramente acca- 



32 

de , che scmi>re dove manca la ragione suppliscono le grida , 
la qiial cosa non accade nelle cose certe . Dicemo per que- 
sto che dove si grida non è vera scienza , perchè la verità 
ha un sol termine , il quale ess<'ndo puhbhcalo il litigio 
resta in eterno distrutto , e s esso litigio resurgc , ella è bugiar- 
da e confusa scienza , e non certezza rinata . Ma le vere scien- 
ze son quelle , che la sapienza ha fallo penetrare per li suoi 
sensi, e posto silenzio alla lingua de' litiganti , e che non 
pasce di sogni li suoi investigatori , ma sempre sopra li pri- 
mi veri e noti piincipj procede successivamente e con vere 
seguenze insino al fine , come gi dinota nelle prime matte- 
matiche , cioè numero e misura , dette aritmetica e geome- 
trìa , che trattano con somma verità della quantità discon- 
tinua e continua . Qui non sj arguirà che due tre facciano 
più o men che sei , ne che un triangolo abbia li suoi an- 
goli retti , ma con eterno silenzio resta distrutta ogni argui- 
zione , e con pace sono finite dalli loro devoti , il che far 
non possono le bugiarde scienze mentali , e se tu dirai tali 
scienze vere e note essere di specie di meccaniche , impe- 
rocché non si possano finire se non manualmente , io dirò 
il medesimo di tutte le arti , che passano per le mani degli 
scrittori , le quali sono di specie di disegno , Membro della pit> 
tura è r astrologia , e le altre passano per le manuali opera- 
zioni , ma prima spno mentali conj' è Ja pittura , la quale è 
prima pella mente del suo speculatore , e non può pervenire 
alla suq perfezione sejaza U manuale operazione ; della qual 
pittura li suoi scientifici e veri principj prima ponendo che 
cosa è coroo ombroso, e che cosa è onibra primitiva, ed 
ombra derivativa , e che cosa è lume , cioè tenebre , luce , 
colore , corpo , figura , gito , remozione , propinquità , moto , 
e quiete , le quali solo colla meute si comprendono senza 



33 

oj)era manuale , e questa tia la scienza della pittura , che 
resta nella mente de' suoi contemplanti , dalla quale nasce 
poi r operazione assai più degna delia predetta contempla- 
zione , o scienza . 

Dopo questa viene la scoltura , arte degnissima , ma non 
di tanta eccellenza d' ingegno operata , conciosiachè in due 
casi principali sia difficilissima, co' quali il pittore procede 
nella sua . Questa è ajulata dalla natura , cioè prospettiva, om- 
bra , e lumi . Questa ancora non è imitatrice de' colori , per 
li quali il pittore si affatica a tiovare che le ombre sieno 
compagne de' lumi . 



Perchè la pittura non è connumerata nelle scienze . 



P 



Erchè gli scrittori non hanno avuto notizia della scienza 
della pittura, non hanno possuto descriverne i gradi e parti 
di quella . E lei medesima non si dimostra col suo fine 
nelle parole , essa è restata mediante l' ignoranza indietro alle 
predette scienze , non mancando per questo di sua divinità (5) . 
E veramente non senza cagione non 1' hanno nobilitata , per- 
chè per se medesima si nobilita senza 1' ajuto delle altrui 
lingue , non altrimente che si facciano l' eccellenti opere di 
natura . E se i pittori non hanno di lei descritto , e ridot- 
tola in scienza, non è colj)a della pittura ; ed ella non è per 
questo meno nobile della poesìa . Che pochi pittoii fainio 
professione di lettere , perchè la lor vita non basta ad inten- 
dere quella , per questo aremo noi a dire , che le virtù dell' 
erbe , pietre , e piante non sieno in essere perchè gli uomini 
non le abbiano conosciute? Certo nò, ma diremo esse erbe 
restarsi in se nobili senza lo ajuto delle lingue , o lettere 
umane . 

e 



34 

Comincia della scoltura , e s' ella è scienza o nò . 

JILja. scoltura non è scienza ma arte meccanicissima , perchè 
genera sudore , e fatica corporale al suo operatore , e solo 
bastano a tale artista le semplici misure de' membri , e la 
natura delli movimenti , e posati , e così in se finisce dimo- 
strando all' occhio quel che cjuello è , e non dà di se alcuna 
ammirazione al suo contemplante , come ìa la pittura , che 
in una piana superficie per forza di scienza dimostra le gran- 
dissime campagne co' lontani orizzonti (6) . 

DiJJerenza tra la pittura e la s coltura . 

Ea la pittura e la scoltura non trovo altra differenza , 
òenonchè lo scultore conduce le sue opere con maggior fa- 
tica di corpo che il pittore . Ed il pittore conduce le opere 
sue con maggior fatica di mente . Provasi così esser vero , 
conciosiachè lo scultore nel fare la sua opera fa per forza di 
braccia e di percussione a consumare il marmo , od altra 
pietra soperchia , eh' eccede la figura , che dentro a quella si 
rinchiude , con esercizio meccanicissimo , accompagnato spesse 
volte da gran sudore composto di polvere e convertito in 
fango , con la faccia impastata , e tutto infarinato di polvere 
di marmo , che pare un fornajo , e coperto di minute sca- 
glie , che pare gli sia fioccato addosso , e 1' abitazione im- 
brattata , e piena di scaglie e di polvere di pietre . Il che 
tutto al contrario avviene al pittore , parlando di pittori , e 
scultori eccellenti . Imperocché il pittore con grande agio sie- 
de tliuanzi alla sua ojiera ben vestilo , e muove il lievissimo 
pennello co' vaghi colori , ed ornato di vestimenti come a lui 
piace 5 ed è r abitazione sua piena di vaghe pitture , e pu- 



35 

Illa ed accompagnata spesse volte di musiclre , o lei tori di 
varie e belle opere , la quale senza strepito di martelli od 
altro rumore misto , sono con gran piacere udite . Ancora lo 
scultore nel condurre a line le sue oj)ere ha da fare per cias- 
cuna figura tonda molti dintorni , acciocché di tal figura ne 
risulti grazia per tutti gli aspetti, e questi tali dintorni non 
son fatti se non dalla convenienza dell' alto e basso , il quale 
non lo può porre con verità se non si tira in ])arte che la 
veda in profilo , cioè che li termini della concavità e rilievi 
sien veduti avere confini coli' aria , che li tocca . Ma invero 
questo non aggiunge fatica all' artefice , considerando ch'egli 
siccome il pittore ha vera notizia di tutti li termini delle 
cose vedute per qualunque verso . La qual notizia al pittore 
siccome allo scultore scmj)rc è in potenza ; ma lo scultore 
avendo da cavare dove vuol fare gf intervalU de' muscoli , e 
da lasciare dove vuol tare gli riUevi di essi muscoli , non gli 
può generare con debita figura oltre lo aver fatto la lun- 
ghezza , e larghezza loro , s' egli non si muove in traverso 
piegandosi od alzandosi in modo, ch'esso vegga la vera al- 
tezza de' muscoli , e la vera bassezza delfi loro inter\ alli ; e 
questi son giudicati dallo scultore in tal silo ; e per questa 
via di dintorni si ricorreggono , altrimenle mai porrà bene 
li termini o figure delle sue scolture . K cpiesto tal modo 
dicono essere fatica di mente allo scultore, perchè non ac- 
quista altro che fatica corporale , perchè in quanto alla men- 
te , o vo' dire giudizio , esso non ha se non in tal profilo 
a ricorreggere li dintorni delle membra , dove li muscoli sono 
troppo alti , e questo è il j)roprio ordinario dello scultore 
a condurre a fine le opeie sue . Il quale ordinario è con- 
dotto dalla vera notizia di tutti li termini delle figure dei 
corpi per qualunque verso . Dite lo scultore, che se lui leva 

e 2 



36 
di soperchio , clic non può aggiungere come il pittore . Al 
quale si risponde, se la sua arte non era perfetta , egli avreb- 
be sollevalo mediante la notizia delle misure quel che ba- 
stava , e non di soperchio , il quale levamento nasce dalla 
sua ignoranza , la quale gli fa levare più o meno , che non 
debba . Ma di questi non pailo , perchè non sono njaestri , 
ma guastatori di marmi ; li maestri non si fidano nel giudi- 
zio dell' occhio , perchè sempre inganna , come prova chi 
vuol dividere una linea in due parti eguali a giudizio di oc- 
chio , che spesso la sperienza Io inganna . Onde per tale 
sospetto li buoni giudici temono sempre , il che non fanno 
gì' ignoranti 5 e per questo colla notizia delia misura di cias- 
cuna lunghezza , grossezza , e larghezza de' membri si \ anno 
al continuo governando , e così facendo non k\ ano più del 
dovere . Il pittore ha dieci varj discorsi , co' quali esso con- 
duce al fine le sue opere , cioè luce , tenebre , colore , cor- 
po , figura, sito, remozione, propinquità, moto, e quiete. 
Lo scultore solo ha da considerare corpo , figura , sito , mo- 
to , e quiete ; nelle tenebre , o luce non s' impaccia , perchè 
la natura da se lo genera nelle sue sculture , del colore nul- 
la ; di remozione , o propinquità se n' impaccia mezzanamen- 
te , cioè non adopera se non la prospettiva lineale , ma non 
quella de' colori , che si variano in varie distanze dall' occhio 
di colore , e di notizia de' loro termini e figure . Adunque 
ha meno discorso la scoltura , e per conseguenza è di mino- 
re fatica d' ingegno che la pittura . 

// Pittore e Scultore . 

— ice lo scultore la sua arte essere più degna della pittu- 
ra , conciosiachè quella è j)iù eterna per temer meno 1' unii- 



3: 

do , il Inoro , il caldo , ed il freddo , che la piltnia . A 
costui si risponde che questa tal cosa non fa più dignità 
nello scultore , perchè tal permanenza nasce dalla materia , e 
non dall' arlelice , la qual dignità può anco essere nella pit- 
tura , dipingendo con colori di vetro sopra i metalli , o ter- 
ra cotta , e qnelli in fornace far discorrere , e poi pnlire con 
diversi strumcnii , e fare una superficie piana e lustra , come 
ai nostri giorni si vede fare iii diversi luoghi d'i Francia , e 
d' Italia , e massime in Firenze nel parentado della Robbia (7] , 
li quali hanno trovato modo di condurre ogni grande ope- 
ra in pittura sopra terra colta coperta di vetro . Veio è che 
questa è sottoposta alle percussioni e rotture , siccome si sia 
la scoltura di marmo , ma non è a' distruttori come le figure 
di bronzo, ma di eteiiiità si congionge colla scoltura, e di 
bellezza la supera senza comparaziom^ . Per<:hè in quella si 
congiongono le due prospettive, e nella scollura tonda non 
è nessuna che non sia fatta dalla natura . Lo scultore nel 
fare una figura tonda fa solamente due figure , l' una è ve- 
duta dinanzi , e 1' altra di dietro , e questo si piova non 
essere altiimenle : perchè se tu fai una figura in mezzo ri- 
lie\o veduta dinanzi , tu non dirai mai avere fatto più ope- 
ra in dimostrazione , che si faccia il pittore in una figura 
fatta nella medesima veduta . 11 simile interviene a una fi- 
gura volta indietro . Ma il basso rilievo è di più specula- 
zione senza comparazione al tutto rilievo , e si accosta in 
grandezza di speGuiazione alla pittura, perchè è obbligato alla 
prospetti\a, e il tutto rilievo non s'impaccia niente in tal 
cognizione , perchè egli adopera le semj)lici misure come le 
ha trovate al vi\o . E di qui inquanto a questa parte il j)it- 
tore impara più presto la sroltura , che Io scultore la pittu- 
ra .. Ma per tornare al proposito di quel eh' è detto del basso 



38 

rilievo dico : che quello è di men faiica corporale , clic il 
tutto rilievo, ma assai di maggiore investigazione; conciosia- 
chè in quello si ha da considerare la proporzione che han 
le distanze interposte infra le prime parti de' corpi , e le se- 
conde , e dalle seconde alle terze successivamente (8) , Le quali 
se da te prospettivo saranno considerate , tu non troverai 
opera nessuna in basso rilievo , che non sia piena di errori 
ne' casi del più e men rilievo , che si richiede alla parte dei 
corpi , che sono più o men vicini all' occhio . Il che mai 
sarà alcuno errore nel tutto rilievo , perdiè la natura ajuta 
lo scultore; e per questo quel che la di tutto rilievo man- 
ca di tanta difficoltà . Seguita un nimico capitale dello scul- 
tore nel tutto , e nel poco rilievo delle sue cose , le quali 
nulla vagliono se non hanno il lume accommodato simile a 
quello dove esse furono lavorate . Imperocché se elle hanno 
il lume di sotto , le loro opere parranno assai , e massime 
il basso rilie\ o , che quasi cancella nelli opposti giudizj la 
sua cognizione . Il che non può accadere al pittore , il quale 
oltre all' aver poste le membia delle sue cose , esso si è 
convertito nelli due idlizj della natura , h c|uali sono gran- 
dissimi , e questi son le due pros})cttive , e il terzo di gran- 
dissimo discorso , eh' è il chiaro scuro delle ombre , o dei 
lumi, di che lo scultore è ignorante , ed è ajutato dalla na- 
tura nel modo ch'essa ajuta le altre cose invisibili artificiose. 

Come la scoltura è di minore ingegno che la pittura , 
e mancano in lei molte parti naturali , 

ilLDOperandomi io non meno in scoliura, che in pittura, 
ed esercitando l'una e l'altra in un medesimo grado , mi pare 
con picciola imputazione poterne dare sentenza , quale sia di 



39 
maggiore ingegno , difficoltà , e perfezione 1' una che l' altra . 
Prima la scoltura è sottoposta a certi lumi cioè di sopra, e 
la pittura porta per tutto seco e lume e ombra . E lume 
e ombra è la importanza adunque della scoltura , lo scul- 
tore in questo caso è ajutato dalla natura del rilievo , eh' ella 
genera per se . E il pittore per accidentale arte lo fa ne' luo- 
ghi dove ragionevolmente lo farebbe la natura ; lo scultore 
non si può diversificare nelle varie nature de' colori delle 
cose , la pittura non manca in parte alcuna , le prospettive 
delli scultori non parcno niente vere , quelle del pittore pa- 
jono a centinaja de miglia di là dall' opera . La prospet- 
tiva aerea è lontana dall' opera , non possono figurare li cor- 
pi trasparenti, non possono figurare i luminosi, non linee 
reflesse , non corpi lue idi come specchj e simili cose lustran- 
ti , non nebbie , non tempi oscuri , ed infinite cose , che non 
si dicono per non tediare . Ciò eh' ella ha , è che la è più 
resistente al tempo , benché a simile resistenza la pittura fatta 
sopra rame grosso coperto di smalto bianco , e sopra quello 
dipinto con colori di smalto , e rimesso in fuoco , e fatto 
cuocere , questa per eternità avanza la scollura . Potea dire 
lo scultore , che dove fa un errore non essergli facile il rac- 
conciarlo , questo è debole argomento a voler provare che 
una ismemorataggine irremediabile faccia l'opera più degna, 
ma io dirò bene , che lo 'ngegno del maestro fia più diffi- 
cile a racconciare , che fa simili errori , Noi sappiamo bene 
che quello che sarà prattlco non farà simili errori , anzi con 
buone regole andrà levando tanto poco j-.er volta , che con- 
ducerà bene la sua opera . Ancora lo scultore se fa di terra 
o cera può levare e porre , e quando è terminata con faci- 
lità si gitta di bronzo ; e cpiesta è l' ultima operazione e la 
più permanente che abbia la scoltma . Imperocché quella eh' è 



4o 

solo di marmo è sotioposta alla rovina , che non è il bron- 
zo . Adunque quella pittura latta in rame , che si può , 
eom' è detto della pittura , levare , e porre a par al bronzo, 
che quando facevi quella di cera prima si poteva ancora lei 
levare , e porre , se questa è scoltura di bronzo , quella di ra- 
me e di vetro è oternissima . Se il bronzo rimane nero e 
bruno , questa pittura è piena di varj e vaghi colori , e d' in- 
finite vai'ietà , della quale com' è di sopra , se un volesse dire 
solamente della pittura fatta in tavola , di questo mi accor- 
derei anche io con la scoltura , dicendo così: come la pittura 
è più bella, e di più fantasìa , e più copiosa, è la scollura 
più durabile , che altro non ha ^ la scoltura con poca fatica 
mostra quel che la j)ittma pare cosa miracolosa a far parere 
palpabili le cose impalpabili , rilevate le cose piane ; in ef- 
fetto la pittura è ornata d' infinite speculazioni , che la scol- 
lura non r adopra . Nissuna comparazione è dallo ingegno , 
ai'tificio , e discorso della pittura a quello della scoltura , se 
non della prospettiva causata dalla virtù delia materia, e non 
dall' artefice , E se lo scultore dice non poter racconciare la 
materia levata di soperchio alla sua opera , come può il pit- 
tore , qui si risponde : che quel che troppo leva poco inten- 
de , e non è maestro ; perchè se lui ha in potestà le misu- 
re , egli non leverà quello che non dcbbe . Adunque dire- 
mo tal difetto essere dell' 0|>crat0T't: , e non della materia . 
Ma la pittura è di maraviglioso artificio , tutta di sottilis- 
sime speculazioni, delle quali in tutto la scoltnra n' è pii- 
vala per essere di brevissimo discorso . Rispondesi allo scul- 
tore che dice che la sua scienza è più pcrmtanente che la 
pittura , che tal permanenza è viitù della materia sculta e 
non dello scultore ; e in questa parte lo scultore non se lo 
debbe allribuire a ?ua gloria, ma lasciarla alla natura crea- 
trice di tale materia . 



4c 

Dello scultore e pittore . 



Le 



jo scultore ha la sua arte di maggior fatica corj)Orale che 
il i)ittore , cioè meccanica , e di minor fatica mentale , cioè 
che ha poco discorso rispetto alla pittura , perchè esso scul- 
tore solo leva , ed il pittore sempre pone di varie materie . 
Lo scultore solo ricerca i lineamenti che circondano la ma- 
teria sculta , ed il pittore ricerca li medesimi lineamenti , ed 
oltre a quelli ricerca ombra , e lume , colore , e scorto , 
delle quali cose la natura ne ajuta di continuo lo scultore , 
cioè con ombra , e lume , e prospettiva , le quali parti biso- 
gna che il pittore se le acquisti per forza d' ingegno , e si 
converta in essa natura , e lo scultore le trova di continuo 
fatte . E se tu dirai egli è alcuno scultore che intende quel- 
lo' che intende il pittore , io ti rispondo : che donde lo 
scultore intende le parti del pittore, ch'esso è pittore, e 
dove esso non le intende eh' egli è semphce scultore . Ma il 
dipintore ha di bisogno sempre d' intendere la scultura , cioè 
il naturale , che ha il rilievo che per se genera chiaro , e 
scuro , e scorto . E per questo molti ritornano alla natura 
per non essere scienziati in tale discorso d'ombre, e lume, 
e prospettiva, e per questo ritrattano il naturale, perchè 
solo tal ritrarne ne ha messo in uso senza altra scienza , o 
discorso di natura in tal proposito . E di questi ce ii' è al- 
cuni che per vetri ed altre carte , o veli trasparenti , riguar- 
dano le cose fatte dalla natura , e quivi nella superficie delle 
trasparenze le profilano , e quelle colle regole della propor- 
zionalità le circondano di profili , crescendole alcuna volta den- 
tro a tali profili occupano di chiaro scuro , notando il sito , 
la quantità , e figura d' ombre e lumi . Ma questo è da 
essere laudato in quelli che sanno fare di fantasìa appresso 

/ 



42 

li effetti di natura , ma sol usano tali discorsi per levarsi 
alquanto di fatica , e per non mancare in alcuna particola 
della vera imitazione di quella cosa , che con processione si 
debbe fare simigliare . Ma questa tale invenzione è da essere 
vituperata in quelli che non sanno per se ritrarre , né dis- 
correre coir ingegno loro , perchè con tale j)igrizia sono de- 
struttori del loro ingegno , né mai sanno operare cosa al- 
cuna buona senza tale ajuto , e questi sempre sono poveri , 
e meschini d' ogni loro invenzione , o componimento di sto- 
rie , la qual cosa è il fine di tale scienza , come a suo luo- 
go fie dimostrato . 



Comparazione della pittura alla scoltiira . 



L> 



ìa. pittura è di maggior discorso mentale , e di maggiore 
artifìcio e meraviglia , che la scultura , perciocché necessità 
costringe la mente del pittore a trasmutarsi nella propria 
mente di natura, e sia interprete infra essa natura e l'arte, 
comentando con quella le cause delle sue dimostrazioni 
costrette dalla sua legge , ed in che modo le similitudini 
delli obietti circostanti all' occhio concorrino colli veri simo- 
lacri alla pupilla dell' occhio , e infra li obietti eguali in gran- 
dezza quale si dimostrerà maggiore a esso occhio , e infra li 
colori eguali qual si dimostrerà più o meno oscuro , o più 
o men chiaro . E infra le cose di eguale bellezza , quale si 
dimostrerà più o men bassa ; e di quelle che sono poste in 
altezza eguale , quale si dimostrerà più o meno alta , e delli 
obietti eguali posti in varie distanze , perchè si dimostreran- 
no men noti 1' un che l' altro . E tale arte abbraccia , e re- 
stringe in se tutte le cose visibili , il che far non può la 
povertà della scoltura , cioè li colori di tutte le cose , e loro 



43 ' 
diminuzioni . Questa figura le cose trasparenti , e lo sculto- 
re li mostrerà le naturali senza artifizio suo , il pittore ti 
mostrerà varie distanze con varianicnlo del colore dell' aria 
interposta fra li obietti e 1' occhio . Egli le nebbie per le 
quab con diflicoltade penetrano le specie degli obietti , egli 
le pioggie , che mostrano dopo se li nuvoli con monti e val- 
li , egh la polvere che mostrano in se e dopo se li com- 
battenti di essa motori , egli li fiumi più o men densi . Que- 
sta li mostrerà li pesci scherzanti infia la superficie delle 
acque e il fondo suo , egli le pulite giare con varj colori 
posarsi sopra le lavate arene del fondo de' fiumi circondati 
delle verdeggianti erbe dentro alla superficie dell' acqua . Egli 
le stelle in diverse altezze sopra di noi , e così altri innu- 
nicrabili effetti , alh quali la scoltura non aggiunge . Dice lo 
scultore : che il basso rilievo è di specie di pittura , questo 
in parte si accetterebbe in quanto al disegno , perchè par- 
tecipa di pros])ettiva , ma inquanto alle ombre e lumi è fal- 
so in scoltura e in pittura , perchè le oni])ie di esso bas- 
so rilievo sono della natura del tutto rilievo , come sono 
le ombre delli scorti , che non ha 1' oscurità della pittura o 
scultura tonda , ma questa arte è una mistione di pittura 
e scoltura . Manca la scoltura della bellezza de' colori , man- 
ca della prospettiva de' colori , manca della prospettiva , e 
confusione de' termini delle cose remole all' occhio . Impe- 
rocché così farà CjOgnilo li termini delle cose propinque co- 
me delle remote , non farà 1' aria interposta infra 1' obietto 
remoto e l'occhio occupare [)iù esso obietto che l'obietto 
vicino , non farà i corpi lucidi e trasparenti come le figure 
velate che mostrano la nuda carne soli' i veli a quella an- 
teposti , non farà la un'unta giara di varj colori sotto la 
superficie delle trasparenti acque . La pittura è di maggior 



44 

discorso mentale che la scollura , e di maggioro artificio ; 
conciosiachè la scoltura non è altro che quel eh' ella pare , 
cioè neir essere corpo rilevalo , e circondato di aria , e ve- 
stito da superficie oscura e chiara , come sono gli altri cor- 
pi naturali . E 1' artificio è condotto da due operatori , cioè 
dalla natura e dall' uomo ; ma molto è maggiore quello della 
natura ; conciosiachè s' ella non soccorresse tale opera con 
ombre più o meno oscure, e con li lumi più o men chiari 
tale operazione sarelìbe tutta di un colore chiaro e scuro 
a similitudine di una superficie piana . E oltra questo vi si 
aggiunge l' adiutorio della prospettiva , la quale colli suoi 
scorti ajuta voltare la superficie muscolosa de' corpi a' diversi 
aspetti , occupando l' un muscolo 1' altio con maggiore o mi- 
nore occupazione . Qui risponde lo scultore e dice : s' io non 
facessi tali muscoli , la prospettiva non me gli scorterebbe , 
al cjuale si risponde : che se non fosse l' ajuto del chiaro e 
scuro tu non potresti lare tali muscoli , perchè tu non li 
potresti vedere . Dice lo scultore ; eh' egli è esso che fa na- 
scere il chi;uo e lo scuro col suo levare dalla materia scnl- 
ta . Rispondesi , che non egli ma la natura fa l'ombra , e non 
l'arte, e che s'egli scolpisse nelle tenebre, non vederebbe 
nulla , perchè non vi è varietà , uè anco nelle nebbie circon- 
danti la materia scidla con eguale chiarezza , non si vede- 
rebbe altro che li termini della materia sculta nelli termini 
della nebbia che con lei confina . E dimando a te , sculto- 
re , perchè tu non conduci opere a quella perfezione in cam- 
pagna . circondate da uniforme lume universale dell' aria 
come tu fai ad un lume particolare che di alto discenda alla 
himinazione della tua opera . E se tu fai nascere V ombra a 
tuo beneplacito , nel levare della materia , perchè non la fai 
medesimamente nascere nella materia snilta al limie univer- 



45 

sale , come tu fai nel lume particolare . Certo lu t' inganni , 
che egli è altro maestro che fa esse ombre e lumi , al 
quale tu famiglio però pari la maleria dov' egli imprime essi 
accidenti . Sicché non ti gloriare delle altrui opere , a te sol 
bastano le lunghezze e grossezze delle membra di qu.ilunque 
corpo , e le loro proporzioni , e questo è tua arte , il resto 
eh' è il tutto , è [àUo dalla natura maggior maestra di te . 
Dice lo scultore , che farà di basso rilievo , e che mostrerà 
per via di prospettiva quel che non è in atto . Rispondesi , 
che la prospettiv a è membro della pittura , e che in questo 
caso lo scidtore si fa pittoie , come si è dimostrato dinanzi . 

Escusazione dello scultore . 

hce Io scultoie , che s' esso leva più marmo , che non 
debbe , che non può ricorreggere il suo errore come là il pit- 
tore ; al quale si risponde , che chi leva più che non debbe 
che non è maestro , perchè maestro si dimanda quello y che 
ha vera scienza della sua operazione . Risponde lo scultore , 
che lavorando il marmo si sciiopre una rottura , che ne fu 
causa 1(1 e non il maestro di tale errojc . Rispondesi tale 
scultore essere come il pittore in questo caso a chi si rompe 
ed olFcnde la tavola, donde egli dipinge. Dice lo scultore 
che non può fare una figiua , che non ne faccia infinite per 
gì' indnìti termini , che hanno le quantità continue . Rispon- 
desi , che gì' iuHniti icrinini di tal figura si riducono in due 
mezze figure, cioè una mezza dal mezzo indietro, e l'altra 
mezza dal mezzo innanzi . Le quali scudo ben proporzionate 
compongono una figura tonda , e queste tali mezze avendo 
li loro debiti rilievi in tutte le loro parti risj)ondeianiio per 
se senza altro magistero tutte le infinite figure , che tale scul- 



46 

loie tlice aser l'atte , che il medesimo si può dire ad uno 
che laccia un vaso al torno , })erchè ancora egli può mosUa- 
re il suo vaso per infiniti aspetti . ÌNIa che può tare lo scul- 
tore , che gli accidenti naturali al continuo non lo soccor- 
rino in tutti li necessarj ed opportuni casi , il quale ajuto 
privato d' inganno e questo è il chiaro scuro , che i pittori 
dimandano lume , ed ombra , li quidi il pittore con gran- 
dissima speculazione da se generatoli con le medesime quan- 
tità , e qualità , e proporzioni ajutandosi , che la natura sen- 
za ingegno dello scultore ajuta la scoltura , e la medesima 
natura ajuta tale artefice con le debite diminuzioni , colle 
quali la prospettiva per se produce naturalmente senza dis- 
corso dello scultore , la qual scienza la bisogno , che il pit- 
tore col suo ingegno si acquisti . Dirà lo scultore fare ope- 
re pili eterne che il pittore , qui si risponde essere virtvi del- 
la materia scnlta , e non dello scultore , che la scolpisce , e 
s' il pittore dipinge in terra cotta co' vetri , essa sarà più 
eterna che la scoltura . 

Deir obbligo che ha la scoltura col lume e non la pittura. 

^E la scoltura avrà il lume di sotto parrà cosa mostruosa 
e strana , questo non accade alla pittura , che tutte le parti 
porta con seco . 

Differenza eh' è dalla pittura alla scoltura . 

/\ prima maraviglia che ajiparisce nella pittura è il pa- 
rer spiccata dal muro , od altro piano , ed ingannare li sot- 
tili giudici •'on quella cosa che non è divisa dalle superfi- 
cie . Qui in questo caso lo scultore fa le opere sue che tan- 



47 
to pajono quanto elle sono , e qui è la causa che il pittore 
bisogna che Taccia l'oflicio della notizia nelle ombre , che sieno 
compagne de' lumi . Allo scultore non bisogna tale • scienza ^ 
perchè la natura ajuta le sue opere, com'essa fa ancora tutte 
le altre cose corporee , dalle quali tolto la luce sono di un 
medesimo colore , e rendutole la luce sono di varj colori , 
cioè chiaro e scuro . La seconda cosa , clic il pittore con 
gran discorso bisogna che con sottile investigazione ponga 
le vere qualità , e quantità delle ombre , e lumi ; qui la na- 
tura per se le mette nelle opere dello scultore . La prospet- 
tiva , investigazione , ed invenzione sottilissima degli studj 
mattematici , la quale per forza di lince fa parere remoto 
quello eh' è vicino , e grande quello eh' è picciolo . Qui la 
scoltura è ajutata dalla natura in questo caso , e fa senza 
invenzione dello scultore . 

Quale scienza e più utile , ed iti che consiste 
la sua utilità . 

^J'uclla scienza è più utile , della quale il suo fruito è piii 
comunicabile , e così per contrario è meno utile eh' è mono 
comunicabile . La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte 
le generazioni dell' universo , perchè il suo fine è subietto 
della virtù visiva , e non passa per l' orecchio al senso co- 
mune col medesimo modo , che vi passa p(!r il vedere . Adun- 
que questa non ha bisogno d' interpreti di di\ erse lingue , 
come hanno le lettere, e subilo ha satisfatto all'umana spe- 
cie, non altrimenti che si facciano le cose prodotte della na- 
tura . E non che alla specie umana , ma agli altri animali , 
come si è manifestalo in tuia pillura imitata di imo padre 
di famiglia , alla cpiale facea carezze li piccioli figliuoli , che 



48 

ancora erano nelle fasce , e similmente il cane e gatta della 
medesima casa , eh' era cosa maravigliosa a considerare tale 
spettacolo . 

La pittura rappresenta al senso con più verità e certez- 
za le opere di natura , che non fanno le parole , o le let- 
tere , ma le lettere rappresentano con più verità le parole al 
senso che non fa la pittura . Ma dicemo essere più mirabile 
quella scienza , che rappresenta le opere di natura , che quel- 
la , che rappresenta le opere dell' operatore , cioè le opere 
degli uomini , che sono le parole coni' è la poesìa , e simili , 
che passano per la umana lingua . 



49 

LIBRO SECONDO. 

PRECETTI AL PITTORE. 



Del primo principio della scienza della pittura . 

JiLL principio della scienza delia pittura è il punto , il secon- 
do è la linea , il terzo è la superficie , il quarto è il corpo 
che si veste di tal superficie , e questo è c^uanlo a quello 
che si finge , cioè esso corpo , che si finge ; perchè invero 
la pittura non si estende più oltre che la superficie , per la 
quale si finge il corpo figura di c^ualunque cosa evidente . 

Principio della scienzu della pittura . 

JLiA superficie piana ha tutto il suo simulacro in tutta l'al- 
tra superficie piana che le sta per obietto . Provasi , e sia r. s. 
la prima superficie piana ^ e o. q. sia la seconda superficie 
piana posta a riscontro alla prima , dico : eh' essa prima su- 
perficie r. s. è tutta in o. (j. suj)erficie e tutta in o. e tutta in 
(j. e tutta in p. , perchè /•. s. è bassa dall' angolo o. e dall' an- 
golo p. e così d' infiniti angoli latti in o. q. [Fig.i.Tav.IA 

Del secondo principio della pittura . 

J.L secondo principio della pittura è l' ombra del corpo , 
che per lei si finge , e di questa ombra daremo li suoi prin- 
cipi ■> ^ ^^^ quelli procederemo nell' isculpir la predetta su- 
perficie (9) . 



5o 

In che si estende la scienza della pittura. 

JLja scienza della pittura si estende in tutti li colori delle 
superficie , e figure de' corpi da quelle vestiti , ed alle loro 
propinquità e remozioni con li debili gradi di diminuzione 
secondo li gradi delle distanze ; e questa scienza è madre 
della prospettiva cioè linee visuali . La qual prospettiva si 
divide in tre parli , e di queste la prima contiene solamente 
li lineamenti de' corpi , la seconda della diminuzione de' co- 
lori nelle diverse distanze , la terza della perdita della cogni- 
zione de' corpi in varie distanze . Ma la prima che si esten- 
de ne' lineamenti e termini de' corpi è detta disegno , cioè 
figurazione di qualunque corpo . Da questa n' esce un' altra 
scienza che si estende in ombra , e lume , o vuoi dire chia- 
ro , e scuro ; la cpiale scienza è di gran discorso , ma quella 
delle linee visuali ha partorito la scienza dell' astronomìa , 
la quale è semplice prospettiva, perchè sono tulle linee, e 
piramidi tagliate . 

Quello che dee prima imparare il giovane . 

t giovane debbe prima imparare prospettiva ^ poi le misu- 
re d' ogni cosa ; poi di mano in mano imparare da buon 
maestro, per assuefarsi a buone membra; poi dal naturale, 
per confermarsi la ragione delle cose imparate , poi vedere 
un tempo 1' opere di mano di diversi maesti-i ; poi far abi- 
to di mettere in pratica, ed operare l'arte (loj. 

Quale studio debbe essere ne' giovani . 

o studio de' giovani , i quali desiderano di perfezionarsi 



5i 
nelle scienze imitatrici di tutte le figure dell' opere di natu- 
ra , debbe essere circa il disegno accouipagnalo dall' ujiibre 
e lumi convenienti al sito dose tali figure sono collocate. 

Qual regola si deve dare a' putti pittori . 

oi conosciamo chiaramente che la vista è delle più ve- 
loci operazioni che sieno , ed in un punto vede inlìnite for- 
me ; nientedimeno non comprende se non ima cosa per vol- 
ta . Poniamo caso tu , lettore , guardi in una occhiata tutta 
questa carta scritta, e subito giudicherai quella esser piena 
di varie lettere : ma non conoscerai in quel t( ir.po che lo 
lettere sieno , né che vogliano dire ; onde ti bisogna (are a 
parola a parola, verso per verso, a voler aver notizia d' esse 
lettere . Ancora se vorrai montare all' altezza d' un edifizio . 
converratti salire a grado a grado , altrimenti fia impossibile 
pervenire alla sua altezza . E così dico a te che la nalina 
ti volge a quest' arte , se vuoi aver vera notizia delle forme 
delle cose , comincierai dalle particole eh quelle , e non an- 
dare alla seconda , se prima non hai bene nella memoria , 
e nella pratica la piima . E se farai altrimenti , gitlerai via 
il tempo , o veramente allungherai lo studio . E ti ricordo 
che inq)ari prima la diligenza che la prestezza . 



Della vita del pittore nel suo studio . 



Ac 



uCcìocchè la prosperità del corpo non guasti quella dell' in- 
gegno , il pittore ovvero disegnatore debb' essere solitario , e 
massime quando è intento alle speculazioni , e considerazio- 
ni , che continuamente apparendo dinanzi agli occhi , dan- 
no materia alla memoria di essere ben riservata . E se tu 

S 2 



52 

sarai solo tu sarai tulio tuo , e se sarai accompagnato da un 
solo compagno sarai mezzo tuo , e tanto meno quanto sarà 
maggiore la indiscrezione della sua pratica . E se sarai con 
più caderai in più simile inconveniente , e se tu volessi dire 
io farò a mio modo , io mi ritrarrò in parte per poter me- 
glio speculare le forme delle cose naturali . Dico questo po- 
tersi mal fare , perchè non potersi fare , che spesso non 
prestassi orecchio alle loro ciancie . E non si può servire a 
due signori , tu faresti male l' ufficio del compagno , e peg- 
gio r effetto della speculazione dell' arte . E se tu dirai io mi 
trarrò tanto in parte , che le loro parole non perveniran- 
no , e non mi daranno impaccio , io in questo ti dico che 
saresti tenuto matto , ma vedi che così facendo tu saresti 
pur solo f II) . 

Notizia del giovane disposto alla pittura . 

.ohi sono gli uomini che hanno desiderio ed amore al 
disegno , ma non disposizione , e questo fia conosciuto ne' put- 
ti , i quali sono senza diligenza , né mai finiscono con om- 
bre le loro cose . 

Precetto al pittore . 

on è laudabile il pittore che non fa bene se non una 
cosa sola , come un' ignudo , testa , panni , o animali , o pae- 
si , o simili particolari , imperocché non è sì grosso ingegno , 
che voltatosi ad una cosa , e quella sempre messa in opera , 
non la faccia bene (12) . 



53 

In che modo dee il giovane precedere 
nel suo studio . 

A. mente del pittore si debbe del continuo trasmutaFe in 
tanti discorsi , quante sono le figure degli obietti notabili 
che dinanzi gli appariscono , ed a quelle fermare il passo 
e notarle , e far sopra esse regole , considerando il luogo , 
le circostanze , i lumi ,6 1' ombre . 

Del modo di studiare . 

Tudia prima la scienza , e poi seguita la pratica nata da 
essa scienza . Il pittore dee studiare con regola , e non lasciar 
cosa che non si metta alla memoria , e vedere che differen- 
za è fra le membra degli animali , e le loro giunture . 

A che similitudine dehh' essere l ingegno del pittore . 

J^ ingegno del pittore vuol essere a similitudine dello spec- 
chio , il quale sempre si trasnuita nel colore di quella cosa , 
eh' egli ha per obbietto , e di tante similitudini si empie quan- 
te sono le cose che gli sono contraposte . Adunque cono- 
scendo tu pittore non potere esser buono , se non sei uni- 
versale maestro di contrafarc colla tua arte tutte le qualità 
delle forme che produce la natura , le quali non saprai fare , 
se non le vedi , e lilraile nella mente . Onde andando tu 
per campagne, fa die il (no giudi/io si volti a' varj obiet- 
ti, e di mano in mano riguarda or cpiesta cosa , or quella , 
facendo un fascio di varie cose elette e scelte infra le men 
buone . E non fare come alcuni pittori , li quali stanchi 
colla lor fantasia dimettono l'opera, e lanno esercizio roll' 



54 
andare a spasso , riserbandosi una sianchezza nella mento , 
la quale non che \ oglino por mente a varie cose , ma spes- 
se >.olte incontrandosi negli amici e parenti , essendo da quel- 
li salutali , non che gli ^ edino o sentino non altrimeute sono 
conosciuti come se non gU scontrassino . 

Del giudizio del pittore . 

Risto è quel maestro del quale 1' opera avanza il giudi- 
zio suo . E quello si drizza alla perlezione dell' ai'te , del 
quale l' opera è superata dal giudizio . 

Discorso de' precetti del pittore . 

o ho veduto universalmente a tutti quelli che fan pro- 
fessione di ritrarre volti al naturale , che quel che fa più so- 
migliare è più tristo componitore d' Istorie che nessun altro 
pittore . E questo nasce perchè quel che fa meglio una cosa, 
gli è manifesto che la natura lo ha più disposto a quella 
tal cosa , che a un' altra , e ])er cjueslo vi ha avuto più 
amore , ed il maggiore amore lo ha fatto più diligente . E 
tutto r amore eh' è posto a una parte manca al tutto , per- 
chè s' è unito tutto il suo diletto in quella cosa sola , ab- 
bandonando r universale pel particolare . Essendo la potenza 
di tale ingegno ridotta in poco spazio , non ha potenza nel- 
la dilatazione , e fa questo ingegno a similitudine dello spec- 
chio concavo, il quale pigliando li razzi del Sole, quando 
reflette essa quantità di razzi in maggiore somma di dilata- 
zione , li refletterà con più tepida caldezza , e cpiando esso 
li reflette tutti in minore luogo , allora tali razzi sono d' im- 
mensa caldezza , ma adoperali in ])Oco luogo . Tal fanno 



55 

questi tali pittori non amando altra parte della pittura che 
il solo viso dell' uomo . E peggio è che nou conoscono altra 
parte nell'arte di che essi Taccino stima , o che abbino giudi- 
zio , le sue cose essendo sanza movimento , e per essere loro 
ancora jugri e di poco molo l^iasimano quella cosa eh' à li 
movimenti maggiori , e più pronti che quelli che sono fatti 
da lui ; dicendo quelli parere spiritati , e maestri di mores- 
che . Vero è che si debbe osservare il decoro , cioè che li 
movimenti sieno annunziatori del moto dell' animo del mo- 
tore , cioè che se si ha a figurare imo eh' abbia a dimostrare 
una timorosa reverenza , eh' ella non sia fatta con lale au- 
dacia e prosonzione , che tale affetto paja disperazione , o che 
laccia un comandamento , come io vidi a questi giorni un' 
angelo che pareva nel suo annunziale che volesse cacciare la 
Nostra Donna dalla sua camera, con movimenti che dimo- 
stravano tanto d' ingimia , quanto far si potesse a un vilis- 
simo nimico . E la Nostra Donna j)area che si volesse come 
disperata gittarsi giù da una finestra . Sicché siali a memo- 
ria di non cadere in tali difetti . 

Di questa cosa io non farò scusa con nissuno . perchè 
se un fa credere che io dica a Ini, perchè ciascuno che fa 
a suo modo si condanna, e pargli far bene, e questo co- 
gnoscerai in quelli che fanno una pratica sanza mai ])igliar 
consiglio dalle opere di natura , e solo son volli a fare as- 
sai , e per un soldo più di guadagno la giornata cucireb- 
bero [>iù presto scarpe che dipingere . Ma di questi non mi 
estendo in più longo discorso , perchè non gli accetto nell' arte 
figliuola della natura . Ma per parlai- de' pittori , e loro giu- 
dizj , dico che a quello che troppo muove le sue figure gli 
pare che quello che le muove quanto si conviene liiccia fi- 
gure addormentale, e quello che le muove poco, gli paro 



56 

che quello che fa il debito e convenienie movimento , sieuo 
spiritate . E per questo il pillore dcbbe considerare li modi di 
quelli uomini che parlano insieme fredda o caldamente , ed 
intendere la maniera che parlano , e vedere se gli atti sono 
appropriati alle materie loro . 

Il pittore debb' essere solitario , e considerar ciò eh' esso 
vede , e parlare con seco eleggendo le parti più eccellenti 
delle specie di qualunque cosa egli vede ; facendo a simili- 
tudine dello specchio , il quale si tramuta in tanti colori , 
quanti sono quelli delle cose , che se gli pongono dinanzi . 
e facendo cosi lui parrà essere seconda natiu-a . 

Precetto del pittore . 

O'e tu , pittore t' ingegnerai di piacere alli primi pittori , 
tu farai l^ene la tua pittura , perchè sol quegli sono che con 
verità ti potran sindicare . Ma se tu vorrai piacere a quelli 
che non son maestri , le tue pitture aranno pochi scorti , e 
poco rilievo , o movimento pronto . E per questo manche- 
rai in quella parte , di che la pittura è tenuta arte eccel- 
lente , cioè del fare rilevare quel eh' è nulla in rilievo . E qui 
il pittore avanza lo scultore , il quale non dà maraviglia di 
se in tale rilievo , essendo fatto dalla natura quel che il 
pittore colla sua arte si acquista . 

Precetti del pittore . 

'uello non fia universale che non ama egualmente tutte 
le cose, che si contengono nella pittura, come se uno non 
gli piace li paesi , esso stima quelli esser cosa di brieve e sem- 
plice investigazione , come disse il nostro Botticella, (i 3) che 



57 
tale studio era vano , perchè col solo gittare di una sponga 
pitiia di diversi colori in un muro , essa lasciava in esso muro 
una macchia , dove si vedeva un bel paese . Egli è ben vero 
che in tale macchia si vedono varie invenzioni , di ciò che 
r uomo vuole cercare in quella cioè teste d' uomini , diversi 
animali , battaglie , scoglj , mari , nuvoli , e boschi , ed altre 
simili cose; e fa come il suono delle campane, nelle quali 
si può intendere quelle dire quel che a te pare . Ma an- 
cora eh' esse macchie ti dieno invenzione , esse non t' inse- 
gnano finire nessuno particolare . E questo tal pittore fece 
tristissimi paesi . 

DelV essere universale . 

X V , pittore per essere universale , e piacere a' diversi giu- 
dizj , farai in un medesimo comj)onimento , che vi sia cose 
di grande oscurità , e di gran dolcezza di ombre ; facendo 
però note le cause di tali ombre e dolcezze . 

Precetto . 

\^uel pittore che non dubita poco acquista . Quando l'ope- 
ra supera il giudizio dell'operatore, esso operante poco ac- 
quista . E quando il giudizio supera l'opera stessa , essa opera 
mai finisce di megliorare , se 1' avarizia non l' impedisce . 



Precetti del pittore . 



I 



L pittore debbe prima suefare la mano col ritrarre dise- 
gni di mano de' buoni maestri , e fatta detta suefazionc col 
giudizio del suo precettore debbe dipoi suefarsi col ritrarre 



58 
cose di rilievo Jjuone , con quelFc regole che del ritrar di 
rilievo si diià . 

Precetto intorno al disegno di schizzare 
storie , e Jìgiire . 

L bozzar delle storie sia pronto , e il membrificare non 
sia troppo finito , sta contento solamente a' siti di esse mem- 
bra , i quali poi a beli' agio piacendoti potrai finire . 

Dell' operatore della pittura e suoi precetti . 

.icordo a te , pittore , che quando col tuo giudizio , o 
per altrui avviso scuopri alcuni errori nelle opere tue , che 
tu li ricorreggi , acciocché nel pubblicare tale opera tu non 
pubblichi insieme con quella la materia tua (14)5 ^ "O'^ ti 
scusare con te medesimo , persuadendoti di restaurare la tua 
infamia nella succedente tua opera , perchè la pittura non 
muore mediante la sua creazione , come fa la musica , ma 
lungo tempo darà testimonianza dell' ignoranza tua . E se tu 
dirai che nel ricorreggere vi va tempo, il quale mettendolo 
in un' altra opera tu guadagneresti assai , tu hai ad inten- 
dere , che la pecunia guadagnata soprabbondanle all' uso del 
nostro vivere non è molta, e se tu ne vuoi in abbondan- 
za tu non la finisci di operare , e non è tua . E tutto il 
tesoro che non si adopera è nostro a un medesimo modo ; 
e ciò che tu guadagni che non serve alla vita tua è in man 
d' altri sanza tuo grado . Ma se tu studierai , e ben limerai 
le opere tue col discorso delle due prospettive , tu lasci tai 
opere , che ti daranno piìi onore , che la pecunia . Peixhè 
essa sola per se si onora e non colui che la possiede , il 



quale sempre si fa calamita d' invidia e cassa di laironi , e 
manca la fama del ricco insieme colla vila , resta la fama 
del tesoro , e non del tesamizzante . E molto maggior glo- 
ria è quella della virtù de' mortali , che quella de' loro te- 
sori . Quanti Im[)eratori , e quanti Principi sono passati che 
non resta alcuna memoria ; e solo cercorono li stali e ric- 
chezze per lasciare fama di loro , quanti furono quelli che 
vissono in povertà di denari per arricchire di virtù ? E tan- 
to più è riuscito tiil desiderio al \ ii tuoso che al jìcco , quan- 
to la virtù eccede essa ricchezza . JN'on vedi tu ? Che il te- 
soro per se non lauda il suo cumulatore dopo la sua vita , 
come fa la scienza , la quale sempre è testimonia e tiom- 
ba del suo creatore. Perchè ella è figliuola di chi la genera, 
e non figliastra com' è la pecimia . E se tu dirai jìoiere sa- 
tisfare ])iù a' tuoi desideri della gola e lussuria , mediante 
esso tesoro , e non per la virtù , va considerando gli altri , 
che sol han servito alli sozzi dcsideij del corpo, come gli 
altri brutti animali , qual fama resta di loro . E se tu ti 
scuserai per avere a conibaltere culla necessità , non avere 
tempo a studiare , e farti vero nobile , non incolpare se non 
te medesimo ; perchè scio lo studio della virtù è pasto dell' 
anima e del corpo . Quanti sono li lllosod nati ricchi eh' 
anno diviso li tesori da se, per non essere vituperati da 
quelli. E se (u li scusassi co' figliuoli , che te gli bisogna nu- 
trire , piccola cosa basla a qiiclli , ma la che il nutrimento 
sieno le \irlù, le f{uali sono fedeli ricchezze, perchè quelle 
non ci lasciano se non insieme colla vita . E se in dirai 
che vuogli far jiriuia un capitale di pecunia , che sia dota 
della ricchezza tua, questo studio mai mancherà, e non si 
lascierà invecchiare , e il ricettacolo delle \iriù sarà j)ieno di 
sogni e vane speranze . 

h X 



6o 
Nissiina cosa è che più e' inganni che il nostro giudi- 
zio s' cgh opera nel dare sentenza delle nostre operazioni , 
ed è buono nel giudicare le cose de' nimici e degli ami- 
ci , perchè odio e amicizia sono due de' più potenti acci- 
denti che sieno appresso alli animali . E per questo tu , o 
pittore , sii vago di non sentire men volentieri quello che li 
tuoi avversar] dicono delle tue opere , che del sentire quello 
che dicon gli amici, perchè è più potente l'odio che l'amo- 
re , perchè esso odio mina e distrugge 1' amore , perchè s' egli 
è vero amico , egli è un altro te medesimo . Il che il con- 
trario trovi nel nimico , e 1' amico si potrebbe ingannare . 
Ecci poi una terza specie di giudicj che mossi d' invidia par- 
toriscono r adulazione che lauda il principio delle buone ope- 
re , acciocché la bugìa accechi 1' operatore . 

Modo (l aumentare e destare V ingegno 
a varie invenzioni . 



on resterò di mettere fra questi precetti una nuova in- 
venzione di speculazione , la quale benché paja piccola , e 
quasi di riso , nondimeno è di grande utilità a destare lo 
ingegno a varie invenzioni . E questa è se tu riguarderai in 
alcuni muri, imbrattati di varie macchie, o pietre di varj 
misti . Se arai a invenzionare qualche sito , potrai lì vedere 
similitudini di diversi paesi , ornati di montagne , fiumi , sassi , 
alberi , pianure grandi , valli , e colli in diversi modi . An- 
cora vi potrai vedere diverse battaglie ed atti pronti di fi- 
gure strane , arie di volti , ed abiti , ed infinite cose , le quali 
tu potiai ridun-e in integra e buona forma ; che interv iene 
in simili muri e misti , come del suono delle campane , che 
Jie' loro tocchi \i troverai ogni nome e vocabolo, che tu 



t immagnierai . 



6i 
Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ri- 
corda che non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere 
nelle macchie de' muri , o nella cenere del fuoco , o nuvoli 
o fanghi , o altri simili luoghi , li quali se ben fieno da te 
considerati , tu vi troverai dentro invenzioni mirabilissime , 
che lo ingegno del pittore si desta a nuove invenzioni sì di 
componimenti di battaglie , d' animali , e d' uomini , come di 
varj componimenti di paesi , e di cose mostruose , come di 
diavoli e simili cose , perchè sieno causa di farti onore . Per- 
chè nelle cose confuse lo ingegno si desta a nuove invenzio- 
ni . Ma fa prima di sapere ben fare tutte le mend)ra di 
quelle cose che vuoi figurare , come le membra degli animali , 
e le membra de' paesi , cioè sassi , piante , e simili . 

Dello studiare insino quando ti desti , o innanzi 
tu ti dormenti nel letto allo scuro . 

Ncora homnii provato essere di non poca utilità , quando 
ti tiovi allo scuro nel letto andare colla immaginativa ripe- 
tendo li lineamenti superficiali delle forme per lo addietro 
studiate, o altre cose noia])ili di sottili speculazioni compre- 
se , ed è c[U('Sto ]iroprio un' allo laudabile ed utile a con- 
fermarsi le cose nella memoiia . 

Piacere del pittore . 

JLiA della (li ;i la scienza del pittore fa che la mente del 
pittore si trasmula in una similitudine di mente divina ; im- 
perocché con libera potestà discorre alla generazione di di- 
verse essenze di varj animali, piante, frutti, paesi, campa- 
gne , niiue di monti , luoghi paurosi e spaventevoli , che 



62 

daimo terrore alli loro risguardalori , ed ancora luoghi pia- 
cevoli , soavi , e dilettevoli di fioriti prati con varj colori 
piegati da soavi onde delli soavi moti de' venti ; riguardan- 
do dietro al venio che da loro si fugge , fiumi discendenti 
cogli empiti de' gran diluvj (*] dagli alti monti , che si cac- 
ciano innanti le diradicale piante , miste co' sassi , radici , ter- 
ra , e schiuma , cacciandosi innanzi ciò che si contrapone 
alla sua ruina . Ed il mare colle sue procelle contende e fa 
zuffa colli venti , che con c[uella combattono , levandosi in 
alto colle superbe onde che cadono , e di quelle ruinando 
sopra del vento che percuote la sua base , e loro richiuden- 
do , incarcerando sotto di se c{uello straccia e divide , mischian- 
dolo colle sue torbide schiume , con quello sfoga Y arrabbiata 
sua ira, ed alcuna volta superata dai venti si fugge dal mare 
scorrendo per le alte ripe delli vicini promontorj , dove su- 
perate le cime de' monti , discende nelle opposite valli , e 
parie se ne mischia in acre portata dal furore de' venti , e 
parte ne ihgge dalli venti , ricadendo in pioggia sopra del 
mare , e parte ne discende ruinosamcnte dagli alti promonto- 
rj , cacciandosi innanzi ciò che si ojìpone alla sua ruina , e 
spesso si scontra nella sopravegnente onda , e con quella ur- 
tandosi si leva al cielo , empiendo 1' aria di confusa, e schiu- 
mosa nebbia , la c[uale ripercossa dai venti nelle sponde de' 
promontorj genera oscuri nuvoli , li quali si liui preda del 
vento suo vincitore . 



De giuochi die debbono fare li disegnatori . 
uando vorrete , o voi disegnatori , pigliale de' giuochi 



(*) Qua mi ricordo delta mirabile descrizione del diluvio dclV Autore. 
( Aoia del Codia f^'aticuno. ', 



63 
qualche utile sollazzo , è da usare sempre cose al proposito 
della vostra professione , cioè del fare buono giudizio di oc- 
chio del sapere giudicare la verità delle larghezze , e lun- 
ghezze delle cose , e per assuefare lo ingegno a simili cose 
faccia uno di voi una linea retta a caso sii un muro , e cias- 
cuno di voi tenga una sottile festuca , o paglia in mano , e 
ciascimo tagli la sua alla longhezza che gli pare la prima li- 
nea stando lontani per ispazio di dieci braccia , e poi cias- 
cuno vada all' esempio a misurare con quella la sua giudi- 
ziale misura . E quello che più si avvicina colla sua misura 
alla longhezza dell' esempio sia superiore , e vincitore , e 
acquisti da tutti il premio , di che dinanzi da voi fu ordi- 
nato • Ancora si debba pigliare misure scortate , cioè piglia- 
re uno dardo , o canna , e riguardare dinanzi a essa una 
certa distanza; e ciascuno col suo giudizio stimi quante volte 
quella misura entri in quella distanza , ed ancoja chi tira 
meglio una linea d'un braccio , e sia provata con fdo tiralo . 
E simili giuochi sono cagione di fare buon giudizio d' oc- 
chio , il quale è il principale alto della pittura. 

Che si de' prima imparare la (liligeiiza , 
che la presta pratica . 

'uando tu , disegnatore , vorrai far buono ed utile studip 
usa nel tuo disegnare di fare adagio, e giudica infra i lu- 
mi quali e quanti Icnghino il piiino gr.ido di chiarezza , e 
similmente infra le ombre cpiali sieno «pielle che sono più 
scure che 1' altre , ed in che modo si mischiano insieme , e 
le quantità, e paragona 1' una coli' ..Itra , ed i lineamenti 
a che parte si drizzano , e nelle linee quanta parte di esse 
torce per l'uno, o l'altro verso, e dove è più o meno evi- 



G4 
dente , e cosi larga , o sottile ; ed in ultimo che le tue om- 
bre , e lumi sieno uniti sanza tratti o segui ad uso di fu- 
mo . E quando tu arai fatto la mano , e il giudizio a que- 
sta diligenza , verratti fatta presto che tu non te ne avve- 
derai la pratica . 

S' egli è meglio disegnare in coììxpagnia o nò . 

JIUico e confermo che il disegnare in compagnia è molto 
meglio che solo , per molte ragioni . La prima è che tu ti 
vergognerai di esser visto nel numero de' disegnatori essendo 
insofficiente , e questa vergogna fia cagione di buono studio . 
Secondariamente la invidia buona ti stimulerà ad essere nel 
numero de' più laudati di te , che 1' altrui lode ti spronerà . 
L' altra è che tu piglierai degli atti di chi farà meglio di 
te ; e se sarà meglio degli altri , farai profitto di schiiàre i 
mancamenti , e l' altrui laude accrescerà la tua virtù . 

Modo di bene imparare a mente . 

' L'ondo tu vorrai sapere una cosa studiata bene a mente 
tieni questo modo : cioè quando tu hai disegnato una cosa 
medesima tante volte , che te la paja avere a mente , prova 
a farla sanza lo esempio , ed abbi lucidato sopra un vetro 
sottile e piano lo esempio tuo , e porrallo sopra la cosa eh' ài 
fatto sanza lo esempio . E nota bene dove '1 lucido non si 
scontra col disegno tuo . E dove trovi avere errato lì tieni 
a mente di non errare più innanzi . Ritorna allo esempio 
a ritrarre tante volte quella parte errata , che tu 1' abbi bene 
nella immaginativa . E se per lucidare una cosa tu non po- 
tessi avere un vetro piano , togli una carta di capretto sot- 



65 

tilissima , e bene onta , e poi secca . E quando 1' averai ado- 
perata a uno disegno , potrai colla sponga cancellarla , e fare 
il secondo . 

Come il pittore non è laudabile s' egli 
non è universale . 

Lcuni si può chiaramente dire che s' ingannano , i quali 
chiamano buono maestro quel pittore , il quale solamente fa 
bene una testa , o ima figura . Certo non è gran fatto che 
studiando una sola cosa tutto il tempo della sua vita che 
non ne venghi a qualche perfezione ; ma conoscendo noi che 
la pittura abbraccia e contiene in se tutte le cose , che pro- 
duce la natura , e che conduce \ accidentale operazione degli 
uomini : ed in ultimo ciò che si può comprendere cogli 
occhi , mi pare un tristo maestro quello , che solo una fi- 
gura fa bene . Or non vedi tu ? Quanti e quali atti sieno fatti 
dagli uomini. Non vedi tu ? Quanti diversi animali, e cosi 
alberi , ed erbe , e fiori , e varietà di siti montuosi e piani , 
fonti , fiumi , città , editìzj ])ubblici e privati , strumenti op- 
portuni air uso umano , varj abiti e ornamenti ed arti , tutte 
queste cose appartengano di essere di pari operazioni , e bon- 
tà usate da quello , che tu vuoi chiamare buono pittore . 

Della trista suasione di quelli che falsamente 
si fanno chiamare pittori . 

oli è una certa generazione di pittori , li quali per loro 
poco studio bisogna che vivano sotto la bellezza dell'oro, 
e deh' azzurro . I quali con somma stoltizia allegano non 
mettere in opeia le buone cose per tristi premj , e che sa- 

i 



66 

prcl)l)oiio ancora loro far I)cne , come un altro quando fos- 
sino pagali . Or vedi gente stolta ! non sanno questi tali te- 
nere qualche opera buona dicendo questa è da buon pre- 
mio , e questa è da mezzano , e questa da sorte , e mostrare 
d' avere opere di ogni premio . 

4 

Come il pittore debb' esser %>(igo di udire nel fare 
dell opera il giudizio di ognujio. 

v.Erlaincule non è da rccusarc mentre che 1' uomo dipiri- 
gc il giudizio di ciascuno , perocché noi conosciamo chiaro 
che r uomo benché non sia pittore avrà notizia della forma 
deir altro uomo, e ben giudicherà s'egli è gobbo, o s'egli 
ha una s])alla alla , o bassa , o s' egli ha gran bocca o naso 
od altri mancamenti . Se noi conosciamo gli uomini potere 
con verità giudicare le opere della natura , quanto maggior- 
mente si converrà confessare questi poter giudicare gli no- 
stri errori , che sappiamo quanto 1' uomo s' inganna nelle sue 
opere . E se non lo conosci in te , consideralo in altrui , e 
farai profitto degli altrui errori . Sicché sii vago con pazien- 
za udire 1' altrui opinione , considera bene , e pensa bene , 
se il biasimatore ha cagione o nò di biasimarti . E se tro- 
vi di sì racconcia , e se trovi di nò fa vista di non 1' avere 
inteso . E s' egli è uomo che tu stimi , fagli conoscere per 
ragione eh' egli s' inganna . 

Come nelle opere d' importanza V uomo non si dee 

mai Jìdare tanto nella sua memoria^ che non 

degni ritrarre dal naturale . 

uello maestro il quale si desse d' intendere di potere ri- 



67 

servare in se tutte le forme, e gli effetti della natura, certo 
mi ])arrebbe che quello fosse ornato di molta ignoranza ; 
conciosiacosachè delti effetti sono infiniti , e la memoria no- 
stra non è di tanta capacità che basti . Admique , tu pitto- 
re , guarda the la cupidità del guadagno non superi in te 
r onore dell' arte , che il guadagno dell' onore è molto mag- 
giore , che l'onore delle ricchezze. Sicché per queste ed al- 
tre ragioni che si potrebbeio dire , attenderai prima col 
disegno a dare con dimostrativa forma all' occhio la inten- 
zione e la invenzione latta in ])rinia jiclla tua iinmagiiuui- 
va . Dipoi va levando , e ponendo tanto , che tu satisfac- 
cia . Dipoi fa acconciare uomini vestiti , o nudi , nel modo 
che in sull' opeia hai ordinato , e fa che per misura , e gran- 
dezza sottoposta alla prospettiva , che non })assi niente dell' 
opera , che bene non sia considerata dalla ragione , e dagli 
effetti naturali . E questa fla la via da farsi onorare nella 
tua arte ( 1 5 j . 

Di quelli che biasimano chi disegna alle feste y 
e che investiga le opere di Dio . 

Oono infra il numero degli stolti (*) una certa setta d' ippo- 
criti , che al continuo studiano d'ingannare se ed altri, ma 
invero ingannano ])iù loio stessi che gli altri . E questi son 

(*) j> Sembra certamente poco esalta 1" espressione del nostro Aii- 
w lore nel voler censurare come ippocriti quelli , clie riprendono , e 
3j coudauaano gli artisti di arti liberali , che per un sordido interesse 
3) invece di occuparsi nella santificazione delle feste , attendono allo 
« studio de' costumi per procacciarsi denaro , e trascurano affatto il 
« servizio di Dio , e V adempimento de' divini precelti , e di «juelli del- 
» la Chiesa m . 

i 2 



68 
quelli che riprendono li pittori , li quali studiano li giorni 
delle feste nelle cose appartenenti alla vera cognizione di tutte 
le figure eh' anno le opere di natura , e con sollecitudine s' in- 
gegnano di acquistare la cognizione di quelle , quanto a loro 
sia possibile . Ma taciano tali riprensori , che questo è il 
modo di conoscere 1' operatore di tante mirabili cose , e que- 
sto è il modo di amare un tanto inventore , che invero il 
grande amore nasce dalla gran cognizione della cosa che si 
ama . E se tu non la conoscerai , poco o nulla la potrai 
amare . E se tu 1' ami per il bene , che t' aspetti da lei , e 
non per la somma sua virtù , tu fai come il cane , che me- 
na la coda e fa festa alzandosi verso colui che gli può dare 
un' osso , ma se conoscesse la virtù di tale uomo l' amereb- 
be più , se tal virtù fussi al suo proposito . 



Delle varietà delle figure 



I 



L pittore dee cercare d' essere universale , perchè gli man- 
ca assai dignitìv, se fa una cosa bei>e , e l'altra male: co- 
me molti che solo studiano nell' igUTido misurato , e pro- 
porzionato , e non ricercano la sua varietà , perchè può es- 
sere un uomo proporzionato , ed esser grosso , e corto , e 
lungo , e sottile , e mediocre , e chi di questa varietà non 
tien conto , fa sempre le sue figure in stampa , che pare 
che sieno tutte sorelle , il che merita gran riprensione . 



Dell' essere iinwersale , 



F 



Acil cosa è all' uomo che sa , farsi universale , imperoc- 
ché tutti gli animali terrestri hanno similitudine di membra , 
cioè muscoli , nervi , ossa , e nulla si variano , se non in lun- 



G9 
ghezza , ONnero in grossezza , come sarà dimostrato nell' ana- 
tomìa . Degli animali d' acqua , che sono di molta varietà , 
non persuaderò il pittore che vi faccia regola , perchè sono 
d' infinita varietà , e così gli animali insetti . 

Di quegli che usano la pratica senza la diligenza,, 
ovvero scienza . 



udii che s'innamorano della pratica sanza la diligenza, 
ovvero scienza , per dir meglio , sono come i nocchieri eh' en- 
trano in mare sopra nave sanza timone o bussola , che mai 
non hanno certezza dove si vadano . Sempre la pratica deb- 
be essere edificata sopra la buona teorica , della quale la 
prospettiva è guida , e porta ; sanza quella niente si fa be- 
ne , così in pittura , come in ogni altra professione . 

Del non imitare V un V altro pittore . 

■ICO alli pittori che mai nessuno dee imitare la maniera 
d' un altro , perchè sarà detto nipote e non tìglio della na- 
tura ; perchè essendo le cose naturali in tanta larga abbon- 
danza , piuttosto si dee ricorrere ad essa natura, che ai mae- 
stri, che da quella hanno imparato (it)]. 

Del ritrarre dal naturale . 

'uando hai a ritrarre dal naturale , sta lontano tre volte 
la grandezza della cosa clic lu ritrai , e farai , che quando 
tu ritrai, o che tu nniONi alcun principio di linea, che tu 
guardi jx-r tulio il corpo che tu ritrai , quahmque così» si 
scontra pei la dirittura della principale linea . 



70 

Avvertimento al pittore . 



ota bene nel tuo ritrarre , come infra l' ombre vi sono 
ombre insensibili d' oscurità e di figura , e questo si prova 
per la terza , che dice , clic le superficie globulente sono di 
tant^ varie oscurità e chiarezze , quante sono le varietà delle 
©scurità e chiarezze che gli stanno per obietto . 



Come dehhe essere alto il lame da ritrarre 
dal naturale . 



I 



L lume da ritrarre di naturale vuol' essere a tramontana , 
acciò non faccia mutazione : e se lo fai a mezzo dì , tieni 
finestre impannate , acciocché il sole illuminando tutto il gior- 
no non faccia mutazione . L' altezza del lume debbe essere 
in modo situata , che ogni corpo faccia tanto lunga l' om- 
Jjra sua per terra , quanto è la sua altezza . 

Quai lumi si debbono eleggere per ritrar 
le figure de' corpi . 

JLje figure di qualunque corpo si constringono a pigliar 
quel lume nel cpiale tu fingi essere esse figure ; cioè se tu 
fingi tali figure in campagna , elle sun cinte da gran somma 
di lume , non vi essendo il sole scoperto ; e se il sole vede 
dette figure , le sue ondare saranno mollo oscuie , lispelto 
alle parti illuminate, e saranno ombre di termini espediti, 
così le primitive, come le derivative, e tali oudire saranno 
poco compagne de' lumi , perchè da wn lato allumina 1' az- 
zurro dell' aria , e tinge di sé quella parte eh' ella vede ; e 
questo assai si manifesta nelle cose bianche : e quella parte 



7» 



eh' è alluminala dal sole , si dimostra partecipare del colore 
del sole , e questo vedrai molto speditamente, quando il sole 
cala all' orizzonte , inlra i rossori de' nuvoli , sicché essi nu- 
voli si tingono del colore che allumina . Il cpial rossore dei 
nuvoli , insieme col rossore del sole , fa rosseggiare ciò che 
piglia lume da loro : e la parte de' corpi che non vede esso 
rossore , resta del color dell' aiia ; e chi vede tai corpi , giu- 
dica che sieno di due colori : e da questo tu non puoi l'ug- 
gire , che mostrato la causa di tah ombre e lumi , tu non 
le facci participanti delle piedette cause , se nò l' operazione 
tua è vana e falsa . E se la tua figura è in casa oscura , e 
tu la vegga di fuora ; questa tal figura a\ rà 1' ombre sfuma- 
te , stando tu per la linea del lume , e quella tal figura a\ rà 
grazia, e farà onore al suo imitatole, per esser lei di gran 
rilievo , e 1' ombre dolci e sfumose , e massime in quella jiar- 
te dove manco vedi 1' oscurità dell' abitazione , imperoechè 
quivi sono l' ombre cpiasi insensibili , e la cagione sarà detta 
al suo luogo . 

Delle qualità del lume per ritrarre rilievi naturali , 

o Jiìiti . 

Il lume tagliato dall' ombre con troppa evidenza è somma- 
mente biasimato appresso de' pittori , onde per fuggir tale in- 
conveniente , se farai i corpi in campagna a])erla , dipingi 
le figure non alluminale dal sole , ma fingi alcuna quantità 
di nebbia , o nuvoli trasparenti , essere inlerposili infra l' obiet- 
to ed il sole , onde non essendo la figura dal sole espe- 
dita, non saranno espedili i termini deh' ombre co' termini 
de lumi . 



72 



Del ritrarre gì' ìgmidì 



uaiulo rilrarrai gì' ignudi , fa sempre di ritrargli interi, 
e [)o[ tìnisci quel mend)ro che ti par migliore , « quello con 
l'altre membra metti in pratica , altrimenti faresti uso di non 
appiccar mai bene le membra insieme ; e non usar mai far 
la testa volta dove è il petto , né il braccio andare come la 
gamba : e se la testa si volta alla spalla destra , fa le sue 
parli più basse dal lato sinistro che dal destro ; e se fai il 
petto infuori , fa che voltandosi la testa sul lato sinistro , le 
parti del lato destro sieno più alte clve le sinistre (17). 

Del intrarre di rilievo finto , o dal naturale . 

olui che ritrae di rilievo , si debbe acconciare in modo 
tale, che l'occhio della figura ritratta sia al pari dell'occhio 
di quello che ritrae . E questo si farà ad una testa , la quale 
avessi a ritrarre di naturale , perchè universalmente le figu- 
re ovver persone , che scontri per le strade , tutti hanno i 
loro occhi all' altezza dei tuoi , e se tu gli facessi o più alti 
o più bassi , verresti a dieci migliare il tuo ritratto . 

Modo di ritrarre col vetro . 

bbì un vetro grande -come un mezzo foglio di carta rea- 
le , e quello ferma bene dinanzi agli occhi tuoi , cioè tra 
gli occhi e quella cosa che tu vuoi ritrarre , e poi ti poni 
lontano con l' occhio al detto vetro due terzi di braccio , 
e ferma la testa con un instrumento , in modo che non la 
possi muovere punto . Dipoi serra , o cuopriti un occhio , e 
col pennello , o con il lapis , segna sul vetro quello che di 



73 



là aijpare , e poi lucida con la carta tal vetro , e spolveriz- 
zandola soj)ra una carta buona , dipiiigela , se li piace , usan- 
do Jjeuc di poi la prospelli\ a aerea . 



Come si debbono ritrarre i paesi. 



I 



paesi si dcbi)on ritrarre in modo che gli alberi sieno 
mezzi alluminati , e mezzi ombrati ; ma meglio è farli quan- 
do il sole è mezzo occupato da' nuvoli , che allora gli alberi 
s' alluminano dal lume universale del cielo , e dall' ombra 
universale della terra , e questi son tanto più oscuri nelle lor 
parli , quanto esse parti sono j)iù vicine alla terra . 

Del ritrarre al Iwne di candela . 

questo lume di notte sia interposto il telajo , o carta 
lucida , o senza lucidarla , ma solo un intero fbgHo di carta 
sottile cancelleresca , e \ edrai le tue ombre iumose non ter- 
minate ; e il lume senza interposizione di carta ti facci lu- 
me alla carta ove disegni . 

In che modo si debba ritrarre un volto , 
e dargli grazia , ombra , e lumi . 



G, 



''r.andissima grazia d' umbre e di lumi s' aggiugne ai visi 
di quelli che seggono sulle porte di quelle abitazioni che so- 
no oscure , che gli occhj del riguaidante vedono la parie 
ombrosa di tal viso essere oscurala tlalf ombre della predet- 
ta abitazione , e vedono alla parte illuminata del medesimo 
viso aggiunta la chiarezza che gli dà lo sjìlendore dell' aria : 
per la quale aumentazione d' ombre e di lumi il viso ha 

k 

/ 



74 

gran rilievo, e nella parte alluminata l'ombre quasi insen- 
sibili : e (li questa tale rappresentazione e aumentazione d' om- 
bre e di lumi il viso acquista assai di bellezza . 

Modo di ritraile d ombra semplice e composta . 



llon ritrarre una figura in casa col lume particolare finta 
al lume universale delle campagne sanza sole , perchè la cam- 
pagna fa ombra semplice , e lume particolare di finestra o di 
sole fa ombra composta , cioè mista con reflessi . 



Del lume dove si ritrae V incarnazione dei volti 

ed ignudi . 



'uesta abitazione vuol' essere scoperta all' aria , con le pa- 
ridi di colore incarnato , ed i ritratti si facciano di estate, 
quando li nuvoli cuoprono il sole : o veramente farai ]c 
parieti meridionali tant' alte , che i raggi del sole non per- 
cuotino la pariete settentrionale , acciocché i suoi razzi re- 
flessi non guastino le ombre . 

Del ritrar Jìgure per V istorie . 

OEmpre il pittore dee considerare nella j^ariete , la quale 
ha da istoriare , 1' altezza del sito dove vuole collocare le sue 
figure , e ciò che egli ritrae di naturale a detto proposito , 
e star tanto con 1' occhio più basso che la cosa che egli 
ritrae, quanto detta cosa sia messa in opera più alta che 
l'occhio del riguardante, allrimenle l'opera sija sarà lepro- 
babile . 



7^ 



Per ritrarre un ignudo dui naturula , o altro 



o 



U s.i di itnere in mano un filo con un piombo pentleu- 
tc , per poter vedere gli scontri delle cose . 

M'isare e compartiineiili della statua . 

ividi la lesta in dodici gradi, e ciascun grado di\idi 
in \x punti, e ciascun punto in 12 minuti, ed i minuti 
in unniuii , ed i minimi in seniiminimi . 

Modo di ritrarre di notte un rilievo . 

A die tu metti una carta non trojipo lucida infra il ri- 
lievo ed il lume , ed avrai buono ritrarre . 

Come il pittore si dee acconciar al lume 
col suo rilievo . 

a li sia la finestra , m sia il punto del lume ; dico che 
in qualunque parte il j)itlore si stia, che egli starà bene, 
piuchè l'occhio stia infra la parte ombrosa e la luminosa 
del corpo che si ritrac : il qual luogo lioverai ])ouendoti 
infra il punto /// e la divisione che fa 1' ombra dal lume 
sopra il corpo ritratto . [Fi^^.-i. Tav.I.) 

Della qualità del lume . 

L lume grande e alto , ma non troppo potente, sarà quel- 
lo che renderà le particole de' corpi molto grate . 



A- 2 



76 

Dell' inganno che si riceve nel giudizio 
delle membra . 

^'uiA pittore che avrà goffe mani, le farà simili nelle sue 
opere , e così gì' interverrà in qualunque membro , se il lun- 
go studio non glielo vieta . Adunque tu , pittore , guarda bene 
quella parte che hai più brutta nella tua persona , ed a quel- 
la con ogni studio fa buon riparo ; imperocché se sarai be- 
stiale , le tue figure parranno il simile , e s' avrai ingegno 
similmente , e ogni parte di buono , e di tristo che hai in 
te , si dimostrerà in parte nelle tue figure ^ 

Che si dee sapere V intrinseca forma dell' uomo . 

uel pittore che avrà cognizione della natura degnarvi, 
muscoli , e lacerti , saprà bene , nel muovere un membro , 
quanti e quali nervi ne siano cagione , e qual muscolo sgon- 
fiando è cagione di raccortare esso nervo , e quali corde 
convertite in sottilissime cartilagini ravvolgano e circondano 
detto muscolo , e così sarà diverso , ed universale dimostra- 
tore di varj muscoli , mediante i varj effetti delle figure , e 
non farà come molli , che in diversi atti sempre fanno di 
mostrare quelle medesime cose in braccia , schiena , petti , 
ed altri muscoli , le quali cose non si debbono mettere in- 
fra i piccioli errori . 

Del difetto del pittore . 

Oonnno difetto è nei macslii , li quali usano replicare li 
medesimi moti nelle medesime storie vicini l'uno all'altro, 
e similmente le bellezze de' visi essere sempre una medesi- 



77 
ma , le quali in natura mai si trovano essere replicale iu mo- 
do che se tutte le bellezze di eguali eccellenze ritornassero 
vive , esse sarebbono maggior nunicio di j)oj)olo , che quel- 
lo che al nostro secolo si trova , e siccome in esso secolo 
nessuno precisamente si somiglia , il medesimo inlcr\ crebbe 
nelle dette bellezze . 

Del medesimo difetto de' pittori . 

>onniio difetto è de' pittori replicale li medesimi moti, e 
medesimi volli , e maniere di panni in una medesima Isto- 
ria , e fare la maggior parte de' volti che somigliano al loro 
maestro , la qual cosa mi ha molle volte dato ammirazione , 
perchè ne ho conosciuti alcuni , che in tulle le sue figure 
pare avervisi ritratto al naturale (i8) . Ed in quelle si vede gli 
alti , e moli del loro laltore , e s' egli è pronto nel pailare , 
e ne' moli , le sue figure sono il simile in prontitudine , e 
se il maestro è divoto il simile pajono le figure co' lor colli 
torli , e se il maestro è da poco le sue figure pajouo la pi- 
grizia ritratta al naturale , e se il maesti'O è sproporzionalo 
le figure sue son simili . E s' egli è pazzo nelle sue Istorie 
si dimostra largamente , le quali sono nimiche di conclusio- 
ne , e non staimo attente alle loro operazioni , anzi chi guar- 
da in qua chi in là come se sognassino , e cosi segue ciascun 
accidente in pittura il propria accidente del pittore. E avendo 
io più volte considerato la eausa di tal difetto , mi pare che 
sia da giudicare , che quell' anima che regge e governa ciascun 
corpo, si è quella che la il nostro giudizio innanli sia il 
projirio giudizio nostro . Adunque ella ha conilollo tutta la 
figura dell'uomo, co?iie ella ha giudicato quello staie liene , 
o col naso longo , o corto , o canmffo , e così gli, fermò la 



"8 
sua altezza e figura . Ed è di tanta potenza questo tal giu- 
dizio , eh' egli muove le braccia al pittore , e fagli replicare 
se medesimo , parendo a essa anima , che quello sia il .suo 
modo di figurare 1' uomo , e chi non fa come lei l'accia 
oirore . E s' ella trova alcuno che somigli al suo corpo ch'ella 
ha composto , ella 1' ama , e s' innamora sjiesso di quello . 
E per questo molti s' innamorano e toglian moglie che si- 
miglia a lui , e si)esso li figliuoli che nascono di tali , si- 
migliano a' loro genitori . 

Precetto perchè il pittore non s inganni nelV elezione 
della Jìgiira in che fa abito . 



Ebbe il pittore fare la sua figura sopra la regola d' mi 
corpo naturale , il quale comunemente sia di proporzione 
laudabile ; oltre di quesLO far misurare se medesimo e ve- 
dere in che parte la sua persona \'aria assai , o poco da 
quella antedetta laudabile : e fatta questa notizia dee ripa- 
rate con tutto il suo studio , di non incorrere ne' medesimi 
mancamenti Jielle figure da lui operate , che nella persona 
sua ritrova : e con questo vizio ti bisogna sonuuamente pu- 
gnare , conciosiachè egli è mancamento , eh' è nato insieme 
col giudizio ; perchè l' anima maestra del tuo corpo è quel- 
la che è il tuo proprio giudizio , e volentieri ella si diletta 
neir opere simili a quella , che essa operò nel < omj)orre del 
suo corpo: e di qui nasce, che non è sì brutta figina di 
femmina, che non trovi qualche amante, se già non fusse 
mostruosa , sicché ricordati d' intendere i mancamenti che 
sono nella tua persona , e da quelli ti guarda nelle figure , 
che da te si conq)ongono . 



79 
Difetto de' pittori che rifraggOTJo una cosa di rilievo 
in casa a un lume , e poi la mettono 
in campagna a im' altro hmie . 

tufKandc errore è di quei pittori , i quali ritraggono una 
cosa di rilievo a un lume particolare nelle loro case , e poi 
mettono in opera tal ritratto a un lume universale dell' aria 
in campagna , dove tal' aria abbraccia ed illumina tutte le 
parti delle vedute a un medesimo modo ; e così costui fa 
ombre oscure dove non può essere oml)ra ; e se pure ella 
vi è , ella è di tanta chiarezza , che è quasi impercettibile : 
e così fanno i retiessi , dove è impossibile quelli esser veduti . 



Della pittura e sua divisione 



D. 



ividesi la pittura in due parti principali , delle rjuali la 
prima è figura , cioè la linea che distingue la figura de' cor- 
pi , e loro particole , la seconda è il colore contenuto da 
essi termini . 



Figura 5 e sua divisione 



JL;* 



ìa. figura de' corpi si divide in due altre parti , cioè nel- 
la j)roporzionalità delle parli infra di loro , le quali sieno 
corrisj)ondenti al tutto, e nel movimento appropriato all'ac- 
cidente mentale della cosa viva che si muove . 

Proporzione di membra . 

J_jv proporzione delle membra si divide in due altn^ par- 
ti , cioè in qualità ed in molo . Qualità s' intende , oltre 



8o 

alle misure corrispondenti al lutto, che non misti le mem- 
bra de' giovani con quelle de' vecch] , né quelle de' grassi con 
quelle de' magri , ne le membra leggiadre con le inette e pi- 
gre : ed oltre a questo che non facci ai maschi membra fem- 
minili in modo che le attitudini ovvero» mo\imenti de' vecchi 
non sieno fatti con quella medesima vivacità che quegli 
de' giovani , né quegli d'una femmina come c|uegli d'un mas- 
chio : né anco quelli di un ])icciol fanciidlo a quelli di un gio- 
vane , facendo che i movimenti , e 'membri d' un gagliardo 
sieno tali , che in esse membra dimosliino essa valetudine . 
Non far atti che non sieno compagni dell' atteggiare , cioè 
all' uomo di gran valetudine che li suoi movimenti lo mani- 
festino , ed il simile 1' uomo di poco valore faccia il simile 
co' movimenti invalidi, e balordi, li quali minaccino mi- 
na al corpo che gli genera . 

Del fuggire le calunnie de' giudi cj varj , che danno 
"gli operatori della pittura . 

I^E vorrai fuggire li biasimi che daiuio li operatori della 
pittura a tutti quelli, che in diverse parti dell'arte non so- 
no di conforme opinione con loro ; è necessario 1' operar 
r arte con diverse maniere , acciocché tu ti conformi in qual- 
che j)arte con ciascun giudizio , che considera le opere del 
pittore , delle quali parti si farà menzione qui sotto . 

Dei movimenti j e dell' operazioni varie . 

JLje figure degli uomini abbiano atto proprio alla loro ope- 
razione in modo che vedendole tu intenda c[uello che per 
loro si pensa o dice , i quali saranno bene imparati da chi 



8x 
iiuilcrà i moli de'muloli , i quali parlano con i movimenti delle 
rnani , degli ocelli , delle ciglia , e di tutta la persona , nel 
volere esprimere il concetto de;!!' animo loro. INè ti ridere 
di me , perchè io ti ponga un precettore sanza lingua , il 
quale ti abbia ad insegnar quell'arie che egli non sa lare; 
perchè meglio t'insegnerà egli coi fatti, che tulli gli altri 
con parole , e non sprezzare tal consiglio perchè loro sono 
li maestri delli movimenti , ed intendono da lontano di quel 
che uno parla , quando egli accommoda li moli delle mani 
con le parole. Questa tale consiilerazionc ha molli iiimici , 
e molti dilensori . Dunque tu , j)illore , dell' una e dell' al- 
tra setta, attendi, secondo che accade, alla qualità di que- 
gli che parlano , ed alla natura della cosa che si parla . 

Che si debbono /itggi'e i termini spediti . 

un lare li termini delle tue figure d' altro colore che del 
proprio campo , con che esse figure terminano , cioè che 
non facci profili oscini infra il campo e la tua figura . 

Che nelle cose picciole non si ve don gli errori , 
come nelle grandi . 

\.\ i:lle cose di minuta forma non si può comprendere là 
qualitii del tuo errore come nelle granili; e la lagione si è, 
che so questa cosa picciola sia fatla a similitudine d' un uo- 
mo, o d'altro animale, le sue parti per l'immensa dimi- 
nuzione non j)uonno essere ricavate con quel debito fine del 
suo operatore che si converrebbe : oiule non essendo finita , 
non si ]>ossoiio comj)rendere i suoi errori . l\iguarderai j)er 
esempio da lontano un uomo per lo spazio di 3oo. brac- 



8a 

eia , e con diligenza gintllclierai se quello è bello , o brutto , 
s' egli è mostruoso , o di comune qualità 5 vedrai elie con 
sonmio tuo sforzo non ti potrai persuadere a dar tal giu- 
dizio .- e la ragione è , che per la sopraddetta distanza quest' 
uomo diminuisce tanto , che non si può comprendere la qua- 
lità delle sue parti . E se vuoi veder bene detta diminuzio- 
ne dell' uomo sopraddetto , jìonti un dito presso all' occhio 
un palmo , e tanto alza od abbassa detto dito , che la sua 
superiore estremità termini sotto la figura che tu riguardi, 
e vedrai apparire un' incredibile diminuzione : e per questo , 
spesse volte si dubita circa la forma dell'amico da lontano . 



Perchè la pittura non può mai parere spiccata , 
come le cose naturali . 



I 



pittori spesse volte cadono in disperazione del loro imi- 
tare il naturale , vedendo le loro pitture non aver quel ri- 
lievo , e quella vivacità , che hanno le cose vedute nello 
specchio , allegando che essi hanno colori che di gran lun- 
ga per chiarezza e per oscurità avanzano la qualità de' lu- 
mi ed ombre della cosa veduta nello specchio , accusando 
in questo caso la loro ignoranza , e non la ragione , per- 
chè non la conoscono . Impossibile è che la cosa dipin- 
ta apparisca di tal rilievo , che si assomigli alle cose dello 
specchio, benché l' una e l'altra sia in sua superficie, sal- 
vo se fia veduta con un solo occhio ; e la ragione è que- 
sta : i due occhi che vedono una cosa dopo l' altra , co- 
me a b che vedono m w , la /z non può occupare inte- 
ramente m , perchè la base delle linee visuali è sì larga , 
che vede il corpo secondo dopo H primo . Bla se chiudi ini 
occhio , come s , il corpo / occuperà k , perchè la linea \ì- 



83 
suale nasce da un sol punto, e fa base nel primo corpo, onde 
il secondo di pari grandezza mai fia visto . ( l'^ig-ò. lay.I. ] 

Perchè i capitoli delle Jìgure V una sopra V altra 
è cosa da fuggire . 

/testo universal uso il quale si fa per i pittori nelle fac- 
cic delle capjicllc , è molto da essere ragionevolmente biasi- 
mato , imperocché fanno lì un' istoria in un piano col suo 
paese ed edifizj , poi alzano un altro grado , e fanno un' isto- 
ria , e variano il punto dal primo , e poi la terza e la quar- 
ta , in modo che una Aicciata si vede fatta con quattro pun- 
ti , la quale è somma stoltizia di simili maestri . Noi sap- 
j)iamo che il punto è posto all' occhio del riguardalore dell' 
istoria : e se tu volessi dire : come ho da fare la vita d' un 
Santo compartila in molte istorie in una medesima faccia ? 
A questo ti ris[)ondo , che tu debba porre il primo piano 
col punto all' altezza dell' occhio de' riguardanti d' essa isto- 
ria , e nel detto piano tìgiua la prima istoria grande , e poi 
di mano in mano diminuendo le figure e casamenti in sii 
diversi colli e j)ianure , farai tutto il fornimento d'essa isto- 
ria . Pel resto della faccia , nella sua altezza , farai alberi 
grandi a comparazione delle figure , o angeli , se fossero al 
proposilo dell' istoria , ovvero uccelli , o nuvoli , o simili co- 
se : altrimenti non te n' impacciare , che ogni tua opera sarà 
falsa ( I o) . 

Qual pittura si dee usare in far parer 
le cose pili spiccate . 



ILje figure alhmiinate dal lume particolare sono quelle che 
mostrano più rihe\o , che quelle che sono allumiuate dal 

/ 2 



84 

lume universale , perchè il lumi; particolare , fa i lumi rifles- 
si , i quali spiccono le figlile dai loro campi , le quali ri- 
flessioni nascono dai lumi di una figura che risulta nell'om- 
bra di quella che le sta davanti , e l' allumina in parte • 
Ma la figura posta dinanzi al lume particolare in luogo 
grande e oscuro non riceve liflesso , e di questa non si vede 
se non la parte alluminata : e questa è solo da essere usata 
neir imitazione della notte , con piccolo lume particolare . 



Qual è più di discorso ed utilità , o il lume 
ed ombre de' corpi , o i loro lineamenti . 



I 



termini de' corpi sono di maggior discorso ed ingegno 
che r ombre ed i lumi , per causa che i lineamenti de' mem- 
bri , che non sono piegabili , sono immutabili , e sempre sono 
quei medesimi , ma i siti , qualità , e quantità dell' ombre 
sono infiniti . 

Qual è di maggiore importanza , o il movime?ìto 

creato dagli accidenti diversi degli animali , 

o le loro ombre , e lumi . 



L 



JA più importante cosa che ne' discorsi della pittura tro- 
f var si possa , sono li movimenti apjiropriati agli accidenti 
mentali di ciascim' animale , come desiderio , sprezzamento , 
ira , pietà , e simili . 



85 
Qiuil è di pia importanza , o che la Jìgiira abbondi 
in bellezza di colori , o in dimostrazione 
di gran rilievo . 

I^olo la pittura si ronde alll contemplatori di quella per 
fare parere rilevato, e spiccato dalli nniri quel eli' è nulla, e 
li colori sol fauno onore alli maestri , che gli iinino , pcicliè 
in loro non si causa altra maiaviglia , che bellezza , la quale 
bellezza non è \nlù del [)iltore , ma di quello, che gli ha 
generati , e può una cosa esser vestita di brutti colori e dar 
di se maraviglia alli suoi contemplanti pel lìarcrc di rilievo . 

Qual è pia dijficile , o le ombre , e lami , 
o pure il disegno buono . 

ICO essere più difficile quella cosa, eh' è costretta a un 
termine , che quella eh' è libera . Le ombre hanno i loro 
termini a certi gradi , e chi n' è ignorante le sue cose fie- 
no senza rilievo, il cpialc rilievo è l'importanza e l'anima 
della pittura . Il disegno è libero imperocché si vedrà infi- 
niti volti , che tutti saranno varj . E chi a\ crìi un naso lon- 
go , e chi un corto. Adunque il pittore può ancora lui pi- 
gliare questa libertà , e dov' è liberta non è regola . 

Precetti del pittore . 

vJ? Pittore notomista , guarda che la troppa notizia degli 
ossi, corde, e nuiscoli , non sieno causa di lai li un i)iitore 
legnoso, col volere che li tuoi ignudi mostrino tutti li sen- 
timenti loro . Adunque volendo ripaiare a questo vedi in che 
modo li muscoli nelli vecchj nuigii cuoprino , ovver vestine 



86 

le loro ossa . Ed olli-e questo nota la regola , come li me- 
desimi muscoli riempine li spazj superficiali , che infra loro 
s' interpongono , e quali sono li muscoli , di che mai si per- 
de la notizia in alcun grado di grassezza . E quali sono li 
muscoli , delli quali per ogni minima pinguedine si perde 
la notizia delli loro contatti , e molte son le volte che di 
più muscoli se ne fa un sol muscolo nello ingrassare . E 
molte sono le volte, che nel dimagrare , o invecchiare , di un 
sol muscolo se ne fa più muscoli . E di questo tal discorso 
se ne dimostrerà a suo luogo tutte le particolarità loro , e 
massime nelli spazj interposti infra le gionture di ciascun 
membro (20) . 

Ancora non mancherai delle varietà che fanno li pre- 
detti muscoli intorno alle gionture delli membri di qualun- 
que animale , mediante la diveisità de' moti di ciascun mem- 
bro , perchè in alcun lato di esse gionture si perde integral- 
mente la notizia di essi muscoli per causa dell' accrescimen- 
to , o mancamento della carne , della quale tali muscoli so- 
no composti . 

Memoi^ia al pittore . 

'Escrìvi quali sieno i muscoli, e quali le corde , che me- 
diante diversi movimenti di ciascun membro si scuo])rono , 
o si nascondono , o non fanno ne 1' uno nò 1' altro .- e li- 
cordali che questa tale azione è importantissima appresso 
de' pittori e scultori, die faimo professione de' muscoli . Il 
simih- farai ad un fanciullo , dalla sua natività insino al tem- 
po della sua decre[)ità per tutti i gradi della sua età , infan- 
zia , puerizia , adolescenza , ed in tutti descriverai le mu- 
tazioni delle membra e giimture , e quali ingrassino o di- 
magrino . 



87 
Precetti di pittura . 

^Emprc il pittore che vuole avere onore delle sue opere , 
dee cercar la prontitudine negli atti naturali fatti dagli no- 
mini all' impro\'A'iso , e nati da potente affezione de' loro af- 
fetti , e di quegli far brevi ricordi ne' suoi libretti , e poi 
a' suoi propositi adoperargli , col fare stare un'uomo in quel 
medesimo atto , per veder la qualità ed aspetti delle mem- 
bra che in tal atto si adoprano . 

Precetti di pittura . 

\^uella cosa ovvero la figura di quella si dimostrerà con 
più distinti , e spediti termini , la quale sarà più vicina all' 
occhio . E per questo tu , pittore , che sotto il nome di prat- 
tico fingi la veduta di una testa , veduta da \ icina distanza 
con pennellale terminate , e tratteggiamenti aspri , e crudi , 
sappi che tu t' inganni , perchè in qualunque distanza tn li 
finga la tua figura , essa è sempre finta in qiul giade , die 
ella si trova ; ancoraché in lunga distanza si perda la noti- 
zia delli suoi termini . E non manca per questo che non si 
veda in mi finito fumoso , e non termini i profilamenti spe- 
diti e crudi . Adunque è da concludere , che quell' opera , 
alla quale si pviò avvicinare l' occhio del suo riguardatore , 
che tutle le parti di essa pittura sieno finite nelli suoi gradi 
con somuìa diligenza , ed oltra di questo le [)rime sieno ter- 
minate di termini noli , ed espediti dal suo campo , e quelle 
più distanti sieno ben finite , ma di termini più fumosi , cioè 
più confusi, o vuoi dire men noti alle più distanti. Succes- 
sivamente osservare quel eh' è dello di sovra , cioè li ter- 
mini men noti, e poi le membra, ed in fine il tutto men 
noto di ligura , e di colore . 



88 

Della pi ima pittura . 



L, 



l\ prima jìitluia fu sol ili una linea , la quale circonda- 
va l'ombra doli' uomo l'alta dal sole ne' muri . 

Come la pittura dehhe essere vista 
da una sola finestra . 

i J A. pitluia dcjjbe essere visla da una sola finestra , come 
appare per cagione de' corpi così fatti . E se tu vuoi fare in 
un' altezza una palla rotonda , ti bisognerà farla lunga a si- 
militudine di un uovo , e star tanto indietro eh' ella scor- 
ciando apparisca tonda . 

Delle prime parti in che si divide la pittura . 

Enebre , luce , corpo , figura , sito , remozione , propin- 
quità . Si possono aggiungere a queste due altre moto cioè , 
e quiete , perchè tal cosa è necessario figurare ne' moti delle 
cose che si fingono nella pittura . 

Come la pittarla si divide in cinque parti . 

!LiE parti della pittura sono cinque , cioè superficie , fi- 
gura , colore, ombra e lume, proj)inquità e remozione, o 
vuoi dire acci'escimento , e .diminuzione , eh' è le due pros- 
pettive , come nella diminuzione delle notizie delle cose ve- 
dute in longa distanza , e (piella de' colori , e qual colore è 
fpiello , che prima diminuisce in pari distanze , e quel che 
più si mantiene . 



89 
In due parti principali si divide la pittura . 

Le sono le parti principali nelle quali si divide la pit- 
tura , cioè lineamenti , che circondano le figure de' corpi fin- 
ti , li quali lineamenti si dimandano disegno . La seconda è 
detta ombra . Ma questo disegno è di tanta eccellenza , che 
non solo ricerca le opere di natura , ma infinite più che 
quelle che fa natura . Questo comanda allo scultore termi- 
nare li suoi simulacri , ed a tutte le arti xuanuali ancora 
che fossino infinite insegna il loro perfetto fine . E per que- 
sto concluderemo non solamente esser scienza , ma una deità 
essere con debito nome ricordata , la qual deità ripete tutte 
le opere evidenti fatte dal somn)o Iddio . 

Considerazione d' aversi nello stabilir le Jigure , 
o della pittura lineale . 

rauo con . somma diligenza considerati i termini di qua- 
lunque corpo, ed il modo del lor serpeggiare, le quali ser- 
peggiature sia giudicato se le sue volte participano di cur- 
vità circolare , o di concavità angolare . 

Dell' ombre . 

I ' 

JLj ombre, le quali tu discerni con diflicullà , ed i loro ter- 
mini non puoi conoscere , anzi con confuso giudizio le pi- 
gli , e trasferisci nella tua opera , non le larai finite , o ve- 
ramente terminate, sicché la tua opera fia d'ingegnosa ri- 
fiultazione . 



m 



90 

Delle parti e (jiinlità della pittura . 

I JA. prima parte della pittura è che li corpi con quella fi- 
gurati si dimostrino rilevati , e che li campi di essi circon- 
datori con le lor distanze si dimostrino entrare dentro alla 
paride , dove tal pittura è generata , mediante le tre prospet- 
tive, cioè diminuzione delle ligure de corpi , diminuzione del- 
le magnitudini loro, e diminuzione de' loro colori , E di que- 
ste tre prospettive la prima ha origine dall' occhio , le altre 
due hanno derivazione dall'aria interposta infra l'occhio, e 
r obietto da esso occhio veduto . La seconda parte della pit- 
tura sono gli atti appropriati e variati nelle stature , che gli 
nomini non pajano fratelli . 

Della elezione de' belli i>isi . 

Armi non j)iccola grazia quella di quel pittore , il quale 
fa buone arie alle sue figure . La qual grazia chi non 1' ha 
per natura la può pigliare per accidentale studio in questa 
forma . Guarda a torre le parti buone di molti visi belli , 
le quali belle parti sieno conformi più per pubblica fama , 
che per tuo giudizio ; perchè ti potresti ingannale togliendo 
visi che avessino conformità col tuo . Perchè sj)esso pare che 
simil conformità ci piaccino . E se tu fussi brutto eleggere- 
sti visi non belli , e faresti brutti visi , come molti j)ittori , 
che spesso le figure somigliano al maestro , sicché l>iglia le 
bellezze , come ti dico , e quelle metti in mente . 

Della elezione dell' aria , che dà grazia a' volti . 

E averai una corte da poter cuoprire a tua posta con ten- 



da lina , questo liuue fia buono ; ovvero quando vuoi ritrarre 
imo , ritrailo a cattivo tempo sul far della sera , facendo stare 
il rii ratto con la schiena accosto a uno de' muri di essa cor- 
te . Pon mente per le strade sul fare della sera a' visi di uo- 
mini , e di donne , quando è cattivo tempo quanta grazia e 
dolcezza si vede in loro . Adiuique tu , pittore , averai una 
corte accommodata co' muri tinti d\ nero con alquanto spa- 
zio di tetto sopra esso muro , e sia larga braccia dieci , e lon- 
ga vinti , ed alta dieci , e quando la cuopri con tenda sia 
sul far della sera per ritrarre un' opera , e quando è o nu- 
volo , o nebbia ; e questa è perfetta aria . 

Di bellezze e bruttezze . 

Ili J E bellezze con le bruttezze pajano più [)0tenti luna per 
1' altra . 

Delle bellezze . 

E bellezze de' volti possono essere in diverse persone di 
pari bontà , ma non mai simili in figura, anzi fieno di tanta 
varietà , quanto il numero , a chi quelle sono congionte . 

De" giudicatori di varie bellezze in varj corpi , 

e di pari eccellenza . 

Ncoracliè in varj corpi sia vaiie bellezze, e di grazia eguali , 
lì varj giudici di pari intelligenza le giudicheranno di gran 
varietà infra loro esservi tra l' un V altia delle loro elezioni. 



m 2 



Come si debbono Jìgiirare i putti . 

JL putti piccoli si debbono figurare con atti pronti e storti 
quando seggono , e nello star ritti con atti timidi e paurosi. 



Come si debbono Jigurofe i vecchj . 



J. vecchj debbono esser fatti con pigri e lenti movimenti , 
e le gambe piegate con le ginocchia , quando stanno fermi , 
e piedi pari , e distanti 1' un dall' altro , sieno decimati in 
basso , la testa innanzi chinata , e le braccia non troppo distese. 

Come si debbono figurare le vecchie . 

jLìe vecchie si debbon figurar ardite , e pronte , con rab- 
biosi movimenti , a guisa di furie infernali , ed i movimenti 
debbono parer più pronti nelle braccia e teste , che nelle 
gambe . 

Come si debbono figurar le donne . 

jLjE donne si debbono figurare con atti vergognosi , le gam- 
be insieme ristrette , le braccia raccolte insieme , teste basse , 
e piegate in traverso . 

Come si dee figurare una notte . 

Velia cosa che è priva intieramente di luce, è tutta te- 
nebre : essendo la notte in simile condizione , se tu vi vogli 
figurar un' istoria , farai 'V^he essendovi un gran fuoco , quel- 
la cosa che è più propinqua a detto fuoco più si tinga nel 



■ 93 
suo colore , perchè quella che è più vicina all' obietto , più 
partecipa della sua natura : e facendo il fuoco pendere in 
color rosso , farai tutte le cose illuminate da quello ancora 
rosseggiare , e quelle che son più lontane a dello fuoco , più 
sieno tinte del color nero della notte . Le figure che son 
fatte innanzi al fuoco appariscono scure nella chiarezza d' es- 
so fuoco , perchè quella parte d' essa cosa che vedi è tinta 
dall' oscurità della notte , e non dalla chiarezza del fuoco : 
e quelle che si trovano dai lati , sieijo mezze oscure , e mez- 
ze rosseggianli : e quelle che si possono vedere dopo i termi- 
ni della fiantma , saranno tutte di rosseggiante lume in campo 
nero. In cjuanto agli atti, farai quegli, che sono appresso, 
farsi scudo con le mani , e con i mantelli ripaio dal sover- 
chio calore , e voltati col viso in contraria parte , mostran- 
do fuggire : quelli più lontani , farai gran parte di loro farsi 
con le mani rij)aro agli occhi offesi dal soverchio splendore. 

Come si dee Jigurare una fortuna . 

Oe tu vuoi figurar bene una fortuna , considera e poni be- 
ne i suoi effetti , quando il vento soffiando sopra la super- 
ficie del mare o della terra rimove , e porta seco quelle cose 
che non sono ferme con la universale massa . E per figurar 
fortuna, farai piima le nuvole spezzate erotte drizzarsi per 
il corsd del n ento , accompagjiule dall' arenose polveri levate 
da' lidi marini : e rami e foglie , levate per la potenza del 
vento , sparse per 1' aria in compagnia di molte altre cose leg- 
giere : gli alberi ed erbe piegate a terra , quasi mostrar di 
voler seguir il corso de' venti , con i lami storti fuor del na- 
turale loro stato , con le scompigliate e rovesciate foglie : e 
gli uomini , che vi si trovano , parte caduti e rivolti per li 



91 
panni , e per la polvere quasi siano sconosciuti , e quegli 
che restano ritti , sieno dopo qualche albero abbracciati a 
quello , perchè il vento non gli strascini : altri con le mani 
agli occhi per la j^olvere chinati a terra , ed i panni ed i 
capelli dritti al corso del vento . 11 mare turbato e tempe- 
stoso sia pieno di ritrosa spuma infra l'elevate onde, ed il 
vento l'accia levare infra la combattuta aria della spuma più 
sottile , a guisa di spessa ed avviluppata nebbia . I navigli 
che dentro vi sono , alcuni se ne faccia con vela rotta , ed 
i brani d' essa ventilando fra 1' aria in compagnia d' alcuna 
corda rotta : alcuni con alberi rotti caduti col naviglio at- 
traversato e rotto infra le tempestose onde , ed uomini gri- 
dando , abbi'acciare il rimanente del naviglio . Farai le nu- 
vole cacciate da impetuosi venti , battute nelf alte cime delle 
montagne , e fra quelle avviluj)pate e ritorte a guisa o simi- 
litudine delf onde percosse negli scogli : 1' aria spaventosa pei- 
l'oscure tenebre fatte dalla polvere, nebbia, e nuvoli fol- 
ti (aij. 

Come si dee Jìgurare una hattaglia . 



Arai prima il fumo dell'artiglieria mischiato infra l'aria 
insieme con la polvere mossa dal mw imento de' cavalli dei 
combattitori, la qual mistione userai così. La polvere, per- 
chè è cosa terrestre e ponderosa , e benché per la sua sot- 
tilità facilmente si levi e mescoli infra l'aria, nientedimeno 
volentieri ritorna a basso , ed il suo sommo montare è fatto 
dalla parte più sottile . Adunque il meno fia veduta , e par- 
rà quasi del color dell' aria . Il fumo che si mischia infra 
r aria polverata , quando poi s' alza a certa altezza , parerà 
osciu-e nuvole , e veilrassi nella sommità più espetlitamente 
il fumo che la polvere , ed il fumo penderà in colore az- 



95 



zurro , e la polvere terrà il suo colore . Dalla parte che vie- 
ne il lume pana questa inistiono ci' aria , fumo e polvere 
molto più lucida che dalla opposita parte . I combattenti quan- 
to più fiano infra detta turbolenza, tanto meno si vedran- 
no , e meno dilferenza sarà da' loro lumi alle loro ondare . 
Farai rosseggiare i \ isi , e le persone , e 1' aria , e gli archi- 
bugieri insieme con quegli che vi sono vicini . E dello ros- 
sore quanto più si parte della sua cagione , più si perda , 
e le figure che sono infra te ed il lume essendo lontane par- 
ranno oscure in campo chiaio , e le lor gambe quanto più 
s' appresseranno alla terra, meno sieno vedute ; perchè la pol- 
vere vi è [)iù grossa e spessa . E se farai cavalli correnti fuo- 
li della turba, fai gli nu\ eletti di polvere distanti l'uno 
dall'altro, quanto può esser 1' iiilerN allo de' salti latti dal ca- 
vallo , e quel nuvolo che è più lontano dal detto cavallo 
meno si veda, anzi sia alto, sparso, e raro , etl il j)iù pres- 
so sia il più evidente, e minore, e più denso. L'aria sia 
piena di saettume in diverse ragioni : chi monti , chi scenda , 
qual sia per linea piana : e le pallottole degli scoppettieri sie- 
no accompagnate d' alquanto fumo dietio ai di loro corsi , e 
le prime figure farai polverose ne' capelli , e ciglia , e altri 
luoghi atti a sostener la polvere . Farai i vincitori correnti 
con i ca])elli e altre cose leggiere sparse al vento , con le 
ciglia basse , e caccino contrarie membra innanzi , cioè se 
manderanno innanzi il pie destro , die il brae<io juanco an- 
cor esso venga innanzi , e se farai alcune) eaduto , farai il 
segno tlello sdrucciolare su per la poh ere condotto iu san- 
guinoso làngo ; ed intorno alla mediocie liquidezza tlella ter- 
ra farai vedere stampate le pedale degli uomini e de' cavalli 
che sono passati . Farai alcuni cavalli strascinar morto il suo 
signore, e di dietro a quello lascia per la polvere e fango 



96 
il sogno dello strasrinalo corpo. Farai i vinti o baltnli pal- 
lidi , con le ciglia alte , e la loro corruzione , o la carne chtì 
resta sopra di loro , fia abbondante di dolenti crespe . Le 
fanci del naso sieno con alquante grinze partite in arco 
dalle narici , e terminate nel principio dell' occhio . Le na- 
rici alte, cagione di dette pieghe , e l'arcate labbra sciio- 
prano i denti di sopra . I denti spartiti in modo di gridare 
con lamento . Lna delle mani faccia scudo ai paurosi oc- 
elli , voltando il di dentro verso il nimico , 1' altia stia a 
terra a sostenere il ferito busto . Altri farai gridanti con la 
bocca sbarrata, e fuggenti; faiai molte sorte d'armi infra i 
piedi de' comliattitori , come scutll rotti , lance , sj>ade , ed 
altre simili cose . Farai uomini morti , alcuni ricoperti mez- 
zi dalla polvere , ed altri tutti . La polvere che si mesco- 
la con r uscito sangue convertirsi in rosso fango , e vedere 
il sangue del suo colore correi'e con torto corso dal corpo 
alla polvere . ^Mtri morendo strignere i denti , stravolgere 
gli ocelli , strigner le pugna alla persona , e le gambe stor- 
te . Potrebbesi vedere alcuno disarmato ed abbattuto dal ni- 
mico , volgersi a detto nemico con morsi e graffi , e far cru- 
dele ed aspra vendetta . Potriasi vedere alcun cavallo ^'oto 
e leggiero correre con i crini sparsi al vento fra i nemici , 
con i piedi far molto danno , e vedersi alcuno stroppiato 
cadejc in terni, farsi coperchio, col suo scudo, ed il ne- 
mico piegalo a basso 'far (orza j)er dargli morte ^ Potreb- 
bonsi vedere molli uomini raduti in un gruppo sotto un 
cavallo morto. A edransi alcimi vincitori lasciare il condiat- 
tere , ed uscire dalla moltitudine , nettandosi con le mani 
gli occhi , e le guance cojìcrte di fango fatto dal lacrimar 
degli occhi j)er causa della polvere . Yedransi le squadre 
del soccorso star piene di sjicranza e di sospetto , con le 



97 
ciglia aguzze , facendo a quelle ombra con le mani , e ri- 
guardare infra la tolta ed oscura caligine , e stare attente al 
comandamento del suo Capitano . Si può far ancora il Ca- 
pitano col bastone levato , corrente , ed in verso al suo cor- 
so mostrare a quegli la parte dov' è di loro bisogno . Ed 
alcun fiume , dentrovi cavalli correnti , riempiendo la circo- 
stante acqua di turbolenza d' onde , di spuma , e d' acqua 
con forza saltante inverso l'aria, e tra le gambe e corpi 
de' cavalli . E non far nessun luogo piano dove non sieno 
le pedate ripiene di saugue . 

Del modo dì condurre in pittura le cose lontane , 

miaro si vede essere un' aria grossa più che V altra , la 
quale confina con la terra piana ; e quanto più rileva in 
alto più è sottile , e trasparente . Le cose elevate , e grandi 
che fieno da te lontane , la lor bassezza poco fia veduta , 
perchè la vedi per una linea , la quale benché xlal canto 
dell' occhio tuo si causi nell' aria grossa , nondimeno termi- 
nando nella somma altezza della cosa vista , viene a termi- 
nare in aria molto più sottile , che non fa la sua bassezza ; 
e per questa ragione questa linea quanto })iù si allontana 
da te di [)uulu in punto , sempre mula qualità di sottile 
in sottile aria . Adunque tu , pittore , quando fai le monta-, 
gne , fa che di cglle in colle semjjre le bassezze sicjio più 
chiare, e quando le farai più lontane 1' una dall'altra, fu 
le bassezze più chiare ., e quanto più si leveranno \n alto , 
più moslreranno la verità della fornia e colore , 



n 



98 
Come V aria si dee fare piìi chiara quanto più 
la fai finir bassa . 

Eichè quest' aria è grossa presso alla terra , e quanto più 
si leva , più s' assottiglia , quando il sole è per levante ri- 
guarderai verso ponente , partecipante tli mezzodì e tramon- 
tana , e vedrai quell'aria grossa ricevere più limie dal sole 
che la sottile, perchè i razzi trovano più resistenza. E se 
il cielo alla vista tua terminerà con la bassa ])ianura , quella 
parte ultima del cielo fia veduta per queir aria più grossa 
e più bianca , la quale corromperà la verità del colore che 
si vedrà per suo mezzo , e parrà il cielo più bianco che so- 
pra te , perchè la linea visuale passa per meno quantità d'aria 
corrotta da grossi umori . E se riguarderai in verso levante , 
r aria ti parrà più oscura quanto più s' abbassa , perchè in 
dett' aria bassa i razzi luminosi meno passano . 



A fare che le figure spicchino dal lor campo 



JLe 



jE figure di qualunque corpo più parranno rilevate e spic- 
cate dai loro campi , dille quali essi campi sieno di color 
chiari o oscuri , con più varietà che sia possibile nei confi- 
ni delle predette figure come fia dimostrato al suo luogo, 
e che in detti colori sia osservato la diminuzione di chia- 
rezza ne' bianchi , e di oscurità nei colori oscuri . 

Del figurare le grandezze delle cose dipinte . 

Ella figurazione delle grandezze che hanno naturalmente 
le cose anteposte all' occhio , si debbono figurare tanto fini- 
te le prime figure, essendo picciole come l'opere de' mi- 



99 
niatori , come le grandi de' pittori : ma le piccole de' minia- 
tori debbono esser vedute d' appresso , e quelle del pittore 
da lontano ; così facendo esse figure debbono corrispondere 
all' occhio con egual grossezza ; e questo nasce perchè esse 
vengono con egual grandezza d' angolo , il che si prova 
COSI : sia 1' obietto b e e Y occhio sia a e d e sia una ta- 
vola di vetro per la quale penetrino le specie del b e . Dico 
che Stando fermo l' occhio a , la grandezza della pittura fat- 
ta per r imitazione di esso b e dcbbe essere di tanto minor 
figura, quanto il vetio d e sarà più vicino all'occhio «, 
e debbe essere egualmente finita . E se tu finirai essa figura 
b e nel vetro r/ e , la tua figura dcbbe essere meno finita 
che la figura b e , e. più finita che la figura m n , fatta 
sul vetro f g , |)erchc -'se p o figina fusse finita come la 
naturale b e , ìa prospettiva d' esso o p , sarebbe falsa , per- 
chè quanto alla diminuzione della figura essa starebbe bene, 
essendo b e diminuito '\n p o, ma il finito non si accor- 
derebbe con la distanza , perchè nel ricercare la perfezione 
del finito del naturale b e allora b e , })arrebbe nella vi- 
cinità o p ; ma se tu vorrai ricercare la diminuzione del o p , 
esso o p par essere nella distanza b e ^c nel diminuire del 
finito al vetro f § • [ Fig.[\. lav.I. ) 

Delle cose finite , e delle confuse . 

JLje cose finite e spedite si debbono làr d' appresso , e le 
confuse, cioè di termini confusi , si fingono in parti remote. 

Delle figure die son separate , acciocché 
non pajano congiunte . 

colori di che tu vesti le figure sieno tali che diano gra- 



I 



n 2 



100 
zia V uno all' altro : e quando un colore si fa canino tlell' 
altro , sia tale che non pajano congiunti ed appiccati insie- 
me , ancor che fussero di medesima natura di colore , ma 
sieno varj , e di chiarezza tale , quale richiede l' interposizio- 
• ne della disianza, e della grossezza dell'aria, che fra loro 
s' inframette , e con la medesima regola vada la notizia dei 
loro termini , cioè più o meno espediti o confusi , secondo 
che richiede la loro propinquità o remozione . 



Se il lume debbe esser tolto in /accia , a da parte 
e quale dà piti grazia . 



I 



L lume tolto in faccia ai volti posti a parieti laterali , le 
quali sieno oscure , fia causa che tali \ ohi avranno gran ri- 
lievo , e massime avendo il lume da alto : e questo rilievo 
accade , perchè le parti dinanzi di tal volto sono alluminate 
dal lume universale dell' aria a quello anteposta , onde tal 
parte alluminata ha ombre quasi insensibili , e dopo esse parti 
dinanzi del volto seguitano le parti laterali , oscurate dalle 
predette parieti laterali delle stanze, le quali tanto più oscu- 
rano il volto , quanto esso volto entra fra loro con le sue 
parli : ed oltre di questo seguita che il hune che scende da 
allo priva di sé tutte quelle parti alle quali è fatto scudo 
dai rilievi del volto , come le ciglia che sottraggono il lume 
air incassatura degli occhi , ed il naso che lo toglie a gran 
parte della bocca , ed il mento alla gola , e simili altri rilievi. 

Della 7'is'erherazione . 

ìe riverberazioni son causate dai corpi di chiara qualità , 
di piana e semidensa superficie , i quali percossi dal lume , 



quello , a siniililuJiJie del balzo tlella palla , ripercuote nel 
primo obietto . 

Dove non può esser riverberazione luminosa . 

A utti i corpi densi si vestono nelle loro superficie di va- 
rie qualità di lume e d' ombre . I lumi sono di due natu- 
re , r uno si domanda originale , e 1' altro derivati\ o . L' ori- 
ginale dico esser cpiello che deriva da vampa di fuoco , o 
dal lume del sole, o aria. Lume derivativo (la il lume re- 
flesso . jVIa per tornare alla promessa definizione , dico che 
riverberazione luminosa non fia da quella parte del corpo 
che fia volta a' corpi ombrosi , come luoghi oscuri di tetti 
di varie altezze , d' erbe , boschi verdi o secchi , i quali , ben- 
ché la parte di ciascun ramo volta al lume originale si ve- 
sta della qualità di esso Iimie , nientedimeno sono tant' om- 
bre fatte da ciascun ramo 1' uno su l' altro , che in somma 
ne risulta tale oscurità , che il lume vi è per niente : onde 
non possono simili obietti dare ai corpi oppositi alcun lu- 
me reflesso . 

De' rejlessi . 



J. reflessi sieno partecipanti tanto più o meno della cosa 
dove si generano , che della cosa che gli genera , quanto la 
«osa dove si generano è di più pulita superfìcie di quella 
che gli genera . 

De' rejlessi de' lumi che circondano V Oìnbre . 

JL reflessi delle parti ilhmiinate che risaltano nelle contra- 
poste ombre alluminano o alleviano più o meno la loro oscii- 



102 

rità , secondo che le sono più o meno vicine , con più o 
meno di chiarezza . Questa lai considerazione è messa in ope- 
ra da molti , e molti altri sono che la fuggono , e questi 
tali si ridono 1' un dell' altro . ^la tu per fuggir le calun- 
nie dell' uno e dell' altro , metti in opera 1' uno e 1' altro 
dove son necessarj , ma fa che le loro cause sieno note , cioè 
che si veda manifesta la causa dei reflessi e loro colori , e 
così manifesta la causa delle cose che non riflettono : e fa- 
cendo così non sarai interamente biasimato , né lodato dai 
varj giudizi , i quali , se non saranno d' intera ignoranza , 
fia necessario che in tutto ti laudino sì V una setta come l'altra. 

Dove i recessi de' lumi sono di in aggi or a minor 

chiarezza . 

JL reflessi de' lumi sono di tanto minore o maggiore chia- 
rezza ed evidenza , quanto essi fieno veduti in campi di mag- 
giore o minore oscurità : e questo accade , perchè se il cam- 
po è più oscuro che il reflesso , allora esso reflesso sarà for- 
te ed evidente per la dift'erenza grande che hanno essi co- 
lori infra loro : ma se il reflesso sarà veduto in campo più 
chiaro di lui , allora tal reflesso si dimostrerà essere oscuro 
rispetto alla bianchezza con la quale confina, e così tal re- 
flesso sarà insensibile . 

Qical parte del rejlesso sarà piìi chiara . 

uella parte sarà più chiara o alluminata dal refless© , 
che riceve il lume infra angoli più eguali . Provasi ; sia il 
luminoso n , ed a Z» sia la j)arte del cor])0 illuminata , la qua- 
le risalta per tutta la concavità opposi ta , la quale è om- 



io3 
brosa . E sia che tal lume , che riflette in f , sia percosso 
infra angoli eguali , e non sarà reflesso da base d' angoli 
eguali , come si mostra l' angolo cab che è più ottuso 
che r angolo yi a, ma l'angolo a fb ancor che sia infra 
gli angoli di minor qualità che l'angolo e egli ha per base 
a e che è tra gli angoli più eguali che esso angolo e , e 
però fia più chiaro in f che in e ; ed ancora sarà più chia- 
ro , perchè sarà più vicino alla cosa che l' illimiina , per la 
sesta che dice : quella parte del corpo ombroso sarà più al- 
luminata che sarà più vicina al suo luminoso. (jF/g^.5.7rtt^./.) 



De colori reflessi della carne 



I 



reflessi della carne che hanno lume da altra carne , sono 
più rossi , e di j)iù eccellente incarnazione che nissun' altra 
parte di carne che sia nell' uomo : e questo accade per la 
terza del secondo libro , che dice : la superficie d' ogni corpo 
opaco partecipa del colore del suo obietto ; e tanto più quan- 
to tale obietto gli e più vicino , e tanto meno quanto gli 
e più remoto , quanto il corpo opaco è maggiore , perchè 
essendo grande , esso impedisce le specie degli obietti circo- 
stanti , le quali spesse volte sono di color varj , i quali cor- 
rompono le prime specie più vicine , quando i corpi sono 
piccoli : ma non manca che non tinga più in icdesso un 
piccolo colore vicino , che un color grande remoto , per la 
sesta di prospettiva , che dice : le cose grandi potranno es- 
sere in tanta distanza , che elle parranno Uiinori assai che 
le piccole d' appresso . 



io4 

Dove i reflessi sono più sensibili . 

uel reflesso sarà di più spedita evidenza, il quale è ve- 
duto in campo di maggiore oscurità , e quel fia meno sen- 
sibile , che si vedrà in campo più chiaro : e questo nasce 
clic le cose di varie oscurità poste in contrasto , la meno 
oscura fa parere tenebrosa quella che è più oscura , e le 
cose di varie bianchezze poste in contrasto , la più bianca 
fa parere l' altra meno bianca che non è . 

De' re/lessi duplicati e triplicati . 

reflessi duplicati sono di maggior potenza che i reflessì 
semplici , e 1' ombre che s' interpongono infra il lume inci- 
dente ed essi reflessi di poca oscurità . Per esempio sia a il 
luminoso ; ei n. a s. i diretti ; s n sian le parti alluminate ; 
o h sian le parti d' essi corpi aHuminati dai reflessi ; ed il 
reflesso « « e è il reflesso semplice , a n o ^ a s o h. \\ re- 
flesso duplicato . H reflesso semplice è detto quello , che solo 
da uno alluminato è veduto , ed il duplicato è visto da due 
corpi alluminati , ed il semplice e è fatto dall' aliimiinato b d : 
il duplicato o si compone dall' alluminato b d e daU' allu- 
minato d r, e l'ombra sua è di poca oscurità , la quale s' in» 
terpone infra il lume incidente n , ed il lume reflesso n o, s o. 
{Fig.6. Tav.I.) 

Come nessun colore rejlesso è semplice , ma è misto 
con le specie degli altri colori , 



issun colore che rifletta nella superficie d' un altro cor- 
po , tinge essa superficie del suo proprio colore , ma sarà 



io5 

mislo con i concorsi degli altri colori reflessi , che risaltano 
nel medesimo luogo : come sarà il color giallo a che rifletta 
nella parte dello sferico e o e ^^ nel medesimo luogo refleltc 
il colore azzurro b . Dico per questa riflessione mista di gial- 
lo e di azzurro , che la percussione del suo concorso tingerà 
lo sferico ; e che s' era in sé bianco , lo farà di color veide , 
perchè provato è che il giallo e l' azzurro misti insieme fan- 
no un bellissimo verde . ( Fig.'j. Tcn>.I. ) 

Come rarissime volte i rejlessi sono del colore 
del corpo dove si congiungono . 

JlA.Arissime volte avviene che i rcflcssi sieno del medesimo 
colore del corpo , o del proprio dove si congiungono : per 
esempio sia lo sierico dfge giallo, e T obietto che gli ri- 
flette addosso il suo colore sia Z» e il quale è azzurro , dico 
che la parte dello sferico, che è percossa da tal riflessione, 
si tingerà in color verde, essendo 6 e alluminalo dall'aria 
o dal sole . ( -Fig-S. Tav.I. ) 



Dove più si vedrà il rejlesso . 



I 



Nfra 'l reflesso di medesima figura, grandezza, e potenza, 
quella parte si dimostra più o meno potente , la quale ter- 
minerà in campo più o meno oscuro . 

Le superlicie de' corpi partecipano più del colore ili que- 
gli obietti li quali riflettono in lui la sua similitudiue iulia 
angoli più eguali . 

De' colori degli obietti che riflettono le sue sinnlitudini 
nelle superficie degli anteposti corpi infra angoli eguali , quel 



io6 

sarà più potente , il quale avrà il suo raggio riflesso di più 
breve lunghezza . 

Infra i colori degli obietti , che si riflettono infra angoli 
eguali , e con qualche distanza nella superficie di contra- 
posti coi'pi , quel sarà più potente , che sarà di più chia- 
ro colore . 

Queir obietto riflette più intensamente il suo colore nell' 
anteposto corpo , il quale non ha intorno a sé altri colori 
che della sua specie . Ma quel reflesso sarà di più confuso 
colore , che da varj colori d' obietti è generato . 

Quel colore che sarà più vicino al reflesso , più tingerà 
di sé esso reflesso , e così di converso . 

Adunque tu , pittore , fa' di operare ne' reflessi dell' effi- 
gie delle figure il colore delle parti de' vestimenti , che sono 
presso alle parti delle carni che loro sono più vicine : ma 
non separare con troppa loro pronunziazione se non bisogna . 

De' colori de' rejlessì . 

JL ulti i colori reflessi sono di manco luminosità che il lu- 
me retto , e tal proporzione ha il lume incidente col lume 
reflesso , quale è quella che hanno infra loro le luminosità 
dalle loro cause . 



De' termini de' rejlessi nel suo campo 



I 



L termine dei reflessi nel campo più chiaro di esso refles- 
so sarà causa che tale reflesso termiuerà in campo più oscu- 
ro di lui , ed allora esso reflesso sarà sensibile , e tanto più 
si farà evidente , quajito tal campo sarà più oscuro , e così 
di converso . 



I07 

Del modo <V imparar bene a comporre insieme 
le figure nelle istorie . 

canJo tu arai imparato bene prospettiva , ed avrai a 
mente tutte le membra e i corpi delle cose sii vago spesse 
volte nel tuo andare a spasso di vedere e considerare i siti 
degli uomini nel parlare , o nel contendere , o nel ridere , 
o azzuffarsi insieme, quali alti sicno in loro, e che atti fac- 
ciano i circostanti , spartitori , e veditori di esse cose , e quel- 
le notare con brevi segni in un tuo picciol libretto , il qua- 
le tu debbi sempre portar teco : e sia di carte tinte , acciò 
non r abbi a seancellare , ma mutare , di vecchio in nuovo ; 
che queste non son cose da essere scancellate , anzi con gran- 
dissima diligenza serbate, perchè sono tante l'infinite Torme" 
ed atti delle cose , che la memoria non è capace a ritener- 
le : onde queste riserberai come tuoi autori e maestri . 

Del collocar le Jii^ure . 

JLja. prima figura nell'istoria flirai tanto minore che il na- 
turale , e quante braccia tu la figuri lontana dalla prima li- 
nea , e poi più r altre a comparazione di quella , con la re- 
gola di .sopra . ( Fig.^ Tav.I. ) 



Del porre prima una Jìgura n eli istoria 



T 



Alito qiianlo la })arte dell' ignudo d a diminuisce per 
posare, tanto l'opposta parte cresce: cioè tanto quanto la 
parte d a diminuisce di sua misura , 1' opposta parte soprac- 
cresce alla sua misura , ed il bellico mai esce di sua altezza , 
ovvero il uicmbro virile 5 e questo abbassamento nasce , per- 

o 2 



io8 
che la tìgiua che posa sopra un piede , quel piede si fa cen- 
tro del soprapposto peso : essendo così , il mezzo delle spal- 
le vi si drizza di sopra , uscendo fuori della sua linea per- 
pendicolare , la quale linea passa per i mezzi superticiali del 
corpo : e questa linea più si viene a torcere nella sua supe- 
riore estremità , sopra il piede che posa ; i lineamenti tra- 
versi costretti a eguali aui^oli si fauno co' loro estremi più 
bassi in quella parte che posa , come appare in a b e , 
[Fig.io.Tav.Il.) 

Modo del comporre le istorie . 

JLlKlle figure che compongono l' istorie ,. quella si diuio- 
slrei-à di maggior rilievo la quale sarà finta esser più vicina 
all' occhio : questo accade per la seconda del terzo che dice : 
Quel colore si dimostra di maggior perfezione, il quale ha 
meno quantità d' aria interposta fra sé e 1' occhio che lo giu- 
dica ; e per questo l' ombre , le quali mostrano i corpi es- 
sere rilevati , si dimostrano ancora più oscure d' ajipresso che 
da lontano , dove sono corrotte dall'aria interposta ira l'oc- 
chio , ed esse ombre : la qual cosa non accade nell' ombre 
vicine air occhio , dove esse mostrano i corpi di tanto mag- 
gior rilievo , quanto esse sono di maggiore oscurità . 

Del comporre T istorie . 

icordati , pittore, cpiando fai una sola figura, di fuggire 
gli scorcj di quella, si delle parti , come del tutto, perchè 
tu avresti a cond)attere con l' ignoranza degl' indotti in tal 
arte ; ma nell' istorie fanne in tutti i modi che ti accade , 
e massime nelle battaglie , dove per necessità accadono intì- 



109 
niti scorciamenti e piegamenti dei componitori di tal dis- 
cordia , o vuoi dire pazzia bcstialissima . 

Varietà d" uomini nelle istorie . 

Elle istorie vi debbono esser nomini, di varie complessio- 
ni , stature , carnagioni , attitudini , grassezze , magrezze, gros- 
si , sottili , grandi , piccioli , grassi , magri , fieri , civili , vec- 
cbj , giovani , forti e muscolosi , deboli e con j)ochi musco- 
li, allegri, malinconici, e con capelli ricci e distesi, corti 
e lunghi , movimenti pronti e languidi , e così varj abiti , 
e colori , e qualunque cosa in essa istoria si ricbiede , ed è 
sonmio peccato nel pittore fare li visi che somiglino l' un 
r altro , e così la re[)licazione degli atti è vizio grande . 



I 



Dell' imparare i muovimenti dell' uomo , 

movimenti dell' uomo vogliono essere imparati dopo la 
cognizione delle membra , e del tulio in tutti i moti delle 
membra e giunture , e poi con breve notazione di ])Ochi 
segni vedere l' attitudine degli uomini nei loro accidenti , 
sanza eh' essi si avveggano che tu gli consid<;ri : perchè av- 
vedendosene averanno la mente occupata a te , la quale avrà 
abbandonato la ferocità del suo atto , al quale prima era 
tutta intenta , come quando due irati contendono insieme , 
che a ciascuno pare aver ragione , i cpiali con gran ferocità 
muovono le ciglia, e le braccia, e gli altri membri, con 
alti appropriati alla loio intenzione , e alle loro j)arole ; il 
che far non potresti, se tu gli volessi far fingere tal ira, o 
altro accidente, come riso, pianto, dolore, ammirazione, 
paura , e simili : sicché per questo sii vago di portar teco 



I IO 

un librt'lto di carte ingessate , e con lo siile di argento nota 
con l)revità tali movimenti , e similmente nota gli atti dei 
cix'costanti , e loro compartizione , e questo t' insegnerà a com- 
porre r istorie : e quando avrai pieno il tuo libretto , met- 
tilo da parte , e serbalo al tuo proposito', o ripigliane un'altro , 
e fanne il simile, e questa sarà cosa utilissima al modo del 
tuo comjìorre , del quale io ne farò ini libro particolare , 
che seguirà dopo la cognizione delle figure e membra in 
particolare, e varietà delle loro giunture (22). 

Come il buon pittore ha da depingere due cose 
r uomo e la sua mente . 

L buon pittore ha da depingere due cose principali , cioè 
r uomo , e il concetto della mente sua . Il primo è facile , 
il secondo difficile , perchè si ha a figurare con gesti , e mo- 
vimenti delle membra , e questo è da essere imparato dalli 
muti , che meglio gli fanno , che alcun' altra sorla d' uomini. 

Del comporre V istorie in prima bozza . 

JlLJo studio dei componitori delle istorie debbc essere di 
porre le figure digrossatamente , cioè abbozzate , e prima sa- 
perle ben fare per tutti i versi , e piegamenti , e distendi- 
menti delle loro membra ; dipoi sia presa la descrizione di 
due che arditamente combattano insieme, e questa tale in- 
venzione sia esaminata in varj atti , ed in varj aspetti : dipoi 
sia seguitato il combattere dell' ardito col vile e pauroso , 
e queste tali azioni, e molti altri accidenti dell' animo , sie- 
no con grande esaminazione , e studio speculate . 



1 1 1 



Di non far nelle istorie ornamenti alle Jìgure . 

Oli fare mai nelle istorie tanti ornamenti alle figure , e 
altri eorpi , che impediscano la l'orma, e 1' alliliulini ditali 
figure, e l'essenza de' predetti altri corpi . 

Della varietà nell istorie . 

''dettisi il pittore ne' componimenti dell' istorie della co- 
pia e varietà , e fugga il replicare alcuna parte che in essa 
fatta sia , acciocché la no\ ita ed abbondanza attragga a se 
e diletti r occhio del riguardante . Dico dunque che nell'isto- 
ria si richiede , a' loro luoghi accadendo , misti gli uomini 
di diverse effigie, con diverse età ed abiti, insieme mesco- 
lati con donne , fanciulli , cani , cavalli , cdillcj , campagne , 
e colli . E sia osservata la dignità e decoro al principe e al 
savio , con la separazione dal \ olgo : nemmeno mescolerai 
li malonconici lagrimosi e piangenti con gli allegri , e riden- 
ti : che la natura dà che colli piangenti si lacrimi , e colli 
ridenti si allegri , e sì separa li loro risi e pianti . 

Del diversijicare V arie de' volti nel! istorie . 

V_JOmune difetto è ne' dipintori italici il riconoscersi l'aria 
e figura dell' operatore , mediante le molte figure dipinte : 
onde per fuggire tale errore , non sieno latte , né replicate 
mai , né in tutto , né in parte le medesime figure , né che 
un volto si veda ncH' altra istoria . E cpianto osserverai più 
in una istoria , che il brutto sia vicino al bello , ed il vec- 
chio al giovine, ed il debole al forte, tanto più vaga sarà 
la tua istoria , e l' una per 1' altra figura crescerà in bellez- 



1 1">. 

za . E perchè spesso avviene che i pittori , disegnando qual- 
sivogha cosa , vogliono che ogni minimo segno di carbone 
sia vaUdo , in questo s' ingannano , perchè moke sono le 
volte che 1' animale figtn'ato non ha i moti delle membra ap- 
propriati al moto mentale : ed avendo egli fatta bella e gra- 
ta membrificazione , e ben finita , gli parrà cosa ingiuriosa 
a mutare esse membra . 

Del variare valetudine , età, e complessioiìe de' corpi 

nelle Istorie . 



"ico anco che nelle Istorie si debbe mischiare luiicamente 
i retti contrarj , perchè danno gran paragone 1' uno all'altro; 
e tanto più quanto saranno più propinqui , cioè il brutto 
vicino al bello , e il grande al piccolo , il vecchio al giova- 
ne , il forte al debole . E cosi si varia quanto si può , e 
più vicino . 



Delli componimenti delle istorie . 



L 



il componimenti delle istorie dcpinte debbono muovere li 
risguardatori e contemplatori di quelle a quello medesimo 
effetto eh' è quello per il quale tale istoria è figurala : cioè 
se quella istoria rappresenta terrore , paiua , o fuga , o ve- 
ramente dolore , pianto , e lamentazione , o piacere , gaudio , 
•e riso , e simili accidenti , che le menti di essi considera- 
lori muovine le membra con atti , ebe pajano eh' essi sieno 
congionti al medesimo caso , di che esse istorie figurate sono 
rappresentatrici , e se cosi non fanno , l' ingegno di tale 
operatore è vano . 



ii3 
Precetto del comporre le istorie . 



O 



tu , componitore delle istorie , non membrificare cori 
terminati lineamenti le membri ficazioni di esse istorie , che 
t' interverrà come a molti e varj pittori intervenir suole , li 
quali vogliono, che ogni minimo segno di carbone sia va- 
lido . E! questi tali puonno bene acquistale ricchezze , ma 
non laude della sua arte, perchè molte sono le volte, che 
lo animale figurato non ha li moti delle membra appropriati 
al moto mentale . Ed avendo lui fatta bella , e grata mem- 
brificazionc ben finita , gli parrà cosa ingiuriosa a trasmuta- 
re esse mend)ra più alte, o basse, o più indietro, che in- 
nanzi . E questi tali non sono meritevoli di alcuna laude nel- 
la scienza . Or non hai lu mai considerato li poeti compo- 
nitori de' lor versi , alli quali non dà noja il fare bella lette- 
ra , nò si curano di cancellare alcuni di essi versi , rifacendoli 
migliori. Adunque, pittore, componi grossamente le mem- 
bra delle tue figure , e attendi prima alli movimenti appro- 
priati agli accidenti mentali degli animali componitori della 
istoria , che alla bellezza e bontà delle loro mendjra . Per- 
chè tu hai a intendere , che se tal componimento inculto ti 
riuscirà appropriato alla sua invenzione , tanto maggiormente 
satisfarà , essendo poi ornato della perfezione appoggiata a 
tutte le sue parti . Io ho già veduto nclli mivoli e muri 
macchie, che m' hanno desto a belle invenzioni di varie cose, 
le quali macchie ancora cIk; integralmente fussino in se pri- 
vate di ])eif"ezione di qualunque niend)io , non mancavano 
di perfezione nelli loio movimenti , o altre azioni . 



ii4 

DeW accompagnare i colori V uno con V altro 
e che V uno dia grazia all' altro . 



li^E vuoi fare che la vicinità di un colore dia grazia all' al- 
tro che con lui confina , usa quella regola che si vede fare 
ai raggi del sole nella composizione dell' arco celeste , i quali 
colori si generano nel moto della pioggia , perchè ciascuna 
gocciola si trasunita nella sua discesa in ciascuno dei colori 
di tal arco , come s' è dimostrato al suo luogo . Ora atten- 
di , che se tu vuoi fare un' eccellente oscurità , dagli per pa- 
ragone un'eccellente bianchezza , e così T eccellente bianchez- 
za farai con la massima oscurità ; ed il pallido farà parere 
il rosso di più focosa rossezza che non parrebbe per sé in 
paragone del pavonazzo . Evvi un' altra regola , la quale non 
attende a fare i colori in sé di più suprema bellezza che essi 
naturalmente sieno , ma che la comi)aguia loro dia grazia 
r un' all' altro , come fa il verde al rosso , e così 1' opposto , 
come il verde con 1' azzurro . Ed evvi una seconda regola 
generativa di disgraia compagnia , come l' azzurro col giallo 
che biancheggia , o col bianco , e simili , i quali si diranno 
al suo luogo . 

Del far vivi e belli i colori nelle sue superfìcie . 

Oiimpre a quei colori , che vuoi che abbiano bellezza , pre- 
parerai prima il campo candidissimo, e questo dico de' co- 
lori che sono trasparenti , pei (he a quei che non sono tras- 
parenti , non giova campo chiaro , e 1' esempio di questo 
e' insegnano i colori de' vetri , i quali quando sono interpo- 
sti inlia r occhio e 1' aria luminosa , si mostrano di cccel- 



ii5 



Icnie bellezza, il che far non possono, avendo dietro a se 
r aria tenebrosa o altra oscurità . 

De' colori dell' ombre di qualunque colore. 

jlL colore dell' ombra di qualunque colore sempre parteci- 
pa del colore del suo obietto , e tanto })iù o meno , quanto 
egli è più vicino o remoto da essa ombra , e quanto esso è 
più o meno luminoso . 

Della varietà che fanno i colori delle cose 
remote e propinque . 



Elle cose più oscure che 1' aria , quella si dimostrerà di 
minore oscurità la quale fia più remota : e delle cose i)iù 
chiare che 1' aria , quella si diuiostrerà di minor bianchezza 
che sarà più remota dall' occhio ; perchè delle cose più chia- 
re e più oscure che 1' aria , in lunga distanza scambiando 
colore , la chiara acquista oscurità , e 1' oscura acquista chia- 
rezza . 

In quanta distanza si perdono i colori 
delle cose integralmente . 

JL colori delle cose si perdono interamente in maggior o mi- 
nor distanza , secondo che gli occhi , e la cosa veduta saran- 
no in maggiore o minore altezza . Provasi per la settima di 
questo, che dice; l'aria è tanto più o meno grossa , quanto 
più ella sarà più vicina o remota dalla terra . Adunque se 
r occhio e la cosa da lui veduta saranno vicini alla terra , 
allora la grossezza dell' aria interposta Ira l' occhio i; la co- 
sa , impedirà assai il colore della cosa veduta da esso occhio . 

p 2 



Tl6 

Ma se ttil' occhio insieme con la cosa da lui veduta saranno 
remoti dalla terra , allora tal' aria occuperà poco il colore 
del predetto obietto . 



In quanta distanza si perdono li colori 
delli obietti dell' occhio . 



T 



Ante sono le varietà delle distanze , nelle quali si perdo- 
no li colori degli obietti ; quante sono le varietà del gior- 
no , e quante sono le varietà delle grossezze , o sottilità dell' 
aria , per le quali penetrano all' occhio le specie de' colori 
delli predetti obietti . E di questo non daremo al presente 
altra regola . 

Colore dell' ombra sul bianco . 

I À ombra del bianco veduta dal sole e dall' aria ha le sue 
ombre traenti all' azzurro , e c|uesto nasce perchè il bianco 
per se non è colore , ma è ricetto di qualunque colore , e 
per la quarta di questo , che dice : la superficie d' ogni cor- 
po partecipa del colore del suo obietto ; egli è necessario che 
quella parte della superficie bianca partecipi del colore dell' 
aria suo obietto . 

Qual colore farà ombra piti nera . 

1^ ueir ombra parteciperà più del nero, che si genererà in 
più bianca superficie, e questa avrà maggior projiciisione alla 
varietà che nissun' altra superficie ; e questo nasce perchè il 
bianco non è connumerato infia i colori , ed è ricettivo 
d' ogni colore , e la superficie sua partecipa più intcnsamen- 



117 
le de' colori dei suoi obietti che nessun' altra superficie di 
qualunque colore , e massime del suo retto contrario , che è 
il nero , ( o altri colori oscuri ) , dal quale il bianco è più re- 
moto per natiu'a , e per questo pare ed è gran difl'erenza 
dalle sue ombre princi])ali ai lumi principali . 



Del colore che non mostra varietà in varie 
grossezze d aria . 



P, 



ossibile è che un medesimo colore non faccia mutazione 
in varie distanze , e c|uesto accaderà quando la proporzione 
delle grossezze dell' aria e le proporzioni delle distanze che 
avranno i colori dall' occhio , sia una medesima , ma conver- 
sa . Provasi cosi : a sia 1' occhio , li sia im colore qual tu 
vuoi , posto in ini giado di distanza , remolo dall' occhio 
in aria di c|uattro gradi ili grossezza , ma perchè il secon- 
do grado di sopra a m ìt l ha la metà più sottile , l' aria 
portando in essa il medesimo colore , è necessario che tal 
colore sia il doppio più remoto dall' occhio che non era 
prima : adunque gli porremo i due gradi af ed f s^ disco- 
sto dalf occhio, e sarà il colore g -, i\ quale poi alzando nel 
grado di doppia sottilità alla seconda in a m n l che sarà il 
grado omp n ^ egli è necessario che sia posto nell' altezza e , 
e sarà distante dall' occhio tutta la linea a e , la quale si 
prova valere in giwssezza d' aria ([uanto la distanza a g, e 
provasi così . ^c a g distanza interposta da mia medesima 
aria infra l'occhio e '1 colore occupa due gradi, ed a e due 
gradi e mezzo , questa distanza è sofliciente a fare che il 
colore g alzato in e non si varj di sua jiotenza , perchè il 
grado a e a il grado a f essendo una medesima grossezza 
d' aria sono simili ed eguali , ed il grado e d benché sia 



ii8 
eguale in lunghezza al grado /;«•, non è simile in grossezza 
air aria di sopra , della quale un mezzo grado di distanza 
occupa tanto il colore , quanto si faccia un grado intiero 
dell' aria di sopra , che è il doppio })Ìli sottile che 1' aria 
che gli confina di sotto . Adunque calcolando prima la gros- 
sezza dell* aria , e poi le distanze , tu vedrai i colori variati 
di sito , che non avranno mutato di bellezza ; e diremo così 
per la calcolazione della grossezza dell' aria : il colore li è 
posto in quattro gradi di grossezza d' aria : ^ colore è po- 
sto in aria di due gradi di grossezza : e colore si trova in 
aria d' un grado di grossezza : ora vediamo se le distanze 
sono in proporzione eguale , ma conversa . Il colore e si 
trova distante dall'occhio a due gradi e mezzo di distanza. 
Il g- due gradi , l' h un grado : questa distanza non scontra 
con la proporzione , e cjuest' è che ti bisogna dire . Il gra- 
do a e come fu detto di sopra , è simile ed eguale al gra- 
do a /", ed il mezzo gi-ado eh h simile, ma non eguale al 
grado af^ perchè è solo un mezzo grado di lunghezza , il 
quale vale un grado intiero dell' aria di sopra . Adunque la 
calcolazione trovata satisfa al proposito , perchè a e vale due 
gradi di grossezza dell' aria di sopra , ed il mezzo grado e h 
ne vale un intero d' essa aria di sopra , sicché abjjiamo tre 
gradi in valuta d' essa grossezza di sopra , ed uno ve n' è 
dentro , cioè h e esso quarto . Seguita : a h ha quattro gradi 
di grossezza d' aria : a g ne ha ancora quattro , cioè af ne 
ha due , eà f g due altri , che fa quattro , « e ne ha an- 
cora cpiattro , perchè a e ne tiene due , ed uno e d che è 
la metà dell' a e e di quella medesima aria , ed uno intero 
ne è di sopra ncU' aria sottile che fa quattro . Adunque se 
la distanza a e non è doppia della distanza a g^nh quadru- 
pla dalla distanza a h ella è restaurata dal e d mezzo grado 



1^9 
d' aria grossa , che vale un grado intero dell' aria più sottile 
che gli sta di sopra : e così è concluso il nostro proposito , 
cioè che il colore h gè non si varia per varie distanze . 
( Fig.ii. Tav.II. ) 

Della prospettiva de' colori . 

JLI un medesimo colore posto in varie distanze ed eguale 
altezza , lai fia la proporzione del suo rischiaramento , cpial 
sarà cpiella delle distanze che ciascuno d' essi colori ha dall' 
occhio che gli vede . Provasi : sia che e b e d sia ini mede- 
simo colore : il primo e sia posto due gradi di distanza dall' 
occhio a : il secondo che è h sìa discosto quattro gracU : 
il terzo che è e sia sei gradi : il quarto che è d sia otto 
gradi : come mostrano le delinizioni de' circoli che si tagliano 
sii la linea, come si vede sopra la linea ar: dipoi arsp 
sia un grado d' aria sottile : ^ /^ e ? sia un grado d' aria 
più grossa : seguirà eh' il primo colore e passerà all' occhio 
per un grado d' aria grossa e s ^ a per un grado d' aria men 
grossa s a , ed il colore h manderà la sua similitudine all' oc- 
chio a per due gi'adi d' aria grossa , e per due della men 
grossa , ed il e la manderà per tre gradi della grossa , e per 
tre della men grossa ; ed il colore d })er cpiattio della gros- 
sa , e per quattro della men grossa ; e così abbiamo provato qui 
tale essere la proporzione della diminuzione de' colori , o vuoi 
dire perdiuieiiti , quale è quello delle loro distanze dall' oc- 
chio che gli vede : e questo solo accade ne' colori che sono 
di eguale altezza , perchè in quei che sono d' altezza inegua- 
le , non si osserva la medesima nugola , per esser loro in 
arie di varie grossezze , che lànno varie oecuj)azioni a essi 
colori . (Fig. 12. Tav.II. ) 



I20 

Del colore che non si riluta in varie 

grossezze (V aria . 

\ on si muterà il colore posto in diverse grossezze d' aria , 
quando sarà tanto più remoto dall' occhio 1' uno che 1' altro , 
quanto si troverà in più soitil' aria 1' uno che 1' altro . Pro- 
vasi così : se la prima aria bassa ha quattro gradi di gros- 
sezza , ed il colore sia distante un grado dall' occhio , e la 
seconda aria più alla abhia tre gradi di grossezza , che ha 
perso un grado , la che il colore acquisti un grado di di- 
stanza ; e quando l'aria più alta ha perso due gradi di gros- 
sezza , ed il colore ha acquistato due gradi di distanza , al- 
lora tale è il jirimo colore qual è il terzo : e per abbrevia- 
re , se il colore s' innalza tanto eh' entri nell' aria che abbia 
perso tre gradi di grossezza , ed il colore acquistato tre gra- 
di di distanza , allora tu ti puoi render certo , che tal per- 
dita di colore ha fatto il colore allo e remoto , quanto il 
colore basso e vicino , perchè se 1' aria alta ha perduto tre 
quarti della grossezza dell' aria bassa , il colore nell' alzarsi 
ha acquistato i tre quarti di tutta la distanza , per la quale 
egli si trova remoto dall' occhio : e così si prova 1' intento 
nostro . 

Se i colorai varj possono esserle o parere 

di una uniforme oscurità , mediante 

ima medesima ombra . 

ossibile è che tutte le varietà de' colori da una medesi- 
ma ombra pajano tramutate nel colore d' esse ombre . Que- 
sto si manil'esta nelle tenebre di una notte niibilosa , nella 
quale nessuna figura o color di corpo si comprende ; e 



1.Ì I 

perchè tenebre altro non è che privazione di luce incideu' 
te e riflessa, mediante la quale tutte le figure e colori dei 
corpi si comprendono , egli è necessario che tolta integral- 
mente la causa della luce , manchi 1' effetto e cognizione dei 
colori e figure dei predetti corpi . 

Della causa de perdimenti de' colori e Jìgure 

de' corpi mediante le tenebre che pajono 

e non sono , 

.ohi sono i siti in se alluminati e chiari che si dimo- 
strano tenebrosi , ed al tutto privi di qualunque varietà di 
colori e figure delle cose che in essi si ritrovano : questo 
avviene per causa della luce dell' aria alluminata che infra le 
cose vedute e 1' occhio s' interpone , come si vede dentro 
alle finestre che sono remote dall' occhio , nelle quali solo si 
comprende una uniforme oscui-ità assai tenebrosa . Se tu en- 
trerai j>oi dentro a essa casa , tu vedrai quelle in se esser 
forte alluminate, e potrai speditamente comprendere ogni 
minima parte di qualunque cosa dentro a tal finestra , che 
trovar si potesse . E questa tal dimostrazione nasce jier di- 
fetto dell' occhio , il quale vinto dalla soverchia luce dell' 
aria , ristringe assai la grandezza della sua pupilla , e per 
questo manca assai della sua [)Otenza : e nei luoghi più oscu- 
ri la pupilla si allarga , e tanto cresce di potenza , quanto 
ella acquista di grandezza . Provalo nel secondo della mia 
j)rospettiva , 

Come nessuna cosa mostra il suo color vero , se ella 
non li a lame da un altro simil colore . 



N 



Essuna cosa dimostrerà mai il suo propio colore , se il 

9 



12 2 

lume che l' illumina non è in tutto d' esso colore , e questo 
si manifesta nei colori de' panni , de' quali le pieghe illumi- 
nate , che riflettono o danno lume alle contraposte pieghe , 
gli (anno dimostrare il loro vero colore . Il medesimo fa la 
foglia dell' oro nel dar lume 1' una all' altra , ed il contra- 
rio fa dal pigliar lume da un' altro colore . 

De' colori che sì dimostrano imriare dal loro essere , 
mediante i paragoni de' loro campi . 



Essun termine di colore uniforme si dimostrerà essere egua- 
le , se non termina in cam[)0 di colore simile a lui . Que- 
sto si vede manifesto quando il nero termina col bianco , che 
ciascmi colore pare più nobile nei confini del suo contrario 
che non parrà nel suo mezzo . 

Della tìiiitazione de colori trasparenti dati o messi 
sopra diversi colori , con la loro diversa relazione . 

uando un colore trasparente è sopra un' altro colore va- 
riato da lui , si compone un color misto , diverso da cias- 
cuno de' semplici che lo compongono . Questo si vede nel 
fumo che esce dal camino , il cjuale quando è incontro al 
nero d' esso camino si ùì azzurro , e guando s' innalza al ris- 



q' 



contro dell' azziHTO dell'aria, pare berettino , o rosseggiante. 
E cosi il pavonazzo dato sopra 1' azzurro si là di color di 
viola : e quando l' azzurro sarà dato sopra il giallo , egli si 
fa verde : ed il croco sopra il bianco si fa giallo : ed il chia- 
ro sopra r oscurità si fa azzurro , tanto più bello , quanto il 
chiaro e 1' oscuro saranno jiiù eccellenti . 



i:ì3 

Qiial parte dì un medesimo colore sì mostrerà 
pili beila in pittura . 

\Jvi è da notare qual parte d'un medesimo colore si mostra 
j)iii bella in pittura , o quella che ha il lustro , o quella che 
ha il lume , o quella dell' ombre mezzane , o quella dell'oscu- 
re , ovvero in trasparenza . Qui bisogna intendere che colore è 
quello che si dimanda : perchè diversi colori hanno le loro bel- 
lezze in diversa parte di sé medesimi : e questo ci dimostra il 
nero , che ha la sua bellezza ncll' ouJjre , il bianco nel lume , 
l'azzurro , \'erde , e tanè nell'onibre mezzane , il giallo e rosso 
ne' lumi , l' oro ne' riflessi , e la lacca ncll' ombre mezzane . 

Come ogni colore che non ha lustro è piìt bello 
nelle sue parti luminose che nelV ombrose . 



0< 



'oni colore è pii!i bello nella sua parie alluminata che 
neir ombrosa , e questo nasce , che il lume vivifica e dà ve- 
ra notizia della qualità de' colori, e l'ombra ammorza ed 
oscura la medesima bellezza , ed impedisce la notizia d' esso 
colore; e se per il contrario il nero è più bello nell'om- 
bre , che ne' lumi , si risponde che il nero non è colore , 
né anco il bianco . 

Dell' evidenza de' colori piìi chiari . 

Vj'^uella cosa che è più chiara più apparisce da lontano, 
e la ])iù oscura fa il contrario . 

Qual parte del colore ragionevolmente 
debbe esser piti bella . 

Oe a Cui il lume, e b lìa l'alluminato per linea da esso 

y 2 



124 

lume ; e , che non può vedere esso lume , vede solo la pa- 
rete alluminata , la qual parete diciamo clic sia rossa . Es- 
sendo così : il lume che si genera alla parete somiglierà 
alla sua cagione , e tingerà in rosso la faccia e , e se e 
fia ancora egli rosso , vedrai essere molto più bello che è, 
e se e fosse giallo , vedrai crearsi un color cangiante fra 
giallo e rosso . [jP/g^. i3. Tav.ll.^ 

Come il bello del colore debb' essere ne' lumi . 

Oe noi vediamo la qualità de' colori esser conosciuta me- 
diante il lume , è da giudicare che dove è più lume qui- 
vi si vegga più la vera qualità del colore alluminato, e do- 
ve è più tenebre il colore tingersi nel colore d'esse tene 
bre . Adunque , tu , pittore , ricordati di mostrare la verità 
de' colori in tali parti alluminate . 



Del color verde fatto dalla ruggine di rame 



I 



L verde fatto dal rame , ancorché tal color sia messo a 
olio , se ne va in fumo la sua bellezza , s' egli non è subi- 
to inverniciato : e non solamente se ne va in fumo , ma 
s' egli sarà lavato con ima spugna bagnata di semplice ac- 
qua comune , si leverà dalla sua tavola , dove è dipinto , 
e massimamente se il tempo sarà umido : e questo nasce 
perchè tal verderame è fatto per forza di sale , il qual sa- 
le con facilità si risolve ne' tempi piovosi , e massimamente 
essendo bagnato e lavato con la predetta spugna (aS) . 

Aumentazione di bellezza nel i'erderame . 



^E sarà misto col verderame 1' aloe cavallino , esso verde- 



i3:> 

rame acquisterà gran bellezza , e più acquistcreblìe il zaf- 
ferano , se non se ne andasse in fumo . E di questo aloe 
cavallino si conosce la bontà quando esso si risolve nell'ac- 
quavite , essendo calda , che meglio lo risolve , che quando 
essa è fredda . E se tu avessi finito un' opera con esso ver- 
de semplice , e poi sottilmente la velassi con esso aloe riso- 
hito in acqua, allora essa opera si farebbe di bellissimo co- 
lore : ed ancora esso aloe si può macinare a olio per sé , 
ed ancora insieme col verderame , e con ogn' altro colore 
che ti piacesse . 

Della mistione de' colori V uno con V altro . 

Ncora che la mistione de' colori l'uno con l'altro si sten- 
da \erso r infinito , non resterà per questo che io non ne 
fàccia un poco di discorso . Ponendo prima alquanti colo- 
ri semplici , con ciascuno di quegli mescolerò ciascuno de- 
gli altri a luio a uno , e poi a due a due , ed a tre a 
tre, e cosi seguitando, per fino all'intero mimerò di tulli 
i colori : poi ricomincierò a mescolare li colori a due con 
due , ed a tre con tre , e poi a quattro , così seguitando 
sino al fine : sopra essi due colori semplici se ne metterà 
tre 5 e con essi Ire accompagnerò altri tre , e poi sei , e 
j)OÌ seguiterò tal mistione in lulte le proporzioni . Colori 
semplici domando quelli che non sono composti , né si pos- 
sono cojuporre per \ ia di mistione d'altri colori, nero, 
bianco , benché questi non sono messi fra' colori , perchè 
r uno è lenebi'c , 1' altio è luce , cioè \ imo è privazione e 
l'altro è generativo: ma io non gli \oglio per questo la- 
sciare in dietro, jxiciiè in pilliua sono i principali, con- 
ciosiachè la pittura sia comj>osta d' ouibrc , e di lumi ., cioè 



di chiaro , e d' oscuro . Dopo il nero e il bianco seguita 
r azzurro , e giallo , poi il verde e lionato , cioè tanè , o 
vuoi dire ocria ; dipoi il morello , cioè pavonazzo , ed il 
rosso e questi sono otto colori , che più non ve n è in 
natura , de' quali io comincio la mistione . E sia primo ne- 
ro e bianco , di poi nero giallo , e nero e rosso , di poi 
giallo e nero , e giallo e rosso : e perchè qui mi manca 
carta , lascerò a far tal distinzione nella mia opera con lun- 
go processo : il quale sarà di grande utilità , anzi necessa- 
rissimo , e questa tal descrizione s' intrametterà infra la teo- 
rica e la pratica della pittura . 



Della superfìcie d' ogni corpo ombroso 



L, 



i.\ superficie d' ogni corpo ombroso partecipa del colore 
del suo obietto . Questo lo dimostrano i corpi ombrosi con 
certezza , conciosiachè nissuno de' predetti corpi mostra la 
sua figura , o colore , se il mezzo interposto fra il corpo 
ed il luminoso non è alluminato . Diremo dunque che se il 
corpo opaco sarà giallo , ed il luminoso sarà azzurro , la 
parte alluminata sarà verde , il qual verde si compone di 
giallo e d" azzurro . 

Quale è la superjìcie ricettiva di piìi colori , 

L bianco è piìi ricettivo di qualimqiìc colore che nessini' 
altra superficie di qualunque corpo che non è specchiato . 
Provasi ciò , dicendo che ogni corpo vacuo è capace di ri- 
cevere quello che non possono ricevere i corpi che non so- 
no vacui , diremo per questo che il bianco è vacuo , o 
vuoi dir privo di qualunc^ue colore , ed essendo egli allu- 



127 

minato del colore di qualunque luminoso , partecipa più 
d' esso luminoso che non larcbbe il nero , il quale è simi- 
le ad un vaso rotto , che è privo d' ogni capacità a qua- 
lunque cosa . 

Qual corpo si tingerà piìt del color del suo obietto . 



<A superficie d' ogni corpo parteciperà più intensamente 
del colore di quell' obietto , il quale gli sarà più vicino . Que- 
sto accade , perchè l' obietto vicino occupa più moltitudine 
di varietà di specie , le quali venendo a essa su})erflcie de' 
corpi corrompcrebbono più la superficie di tale obietto , che 
non farebbe esso colore , se ibsse rimoto : ed occupando ta- 
li specie , esso colore dimostra più izitcgralmente la sua na- 
tura in esso corpo opaco . 



Qual corpo sì dimostrerà di piti bel colore 



L.. 



i.v superficie di quell'opaco si mostrerà di più perfetto 
colore , la quale avrà per vicino obietto un colore simile 
al suo . 

Dell incarnazione de volti . 

yj'uel colore de' corj)i j)iù si conserva in lunga distanza 
che sarà di maggior quantità . Questa proposizione ci mostra 
che il viso si faccia oscuro nelle dislajize , perchè 1' ombra 
è la maggior parte che abbia il \ollo , ed i lumi son mi- 
nimi , e però mancanu in breve distanza : eil i minimissimi 
sono i loro lustri , e questa è la causa che restando la par- 
te più oscura , il viso si faccia e si mostri oscuro . E tan- 



12 



8 



to più parrà trarre In nero , quanto tal viso avrà in dosso 
o in testa cosa pivi bianca , 

Modo di ritrarre il rilievo , e di preparare 
le carte per questo . 

Sl pittori per ritrarre le cose di rilievo debbono tingere la 
superficie delle carte di mezzana oscurità , e poi dar l' om- 
bre più oscure, ed in ultimo i lumi principali in picciol 
luogo , i quali son quelli che in picciola distanza sono i pri- 
mi che si perdono all' occhio . 

Delia varietà dì un medesimo colore in varie 
distanze dall' occhio . 

>'fra i colori della medesima natura , quello manco si va- 
ria che meno si rimuove dall'occhio. Provasi, perchè l'aria 
che s' interpone infra 1' occhio e la cosa veduta occupa al- 
quanto la detta cosa : e se l' aria interposta sarà di gran 
somma , allora la cosa veduta si tiuge torte del colore di 
tal aria, e se l'aria sarà di sottile quantità, allora l'obietto 
sarà poco impedito . 

Della verdura veduta in campagna . 

'Ella verdura delle campagne di pari qualità, quella par- 
rà essere più oscura che sarà nelle piante degli alberi , e 
più chiara si dimostrerà quella de' prati . 



Qiial verdura parrà partecipare più d azzurro . 

\Juelle verdure si dimostreranno partecipare più d'azzur- 
ro , le quali saranno di più oscura ombrosità ; e questo si 
prova per la settima che dice , che l' azzurro si compone 
di chiaro e d' oscuro in lunga distanza . 

Quale è quella superfìcie che meno che l'altre 
dimostra il suo vero colore . 

\9 uella superficie mostrerà meno il suo vero colore , la 
quale sarà più tersa e pulita . Questo vediamo nell' erbe 
de' prati , e nelle foglie degli alberi , le quali essendo di pu- 
lita e lustra superficie , pigliano il lustro nel quale si spec- 
chia il sole , o r aria che 1' allumina , e così in quella par- 
te del lustro sono private del naturai colore . 

Qual corpo mostrerà piì{, il suo vero colore , 

\^uel corpo più dimostierà ij suo vero colore , del quale 
la sujierficie sarà men pulita e pi^na . Questo si vede ne' pan- 
nilini , e nelle Ibglie dell' erbe ed alberi che sono pelose , 
nelle quali alcun lustro pon si può generare , onde per pe- 
cessità non polendo specchiare gli obietti , solo rendono 
all' occhio il suo vero colore e naturale ; non essendo quel- 
lo corrotto da alcun corpo , che 1' allumini con un colore 
opposto, come quello del rossore del sole, quando traoion- 
ta , e tinge i nuvoli del suo proprio colore . 

Della chiarezza de paesi , 



M.ii 



i i colori , vivacità , e chiarezza de' paesi dipinti arau- 

r 



i3o 

no conformità con paesi naturali alluminati dal sole, se es- 
si paesi dipinti non saranno alluminali da esso sole . 

Coìne la vista penetra maggior somma d' aria 
per retto che per obliquo , 

JLi aria sarà tanto meno partecipante del colore azzurro , 
quanto essa è più vicina all' oriente , e tanto più oscura , 
quanto ella da esso oriente è più remota . Questo si prova 
per la terza del nono che mostra che quel corpo sarà man- 
co alluminato dal sole il quale fia di qiutlilà più rare . Adun- 
que il fuoco, elemento che veste l'aria, per esser lui più 
raro e più sottile che l'aria, manco ci occupa le tenebre 
che son sopra di lui che non fa essa aria , e per conseguen- 
za r aria corpo men raro che il fuoco più s' allumina dai 
raggi solari che la penetrano , ed alluminando l' infinità de- 
gli atomi , che })er essa s' infondono , si rende chiara ai no- 
stri occhi ; onde penetrando per essa aria la specie delle so- 
praddette tenebre , necessariamente fa che essa bianchezza 
d' aria ci pare azzurra , come è provato nella terza del de - 
cimo ; e tanto ci pana di azzurro più chiaro , quanto fra 
esse tenebre e gli occhi nostri s' interporrà maggior grossez- 
za d' aria . Come se 1' occhio di chi lo considera fosse p e 
guardasse sopra di sé la grossezza dell' aria p r , poi decli- 
nando alquanto , 1' occhio vedesse 1' aria per la linea p s , 
la quale gli parrà più cliiara , per esser maggior grossezza 
d' aria per la linea p s clic per la linea p r^ e se tal occhio 
s' inchina all' Orizzonte vedrà l' aria quasi in tutto privata 
d' azzurro ; la qual cosa seguita , perchè la linea del vedere 
penetra molto maggior somma d' aria per la rcttitudme p d 



i3i 

che per l'olìliquo /^ j, e così si è persuaso il nostra inienio . 
{Fig.i\.TaK'.ll.) 

Delle cose specchiate nelV acqua de paesi , 
e prima dell'aria. 

L'cir aria sola sarà quella che darà di se siniuhu ro nella 
superficie dell'acqua, la quale rifletto dalla superficie dell'acqua 
all'occhio infra angoli eguali, cioè che l'i'ugolo dell'inciden- 
za sia eguale all'angolo della riflessione, [Fig.iS. Ta^.IJ.) 

Diminuzione de' colori per mezzo interposto 
infra loro e V occhio , 

J. Anto meno dimostrerà la cosa visibile del suo naturai 
colore, quanto il mezzo interposto Ha lui e l'occhio sarà 
di maggior grossezza . 



De campi che si contengono all' ombra , ed a' lumi. 



I 



cam])i che convengono all' ond)re , ed ai lumi , ed ai ter- 
mini alluminati ed adombiati di qualunque colore , faran- 
no più separazione l'uno dall'altro, se saranno più vari, 
cioè che un colore oscuro non debba terminare in altro co- 
lore oscuro, ma molto vario, cioè bianco, o partecipante 
di bianco, in quanto puoi oscuro, o traente all'oscuro. 

Come si dee riparare^ quando il bianco si termina 
in bianco , e V oscuro in oscuro . 



Q 



u andò il colore d' un corpo bianco s' abbatte a ternii- 

r 2 



nare in campo bianco , allora i bianchi o saranno eguali , 
o nò : e se saranno eguali , allora quello che ti è più vi- 
cino si farà alquanto oscuro nel termine che egli fa con 
esso bianco : e se tal campo sarà men bianco che il colore 
che in lui campeggia , allora il campeggiante spiccherà per 
se medesimo dal suo differente sanza altro ajuto di termine 
oscuro . 



JL^ 



Delia natura de colori de' campi sopra i quali 
campeggia il bianco . 



ìa. cosa bianca si dimostrerà più bianca quando sarà in 
campo più oscuro , e si dimostrerà più oscura che fia in 
campo più bianco : e questo ci ha insegnato il fioccar del- 
la neve , la quale , quando noi la reggiamo nel campo 
dell' aria , ci pare oscura , e quando noi la veggiamo in cam- 
po di alcuna finestra aperta , per la quale si vede l' oscuri- 
tà dell' ombra di essa casa , allora essa neve si mostrerà bian- 
chissima ; e la neve d' appresso ci pare veloce , e da lonta- 
no tarda , e la vicina ci pare di continua quantità , a guisa 
di bianche corde , e la remota ci pare discontinuata . 

De campi delle figure . 

'eIIc cose d' egual chiarezza , quella si dimostrerà di mi- 
nor chiarezza , la quale sarà veduta in campo di maggior 
bianchezza 5 e quella parrà più bianca , che campeggerà in 
spazio più oscuro rei' incarnata parrà pallida in campo ros- 
so , e la pallida parrà rosseggiante , essendo veduta in cam- 
po giallo : e similmente i colori saranno giudicati quello che 
non sono mediante i campi che li circondano . 



i33 
De campi delle cose dipinte . 

jLfi grandissima dignità è il discorso de' campi , ne' quali 
campeggiano i corj)i opachi vestili d' ombre e di lumi , per- 
chè a quegli si conviene avere le parti alluminate ne' cam- 
pi oscuri , e le parti oscure ne' campi chiari , siccome per 
la figura vien dimostrato . [Fig.iQt. Tav.II.) 

Di quelli che fingono in campagna la cosa piìi remota 
farsi pili oscura . 

iYjLolti sono che in campagna aperta fanno le figure tan- 
to più oscure , quanto esse sono più remote dall' occhio , 
la qual cosa è in contrario , se già la cosa imitata non fos- 
se bianca , perchè allora accaderebbe quello che di sotto si 
propone . 

De' colori delle cose remote dall' occhio . 

J_j aria tinge più gli obietti , che ella separa dall' occhio , 
del suo colore , quanto ella sarà di maggior grossezza . Adun- 
que avendo 1' aria diviso un' obietto oscuro con grossezza di 
due miglia , ella lo tinge più , che quella che ha la grossezza di 
un nnglio . Risponde qui 1' avversario , e dice che i paesi che 
hanno gli aibc^ri di una medesima specie più sono oscuri da 
lontano che d' appresso , la qual cosa non è vera , se le 
piante saranno eguali , <• divise da eguali spazj : ma sarà ben 
vera se i primi alboi saranno rari, e vedrassi la chiarezza 
dei j)rati che gli dividono , e gli ultimi saranno spessi ; co- 
me accade nelle rive e vicinità de' fiumi , che allora non si 
vede spazio di chiare praterie , ma tutti insieme congiunti , 



facendo ombra 1' uno sopra 1' altro . Ancora accade che mol- 
to maggiore è la parte ombrosa delle piante, che la lumi- 
nosa , e per le specie <^he manda di se essa pianta all' occhio , 
si mostrano in lunga distanza , ed il colore oscuro che si 
trova in maggior quantità più mantiene le sue specie che la 
parte meno oscura : e così esso misto porta con seco la 
parte più potente in più lunga distanza . 

Gradi di pitture . 

lon è sempre buono quel che è bello, e questo dico per 
quei pittori che amano tanto la bellezza dei colori , che non 
sanza gran coscienza danno lor debolissime e quasi insensi- 
bili ondare , non stimando il loro rilievo . Ed in questo er- 
rore sono i ben parlatori sanza alcuna sentenza . 

Dello specchiamento e colore dell' acqua del mare 
veduto da dii'ersi aspetti . 

L mare ondeggiante non ha colore universale , ma chi lo 
vede da terra flsrma il vede di colore oscuro , e tanto più 
oscuro quanto è più vicino 1' orizzonte , e vedesi alcun chia- 
rore , ovvero certi lustri , che si muovono con tardità ad uso 
di pecore bianche negli armenti , e chi vede il mare stando 
in alto mare lo vede azzurro : e questo nasce perchè da ter- 
ra il mare pare oscuro , perchè vi vedi in lui 1' onde che 
specchiano 1' oscurità della terra , e da alto mare pajono az- 
zurre , perchè tu vedi nell' onde 1' aria azzurra da tali onde 
specchiata . 



i35 
Della natura de' paragoni . 



JLji 



a vestimenti neri fanno parer le carni de' simnlacri uma- 
ni più bianche che non sono , e li vestimenti bianchi (anno 
parere le carni oscure , ed i vestimenti gialli le fanno pare- 
re colorile , e le vesti rosse le dimostrano pallide . 

Del colore dell' ombra di qualunque corpo , 

AI il color dell' ombra di qualunque corpo non sarà 
vera , né propria ombra , se 1' obietto che l' adombra non è 
del colore del corpo da lui adonJirato . Diremo per esem- 
pio che io abbia una abitazione nella quale le pareti sieno 
verdi: dico che se in tal luogo sarà veduto l'azzurro, il 
quale sia alluminato dalla chiarezza dell' azzurro , allora tal 
parte alluminata sarà di bellissimo azzurro , e 1' oudjra sarà 
brutta , e non vera ombra di tal bellezza d' azzurro , perchè 
si corrompe per il verde che in lui riverbera : e peggio sa- 
rebbe se tal paricte fussc di tanèto . 



Della prospetti^'a de colori ne' luoghi oscuri 



il e' luoghi luminosi uniformemente vlifìormi insino alle te- 
nebre , quel colore sarà più oscuro , che da esso occhio fia 
più remoto . 

Prospettiva de' colori . 

JIL primi colori debbono esser semplici, ed i gradi della lo- 
ro diuìinuzione insierue con i giadi delle distanze si deb- 
bono convenire , cioè che le grandezze delle cose partecipe- 



i36 
ranno più della natura del punto, quanto esse gli saran più 
vicine , ed i colori han tanto più a partecipare del colore 
del suo orizzonte , quanto essi a quello sou più propin qui . 

De' colori . 

1.L colore che si trova infra la parte ombrosa e l' allumi- 
nata de' corpi ombrosi , fia di minor bellezza che quello che 
fia interamente alluminato : dunque la prima bellezza de' co- 
lori fia ne' principali lumi . 

Da che nasce V azzurro nelV aria . 

i À azzurro dell' ai'ia nasce dalla grandezza del corpo dell'aria 
alluminata , interposta fra le tenebre superiori e la terra . 
L' aria per se non ha qualità d' odori , o di sapori , o di 
colori , ma in se piglia le similitudini delle cose che dopo 
lei sono collocate , e tanto sarà di più beli' azzurro quanto 
dietro ad essa saranno maggiori tenebre , non essendo essa 
di troppo spazio , né di troppa grossezza d' umidità ; e ve- 
desi ne' monti che hanno più ombre , esser più beli' azzurro 
nelle lunghe distanze , e così dove è più alluminato , mo- 
strar })iìi il color del monte che dell' azzurro ap})i catogli 
dall' aria che infra lui e 1' occhio s' interpone . 

De' colori , 

JLxfra i colori che non sono azzurri , quello in lunga di- 
Stanza parteciperà più d'azzurro, il quale sarà più vicino al 
nero , e cosi di converso , si manterrà per lunga distanza 
nel suo proprio colore quello , il quale sarà più dissimile al 



1^7 

detto nero . Adunque il verde delle camjiagne si trasmuterà 
più ncir azzurro , che non fa il giallo o il hianco , e cosi 
per il contrario il giallo e bianco si trasmuterà meno che 
il verde ed il rosso • 

De' colori . 

colori posti neir ondjre parteciperanno tanto più o meno 
della loro naturai bellezza , quanto essi saranno in maggio- 
re o ujinore oscurità . Ma se i colori saranno situati in spa- 
zio luminoso, allora essi si mostreranno di tanto maggior 
bellezza quanto il luminoso fia di maggiore splendore . L'av- 
versario dirà: tante sono le varietà de' colori dell' ombie , 
quante sono le varietà de' colori che hanno le cose adouibra- 
te . E io dico che i colori posti nell' ondjre mostreranno in- 
fra loro tanta minor varietà, quanto l'ombre che vi sono 
situate sieno più oscure , e di questo ne son testimouj que- 
gli che dalle piazze guardano dentro le porte de' tempj om- 
brosi , dove le pitture vestite di varj colori appariscono tut- 
te vestite di tenebre . 

De' campi delle figure de' corpi dipinti . 

JILl campo che circonda le figure di qualunque cosa dipin- 
ta d(;bbe essere più oscuro che la parte alluminata d' esse 
figure , e j)iìi chiaro che la parte ombrosa . 



Perchè il bianco non è colore . 



I 



L bianco non è colore , ma è in una potenza ricettiva 
d' ogni colore . Quando esso è in campagna alta , tutte le sue 

s 



ombre sono azzurre , e questo nasce per la quarta che di- 
ce : la superticio J' Oii,ni corpo opaco partecipa del colore 
del suo obietto . Adunque tal bianco essendo privato del 
lume del sole per interposizione di qualche obietto trasmesso 
fra il sole ed esso bianco , resta tutto il bianco , che ve- 
de il sole e l'aria partecipante del colore del sole e dell'aria , 
e quella parte che non è vista dal sole resta ombrosa , e 
partecipante del colore dell aria : e se tal bianco non ve- 
desse la verdura della campagna insino all'orizzonte, né an- 
cora vedesse la bianchezza di tale orizzonte , sanza dubbio 
esso bianco parrebbe essere di quel semplice colore , del qua- 
le si mostra essere 1' aria . 



De colorì . 



I 



L lume del fuoco tinge ogni cosa in giallo ; ma questo 
non apparirà esser vero , se non al paragone delle cose al- 
luminate dall' aria ; e questo paragone si potrà vedere vici- 
no al fine della giornata , e sicuramente dopo 1' aiu'ora , ed 
ancora dove in una stanza oscura dia sopra l' obietto un 
spiracolo d' aria , ed ancora \\\\ spiracolo di lume di cande- 
la , ed in tal luogo certamente saran vedute chiare e spedi- 
te le loro differenze . Ma sanza tal paragone mai non sarà 
conosciuta la lor differenza, salvo ne' colori che han più si- 
militudine fra loro e che fian conosciuti, come il bianco 
dal giallo, il chiaro verde dall'azzurro, perchè gialleggian- 
do il lume che allumina 1' azzurro , è come mescolare insie- 
me azzurro e giallo , i quali compongono un bel verde , e 
se mescoli poi giallo con verde , si fa assai più bello . 



l'ói) 



De' colorì de' lumi incidenti e rejlessi . 



V/uando due lumi mettono in mezzo a se il corpo om- 
broso non possono variarsi se non in due modi , cioè o sa- 
ranno d'egnal potenza, o essi saranno ineguali; così par- 
landosi de' lumi inlra loro : se saranno eguali si potranno 
variare in due altri modi , cioè secondo il loro splendore so- 
pra r obietto , che sarà o eguale , o disuguale : eguale sarà 
quando saia in eguale distanza ; disuguale , nelle disuguali 
distanze . In eguali distanze si varieranno in due altri mo- 
di , cioè meno sarà l' obietto alluminato da eguali lumi e 
splendori in distanza che da lumi eguali in potenza , in con- 
fronto dell'obietto opposto, poiché l'obietto pun; situato 
con egual distanza fra due lumi eguali in colore ed in splen- 
dore può essere alluminato da essi linni in due modi , cioè 
o egualmente da ogni parte , o disugualmente ; eguabuente 
sarà da essi lumi alluminato , quando lo spazio che resta in- 
torno a' due lumi sarà d' egual colore e oscurità e chiarez- 
za : disuguali saranno , quando essi spazj intorno a due lu- 
mi saianno in oscurità . 

De' colori dell' ombra . 

pesse volte accade 1' ombra de' corpi ombrosi non esser 
comj)agna de' colori de' lumi , e saran verdeggianti 1' ombre , 
ed i lumi rosseggianti , ancora che il corpo sia di colore 
eguale . Questo accade che il lume verrà d' oriente sopra 
r t)bi('tto , ed alluminerà l'obietto del colore del suo splen- 
dore , e dall' occidente sarà un' altro obietto dal medesimo 
lume alluminato, il quale sarà d'altro colore che il primo 
obietto, onde con i suoi lumi reflessi risalta verso levante, 

S 2 



i4o 

e percuote con i suoi raggi nelle parti del primo obietto 
a lui volto , e gli si tagliano i suoi raggi , e rimangono fer- 
mi insieme con i loro colori , e splendori . Io 'ho spesse 
volte veduto un'obietto bianco, i lumi rossi, e l'ombre az- 
zurreggianti , e questo accade nelle montagne di neve quan- 
do il sole si mostra infuocato . (Fig.i'j. 2'av.II.) 

Delle cose poste in campo chiaro , e perchè 
tal uso è utile in pittura . 

cando il corpo ombroso terminerà in campo di color 
chiaro e alluminalo , allora per necessità parrà spiccato e re- 
moto da esso campo ; e questo accade perchè i corpi di cur- 
va superficie per necessità si fanno ombrosi nella parte op- 
posta donde non sono percossi da' raggi luminosi , per es- 
ser tal luogo privato di tali raggi : per la qual cosa molto 
si varia dal campo , e la parte d' esso corpo alluminato non 
terminerà mai in esso campo alluminato con la sua prima 
chiarezza , anzi fra il campo ed il primo lume del coipo 
s' interpone un termine del corpo , che è ])iìi oscuro del 
campo, o del lume del corpo respettivo . [Fig.i^. Tav.II.^ 

De' campi . 

*EÌ campi delle figure , cioè la chiara nell' oscuro , e 1' o- 
scura nel campo chiaro , del bianco col nero , o nero col 
bianco , pare più potente 1' uno per 1' altro , e così i con- 
trarj 1' uno per 1' altro si mostrano sempre piìi potenti . 



i4i 

De colori . 

colori che si convengono insieme , cioè il verde col ros- 
so , o paonazzo , o biffa , e il giallo coli' azzurro . 

De colori che risultano dalla mistione d' altri colori , 
i quali si dimandano specie seconde . 



D, 



e' semplici colori il primo è il bianco : l)encliè i filosofi 
non accettano ne il bianco né il nero nel numero de' colori , 
perchè 1' uno è causa de' colori , 1' altro è privazione . Ma 
perchè il pittore non può far sanza questi , noi gli mette- 
remo nel numero degli altri , diremo il bianco in questo 
ordine essere il primo nei semplici , il giallo il secondo , 
il verde il terzo , 1' azzurro il quarto , il rosso il quinto , il 
nero il sesto : ed il bianco metteremo per la luce sanza la 
quale nessun colore veder si può , ed il giallo per la terra , 
il verde per 1' accana , l'azzurro ])er l'aria, ed il rosso per il 
fuoco, ed il nero per le tenebre, che stan sopra l'elemen- 
to del fuoco , perchè non v' è materia o grossezza dove i 
raggi del sole abbiano a penetrare e percuotere , e per con- 
seguenza alluminare . Se vuoi con brevità vedere la varietà 
di tutti i colori composti, prendi de' vetri coloriti, e per 
quelli guarda lutti i colori della campagna che dopo quelli 
si veggono , e così vedrai tutti i colori delle cose che dopo 
tal vetro si veggono essere tutte miste col colore del pre- 
detto vetro, e vedrai (jual sia il colore, che con tal mi- 
stione s' acconci o guasti : se sarà il predetto vetro di co- 
lor giallo , dico che la specie degli obietti , che per esso 
passano all'occhio, possono così peggiorare come megliora- 
re : e questo peggioramento in tal colore di vetro accaderà 



air azzurro , e nero , e lìianco sopra tutti gli altri , ed il 
meglioraniento accadcrà nel giallo e verde sopra tutti gli 
altri, e così anderai scorrendo con 1' occhio le mistioni dei 
:olori , le quali sono infinite , ed a questo modo farai ele- 
zione di nuove invenzioni di coloii misti e composti, ed il 
medesimo si farà con due vetri di varj col ori anteposti 
all' occhio j e così per te potrai seguitare . 

De' colori , 

HI À azzurro ed il verde non è per sé semplice , perchè 
r azzurro è composto di luce e di tenebre , come è quello 
dell'aria, cioè nero perfettissimo, e bianco candidissimo. 
Il verde è composto d' un semplice e d' un comj)Osto , cioè 
si compone d' azzurro e di giallo . 

Sempre la cosa specchiata partecipa del color del corpo 
che la specchia , e lo sjkc cliio si tinge in parte del colore 
da lui specchiato , e partecipa tanto j)iù 1' uno d'if altro , 
quanto la cosa che si specchia è più o meno potente che 
il colore dello specchio, e quella cosa parrà di potente co- 
lore nello specchio , che più partecipa del colore d' esso 
specchio . 

Dei colori de' corpi quello sarà veduto in maggior di- 
stanza , che fia di più splendida bianchezza . Adunque si 
vedrà in minor longinquità quello che sarà di maggiore 
oscurità . 

Infra 1 corpi di egual. bianchezza e ilistanza dall' oc- 
chio, quello si dimostrerà più candido che è circondato da 
maggiore oscurità : e per contrario quell' oscurità si dimostre- 
rà più tenebrosa , che fia veduta in più candida bianchezza . 



43 

De colori . 



B.i 



colori di egiial perfezioiu- , quello si dimostrerà di 
maggior eccellenza che tìa veduto in compagnia del color 
retto contrario, ed il pallido col rosso, il nero col bianco , 
benché ne 1' uno né 1' altro sia colore : azzurro e giallo , 
verde e rosso , perchè ogni colore si conosce meglio nel suo 
contrario , che nel suo simile , come 1' oscuro nel chiaro , il 
chiaro nell' oscuro . 

Quella cosa che fia veduta in aria oscura e torbida , 
essendo bianca parrà di maggior l'orma che non è . Questo 
accade , perchè come è detto di sopra , la cosa chiara cre- 
sce nel campo oscuro , per le ragioni dianzi assegnate . 

Il mezzo , che è fra l' occhio e la cosa vista , tramuta 
essa cosa nel suo colore , come l' aria azzurra farà che le mon- 
tacne lontane saranno azzurre , il vetro rosso fa che ciò che 
vede r occhio dopo lui pare rosso ; ed il lume che fanno 
le stelle intorno ad esse, è occiijiato per la tenebrosità del- 
ia notte , che si trova infra l'occhio e la illuminazione d' es- 
se stelle . ' 
Il vero colore di qualunque corpo si dimostrerà in quel- 
la parte che non lìa occupata da alcuna egualità d' ondjra , 
ne da lustro, se sarà un corpo pulito. 

Dico che il bianco che termina con l' oscuro , fa che 
in essi termini l' oscuro pare più nero , ed il bianco pare 
più candido . 

Del colore delle montagne . 

'cella montagna distante dall'occhio si dimostrerà di più 
bcU' azzurro che sarà da sé piii oscura , e quella sarà più 



oscura, che sarà più alta è più boschereccia, perchè tah bo- 
schi coprono assai arbusti dalla parte di sotto , sicché non 
gli vede il ciclo ; ancora le piante salvatiche de' boschi sono 
in so più oscure delle domestiche . Molto più oscure sono 
le qnercie , faggi , abeli , cipressi , e pini , che non sono gli 
alberi domestici, e gli ulivi. Quella lucidità che s'interpo- 
ne infra l'occhio, ed il nero, che sarà più sonile nella gran 
sua cima, sarà nero di più bell'azzurro, e così di coun ci- 
so : e quella pianta manco pare di dividersi dal suo campo , 
clic termina con mi campo di colore [)iù simile al suo , e 
così di converso : e quella [)arte del bianco parrà più can- 
dida , che sarà più presso al confine del nero, e così par- 
ranno meno bianche quelle che più saranno remote da es- 
so seuro : e quella parte del nero j)arrà più oscura , che 
sarà più vicina al bianco , e così parrà manco oscura quella 
che sarà più remota da esso bianco . 

Come il pittore dee mettere in pratica 
la prospettiva de' colori . 

A. \ olcr mettere questa prospettiva del variare , o perde- 
re , ovvero diminuire la propria essenza de' colori , piglierai 
di cento in cento braccia cose poste infra la campagna , co- 
me sono alberi , case , uomini , e siti , ed in quanto al pri- 
mo albero , avrai un vetro fermo bene e così sia fermo 1' oc- 
chio tuo : ed in detto vetro disegna niì' albero sopra la for- 
ma di quello , di poi scostalo tanto per traverso , che l' al- 
bero naturale confini quasi col tuo disegno , poi colorisci il 
tuo disegno , in modo che per colore e forma stia a para- 
gone r uno dell' altro , o che tutti due , chiudendo un oc- 
chio , pajano dipinti, e sia detto vetro d'una medesima di- 



i45 
stanza : e questa regola medesima fa degli alberi secondi , (^ 
de' terzi di cento in cento Jiraccia , di vano in vano , e questi 
ti servano come tuoi adiutori , e maestri , sem[)re adoperan- 
dogli nelle tue opere, dove si appartengono, e faranno be- 
ne sfuggir r opera . Ma io trovo per la regola che il secon- 
do diminuisce quattro quinti del primo quando fussc lon- 
tano venti braccia dal primo . 

Della prospettwa aerea . 

JlIìvvì un'altra prospettiva, la quale si dice aerea, im})e- 
rocchè per la varietà dell' aria si possono conoscere le di- 
verse distanze di varj edifìcj terminati ne' loro nascimenti 
da una sola linea, come sarebbe il veder moki edifìcj di là 
da un muro, sicché tutti appariscano sopra l'estremità di det- 
to miU'O d' una medesima grandezza , e che tu volessi in pit- 
tura far parer più lontano l'uno che l'altro, è da figurar- 
si un'aria un poco grossa. Tu sai ilic in siniil aria 1' iilli- 
me cose vedute in quella , come son le montagne , per la gran 
quantità dell' aria che si trova infra 1' occhio tuo e dette mon- 
tagne , pajono azzurre, quasi del color dell'aria, quando il 
sole è per levante . Adunque farai sopra il detto muro il 
primo edificio del suo colore ; il jiiù lontano fallo meno pro- 
filato , e più azzurro , e quello che tu vuoi clic sia più in 
là altrettanto , fallo altrettanto più azzurro ; e quello che 
vuoi che sia cinque volte più lontano , fallo cinque vol- 
te più azzurro ; e questa regola farà che gli edifiej che so- 
no sopra una linea , parranno d' una medesima grandezza , e 
chiaramente si conoscerà quale è più distante , e qual mag- 
giore dell'altro . [Fi^.\C). Tav.II.) 



4: 
LIBRO TERZO. 

DE" Vx\R.T ACCIDE^«TI E MOVIMEM 1 DELL UOMO . 

Proporzione de meiubri . 

V Ai'iansi le iiiisiiic (Icir uomo in ciascun nicnihro , [)iegan- 
do quello piìi e» nuiio , ed a diversi aspetti, diminuendo o 
crescendo tanto più o meno da una parte, qiiant' elle cre- 
scono o diniinniscono dai lato opposito. 

Delle mutazioììi delle misure dell' uomo 

dal suo nascimento al suo idlimo 

crescimento . 

J_J nomo nella sua jnima inTanzia lia la larghe/za delle spal- 
le eguale alla lunglicz/.a del viso, ed allo spazio che è dalla 
ginntura d'esse spalle alle; gomita, essendo j)iegato il braccio, 
eil è simile allo spazio che è dal dito grosso della mano al 
detto gomito, ed è simile allo spazio che è dal nascimen- 
to della \eiga al mezzo del ginocchio, ed è simile allo spa- 
zio che è da essa giinitui'a del ginocchio alla giuntma del 
piede . Ma quando 1' iiomo è pervetinto all' ultima sua al- 
tezza , ogni predetto spazio raddoppia la lunghezza sua , 
eccetto la lunghezza del viso , la quale insieme con la gran- 
dezza di tutto il capo fa poca varietà : e per questo 1' uo- 
mo , che ha liiiilo la sua grandezza, il quale sia hene pro- 
porzionato, è dieci de' suoi volti, e la larghezza delle spalle 
è thic d'essi \()lii : e così tutte le altre lunghezze soprad- 
dette son due d' essi volti ; ed il resto si dirà nell' universa) 
misura dell'uomo. t a 



t48 

Come i pattini hanno le giunture contrarie 
agli uomini nelle loro grossezze . 

putti piccioli hanno tutti le giunture sottili , e gli spazj 
posti ("ra r una e l' altra sono grossi ; e qiu;sto accade per- 
chè la polle sopra le giunture è sola sanz' altra polpa , che 
è di natura di nervo, che cinge e lega insieme l'ossa, e 
la carnosità umorosa si trova fra 1' una e l' altra giuntura 
inclusa fra la pelle e 1' osso : ma perchè l' ossa sono più 
grosse nelle giunture che fra le giunture, la carne nel cre- 
scere dell' uomo viene a lasciare quella superfluità che stava 
fra la pelle e l'osso, onde la pelle s'accosta più all'osso, 
e viene ad assottigliare le membra: ma sopra le giunture, 
non \i essendo altro che la cartilaginosa e nervosa pelle , 
non può disseccare , e non disseccando non diminuisce : on- 
de per queste ragioni i puttini sono sottili nelle giunture , 
e grossi fra esse , come si vede le giunture delle dita , brac- 
cia , spalle sottili , e concave ; e 1' nomo per il contrario esser 
grosso in tutte le giunture delle braccia , e gambe : e dove 
i puttini hanno in fuori , loro aver di rilievo . 

Della differenza della misura che è fra i putti 
e gli uomini . 

p.a gli uomini , ed i puttini trovo gran differenza di lini- 
ghezza dall'una all'altra giuntura, imperocché l'uomo ha 
dalla giuntura delle spalle al gomito , e dal gomito alla pun- 
ta del dito grosso , e da un' omero della spalla all' altro 
due teste per mezzo , ed il putto ne ha una , perchè la na- 
tura compone piima la grandezza della casa dell' intelletto , 
che quella ih-gli sj)iriti vitali . 



i49 



Delle giunture delle dita 



JLiE dita della mano ingrossano le loro giunture per tutti 
i loro aspetti quando si piegano , e tanto più s' ingrossano 
quanto più si jiicgano , e così diminuiscono quanto più si 
addrizzano , il simile accade delle dita de' piedi , e tanto più 
si varieranno quanto esse saranno più carnose . 

Delle giunture delle spalle j e suoi crescimenti . 

JLiE giunture delle spalle , e dell' altre membra piegabili , 
si diranno al suo luogo nel Trattato della Notorala , dove 
si mostrano le cause de' moti di tutte le parti di che si 
compone 1' uomo . 

Delle spalle . 

ono li moti semplici principali del piegamento fatto dal- 
la giuntura delle spalle , cioè cjuando il braccio a quella ap- 
piccato si move in alto , o in basso , o in dietro , benché 
si potrebbe dire tali moti essere infiniti , perchè se si vol- 
terà la spalla a una parete di muro , e si segnerà col suo 
braccio una figura circolare , si sarà fatto tutti i moti che 
sono in essa spalla , perchè ogni quantità continua è divi- 
sibile in infinito , e tal cerchio è quantità continua fatta dal 
moto del braccio , il qual moto non produce cjuanlità con- 
tinua , se essa continuazione non la conduce . Adunque il mo 
te d' esso braccio è stalo per tutte le parti del cerchio , 
ed essendo il cerchio divisibile in infinito , infinite sono le 
varietà delle spalle . 



l'io 



Delle misure universali de' corpi . 

ICO clic le misure universali de' corpi si debbono osser- 
vare nelle lunghezze delle figure , e non nelle grossezze , 
perchè delle laudabili e niaravigliose cose che appariscono 
neir opere della natura , mia è che mai in qualunque specie 
un parli(;olare con precisione si somiglia all' altro . Adunque 
tu imiialore di tal natura guarda ed attendi alla varietà de'li- 
neamenii . Piacemi bene che tu fugga le cose mostruose, 
come di gambe lunghe , busti corti , petti stretti , e brac- 
cia lunghe; l)iglia dunque le misure delle giunture, e le 
grossezze nelle quali forte varia essa natura , e varierai an- 
cor tu . E se pure vorrai sopra una medesima misura fare 
le tue figure, sappi che non si conosceranno l' una dall'al- 
tra , il che non si vede nella natura (24) . 

Delle misure del corpo iiinano , e piegamenti 
di membra . 

Ecossilà costringe il pittore ad aver notizia dell' ossa che 
sono i sostenitori , e l' armatura della carne che sopra esse 
si posa , e delle giunture che accrescono e diminuiscono 
nei loro piegamenti , per la qual cosa la misura del brac- 
cio disteso non confà con la misura del piegato . (Iresce il 
braccio e diminuisce infra la vaiieià dell' idtima sua esten- 
sione e piegamento l'ottava parte della sua lunghezza. L'ac- 
crescimento e l'accortamenlo del braccio viene dall'osso che 
avanza (iKiri della giuntura del braccio, il quale, come ve- 
di nella figura a ì) (a lungo dalle spalle al gomito, essendo 
r angolo d' esso gomito minor che retto , e tanto più cn- 
sce , quanto tal angolo diminuisce , e tanto più diminuisce 



quanto il prctk-tto angolo si la maggiore : e tanto più cre- 
sce lo spazio dalla sj)alla al gomito, quanto l'angolo della 
[)iegatiua d' osso gomito si fa minore che retto , e tanto più 
diminuisce cjuanlo esso è maggior che retto . {^Fi^-.i. Tav.lH.) 

Della proporzionalità delle membra . 

T 

X utte le parti di qualunque animale, sieno corrisponden- 
li al suo tutto , cioè che quel che è corto e grosso dee 
avere ogni mcndiro in sé corto e grosso , e quello che è 
lungo e sottile abbia le membra lunghe e sottili , ed il me- 
diocre abbia le membra della medesima mediocrità , ed il 
medesimo intendo aver detto delle piante , le quali non sie- 
no storpiate dall' uomo o da' venti , perchè queste rimetto- 
no gio\ entù sopra vecchiezza , e così è destrutta la sua na- 
turale proporzionalità . 



Della giuntura delle mani col braccio . 



I.v giuntura del braccio con la sua mano diminuisce nel- 
lo stringere , ed ingrossa quando la mano si viene ad apri- 
re , ed il contrario fa il braccio infia il gomito e la mano 
per tutti i suoi versi : e questo nasce che nell' aprir la ma- 
no i nmscoli domestici si distendono , ed assottigliano il brac- 
cio infra il gomito e la mano , e quando la mano si strin- 
ge , i muscoli domestici e silvestri si ritirano ed ingrossano , 
ma i silvestri solo si discostano dall' osso , per esser tirati dal 
piegar della mano , 



132 

Delle giunture de' piedi ^ e loro ingrossamenti, 
e diminuzione . 

O'olo la (liniinuzione ed accrescimento della giuntura del 
piede è fatta nell'aspetto della sua parte silvestre def, la 
quale cresce quando l' angolo di tal giuntura si fa più acu- 
to , e tanto diminuisce quanto egli fassi più ottuso , cioè 
dalle giunture dinanzi a e b ■i\ parla . (^Fig.2. Tav.IlI.) 

Delle membra che diminuiscono quando si piegano, 
e crescono quando si distendono . 



Nfra le membra che hanno giunture piegabili solo il gi- 
nocchio è quello che nel piegarsi diminuisce la sua grossez- 
za , e nel distendersi ingrossa . 

Delle membra che ingrossano nella loro giuntura 
quando si piegano . 

A utte le membra dell'uomo ingrossano nei piegamcnli del- 
le loro giunture , eccetto la giuntura della gamba . 

Delle membra degli uomini ignudi . 

ìe membra degli uomini ignudi , i quali s' affaticano in 
diverse azioni , sole sieno quelle che scojirano i loro musco- 
li da quel lato dove i lor muscoli muovono il membro 
delle operazioni , e gli altri membri sieno più o meno pro- 
nunziati ne' loro muscoli , secondo che più o meno s' affa- 
ticano . 



i53 
Dei moti potenti delle meinhra dell' uomo . 

\Jcel braccio sarà di più potente e lungo moto, il quale 
essendosi mosso dal suo naturale sito, avrà più potente ade- 
renza degli altri membri a ritirarlo nel sito dove ei deside- 
ra moversi . Come l' uomo a che muovo il braccio col trat- 
to e , e portalo in contrario sito col moversi con tutta la 
persona in b . [Fig.'ò. Tav.III.) 



Del movimento delt uomo . 



\jk 



jA somma e principal parte dell' arte è 1' investigazione 
de' componimenti di qualunque cosa , e la seconda parte 
de' movimenti , è che abbiano attenzione alle loro operazio- 
ni , le quali sieno latte con prontiludine , secondo i gradi 
dei loro 0])eratori , così in pigrizia , come in sollecitudine : 
e che la prontitudine di ferocità sia della somma qualità che 
si richiede all' operatore di quella . Conie quando uno de li- 
ba giltar dardi , o sassi , o altre simili cose , che la ligura 
dimostri sua somma disposizione in tale azione , ed in }>o- 
tenza : ed il primo in valetudine è la figiu'a «, la seconda 
è il in()\ Ìmk'jiIo Z» , ma \' a limoverà più da sé la cosa git- 
tata» , die non farà la b , perchè ancora che 1 uno e 1' altro 
mostri di \oler tirale il suo peso ad un medesimo asj)etto , 
riavendo volto i piedi ;id esso aspetto quando si torce, o 
piega, o si riniove da quello in contrario sito , dove esso ap- 
parecchia la disposizione dilla put<-ii/a, esso ritorna con ve- 
locità e comodità al silo dove esso lascia uscir il peso del- 
le bui; mani- Ma iti (piesto medesimo caso la figura ò aven- 
do II' [mute de' piedi volli in contrario silo al luogo dove 
esso vuol tirare il suo jieso , si storce ad esso luogo con 

u 



i54 

grande incomodità , e per conseguenza l' efFctto è debole , 
ed il moto partecipa della sua causa , perchè l' ap[iarecchio 
della forza in ciascun movimento vuol essere con islorcimen- 
ti e piegamenti di gran violenza , ed il ritorno sia con agio 
e comodità , e così l' operazione ha buon' effetto : perchè il 
balestro clic non ha disposizione violenta , il moto del mo- 
bile da lui rimosso sarà breve , o nulla ; perchè dove non 
è disfazione di violenza non è moto , e dove non è violen- 
za , essa non può esser distrutta , e per questo l' aico che 
non ha violenza non può far moto se non acquista essa vio- 
lenza , e neir acquistarla non la caccia da sé . Così l' uomo 
che non si storca o pieghi , non ha acquistato potenza . Adun- 
cjuc quando a avrà tratto il suo dardo , esso si troverà es- 
sere storto e debole per quel verso dove esso ha tratto il 
mobile , ed acquistato una potenza , la quale soltanto vale 
a tornare in contrario moto. [Fig.\.Tav.IJl.) 

Del variare i wovimentì in un' istoria . 

\on sieno replicati i medesimi movimenti in una mede- 
sima figura nelle sue membra , o mani , o dita : né ancora 
si replichino le medesime attitudini in una istoria . E se 
r istoria fosse grandissima , come ima battaglia , o una ucci- 
sione di soldati , dove non è nel dare se non tre modi , 
cioè una punta , un rovescio , e im fendente : in questo 
caso tu ti hai ad ingcgnare che tutti i fendenti sicno fatti 
in varie vedute, come dire alcuno sia volto indietro, alcu- 
no per lato , ed alcuno dinanzi , e così tulli gli altri aspetti 
delle medesime tre attitudini ; e per questo dimanderemo 
tutti gli altri partecipanti d' uno di c{uesli . Ma i moti com- 
posti sono nelle battaglie di grande artificio , e di gran vi- 



i55 

vacità , e movimento ; e son detti composti quegli , che una 
sola figura li tlimostra , come s' ella si vedrà con le gambe 
dinanzi , e parte per il profilo della spalla . E di questi si 
dirà in altro luogo . 



Delle giunture delle membra . 



N 



Elle giunture delle nìcmbra , e varietà delle loro piega- 
ture è da considerare come nel crescere carne da un lato , 
viene a mancar nell' altro , e questo s' ha da ricercare nel 
collo degli animali , perchè i loro moti sono di tre nature , 
delle quali due ne sono semplici , ed una composta , che 
partecipa dell' uno , e dell' altro semplice , dei quali moti 
semplici , r uno è quando si piega all' una e l' altra spalla , 
o quando esso alza o abbassa la testa che sopra g^li posa . 
Il secondo è quando esso collo si torce a destra o sinistra 
sanza incurvamento , anzi resta dritto, ed avrà il volto vol- 
tato verso una delle spalle . Il terzo moto , che è detto com- 
posto , è quando nel piegamento suo si aggiunge il suo tor- 
cimento , come quando l' orecchia s' inchina inverso una del- 
le spalle , e il volto si volta inverso la medesima parte , o 
la spalla opj)Osita col viso volto al cielo . 

Della membrificazione dell' uomo . 

.isura in tela la proporzione della tua membrificazione, 
e se la tro\ i in alcuna parte discordante, notala, e forte ti 
guarderai di non 1' usare nelle figure che per te si compon- 
gono , perchè questo è comun vizio de' pittori di dilettarsi 
di far cose simili a sé. 



u 2 



i5G 

De moti de' membri dell' uomo . 

Jl utt' i membri esercitino quell' uffizio , al quale furono 
desliuati , cioè che ne' morti e dormienti nessun membro 
aj)paris(a vivo o desto , così il piede , che riceve il peso 
dell' nomo, sia schiacciato , e non con dita scherzanti , se già 
non posasse sopra il calcagno . 

Delle membrijìcazioìn degli uorìiini . 

lan fatte le membra agli uomini , convenienti alle loro 
qualità . Dico che tu non ritragghi una gamba di un gen- 
tile , o braccio , o altre membra , e le appicchi ad uno gros- 
so di petto , o di collo . E che tu non mischi membra di 
giovani con Ciucile di vecchj ; e non membra prosperose e 
muscolose , colle gentili , e fievoli , e non quelle de' masch] 
con quelle delle femmine . 



De' moti delle parti del volto 



I 



moti delle })arti del volto , mediante gli accidenti men- 
tali , sono molti ; de' quali i principali sono ridere , piange- 
re , gridare , cantare in diverse voci acute e gravi , ammira- 
zione , ira , letizia , malinconìa , paura , doglia , e simili , 
delle quali si farà menzione , e prima del riso , e del pian- 
to , che sono molto simili nella bocca , e nelle guancie , e 
serramento d' ocelli , ma solo si variano nelle ciglia , e loro 
intervallo : e questo tutto diremo al suo luogo , cioè delle 
varietà che piglia il volto , le mani , e tutta la ])ersona per 
ciascun degli accidenti , de' quali a te , pittore , è necessaria 
la cognizione , se nò , la tua arte dimostrerà veramente i 



i57 
corpi due volte morti . Ed ancora ti ricordo che i inovi- 
raenti non sieno tanto sbalestrati , e tanto mossi , che la pa- 
ce paja battaglia o moresca d' iibriaclM , e sopra il tutto che 
i circostanti al caso per il quale è latta 1" istoria sieno intenti 
con atti che mostrino ammirazione , riverenza , dolore , sospet- 
to , paura , o gaudio , secondo che richiede il caso per il 
quale è fatto il congiunto , o vero concorso delle figure : e 
fa che le tue istorie non sieno l' una sopra l'altra in tina 
medesima parte con diversi orizzonti , sicché ella paja una 
bottega di merciajo coji le sue cassette fatte a quadretti , 



De' ìno\>iinenti dell' uomo nel volto . 



JLi 



il accidenti mentali muovono il volto dell' uomo in di- 
versi modi , de' quali alcuno ride , ahuno piange , altri si 
rallegra , altri s'attrista , alcuno mostra ira, altri pietà, alcuno 
si meraviglia , altri si spaventano , altri si dimostrano balor- 
di , altri cogitativi e speculanti. E questi tali accidenti deb- 
bono accompagnare le mani col volto, e così la persona (-^ì)). 



Qualità (V arie de' visi . 



V 



F 



A che i visi non sieno di una medesima aria , come ne' 
più si vede operare ; ma fa diverse arie , secondo le etadi , 
e complessioni, e nature triste o buone. 



De' membri e descrizione d' effìgie 



J_JE 



ìe parti che mettono in mezzo il globo del naso si va- 
riano in otto modi, i.° cioè o elle sono egualmente dritte, 
o egualmeute concave , o eguahuente convesse : 2°. ovvero 



ir)8 

son discgnalniente reltc , concave , e convesse, 3.* ovvero 
sono nelle parti superiori rette , e di sotto concave , 4-° ov- 
vero di sopra rette , e di sotto convesse , 5." ovvero di so- 
pra concave e di sotto rette , 6." o di so])ra concave , e 
di sotto convesse, 7.° o di sopra convesse, e di sotto ret- 
te, 8." o di sopra convesse , e di sotto concave . 

L' appicatnra del naso col ciglio è di due ragioni , cioè , 

eh' ella è concava, o ch'ella è dritta . {^Fig.'j. Tai'.IIJ.) 

La fronte ha tre varietà , o eh' ella è piana , o eh' ella 
è concava , o eh' ella è colma . La piana si divide in due 
parti , cioè o eh' ella è convessa nella parte di sopra , o 
nella parte di sotto , ovvero di sopra e di sotto , ovvero 
piana di sopra e di sotto . 

Modo di tenere a mente , e del fare un' ejji^ie umana 
in profilo , solo col guardo d' una sol volta . 

JIIn questo caso li bisogna juandare alla memoria la varie- 
tà de' quattro membri diversi in profilo , come sarebbe na- 
so , bocca , mento , e fronte . E prima diremo de' nasi , i 
quali sono di tre sorti , dritto , concavo , e convesso . De' drit- 
ti non ve n' è altro che quattro varietà , cioè lungo , cor- 
to , alto con la punta , e basso . I nasi concavi sono di tre 
sorti , delle quali alcuni hanno la concavità nella parte su- 
periore , alcuni nel mezzo , ed alcuni nella parte inferiore . 

1 nasi convessi , ancora si variano in tre modi , alcuni han- 
no un gobbo nella parte di sopra , alcuni nel mezzo , alcu- 
ni di sotto ; gli sporti che mettono in mezzo il gobbo del 
naso si variano in tre modi , cioè o sono dritti , o sono 
concavi, o sono convessi. {Fig.G.r. Tav.III.) 



i59 
Modo di tener a mente la forma d' un volto . 

v3'- ti' vuoi con facilità tener a monte un'aria d'un vol- 
to, impara prima di molte teste, bocche , occhi , nasi, men- 
ti , gole , colli , e spalle : e poniamo caso . I nasi sono di 
dieci ragioni : dritto , gobbo , cavo , col rilievo più sii , o 
più giù che il mezzo , aquilino , simo , tondo , ed acuto ; 
cpiesti sono buoni in quanto al profilo . In faccia sono di 
undici ragioni : eguali , grossi in mezzo , sottili in mezzo , 
la punta grossa e sottile nell'appiccatura, sottile nella pun- 
ta e grosso nell' appiccatura , di larghe narici , di strette , 
di alte , di basse , di buchi scoperti , e di buchi occupati 
dalla punta : e così troverai diversità nell' altre particole : le 
quali cose tu dei ritrarre dal naturale , e metterle a mente . 
Ovvero quando tu dei fare un volto a mente , jiorta toco 
un picciol libretto, dove sicno notate simili fazioni, e quan- 
do hai dato un' occhiata al volto della jiersona che vuoi ri- 
trarre , guarderai poi in disparte qual naso o bocca se gli 
assomiglia , e fagli un picciol segno per riconoscerlo poi a 
casa , e metterlo insieme . Dò' visi mostruosi non parlo , [)er- 
chè sanza fatica si tengono a mente . 



Delle bellezze de volti 



N 



on si fàccia muscoli con aspre difiuizioni , ma i dolci 
liMiii finiscano insensibilmente nelle piacevoli e dilettevoli 
ombre , e di questo nasce grazia e formosità . 



Ddla 



Di Fisonomia , e Chiromanzia . 
fallace Fisonomia , e Chiromanzìa , non mi estende- 



i6o 

rò , perchè in loi o non è verità ; e questo si manifesta , per- 
chè tah cliimerc non lianno fondamenti scientifici . Ver è 
che Vi segni dc'vohi mostrano in parte la natura dcgh uo- 
mini , di lor vvA] , e complessioni , ma nel volto li segni 
che separano le guancie da' labri della bocca, e le nari del 
naso, e casse degli occhj sono evidenti, se sono uomini al- 
legri e spesso ridenti . E quelli che poco li segnano sono 
nomini operatori della cogitazione, e quelli che hanno le 
parti del viso di gran rilievo e ])rofondità sono uomini be- 
stiali ed iracondi con poca ragione . E cpielli eh' anno le li- 
nee interposte infra le ciglia forte evidenti , sono iracondi , 
e quelli eh' anno le linee trasversali della fronte forte linea- 
te , sono uomini copiosi di lamentazioni occulte e palesi (*J. 
E così si può dir^ di molte parti . Ma della mano tu tro- 
verai grandissimi eserciti esser morti in una medesima ora 
di coltello , che nessun segno della mano è simile l' uno 
all' altro , e cosi in un naufragio . 

Del porre le membra . 

JLje membra che durano fatica farà' le nmscolose , e quel- 
le che non s' adoprano facciansi sanza muscoli e dolci . 



Degli atti delle figure. 



F> 



Arai le figure in tale atto , il quale sia sofficiente a di- 
mostrare quello , che la figura ha nell* animo ; altrimente la 
tua arte non fia laudabile . 

(*) Quanto qui si asserisce dall'autore deve intendersi di una scienza 
di congettura, e di qualche probabilità , che non esclude, che molti 
siano virtuosi , quantunque abbino li lineamenti sopraccennati . 



i6i 
Dell' altitudine . 

JLiA. fontanella della gola cade sopra il piede, e gittando 
un ]>raccio innanzi , la fontanella esce di essi piedi , e se la 
gamba gitla indietro , la fontanella va innanzi , e così si 
rininta in ogni attitudine . 

Ogni moto della figura finta debb' esser fatto 
in modo che mostri ejjetto . 

V^uel movimento eh' è fìnto essere appropriato ali' acciden- 
te mentale, eh' è nella figura, debb' esser fatto di gran pron- 
titudine , e che mostri in quella grande afl'ezione , e fervo- 
re ; senonchè tal figura sarà detta due volte morta, com'è 
morta [)erehè essa è finta, e morta un'altra volta quando 
essa non dimostra moto ne di mente , né di corpo . 

De' moti proprj dimostratori del moto . 
della mente del motore . 



L. 



t moti ed attitudini delle figure vogliono dimostrare il 
proprio accidente mentale dell' operatore di tali moti in 
modo che nissuna altra cosa possino significare . 



De' moti proprj operali da uomini di diverse età . 



L. 



moti proprj saranno di tanta maggiore o minor pron- 
titudine e degnità , secondo l' età , prosperità , o degnità 
dell' 0[)eratorc di lai moto: cioè i moti di un •vecchio, 
o di un fanciullo non saranno pronti come di un garzo- 
ne fatto, ed ancora i moti di un Re, od altra degnila, 



d(ljl)ono essere di maggiore gravità , e reverenza , che quel- 
li di un lacchino , od altro vii uomo . 



Belli movimenti dell' uomo ed altri animali 



L, 



il movimenti dell' uomo sopra un medesimo accidente so- 
no infinitamente varj in se medesimi . Provasi così , sia che 
uno dia una percussione sopra qualche obbietto , dico che 
tale percussione è in due disposizioni , cioè : o eh' egli è in 
alzare la cosa , che de' discendere alla creazione della per- 
cussione , o eh' egli è nel moto , che discende . O sia 1' u- 
no , o sia r altro modo , qui non si negherà , che il moto 
non sia fatto in ispazio , e che lo spazio non sia quantità 
continua , e che ogni quantità continua non sia divisibile in 
infinito . Adunque è concluso , ogni moto della cosa che di- 
scende è variabile in infinito . 



Di un medesimo atto veduto da varj siti . 



u. 



Na medesima attitudine si dimostrerà variata in infinito^ 
perchè d' infiniti luoghi può esser veduta ; li quali luoghi 
hanno quantità continua , e la quantità continua è divisibi- 
le in infinito . Adunque infinitamente varj sili mostrano ogni 
azione umana in sé medesima . 

Della membri/i ca zi on e de Ili nudi , e loro operazioni . 

J_JE membra degl' ignudi de])l)ono essere più o meno evi- 
denti nelli scuoprimenli de' nuiscoli , secondo la maggiore , 
o minoie fatica delli detti membri . 



i63 

Delli scuoprimenti , o citopn'menfi de' mitscoli 

di ciascun viembro nelle attitudini 

degli animali. 



R. 



.icortlo a te , pittore , che nelli movimenti , che tu fingi 
essere ("alti dalle tue figure , che tu scuopra quelli muscoli, 
li quali soli si adoprano nel molo ed azione della tua fi- 
gura . E quel nuiscolo che in tal caso è più adoperalo pivi 
si manifesti, e quello che meno è adoperato, meno si spe- 
disca . E quello che nulla adopera resti lento e molle , e 
con poca dimostrazione . E per questo ti persuado a inten- 
dere la notomla de' muscoli , coide , ossi, sanza la qual noti- 
zia poco tarai. E se tu ritrarrai di naturale, forse che quello 
che tu eleggi non mancherà di buoni muscoli in quell' atto 
che tu vuoi che faccia, ma sempre non arai commodità di 
buoni nudi , né sempre li potrai ritrarre ; meglio è per te 
e più utile avere in prattica ed a mente tal varietà . f^G) 



Delli ?noi'imentì delV nomo ed altri ammali . 



I 



_ii moti degli animali sono di due specie, cioè moto lo- 
cale, e moto azionale. Il moto locale è quando l'animale 
si muove da luogo a luogo ; e il moto azionale è il mo- 
to che là l'animale in sé medesimo sanza mutazione di luo- 
go . 11 moto locale è di tre specie , cioè salire , discendere , 
ed andare per luogo piano . A questi tre se n' aggionge due 
cioè tardo, e veloce, e due altri cioè il moto retto ed il 
tortuoso , ed un altro appresso , cioè il saltare . JNla il mo- 
lo azionale è in mlinilo insieme colle inlinite operazioni , 
le quali non sanza suo danno spesse volte si procaccia l'uo- 
mo . Li moti sono ili Ire specie , cioè locale , azionale scm- 

X 2 



i6', 
pi ice , ed il terzo è molo composto d'azionale col locale. 
Tardità e velocità non si debbono connumcrare nclli moti 
locali , ma nclli accidentali di essi moli . Infiniti sono li mo- 
ti composti , perchè in quelli è ballare , schermire , giuoco- 
lare , seminare , arare , remare . Ma questo remare è di sen> 
plici azionali , perchè il moto azionale fatto dall' uomo nel 
remare non si mista col locale , mediante il moto dell' uo- 
mo , ma mediante il moto della barca . 

De moviinenù delle membra quando si Jì^iira 
V uomo die sieno atti proprj . 

'uella figura, della quale il movimento non scompagno 
dell' accidente che è finto esser nella mente della figura , 
mostra le membra non esser obbedienti al giudizio d' essa 
figura , ed il giudizio dell' operatore valer poco ; però dee 
mostrare tal figura grand' affezione e fervore , e mostrar che 
tali moti , altra cosa da quello per cui sieno fatti , non pos- 
sano significare . 

Del ?7ioto e corso dell' uomo ed altri animali . 

'uando 1' uomo od altro animale si muove con velocità 
o tardità , semj)re quella ])arte che è sopra la gamba che 
sostiene il corpo , sarà più bassa che l' altra . 

Quando è maggior dijjerenza d' altezza di spalle 
nell azione dell' uomo . 

'uelle spalle o tali dell' uomo , o d' altro animale aran- 
no infra loro maggioi- differenza nell' altezza , delle quali il 



suo tutto saia di più tardo- molo ; seguita il contrario , cioè 
che quelle parti degli animali aranuo minor difìerenza nel- 
le loro altezze , delle qnali il suo tutto sarà di più veloce 
moto , e questo si prova per la nona del moto locale , do- 
ve dice : ogni grave pesa per la linea del suo moto : adun- 
que movendosi il tutto verso alcun luogo , la parte a quella 
unita seguita la linea brevissima del molo del suo tutto , 
sanza dar di sé peso nelle parti laterali d' esso tulio . 



Ilisposta coritra 



D, 



ice l'avversario, in quanto alla prima parte di sopra, 
non esser necessario che 1' uomo che sta fermo , o che cam- 
mina con tardo molo , usi di continuo la predetta ponde- 
razione delle membra sopra il centro della gravità che so- 
stiene il peso del tutto , perchè molte volle 1' uomo non usa 
né osserva tal regola , anzi fa tutto il contrario , conciosia- 
chè alcune volte esso si jnega lateralmente , stando sopra im 
sol piede , alcuna volta scarica parte del suo peso sopra la 
gamba che non è retta , cioè quella che si piega nel ginoc- 
chio , come si mostra nelle due figure b e . Rispondesi che 
quei che non è fatto dalle spalle nella figura e è fallo nel 
fianco , come si è «limostrato a suo luogo . [Fig.S. TawIIIA 

Come il braccio raccolto muta tutto V uomo dalla sua 
prima ponderazione quando esso braccio s' estende . 

Il' J estensione del braccio raccolto nuiove tutta la pondera- 
zione dell' uouio sopra il suo piede sostentacolo del tutto, 
come si mostra in ([uello che con le braccia aperte va so- 
pra la corda sanza altro bastone . 



iG6 

Dell' uomo ed altri animali che nel muoversi con tardità 

non hanno il centro della gravità troppo remoto 

dal centro dei sostentacoli . 

Ufir animale ara il centro delle gambe suo sostentacolo 
tanto pili vicino al perpendicolo del centro della gravità , 
il quale sarà di più tardi movimenti , e così di converso , 
quello avrà il centro de' sostentacoli più remoto dal per- 
j)endicolo del centro della gravità sua , il quale fia di più 
veloce moto . 

Dell' uomo che porta un peso sopra le sue spalle. 



»£mpre la spalla dell' uomo che sostiene il peso è più alta 
che la spalla sanza peso, e questo si mostra nella iigiira , 
per la quale passa la linea centrale di tutto il peso dell' uo- 
mo , e del peso da lui portato : il qual peso composto se 
non fosse diviso con egual somma sopra il (;entro della gam- 
ba che posa , sarebbe necessità che tutto il con)posto rovi- 
nasse : ma la necessità provvede che tanta parte del peso 
naturale dell' uomo si gilta in un de' lati , quanta è la quan- 
tità del peso accidentale che si aggiunge dall' opposto lato : 
e questo far non si può se l' uomo non si piega e non s' ab- 
bassa dal lato suo più lieve con tanto piegamento che par- 
teci[)i del peso accidentale da lui })ortato : e questo far non 
si può se la spalla del peso non si alza , e la spalla lieve 
non s' abbassa . E questo è il mezzo che 1' artificiosa ne- 
cessità ha trovato in tale azione . [Fig.C). Tav.III.) 



i6" 



Deìla ponderazione dell' nomo sopra i suoi piedi . 

Einpre il peso cieli' uomo che posa sopra una sola gam- 
ba sarà diviso con egual parte opposta sopra il centro della 
gravità che sostiene . 



Dell' uomo che si muove 



L' 

pra il centro della gamba che posa in terra . 



uomo che si muove avrà il centro della sua gravità so- 



Della hilicazione del peso di qualunque animale 
immobile sopra le sue gambe . 



%_j}^ 



ìa privazione del molo di qualunque animale , il quale 
posa i suoi piedi , nasce dalla privazione dell' inegualità che 
hanno infra loro opposti pesi che si sostengono sopra i loro 
pesi . 

Dei piegamenti e voltamenti dell' uomo . 

1^ . . ■ 

JL Anto diminuisce l'uomo nel piegamento dell' uno de' suoi 

lati quanto egli cresce nell' altro suo lato opposto , e tal pie- 
gatura sarà air idtimo subduj)la alla parte che si stende . E 
di questo si farà ])articolar trattato. [Fig.io. Tav.III.) 

De' piegamenti . 

JL Anto quanto l' uno de' lati de' membri piegabili si farà 
più lungo, tanto la sua parte opposita sarà diminuita. La 
linea centrale estrinseca de' lati che non si piegano , ne' mem- 
lui j)i(g;ihili , mai diminuisce o cresce di sua lunghezza. 
[Fig.M, Tav.III.) 



Della equiponderanza . 

f^Eiiipre la figura clic sostiene j)c,so l'uor di sé e della li- 
nea centrale della sua quantità , dee giltar tanto peso natu- 
rale e accidentale dall' opposita parte ^ cbe faccia eqnij)ond<;- 
ranza de' pesi intorno alla linea centrale che si paite dal 
centro dalla parte del piò che si posa , e parta per tutta la 
soma del peso sopra essa parte de' piedi in terra posata . Ve- 
desi naturalmente uno che }>iglia un peso dall' uno de' brac- 
ci , gittar fuori di se il braccio opposito : e se questo non 
basta a far 1' equiponderanza , vi porge tanto più peso di 
se medesimo piegandosi , che si fa sufficiente a resistere 
all' applicato peso . Si vede ancora in uno che sia per ca- 
dere roverscio 1' uno de' suoi lati laterali , che sempre getta 
in fuori il- braccio dall', opposita parte . 

Del moto umano . 

'uando tu vuoi fare l'uomo motore d' alcun peso , consi- 
dera che i moti debbono esser fatti per di\ erse linee , cioè 
o di basso o in alto con semplice moto , come Ai quello che 
chinando si piglia il peso che rizzandosi vuole alzare , o 
quando vuole strascinarsi alcuna cosa dietro , ovvero spin- 
gere innanzi , o vuol tirare in basso con corda che passa per 
carrucola . Qui ricorda che il peso dell' uomo tira tanto quan- 
to il centro della gravità sua è fuori del centro del suo so- 
stentacolo . A questo s' aggiunge la forza che fanno le gam- 
be o schiena piegate nel suo rizzarsi . 

15 i .Mai non si scende o sale , ne mai si canunina per nes- 
suna linea , che il piò di dietro non alzi il calcagno . 



Del moto creato dalla distruzione del bilico . 



I 



L moto è creato dalla distruzione del bilico , cioè dalla 
inegualità : imperocché nessuna cosa per sé si muove che non 
esca dal suo bilico , e quella si fa più veloce , che più si 
rimove dal detto suo bilico . 

Del bilico delle figure . 

^E la tigura posa sopra uno de' suoi piedi , la spalla di 
quel lato che posa fia sempre più bassa che l' altra , e la 
fontanella della gola sarà sopra il mezzo della gamica che 
posa . Il medesimo accaderà per qualunque linea noi vedre- 
mo essa figura , essendo sanza braccia sportanti non molto 
fuori della figura , o sanza peso addosso , o in mano , o in 
spalla , o sportamento della gamba che non posa innanzi o 
indietro. [Fii^.i-ì. Tav.lll.) 

Della grazia delle membra . 

JE membra nel corpo de])bono essere accomodate con 
grazia al [)roposito deU' effetto che tu vuoi che faccia la 
figura : e se tu vuoi fare la figura che mostri in sé leg- 
giadila , dei far membri gentili, e distesi, sanza dimostra- 
zion<; di troppi muscoli , e quei pochi che al [)roposito fa- 
rai dimostrare , fagli dolci , cioè di poca evidcjiza , con om- 
bre non tinte , v le membra , e massimamente le braccia 
disnodate , cioè che nessun membro non stia in linea dritta 
col membro che s'aggiunge seco. E se il fianco, polo dell' 
uomo, si trova, per li» posare fatto, che il destro sia più 
alto <'he il sinistro, farai la giuntura ilclla spalla superiore 



170 
piovere per linea perpendicolare sopra il più eminente og- 
gelto del fianco , e sia essa spalla destra più bassa della si- 
nistra , e la fontanella sia sempre supcriore al mezzo della 
giuntura del pie di sopra che posa la gamba : e la gamba 
che non posa abbia il suo ginocchio più basso che l' al- 
tro , e presso all'altra gamba. (^Fig.i3. l'ai'. III.) 

Le latitudini della testa e braccia sono infinite , però 
non mi estenderò in darne alcuna regola . Dirò pure che 
elle sieno facili e grate con varj storcimenti , acciò non pa- 
jano pezzi di legno (27) . 

Delle comodità delle membra . 

>quanto alla comodità di essi membri , avrai a considc" 
rare che quando tu vuoi figurare uno che per qualche ac- 
cidente si abbia a voltare indietro , o per canto , che tu 
non faccia muovere i piedi e tutte le membra in quella 
parte dove volta la testa , anzi farai operare con partire 
esso svolgimento in quattro giunture , cioè quella del pie- 
de , del ginocchio , del fianco , e del collo : e se j)roseguirà 
sulla gamba destra , farai il ginocchio della sinistra piega- 
re indietro , ed il suo piede sia elevato alquanto di fuo- 
ri , e la spalla sinistra sia alquanto più bassa che la destra , 
e la nucca si scontri nel medesimo luogo dove è volta la 
noce di fuori del pie sinistro , e la spalla sinistra sarà so- 
pra la punta del pie destro per perpendicolar linea : e sem- 
pre usa , che dove le figure voltano la testa , non vi si volga 
il petto , che la natura per nostra comodità ci ha fatto il 
collo, che con facilità può scrvii'e a diverse bande, volendo 
r occhio voltarsi in varj siti , ed a questo medesimo sono 
in parte obbedienti le altre giunture : e se fai 1' uomo a se- 



.171 
dcrc, e che le sue braccia s'avessero in qualche modo ad 
adoperare in qualche cosa traversa , fa che il petto si volga 
sopra la giuntura del fianco . 



U una Jìgwa sola fuor dell' istoria . 



A 



Ncora non replicar le membra ad un medesimo moto nel- 
la figura , la quale tu fingi esser sola , cioè che se la figura 
mostra di correr sola , che tu non gli faccia tutte due le 
mani innanzi, ma una innanzi, e l'altra indietro, perchè 
altrinicnte non ptiò correre ; e se il pie destro è innanzi , 
che il braccio destro sia indietro , ed il sinistro innanzi , 
perchè sanza tal disposizione non si può correr bene . E se 
gli sarà fatto uno che lo seguiti , che abbia una gamba , 
che si giiti alquanto innanzi, fa che l'altra ritorni sotto la 
testa , ed il braccio superiore scambi il moto e vada innanzi , 
e così di questo si dirà a pieno nel libro de' movimenti . 



Quali sono le principali importajize 
che appartengono alla Jigura . 



F 



na le principali cose importanti che si richiedono nelle fi- 
gurazioni degli animali , è situar bene la testa sopra le 
spalle , il busto sopra i fianchi , e i fianchi e spalle sopra 
i piedi . 



Del bilicare il peso intorno al centro 
della grai'ità de' corpi. 



Xja 



A figura che san/a moto sopra i suoi piedi si sostiene , 
darà di sé eguali pesi opposi li intorno al centro del suo so- 

y 2 



172 
stentacolo . Dico perciò che se la figura sanza moto sarà po- 
sata sopra li suoi piedi si sosterrà , che se ella gitta un brac- 
cio innanzi al suo petto , ella dee gittar tanto peso natu- 
rale indietro quanto ne gitta del naturale ed accidentale in- 
nanzi; e quel medesimo dico di ciascuna parte che sporta 
fuori del suo tutto oltre il solii:o . 

Delle Jìgiire che hanno a maneggiare 
e portar pesi . 

.aì si leverà o porterà peso dall' uomo , che non man- 
di di se più di altrettanto peso che quello che vuole leva- 
re, e lo porti in opposita parte a quella donde esso leva il 
detto peso . 

Delle attitudini degli uomini. 

^leno le attitudini degli uomini con le loro membra in 
tal modo disposte , che con quelle si dimostri l' intenzione 
del loro animo . 

V^arietà d' attitudini . 

Jl Ronunziansi gli atti degli uomini secondo le loro età , e 
dignità , e si variano secondo le specie , cioè de' maschi e 
delle femmine . 

Delle attitudirn delle Jìgure . 

ico che il pittore dee notare le attitudini e i moti de- 
gli uomini nati da qualunque accidente immediatamente , e 



»:3 

sieno notali o messi nella niente , e non aspettar che l' atto 
del piangere sia fatto lare a uno in prova sanza gran cau- 
sa di pianto, e poi ritrarlo , perchè tal alto nvn nascendo 
dal vero caso , non sarà uè pronto nò naturale : ma è ben 
buono averlo prima notato dal caso naturale , e poi fare 
stare uno in quell' atto per vedere alcuna parte al proj)osito , 
e poi ritrarlo . 

Delle azioni de' circostanti a un caso notando . 

utt' i circostanti di qualunque caso degno d' essere no- 
talo stanno con diversi atti ammirativi a considerare esso 
atto , come quando la giustizia punisce i malfattori : e se il 
caso è di cosa devota, tuli' i circostanti drizzano gli oc- 
chi con diversi atti di devozione a esso caso , come il mo- 
strare r ostia nel sagrificio , e simili : e s' egli è caso de- 
gno di riso , o di pianto , in cjuesto non è necessario che 
tuli' i circostanti voltino gli occhi a esso caso , ma con di- 
versi movimenti , e che gran parte di quegli si rallegrino , 
o si dolgano insieme , e se il caso è pauroso , i visi spa- 
ventati di quegh che fuggono facciano gran dimostrazione 
di timore, e di fuga, con varj movimenti, come si dirà 
nel libro de' moti . 



Qualità degV ignudi 



N. 



on far mai una figura che abbia del sottile con musco- 
li di iroj)j>o rilievo; imperciocché gli uomini sottili non han- 
no mai tro|)pa carne sopra l' ossa , ma sono sottili per la 
scarsità di caiiic, e dove è poca carne, non può esser gros- 
sezza eh muscoli . 



174 

Come i muscolosi son corti e grossi. 



I 



muscolosi hanno grosse l' ossa , e sono uomini grossi e 
corti , ed hanno carestìa di grasso , imperocché le carnosità 
de' muscoU per loro accrescimento si restringono insieme , ed 
il grasso che infra loro si suole interporre non ha luogo , 
ed i muscoli in tali magri essendo iu tutto costretti infra 
loro , e non potendosi dilatare , crescono in grossezza , e più 
crescono in quella parte che è più remota da' loro estremi , 
cioè inverso il mezzo della loro larghezza e lunghezza . 

Come i grassi non hanno grossi muscoli . 

liuNCora che i grassi sieno in se corti e grossi , come gli 
anzidetti muscolosi , essi hanno sottili muscoli , ma la loro 
pelle veste molta grossezza spugnosa e vana : cioè piena d'aria ; 
però essi grassi si sostengono più sopra 1' acqua che non fanno 
i muscolosi , che hanno nella pelle rinchiusa meno quanti- 
tà d' aria . 

Quali sono i muscoli che spariscono ne movimenti 
diversi dell' uomo . 



eH' alzare ed abbassare delle braccia le poppe spariscono , 
o elle si fanno di più rilievo : il simile fanno i rilievi dei 
fianchi nel piegarsi iu fuori o in dentro nei loro fianchi ; 
e le spalle fanno più varietà , e i fianchi , ed il collo , che 
nessun' altra giuntiu'a , perchè hanno i moti più variabih : e 
di questo si farà un libro particolare . 



175 
Della pronunziazione de' muscoli . 



I 



mcml)ri non debbono aver nella gioventù pronunziazione 
de' muscoli , perchè è segno di fortezza attempata , e ne' gio- 
vanetti non è né tempo , ne matura fortezza : ma sieno i 
sentimenti delle mend)ra pronunziate più o meno evidenti , 
secondo che più o meno saranno affaticati , e sempre i mu- 
scoli che sono affaticati sono più alti e grossi che quegli 
che stanno in riposo , e mai le linee centrali intrinseche 
de' membri che si piegano stanno nella loro naturale lun- 
ghezza . Li muscoli grossi e lati sieno fatti alli potenti colle 
membra concorrenti a tal disposizione . 

Di non far tutti li muscoli olle Jìgure , se non sono 

di gran fatica . 



on voler fare tutt' i muscoli alle tue figure evidenti , 
perchè ancora , eh' essi sieno ai loro siti , e' non si fanno 
di grande evidenza , se le membra, dov' essi son situati, non 
sono in grande forza o fatica , e le membra , che restano 
sanza esercizio , siano sanza dimostrazione di muscoli . E se 
altri mente farai , piuttosto un sacco di noci , che figura uma- 
na arai imitato . 

De muscoli degli animali . 

JLje concavità interposte infra li muscoli non debbano es- 
sere di qualità, che la pelle paja che vesta due bastoni po- 
sti in couume loro contatto , né ancora che pajano due ba- 
stoni alquanto remossi da tal contatto, e che la pelle pen- 
da in vano con curvità lunga come e f che sia in o m e i 



1^6 
posata sopra il grasso spungoso interposto negli angoli , com' è 
r angolo m 71 o , il quale angolo nasce dal line del contatto 
delli muscoli , e perchè la pelle non può discendere in ta- 
le angolo , la natura ha riempiuto tale angolo di piccola 
quantità di grasso spungoso , o vuò dire vissicoso con vissi- 
che minute piene di aria , la quale in se si condensa , o 
si rarefa , secondo 1' accrescimento , o rarefazione della sostan- 
za . de' muscoli . ( 3Ianca la Fig. nel Cod. ) 

Che V ignudo Jigurato con grand' evidenza de' muscoli 
jìa senza moto . 

Ili 1 ignudo figurato con grand' evidenza di tutt' i suoi mu- 
scoli fia sanza moto , perchè non si pnò muovere , se una 
parte de' muscoli non si allenta , quando gli oppositi musco- 
li tirano : e quegli che allentano mancano della loro dimo- 
strazione , e quegli che tirano si scuoprouo forte , e fanno- 
si evidenti . 

Che le figure ignude non debbono aver 
i loro tnuscoli ricercati ajfatto . 



L. 



ìe figure ignude non debbono avere i loro muscoli ri- 
cercati interamente , perchè riescono difficili e sgraziate . Tu 
hai ad intendere tutti li muscoli dell' uomo , e quelli pro- 
nunziare con poca evidenza , dove l' uomo non si affatica 
nelle sue parli . Quel membro che sarà più affaticato fia 
quello , che più dimostrerà li suoi muscoli . Per quell' aspet- 
to che il membro si volta alla sua operazione , per quel 
medesimo fiano i suoi muscoli jìiù spesso pronunziati . Il 
muscolo in sé pronunzia spesso le sue particole mediante 



177 
r operazione , in modo che san<ca tale operazione in esso 
prima non si dimostravano . 

Cìie quelli die compongono grassezza aumentano 
assai di forza dopo la prima gio^'entii . 



Uflli che compongono grassezza aumentano assai di for- 
za dopo la prima gioventù , perchè la pelle sempre sta ti- 
rata sopra de' muscoli . IMa questi non son troj)j[)o destri ed 
agili nelli lor movimenti , e perchè tal pelle sta tirata essi 
sono di gran potenza universale infusa per tutte le mem- 
bra . E di qui nasce che a chi manca la disposizione della 
predetta pelle, si ajuta col portare strette le vestimenta so- 
[na delle lor membra , e serransi con diverse legature , ac- 
ciocché nella condensazione de' muscoli essi abbiano dove 
jjoter spingersi , e appoggiarsi . Ma quando li grassi n engo- 
no ad ismagrirsi , molto s' indeboliscono , perchè la isgon- 
fiata pelle resta vizza e rinzosa 5 e non trovando li muscoli 
dove appoggiarsi non si possono condensare , né farsi duri , 
onde restano di piccola potenza . La mediocre grassezza 
non mai sgonfiata per alcuna malatla fa che la pelle sta 
tirata sopra li uuiscoli , e questi mostrano pochi sentimenti 
nella superficie de' lor corpi. " 

Come la natura attende occultare le ossa 

negli animali (pianto pub la necessità 

de' membri loro . 



L.. 



jA natura intende occultare le ossa negli animali quanto 
può la necessità de' membri loro, e questo fa più in un 
corpo che in im' altro . Farà j)iù ne' coipi dov' essa non è 

z 



^7« 
iin])edita; adiuiquc ad llorc cklla gloveutù la pelle è tirala 
e stesa quanto ella può, csseudo [)Osla T altezza de' corpi 
che non hanno ad esser grossi o coipulenti , dipoi per la 
operazione delle membra la pelle cresce sopra la piegatura 
delle giunture , e così stando poi le membra distese , la pelle 
cresciuta sopra le giunture s' aggrinza ; di[)OÌ nel crescere in 
età li muscoli s' assottigliano , e la pelle che gli veste viene 
a crescere ed empirsi di grinze , ed a cascare e separarsi 
da' muscoli per li umori interposti infra i muscoli e la pelle , 
e le ramificazioni delli nervi , che collegano la pelle colli mus- 
coli , e le danno il sentimento , si vengono a spogliare del- 
le parti de' muscoli , che le vestivano , e in luogo di essi mus- 
coli sono circondali da tristi umori . E per questo sono mal 
nutriti inabbondantemente ; onde tal mendìrificazione tra pel 
contiimo peso della pelle , e pel grande umore si viene a 
lungare , e discostare la pelle da' muscoli e dalle osse , e com- 
])orre diversi sacchi pieni di rappe e di grinze . 

Coìn' è necessario al pittore sapere la notomia . 

Ecessaria cosa è al pittore per essere buono membrifica- 
tore nelle attitudini e gesti che fare si possono per li nudi 
di sapere la notomia di nervi , ossa , muscoli , e lacerti , per 
sapere nelli diversi movimenti e forze , qual nervo , o mus- 
colo è di tal movimento cagione . E solo far quelli eviden- 
ti, e questi ingrossati, e non gli altri per tutto, come molti 
fanno , che per parere gian disegnatori fanno i loro nudi 
legnosi e sanza grazia , che pajono a vederli un sacco di noci 
più che superficie mnana, ovvero un fascio di ravani , piut- 
tosto che muscolosi nudi (28) . 



•79 



Delt allargamento e r^accorciamento de' muscoli 



I 



L muscolo (Iella coscia tll dietro fa maggior Varietà nella 
sua estensione ed attrazione che nessun altro muscolo che 
sia neir uomo . Il secondo è quello che compone la natica . 
Il terzo è quello delle schiene . Il quarto è quello della gola . 
Il quinto è quello delle spalle . Il sesto è quello dello sto- 
maco , che nasce sotto il pomo granato , e termina sotto il 
})ettignone , come si dirà di tutti . 

Doi'e si trova corda negli uomini senza muscoli . 

JU^ove il braccio termina con la palma della mano presso 
a quattro dita , si trova una corda la maggiore che sia 
nell'uomo, la quale è senza muscolo, e nasce nel mt^zo 
dell'uno de' fucili del braccio, e termina nel me/./.o dell' al- 
tro fucile, ed ha figura quadi'ata , ed è larga circa tre di- 
ta, e grossa riiezzo dito , e questa serve solo a tenere in- 
sieme stretti i due detti fucili del braccio , acciò non si 
dilatino . 

Degli otto pezzi che nascono nel mezzo delle corde 
in varie giunture dell' nomo . 



N 



Ascono nelle ginnlurc dell'uomo alcuni jiczzi d'osso, i 
quali sono stabili nel mezzo delle corde che legano alcune 
giunture , come le lottile delle ginocchia , e quelle delle 
spalle, e de' piedi, le quali sono in lutto otto , cssendovene 
una per spalla, ed una per ginocchio, e due per ciaseuii 
piede sotto la ))rima giunttua dei diti grossi verso il calca- 
gno, e questi si l'/iniio durissimi verso la vecchiezza dell' uomo . 

Z 2 



i8o 

Del muscolo che è infra il pomo granata 
ed il pettignone . 

..Iascc un muscolo infra il pomo granato, ed il pettigno- 
ne, ( dico termina nel pettignone ) , il quale è di tre po- 
tenze , perchè è diviso nella sua lunghezza da tre corde , 
cioè prima il muscolo superiore , e poi seguita una corda lar- 
ga come esso muscolo , poi seguita il secondo muscolo più 
basso di questo , al quale si congiunge la seconda corda , 
al fine seguita il terzo muscolo con la terza corda , la qual 
corda è congiunta all' osso del pettignone : e queste tre ri- 
prese di tre muscoli con tre corde sono fatte dalla natura 
per il gran moto che ha l' uomo nel suo piegarsi , e di- 
stendersi con simile muscolo , il quale se fosse d' un pezzo 
farebbe troppa varietà nel suo dilatarsi e restringersi , nel 
piegarsi e distendersi dell' uomo , e fa maggior bellezza nell' uo- 
mo aver poca varietà di tal muscolo nelle sue azioni , impe- 
rocché se il muscolo si ha da distendere nove dita , ed al- 
trettante poi ritirarsi , non tocca tre dita per ciascun musco- 
lo , le quali fanno poca varietà nella loro figura , e poco de- 
formano la bellezza del corpo. (^Fig.i\. Tav.Il^.) 

Dell ultimo si'oltamento che può far l uomo 
nel vedersi a dietro , 

I ' 

JLi MJiimo svoltamento che può far l'uomo sarà nel dimo- 
strarsi le calcagne indietro, ed il viso in faccia: e questo 
non si farà senza difficoltà , e se non si piega la gamba ed 
abbassasi la sj)alla clie guarda la nucca : e la causa di tale 
svoltamcnto fia dimostrata nell' anatomìa , e quali uuiscoli 
primi ed ultimi si muovino . {Fig.i5. Tav.IP^.) 



i8i 
Quanto si può ain'icinar V un braccio 
con r altro di dietro . 

'eIIc braccia che si mandano di dietro , le gomita non 
si faranno mai più vicine , che le più Innghe dita passino le 
gomita dell' opposila mano , cioè che l' ultima vicinità che 
aver possano le gomita dietro alle reni , sarà quanto è lo 
spazio che è dal suo gomito all' estremo del maggior dito 
della mano , le quali braccia fanno un quadrato perfetto . 
E quanto si j)Ossano traversar le braccia sopra il petto , e 
che le gomita vengano nel mezzo del petto, e queste gomi- 
ta con le spalle e braccia fanno un triangolo equilatero . 
{Fig.iG. Ta^'.IF.) 

DelV apparecchio della forza dell' uomo 
che vuol generare gran percussione . 

'uando 1' uomo si dispone alla creazione del moto con 
la forza , esso si piega e torce quanto può nel moto con- 
trario a quello dove vuol generare la percussione , e quivi 
s'apparecchia nella forza che a lui è possibile , la quale con- 
duce e lascia sopra della cosa da lui })ercossa con moto de- 
composto . 

Della forza composta dall' uomo , e prima 
si dirà delle braccia . 

jnuscoli che muovono il maggior furile del braccio nell" 
estensione e retrazione del braccio, nascono circa il mezzo 
dell'osso detto adiutorio , 1' inio dutio all'altro; di dietro è 
nato quello che estende il braccio , e dinanzi quello che lo 
piega . 



l82 

Se l'uomo è pili potente nel tirare che nello spingere, 
yirovasi" per la nona de ponderibus , dove «.lice : infra i pesi 
di egual potenza , quello si dimostrerà più potente che sa- 
rà più remoto dal polo .della loro bilancia . Ne segue per- 
ciò che essendo n h muscolo , etl w e muscolo di potenza 
infra loro eguali , il muscolo dinanzi neh più potente 
che il muscolo di dietio ii h , perche esso è Termo nel brac- 
cio in e silo più remolo dal polo del gomito a che non 
è & il quale è di là da esso polo , e così è concluso l' in- 
tento . Ma questa è forza semplice , e non composta , come 
si propone di voler trattare , e dovemo metter più innan- 
zi . Poi la forza composta è quella quando facendosi un' 
0[)erazione con le braccia , vi s' aggiunge una seconda po- 
tenza del peso della persona , e delle gambe , come nel ti- 
rare , e nello spingere , che oltre alla potenza delle braccia 
vi si aggiunge il peso della persona , e la (orza (hlla schie- 
na , e delle gambe , la quale è nel voler distendersi , come 
sarebbe di due ad una colonna , che uno la spingesse , e 
l'altro la tirasse. (^Fig.i'j. Tav.IV.) 

Quale è maggior potenza dell uomo , quella del tirare , 
o quella dello spingere . 

ItJLoIio maggior potenza ha 1' uomo iiel tirare che nello 
spingere, perchè nel tirare vi s'aggiimge la potenza de' mu- 
scoli delle braccia che son creati solo al tirare, e non allo 
spingere, perchè (piando il braccio è drillo, i nuiscoli che 
muovono il gomito non possono avere alcuna azione nello 
spingere più che si avesse 1' uomo appoggiando hi spalla alla 
cosa che egli vuole rimivovere dal suo sito , nella quale s' ado- 
prano i nervi che drizzajio la schiena incurvata , e quegli 



i8.3 
che drizzano la gamba pirgata , e stanno sotto la coscia , e 
nella polpa dietro alla gand)a , e così è concluso al tirare 
aggiungersi la potenza delie braccia, e la potente estensione 
delle gambe , e della schiena , insieme col petto dell' nomo , 
nella qualità che richiede la sua obliquità; ed allo spingere 
concorre il medesimo , mancandogli la potenza delle brac- 
cia , perchè tanto è a sj)ingerc con nn ])raccio dritto senza 
moto , come è avere interposto un pezzo di legno fra la 
spalla e la cosa che si sospinge. (Fig.i'è. Tav-IF.) 

Delle membra che piegano , e che (officio fa la carne 
che le veste in esso piegamento . 



JLiA. carne che veste le giunture delle ossa , e le altre parti 
alle ossa vicine , crescono e diminuiscono nelle loro grossezze 
secondo il piegamento o estensione delle predette membra , 
cioè crescono dalla parte di dentro dell' angolo che si gene- 
ra nei piegamenti de' membri , e s' assottigliano , e si esten- 
dono dalla parte di fuori dell' angolo esteriore : ed il mez- 
zo che s' interpone fra 1' angolo convesso ed il concavo par- 
tecipa di tale accrescimento o diminuzione , ma tanto [)iù o 
meno quanto le parti sono più vicine o remote dagli ango- 
li delle dette giunture piegate . 

Del voltar la gamba senza la coscia . 

JlMpossibile è il voltar la gamba dal ginocchio in giù sci^- 
z;,i voltar la coscia con altrettanto moto , e questo nasce per- 
chè la giuntura dell' osso del ginocchio ha il contatto dell' osso 
della coscia internato e connncsso con l' osso della gamba , 
e solo si può muovere tal giuntura innanzi o indietro , nel 



ì84 
Biodo che richiede il caiiiminarc , e 1' iuginocchiarsi ; ma non 
si può mai muovere latcrahiiente , perchè i contatti che com- 
pongono la giuntura del ginocchio non lo comportano : im- 
perocché se tal giuntura fosse piegabile e voltabile , come 
r osso dell' adiutorio che si commette nella spalla , e come 
ciucilo della coscia che si commette nelle anche , V uomo areb- 
be sempre piegabili così le gambe per i loro lati , come 
dalla parte dinanzi alla parte di dietro , e sempre tali gam- 
be sarebbono torte , ed ancora tal giuntura non può prete- 
rire la rettitudine della gamba , ed è solo piegabile innan- 
zi , e non indietro , perchè se si piegasse indietro , 1' uomo 
non si potrebbe levare in piedi quando fosse inginocchiato , 
perchè nel levarsi di ginocchioni , delle due ginocchia , pri- 
ma si dà il carico del busto sopra 1' uno de' ginocchi , e 
scaricasi il peso dell' altro , ed in quel tempo 1' altra gam- 
ba non sente altro peso di sé medesima , onde con facili- 
sta leva il ginocchio da terra , e mette la pianta del piede 
tutta posata alla terra , dipoi rende tutto il peso sopra es- 
so piede posato , appoggiando la mano sopra il suo ginoc- 
chio , ed in un tempo distende il braccio , il quale porta 
il petto e la testa in alto , e cosi distende e drizza la co- 
scia col petto, e fassi dritto sopra esso piede posato insino 
che ha levato l'altra gamba. 

Della piegatura della cairn e . 

Einpre la carne piegata è grinza dall' opposita parte da 
che r è tii'ata . 

Del moto semplice dell' uomo . 
ivJLoto semplice nell' uomo è detto quello che si fa nel 



i85 

piegarsi semplicemente , o innanzi o indictio , od in- 
traverso . 

Moto composto . 

Il molo composto è detto qndlo quando per alcuna ope- 
razione si richiede piegarsi in giti e in traverso in \m me- 
desimo tempo : adunque tu , pittore , fa li movimenti com- 
posti , i quali siano integralmente alle loro composizioni , 
cioè se uno fa un' atto comj,osto , mediante le necessità di 
tale azione , che tu non 1' imiti in contrario col fargli fare 
im' atto senq)lice , il quale sarà piìi remoto da essa azione . 



Dei moti appropriati agli effetti degli uomini 



I. moti delle tue figure debbono essere dimostrativi della 
quantità della forza , quale conviene a quelle usare a diver- 
se azioni, cioè che tu non facci dimostrare la medesima 
forza a quel che leverà una bacchetta , la quale lia conve- 
niente all' alzare d'una trave. Adunque fii diveise le dinio- 
slrazioni delle forze secondo la cpialità de' pesi da loro ma- 
neggiali . 

De' moti delle ^giire . 

l\on farai mal le teste dritte sopra le spalle, ma voltate 
in traverso , a destra o a sinistra , ancorché esse guardino 
in su o in giù, o dritto, perchè gli è nccessaiio fare i lor 
moti che mostrino vivacità desta , e non addormentata . E 
non fare i mezzi di tutta la persona dinairzi o di dietro , 
che mostrino le loio rettitudini so{)ia o sotto agli altri mez- 
zi stq)ejiori o inferioii : e se pure tu lo vuoi usaie , fallo 

a a 



i86 

ne' vecchi : e non replicare li movimenti delle braccia , o del- 
le gambe, non che in una medesima figura, ma ne anche 
nelle circostanti e vicine, se già la necessità del caso che 
si finge non ti costringesse . 

In questi tali precetti di j)ittura si richiede il modo 
di persuadere la natura delli moti , come agli oratori quella 
delle parole , le quali si comanda non essere replicate se 
non nelle esclamazioni ; ma nella pittura non accade simi- 
li cose , perchè le esclamazioni sono fatte in varj tempi , e 
le replicazioni degli atti son vedute in un medesimo tempo . 



De' moti . 



F 



A li moli delle tue figure bene appropriati agli acciden- 
ti mentali di esse figure : cioè che se tu la fingi di essere 
irata , che il viso non dimostri in contrario , ma sia quello , 
che in lui altra cosa che ira giudicarvisi non possa , ed il 
simile dell' allegrezza , malinconìa , riso , pianto , e simili . 



Delli Diaggiori o minori gradi degli 
accidenti mentali . 



o, 



•^Ltre di questo , che tu non faccia gran movimenti nclli 
piccoli o minimi accidenti mentali , né piccoli movimenti 
negli accidenti grandi . 



Degli medesimi accidenti che accadono 
all' uomo di diverse età . 



u.. 



N medesimo grado di alterazione non sta bene essere 
pronunziato , mediante il moto delle membra in un' atto 



187 

feroce da un vecchio , come da un giovane , ed un atto 
non si dee figurare in un giovane , come in un vecchio . 



De^li atti dììnostrativi . 



N 



EgH atti affezionati dimostrativi le cose propinque per 
tempo o per silo s' hanno a mostrare con la mano non 
troppo remota da essi dimostratori : e se le predelle cose 
saranno remote , remota dehbe essere ancor la mano del 
dimostratore , e la faccia del viso volta a ciò che si dimostra , 



Delle operazioni dell' nomo 



F. 



Ermezza , movimento , scorso , ritto , appoggiato , a sede- 
re , chinato, ginocchioni, giacente, sospeso, portare, esser 
portato , tirare , spingere , battere , esser battuto , aggravare 
ed alleggerire . 

Della disposizione delle membra secondo le J/ gare . 

lIc membra fa che s' ingi'ossino i muscoli, le quali sono 
in operazione, ed alle fatiche lor convenienli, e quelle che 
iion suuo ili i»])erazione restino semjilici . 



Delle (pialità delle membra secondo l età 



N. 



e' giovani non ricercherai muscoli o lacerili, ma dolci 
carnosità con semplici piegature , e rotondità di mendjra . 



a a 1 



i8B 

Della varietà de' visi . 

lO'ia variata l' aria àv! visi secondo gli accidenti dell' uomo 
in fatica , in riposo , in pianto , in riso , in gridare , in ti- 
more , e cose simili , ed ancora le membra della persona in- 
sieme con tutta 1' attitudine dee rispondere all' effigie alterata . 

Della mei nhrijì e azione degli animali . 

Jl utte le parti di qualunchc aiiimale debbono essere corri- 
spondenti all' età del suo tutto , cioè che le membra de' gio- 
vani non sieno ricercate con jirouunziati muscoli , corde , o 
vene , come fanno alcimi , li quali per mostrare artificioso , 
e gran disegno , guastano il tutto , mediante le scambiate 
membra . Il medesimo fanno altri , che per mancamento di 
disegno fanno alli vecchj membra da giovani .. 

Come la figura non fia laudabile , s' ella non mostra 
la passione dell' animo . 



uella figura non fia laudabile , s' ella il più che fia pos- 
sibile non isprime colf atto la passione dell' animo suo . 

Come le mani e braccia in tutte le sue operazioni 

hanno da dimostrare la intenzione del suo motore 

il più che si può . 



ìe mani e braccia in tutte le sue operazioni hanno da di- 
mostrare la intenzione del loro motore , quanto fia possibi- 
le , perchè con quelle chi ha affezionato giudizio , si accom- 
pagna gì' intenti mentali in tutti li suoi movimenti . E sem- 



i89 
pre gli buoni oratori , qu.indo vogliono persuadere agli udi- 
tori qualche cosa , accompagnano le mani e le braccia con 
le loro parole . Benché alcuni insensati non si curano di 
tale ornamento , e pajono nel loro tribunale statue di le- 
gno , per la bocca delle quali passi per condotto la voce di 
alcun' uomo che sia ascoso in tal tribunale . E questa tale 
usanza è gran difetto ne' vivi , e molto più nelle figure fin- 
te , le quali se non sono ajulate dal suo creatore con atti 
pronti ed accomodati all' intenzione che tu fingi essere in 
tal figura , allora essa figura sarà giudicata due volte morta ; 
perchè essa non è viva , ed è morta nella sua azione . Ma 
per tornare al nostro intento qui di sotto si figurerà , e 
dirà di più accidenti , cioè del moto dell' irato , del tlolore , 
della paura , dello spavento subito , del pianto , della fuga , 
del desiderio , del comandare , della pigrizia , e della solle- 
citudine , e simili [*j . 

De' moti appropriati alla mente del ììiohile . 

KJono alcuni moti mentali senza il moto del corpo , ed 
alcuni col moto del corpo . I moti mentali senza il moto 
del corpo lasciano cadere bi'accia , mani , ed ogni altra par- 
te che mostra vita : ma i moti mentali con il nioto del 



(*) Mti noia , Lettore , che ancora che Messer Lionardo prometta 
di trattar di tulli li sopraddetti accidenti , che per questo non ne 
parla come io credo jter smenticanza , o per qualche altro disturbo, 
come si può l'edere all' originale , che dietro a questo capitolo scri- 
ve l'argomento di un'altro senza il suo capitato, ed h il seguente : 
Del figurare 1" irato ed in quante parli si divida tal accidente. 

( nota nel Cini, l'atic , ) 



corpo tengono il corpo con le sue membra col moto ap- 
propriato al moto della mente : e di questo tal discorso si 
dirà molte cose . Evvi un terzo moto che è partecipante 
dell' uno e dell' altro , ed un quarto che non è né 1' uno 
ne l'altro; e questi ultimi sono insensati, ovvero disensa- 
ti : e si mettono nel capitolo della pazzia , o de' buflbni nel- 
le loro moresche . 



Come gli atti mentali muovano la persona 
in primo grado di facilità e comodità . 



I 



L moto mentale muove il corpo con atti semplici , e faci- 
li , non in qua , ed in là , perchè il suo obietto è nella 
mente, la quale non muove i sensi, quando in se medesi- 
ma è occUj[)ata . 

Del moto nato dalla mente jjie diante V obietto . 

uando il moto dell' uomo è causalo mediante 1' ol)ietio, o 
tale obietto nasce innncdiate , o nò : se nasce immediate , 
quel che si muove torce prima all' obietto il senso più neces- 
sario , eh' è r occhio , lasciando stare i piedi al primo luogo, 
e solo muove le coscio insieme con i fianchi e ginocchi 
verso quella parte dove si volta l' occhio , e così in tali ac- 
cidenti si farà gran discorso . 

De' moti comuni . 

Anto sono vaij i movimenti degli uomini , quante sono 
le varietà degli accidenti che discorrono pei' le loio menti : 
e ciascuno accidente in se muove [)iìi o meno essi nomi- 



»9i 
ni , secondo che saranno di maggior potenza , e secondo 
l'età; perchè altro molo larà sopra mi medesimo caso un 
giovane che un vecchio . 



Del moto degli animali . 



o. 



'cni animak; di due piedi abbassa nel suo moto più 
quella parte , che sta s0])ra il piede che alza , che quella , 
la quale sta sopra il piede che posa in terra : e la sua 
parte suprema fa il contrario ; e cpiesto si vede nei fian- 
chi e spalle dell' uomo quando cammina , e negli uccelli il 
medesimo con la testa sua e con la groppa , 



Che ogni membro sia proporzionato 
a tutto il suo corpo . 



F 



A che ogni parte d' im tutto sia proporzionata al suo tut- 
to : come se un' uomo è di figura grossa e corta , fa che il 
medesimo sia in se ogni suo membro , cioè braccia corte e 
grosse, le mani larghe e grosse, e le dita corte, con le sue 
giunture nel modo sopraddetto . E così il rimanente . Ed 
il medesimo intendo aver detto degli universi animali e 
piante, così nel diminuire le proporzionalità delle grossezze, 
come dell' ingrossarle . 



Che se le figure non isprimono la mente 
sono due volte morte . 



s 



E le figure non fanno atti pronti eguali colle membra , 
ed isprimino il concetto della mente loro , esse figure sono 
due volte morte . Perchè morte sono , principalmente che la 



pittura in sé non è viva , ma isprimitrice di cose vive sen- 
za vita , e se non se le aggiunge la vivacità dell' alto essa 
rimane morta la seconda volta . Sicché dilettatevi studiosa- 
mente di vedere in quei che parlano insieme colli moti del- 
le mani , ( s' è persone d' accostarvi a quelli ) , d' udire che 
causa gli fa fare tali movimenti, che per loro si flnino. Mol- 
to bene fiano vedute le minuzie degh atti particolari ap- 
presso de' mutoli , i quali non sanno disegnare , benché po- 
chi sìeno che non si ajutino e che non figurino col dise- 
guo (•29) . Imparate adunque da' muti a fare li moti delle 
membra , che isprimino il concetto della mente de' parlatori . 
Considerate quelli che ridono , e quelli che piangono , guar- 
date quelli che con ira gridano , e così tutti gli accidenti 
delle menti nostre . Osservate il decoro , e considerate che 
non si conviene né per sito né per alto operare il signo- 
re come il servo , né 1' infante con 1' adolescenza , ma egua- 
le al vecchio che poco si sostiene . Non faccia l' atto il vil- 
lano che si deve ad un nobile ed accostumalo , né il forte 
come il debole , né gli atti delle meretrici come quelli del- 
le oneste donne , né de' maschj come delle femmine . 



Dell osservanza del decoro . 



o 



'sserva il decoro , cioè la convenienza dell' atto , vesti , 
sito, e circostanze della dignità o viltii delle cose, che tu 
vuoi figurare : cioè che il Re sia di barba , aria , ed abito 
grave , ed il silo ornato , ed i circoslajiti stiano con reve- 
renza, ammirazione, ed abiti degni e convenienti alla gra- 
vila d' una corte reale , e i vili disornati ed abbietti , e i lo- 
ro circostami abbiano similitudine con atti vih e presun- 
tuosi , e tutte le membra corrispondajio a lai couipouimcn- 



193 

lo . Clie gli atti d' un vecchio non sicno simili a quegli 
d' un giovane , e quegli ci' una ieniniina a quegli d' un ma- 
schio , nò qiielU <l' un' uomo a quelli d' un laJiciullo . 

Dell' età delle Jìgiire . 

on mischiare una quantità di fanciulli con altrettanti 
vecchi , né giovani con infanti , né donne con uomini , se 
già il caso che vuoi figurare non gli legasse insieme misti . 

Qualità (l uomini ne' componimenti dell' istorie . 

Er r ordinario ne' componimenti comuni dell' istorie usa 
di fare rari vecchi , e separali dai giovani , perchè li vec- 
chi sono rari , e i lor costunji non si confanno con i co- 
stumi de' giovani , e dove non è conformità di costumi non 
si fa amicizia , e dove non è amicizia si la separazione . E 
dove tu (arai comj)onimcnti d' istorie apparenti di giavità e 
consigli , fagli pochi giovani , perchè i giovani volentieri fug- 
gono i consigli , ed altre cose nobili . 



Del Jìgurare uno che parli con piti persone 



u,. 



scrai di far quello die tu \ noi che parli fra molle per- 
sone in atto di considerar la materia eh' egli ha da tratta- 
re , e di accomodare in lui gli alti ap])artenenti a essa ma- 
teria ; cioè se la materia è persuasiva, che gli atti sieno al 
proposito siu)ili , e se la materia è di dichiarazione di di- 
verse ragioni , fa che quello che parla pigli con i due diti 
della in. Ilio d(slr;i un dilo di-Ila sinistra, a\endone serralo 
i due minori, e col viso pronto verso il popolo, con la 

bb 



1(1^1 



bocca alquanto aperta , che paja clic [)aili . E se egli sietle , 
chv paja che si sollevi alfjuanto ritto , e con la testa in- 
nanzi . E se lo (ai in piedi , fallo alquanto chinarsi col 
petto e la testa inverso il j)OpoIo , il quale figurerai tacito , 
e tutlo attento a riguardare 1' oratore in viso con atti am- 
mirativi : e (a la bocca d' alcun vecchio per maraviglia 
dell' udite sentenze chiusa , e nei bassi tirarsi indietro mol- 
te pieghe delle guancne , e con le ciglia alte nella giuntura , 
le quali creino molte [)ieghe per la fronte : alcuni a sedere 
con le dita delle mani intessute , tenendovi dentro il ginoc- 
chio stanco : altri con un ginocchio sopra 1' altro , sul qua- 
le tenga la mano , che dentro a se riceva il gomito , la 
mano del quale vada a sostenere il mento barbuto d' alcu- 
no chinato vecchio . 

Come dee farsi una figura irata . 

.Lia figura irata farai tenere uno per li capelli col capo 
storto a terra , e con uno de' ginocchi sul costato , e col 
braccio destro levare il pugno in alto : questo abbia i ca- 
pelli elevati , le ciglia basse e strette , ed i denti stretti da 
canto della bocca arcata , il collo grosso , e dinanzi per il 
chinarsi all' inimico pieno di grinze . 

Come si Jìgiira un disperato. 

L disperato farai darsi d'un coltello, e con le mani aver- 
6Ì stracciato i vestimenti, e sia una d'esse mani in opera a 
stracciar la ferita , e farailo con i piedi stanti , e le gambe 
alquanto piegate , e la [)crsona similmente verso terra con 
capelli stracciati e sparsi . f'^oì 



Delle coìivenieTize delle mejììhra . 



JLj li ricordo ancora clic tu abbi grande avvertenza nel 
dure le meiidjra alle figure, che paino , do[)0 l'essere con- 
cordanti alla grandezza del corpo , ancor siniilnienle all' età ; 
cioè i giovani con pochi muscoli nelle membra e vene , e 
di delicata sii[)erficie, e membra rotonde di grato colore. 
Agli uomini sieno nervose e piene di muscoli . Ai vecchi sie- 
no con suj)ertìcie grinze ruide , e venose , e i nervi molto 
evidenti . 

Del ridere e del piangere e dijferevza loro . 

JLf A cjnel che ride a epici che piange non si varia né oc- 
chi , ne bocca , nò guancie , ma solo la rigidità delle ciglia 
che s'aggiungono a chi piange, e levansi a chi ride. A co- 
lui che })iajige s' aggiunge ancora con le mani sirac(>iar li 
vestimenti e capegli , e con l' unghie stracciarsi la pelle del 
volto , il che non accade a chi ride . Del medesimo non fa- 
rai il viso di (hi piange con eguali movinienli di (pici die 
ride , perchè spesso si somigliano , e perchè il vero modo 
si è di variare siccome è variato l' accidente del pianto 
dall'accidente del riso, imperocché per j)iangere le ciglia e 
la boc<-a si varia nelle varie cause ilei pianto , perchè alcu- 
jio piange con ira , alcuno con paura , alcuno per tenerezza 
ed allegrezza, alcuno per sospetto, ed alcuno per doglia e 
tormento, alcuno per pietà e dolore de'parcnli o amili per- 
si : dei (piali jiiangenti alcuno si mostra disperato , alcuno 
mediocre , alcuno lagiima , alcuno grida , alcuno sta con il 
viso al cielo, e con le mani in basso, avendo le dita di 
quelle iiisieiiK! tessute, aitii timorosi con le spalle liiiial/alc 

b h ■>. 



nj6 
all' orecchie , e così seguono secondo le })iedelte cause . Quel 
che versa il pianto alza le ciglia nelle loro giunture , e le 
.stringe -insieme , e compone grinze di sopra , e rivolta i cau- 
li della bocca in basso , e colui che ride gli ha alti , e le 
ciglia aperte e spaziose . 

Del posare de' putti . 

m Egl' intanli e ne' vecchi», non debbono essere atti pronti 
fatti mediante le loro gambe . 

Del posare delle femmine e de' giovani . 

elle femmine e giovanetti non debbono essere atti di 
gambe sbandate , e troppo aperte , perchè dimostrano auda- 
cia , o al tutto privazione di vergogna , e le strette dimo- 
strano timore di vergogna . 

Del rizzarsi V uomo da sedere di sito piano . 

OTando 1' uomo a sedere nel pavimento la prima cosa che 
fa nel suo levarsi , è che trae da sé il piede , e posa la ma- 
no in terra da c[uel lato che si vuò levare , e gitta la per- 
sona sopra il braccio che posa, e mette il ginocchio inter- 
ra da quel lato , che si vuol levare . (*] 



(*) Trovo scritto appresso al capitolo di sopra il soggetto del suo 
contrario , ma poi non ne parla niente , ed è questo . 
Del cadere V uomo a sedere ìq sito piaao . 
( Nota nel CoJ- tracie. ) 



^97 
Di (/nei che saltana . 



L. 



i\ natura opera ed insegna senza alcun discorso del sal- 
tatore , che quando vuol saltare , egli alza con impelo lo 
braccia e le spalle , le quali seguitando l' impeto , si nuio- 
vono insieme con gran paile del corpo , e levansi in alto , 
sino a tanto che il loro impeto in sé si consumi ; il cpial 
impeto è accompagnato dalia subita estensione del corpo in- 
curvato nella schiena , e nella giuntura delle coscie , delle gi- 
nocchia , e de'])iedi, la qual estensione è fatta per obliquo, 
cioè innanzi , e all' insù , e così il moto dedicato all' andare 
innanzi il corpo che salta , ed il moto d' andare all' insù 
alza il corpo, e fagli fare grand' arco , ed aumenta il salto. 



Del moto delle Jlgnre nello spingere e tirare 



JLc 



io spingere e tirare sono di una medesima azione ; con- 
ciosiaehè lo spingere se solo è una estensione di membra , 
ed il tirare è una attrazione tli esse mend)ra , ed all' una e 
r altra potenza si aggionge il peso del motore contro alla 
cosa sospinta o tirata . E noji vi è altra dill'erenza senon- 
chè r uno spinge e 1' altro tira . Quello che spinge stando 
in piede ha il mobile sospinto dinanzi a sé ; e quello che 
tira lo ha di dietro a se . Lo spingere e il tirare può esser 
fatto per diverse linee intorno al centro della potenza del 
motore , il qual centro inquanto alle braccia tia nel luogo , 
dove il nervo dell' omero della sj)alla e quel della poppa , e 
quello della patella dell' op[)Osila alla {)oppa si gioiigono 
coir osso della spalla superiore . 



i.)8 

Deli iLomo che imol tirare una cosa fuor dì sé 
con granfi impeto . 

JIlJ iiouio il quale vorrà trarre un dardo , o pietra , od al- 
tra cosa con impetuoso moto , può essere figurato in due 
modi principali , cioè o potià esser figurato quando 1' uo- 
mo si prepara alla creazione del moto , o veramente quan- 
do il moto d'esso è finito. Ma se tu lo fingerai per la 
creazione del moto , allora il lato di dentro del piede sarà 
con la medesima linea nel petto , ma avrà la spalla contra- 
ria sopra il piede , cioè se il piede destro sarà sotto il peso 
dell' uomo , la spalla sinistra sarà sopra la punta d' esso pie- 
de destro. [Fig.ig Tav.IF^.) 

Perchè quello che 7>uol tirare , o ficcar tirando 

il ferro in terra , alza la gamba 

opposita incurvata . 

«(dui che col trarre vuol ficcare o trarre il cannone in 
terra , alza la gamba opposita al braccio che trae , e quella 
piega nel ginocchio , e questo là bilicarsi sopra il piede che 
posa in terra , senza il qual piegamento o storcimento di 
gambe far non si potrebbe , ne potrebbe trarre , se tal gam- 
ba non si distendesse . 

Ponderazione de corpi che si muovono . 

i j R ponderazioni ovvero bilichi degli uomini si dividono 
in due parti , cioè semplice , e composto . Semplice è quello 
che è fatto dall' uomo sopra i suoi piedi immol)ili , sopra 
i quali esso uomo aprendo le braccia con diverse disianze 



tlal suo mezzo, e ('liinauJosi st.inclo so[)ra imo de' suoi pie- 
di , seiiipre il centro della sua gravità sta per liuea perpen- 
'licolare sopra il centro d'esso piede che posa: e se posa 
sopra i due piedi egualiiieiite , allora il petto dell'uomo 
ara il suo centro perpendicolare nel mezzo della linea che 
misura lo spazio interposto infra i centri d'essi piedi. 

Il bilico composto s' intende esser ([nello che fa un' uo- 
mo che sostiene so])ra di se un peso per diversi moti : co- 
me nella figura d' Ercole che scoppia Anteo , il quale sos- 
pendendolo da terra infra il petto e le braccia, che tu gli 
facci tanto la sua figura didietro alla linea centrale de' suoi 
piedi, quanto Anteo ha il centro della sua gravità dinanzi 
ai medesimi piedi . (/^/g^.20. Tav.lF.) 

Dell' uomo che posa sopra i due piedi , e che dà 
di sé più peso all' imo che all' altro . 

\^uando per lungo stare in piedi 1' uomo ha stancala la 
gamba dove posa , esso manda parte del peso sopra l' altra 
gamba: ma questo tal posare ha da essere usato nell'età 
decrepita, o nell'infanzia, o veramente in uno stanco, per- 
chè mostra stanchezza , o poca valetudine di membri , e pe- 
rò sempre si vede un giovane che sia sano e gagliardo po- 
sarsi sopra r una delle gambe , e se dà alquanto di peso 
sopra r altia gamba , esso 1' usa quando vuol dar principio 
necessaiio al suo movimento , senza il quale si nega ogni 
moto , perchè il iuoto si genera dall' inequalltà . 



s 



Del posare delle Jtgure . 
Empre le figure che j)Osano debbono variare le membra , 



200 

cioè die se: un braccio va Innanzi , che l' altro stia fermo , 
o vada indietro : e se la figura posa sopra nua gamba , che 
la spalla che è sopra essa gamba sia più bassa che l' altra , 
e questo si osserva dagli uomini di buoni sensi , i quali at- 
tendono sempre per natura a bilicare 1' uomo sopra i suoi 
piedi , acciocché non rovini dai medesimi : perchè posando 
sopra un piede , 1' opposita gamba non sostiene esso uomo , 
stando piegata , la quale in sé è come se fosse morta , on- 
de necessitata fa che il peso che è dalle gambe insù mandi 
il centro della sua gravità sopra la giuntura della gamba 
che lo sostiene . 

Delle ponderazioni dell uomo nel fermarsi 
sopra de suoi piedi . 

Ili i uomo che si ferma sopra i suoi piedi , o si caricherà 
egualmente sopra essi piedi , o si caricherà con pesi inegua- 
li . Se si caricherà egualmente soj)ra essi piedi , egli si ca- 
richerà con peso naturale misto con peso accidentale , o si 
caricherà con semplice peso naturale . Se si caricherà con 
peso naturale misto con peso accidentale, allora gli estremi 
oppositi de' membri non sono egualmente distanti dai poli 
delle giunture de' piedi : ma se si caricherà con peso natu- 
rale semplice , allora tali estremi di membri oppositi saran- 
no egualmente distanti dalle giunture de' piedi : e così di 
questa ponderazione si farà un liino particolare . 

Del moto locale più o /neno veloce . 

JILl moto locale fatto dall' uomo , o da alcun altro anima- 
le , sarà di laiìto maggiore o minor velocità , quanto il con- 



■201 

tro della loro gravità sarà più remoto o propinquo al cen- 
tro del piede dove si sostengono . 

Degli animali di quattro piedi , e come si muovono . 

JLiA. somma altezza degli animali di quattro piedi si varia 
più negli animali che camminano , che in qnegli che stan- 
no saldi : e tanto più o meno , quanto essi animali son di 
maggiore o minor grandezza : e questo è causalo dall' ohli- 
quità delle gambe che toccano terra , che innalzano la figu- 
ra di esso animale quando tali gandje disfanno la loro obli- 
quità , e quando si pongono perpendicolari soj)ra la terra . 
{Fig.iu Tav.IF.) 

Delhi corrispondenza che ha la metà dell' uomo 
con r altra metà . 

\ 



.3JLa l'nna metà della grossezza e larghezza dell'uomo sa- 
rà eguale all' altra , se le membra a quella congiunte non 
faranno eguali e simili moti . 



Come nel saltar dell uomo in alto 
l'i si trova?ìo tre fnoti . 



Q 



uando l'uomo salta in allo, la testa è tre volte più ve- 
loce del calcagno del piede, innanzi che la pnnla dil ])ie- 
de si sj)icehi da terra , e due volte j)iù veloce che i fianchi : 
e questo accade, perchè si dislànno in un nu'desimo tempo 
tre angoli, dei quali il superiore è quello Aovr il busto si 
congiunge con le cosdc dinanzi, il secondo è quello dove le 
coscir» (li di'iro si congiungono con le gambe di dietro, il 

e e 



202 

terzo è dove la gamba dinanzi si congiunge con 1' osso del 
piede . 



Che è impossibile die una memoria serbi tutti 
gli aspetti e mutazioni delle membra . 



I 



ivipossibile è che alcuna memoria possa riserbare tutti gli 
aspetti o mutazioni d' alcun membro di qualunque animale 
si sia . Questo caso lo esemplificheremo con la dimostrazio- 
ne d' una mano . E percalle ogni quantità continua è divisi- 
bile in infinito, il moto dell'occhio che risguarda la mano, 
e si move dall' a al b si muove per uno spazio a b il opta- 
le ancor esso è quantità continua , e per conseguente divisi- 
bile in infinito , ed in ogni parte di moto varia 1" aspetto e 
figura della mano nel suo vedere , e così farà movendosi in 
tutto il cerchio , ed il simile farà la mano che s' innalza nel 
suo moto , cioè passerà per spazio che è quantità . 
{Fig.ii. Tav.W.) 

Delle prime quattro parti che si richiedono 
alla figura . 

JLi attitudine è la prima parte più nobile della figura , 
che non che la buona figura di[)inla in trista attitudine 
abbia disgrazia , ma la viva hi somma bontà di Inllczza 
perde di riputazione , quando gli alti suoi non sono accom- 
Uìoduti all' nifi ciò, ch'essi hanno a fare. Certo sanza alcun 
dubbio essa attitudine è di maggiore speculazione, che non 
è in se la bontà della figura dipinta ; conciosiachè tal bontà 
di figura si possa fare per imitazione della viva , ma il mo- 
vimento di tal figura biso^jua che nasca da grande discre- 



203 

zione (V ingegno . La seconda parte nobile è 1' avere rilievo . 
La terza è il buon disegno. La quarta il bel colorito (3 1). 

Discorso sopra il pratico • 

.iHi tu pittore studia di fare le tue opere che abbiano a 
tirare a se gli suoi veditori , e quelli fermare con grande 
ammirazione e dilettazione , e non tirarli e poi scacciarli . 
come fa l'aria a quel che ne' tempi notturni salta igiuulo 
del letto a contemplare la qualità di essa aria nubilosa o 
serena , che immediate scacciato dal freddo di quella ritor- 
na nel letto, donde prima si tolse. Ma fa le opere lue si- 
mili a queir aria, che ne' tempi caldi tira gli uomini delli 
l(tr letti, e gli ritiene con dilettazione a possedere l'estivo 
fresco, e non voler essere jirima prali(0 che dotto, e che 
l'avarizia vinca la gloria, che di tale arte meritamente si 
acquista . Non vedi tu che infra le umani; bellezze il viso 
bellissimo ferma li viandanti , e non gli h)ro ricchi orna- 
menti . E questo dico a te che con oro od altri ricchi (ie- 
gj adorni le tue figure . Non vedi tu le isplendcnti bellez- 
ze della gioventìi diminuire di loro eccelleJiza per gli ec- 
cessivi e troppo culti ornanu-nti . Non hai tu visto \v mon- 
tanare involti! negl' inculti e poveri panni acquistare maggior 
bellezza, che quelle che sono ornate. Non usare le allelta- 
le acconciature, o capc^llature di test(; , dove appicsso delli 
golfi cer\eili un sol capello [losto più da un l.ilo , <lie 
daU' altro , (oliii ( In; lo tiene, se ne promeitt; grande iida- 
mia , credendo <hc li circostanti abbandonino ogni lor |>ii- 
mo pensiero, e solo <h (luci parlino, e solo ipiello ripren- 
diuo . E questi tali liiuuio sem|)re per l<»r consiglieio lo 
specchio ed il jiclline, ed il \(iil«) è il lo)- (•;ipit;j|<.' nimico 

e e ■>. 



;ìo4 
sconciatore degli azzimati capegli . Fa tu adunque alle tue 
leste li cajK'gli scherzare insieme col finto vento intorno alli 
giovenili volti , e con diverse revolture graziosamente ornar- 
gli . E non far come quelle , che l' impiastrano con colle , e 
fanno parere i visi come se lossino invetriati , umane paz- 
zie in amnentazione delle quali non bastano li naviganti a 
condurre dalle orientali parti le gomme arabiche, per ripa- 
rare che il vento non varii 1' egualità delle sue chiome , che 
di più vanno ancora investigando . 

Della pratica cercata con gran sollecitudine 
dal pittore . 

Mli tu pittore che desideri grandissima pratica , hai da in- 
tendere che se tu non la fai sopra buon lòndamento delle 
cose naturali , farai opere con assai poco onore , e men gua- 
dagno : e se la farai buona , l' opere tue saranno molte e 
buone , con tao grande onore ed utilità . 

Del giudicare il pittore le sue opere 
e quelle d' altrui . - 

'uando l'opera sta pari col giudizio, cpiello è tristo se- 
gno in tal giudizio : e quando f opera supera tal giudizio , 
questo è pessimo , come accade a chi si maraviglia d' aver 
6Ì bene operato; e quando il giudizio supera f opera, que- 
sto è perfetto segno. E se il giovane è in tal disposizione , 
8enza dubbio questo ha eccellente operatore , ma fia com- 
ponitore di poche opere , le quali saranno di qualità che 
fermeranno gli uomini con annnirazione a contemplar le 
sue perfezioni . 



20^ 

Del giudicare il pittore la sua pittura . 

1 1 oi sapj)ianio che gli errori si conoscono \n\\. nell' altrui 
opere, die nelle sue, però la che sii priuio buon prospet- 
tivo , di poi ahbi intera notizia delle misure dell' uomo , e 
sii buono architettoi-e , cioè in quanto aj)partiene alla for- 
ma degli editìrj , e dell'altre cose, e dove tu non hai pra- 
tica , non ricusar ritrarle di naturale; ma dei tenere uno 
specchio piano quando dipingi , e spesso riguarderai dentro 
l'opera tua, la quale vi fia veduta per lo contrario , e par- 
rà di mano d' altro maestro , e giudicherai meglio gli erro- 
ri tuoi . Kd ancora saia buono levarsi spesso , e pigliarsi 
qualche solazzo , perchè col ritornare tu uiigliorerai il giu- 
dizio ; dovechè lo star saldo nell' opera ti farà forte ingan- 
nare . L buono ancora lo alloutanai'si perchè 1' opera pare 
minore, e ])iìi si conq)rende in una occhiata, e meglio si 
conosce le discoidanti e sproporzionate inendjia , ed i co- 
lori delle cose , che dappresso . 

Game lo specchio è maestro de' pittori. 

\/uantlo tu vuoi vedere se la tua pittura tutta insieme 
ha conformità con le cose ritratte dal naturale , abbi imo 
specchio , e favvi dentro specchiare la cosa viva , e parago- 
na la cosa specchiata con la tua pittura , e considera be- 
ni' il tuo obietto neir uno e inU' altro . Tu vedi uno spec- 
chio piano dimostrar cose che ])ajouo rilevate , e la pittu- 
ra fa il medesimo . La pittura ha una sola supertìcie , e 
lo speechio è il uu'desimo . Lo spe<;chio e la pittura mo- 
stra la similitudine delle cose circondata da ombre e lume , e 
r una e l' altra pare assai di la dalla sua superficie . L se tu 



6io 

conosci che lo specchio per mezzo de' lineamenti ed om- 
bre ti fli parere le cose spiccate , ed avendo tu fra i tuoi 
colori l'ombre ed i lumi più potenti che quello specchio, 
certo se tu gli saprai ben comporre insieme , la tua pittu- 
ra parrà ancor essa una cosa naturale vista in un gran spec- 
ciiio . Il vostro maestro vi mostra il chiaro e l' oscuro di 
(pialunque obietto , ed i vostri colori ne hanno uno che è 
più chiaro che le parti alluminate del simulacro di tale obiet- 
to , e similmente in essi colori se ne trova alcuno che è 
più scuro che alcuna oscurità di esso obietto : onde nasce 
che lu , pittore, farai le pitture tue simili a cjuelle di tale 
specchio , cpiando è veduto da un solo occhio , perchè i due 
occhi circondano 1' obietto minore dell' occhio . 

Qiial pittura è più laudabile . 

Lelia pittura è più laudabile , la quale ha più conformi- 
tà con la cosa imitata . Questo paragone è a confusione di 
quei pittori , i quali vogliono racconciare le cose di natura , 
come son quegli che imitano vm ligliuolino d' un' anno , la 
testa del cpiale entra cinque volte nella sua altezza , ed essi 
la (anno entrare otto : e la larghezza delle spalle è simile 
alla testa , e questi la fanno dupla , riducendo così un pic- 
ciol fanciullo d' un' anno alla proporzione di un' uomo di 
trent'anni : e tante volte hainio usato e visto usare tal' er- 
rore , che l'hanno converso in usanza, la quale usanza è 
tanto penetrata e stabilita nel lor corrotto giudizio , che 
fau credere lor inedesimi che la natura, o chi imita la na- 
tura, faccia grandissimi erroii a non fiù-e come essi lànuo . 



ao' 



\ 



Quale è il primo obietto ed intenzione del pittore . 

J_jA prima intenzione del pittore è fare che una semplice 
superficie piana ti dimostin un corpo rilevato e spiccato da 
esso })iano : e quello che in tale arte eccede più gli altri , 
quello merita maggior lode , e questa tale investigazione , 
anzi corona di tale scienza , nasce dall' ombre e lumi , o 
vuoi dire cliiaio e oscuro . Adunque se tu liiggi l' ombre , 
tu fnggi la gloria dell' arte appresso i nobili ingegni , e 1' ac- 
quisti appresso l' ignorante volgo , il quale nidla più desi- 
dera che bellezza di colori, dimenticando al tutto la bellez- 
za e meraviglia del dimostrare di rilievo la cosa piana . 

Quale è pili importante nella pittura , V ombra , 
o suoi lineamenti . 



'i molta maggiore investigazione e speculazione sono l'om- 
bre nella pittura che i suoi lineamenti : e la prova di que- 
sto s' insegna , che i hneamenti si possono lucidare con veli , 
o vetri piani iuler[)osli fra l'occhio e la cosa che si dee lu- 
cidare , ma l'ombre non sono comprese da tal regola, ])cr 
l'insensibilità de' loro termini, i quali il più delle volte sono 
contusi, come si dimostra nel libro dell'ombre e lumi. 

Come si deve dar lume alle Jigure . 

L lume dcbbe essere usato secondo che darebbe il natu- 
rale silo dove (Ingi essere la tua figura: cioè se la lìiigi al 
sole, la l'cimltrc oscure, e gran [tiaz/.e de' linin , e slamj)in- 
si r oiubn; di tutti i circostanti cor[»i iu terra . E se la fi- 
gura è in tristo tempo, la [)oca dillercnza da' lumi all' om- 



ao8 

bre, e senza fargli .-ilcim' ombra ai piedi. E se la figura sa- 
rà in casa, fa gran dill'erenza da' lumi all'ombre , e om- 
bra per terra , E se lii vi figuri finestra impannata , ed 
abitazion,e bianca , fa poca dilferenza fra lumi ed ombre : 
e se ella è, alluminata dal fuoco , fa i lumi rosseggianti e 
potenti, e l'ombre oscure, e lo sbattimento dell' ombre per 
i muri o per terra sieno terminati : e quanto più si allon- 
tana dal corpo , tanto j)iù si faccia ampia . E se detta figu- 
ra fosse alluminata parte dall'aria, e parte dal fuoco, la 
che il lume causato dall'aria, sia piìi potente , e quello del 
fuoco sia quasi rosso , a similitudine del fuoco . E sopra 
tutto fa che le tue figure dipinte abbino il lume grande , 
e (la allo , cioè quel vivo che tu litrarrai , imperocché le 
persone che tu vedi nelle strade , tutte hanno il lume di 
sopra ; e sappi che non è così tuo gran conoscente , che 
dandogli il lume di sotto , tu non oprassi fatica a ricono- 
scerlo . 

Dove deve star quello che risguarda la pittura . 

oniamo che a h sia la pittura veduta , e che d sia il lu- 
me . Dico che se tu li porrai infra e ed e comprenderai 
male la pittura , e massime se sia fatta a olio , o veramen- 
te verniciata , perchè avrà lustro , e fia quasi di natura di 
specchio , »■ [)er queste cagioni , quanto più ti accosterai al 
punto e meno vedrai , j)erchè quivi risaltano i raggi del 
lume mandato dalla finestra alla pittura . E se ti porrai in- 
fra e e d quivi fia bene operata la tua vista , e massime 
quanto più t'appresserai al piuito f/, j)erchè quel luogo è 
nu'iu) ])arlc;cipaute di della percussione de' raggi riflessi . 
[Fi^.-x'ò. Tav.lf '.) 



Come si de {'e porrle alto il punto . 

JLl punto debbc essere all'altezza dell'occhio di un'uomo 
comune, e l'ultimo della pianura che confina col cielo deb- 
bc esser fatto all' altezza d' esso termine della terra piana col 
cielo , salvo che lo montagne sono libere . 

Che le Jigiire picciolc non debbono 
per ragione esser Jinite . 

JILÌfico che le cose che pareranno di minuta forma nascerà 
dall' essere dette cose lontane dall' occhio , essendo così , con- 
viene che infia 1' occhio e la cosa sia molt' aria , e la molt'aria 
imjìedisce 1' evidenza delle fórme d' esso obietto , onde le mi- 
nute particole d' essi corpi tìano indisceriiibiH e non cono- 
sciute . Adunque tu, pittore, farai le picciole figure solamen- 
te accennate, e non finite, e se altrimenti farai, sarà con- 
tro gli effetti della natura tua maestra . T.a cosa rimane pic- 
ciola per la distanza grande che è fra l' occhio e la cosa , 
la distanza grande rinchiude dentro a sé molt'aria, la molt'aria 
fa in sé grosso corpo, il quale impedisce e toglie all' occjiio 
le minute particole degli obietti . 

Che campo deve usare il pittore alle sue //gure . 

JlToichè per esperienza si vede che inn' i cDipi soni) cir- 
condati da ombre e lumi, xogho ( lic tn , pittore, accomo- 
di quella parte che è allnuu'uala , sicché termini in cosa oscu- 
ra , e così la p;iilc del corpo oiiibiiila termini in cose chia- 
re . E questa regola darà grande ajuto a rilevare le lue 
figure . 

d d 



210 

Precetto di pittura . 

' o\ e r ombra confitta col lume , abbi rispetto dove ella 
è più chiara che oscura , e dove ella è più o meno sfu- 
mosa inverso il lume . E sopra tutto ti ricordo che ne' gio- 
vani tu non facci l' ombre terminate come fa la pietra , 
perchè la carne tiene un poco del trasparente , come si ve- 
de a guardare in una mano che sia posta infra l' occhio ed 
il sole , perchè ella si vede rosseggiare , e ti-asparire lumi- 
nosa : e se tu vuoi vedere qual' ombra si richiede alla tua 
carne , farai ivi tu un' ombra col tuo dito , e secondo che 
tu la vuoi più chiara o scura , tieni il dito più presso o 
più lontano dalla tua pittura , e quella contrafai . 



Del fingere un sito selvaggio . 



G, 



Tlì alberi e l' erbe che sono più ramificati di sottili ra- 
mi debbono aver minor sottilità d' ombre , e quegli alberi 
e queir erbe che aranno maggiori foglie fiano cagione di 



maggiori ombre 



Come deve far parere naturale un' animale finto . 



T, 



u sai non potersi fare alcun' animale , il quale non abbia 
le sue membra , e che ciascuno per sé a similitudine non sia 
con qualcuno degli altri animali . Adunf|ue se vuoi far pa- 
rer naturale un' animai finto , dato , diciamo , che sia un 
serpente, piglia per la testa una di un mastino, o bracco, 
e ponigli gli occhi di gatto , e 1' orecchie d' istrice , ed il 
naso di veltro , e le ciglia di leone , e le temj)ie di gallo 
vecchio , e il collo di testuggine d' acqua . 



211 



De' visi die si debbono fare , che abbino 



rilievo con grazia 



N 



Elle strade volte a ponente , stante il sole a mezzo dì , 
le pareti sieno in modo alte, che quella che è volta al so- 
le non abbia a riverberare ne' corpi ombrosi , e buona sa- 
rcblie r aria senza splendore , allora che fìan veduti i lati 
de' volti partecipare dell' oscurità delle pareti a quella op- 
posite ; e cosi i lati del naso , e tutta la faccia volla alla 
bocca della strada, sarà alluminata, per la qual cosa l'oc- 
chio che sarà nel mezzo della bocca di tale strada \ cdrà tal 
viso con tutte le faccie a lui volte essere alluminate , e quei 
lati che sono volti alle pareti de' muri essere ombrosi. 

A questo s' aggiungerà la grazia d' ombre con grato per- 
dimento , [nivale integralmente da ogni termine spedito : e 
cpiesto nascerà per causa della lunghezza del lume che pas- 
sa infra i tetti delle case , e penetra infra le pareti , e ter- 
mina sopra il pavimento della strada , e risalta per moto ri- 
flesso ne' luoghi ombrosi dei volti, e quegli alquanto ris- 
chiara . E la lunghezza del già detto lume del cielo stam- 
])ato dai termini de' tetti con la sua fronte , che sta sopra 
la bocca della strada , allumina quasi insino vicino al nasci- 
mento dell'ombre che stanno sotto l'oggetto del volto: e 
così di mano in mano si va mutando in chiarezza , insino 
clic termina sopra del mento con oscurità inscnsil)ilc per 
qualunque verso . Come se lai lume fosse a e vedi la li- 
nea f e del lume cIk- allumina fino sotto il naso , e la 
linea e f solo allumina iniìn sotto il labbro , e la linea a h si 
estende (ino sotto il mento, e qui il naso rimane forte lu- 
minoso , perchè è veduto da tutto il lume a b e d e . 
{Fig.?.\. Tav.ir.) 

d d 1 



2 12 



Del dividere e spiccare le Jigure da' loro campi . 

Jl u lini a inetlere la tua figura in campo chiaro, se sarà 

oscura 5 e se sarà chiara , mettila in camjjo oscuro j e se è 

chiaia e scura metti la parte oscura nel campo chiaro , e la 
parte chiara in campo oscuro . 

Della differenza de' lumi posti in diversi siti. 

Jll lume picciolo fli grandi e terminate ombre sopra i cor- 
pi ombrosi . I lumi grandi fanno sopra i corpi ombrosi pic- 
ciole ombre, e di confusi termini. Quando sarà incluso il 
picciolo e potente lume nel grande e meno potente , come 
è il sole neir aria , allora il meno potente resterà in luogo 
d'ombra sopra de' corpi da esso allimiinati . 

Del fuggir V improporzionalità delle circostanze . 

\Jir Bandissimo vizio si dimostra presso di molli pittori, 
cioè di lare l'abitazione degli uomini ed altre circostanze 
in tal modo , che le porte non diano alle ginocchia de loro 
abitatori , ancorché elle sieno più vicine all' occhio del ri- 
guardante che non è l' uomo , che in quella mostra voler 
entrare . Abbiamo veduto li portici carichi d' uomini , e una 
delle colonne di quegli sostenitrici esser nel pugno a un' 
uomo che a quella si appoggia ad uso di sottil bastone, e 
.>ÌMiili cose che sono da essere con ogni studio s(hi\ate . Cor- 
rispondino i corpi sì per grandezza , come per Uillcio alla 
cosa di cui si tratta . Questa pioposizione è prima definita 
che proposta ; adunque leggerai di sopra . 



2l3 

De' termini de' corpi detti lineamenti , 
ovvero contorni . 

Ooiio i tcriiiiiii de' coi'pi di tanta minuta evidenza , che in 
ogni picciolo intervallo che s' intcì pone infra la cosa e 1' oc- 
chio , esso occhio non comprende I' eltìgie dell' amico o pa- 
rente , e non lo conosce , se non ])cr l' abito , e per il tut- 
to riceve notizia del tutto insieme con la parte . 

Degli accidenti superficiali che prima si perdono 
nel discostarsi de' corpi ombrosi . 

ìe prime cose che si perdono nel discostarsi de' corpi om- 
brosi sono i termini loro . Secondariamente in più distanza 
si perdono le omljie che di\ idoiiu le parli de' corpi che si 
toccano . Terzo la grossezza delle gandjc , e de' piedi , e così 
successivamente si perdono le parli piii minute , di modo 
che a lunga distanza solo rimane una massa di conlusa 
figura . 



Degli accidenti superficiali che prima si perdono 
nelle distanze . 



L,. 



ìk prima cosa che de' colori si perde nelle distanze è il 
lustro, loro ])arle minima, e lume de' lumi , Secondaria è 
il lume, perchè è minore dell'ombra. Terza sono l'ombre 
principali , e rimane neli' ultimo una mediocre oscurità 
conlusa . 



2l/| 

Della natura de termini de' corpi sopra 
gli altri corpi . 

\J^uando i corpi di convessa superficie terminano sopra al- 
tri corpi di egual colore , il termine del convesso parrà più 
oscuro che quello che col convesso termine terminerà . Il 
termine dell' aste equigiacenti parrà in campo bianco di 
grande oscurità , ed in campo oscuro parrà più che altra 
sua parte chiaro , ancorché il lume che sopra l' aste scende 
sia sopra esse aste di egual chiarezza . (^Fig.^S. Tav.IF^.) 

Della figura che i>a cantra 7 vento . 

^EUiprc la figura che si muove contro il vento , per qua- 
lunque linea , non osserva il centro della sua gravità con 
debita disposizione sopra il centro del suo sostentacolo . 
[Fig.'ìG. Tav.r.) 

Della finestra dove si ritrae la figura . 

^la la finestra delle stanze de' pittori latta d'impannate 
senza tramezzi , ed occupata di grado in grado inverso i 
suoi termini di gradi coloriti di nero , in modo che il ter- 
mine de' lumi non sia congiunto col termine della finestra . 

Perchè misurando un viso , e poi dipingendolo 

in tal grandezza , egli si dimostrerà 

maggior del naturale . 

a h è la larghezza del sito , ed è posta nella distanza 
della carta e f , dove son le guancie , ed essa arebbe a 



2i: 



stare indietro tutto a e , ed allora le tempie sarebbono [tor- 
iate nella distanza o r delle linee a f h f . Sicché ci è la 
difl'erenza e o ed r d , e si conclude che la linea e f, e la 
linea d f per essere più corta ha d' andare a trovare la car- 
ta dove è disegnata l'altezza tutta, cioè le linee y« ed fh 
dove è la verità , e si fa la difTeicnza , come ho detto , 
di e o , e di /' rf . [Fig.i'-j. TavJ'.') 

Se la superfìcie d' ogni corpo opaco partecipa 
del color del suo obietto . 

T' ■ • 

JL u hai da intendere , se sarà messo un obictlo bianco in- 
fra due pareti , delle quali una sia bianca , e 1' altra nera , 
che tu troverai tal proporzione infra la parte ond)rosa e la 
luminosa del detto obietto , cpial fa cjnella delle [)redettc 
pareti : e se l' obietto sarà di colore azzurro , farà il simile : 
onde avendo da dipingere farai come seguila . Togli il ne- 
ro per ond)rare l' obietto azzurro che sia simile ;il iicio , 
ovvero ombra della parete che tu fingi che abbia a river- 
berare nel tuo obietto , e volendo fare con certa e vera scien- 
za , userai fare in questo modo. Quando tu fai le tue pa- 
reti di qua! colore si voglia , piglia un picciolo cucehiai'O , 
poco maggior che quello che s' adopra per nettar l'orecchie, 
maggiore o minore secondo le grandi o picciol opere in che 
tale operazione s' ha da esercitare, e questo cucchiaro abbia 
i suoi estremi di egual altezza, e con questo misurerai i gra- 
di delle quantità de' colori che tu adopri nelle tue mistio- 
ni : come sarebbe quando nelle dette pareti che tu avessi 
fatlo le prime ombre di tre gradi d'oscinità, e d'un gra- 
do di chiarezza , cioè tre cucchiari rasi , come si fa le mi- 
sure del grano , e questi tre cucchiari fossero di seinpliee 



r> i() 

nero , ed nn cucchiaio di biacca , tu avresti fatto una com- 
posizione di qualità certa senza alcun dubbio ; ora tu hai 
fatto una parete bianca , ed una oscura , ed hai a mettere 
un' obietto azzurro inlra loro , il qual' obietto se vuoi che 
aljbia la vera ombra e lume che a tal azzurro si conviene, 
poni da una parte quell' azzurro , che tu vuoi che resti 
senz' ombra , e poni da canto il nero , poi togli tre cucchia- 
ri di nero , e componigli con un cuccJiiaro d' azzurro lumi- 
noso , e metti con esso la più oscura ombra . Fatto questo 
vedi se 1' obietto è sferico , colonnare , o quadrato , o come 
si sia , e se egli è sferico , tira le linee dagli estremi delle 
pareti oscure al centro di esso obietto sferico , e dove esse 
linee si tagliano nella superficie di esso obietto , quivi infra 
tanto terminano le maggiori ombre , infra eguali angoli , poi 
comincia a rischiarare come sarebbe in n o che lascia lau- 
to dell' oscuro quanto esso partecipa della parete superiore 
a d il qiial colore mischierai con la prima ombra di a h con 
le medesime distinzioni . {Fi§.i%. Tav.V.) 

Del moto degli animali . 

nella figura si dimostrerà di maggior corso la quale stia 
[)iù per rovinare innanzi . 

n corpo che per se si muove sarà tanto più veloce , 
quanto il centro della sua gravità è più distante dal centro 
del suo sostentacolo . Questo è detto per il moto iligli uc- 
celli , i quali senza battimento d'ale o favor di \entodasè 
si muovono : e questo accade , quando il centro della sua 
gravità è fuori del centro ilei suo sostentacolo , cioè fuori 
del mezzo «l'-lla sua residenza fia le due ale; jìerchè se il 
mezzo dell'ale sia più indietro che il mezzo ovvero centro 



y.i 



della (letta gravità di tutto 1' uccello , allora esso uccello si 
moN era innanzi ed in basso ; ma tanto più o meno innanzi , 
che in basso , quanto il contro della detta gravità fia più 
remoto o propinquo al nuv.zo delle sue ale , cioè che il 
centro della gravità remoto dal mezzo dell' ale fa il discen- 
so dell'uccello molto obliquo, e se esso centro sarà vicino 
al mezzo dell' ale , il disceuso di tale uccello sarà di poca 
obliquità . 

A fare ima figura che sì dimostri esser alta braccia [yo 

in spazio di braccia -ìo ed abbia membra 

corrispondenti , e stia dritta in piedi . 

Ry questo ed in ogni altro caso non dee dar noja al j)it- 
tore come e' si stia il unno dove esso di[)inge , e massime 
avendo 1' occhio che rii^uarda tal pittura a vederla da una 
finestra , o da altro spiracolo : perchè l' occhio non ha da 
attendere alle planizie , ovvero curvità di esse parti , ma solo 
alle cose che di là da tal parete si hanno a dimostrare per 
diversi luoghi della finta raiupagna . Ma meglio si farebbe 
tal figura nella curvità f r g , perchè in essa non sono 
angoli . (^Fig.ic). lav.P^.) 

A fare una figura nel muro di \i braccia, 
che apparisca d altezza di "xly. 

,Oe vuoi far figura o altra cosa che a])parisca d'altezza 
di l'i. Ijraccia , farai così. Figiua prima la parete m ìi con 
la metà dell' uomo che mioÌ fan;, di poi l'altra metà farai 
nella volta in r . ]Ma fa jnima sul piano d' una sala la pa- 
rete della Ibrnia che sta il muro con la volta dove tu hai 

e e 



2l8 

a fare la tua tìgura , dipoi farai dietro ad essa parete la 
figura disegnata in profilo di che grandezza ti piace , e tira 
le tue linee al punto /", e nel modo eh' elle si tagliano sul- 
la parete n r , così la figurerai sul muro , che ha similitu- 
dine con la parete , ed arai tutte l' altezze e sporti della fi- 
gura , e le larghezze , ovvero grossezze che si ritrovano nel 
muro dritto in n , faraile in propria forma , perchè nel fuggir 
del muro la figui-a diminuisce per se medesima . La figura 
che va nella volta ti bisogna diminuirla , come se ella fos- 
se dritta , la quale diminuzione ti bisogna fare in sii una 
sala ben piana , e lì sarà la figura , che leverai dalla pare- 
te n r con le sue vere grossezze, e ridirai unirle in una pa- 
rete di rilievo fia buon modo . {Fig.3o. Tav.V.) 



Pittura e sua ìnembrificazione e componitori . 



Li 



uce , tenebre , colore , corpo , figura , sito , remozione , 
propincpiiià , moto , e quiete . Di queste dieci parti dell' uf- 
ficio dell' occhio la pittura ne ha sette , delle quali la prima 
è luce , tenebre , colore , figura , sito , remozione , propin- 
quità . Io ne levo il corpo , e il moto , e la quiete ; e resta- 
no cioè luce e tenebre , che vuol dire ombra e lume , o 
vuoi chiaro e scuro colore , il corpo non ci metto , perchè 
la pittura è in sé cosa sujierficiale , e la superficie non ha 
corjK) , coni' è definito in geometrìa . A dir meglio ciò eh' è 
visibile , è connumerato nella scienza della pittura . Adunque 
li dieci prcdicamenti delf occhio detti di sopra , ragionevol- 
mente sono li dieci libri in che io parto la mia pittura , 
ma luce e tenebre sono un sol libro che tratta di lume e 
ombra , e làssene un medesimo libro perchè 1" ombra è cir- 
condata , ovvero in contatto del lume . E il simile accade 
al lume coli' ombra (S-?). 



319 
Avverlimento circa l ombre e lumi . 

Empie ne confini cicli' ombro si mischia lume ed ombra : 
e tanto più l' ombra derivativa si mischia col lume , quan- 
to ella è più distante dal corpo ombroso . INIa il colore non 
si vedrà mai semplice . Questo si prova pei' la nona , che 
dice : la superficie di ogni corpo partecipa del colore del 
suo obietto , -ancora che ella sia superficie di corpo traspa- 
rente , come aria , acqua , e simili ; })crchè 1' aria piglia la luce 
dal sole , e le tenebre nascono dalla privazione d' esso sole . 
Adunque 1' aria si tinge in tanti varj colori quanti son que- 
gli fra i quali ella s' inframette infra l'occhio e loro, per- 
chè essa in se non ha colore più che s' abbia l' acqua , ma 
r umido che si mischia con essa dalla mezza regione in giù 
è quello che l' ingrossa , ed ingrossando , i raggi solari che 
vi percuotono , l' alluminano , e l' aria , che è dalla mezza 
regione in sii , resta tenebrosa : e jjerchè luce e tenebre com- 
pone colore azzurro , questo è Y azzurro in che si tinge l'aria , 
con tanta maggiore o minore oscurità quanto Y aria è mi- 
sta con maggiore o minore umidità . 

Pittura e sua definizione . 

ILiA pittura è composizione di luce e di tenebre insieme 
mista colle diverse qualità di (ulf i colori scinjìlici e composti . 



Pittura , e lume universale . 



u. 



sa di far sempre nella moltitudine d'uomini e d'animali 
le parti delle loro figure , ovvero corpi , tanto j)iù oscure , 
quanto esse sono più basse, e quanto elle sono più vicine 

e e i 



220 

al mezzo della loro moltitudine , ancorché essi sieno in s^ 
d' uniforme colore : e questo è necessario , perchè meno quan- 
tità di cielo , alluminatore de' corpi , vede ne' bassi spazj in- 
terposti infra i detti animali , che nelle parti supreme dei 
medesimi spazj . Provasi per la figiu-a qui posta dove a b ed 
è posto per r arco del cielo univei-sale alluminatore de' cor- 
pi a lui inferiori , n m sono i corpi che terminano lo spa- 
zio s t r h infi-a loro interposto , nel quale spazio si vede 
manifestamente che il sito f ( essendo solo alluminato dalla 
fKurte del cielo e d ) è alluminato da minor paite del cie- 
lo , di quello che sia alluminato il sito e , il quale è ve- 
duto dalla f>arte del cielo a b che è maggiore che il cielo 
e d : adimque tia più alluminato in e che in^. (^Fìg.3i.T.f\.) 

De' campì proporzionati a' corpi che in essi campeggiano , 

e prima delle superficie piane 

d' uni fornì e colore . 



M. campi di qualunque snperticie piana di colore e lume 
uniformi, non parranno separati da essa superficie , essendo 
del medesimo colore e lume . Adunque per la conversa j>ar- 
ranno separati , se seguita conclusione conversa . 

Pittura di Jigura e corpo . 

m. corpi regolari sono di due sorti , l' imo de' quali è ve- 
stito di superficie curva , ovale , o sferica , 1' altro è circon- 
dato di superficie laterata , regolare o irregolare . I corpi 
sierici , ovvero ovali , pajono sempre separati dai loro cam- 
pi , ancorché esso corpo sia dd colore del suo campo , ed 
il simile accaderà de' corpi laterali : e questo accade per es- 



22 1 

sere disposti alla generazione lltll' ombre da qualcuno de' loro 
lati , il che non può accadere nella superficie piana . 

Nella pittura mancherà prima di nolizia 

la parte di quel corpo che sarà 

di minor quantità . 

'eHc parti di quei corpi che si rimuovono dall' occhio , 
quella mancherà prima di notizia , che sarà di minor figu- 
ra . Dal che ne segue che la parlo di maggior quantità fia 
r ultima a mancar di sua notizia . Adunque tu , pittore , 
non finire i j)iccioli membri ili quelle cose che sono molto 
remote , ma seguita la regola data' nel sesto . 

Quanti sono quelli che nel figurar le città , ed altre 
cose remote dall' occhio , fanno i termini notissimi degli edi- 
ficj , non altrimenti che se fossero in vicinissime propinqui- 
tà : e questo è impossibile in natura , perchè nessuna poten- 
tissima vista è quella che in sì lontanissima distanza possa 
vedere i predelti termini con vera notizia : perchè i termini 
d' essi cor[)i sono termini delle loro superficie , e i termini 
delle superficie sono linee , lo tpiali linee non sono parie 
alcuna della quantità di essa superficie , né anche dell' aria 
che di sé veste tal superficie . Adunque quello che non è 
parete d' alcuna cosa è invisibile j come è provato in geo- 
metrìa . Adunque tu , pittore , se farai essi (ciiuini spediti e 
noti , come è in usanza , non sarà da le figurata sì remota 
distanza , che per tale effetto non si iliinoslri vicinissima . 
Aricora gli angoli tlegli edificj soji quegli che nelle distami 
ritta non si debbono figurare, perchè da lontano è impos- 
sibile \edergli , conciosiachè essi angoli sono il concorso di 



222 

due linee in un punto , ed il punto non ha parte , adun- 
que è invisibile . 



Perchè una medesima campagna si dimostra 

alcuna volta magi^iore o minore 

che non è . 

iVJLostransi le campagne alcuna volta maggiori o minori 
che elle non sono , per l' interposizione dell' aria più grossa 
o sottile del suo ordinario , la quale s' inframette infra l'oriz- 
zonte e r occhio che lo vede . 

Infra gli orizzonti di egual distanza dall' occhio , quel- 
lo si dimostrerà esser più remoto , il quale fia veduto in- 
fra r aria più grossa , e quello si dimostrerà più propinquo , 
che si vedrà in aria più sottile . E s' è la cosa veduta nel 
termine di cento miglia , le quali miglia sieno aria confor- 
me e sottile , e che la medesima cosa sia veduta nel termi- 
ne di esse cento miglia , le quali sieno di aria uniforme e 
grossa con grossezza all' aria antidetta , sanza dubbio le me- 
desime cose vedute nella prima aria sottile , e poi vedute 
nella grossa , parranno quattro volte tanto maggiori che nel- 
la sottile . 

Le cose vedute ineguali , in distanze eguali si dimo- 
streranno eguali , se la grossezza dell' aria interposta infra l'oc- 
chio ed esse cose sarà ineguale , cioè 1' aria grossa interpo- 
sta infra la cosa minore : e questo si prova mediante la prospet- 
tiva de' colori , che fa una gran montagna parendo picciola 
alla misura , pare maggiore che una picciola vicino all' oc- 
chio , come si vede che un dito vicino all' occhio copre una 
gran montagna discosta dall' occhio . 



223 

Ossen'aziotiì diverse . 

J? Ra le cose di eguale oscurità , mcngnitucline , figura , e di- 
stanza dall'occhio, quella si tliniosircrà minore, che fia ve- 
duta in campo di maggior s})lciK!ore o bianchezza . Questo 
lo insegna il sole veduto dietro alle jiiante senza foglie , 
che tutte le loro ramificazioni che si trovano all' incontro 
del corpo solare sono tanto diminuite , che elle restano in- 
visibili . Il simile farà mi' asta interposta fra 1' occhio ed il 
corpo solare . 

I corpi paralleli posti per lo dritto , essendo veduti in- 
fra la nebbia , s' hanno a dimostrar più grossi da capo che 
da piedi . Provasi per la nona , che dice : la nebbia , o 
l'aria grossa, penetrata da' raggi solari, si mostrerà tanto 
più bianca, quanto ella è più bassa. 

Le cose vedute da l'ontano sono sproporzionate , e que- 
sto nasce , perchè la parte più chiara manda all' oc( Ino il 
suo simulacro con più vigoroso raggio che non fa la parte 
più oscura . Ed io viddi una donna vestita di nero con 
panno bianco in testa , che si mostrava due tanti mag- 
giore che la grossezza delle sue spalle , le quali erano vesti- 
te di nero . 

Delle città ed altre cose vedute all' aria grossa . 

vJlì cdifi/,j delle città veduti sotto all' occhio ne' tempi dille 
nebbie , e dell' arie ingrossate dai fumi de' loro fuochi , o 
altri vapori , sempre saranno tanto meno noti , quanto sono 
In minor altezza, e per la conversa fiano tanto più spediti 
e noli , quanto si vedranno in maggior altezza . Provasi per 
la quarta di questo , che dice : 1' aria esser tanto più gros- 



29-4 

sa , quanto è più bassa , e tanto pilli sottile , quanto è più 
alta . E questo si dimostra per essa quarta posta a basso ; 
e diremo la torre a f esser veduta dall' occhio n nell' aria 
grossa , la quale si divide in quattro gradi , tanto piìi gros- 
si , quanto sono più bassi . 

Quanto minor quantità d' aria s' interpone fra 1' occhio 
e la cosa veduta , tanto meno il colore d' essa cosa parte- 
ciperà del colore d' essa aria . Seguita che quanto maggior 
quantità fia d' aria interposta infra 1' occhio e la cosa vedu- 
ta , tanto più essa cosa partecipa del colore dell' aria inter- 
posta . Dimostrasi . Essendo 1' occhio n al quale concorrono 
le cinque specie delle cinque parti della torre a fc'ioh ah e d e. 
Dico che se 1' aria fosse d' uniforme grossezza , che tal pro- 
porzione arebbe la partecipazione del colore dell' aria che 
acquista la parte della torre b , quale è la proporzione che 
ha la lunghezza della linea m f con la linea b s . Ma per 
la passata , clxe prova l' aria non essere uniforme nella sua 
grossezza , ma tanto più grossa quanto ella è più bassa , egli 
è necessario che la proporzione dei colori in che l' aria 
tinge di se le parti della torre Z» ed /"-sieno di maggior j)ro- 
])orzione che la proporzione sopraddetta , conciosiachè la li- 
nea 7/7/" oltre l'essere più lunga che la linea s b passa per 
l'aria , che ha grossezza uniformemente diforme . [Fig-Zì. 
Tav.V.) 



De'raggi solari che penetrano li spiracoli de'nuvoli 



I 



raggi solari penetratori degli spiracoli interposti jnfra le 
varie densità e globosità de' nuvoli , alluminano tutt' i siti 
dove si tagliano, ed alluminano anche le tenebre, e tingo- 
no di sé tulli i luoghi oscuri , che sono dopo loro , le quq- 



225 



li oscurità si dimostrano infra gì' intervalli di essi raggi 
solari . 

Delle cose che l occhio vede sotto sé miste 
infra nebbia ed aria grossa . 

^J'uanto l'aria fia più vicina all'acqua o alla terra, tan- 
to si fa più grossa . Provasi per la 19.^ del secondo , che 
dice : quella cosa meno si leva che ara in sé maggior gra- 
vezza , onde ne seguila che la jmù lieve più s' innalza che la 
grave , adunque è concluso il nostro proposito . 

Degli edifizj veduti nelV aria grossa . 

\^uella parte dell' edifìzio sarà manco evidente, che si ve- 
drà in aria di maggior grossezza ; e così di converso sarà 
più nota quella che si vedrà in aria più sottile ■ Aduncjue 
r occhio n vedendo la torre' a d, esso ne vedrà in ogni grado 
di hassezza parte manco nota e più chiara , ed in ogni grado 
d'altezza parte più nota e meno chiara. [Fig33. 2\iv.y.) 

Della cosa che si mostra da lontano . 

\J^ cella cosa oscura si dimostrerà più chiara, la fjuale sa- 
rà più remota dall'occhio . Seguila [)er la conversa che la 
cosa oscura si dimostrerà di maggior oscurità , la quale si 
ritroverà più vicina all'occhio. Aduncpie le parti inferiori 
di f[iialunque cosa posta nell'aria grossa parranno più re- 
mote da' piedi che le loro sommità , e per questo la radice 
hassa del monlc parrà j)iù lontana che la cima del mede- 
simo monte, la quale in sé è più remota. (jP/g^.34. TavJ I.) 

ff 



226 

Della veduta di una città in aria grossa . 

HI -i occhio che sotto di se vede la città in aria grossa , ve- 
de le sommità degli edilizj più oscuri e più noli che il loro 
nascimento , e vede le dette sommità in campo chiaro , per- 
chè le vede nell' aria bassa e grossa : e c£uesto avviene per 
la passata . 



De' termini inferiori delle cose remote . 



I 



termini inferiori delle cose remote saranno meno sensi- 
bili che i loro termini superiori : e questo accade assai alle 
montagne e colli , le cime dei quali si facciano campi dei 
lati dell' altre montagne che sono dopo loro , ed a queste 
si vedono i termini di sopra più spediti che le loro basi , 
perchè il termine di sopra è più oscuro , per esser meno 
occupato dall' aria grossa , la eguale sta ne' luoghi bassi : e 
questo è quello che confonde i detti termini delle basi de'coUi : 
ed il medesimo accade negli alberi ed edificj , ed altre cose 
che s' innalzano infra 1' aria ; e di qui nasce che spesso l'alte 
torri vedute in luogo distinto pajon grosse da capo , e sot- 
tili da piedi , perchè la parte di sopra mostra l' angolo dei 
lati che terminano con la fronte , perchè l' aria sottile non 
te gli cela , come la grossa : e c|uesto accade per la settima 
del primo , che dice che 1' aria grossa , che s' interpone infra 
r occhio e '1 sole , è più lucente in basso che in alto , e 
dove r aria è più bianca , essa occupa all' occhio più le co- 
se oscure che se tal aria fosse azzurra , come si vede in lun- 
ga distanza li merli delle fortezze hanno gli spazj loro eguali 
alla larghezza de' merli , e tuttavia pare assai maggiore lo 
spazio che il merlo ; od in distanza più reujola lo s[)azio 



227 

occupa e copre tutto il merlo , e tal fortezza suol mostrare 
il muro drillo e sanza merli . 



I 



Delle cose vedute da lontano . 

termini di quell' obietto saranno manco noti , che fiano 
veduti in maggior distanza . 

Dell' azzurro che si mostra essere ne' paesi lontani . 

i;lle cose remote dall' occhio , le quali sieno di che co- 
lor si voglia , quella si dimostrerà di color più azzurro , la 
quale fia di maggior oscurità naturale o accidentale . Na- 
turale è quella che è oscura da sé ; accidentale è quella che 
è oscura mediante l'ombra che gli è falla da altri obietti. 

Quali son quelle parti de'corpi delle quali per distanza 
manca la notizia . 



uelic parti de'corpi che saranno di minor quantità fia- 
no le ])rime delle quali per lunga distanza si perde la no- 
tizia . (Questo accade , perchè le spezie delle cose minori in 
pali disianza vengono all' occhio con minor angolo che le 
maggiori, e le cognizioni delle cose remote sono di lauta 
minor notizia quanto elle sono di minor quantità . Segui- 
ta dunque , che f[uando la quantità maggiore in lunga di- 
sianza viene aU' occhio per angolo minimo , e quasi si per- 
de di notizia , la quantità minore del tutto manca della sua 
cognizione . 



//^ 



228 

Perchè le cose quanto più si rimuovono dalT occhia 
manco si conoscono . 

V^uella cosa sarà manco nota , la quale sai-à più remota 
dall' occhio . Questo accade , perchè quelle parli prima si 
perdono che sono più minute , e le seconde meno minute 
sono ancora perse nella maggior distanza , e così successiva- 
mente seguitando a poco a poco consumandosi le parti , si 
consuma la notizia della cosa remota , in modo che alla fi- 
ne si perdono tutte le parti insieme col tutto : e manca an- 
cora il colore per la causa della grossezza dell'aria che s' in- 
terpone infra 1' occhio e la cosa veduta . 

Perchè le torri parallele pajono nelle nebbie 
più strette da piedi che da capo . 



L 



^E torri parallele nella nebbia si dimostrano in lunga di- 
stanza più sottili da piedi , che da capo ; perchè la nebbia 
che gli fa campo è più spessa e più bianca da basso che 
da alto . Onde per la terza di questo che dice : la cosa scu- 
ra posta in campo bianco diminuisce all' occhio la sua gran- 
dezza . E la conversa dice : la cosa bianca posta in campo 
scuro si dimostra più grossa , seguita che la bassezza della 
torre oscura avendo per campo la bianchezza della bassa e 
folta nebbia, ch'essa nebbia ci'esce in dimostrazione sopra li 
termini inferiori di tale torre , e gli diminuisce , il che far 
non j)uò tal nebbia nelli termini superiori della torre , dove 
la nebbia è più sottile ► 



229 

Perchè i volti di lontano pajono oscuri . 

I oi vediamo chiaro che tutte le simihtudini delle cose evi- 
denti che ci sono per obietto , così grandi come picciole , 
entrano al senso per la picciola luce dell' occhio . Se per si 
picciola entrata passa la similitudine della grandezza del cie- 
lo e della terra , essendo il volto dell' uomo fra sì grandi si- 
militudini di cose quasi niente, per la lontananza che la di- 
minuisce, occupa sì poca d'essa luce, che rimane incom- 
prensibile : ed avendo da passare dalla superficie all' impres- 
siva per un mezzo oscuro , cioè il nervo voto, che pare oscuro , 
quella specie non essendo di color potente , si tinge in quel- 
la oscurità della via , e giunta all' inipiessiva pare oscura . 
Altra cagione non si può in nessun modo insegnare si^i quel 
punto , e nervo che sta nella luce : e perchè egli è pieno 
d'un umore trasparente a guisa d'aria, là 1' ulìizio che fa- 
rebbe LUI buco fatto in un' asse , che a riguardarlo par ne- 
ro , e le cose vedute per l' aria chiara e scura si confondo- 
no neir oscurità . 

Perchè l'uomo visto a certa distanza 
non è conosciuto . 

J_j\ prospettiva dijninutiva ci dimostra che quanto la cosa 
è più lontana più si là picrola . LO se tu riguarderai un' uo- 
mo che sia distante da te una balestrata , e porratti la fine- 
stra di una piccola gucchia appresso all'occhio, potrai ve- 
dere pei' quella molti uomini maiulare le loro similitudini 
all'occhio, e in un medesimo leuipo tutte capiianno in det- 
ta finestra . Adunque se 1' uomo lontano una balesti'ata man- 
da k sua similitudine all'occhio , che occupa una piccola par- 



23o 
te di una finestra di agucchia , come potrai tu in sì piccola 
figura scorgere o vedere il naso, o bocca, o alcuna parti- 
cula di esso corpo . E non vedendosi non potrai conoscere 
r uomo che non mostra le membra , le quali fauno gli uo- 
mini di diverse forme , 

Quali S07Ì le partì che prima si perdono di notizia 

ne' corpi che si rimuovono dall' occhio , 

e quali piti si conservano . 



' uella parte del corpo che si rimuove dall' occhio è cpiel- 
la che meno conserva la sua evidenza , e la quale è di mi- 
nor figura . Questo accade ne' lustri de' corpi sferici o colon- 
nari , e nelle membra più sottili de' corpi , come il cervo , 
che prima si rimane di mandar all' occhio le spezie ovvero 
similitudine delle sue gambe e corna che del suo busto , il 
quale per esser più grosso , più si conserva nelle sue spezie . 
Ma la prima cosa che si perde in distanza sono i lineamen- 
ti che terminano la superficie e figura delli corpi . 

Della prospettiva lineale . 

JILja prospettiva lineale si estende nell' uffizio delle linee vi- 
suali a provare per misura quanto la cosa seconda è mino- 
re che la prima , e la terza che la seconda , e così di gra- 
do in grado insino al fine delle cose vedute . Trovo per espe- 
rienza, che se la cosa seconda sarà tanto distante dalla pri- 
ma quanto la prima è distante dall'occhio, che benché in- 
fra loro sieno di pari grandezza , la seconda fia la metà mi- 
nore che la prima : e se la terza cosa sarà di j)ari distanza 
dalla seconda innanzi a essa , fia minore due terzi , e così 



:23i 

di grado in grado per pari distanza faranno sempre dimi- 
nuzione proporzionala , purché l' intervallo non passi il nu- 
mero di 20. braccia , e infra dette venti bracca la figura 
simile a te perderà due quarti di sua grandezza , ed mfra 
40. perderà tre quarti e poi cinque sesti in 60. braccia, e 
così di mano in mano farà sua diminuzione, facendo la 
parete lontana da te due volte la tua grandezza , ciie il far- 
la una sola fa gran differenza dalie prime braccia alle seconde . 

De corpi veduti nella nebbia . 

Quelle cose le quali fian vedute nella nebbia si dimostre- 
ranno maggiori assai che la loro vera grandezza : e questo 
nasce , perchè la prospettiva del mezzo interposto infra 1' oc- 
chio e tale obietto non accorda il color suo con la magni- 
tudine di esso obietto , perchè tal nebbia è simile alla con- 
fusa aria interposta infra 1' occhio e X orizzonte in tempo se- 
reno , ed il corpo vicino alf occhio veduto dopo la vicinità 
della nebbia si mostra essere alla distanza dell' orizzonte , nel 
quale una grandissima torre si dimostrerebbe nunore che h 
predetto uomo stando vicino . 

Dell altezza degli edifizj veduti nella nebbia. 

O cella |)arlc del vicino edilizio si mostra più confusa, la 
quale è più remota da terra ; e questo nasce , perchè i)iù 
nebbia è infra rocchio e la cima dell' edifizio , che non è 
dalf occhio alla sua base . E la torre parallela veduta in 
lunga distanza infra la nebbia si dimostrerà tanto più sot- 
tile , quanto ella iia più vicina alla sua base . Questo nasce 
per la passala , che dice : la nebbia si dimostrerà tanto più 



232 

bianca , e più spessa , quanto ella è pia vicina alla terra , e 
per la seconda di questo , che dice : la cosa oscura parrà 
di tanto minor figura quanto ella fia veduta in campo di 
])iìi potente bianchezza . Adunque essendo p.iìi Lifinca la 
nebbia da piedi che da capo , è necessario , che 1' oscurità 
di tal torre si dimostri più stretta da piedi che da capo . 

Delle città ed altri edijizj veduti la sera 
o la mattina nella nebbia . 

Egli edifizj veduti in lunga distanza da sera o da mat- 
tina nella nebbia , o aria grossa , solo si dimostra la chia- 
rezza delle loro parti alluminate dal sole , che si trovano 
inverso 1' orizzonte , e le parti dei detti edifizj , che non sono 
vedute dal sole, restano quasi del colore di mediocre oscu- 
rità di nebbia . 

Perchè le cose piic alte nella distanza sono più oscure 

che le basse , ancorché la nebbia sia 

uniforme in grossezza . 



'eIIc cose poste nella nebbia , o altra aria grossa , o in 
vapore , o in fumo , o in distanza , quella fia tanto più nota , 
che sarà più alta : e delle cose di eguale altezza quella pare 
più oscura che campeggia in più oscura nebbia , come ac- 
cade air occhio h che vedendo a b e toni di eguale altez- 
za infia loro , vede e sommità della prima tori-e in r bas- 
sezza di due gradi di profondità nella nebbia , e vede la 
sommità tifila torre di mezzo b in un sol grado di nebbia , 
adunque e sommità si dimostra più oscura che la sommi- 
tà della torre b. {Fig35. Tav.VI.) 



233 

Delle macchie dell' ombre che appariscono 
ne corpi da lontano . 

Oiimpre la gola o altra perpendicolare drltlura clic sopra 
di se abbia alcun sporto sarà più oscura che la faccia per- 
pendicolare di esso sporto . Seguita che quel corpo si di- 
mostrerà pili allunìinato , che di maggior somma di un me- 
desimo lume sarà veduto . Vedi in a che non vi allumina 
parte alcuna del cielo f k ed in h vi allumina il cielo h k 
ed in e il ciclo g k ed in d il cielo f k integralmente . 
Adunque il petto sarà di pari chiarezza della fronte , naso , 
e mento. Ma quello che io ti ho a ricordare de' volti, è 
che tu consideri in cpu!gli come in diverse distanze si per- 
de diverse qualità d'ombre, e solo restano quelle prime 
juacchie, cioè delle incassature dell'occhio, ed altre sinn'li , 
e nel fine il viso rimane oscuro , perchè in quello si con- 
sumano i lumi , i quali sono j)icciola cosa a comparazione 
ileir oudjrc mezzane : per la qnal cosa a lungo andaic si 
consuma la f[ualità e quantità de' lumi ed onibie principa- 
li , e si confonde ogni qualità iji onderà mezzana . K que- 
sta è la causa che gli alberi, ed ogni corpo, a certa distan- 
za si dimostrano farsi in sé più oscuri che essendo c£uclli me- 
desimi vicino all' occhio . Ma j)oi 1' aria *'he s' interpone in- 
fra l'occhio e la cosa, fa che essa cosa si rischiara, e pen- 
de in azzurro : ma ])iutloslo azzurreggia lull' ombre , che 
nelle parti lunu'nosc , dove si jnostra più la v(-ritù de' colori . 
{FigM. Tav.ri.) 



SS 



234 

Perchè sul far della sera l ombre de'corpi generate 
in bianca parete sono azzurre . 

JLi ombre de' corpi generate dal rossor del sole virino 
all' orizzonte sempre fian azzurre : e questo nasce per l'unde- 
cima , dove si dice : la superficie di ogni corpo opaco parte- 
cipa del colore del suo obietto . Adunque essendo la bianchez- 
za della parete privata al tutto d' ogni colore , si tinge del 
colore de' suoi oijietti , i quali sono in questo caso il sole, e 
il cielo . E perchè il sole rosseggia verso la sera , ed il cie- 
lo si mostra azzurro , dove l' ombra non vede il sole , per 
r ottava dell' ombra , che dice : nissuu luminoso non vidde 
mai r ombre del corpo da lui illuminato , quivi sarà vedu- 
to dal cielo : adunque per la delta undecima , l' onibra de- 
rivativa avrà la percussione nella bianca parete di colore az- 
zurro , ed il campo d' essa ombra veduta dal rossore del so- 
le parteciperà del color rosso. [Fig.'ò'].Tav.PI.] 

Dove è più chiaro il fumo . 

L fumo veduto infra il sole e l' occhio sarà chiaro e lu- 
cido più che in alcuna parte del paese dove nasce . 11 me- 
desimo fa la polvere , e la neijbia , le quali , se tu sarai an- 
cora infra il sole e loro , ti parranno oscure . 



Della polvere . 



L. 



lA. polvere che si leva per il corso d' alcuno animale , 
quanto più si leva , più è chiara , e così più oscura , quan- 
to meno s' innalza , stante essa iulia '1 sole e 1' occhio . 



235 

Del fi Lino . 

JLr. rumo è più trasparente ed oscuro inverso gli estremi 
delle sue globulonze che inverso i suoi mezzi . 

Il lumo si muove con tanta maggior obliquità, quan- 
to il vento suo motore è più potente . 

Sono i fumi di tanti varj colori , quante sono le va- 
rietà delle cose che lo generano . 

I fumi non faranno ombre terminate , ed i suoi con- 
fini sono tanto meno noti , quanto essi sono più distanti 
dalle loro cause : e le cose poste dopo loro son tanto me- 
no evidenti , quanto i globi del fumo sono più densi , e 
tanto più son bianchi , quauto sono più vicini al j>rincipio , 
e più azzurri verso il fine. 

Jl fuoco ci parrà tanto più oscuro , cpianlo maggior 
sonmia di luiuo s" inter[)one infra l'occhio ed esso fuoco. 

Dove il fumo è più remolo, le cose sono da lui me- 
no occupate . 

Fa il paese con fumo a guisa di spessa ncbl)ia , nella 
quale si veda ftuni in diversi luoglii con le lor fiamme 
ne' principi idliiminatrici delle ])iù dense globulenze d'essi 
fumi , e i monti più alti , più sieno evidenti che le loro 
radici , come si vede fare nelle nebbie (*} . 

T^^arj precetti di pittura . 

JLi.\ superficie di ogni opaco partecipa tic! colore del 



(*) Era sotto di questo capitolo un rompimento di montagna , per 
dentro delle quali rotture scherzava fiamme di fuoco , disegnate di 
penna , ed ombrate di acquerella , da vedere cosa mirabile e vi\'a . 

(Mota nel Cod, yatic.) 

SS ^- 



2Ò(J 

SUO obiello , e tanto più quanto tal superficie si avvicina 
a uiaggioi' bianchezza . 

La superficie d' ogni opaco partecipa del colore del mez- 
zo trasparente interposto infi-a l' occhio ed essa superficie ; e 
tanto più , quanto esso mezzo è più denso , e con maggio- 
re spazio s' inteipone infia 1' occhio e la detta superficie . 

I termini de' corpi opachi fiano meno noti c^uanto sa- 
ranno più distanti dall' occhio che gli vede . 

Quella parte del corpo opaco sarà più ombrata o allu- 
minata , che fia più vicina all'ombroso che l'oscura, o al lu- 
minoso che r allunuiia . 

La superficie d' ogni corpo opaco partecipa del colore 
del suo obietto , uni con tanta o maggior o minor impres- 
sione quanto esso obietto sia più vicino o remoto , o di 
maggior o di minor potenza . 

Le cose vedute infra il lume e 1' ombre si dimostreran- 
no di maggior rilievo che quelle che son nel lume o 
neir ombre . 

Quando tu farai nulle lunghe distanze le cose cognite , 
e spedite , esse cose non distanti ma propinque si dimostre- 
ranno . Adunque nelle tue imitazioni fa che le cose abbia- 
no quella parte della cognizione cbe mostrano le distanze , 
E se la cosa che ti sta per obietto sarà di termini confusi 
e dubbiosi , ancora tu farai il simile nel tuo simulacro . 

La cosa distante per due diverse cause si mostra di 
confusi e dubbiosi teruiini , 1' una delle quali è che ella vie- 
ne per tanto picciolo angolo all' occhio j e si diminuisce tan- 
to , che ella fa l' uflicio delle cose minime , che , ancorché 
elle sicno vicine all' ucchio , esso occhio non può compren- 
dere di clic figura si sia tal corpo , come sono 1' unghie del- 
le dita, le fonuichc , e siiuili cose. La seconda è, che in- 



■.37 



fra r occhio e le t^se distanti s' interpone tanto cV aria clie 
ella si fa spessa e grossa , e per la sua hianchezza tinge 
l'ombre, e le vela della sua bianchezza, (; h* fa d'oscure 
d' un colore il quale è tra nero e bianco , (piale è azzurro . 

Benché per le lunghe distanze si perda la cognizione 
dell' esser di ntolte cose , nondimeno quelle che saranno 
alluminate dal sole si renderanno di più certa dimostrazio- 
ne , e r altre nelle confuse ombre parranno involte . E per- 
chè in ogni grado di bassezza l' aria acquista parte di gros- 
sezza , le cose che saranno più basse si dimostreranno più 
contuse , e cosi per il contrario . 

(Quando il sole fa rosseggiare i nuvoli dell' orizzonte , 
le cose che per la distanza si vestivano d'azzurro fiano par- 
tecijKmti di tal rossore : onde si farà ima mistione fra l' az- 
zurro ed il rosso , la quale renderà la camj>agna mollo al- 
legra e gioconda : e tutte le cose che fiano alluminare da 
tal rossore , che fiano dense , saranno molto evidenti , e ros- 
seggieranno : e 1' aria per esser trasparente ara in se per tut- 
to infuso tal rosseggiamento , onde si dimostrerà del rolor 
del fiore de' giglj . 

Scunpre quell'aria che; sta infia il sole e la terra , quan- 
do si leva o pone , fia pia occupatrice delle cose che sono 
dopo lei che nessun' altra parte d' aria : questo nasce per es- 
sere ella più Ijiancheggiante , 

Non siau iàlli lermini ne- piufili di un corpo che cam- 
peggi uno sopra un' altro , ma solo esso corpo per sé si 
spiccherà . 

Se il termine della cosa bianca si scontrerà sopra altre 
Cose bianche, se esso saia cimao, creerà termine oscuro per 
sua natura , e sarà la j)iù oscura parte che abbia la parie 
luminosa , e se campcggieià in luogo oscuro , esso termine 



2.38 
parrà la più chiara parte che al)l)ia la parte luminosa . 

Quella cosa parrà più remota e spiccata dall' altra che 
campeggierà in campo j)iù vario da sé . 

Nelle distanze si perdono prima i termini de' corpi che 
hanno colori simili , e che il termine dell' uno sia sopra 
dell' altro , come il termine d' una quercia sopra un' altra 
quercia simile . Secondo in maggior distanza si perderanno 
i termini de' corpi di colori mezzani terminati l' un sopra 
r altro , come alberi , terreno lavorato , muraglie , o altre ro- 
vine di monti o di sassi . Per ultimo si perderanno i ter- 
mini de' corpi terminati il chiaro nell' oscuro , e l' oscuro 
nel chiaro . 

Intra le cose di eguale altezza che sopra l' occhio sieno 
situate, quella che fia più remota dall' occhio sarà più bassa : 
e se sarà situata sotto 1' occhio , la più vicina a esso occhio 
parrà più bassa , e le laterali parallele concorreranno in un 
punto . 

Manco sono evidenti ne' siti lontani le cose che sono 
d' intorno ai tìumi , che quelle che da tali fiumi e paludi 
sono remole . 

Infra le cose di egual spcssi***rme , quelle che saranno 
più vicine all'occhio parranno più rare, e le più remote 
più spesse . 

L' occhio che sarà di maggior pupilla vedrà l' obietto 
di maggior figura . Questo si dimostra nel guardare un corpo 
celeste per un picciolo spiracolo fatto con l' ago nella carta , 
che per non poter operare di essa luce , senon una pic- 
ciola parte , esso corj)0 pare diminuire tanto della sua gran- 
dezza , quanto la j)arte della luce che lo vede è mancata 
del suo tutto . 

L' aria che è ingrossata , e s' interpone infra l' occhio e 



la cosa , ci rende essa cosa d' incerti e confusi termini , e fa 
esso obietto parere di maggior figura che non è . Questo 
nasce perchè la [ìrospettiva lineale non diniiin;i.-ce 1' angolo 
i ln' porta le sue spezie all' occhio , e la prospctti%a de' co- 
lori la spinge e rimuove in maggior distanza che ella non 
è , sicché r una rimuove dall' occhio , e 1' altra conserva la 



sua magnitudine 



(piando il sole è in occidente le nebbie che ricadono 
ingrossano l'aria, e le cose che non sono vedute dal sole 
restano oscure e confuse, e quelle che dal sole fiano allu- 
minale rosseggiano e gialleggiano , secondo che il sole si di- 
mostra all' uriz/oute . Ancora le cose che da questo sono al- 
luminate sono furte evidenti , e massime gli edillzj e case 
delle città e ville , perchè le loro ombre sono oscure , e pare 
che tale loro certa dimostrazione nasca di confusi ed incerti 
Ibndamenti, perchè ogni cosa è d'un colore, se non è ve- 
duta da esso sole . 

Quando il Sole è in occidente li nuvoli che infra lui e 
te si trovano alluminati di sotto, che vedono il sole , e gli 
altri di qua sono oscuri , ma di scuro rosseggiante , ed i 
tras[)arenti hanno poche ombie . 

La cosa alluminata dal sole è ancora alluminata dall' aria , 
in modo che si creano dna ombre, delle quali cpiella sarà 
più oscura, che avrà la sua linea centrale dritta al centro 
del sole . Sempre la linea centrale del lume primiti\o e de- 
rivativo fia con la linea centrale dell' ombie primili\c o de- 
rivati\ e . 

lìcllo spettacolo la il sole quando è in ponente, il qua- 
le alltnniiia tutti gli alti edihcj delle città, e castella, e gli 
alti alljeri delle campagne ^ e gli tinge del suo colore , e tut- 
to il resto da cpiivi in giù rimane di poco rilievo , perchè 



alo 

essendo solameale iillunùnato dall'aria hanno poca differen- 
za le ombre dai lumi , e per questo non spiccano troppo , 
e le cose che fia queste piìi s' innalzano sono tocche dai rag- 
gi solari , e come si è detto , si tingono nel loro colore , 
onde tu hai a torre del colore di die tu fai il sole , e qjii- 
vi ne hai a mettere in qualunque color chiaro con il qua- 
le tu allumini essi corpi. [Fig.3S.Tav.f^I.) 

Ancora spesse volte accade che un nuvolo parrà oscu- 
ro senza avere ombra da altro nuvolo da lui sepai-ato , e 
questo accade secondo il sito delf occhio , perchè dell' uno 
vicino si vede solo la parte ombrosa , e degli altri si vede 
l'orni (rosa e la luminosa. 

Infra le cose di eguale altezza , quella che sarà più ili- 
stante dall' occhio parrà più bassa . Vedi che il nuvolo pri- 
juo ancorché sia più basso che il secondo pare più alto 
di lui , come ci dimostra nella parete il tagliamento della 
j)iramide del primo nuvolo basso in j?i a del secondo più 
alto in il ììi . Questo nasce quando li par vedere ini mi\ olo 
oscuro più alto che un nuvolo chiaro per i raggi del sole 
o in oriente o in occidente. [Fig.Sg. e f^o.Tav.P^I.) 

Perchè la cosa dipìnta , ancorché ella venga alt occhio 

per quella medesima grossezza d' angolo che quella 

che è pia remota di lei , non pare tanto remota 

quanto quella della remozione naturale . 



'iciamo : io dipingo sulla parete una casa che abbia a 
parere distante un miglio , e dipoi io gnene metto allato 
una che ha la vera distanza di un mìglio , le quali cose 
sono in modo ordinate , che la parete taglia la piramide 



24 1 

con egual grandezza ; nientedimeno mai con due occhi parran- 
no di ■egual grandezza , né di e^ual distanza . [Fig.!{i. 2.1" li.) 

De' campi . 

JL Rincipalissinia parte della pittura sono i campi delle cose 
dipinte, nei quali campi i termini delle cose naturali che 
hanno in loro curvità convessa sempre si conoscono , e le 
figure di tai corpi in essi cani|)i , ancorché i colori de' cor- 
pi sieno del medesimo colore del jn-edetto campo . E que- 
sto nasce che i termini convessi de' cor[)i non sono allumi- 
nati nel medesimo modo , che dal medesimo lume è allu- 
minato il campo , perchè tal termine moke volte sarà piìi 
chiaro o più oscuro che esso can)po . Ma se un tal termi- 
ne è del color di tal campo , senza dubbio tal parte di 
pittura proibirà la jiulizia delle figuj e di tal termine , e c[ue- 
sta tale elezione di pittura è da essere schivata dagl'ingegni 
dei buoni pittori , eonciosiacchè 1' intenzione del pittore è 
di làr parere i suoi corpi di qua dai campi : e nel sopra- 
detto caso accade il contrario , non solo in pittura , ma 
nelle cose ancor di rilievo . 

Del giudizio che s' ha da fare sopra V opera 
d un pittore . 

Rima è che tu consideri le figure , se hanno il rilievo 
che si richiede al sito , ed il lume che 1' allumina ; che 
r ombre non sieno quelle medesime negli estremi dell' isto- 
ria che nel mezzo , perchè altra cosa è l' essere circondato 
dall'ombra, ed altra aver l'ombra da un solo lato . Quelle 
sono circondate dall' ombra , che sono verso il mezzo dell'isto- 

h h 



ria , perchè sono adombrate dalle figure interposte fra loro 
ed il lume : e quelle sono adombrate da un solo lato , le 
quali sono interposte infra il lume e l'istoria, perchè dove 
non vede il lume , vede f istoria , e vi rappresenta l' oscu- 
rità d' essa istoria , e dove non vede 1' istoria , vede lo splen- 
dor del lume , e vi si rappresenta la sua chiarezza . 

Secondaria è che il seminamento , ovvero compartizio- 
ne delle figure , fia secondo il caso del quale tu vuoi che 
fia essa istoria . 

Terzo che le figure sieno con prontezza intente al loro 
particolare . 

Del rilievo delle Jìgure remote dall' occhio . 

^uel corpo opaco si dimostrerà essere di minor rilievo , il 
quale sarà più distante dall' occhio , e questo accade perchè 
r aria interposta fra l' occhio ed esso corpo opaco , per es- 
ser ella cosa chiara più che l' ombra di tal corpo , corrom- 
pe essa ombra , e la rischiara , e gli toglie la potenza della 
sua oscurità , la qual cosa è causa di fargli perdere il suo 
rilievo . 



De' termini de' membri alluminati 



I 



L termine di quel membro alluminato parrà più oscuro 
che sarà veduto in campo più chiaro, e così parrà più chiaro 
che fia veduto in campo più oscuro . E se tal termine fia 
piano , e veduto in campo chiaro simile alla sua chiarezza , 
il termine fia insensibile . 



243 

De' termini . 

toriuini delle cose seconde non saranno mai cogniti come 
i primi . Adunque tu , pittore , non terminare inmicdiate le 
cose quarte con le quinte , come le prime con le seconde , 
perchè il ternane d'una cosa in un'altra è di natura di li- 
nea matlematica , ma non linea ; perchè il termine d' un co- 
lore è principio d' un' altro colore , e non ha da essere però 
detta linea , [)erchè nissuna cosa s' intramctte infra il termi- 
ne di un colore che sia anteposto ad un altro colore , se 
non è il termine , il quale è cosa instjisibile dapjuesso ; 
adunque tu , pittore , non la pronunziare nelle cose distanti . 

Della incarnazione , e cose remote dall' occhio . 

i; bbonsi per il pittore porre nelle figure , e cose remote 
dall' occhio , solamente le macchie non terminate , ma di con- 
fusi termini , e sia fatta 1' elezione di tai figine quando è nu- 
volo , o in sulla sera, e soprattutto guardisi, come ho det- 
to , dai lumi ed ondjre terminale , ])(!rchè j)ajono poi tinte 
quando si vedono da lontajio , e riescono poi opeie dillicili 
e senza grazia . E ti hai a ricordare che 1' ombre mai sicno 
di qualità , clic per la loro oscurità tu abbia a perdere il co- 
lore ove si causano , se già il luogo doM' i corpi sono situa- 
ti non fosse tenebroso ; e jioii fai- ])rolili , non distìlar ca- 
j)elli , non dar lumi bianchi , se non nelle cose bianche , e 
che essi lumi abbiano a dimostrare la j tri ma bellezza del co- 
lore dove si posano . 

J^arj precetti di pittura . 

termini e figura di qualunque parte de' corpi ombrosi 

hh a 



244 

male si conoscono nell' ombre , e ne' lumi roro , ma nelle 
paiti iiiierposte infra i lumi e 1' ombre di essi corpi sono in 
primo grado di notizia . 

La prospettiva , la quale si estende nella pittura , si divi- 
de in tre parti principali , delle quali la prima è della di- 
miimzione che fanno le quantità de' corpi in diverse distan- 
ze . La seconda parte è quella che tratta della diminuzione 
de colori di tai corpi . La terza è quella che diminuisce la 
notizia delle figure , e de' termini che hanno essi corpi in 
varie distanze . 

L' azzurro dell' aria è di color composto di luce e di 
tenebre , la luce dico per causa dell' aria illuminata nelle par* 
ticole dell' lunidità infra essa aria infusa . Per tenebre dico 
r aria pura , la quale non è divisa in atomi , cioè particole 
d' umidità , nella quale abbiano a percuotere i raggi solari. . 
E di questo si vede 1' esempio nell' aria che s' interpone ìiir 
fra l'occhio e le montagne ombrose per 1' ombra della gran 
copia degli alberi che sopra essa si trovano , ovvero ombro- 
sa in quella parte che non è percossa dai raggi solari , la 
qual aria si fa azzurra , e non si fa azzurra nella parte sua 
luminosa , e mollo meno nella jjarte coperta di neve . 

Fra le cose egualmente oscure , e di egual distanza , 
quella si dimostrerà esser più oscura che terminerà in [)iù 
bianco campo , e così per il contrario . 

Quella cosa che fia più dipinta di bianco e nero ap- 
parirà di miglior rilievo che alcun' altra . Però ricordati , 
pittore , di vestire le tue figure di color più chiaro che tu 
puoi : che se le farai di colore oscuro , fiano di poco rilie- 
vo e di j)oca evidenza da lontano , e questo perchè l' om- 
bre di tutte le cose sono oscure ; e se farai ima veste oscu- 
ra , poco di\ ario fia dal lume all' ombra ; e ne' colori chiari 
vi fia diffeienza . 



24^ 



Perchè di due cose di pari f^randezza porrà maggiore 
la dipinta cìte quella di rilici'o . 



Lesta ragione non fia di facile diniostraziojic , come mol- 
le alile , ma pure m' ingegnerò di sodisfare se non in lulto 
almeno in quel tanto che più potrò . La prospettiva dimi- 
nuita ri dimostra })er ragione che le cose quanto più son 
lontane tlall' occhio più diminuiscono, e queste ragioni ben 
sono conferme dall' esperienza ; adunque le linee visuali che 
si tro\ano infra l'obietto e l'occhio quando s'estendono 
alla superfìcie della ])ittura tulle si tagliano a un medesimo 
termine, e le lince che si trovano infra l'occhio e la scol- 
tura sono di varj termini e lunghezze . Quella linea eh' è più 
lunga s' estende sopra un membro più lontano che gli altri , 
e però quel membro pare minore , essendovi molte linee più 
lunghe che le altre ; e per ragione che nelle molte paitico- 
le j)iù lontane 1' una che 1' altra , essendo più lontane con- 
viene eh' apparischino minori , apparendo minori vengono a 
fare pel loro diminuire minore tutta la somma dell' obietto . 
E questo non accade nella pittura per le linee terminate 
ad una medesima distanza, che conviene sieno senza dimi- 
nuzione . x\dunque le jiarticole non diminuite non dimiiaii- 
scono la somma dell' obietto , e per questo non diminuisce 
la pittura come la scoltma , 

Perchè le cose ritratte perfettamente dal naturale 

non pajono del medesimo rilievo qual pare 

esso naturale . 

Mpossibile è che la pittura imitata cou' somma perfezione 
di liueameuli , ombre , lumi , e colore, possa parere del me- 



desinio rilievo qual pare esso naturale , se già tal naturale 
in lunga distanza non è veduto da un sol occhio . Provasi : 
sicno gli occhi a b i quali veggano 1' obietto e col concorso 
delle lince centrali degli occhi a e e è e , dico che le linee 
laterali di essa centrale vedono dietro a tal obietto lo spa- 
zio ^ ^ e r occhio a vede tutto lo spazio f ci (d Y occhio b 
vede tutto lo spazio g e . Adunque i due occhi vedono di 
dietro all' obietto e tutto lo spazio f e per la qual cosa tal 
obietto e resta trasparente , secondo la definizione della tras- 
parenza , dietro la quale niente si nasconde : il che interve- 
nir non può a quello che vede con un sol occhio un' obiet- 
to maggiore di esso occhio . E per quello che si è detto 
possiamo conchiudere il nostro quesito , perchè una cosa di- 
pinta occupa tutto lo spazio che ha dietro a se , e per nes- 
suna via è possibile veder parte alcuna del campo ch'è dentro 
la linea sua circonferenzlale diretro a sé . (/^/jO'.42.7<r/w./^//,) 

Qual pare più rilevato , o il rilievo vicino alV occhio , 
o il rilievo remoto da esso ocelli o . 

Hi corpo opaco si dimostrerà di maggior rdievo , il qua- 
le Ila più vicino all'occhio, e per conseguenza il più re- 
moto si diniosti-erà di minor rilievo , cioè meno s})iccato 
dal suo canq)0 . Provasi e sia p la fronte dell' oljbietto p h 
eh' è più vicino all' occhio a che non è n fronte dell' ob- 
bietto n ni , ed il campo dp è quello che si debbe vedere 
dopo li primi due detti obbietti dall' occhio a . Ora noi ve- 
diamo r occhio a che vede di là dall' obbietto p h tutto il 
campo d f e non vede dopo il secondo obbielio n ni se 
non la parte del campo d g . Adimque diremo , che tal pro- 
porzione fia da dimostrazione a dimostrazione del rilievo 



delli due obbietti , qual' è da campo a campo , cioè dal 
campo d g a\ campo df, [Fig.'^'Ò.Tav.P^H.) 



\ 



Precetto , 



ìe cose di rilievo dappresso viste con un sol occhio 
parranno simili ad una perfetta pittura . 

Se vedrai con l' occhio a b ì\ punto e parratti esso 
punto e in d f., e se lo guardi coli' occhio solo g parratti 
h in ni / e la pittura non ara mai in sé queste due varietà . 
{Fìg.k\.TaxKVn.) 

Di far che le cose pajano spiccate da' lor campi , 
cioè dalla parrete dove sono dipinte . 



LvJLoIlo più rilievo mostreranno le cose nel campo chiaio 
e alluminato che nell' oscuro . La ragione di quel che si pro- 
pone è , che se tu vuoi dar rilit^vo alla tua figura , tu lui 
che quella parte del corpo che e piìi remota dal lume man- 
co partecipi di esso lume , onde viene a rimanere ])iù oscu- 
ra , e terminando poi in campo scuro , viene a cadere in 
confusi termini ; per la qual cosa , se non vi accede rifles- 
so , r opera resta senza grazia , e da lontano non appariscono 
se non le parti luminose, onde conviene che l' osctue paja- 
no esser del campo medesimo , e così le cose pajono tagliate , 
e rilevale tanto meno del dovere , cpianto il campo è oscuro. 

Precetto . 



Iv: figure iiaimo più grazia poste ne' lumi luiiversali che 
ne' particolari e piccioli, perchè i gran liuni e polenti abbrac- 
ciano i rilievi de' corpi , e 1' opere fatte in lui lumi apparis- 



cono ila lontano con grazia, e quelle che sono ritratte a lumi 
])iccioli , pigliano gran somma d'ombra, e simili opere fatte 
con tali ombre mai appariscono da' luoghi lontani altro 
che linte (i33) . 

Come le figure spesso somigliano 
alli loro maestri . 

uesto accade che il giudizio nostro è quello che muove 
la mano alle creazioni de lineamenti di esse figure per di- 
versi aspetti insino a tanto , eh' esso si satisfaccia ; e perchè 
esso giudizio è una delle potenze dell' anima nostra , con 
quale essa compose la forma del corpo , dov' essa abita se- 
condo il suo volere ; onde avendo colle mani a rifare un 
Corpo umano , volontieri rifa quel corpo , di eh' essa fu prima 
inventrice . E di qui nasce che chi s' innamora , volontieri 
s innamora di cose somiglianti . 

Del figurar le parti del mondo . 

I^vrai avvertito ancora, che ne' luoghi marittimi, o vicini 
a quegli volti alle parti meridionah , non facci il verno fi- 
gurato negli alberi o prati , come nelle parti remote da essi 
mari e settentrionali faresti , eccetto negli alberi , i quali 
ogni anno gittano ioglie . 

Del figurar le quattro parti de' tempi dell' anno , 
o partecipanti di quelli . 

\ eU' autunno farai le cose secondo l' età di tal tempo , cior 
nel principio cominciano ad impallidir le foglie degli albe- 



249 

ri ne' più vccchj rami , più o meno secondo che la pianta 
è in luogo sterile o fertile : e non far come molti , che 
fanno tutte le sorti degli alberi , ancorché da se sieno egual- 
mente distanti , di nna medesima qualità di verde . Così il 
colore de' prati , sassi , e pedali delle predette piante varia 
sempre , perchè la natura è variabile in inlìnito , non che 
nelle specie , ma nelle medesime piante trovarà varj colori : 
cioè nelle vimene son pili belle e maggiori le foglie , che 
negli altri rami . Ed è tanto dilettevole natura e copiosa nel 
variare , che infra gli alberi della medesima natura non si 
trovarebbe nna pianta che appresso simigliasse all'altra, e 
non che le piante , ma li rami , o foglie , o frutti di quelli 
non si troverà uno che precisamente somigli a un' altro . 
Sicché abbi tu avvertenza, e varia quanto più puoi. 

Del vento dipinto . 

Ella figurazione del vento, oltre il piegar dei rami, ed 
arrovesciar delle foglie inverso 1' avvenimento del vento , si 
dee figurar il rannugolamento della soltil polvere mista con 
r intorbidala aiia . 

Del principio ci una pioggia . 

i\ pioggia cade infra I' aria , quella oscurando con lucida 
cura , j)igliando dall' uno de' lati il lume del sole , e l' om- 
bra dalla parte opposta , come si vede fare alle nebbie , ed 
oscurasi la terra , a cui da tal pioggia l' è tolto lo splendor 
del sole : e le cose vedute di là da essa sono di confusi , 
e non Intelligibili termini , e le cose che saranno più vici- 
ne all'occhio tiano più note : e più note saranno le cose 



25o 

vedale nella pioggia ombrosa , che quelle nella pioggia al- 
luminata . E questo accade perchè le cose vedute nell' om- 
brose pioggie, solo perdono i lumi principali , ma le cose 
che si veggono nelle luminose ])erdono il hime e l'ombra, 
perchè le parti luminose si mischiano con la luminosità 
dell'alluminata aria, e le parti ombrose sono rischiarate dalla 
medesima chiarezza della detta aria alluminata (*) . 

Della disposizione di una fortuna di venti 
e di pioggia . 

Y Edesi r aria tinta di oscura nuvolosità negli apparecchj 
delle procelle , ovvero fortune del mare , le quali sono mis- 
chie di pioggie, e di venti con serpeggiamenti dclli tortuosi 
corsi delli minaccianti folgori celesti , e le piante piegate a 
terra colle arrovesciate foglie sopra li declinanti rami , le 
cjuali pareno voler fuggire dalli lor siti , come spaventate 
dalla percussione degli orribili e spaventosi voli de' venti , 
fra li quali s' infondono li revertiginosi corsi della turbu- 
lenta polvere ed arena delli liti marini , l' oscuro orizzonte 
del cielo si fa campo di fumolcnti nuvoli , li quali percossi 
dalli solari razzi penetrati per le opposite rotture de' nuvoli 
percuotono la terra quella alluminando setto le lor percus- 
sioni , li venti persecutori della polvere quella con gruppo- 
lenti globbosità levano a balzo infra V aria con colore cine- 
ruleo mista colli rosseggiami razzi solali di quella penetra- 



(*) Era a megglo questo capitolo una ciltade , in iscorto della quale 
cadala una pioggia rischiarata a loco a loco dal fole , tocca d'acque- 
rella , cosa bellissima da vedere , pur di man propria dell' autore . 
( Nota H:l CoJ. FaCic. ) 



25l 



tori . Gli animali spaventati senza guida discorrano a rote 
a rote per diversi liti , li tuoni creati nello globulose nu- 
vole scacciano da sé le influiate saette , la luce delle quali 
allumina le ombrose campagne in diversi luoghi . 

Dell' ombre fatte da' ponti sopra le loro acque. 

JLj ombre de' ponti non saranno mai vedute sopra le loro 
acque , se prima l'acqua non perde T uflizio dello specchia- 
re per conto di torbidezza . E questo si prova , perchè 1' ac- 
qua chiara è di superficie lustra e pulita , e specchia il ponte 
in tutl' i luoghi interposti infra eguali angoli infra l'occhio 
ed il ponte , e specchia l' aria sotto il i)onle , dove debba 
essere 1' ombja di tal ponte, il che non può far l' accpia 
torbida , perchè non specchia , ma ben riceve 1' ombra , co- 
me farebbe una strada polverente . [FìgJ\'j.l\n'.flI.) 

Delli simulacri chiari o scuri che s imprimeno sopra 

li luo£^hi ombrosi e luminati posti infra la 

supeificie ed il fondo delle acque chiare . 

\Juando li siniolacri degli obbietti oscuri o luminosi s' im- 
primeno sopra le parti oscure e alluminate delli corpi in- 
terposti infra il fondo disile acque e la superficie, allora le 
parti ombrose di essi coipi si faranno più scure , che ficn 
coperte dalli siniolacri oml)iosi . E il simile faranno le loro 
parti luminose, ma se sopra le parti ombrose e luminose 
s'imprimeranno li simolacri linuinosi , allora le parti allu- 
minate de' predetti corpi si faranno tli maggior chiarezza, e 
le loro ombre perderanno la loro grande oscurità . E questi 
tali corpi si dimostreranno di minore ribes o, che li corpi 



111 



232 



percossi dalli simolacri oscuri . E questo accade , perchè 
Gom' è detto , li simolacri ombrosi aumentano le ombre dei 
corpi ombrosi , li quali ancora che sieno veduti dal sole , 
che penetra la superhcie dell' acqua , e facciansi colle loro 
ombre forse differenti dalli lumi di essi corpi , e gli s' ag- 
giunge l'ombra coli' oscurità del simolacro oscuro , che si spec- 
chia nella pelle delle acque . E così si aumenta tale ombra 
di essi corpi facendosi più oscura . Ed ancora che tal simo- 
lacro oscuro l>iuga di sé le parti alluminate di tali corpi 
sommersi , non gli manca la chiarezza che gli dà la percus- 
sione delli razzi solari , la quale ancora eh' ella sia alquanto 
alterata da esso simolacro oscuro poco nuoce , perchè gli è 
tanto il giovamento , che lui dà alle parti ombrose , che li 
corpi sommersi hanno più rilievo assai , che quelli che sono 
alterati dal simolacro luminoso , il quale ancora che rischia- 
ri le loro ])arti alluminate , siccome le ondjrose , 1' alterazioni 
di esse parti ombrose sono di tanta chiarezza , che tali cor- 
pi sommersi in tal sito si diuiostrano di [)0C0 rilievo . Sia 
che il pelago n m t u abbia giara , o erbe , o altri corpi om- 
brosi nel fondo della chiarezza della sua acqua , la quale 
pigli li suoi bulli dalli razzi solari, ch'escono dal sole f/ , e 
eh' una parte di giara abbia sopra di sé il simolacro oscu- 
ro , il quale si specchia nella superficie di tale acqua , e che 
un'altra parte di giara abbia sopra di sé il simolacro delf aria 
h e s ììi ^ dico che la giara coperta dal simolacro oscuro sarà 
più visibile , che la giara eh' è coperta dalla chiarezza del 
simolacro chiaro , e la cagione n è che la parte percossa dal 
simolacro oscuro è più visibile che quella , eh' è percossa 
dal simolacro alluminato , perchè la viilù visiva è superata 
ed offesa dalla parte alluminata dell' acqua per 1' aria che in 
lei si specchia , e così è aumentata tal virtù visiva dalla par- 



2 53 

te oscurata di essa acqua , e iti questo caso la popilla dell'oc- 
chio non è d' uniforme virtù , perchè da un lato è offesa 
dal troppo lume, e dall'altro aumentata dall'oscuro. 

Adunque quel eh' è detto di sopra non nasce se non 
da cause remote da tali acque , e da tali siinolacri , perchè 
sol tal cosa nasce dall' occhio , il quale è offeso dallo splen- 
dore del simolacro dell'aria, ed è aumentato dall' altra par- 
te dal simolacro scuro , (^FigJ^G. Tav.P'II.) 

Dell' acqua chiara è trasparente il fondo 
fuori della superficie . 

J_j acqua che per la sua trasparenza si vede in fondo , si 
dimostrerà tanto più spedito esso fondo , quanto l' acqua 
sarà di più tardo moto . E questo accade perchè le acque 
che son di tardo moto , hanno la superficie sanz' onde , per 
la sua planizia superficiale si vedono le vere figure delle 
giare ed arena poste in fondo di esse acque . E questo in- 
tervenire non può all' acqua di veloce moto , per causa 
dell' onde che si generano nella superficie , per le quali on- 
de avendo a passare li simolacri delle varie figure delle giare , 
non le possono portare all' occhio per le varie obliquità del 
lati, e fronti dell'onde, e curvità, e lor sommità, ed in- 
tervalli as[)ortano li simolacri fuori del retto nostro vedere , 
e tortesi le rette lince de' loro simolacri a diversi aspetti ci 
mostrano confusamente le lor figure . E questo è dimostrato 
n(;gli spccchj flessuosi, cioè specchj misti di rettitudine, 
convessità, e concavità, {Fig.\']. Tav.FII.) 



254 

Della schiuma dell acqua . 

JLiV scliiuma dell' acqua si dimostrerà di minor bianchezza , 
la quale fia più remota dalla superficie dell' acqua . E que- 
sto si prova per la quarta di questo die dice : il naturai 
colore tìella cosa sommersa si tramuterà più nel colore ver- 
de dell' acqua , la quale ha jnaggior somma di acqua sopra 
di se . 

Precetti di pittura . 



IK prospettiva è briglia e timone della pittura . 
La grandezza della figura dipinta dovrebbe mostrare ià. 
che distanza ella è veduta . 

Se tu vedi una figura grande al naturale , sappi che si 
dimostrerà essere dappresso all' occhio . 

Precetti . 

l^Empre l' umbilico è nella linea centrale del petto che è 
da esso bilico in su , e così tien conto del ])cso accidenta- 
le dell' uomo , come del suo peso naturale . Questo si di- 
mostra nello stendere il braccio , che il pugno posto nel suo 
estremo fa 1' uffizio che far si vede al contrapeso posto 
neir estremo della stadera ; onde per necessità si gitta tanto 
peso di là dall' ombellico , quanto è il peso accidentale del 
pugno , ed il calcagno conviene che s'innalzi . [Fig.!\&. T.VII.^ 

Delli dieci (}fflcj dell occhio tutti appartenenti 
alla pittura . 

JLiv pittura si estende in tutt' i dicci ofRcj dell' occhio : 



255 

cioè tenebre , luce , corpo , colore , figura , sito , remozioae , 
propinquità, moto, e quiete. De' quali uIHcj sarà intessuta 
questa mia piccola opera , ricordando al pittore con che re- 
gola e modo dehhe imitare colla sua arte a tutte queste co- 
se , opera di natura ed ornamento del mondo (34). 

Della statua » 

Ì^E vuoi fare una figura di marmo , fanne prima una di 
terra, la quale poi che sarà finita , e secca, niellila in luia 
cassa che sia ancora capace , dojio la figura tratta d*^ esso luo- 
go , a ricever il marmo che vuoi scolpirvi dentro a simi- 
litudine di quella terra . Poi messa la figura di terra den- 
tro ad essa cassa , abbi bacchette , che entrino appunto per 
i suoi buchi , e spingile dentro tanto per ciascun buco , 
che ciascuna bacchetta bianca tocchi la figura in dixersi 
luoghi , e la parte d' esse bacchette che rcsia fuori della cas- 
sa tingi di nero , e fa il contrasegno alla bacchetta , ed al 
suo buco , in modo che a tua posta si scontri , e trarrai 
dalia cassa la figura di tt ira , e mettivi il tuo pezzo di mar- 
mo , e tanto leva dal marmo che tutte le tue bacchette si 
nascondino sino al loro segno in delti buchi : e per poter 
far meglio questo , là che tutta la cassa si possa levare in 
alto , ed il fondo d' essa cassa resti sempre sotto al marmo , 
ed a questo modo ne potrai levar con i ferri con gran 
facilità (35) . 

Del far una pittura d' eterna vernice . 

ipiiigi la tua pittura sopra della carta tirata in telajo ben 
delineata e piana , e poi dà ima buona e grossa imprimi- 



256 

tura di pece e mattone ben pesto: di poi dà l' imprimitu- 
ra di biacca e giallolino , poi colorisci , e poi vei'nicia d'olio 
vecchio chiaro e sodo , ed aj)piccalo al vetro ben piano . 
Ma è meglio far un quadro di tena ben vetrialo , e l' im- 
primitura di biacca e giallolino, e [)0Ì colorisci, e vernicia , 
poi appicca il vetro cristallino con la vernice ben chiara a 
esso vetro : ma fa prima ben seccare in stufa oscura esso 
colorito , e poi vernicialo con 1' olio di noce ed ambra , ov- 
vero olio di noce rassodato al sole . Se vuoi fare vetri sot- 
tili e piani gonfia la voce infra due tavole di bronzo o di 
marmo lustrate , e tanto le gonfia che tu le schioppi col 
fiato . E saranno piani e sì sottili , che tu piegherai il ve- 
tro , il quale poi sarà appiccato colla vernice alla pittura . 
E questo vetro per essere sottile non si romperà per alcu- 
na percussione . Puossi ancora tirare in longo ed in largo 
una piastra infuocata sopra infuocato fornello (36^ . 



ì 



Modo di colorir in tela . 

Etti la tua tela in telaro , e dagli colla debole , e lascia 
seccare , e disegna , e dà f incarnazione con pennelli di se- 
tole , e così fresca farai l' ombra sfumata a tuo modo . 
L' incarnazione sarà biacca , lacca , e giallolino : 1' ombra sarà 
nero , e majorica , e un poco di lacca , o vuoi lapis duro . 
Sfumato che tu hai , lascia seccare , poi ritocca a secco con 
lacca e gomma, stata assai tempo con T aqua gommata in- 
sieme liquida , che è migliore , perchè fa 1' uffizio suo senza 
lustrare . 

Ancora per fare l'ombre più oscure, togli lacca gom- 
mata sopradetta , ed inchiostro , e con questa ombra puoi 
ombrare molli colori, perchè è trasparcnic: e poi ombrare 



l'azzurro, lacca, e diverse ombre, dico perchè diversi lumi 
ombrerai di lacca semplice gouimata sopra la lacca senza 
tempera , ovvero sopra il cinabro temperato e secco . 

De' fumi delle Città . 

I [ fumi sono veduti meglio e più spediti nelle parti orien- 
tali , che nelle occidentali stando il sole all' oriente . E que- 
sto nasce per due cause . La prima che il sole traspare colli 
suoi razzi nelle particule di tal fumo , e le rischiara , e falle 
evidenti . La seconda è che li tetti delle case veduti all'orien- 
te in tal tem})0 sono ombrosi , perchè la loro obliquità non 
può essere alluminata dal sole . E il simile accade nella pol- 
vere , e r una e 1' altra è tanto più luminosa , quanto ella 
è più densa , ed è più densa inverso il mezzo . 

Del fumo , e polvere . 

OTando il solo all' oriente il fumo delle città non sarà ve- 
duto all' occidente , perchè esso non è veduto penetrato dalli 
razzi solari , né veduto in campo scuro , perchè li letti delle 
case mostrano all' occhio qiiella medesima parte che si mo- 
stra al sole , e per questo camj)© chiaro tal fumo poco si vede . 
Ma la j)olv(re iu simile aspetto si dimostra oscura piuc- 
chè il fumo, per esser lei di materia più densa che il fumo, 
rh' è materia umida , 

Precetto della prospettiva in pittura . 

X^uando tu non conoscerai varietà di chiarezza o di oscu- 
rità infra 1' aria , allora la prospettiva dell' ombre fia scaccia- 



258 
ta dalla tua imitazione , e solo ti hai a valere della pros- 
pettiva della diminuzione de' corpi ^ e della diminuzione de' co- 
lori , e del diminuire della cognizione delle cose all' occhio 
contraposte : e questa fa parere una medesima cosa più re- 
mota , cioè la perdita della cognizione della figura di qua- 
lunque obietto . 

L' occhio non avrà mai per la prospettiva lineare , senza 
suo moto , cognizione della distanza che è fra 1' obietto ed 
un' altra cosa , se non mediante la prospettiva de' colori . 

U occhio posto in alto , che vede 
degli obbietti bassi . 

'uando l'occhio posto in alto sito vederà le alte cime 
de monti insieme colle loro base , allora li colori delle cime 
de' monti parranno più distanti colli colori della loro base . 
Provasi per la quarta di questo che dice : infra li colori di 
eguale natura il più remoto si tinge più del colore del mez- 
zo interposto infra lui e l'occhio che lo vede . Seguita eh' es- 
sendo le base de' monti vedute per più grossa aria , che le 
lor cime , eh' esse base parranno più remote dall' occhio , 
eh' esse cime , le quali sono vedute dal medesimo occhio 
per r aria più sottile . Sia dunque 1' occhio posto nell' altez- 
za a il quale vede la sommità del monte b dopo la inter- 
posizione dell' aria a b e vede la base d del medesimo monte 
dopo l'aria ad spazio più breve che Y a b per essere essa 
aria a d più grossa che 1 aria a Z» , la base dc\ monte coni' è 
detto parrà più distante che la sua cima. [Fig^ig. Tav.p IL) 



2% 

V occhio posto in basso che vede degli 
obietti bassi ed alti . 

ÌYJLa. quando 1' occhio posto in basso sito vedcrà la base 
de' monti e le loro cime , allora li colori di esso monte sa- 
ranno assai men noti che quelli degli antecedenti . E questo 
accade perchè tale cima e base di monte è veduta di tanta 
maggiore grossezza che le anzidette , quanto V occhio che la 
vede è situato in più basso luogo , il quale occhio sia n e 
la cima e la base del monte sia o p . Adunque essendo la 
linea visuale p n nella seconda figura più bassa che la vi- 
suale della seconda figura a , egli è necessario , che il co- 
lore della base della seconda dimostrazione sia più variata 
dal suo naturale colore , che la base della prima dimostra- 
zione , ed il medesimo s' intende aver detto delle cime 
de' monti . [Fig.So. Tav.VH.) 

Perchè si dà il concorso di tutte le spezie 
che vengono all' occhio ad un sol punto . 

elle cose di egual grandezza in varie distanze situate la 
più remota sarà veduta sotto minore angolo -^bdc eguale 
al e e , ma e e viene all' occhio per tanto minore angolo che 
b d, quanto egli è più remoto dal punto a , come mostra 1' an- 
golo e a e al rispetto dell' angolo b a d . (^Fig.lji. Tav.f^'Il.) 

Delle cose specchiate nelV acqua . 

'eUc cose specchiate nel!' acqua quella sarà più simile in 
colore alla cosa specchiata , la quale si specchia in acqua 
più chiara . 



26o 

Delle cose specchiate in acqua torbida . 

^£inj)re le cose specchiate in acqua torba partecipano del 
colore di quella cosa , che intorbida tale acc{ua . 

Delle cose specchiate in acqua coibente . 

'eIIc cose specchiate in acqua corrente il simolacro di 
quella cosa si dimostrerà tanto più lungo , e di confusi ter- 
mini , il quale s' imprimerà in acqua di più veloce corso . 



Della ìiatura del mezzo interposto infra 
V occhio e V obietto . 



I 



L mezzo interposto infra l' occhio e 1' obietto è di due 
quantità : cioè o egli ha superficie come 1' acqua e il cri- 
stallo , od altra cosa trasparente , od egli è sanza superficie 
comune, come l'aria che si appoggia alla superficie de' cor- 
pi che dentro a lei s' inchiudono , la quale aria non ha in 
sé superficie continua se non nel termine inferiore e su- 
periore . 

Effetti del mezzo circondato da 
superjicie comune . 

JLl mezzo circondato da superfìcie comune non rende mai 
all' occhio r obietto che sta dopo sé nel suo vero sito . Pio- 
vasi e sia il cristallo di superficie paralelle o r per il quale 
l'occhio a vede la metà dell'obietto ng che sta dopo lui : 
cioè //. m per la parte del cristallo b o , e' vede il rimanen- 
te dell'obietto m g per l'aria che sta sotto il cristallo, e 



per la settima del quarto la linea della parte superiore 
dell' obietto n si piega nello introito del cristallo , e Ci la 
linea n b a ^ e la linea della parte inferiore rn g questa è 
veduta nel suo vero sito per la settima del quarto , come 
si mostra nelle linee, elie passano per l'aria sotto il eri- 
stallo in m g a . Adunque 1' una metà dell' olìietto n in 
cresce nel cristallo Z» o e l' altra metà diminuisce uell' aria , 
che sta sotto il cristallo in o p. [Fig.52. Tav.f^II.) 

Degli obietti . 

Vitella parte dell'obietto sarà più alluminata che fìa più 
propinqua al luminoso che l' allumina . 

La similitudine delle cose in ogni grado di distanza 
perde i gradi di j)oten/.a , cioè quanto la cosa sarà più re- 
mota dall' occhio , sarà tanto meno penetrabile infra 1' aria 
«•on la sua similitudine . 

Della diminuzione de' colori e corpi . 

li^ia osservata la diminuzione delle qualità de' colori insie- 
me con la diminuzione de' corpi ove si applicano . 

Dell' interposizione de' corpi trasparenti 
infra l occhio e V obietto . 

\^uanto maggiore fia l'interposizione trasparente infra l'oc- 
chio e l'obietto tanto più si trasmuta il colore dell'obietto 
nel colore del trasparente interposto . 

Quando l'obietto s'interpone fra l'occhio ed il lume, 
|)fi' la linea ccMitrale che si estende Ira il centro del lume 
e f occhio , allora tal obietto lia totalmente privato di lume . 



lui 



LIBRO QUARTO, 



de' panni , E MODO DI VEST:r LE FIGURE CO:^ GRAZIA , 
E DEGLI ABITI E NaTURE DE PA>M . 



De' panni che vestono i? Jimire , 

JLi panni che vestono le figure deibono mostrare di essere 
abitati da esse figure . Con breve circuizione mostrare 1' at- 
titudine , e moto di tale figuia , e fuggire le confusioni di 
molle pieghe, e massime sopra 'lievi , acciocché sieno cogniti . 

Delle maniere rotte \ salde de panni 
che vestono W figure . 

I panni che vestono le figur debbono avere le pieghe 
salde o rotte secondo la qualità ^1 panno sottile o "rosso 
che tu vuoi figurare . E puoi use nelli componimenti del- 
le Storie dell' una e dell' altra ste per satisfare a' diversi 
giudizj . 



u 



Del vestire le figur^on grazia . 

I 
sa nelli tuoi panni quella pa| che circonda la fi^nrr 



che la mostri il modo dell' attilline sua 



^ura , 



, e quelle j)arti , 



che restano fuori di quella , adorij a modo volante e spar 



so , come si (.lira . 



26\ 

Velli panni , che f estono le figure , 
e pieghe loro . 

Li panni che vestono le figme debbono avere le loro pie- 
ghe accommodate a cingere le membra da loro vestite in 
modo , che nelle parti allummate non si ponga pieghe d' om- 
bre oscure, e nelle pari' ombrose non si faccia pieghe di 
troppa chiarezza, e cheli lineamenti di esse pieghe vadino 
in qualche parte circort-lando le membra da loro coperte, e 
non con lineamenti à^ taglino le membra, ne con ombre, 
che sfondino più denJro , che non è la superficie del corpo 
vestito . E in effetto il pai no sia in modo adattato , che 
non paja disabitato , cioè cb non paja un gruppamento di 
nanno spogliato dall' uomo , :ome si vede fare a molti , li 
quali s'innamorano tanto deli varj aggruppamenti di varie 
pieghe , che n empiono tu:a una figura ; dimenticandosi 
l' effetto , per chi tal pannoè fatto , cioè per vestire , e cir- 
condar con grazia le meibra , dov' essi si posano , e non 
empire in tutto di ventri o vessiche sgonfiate sopra li rilievi 
allumiaati de membri . >'ii nego già , che non si debba fare 
alcuna bella laida , ma s fatta in parie della figura , dove 
le membra infra esa e ilorpo raccogliono , e ragunano tal 
panno. E sopratutto vai li panni nelle storie, com'è nel 
f ■ in alcvnii le pieghcon rotture affacciate , e questo è 
ne panni densi , ed alci panno abbia li piegamenti molli , 
e le loro volte non laute , ma curve . E questo accade 
nelle saje , e rasse , ed tri panni rari, come tele, vefi , e 
simili . E farai ancora ' panni di poche , e gran pieghe , 
come nelli panni grosscome si vede nelli feltri, e schia- 
fvine, ed altri copertoia letto. E questi ricordi non do 
^alli maestri, ma a qu li quali non vogliono insegnare, 



265 

che certo questi non sono maestri , perchè chi non insegna 
per paura, che non gh sia toho il guadagno , abbandona lo 
studio , il quale si contiene nelle opere di natura , maestra 
de' pittori, delle eguali l'imparate si mettono in oblivione, 
e quelle che non sono stale imparale , più non s'imparano . 



Del modo del vestire le figure 



o 



'sserva il decoro , con che tu vesti le figure secondo li 
loro gradi , e le loro età , e sopratullo che li panni non 
occupino il movimento , cioè le membia , e che le dette 
membra non sieno tagliate dalle pieghe , né dalle ombre 
de' panni . Ed imita quanto puoi li Greci e Latini col mo- 
do del scuoprire le membra , quando il vento appoggia so- 
pra di loro li panni . E fa ])oclie pieghe , sol ne fa assai 
negli uomini vecchj togati, e di autorità. (37) 



De' vestimenti , 



I 



vestimenti deono essere diversificati di varie nature di 
làide , mediante la qualità de' vestimenti , cioè s' egli è pan- 
no grosso e raro farà pieghe maccaronesche e rare , e s' egli 
è di mediocre grossezza e denso farà le pieghe affacciate , -e 
di piccoli angoli . E sopra il lutto ti ricorda in ogni qua- 
lità di j)anno di fare le pieghe infra 1' una rompitura e 
r altra grosse in mezzo , e sottili da' lati , e la minore gros- 
sezza di essa piega fia nel mezzo dell'angolo rotondo della piega . 



L 



De panni volanti^ o stabili. 

panni di che son vestite le figure sono di tre sorti 

/ / 



266 

cioè sottili , grossi , e mezzani . Li sottili sono più agili , e 
atti a movimenti . Adunque quando la figtira corre , con- 
sidera li moti di essa figura , perchè ella si spiega ora a de- 
stra , ora a sinistra , e sul posare la gamba destra il panno 
da quella parte s' alza da pie reflettendo la percussione della 
sua onda ; ed in quel tempo la gamba , che resta indietro 
fa il simile col panno , che di sopra se le appoggia , e la 
parte dinanzi tutta con diverse pieghe si appoggia sopra il 
petto , corpo , eoscie , e gambe , e di dietro tutto si scosta , 
salvo la gamba , che resta indietro ; e li panni mezzani fan- 
no minori movimenti , e li grossi quasi niente , se già il 
vento non l' ajuterà muovere . 

Li stremi de' panni o in alto , o in basso secondo li 
piegamenti , è che s' accostino da piedi secondo il posare , o 
piegare , o storcere , o percuotervi dentro delle gambe , e che 
s' accostino , o discostino dalle giunture secondo il passo , o 
corso , o salto , ovver che il vento da se li percuotessi senz' al- 
tro moto della figura ; e che le pieghe sieno accommodate 
alle qualità de' panni trasparenti , o opachi . 

Operazioni de' panni , e loro pieghe , che son 
di tre nature . 

ITJLolti sono quelli , che amano le piegature delle falde 
de' panni con angoli acuti , crudi , e spediti ; altri con an- 
goli quasi insensibili ; altri senz' alcuni angoli , ma in luogo 
di quelli fanno curvate queste tre sorti . Alcuni vuol panni 
grossi, o di poche pieghe, altri sottili, e di gran numero 
di pieghe . Altri i»iglia la parte di mezzo . E di queste ire 
tu seguiterai le loro opinioni ^ mettendone di ciascuna sorta 
nella tua storia; aggiongondovi di quelli che pajouo vecchj 



267 
pezzati , e nuovi abboniianli di panno , ed alcuni miseri , 
secondo le qualità di chi tu vesti , e così la de' loro colori . 
{Fig.i. Tav.FUI.) 

Delle nature delle pieghe de' panni . 

\J|uella parte della piega, che si trova più lontana da' suoi 
costretti stremi si riducerà più in sua prima natura . 

Naturalmente ogni cosa desidera mantenersi in suo es- 
sere . Il panno perchè è di eguale densità e spessitudine sì 
nel suo rivescio , come nel suo diritto disidera di stare pia- 
no ; onde quando lui è da qualche piega , o falda costretto 
a lasciare essa planizia , osserva la natura della forza in quella 
parte di se dov' egli è j)iù costretto , e quella parte , eh' è 
più lontana a essi costringimenti , troverai riducersi più alla 
prima sua natura , cioè dello stare disteso ed ampio . Esem- 
plo sia a b e la piega del panno detto di sopra , a b sia il 
luogo , dov' esso panno è piegato , e costretto , io ti proposi , 
che quella parte del panno eh' era più lontana ai costretti 
stremi si ridurebbc più nella sua prima natura . Adunque 
e trovandosi più lontano da a b la piega e fia più larga , 
che in nessun altro suo luogo. {^Fig.i. Tav.VIlI.) 

Come si deodare le pieghe a' panni . 

uno panno non si dee dare confusione di molte pieghe , 
anzi farne solamente , dove colle mani , o braccia sono rite- 
nute , il resto sia lasciato cadere semplicemente , dove lo ti- 
ra la sua natura ,. e non sia intraversata la figura da troppi 
lineamenti, o romj)imenti di pieghe. 

I panni si debbon ritrarre di naturale , cioè se vorrai 

// 2 



lare panno lano , usa le pieghe secondo quello , e se sarà seta , 
o panno lino, o da \ illuni, o di lino, o di velo , va diver- 
sillcando a ciascuno le sue pieghe, e non lare abito, come 
molti f'ainio sopra i modelli coperti di carte , o corami sot- 
tili , che t' inganneresti forte . 



Delle poche pieghe de' panni 



L. 



àE fignre essendo vestite di mantello non debbono tanto 
mostrare lo nudo , che il mantello paja in sulle carni , se 
già tu non volessi , che il mantello l'osse sulle carni . Impe- 
rocché tu debbi pensare , che tra il mantello , e le carni sono 
altre vesti , che impediscono lo scuoprire la forma delle mem- 
bra sopra il mantello . E quella forma di membra , che fai 
discuoprire , falla in modo grossa , che gli apparisca sotto al 
mantello altri vestimenti . Ma solo farai scuojjrire la quasi ve- 
ra grossezza delle membra a una ninfa , o un' angelo , li qua- 
li si figurino vestiti di sottili vestimenti sospinti , e impressi 
dal soffiare de' venti . A questi tali , e simili si potrà benis- 
simo fai' scuoprire la forma delle membra loro . 

Delle pirghe de' panni in scorta . 



ove la figura scorta fagli vedere maggior numero di pie- 
ghe , che dov' ella non scorta , e le sue membra sieno circon- 
date da pieghe spesse , e giranti intorno a esse membra . a 
sia dove sta 1' occhio , m n manda il mezzo di ciascuni cir- 
coli più lontani daU' occhio che i loro fini , « o li mostra 
diiitti , ])crchè si trova a riscontro ^ p q Yi manda jier con- 
trario . Sicché usa questa discrezione nelle pieg'ae , che cir- 
condano le braccia, gambe, od altro. [Fig.'ò. Tav.FlU) 



2G9 

Dclll modi del ^'estive le sue fgure , 
ed abiti diversi . 

fjTLi abiti tlelle figure sieno accomodali all' età , ed al de- 
coro , cioè che il vecchio sia togato , il giovane ornato di 
abito , che manco occupi il collo dagli omeri delle spalle 
in sii , eccetto quegli , che lìiii professione in religione . E 
fuggire il più che si può gli abiti della sua età , eccetto che 
quando sì riscontrassino essere delti sopradetti (38) . E non 
si debbono usare se non nelle figure eh' anno a somigliare a 
quelli che son sepolti per le chiese ; acciocché si riservi ri- 
so nelli nostri successori delle pazze imenzioni degli uomi- 
ni , ovvero che gli lascino annui razione della loro degnila , 
e bellezza . Ed io alli miei giorni Jii' arricordo aver visto 
nella mia puerizia gli uomini jiiccoli e grandi avere tutti 
li stremi de' vestimenti frappali in tutte le {»aiti sì da ca- 
po , come da pie , e da lato . Ed ancora parve tanto bella 
invenzione a quella età , che frappavano ancora le dette 
frappe , e portavano li cappucci in simile modo , e le scar- 
pe , e le creste frappale , che uscivano dalle princijìali cu- 
citure delli vestimenti di varj colori . Dipoi vidi le scarpe , 
berrette , scarselle , armi , che si portano per offendere , i 
collari de' vestimenti , li stremi de'giuponi da piedi, le cor- 
de de' vestimenti , ed in effetto iniino alle bocche di chi vo- 
lea parer bello irauo apjjonlate di liuighc ed acute ])Uiile . 
Neil' altra età cominciorno a crescere le maniihe , ctl erau 
talmente grandi , che ciascuna i)er se era maggiore della ve- 
sta . Poi cominciorno a al/.are li veslijuenti intorno al collo 
tanto, che alla Une co])ersono tutto il ciqxj ; poi cominciox'- 
no a spogliarlo in modo, ( iie i j)anni non ])Otcvano essere 
sostenuti alle spalle , perche non vi si posavau sopra . Poi 



270 



cominciorno a slargare sì li veslimenti , che al continuo gli 
uomini avevano le braccia cariche di panni per non gli 
pestare co' piedi . Poi vennero in tanta streniità , che vesti- 
vano solamente fino a fianchi , ed alle gomita , ed erano sì 
stretti che da quelli pativano gran supplicio , e molti ne 
crepavano di sotto, e li piedi sì stretti, che le dita di essi 
si soprapponeano l' uno all' altro , e caricavansi di calli . 



Dell' occhio , che vede pieghe de panni 
che circondano l' nomo . 



L. 



ìe ombre interposte infi'a le pieghe de' panni circonda- 
trici delli corpi umani , saranno tanto più oscure , quanto 
elle sono più a riscontro all' occhio colle concavità , dove 
tali ombre son generate . E questo intendo aver detto , quan- 
do r occhio è situato infra la parte ombrosa , e la lumino- 
sa della predetta figura . 

Delle pieghe de' panni . 

I^Empre le pieghe de' panni situale in qualunche atto delle 
figure debbono con sui lineamenti mostrare l' atto di tale 
figura in modo che non dieno ambiguità , o confusione del- 
la vera attitudine a chi le considera , e che nessuna piega 
colf ombra della sua profondità tagli alcun membro, cioè che 
paja più dentro la profondità della piega , che la superficie 
del membro vestito, e che se figuri figure vestite di più 
vestimenti , che non paja che 1' ultima vesta rinchiuda den- 
tro a se le semplici ossa di tal figura, ma le carni insieme 
con quelle e li panni vestimento della carne con tanta gros- 
sezza qual si richiede alla niultiplicazione de' suoi gradi . 



27 I 

Le pieghe tic paiiui chu circouJauo le membra debbo- 
no diniiiuiiie della loro grossezza inverso li sti'emi della co- 
sa circondata . 

Delle pieghe . 

i J A. lunghezza delle pieghe, che sono più strette alle mem- 
bra debbono aggrinzarsi da quel lato , che il membro per le 
sue piegature diminuisce , e tirarsi dall' opposita parte di 
essa piegatura . 



LIBRO QUINTO. 

DELL' OIVIBM E LUME , E DELLA PROSPETTIVA. 



Che cosa è ombra . 

JLi ombra nominata per il proprio suo vocabolo è da es- 
ser chiamata alleviazione eli lume applicalo alla superficie 
de' corpi , tifila quale il suo principio è nel fine della luce , 
ed il suo line è nelle tenebre . 

Che differenza è da ombra e tenebre . 

|A difTercnza eh' è da ombre a tenebre è questa , che 
r ombra è alleviamento di luce , e tenebre è integralmente 
privamonto di essa luce . 

Da che derwa F ombra . 

JLi ombra deriva da due dissimili cose l' una dall' altra 
imperocché 1' una è corporea , e 1' altra spirituale , corporea 
è d corpo ombroso, spirituale è il lume, adunque lume e 
corpo son cagione dell' ond)ra . 

De/I' essere dell' ombra per sé . 

JILj ombra è della natura delle cose universali , che tutte 
sono più potenti nel principio , e inverso il fine indebolis- 
cono ; dico nel principio di ogni forma e qualità evidente, 

m m 



274 
ed inevidente , e non delle cose condotte di piccol princi- 
pio in mollo accrescimento dal tempo , come sarebbe una 
gran quercia eh' à debole principio per una piccola ghianda . 
Anzi dirò la quercia essere più polente al nascimento , eh' ella 
fa della terra , cioè nella maggiore sua grossezza , adunque 
le tenebre è il primo grado dell' ombra , e la luce è l' ulti- 
mo . Adunque tu , pittore , farai 1' ombra più scura appres- 
so alla sua cagione, ed il fine fa che si converta in luce, 
cioè che paja senza fine . 

Che cosa è ombra e lume , e quaV è di 
maggior potenza . 

'«bra è privazione di luce , e sola opposizione de' corpi 
densi opposti a' razzi luminosi , ombra è di natura delle te- 
nebre , lume è di natura della luce , l' uno asconde , e l' al- 
tro dimostra , sono sempre in compagnia congionti ai corpi ; 
e r ombra è di maggior potenza , che il lume , imperocché 
quella j)roibisce , e priva interamente i corpi della luce , e 
la luce non può mai cacciare in tulio 1' ombra da' corpi , cioè 
corpi densi . 



L 



Che sia ombra , e tenebre . 
ombra è diminuzione di luce ; tenebre è privazione 



di luce . 

In quante parti si divide l ombra . 

Ju ombra si divide in due parti , d.Wi'. quali la prima è 
delta ombra primitiva , la seconda ombra deriv^atìva . 



275 
Dell' oììihra , e sua divisioite . 

{E ombre ne' corpi si generano dalli obicui oscuri a essi 
corpi antiposti , e si dividono in due parti , delle quali 1' una 
è detta primitiva , 1' altra derivativa . 

Di due specie di ombre ed in <juante parti 
si dividono . 

JLje specie delle ombre si dividono in due parti , 1' una del- 
le quali è detta semplice , e 1' altra composta , semplice è 
quella che da un sol lume , e da un sol corpo ò causata , 
composta è quella che da più lumi sopra un medesimo cor- 
po si genera , o da più lumi sopra più corpi . La semplice 
ombra si divide in due parti , cioè primitiva , e deiivativa . 
Primiliv a è quella eh' è congionta nella superficie del corpo 
ombroso ; derivativa è quella ombra che si parte dal i)retlet- 
to corpOj e discolie [)er 1' aria , e se trova resistenza si fer- 
ma nel luogo dove j)ercuote colla ligura della sua proi)ria 
base 5 e simile si dice delle ombre composte. 

Sempre 1' ombra primitiva si la base dell' ombra deri- 
vativa . 

Li termini delle ombre derivative sono retti linei . 

Tanto pili diminuisce l'oscurità dell'ombra derivativa, 
quanto essa è più remola dall'ombra primitiva. 

Queir ombra si dimostrerà più oscura , che Ila circon- 
data da più splendida bianchezza , o pel contrario sarà meno 
evidente , dov' ella fia generata in più oscuro campo . (3q) 



m m a 



Qual' è più oscura o /' ombra primitiva , 
o /' ombra derivativa . 

O'Eiiipre ì: più oscura 1' ombra primitiva , che 1' ombra de- 
livativa , non essendo corrotta dalla percussione di un lume 
rtllesso , che si fa campo della percussione di essa ombra 
derivativa, bc de sia il corpo ombroso, a sia il lume che 
causa r ombra primitiva b e e e la la derivativa bechi., 
dico che se non è l'alluminato reflesso /" A e / ^ che reflet- 
ta, e corrompa l'ombra primitiva in be con f h ed in ce 
con ig, che tale ombra j)rlmitiva resterà più oscura, che 
la percussione della derivativa ; essendo 1' un' ombra , e 1' al- 
tra fatta in superficie di eguale oscurità di colore , o di egual 
chiare^za di ombra . (^Fig.i. Tav.IX.) 

L' ombra parrà tanto più scura , quanto ella fia più 
presso al lume . 

Tutte le ombre sono di un medesimo colore , e quella 
che si trova in campo più luminoso apparisce di maggio- 
re oscurità . 

Infra le ombre di pari qualità , quella che fia più vi- 
cina all' occhio , apparirà di minore oscurità . 

Che differenza è da ombre a tenebre . 

\_/Mbra è detta quella dove alcuna parte di luminoso , o 
alluminato ]>uò vedere, tenebre è quella dove alcuna parte di 
luminoso o alluminato per incidenza o rellessione può vedere. 

Che dijjferenza è da ombra semplice 
a ombra composta . 

'Ml)ra semplice è quella dove alcuna parte del luminoso 



non ])iiò \ elicle, ed ombra composta è quella, dove iiiCia 
V ombra semplice si mischia alcuaa parte del lume derivativo . 

Che dijferenza è da lume composto- 
a ombra composta . 



o 



lìibra composta è quella , la quale partecipa più dell'om- 
broso , che del luminoso ; lume composto è quello che par- 
tecipa pili del linninoso , (^he dell' ombroso . Adunc[ue dire- 
mo queir ombra , e quel lume composto pigliare il nome 
da quella cosa , di che esso è più j)artecipante ; cioè che se 
un luminalo \ede più ombra che il Inme, che fia detto \e- 
stito di ombra composta ; e se sarà vestito più dal lumino- 
so , che dall'ombroso, allora com'è detto (ia nominalo lu- 
me composta . 

Come sempre il lume composto , e Vombra composta 
conjìnano insieme . 

Empre i lumi composti , e le om])re composte coutlnano 
insieme ; ma il termine esteriore dell' ombra comjiosta è 
r ombra semj)lice , ed il termine del lume composto è il 
semplice alluminalo . 

Che il tennine dell ombra semplice 
sarà di minor notizia . 

1.L termine dell' oml)ra semplice sarà di tuinor notizia , 
che il termine dell' ombra couq)Osta , del quale il corpo om- 
broso fia più vicino al colpo luminoso; e questo nasce per- 
chè l'angolo dell'ombra è lume composto, e più ottuso. 



278 

Sempre 1' ombra derivativa semplice nata da corpo mi- 
nore del suo luminoso ara la base diverso il corpo omlno- 
so , ma r ombra col lume composto ara l' angolo diverso il 
luminoso . 

Dell' ombra derivativa composta . 

JILi omljra derivativa composta perde tanto più della sua 
oscurità, quanto ella si fa più remota dall' ombra semplice 
derivativa . Provasi per la nona che dice : quell' ombra si 
farà di minore oscurità , che da maggiore quantità di lumi- 
noso sarà veduta . Sia adimque a b luminoso , a b o om- 
broso , e sia. a b f la piramide luminosa , e 6 o A" la pira- 
mide della semplice ombra derivativa . Dico che in g sarà 
meno alluminato il guardo che in f, perche in f vede 
tutto il lume a b e ia g manco il quarto del lume a b , 
conciosiachè solo cf eh' è li tre quarti del luminoso è cpiel 
che allumina in g, e in h vede la metà d b del lumino- 
so ab, aduncpie h ha la metà del lume f, ed in / vede 
il quarto di esso lume a b cioè e b , adunque / è men lu- 
minoso li tre quarti dell'/ e in k non vede alcuna parte 
di esso lume . Adunque V i è privazione di lume , e prin- 
cipio della semplice ombra derivativa , e cosi abbiam difini- 
to della composta ombra derivativa . [Fig.i. Tai'.IX.] 

Come r ombra primitiva , e derivativa 
son congionte . 



Ocmpre 1' ombra primitiva e l'ombra derivativa fian con- 
gionte. Questa conclusione per se si prova , perchè 1' ombra 
primitiva si fa base della derivativa , ma sol variano , per 



79 



quanto che 1' ombra primitiva di se tinge il corj)o al qua- 
le è coiigionta , e la derivativa s' infonde per tutta 1' aria da 
lei penetrata . Provasi e sia il corpo luminoso /", e il corpo 
ombroso sia a o b e , e Y ombra primitiva di' è congionta a 
tal corpo ombroso e la parte a h c,g la derivativa a b e d 
nasce insieme con la j)rijuitiva , e questa tale ombra è det- 
ta semplice , nella quale alcuna parte del luminoso non 
può vedere . [Fig.'ò. Tati. IX.) 

Come r ombi'a semplice con V ombra composta 

si coTigionge , e la sua Jìgnra 

è la seconda di sopra. 

\3Einp''e la semplice ombra con l'ombra composta fia con- 
gionta . Questo si prova per la passata dove dice 1' ombra 
primitiva farsi base dell' ombra derivativa , e })erchè V om- 
lira semplice, e la composta nascono in un medesimo corpo 
r una all' altra congionta , egli è necessario , che 1' effetto 
j)artecipi della causa , e perchè 1' ombra composta non è in 
se altro che diminuzione di lume , e comincia al principio 
del corpo luminoso , e finisce insieme col fine di esso lu- 
minoso , seguita che tale ombra si genera in mezzo infra la 
semplice ombra , ed il semj)lice lume . Provasi e sia il lu- 
nnnoso a b e e 1' ombroso d e , e la semplice ombra deriva- 
tiva sia d 6' y, e la composta ombra derivativa /" <? A, ma 
la semplice derivativa non vede parte alcuna del coipo lu- 
minoso; ma r ondjra derivativa composta vede sempre par- 
te del liuninoso maggiore, o minore, secondo la maggiore, 
o nnnoi' remozione, che le sue parti hanno dall' ombra sem- 
plice derivativa. Provasi e sia tale ond)ra ^yA la c[uale con 
la metà della sua grossezza /"k cioè i k vede la metà del 



280 

luminoso ap eli' è , a e , it questa è la parte più chiara di 
essa oml)ra composta , e 1' altra metà più scura della mede- 
sima composta eh' è fi vede e b seconda metà di esso lu- 
minoso ; e così abbiamo det(!rminato le due parti della com- 
posta ombra derivativa più chiara , o men' oscura 1' una che 
r altra . [Fig.'ò. suddetta.) 

Della semplice , e composta ombra primitiva . 

.ILiA. semplice , e composta ombra son così proporzionate 
infra loro nelle ombre primitive congionte alli corpi ombro- 
si , come nelle ombre derivative separate dalli medesimi cor- 
pi ombrosi . E questo si prova perchè le derivative semplici , 
e composte son così infra loro congionte sanza alcuna in- 
termissione , come si sieno esse jnimitive di esse derivative 
origine . 

De Ili termini dell' ombra composta . 

R derivativa ombra composta è d' infinita lunghezza, per 
esser lei piramidale di piramide originata alla sua punta , e 
questo si prova perchè in qualunche parte si sia tagliata 
essa lunghezza piramidale , mai fia distrutto il suo angolo , 
come accade nella derivativa omJjra semplice . 

Del termine dell' ombra semplice . 

JLj ombra derivativa semplice è tli breve discorso risi)etto 
alla derivativa composta , perchè essa comjiosta coni' è detto 
ha origine dnl suo angolo , e questa ha l' origine dalla sua 
base j e cpicsio si manifesta perchè in qualunche p;ui<' essa 



28 I 

piramide sia tagliata da corpo ombroso , essa divisione non 
distrugge mai la base sua . 

Che ombra fa il lume eguale all' ombroso 
nella figura delle sue ombre . 

^£ l'ombroso fia eguale al luminoso allora l'ombra sem- 
plice fia parallela e intinita per lunghezza; ma l'ombra e 
il lume composto sarà piramidale d' angolo risguardatore del 
luminoso . 

Che ombra fa V ombroso maggiore del luminoso. 

Ok r ombroso fia maggiore del suo luminoso , allora la 
sémplice ombra derivativa ara li suoi lati concorrenti all'an- 
golo potenziale di là dal corpo luminoso, e gli angoli dell'om- 
bra e lume composto riguarderanno tutto il coij)0 luminoso. 



Quante sono le sorti dell' ombra 



T, 



Re sono le sorli dell'ombra, delle quali T una nasce dal 
lume particolare , coni' è Sole , Luna , o fiamma . La secon- 
da è quella che deriva da porla, finestra, o altra apertura , 
donde si vede gran parte del cielo . La terza è quella che 
nasce dal lume universale com' è il lume del nostro emisfe- 
ro , essendo senza Sole . 

Quante sono le specie dell'ombre. ['\o) 

JLiE specie delle ond)re sono di due sorti , delle quali l'una 
è detta primitiva, l'altra derivativa. Piimitiva è quella ch'è 

n n 



282 

congionta al corpo ombroso . E derivativa è quella , che de- 
riva dalla primitiva . [Fig.^. Tav.IK.) 

Di quante sorbii è l' ombra primitiva . 

JLi ombra primitiva è unica e sola , e mai non si varia , 
ed i suoi termini vedono il termine del corpo luminoso , 
e li termini della parte del corpo alluminalo , dov' essa è 
congionta . 

In quanti modi si varia V ombra primitiva . 

JLj ombra primitiva si varia in due modi , delli quali il 
primo è semplice , e il secondo è composto . Semplice è 
quello che risguarda luogo oscuro, e per questo tale ombra 
è tenebrosa . Composta è quella che vede luogo alluminalo 
con varj colori , che allora tale ombra si misterà colle spe- 
cie de' colori delli obietti contraposli , [Fig.5. Tav.IX.) 

Che varietà ha V ombra derivativa . 

JLiE varietà dell' ombra derivativa sono di due sorti , delle 
quali r una è mista coli' aria , che sta per iscontro all' om- 
bra primitiva, l'altra è quella che percuote nell'obietto , 
che taglia essa derivativa . 

Di quante Jigure è V ombra derivativa . 

J. «e sono le figure dell' ombra derivativa , e la prima è 
piramidale nata dall' ombroso minore del luminoso , la secon- 
da è parallela nata dall' ombroso eguale al luminoso , la ter- 



283 

za è disgregatile in infinito, e infinita è la colonnale , infi- 
nita la piramidale , perchè dopo la prima piramide fa inter- 
secazione , e genera contro la piramide finita una infinita 
piramide , trovando infinito sj)azio , e di queste tre sorti di 
ombre derivative si tratterà appieno . (i'7g.(3. lav.IX.) 

Dell' ombra che si muove con maggior velocità , 
che il corpo suo ombroso . 

Jltr ossibilè è che 1' ombra derivativa sia moltissime volte più 
veloce , che la sua ombra primitiva . Provasi e sia a il lu- 
minoso , b sia il corpo ombroso , il quale si muove di b in 
e per la linea b d , a nel medesimo tempo 1' ond)ra deriva- 
tiva del corpo b si irmove tutto lo spazio b e , i\ quale 
spazio può ricevere in sé migliaja di volle lo spazio b e . 
[Fig.-j. Tav.IX.) 

Dell ombra derivativa , la quale è molto 
piti tarda , die /' ombra primitiva . 



E 



possibile ancora , che l' ombra derivativa sia molto più 
tarda , che 1' ombra primitiva . Provasi e sia che il corpo 
ombroso Z» e si muova sopra il j)iano n e tutto lo spazio 
e e , e che la sua onderà derivativa sia nella controposta pa- 
riete d e , dico che 1' ombra j)rimitiva b e si muoverà tutto 
lo spazio b </,che 1' ondjra derivativa non si partirà del de. 
{Fig.'Ò. Tav.IX.) 

Dell' ombra derivativa , che Jìa eguale 
ali ombra primitiva , 



I 



L moto dell" ombra derivativa sarà eguale al moto dell'om- 

n li 1 



284 

bra juiiniiiva , quando il luminoso causaiore dell' ombra sarà 
di moto eguale al moto del corpo oinl)roso , e vò dire 
dell' ombra primitiva , altrimenti è impossibile 5 perchè chi 
cammina por ponente dalla mattina alla sera ara la piima 
parte del dì 1' ombra più tarda andando innanzi al cammi- 
nante , che non è esso camminatore ; e nell' ultima metà del 
dì r ombra sarà molto più veloce al fuggire indietro , che il 
corpo ombroso ad andare innanzi . 

Dell' ombra derivativa remota tlalt ombra primitiva. 

J_ji termini dell' ombra derivativa saranno più confusi , li 
quali fien più distanti all' ombra primitiva . Provasi e sia « è 
luminoso , e e d V ombroso primitivo , e e f/ e la semplice 
ombra derivativa , e e g e il termine confuso di essa ombra 
derivativa , (^Fig.g. Tav.IX.) 

Natura ovver condizione dell' ombra . 

Essuna ombra è senza reflesso , il quale reflesso 1' au- 
menta , o la indebolisce ; e quella reflessione 1" aumenta , la 
quale nasce da cosa oscura più di essa ombra , e quell' al- 
tra reflessionc la indebolisce , eh' è nata da cosa più chiara 
di essa ombra . 

Qual è V ombra aumentata . 

JLi ombra aumentata è quella nella quale solo reflette la 
sua ombra derivativa , a sia il luminoso , Z» e sia l' ombra 
primitiva ovvero originale , e d g sarà 1' ombra originata . 
{Fig. IO. Tav.IX.) 



.80 



Se T ombra primiti^'a è pia potente 
che V ombra derivativa . 



Il' j ombra primitiva essendo semplici; sarà di eguale oscu- 
rità air ombra semplice derivatici . Provasi e sia l' ombra 
semplice primitiva <i <? , e la semplice derivativa sia f gy di- 
co per la quarta di questo , dove dice tenebre è privazioii 
di luce, adunque la semplice ombra è quella cbe non rice- 
ve alcuna reflessione alluminata, e per questo resta tenebro- 
sa , come d e che non vede il lume a , ne ancora 1' ombra 
semplice derivativa /"g non lo vede , e per tanto vengono 
ad essere intra loro esse ombre di eguale oscurità , perchè 
1 ima e T altra è privata di luce, e di rellesso luminoso. 
(F/o-.ii. TavJX.) 

De' filati delle ombre . 

i J i moti delle ombre sono di cinque nature , delle quali 
il primo diremo esser quello che muove 1' ombra derivativa 
insieme col suo corpo ombroso , ed il lume causatore di essa 
ombra resta immobile . Il secondo diremo a quello del qua- 
le si muove l'ombra e il lume , ma il corpo ombroso è 
immobile . Il terzo sarà quello dal quale si muove il corpo 
ombroso e il luminoso, ma con piii tardità il luminoso , che 
r ombroso . Nel quarto moto di essa ombra si muove piti 
veloce il corpo ombroso , che il luminoso , e nel quinto 
ti moti dell' ombroso e luminoso sono infra loro eguali , e 
di questo si tratterà distintamente al suo luogo . 



280 

Percussione dell ombra derivativa , 
e sue condizioni . 

JLiA percussione dell' ombra derivativa non sarà mai simile 
air ombra primitiva , s' ella non ha condizioni , prima che il 
corpo ombroso non abbia angoli , né sia traforato , né frap- 
pato ; seconda che la figura del corpo luminoso sia di figu- 
ra simile alla figura del corpo ombroso ; terza che la grandez- 
za del corpo luminoso sia eguale alla grandezza del corpo 
ombroso ; quarta che la superficie del razzo ombroso sia in 
ogni lato di eguale longhezza ; quinta che la percussione 
dell' ombra derivativa sia creata infra angoli eguali ; sesta 
che tal percussione sia fatta in pariete piana ed unita . 

Dell' ombra derivativa , e dove è maggiore . 

'ucir ombra derivativa sarà di maggior quantità , la quale 
nasce da maggior quantità di lume , e così pel contrario . 
Provasi a Z» lume piccolo fa l'ombra devivatWa , e g e, e dfh 
che son piccole pigliano la figura succedente « m lume del 
cielo , che universale fa l' ombra derivativa grande in r t jc ^ 
e così lo spazio osa perchè la parte del cielo p n lì 
essa ond)ra r t jc ^ e così lo spazio / m parte del cielo fa 
f 0})posita ombra o su. [Fig.iiì. Tav.IX.) 



lu 



Della morte dell' ombra derivativa . 



ombra derivativa sarà al tutto distrutta ne' corpi allu- 
minati dal lume universale . 



287 

Della somma potenza dell ombra derivativa . 



N. 



e' lumi parlicolaii 1' ombra derivativa si farà di tanto mag- 
gior potenza , quanto esso lume fia di minor quantità sen- 
sibile , e di più polente cbiarezza . 

Dell' ombra semplice di prima oscurità . 

ombra sen)plicc è quella che da nessun lume reflesso 
può esser veduta , ma solo da una ombra 0|H)Osita sarà au- 
mentata . Sia lo sperico g messo nella concavità ò e e f, (id 
il lume particolare sia a , il quale percuote in b e reflette in 
rf,e ti salta colla seconda reflessione in nello sperico g" , il 
quale aduna ])arte dell'ombra semplice in nell'angolo, e 
che non vede nò il lume incidente , né il lume reflesso di 
nessun grado di reflessione . Adunque 1' ombra dello sperico 
riceve la reflessione dall'ombra semplice e, e per questo è 
detta ombra semplice. [Fig. i3. Tav.IX.) 



Delle tre varie Jìgure delle ombre derivative 



1 



p.e sono le varietà delle ombre derivative , delle quali 
r una è larga nel suf> nascimento , e quanto più si rimuove 
da tal principio più si ristringe . La seconda osserva irdini- 
ta lunghezza colla medesima lunghezza del suo nascimento . 
I^a terza è quella , che in ogni grado di distanza dopo la 
larghezza del suo nascimento acquista gradi di larghezza . 
{Fig.i!^. Tav.IX.) 

Varietà di ciascuna delle dette tre ombre derivative . 

cir ombra derivativa nata da cor[)o ombroso , u^inore del 



2 88 
corpo che l' allumina , quella sarà piramidale , e fia tanto 
più curta , quanto ella sarà più vicina al corpo luminoso ; 
ma la parallela in tal caso non si varia , ma la dilatabile 
tanto più si allarga , quanto più si avvicina al suo luminoso . 



Che le ombre derivative sono di tre nature . 



L. 



jE ombre derivative sono di tre nature , delle quali 1' una 
è dilatabile, l'altra colonnale, la terza concorrente al sito 
dell' intersecazione dclli suoi lati ; li quali dopo tale inter- 
secazione sono d'intinita larghezza, ovvero rettitudine, e se 
tu dicessi tale ombra esser terminata nell' angolo della con- 
gionziouc de' suol lati , e non passare più oltre , questo si 
nega , perchè nella prima delle oml)te si prova quella cosa 
essere interamente terminata , della quale parte alcuna non 
eccede li suoi termini . Il che qui in tale ombra si vede il 
contrario 5 conciosiachè mediante che nasce tale ombra de - 
rivati\a , nasce manifestamente la figura di due piramidi om- 
brose , le quali nelli suoi angoli son congiunte . Adunque se 
per r avversario la prima piramide ombrosa è terminauice 
dell'ombra derivativa col suo angolo , donde nasce adunque 
la seconda piramide ombrosa ? Dice lo avversario esser cau- 
sata dall' angolo , e non dal corpo ombroso , e questo si nega 
coir aiuto della seconda di questo che dice: l'ombra essere 
un' accidente crealo dalli corpi ombrosi interposti infra il sito 
di essa ombra , e il corpo luminoso . E per questo è chiaro 
r ombra non dall' angolo dell' ombra derivativa essere gene- 
rata , ma solo dal corpo ombroso. [Fig.i5. Tav.X.) 



Che le ombre derii>ative sono dì tre specie . 



L= 



ìe ombre derivali\c sono di tre specie cioè , o e' sarà 
maggiore il lagliamcnto suo nella pariete , ove percuote , 
the non è la base sua , o ella sarà minore di essa base , o 
ella sarà eguale . E se sarà maggiore è segno , che il lume 
che allumina il corpo onibroso , è minore di esso cor])0 j 
e se sarà minore il lume (la maggiore del corpo , e se sarà 
eguale il lume fia eguale a esso corpo , 

Qualità (li ombre . 

Nfra r eguali alleviazioni di luce lai proporzione fia da 
oscurità a oscurità delle generate ombre , quale sarà da 
oscurità a oscurità dclli colori , dove tali ombre son congionte . 

Del /fiato dell' ombra . 

O^mpre il moto dell'ombra è ])iù veloce, che il moto del 
corpo che la genera , essendo il luminoso inunoblle . Pro- 
vasi e sia il luminoso rt e , 1' ombroso ^ e , 1' oml)ra d. Dico 
che in pari tempo si muove l'ombroso Z» in e che il <■/ om- 
bra si muove in e , e ([nella proj)Orzione è da velocità a 
velocità fatta in un medesimo tempo, qnal' è da lunghezza 
di molo a lunghezza di molo . Adunque quella proporzione 
eh' à la lunghezza del molo (iiHo dall'ombra b insino in e, 
colla lunghezza del moto latto dall'ombra r/ in e , tale hanno 
infra loro le predette velocità de' moti . Ma se il luminoso 
sarà eguale in velocità al moto dell' ombroso , allora 1' om- 
bra e r ombroso fieno eguali infra loro di moli (eguali . E 
se il luminoso sarà più veloce dell'ombroso, allora il moto 

o o 



290 

dell' ombra sarà più tardo che il moto dell' ombroso . Ma 
se il luminoso fla più tardo che 1' ombroso , allora 1' ombra 
sarà più veloce che l'ombroso. [Fig.iG.e i"^. Tav.X.) 

Dell'ombra piramidale. 

JlLi ombra piramidale generata dal corpo paralello, sarà tanto 
più stretta che il corpo ombroso , quanto la semplice om- 
bra derivativa fia tagliata più distante al suo corpo onJ3roso. 
[Fig.i'ò. Tav.X.) 

Della semplice ombra derivativa . 



Li! 



ìa. semplice omljra derivativa è di tre sorti cioè una fini- 
ta in lunghezza , e due infinite : la finita è piramidale , e 
delle infinite una ve n' è colonnale , e l' altra dilatabile , e 
tutte tre sono di lati rettilineari , ma 1' ombra concorrente 
cioè piramidale nasce dall'ombroso minore del luminoso; e 
la colonnale nasce da ombroso eguale al luminoso ; e la di- 
latabile da ombroso maggiore del luminoso . 

Dell ombra derivativa composta . 

i j ombra derivativa composta è di due sorti , cioè colon- 
nale , e dilatabile . 

Se V ombra può esser veduta per V aria . 

JlLi ombra sarà veduta per l'aria caliginosa , o polverosa , e 
questo ci si mostra quando il sole jienetra per gli spiracoli 
in luoghi oscuri , che allora si vede T ombra iiilerposta intra 
li dui o più razzi solari , che passano inl'ra delti s])iraculi . 



291 

Se V ombra derivativa è più oscura in un luogo 
che in un altro . 

Ili À ombra derivativa sarà tanto più oscura , quanto ella 
fui [)iù vicina al suo corpo ombroso , ovvero più vicina alla 
sua ombra primitiva . E questo nasce perchè, li suoi termi- 
ni son più noti al nascimento , che nelle parti remote da 
tal nascimento . 

Quale ombra derivativa mostrerà li suoi 
termini piii noti . 

'uell'ombra derivativa mostrerà li termini della sua per- 
cussione più noli della quale il suo corpo ombroso sarà più 
distante dal corpo luminoso . 

In quanti modi principali si trasforma la percussione 
dell' ombra derivativa . 



L,, 



l.\ percussione dell'ombra derivativa ha due varietà, cioè 
diletta, ed oblitpia. La diretta è sempre minore in quanti- 
tà dell' obliqua , la quale si può estendere inverso l'infinito . 
[Fig.ic). Tav.X.) 

In quanti modi si varia la quantità della percussione 
dell'ombra coli onibra primitiva . 

JLj ombra , ovvero la percussione dell' ombra si varia in tre 
modi , per le tre dette sorti di soj)!;» , cioè congrcgabile , 
e disgregabile , ed osservata . La disgregabile ha maggiore la 
percussione che l' ombra primitiva . La osservata ha sempre 
eguale la percussione all'ombra priuu'iiva . La congregabile 

o o o. 



292 

fa di due sorti percussione , cioè una nella congregahilc , e 
r altra nella disgregabile ; ma la congregabile ha sempre mi- 
nore la percussione dell'ombra che l'ombra primitiva, e 
la sua parte disgregabile fa il contrario . ^Fig.io. Tav.X.^ 

Come l ombra derivativa essendo circondata in tutto 

o in parte da campo alluminato è piti 

oscura che la primitiva . 

il j ombra derivativa, la quale sarà in tutto o in parte cir- 
condata da campo luminoso fia sempre più oscura che l'om- 
bra primitiva . La quale in piana superficie sia il lume a , 
e l'obietto che ritiene l'ombra primitiva sia Z> e, e la pa- 
riete d e sia quella che riceve 1' ombra derivativa nella par- 
te n m , ed il suo rimanente d n ed m e resta alluminato 
dall' fl , e il lume d n reflette nell' ombra primitiva Z» e , ed 
il simile fa il lume m e ; adunque la derivativa n m non 
vedendo il lume a resta oscina , e la primitiva si allumina 
dal campo alluminato , che circonda la derivativa , e però è 
più scura la derivativa, che la primitiva, [i^r^. 21. Tav.X.^ 

Come l ombra primitiva , che non è congionta 

con piana superficie , non sarà 

di eguale oscurità . 

JL Bovasi e sia l'ombra primitiva congionta all'obietto bcd, 
nel quale vede l'ombra derivativa /"g , ed ancora vi vede il 
campo suo alluminato efg h , dico che tal corpo sarà più 
alluminato in b stremo che nel mezzo d , perchè in b vede 
il lume a primitivo ed il lume e f derivativo vi vede per 
razzi reflessi , e 1' ombra derivativa / g non vi aggionge , 



293 

perchbfbdc l'angolo della contingenza fatto dalla retta //» 
e dalla curva b d , e tiitio il rinuuiente di tal cori)0 è ve- 
duto dall' ombra derivati\ a fg più o meno , secondo clic 
la linea / g può farsi base di triangolo con maggiore o 
minore angolo, (^Fig.22.Tav.X.) 

Condizione delli obietti oscuri di ciascuna ombra. 

JlNfra li obietti di eguale oscurata figura e grandezza quello 
aumenterà più l' oscurità della contraposta ombra , la quale 
le fia più vicina . 



Qual campo renderà le ombre più oscure . 



I 



ivfra le ombre di eguale oscurità quella si dimostrerà più 
oscura , la quale si genera in campo di maggiore bianchezza . 
Seguita che quella parrà meno oscura , che ha in canq)0 più 
oscuro . Provasi in una medesima ombra , perchè la sua par- 
te strema , che da una parte confina col campo bianco pa- 
re oscurissima , e dall' altra paite dov' ella confina con sé 
medesima pare di poca oscurità . E sia V oml)ra dell' obiet- 
to i f/ (atta sopra f/c,laqual(; par più nera in ?/ e , perchè 
confina col campo bianco e e , che ju n d che confina col 
campo oscuro n e . [Fig.'x'ò. Tav.X.) 

Dove fia piii oscura V ombra derivativa . 

yj^uell' ombra derivativa sarà di maggiore oscurità , la quale 
fia più vicina alla sua causa , e quelle c\\v. sono remote si 
faranno più chiare . 

(Quell'ombra fia più spedita, e terminata, che sarà più 



294 

vicina al suo nascimento , e manco spedita è la più remota . 
L' ombra si dimostra più oscura inverso li stremi , che 
inverso il mezzo suo . 

Delle ombre . 

IOLaì r ombra ara la vera similitudine del dintorno del 
corpo donde nasce , ancora che fosse sperica , se il lume non 
e della figura del corpo ombroso . 

Se il lume è di lunga figura , la qual lunghezza si esten- 
da in alto , le ombre de' corpi da quello alluminate si esten- 
deranno in latitudine . 

Se la lunghezza del lume sarà trasversale , 1' ombra del 
corpo sperica si farà lunga nella sua altezza , e cosi per qua- 
lunche modo si troverà la huighezza del lume , sempre 1' om- 
bra ara la sua lunghezza in contrario intersegata a uso di 
croce colla lunghezza del lume . 

Se il lume sarà più grosso , e più corto del corpo om- 
broso , la percussione dell' ombra derivativa fia piìi lunga , e 
più sottile , che 1' ombra primiti> a . 

Se il lume sarà più sottile, e più hnigo , che il corpo 
ombroso , la percussione dell' ombra derivativa sarà più gros- 
sa , e più corta che la primitiva . 

Se la liuigliezza, e larghezza del luminoso sarà eguale 
alla lunghezza , e larghezza del corpo ombroso , allora la per- 
cussione della derivativa omljra fia della medesima figura 
ne' suoi termini , che 1' ombra primitiva . 

De' termini che circondano le ombre derivative 
nelle loro percussioni . 

|ì3£ni])re li termini delle semplici ombre derivative sono nel- 



le loro percussioni circondate del colore delle cose allumi- 
nate , che mandano li loro razzi dal medesimo lato del lu- 
minoso , che allumina il corpo ombroso generatore della detta 
ombra . 

Come ogni corpo ombroso genera tante ombre , 

quante sono le parti luminose , 

che lo circondano . 



Le 



il corpi oml)rosi generano tante sorti di ombre intorno 
alle sue base , e di tanti colori , quanti sono gli oppositi 
colori alluminati che li circondano; ma tanto ]>iù potente 
r una , che all' altra , cjuanto il luminoso opposito sarà di 
maggior splendore , e questo e' insegnano diversi lumi j)Osti 
in torno ad un medesimo corpo ombroso , 

Delle varie osciu-ità delle ombre circondatrici 
di im medesimo corpo ombroso . 

h'Wc ombre circondatrici di un medesimo corpo ombroso 
quella sarà {)iìi oscura , la quale saia generata da più poten- 
te luminoso . 

Dell' ombra fatta da un corpo infra ^ 

dui lumi eguali . 

'uello corpo che si troverà collocato infra dui lumi egua- 
li muoverà da sé due ombre, le quali si drizzeranno per 
linea dui lumi , e se rimuoverai dettt) corpo , e l'aralo più 
presso all' uno de' lumi che all'altro, 1' ombra sua che si driz- 
zata al più propinquo lume fia di minore oscurità , che quel- 
la , che si drizzarà al più lontano lume . 



Che quel corpo eh' è più propinquo ai lume 
fa maggior ombra , e perchè . 

QIe uno obietto antiposto ad un particolar lume fia di 
propinqua vicinità, vedrai a quello far onJjra grandissima 
nella contraposta paride , e quanto più allontanerai detto 
obietto dal lume , tanto si minuirà la forma di essa ombra. 

Perchè V ombra maggiore che la sua cagione 
si fa di discordante proporzione . 

JLiv discordanza della proporzione dell' ombra grande più 
che la sua cagione nasce , perchè il lume essendo minore 
che r obietto , non può essere di eguale distanza alle stre- 
miti di esso obietto , e quella parte , -eh' è più distante più 
cresce che le propinque ; e però più cresce , 

Perchè l ombra maggiore che la sua cagione 
ha termini confusi . 

ueir aria , che circonscrive il lume è c|uasi di nattua di 
esso lume per chiarezza , e per colore , e quanto più si al- 
lontana più perde di sua similitudine , e la co.sa che fa 
grand' ombra è vicina al lume, e trovasi alluminala dal lu- 
me , e dall' aria luminosa , onde qucst' aria lascia i termini 
confusi dell' ombra . 

Come r ombra separata non jìa mai simile 
per grandezza alla sua cagione . 

Oe li razzi luminosi sono come la sperienza conferma rau- 



297 
bali da un solo punlu , e in corso circolare al suo punto 
si vanno disgregando , e spargendo per 1' aria , quanto più 
si allontanano , più si allargano , e sempre la cosa posta 
fra il lume e la parietc è portata per ombra maggiore ; 
perche i razzi che la loccono gionto il lor concorso alla pa- 
liete è fatto j)iù largo . [Fig.i[\. Tav.X.) 

Che differenza è da ombra co/igionta co' corpi 
a ombra separata . 



o 



Mbra congionta è quella che mai si parte da' corpi al- 
lumniati , come sarebbe una palla , la quale stante al lume 
s<Mnpre ha una parte di sé occupata dall' ombra , la quale 
mai si divide per mutazione di sito fatto di essa palla . Om- 
bra separata può essere e non essere creata dal corpo , po- 
niamo eh' essa palla sia distante a un muro un braccio , e 
dall' opposita parte sia il lume , il detto limie manderà in 
detto muro appunto tanta dilatazione di ombra , quanto è 
quella che si trova sulla parte della palla , eh' è volta a 
detto muro . Quella parte dell' ombra separata , che non ap- 
pare , fia quando il lume fia di sotto alla palla, che la sua 
ombra ne va inverso il cielo , e non trovando resistenza pel 
cammino si perde . 

Natura dell' ombra derivativa . 

i J ombra derivativa cresce , e diminuisce secondo l' accrc- 
scimenlo , o diminuzione della sua ombra primitiva . 



I' 



Delle Jt gare delle ombre . 

Kì r ombra derivativa sarà integralmente simile al corpo 

P P 



ombroso, che la genera, se il lume clic cinge colli suoi 
razzi li termini di tal corpo non è della medesima figura 
di esso corpo . 

Dell' ombra dei-h'atìva generata in altra 



ombra deri\>ati\>a 



I ' 



JlLi ombia derivativa nata dal sole può esser fatta sopra 
r ombra derivativa generata dall' aria . Provasi e sia 1' ombra 
dell' obietto m , la quale è generata dall' aria e f nello spa- 
zio fi e Z> , e sia che l' obietto n mediante il sole g faccia 
r ombra alce del rimanente dell' ombra d m e che in tal 
sito non vede 1' aria e f né ancora vi vede il sole . Adun- 
que è ombra doppia perchè è generata dai due obietti cioè nm. 
{Fig.25. Tav.X.) 

Delli termini dell' ambila derivativa . 

JLii termini dell' ombra derivativa sono meno sensibili nelli 
lumi universali che ne' particolari . 

Dell' estensione dell' ombra derivativa . 

i i l termini delle ombre derivative si dilatano tanto più 
dintorno al corpo ombroso , fj[uanto il lume che le genera 
è di maggior grandezza . 

Dove r ombra derivativa è piìi oscura ■ 

\Juella parte dell'ombra derivativa sarà più oscura, la 
quale fia più vicina alla sua causa . Seguita il contrario che 
dice quella parte dell' ombra derivativa lia di minore oscu- 
rità , la quale fia più remota dalla sua causa . 



299 
Delle varietà dell' ombre nel variare le grandezze 
de' lumi che le generano . 

JL Anto cresce l'ombra a un medesimo corpo, quanta è la 
diminuzione del lume che la genera senza mutazione di sito. 

Del variare dell' ombra sanza diminuzione 
dèi lume che la causa . 

T 

J. Anto cresce e diminuisce l' ombra di un medesimo cor- 
po , quanto cresce , o diminuisce lo spazio interposto infra 
il lunK- e l'obietto ombroso, il quale è in se minore del 
corpo luminoso . 



Dell' ombra che si converte in lume . 



I 



L sito ombrato metliante il sole resterà alluminato dall'aria 
dopo la partita di esso sole , perchè sempre il minor lume 
è ombra del lume maggiore . 

Del lume che si converte in ombra . 

JLl sito alluminato dall'aria si farà ombroso , se sarà circon- 
dato dalla percussione de razzi solari , e questo nasce perchè 
il maggior liune fa parere oscuro il lume di minor luce . 

Dell'ombra derivativa creata dal lume di lunga Jìmira , 
che percuote F obietto simile a sé , 

\^uando il lume che passa per ispiracolo di lunga e stretta 
pgura percuoterà l' obietto ombroso di figura e situazione 



3o(> 



sijiiile a sé , allora roinl)ra sarà della lìgiira dcH'olìictto om- 
broso . Provassi sia lo sj)iracolo donde penetra il lume nel 
luogo oscuro a h, e l' oMclto coloiinale di figura eguale e 
simile alla figura dello spiracolo sia e d , ed e f sia la ])cr- 
cussione del razzo ondjroso del detto obietto cr/,dico tale 
ombra non potere essere maggiore , ne ancora minore di 
esso spiracolo in alcuna distanza , essendo il lume condizio- 
nato nel predetto moto . E questo resta provato per la quar- 
ta di questo , che dice tutti li razzi ombrosi e linuiuosi 
sono rettilinei . (^Fig.-ì6. Tcn'.X.) 

Che le ombre deòbon sempre partecipare 
del colore del corpo ombroso . 

Essuna cosa pare della sua naturale bianchezza , perchè 
li siti nelli quali esse son vedute la rendano all'occhio tanto 
o più men bianca , quanto tal sito fia più o meno oscuro. 
E questo e' insegna la Luna , che di giorno ci si mostra nel 
cielo di poca chiarezza , e la notte con tanto splendore , 
eh' ella ci rende di sé il simulacro del Sole , e del giorno , 
col suo scacciar delle tenebre . E questo nasce da due cose , 
e prima è il paragone che in se ha natura di mostrare le 
cose tanto più perfette nelle specie de loro colori , quanto 
esse sono più disformi ; la seconda è che la pupilla è mag- 
giore la notte , che il giorno , com' è provato ; e maggiore 
pupilla vede un corpo luminoso di maggior quantità , e di 
più eccellente splendore, che la pupilla minore, come pro- 
va chi guarda le stelle per un piccolo foro fatto nella carta. 



3< • 1 
Delle cose bianche remote dalT occhio . 

_JA. cosa bianca rimossa dall'occhio, quanto più si rimuo- 
ve , più perde la sua bianchezza , e tanto piti (pianto il Sole 
r allumina , perchè partecipa del colore del Sole misto col 
colore dell'aria, che s' interpone infra l'occhio ed il bian- 
co . La quale aria se il Sole è all' oriente si mostra torba 
e rosseggiante , mediarne li vapori , che in essa si levano , 
ma se l'occhio si volterà all'oriente vedrà solamente le om- 
bre del bianco partecipare del colore azzurro . 



Delle ombre delle cose remote , e lor colore 



i J ì 



|E ombre delle cose remote parteciperanno tanto pii^i di 
colore azzinro, quanto elle saranno in sr più oscure, e pni 
remote ; e cpicsto accade per la interposizione della chiarez- 
za dell' aria , che s' intramette infra l' oscurità de' corpi om- 
brosi , interposti infra il Sole e 1' occhio che la vede , ma se 
r occhio si volta interposto al Sole non vedrìi simile azzurro. 

Delle ombre , e (juali sono quelle primitive , che saranno 
più oscure sopra il suo corpo . 

jLìe ombre primitive si faranno più scure , che saran ge- 
nerate in superficie di corpo più denso , e pel contrario piìi 
chiare nelle superficie de' corpi più rari . Questo è manife- 
sto perchè le specie di quelli obietti, che tingono de suoi 
colori li contraposti corpi , s' imprimono con maggior vigore . 
le quali trovan più densa e pulita superficie sopra essi cor- 
pi . Piovasi e sia il corpo denso r s interposto infra l' ob- 
bietto huninoso n in e 1' obbielto ombroso o p , per la set- 



3o^ 

tlma del nono , che dice la superficie di ogni corpo par- 
tecipa del colore del suo obietto , diremo adunque che la 
parte d e r di esso corpo sia alluminala, perchè il suo obiet- 
to « ?« è luminoso , e per siniil modo diremo la parte op- 
posita a b s essere ombrosa , perchè il suo obietto è oscuro , 
e cosi è concluso il nostro proposito . [Fìg.-i'j. Tan.X.) 

Qual parte della superfìcie di un corpo s' imprime 
meglio del colore del suo obietto . 

uella })arte della superfìcie di un corpo denso partecipa 
più intensamente del colore del suo obietto , la quale è men 
veduta d' altri obietti di altri colori . Adunque colla medesima 
figura ci serviremo al nostro proposito , e sia che la super- 
ficie del sopradetto corpo a r b non sia veduta dall' oscuri- 
tà o p , essa sarà tutta privata di ombra , e similmente se la 
superfìcie e s d non sarà veduta dal luminoso n m essa sarà 
al tutto privata di luce. (Fig.snd.^ 

Qual parte della superjicie di im corpo ombroso Ji a 
dove li colori degli obietti si mischiano . 

Jlr Er tutta quella parte della superficie di un corpo om- 
broso , la quale è veduta dalli coloii di più obietti saran 
miste le specie de' predetti colori ; adunque la })arte del corpo 
ombroso a b e d fin mista di luce, e di ombra , perchè in tal 
luogo è veduta dal lume « /« e dall'oscuro o p . [Fig.sud.) 

Qual parte è di mediocre ombra nella superficie 
di un corpo ombroso , 



JLiA 



parte della superficie di un cor])0 ombroso sarà <li 



3o:3 

mediocre chiarezza , e di mediocre ombrosità , nella quale 
egualmente è veduto dal chiaro , e dall' oscuro ; adunque 
nella Unea A" h sarà mia ombra tanto meno oscura che la 
sua semplice onderà primitiva e s d , quanto ella è men 
chiara che il semplice lume primitivo a r b . (^Fig.sud.) 

Qual parte della superjlcie allum'mata 
sarà di maggior chiarezza . 

\^uella parte del corpo alluminato sarà più luminosa , la 
quale fìa più vicina all' obietto che l' allumina . Provasi e 
sia la parte del cor[)o alluminato o p e ,e V obietto che lo 
allumina sia a b , dico che il punto e è più alluminato , che 
alcuna altra parte di tal corpo , perchè l' angolo a e b lu- 
minoso , che la percuote , è più grosso , che alcun' altro an- 
golo , che in tale superficie generar si possa. (^/^/^. 28. Zizv'. A.) 

Quale ombra principale nelle superficie de' corpi 

e men ara e maggior dijferenza 

delle parti luminose . 

i J ombra delll corpi neri essendo principale ara minore 
dilferen/.a dalli suoi lumi principali , che nella superficie di 
alcun' altro colore . 

Delle ombre fatte nelle parti ombrose de'corpi opachi. 

JLiE ombre fatte nelle ombre de' corpi opachi non hanno 
a essere di qiu^lla evidenza , che sono quelle , che son fatte 
nelle parti luminose delli medesimi coipi , né ancora hanno 
da essere generale dal lame primitivo , ma derivativo . 



3o', 



Qual corpo piglia pUt quantità di ombra . 

uel corpo sarà vestito di niaggioi' quantità di ombra , il 
quale ila luminato da minore corpo luminoso . a h e d sia 
il corpo ombroso , g' è il piccolo luminoso , il quale sol al- 
lumina di esso ombroso la parte ale, onde la parte om- 
brosa ade resta molto maggiore , cbe la parte luminosa ab e. 
[Fig.2Q. Tav.X.) 

Qual corpo piglia più quantità di luce . 

lYjLAggior quantità di luce piglia quel corpo , che da mag- 
gior lume sarà alluminato . a b e d sÌ3i il corpo alluminato , 
e f e quel corpo che lo allumina , dico , che per essere 
tanto maggiore il luminoso , che 1' alluminato , che la parte 
alluminata b e d sarà molto maggiore , che la sua parte om- 
brosa b a d , e questo è provato per la rettitudine delli razzi 
luminosi egf. [Fig.'òo. Tav.XI.) 

Qual corpo piglia piii oscura ombra . 

'uel corpo piglierà ombra di maggiore oscurità il quale 
sarà più denso ; ancoraché tali corpi sieno di un medesimo 
colore , dico che più oscura sarà l' ondjra di un panno ver- 
de , che quella di un' albero frondato , ancoraché il verde 
del panno e delle foglie dell' albero sono di una jnedesima 
qualità . E questo causasi perchè il panno non è trasparen- 
te , com'è la foglia, e non ha. aria alluminala inframessa 
infra le sue parti , come ha la verdura delle piante , la qua- 
le abbia a (ou fondere la parte ombrosa . 



3oD 
Della qualità dell' oscurità delle ombre . 



JLje oscurità delle ombre derivative sono varia])ili in infi- 
nito eoa tanta maggiore , o minor potenza , quante son le 
maggiori o minori disianze nelle quali le percussioni delle 
ombre derivative son causate . Provasi e sia il Sole a che 
genera l'ombra n p h i , weWd quale entra il lume dell'aria, 
che circonda li razzi solari cioè e h r s di sopra , e di sotto 
fcrs,c rischiara essa ombra, la quale è oscurissima nello 
spazio n p o , dove non vede né sole , né aria , se non li 
stremi suoi he. [Fig.'òi. Tav.XI.) 

Dell' ombra delle verdure de' prati . 

JLjE verdure de' prati hanno minima anzi quasi insensibil 
ombra, e massime tlove l'erbe son minute e sottili di To- 
glie , e per questo le ond>r<; non si possono generare , per- 
chè il grand' emisperio cinghie in cerchio le minute iestu- 
che , e se non è cespo di larghe foglie, le ombre dell'erbe 
son di poca evidenza . 

Precetto di pittura . 

ulli lumi luiiversali le ombre occupano poco luogo nel- 
le superficie de' loro corpi , e questo nasce perchè la gran 
somma del lume del nostro emisperio cinghie infino alle 
infime parti delli cor|)i ombrosi , se lui non è impedito col 
suo orizzonte e massime s' egli è sospeso dalla terra . y sia 
r ombroso , e la terra a b e d è il nostro emisperio ^ a d e 
l'orizzonte di tale emisperio, di che ancora l'oscurità della 
terra u jc oscuri tanto del corpo ombroso , quanto ella ne 



A 



3o6 
vede , clic 1' orizzonte che vede le medesime parti , allumina 
li medesimi luoghi , e confonde le specie ombrose della pre- 
detta terra , la quale era in disposizione di fare tali ombre 
oscure nel disotto dell' obietto , s' ella non era impedita . 
(Fig.32. Tav.XI.) 

Delle ombre che non sono compagne 
della parte alluminata. 

Arissime sono quelle ombre de' corpi opachi , che sieno 
vere ombre delle loro parti alluminate . Questa è provata 
per la settima del quarto la quale dice , che la superficie 
di ogni corpo ombroso partecipa del colore del suo obiet- 
to . Adunque il colore alluminato de' volti avendo per obiet- 
to un color nero parteciperà di ombre nere , e così farà del 
giallo , verde , ed azzurro , e di ogni altro colore a lui con- 
traposto . E cpiesto accade per causa che ogni corpo man- 
da la similitudine sua per tutta la sua circostante aria , 
com' è provato in prospettiva , e come si vede per esperien- 
za del Sole , del quale tutti li obietti a lui antiposti parte- 
cipano della sua luce , e quella riflettono alli altri obietti , 
come si vede della luna , e delle altre stelle le quali a noi 
reflettono il lume a lor dato dal Sole , ed il medesimo fan- 
no le tenebre, conciosiachè esse vestono della loio oscurità 
ciò che dentio a loro si rinchiude . 

Del lume de' corpi ombrosi , che non sono quasi mai 
del vero colore del corpo alluminato . 

V^uasi mai potremo dire essere che la superficie de' corpi 
alluminati sia del vero colore di essi corpi . 



La settima del quarto dice la causa di quello che ci 
è proposto , ed ancora ci dimostra quando un volto posto in 
luogo oscuro sarà da una parte alluminato da un razzo 
dell' aria , e da un' altro dal razzo della candela accesa , che 
sanza dubbio parrà di due colori , ed avanti che l' aria ve- 
dessi tal volto, il lume della candela pareva suo debito co- 
lore , e così dell' aria interveniva . 

Se terrai una lista bianca , e metteralla in luogo tene- 
broso , e gli farai pigliare il lume per tre spiraceli cioè dal 
Sole , dal luoco , e dall' aria , tal lista lia di tre colori . 

Come son le ombre per longa distanza . 

JLiE ombre si perdono in longa distanza , perchè la gran 
quantità dell' aria hnninosa , che si trova infra V occhio e 
la cosa veduta , cinge l' ondjra di essa cosa nel suo colore . 

Della larghezza delle ombre , e de' lumi primitivi . 

ìk dilatazione e retrazione delle ombre ovvero la maggio- 
re , o minor larghezza delle ombre , e de' lumi sopra li cor- 
pi opachi saranno trovate nelle maggiori , o minori curvità 
delle parti de' corpi dove si generano . 

Delle maggiori o minori oscurità delle ombre , 

i J E maggiori , o minori oscurità delle ombre si generano 
nelle più curve parti de' membri , e le meno oscure saran- 
no trovate nelle parli più larghe. 



-77 



3o8 

Dove le ombre ingannano il giudizio , che dà sentenza 
della lor maemore o niinore oscurità . 



I 



wfra le ombre di eguale oscurità quella si dimostrerà meno 
oscura , la quale sarà circondata da lumi di minore poten- 
za , come sono le ombre , che si generano infra lumi refles- 
si ; adunque tu , pittore , pensa di non t' ingannare col va- 
riare tal' ombra . 



Dove i lumi ingannano il giudizio del pittore . 



I 



isfra li hnni di eguale chiarezza quel pan-à più potente , 
il quale sarà minore , e fia circondato da campo più oscuro. 

DelV ombra né corpi . 

'uando figuri le ombre oscure nelli corpi ombrosi , figura 
sempre la causa di tale oscurità , ed il simile farai de' re- 
flessi , perchè le ombre oscure nascono da scuri obietti , e 
li reflessi da obietti di piccola chiarezza , cioè da Imni di- 
minuiti, e tal proporzione è dalla parte alluminata de' cor- 
pi alla parte rischiarata dal reflesso , quaV è dalla causa del 
lume di essi corpi alla causa di tale reflesso . 

Delle qualità di ombre e di lumi . 

olto maggiore fia la difierenza de' lumi dalle loro om- 
bre Belli corpi posti alli potenti lumi , che in quelli che 
sono posti ne' luoghi oscuri . 



3o9 
Delle ombre , e lumi , e colori . 

'uclla parte del corpo ombroso si mostrerà più lumino- 
sa , che da più potente lume fìa alluminata . 

Tanto sarà maggiore in sé la quantità delle ombre 
ne' corpi ombrosi che la sua quantità alluminata, quanto è 
maggiore la quantità della oscurità da lui veduta , che quella 
dello splendore , che lo allumina , 

De' lumi , ed ombre , e colori di quelle . 



..iissun corpo non si dimostrerà mai integralmente del suo 
naturale colore . Quello che si propone può accadere per 
due diverse cause , delle quali la prima accade per interpo- 
sizione del mezzo che s'include infra l'obietto, e l'occhio 
da sé , quando le cose , che allumina il predetto corpo , 
non lileugano in sé qualità di alcun colore . 

Quella parte del corpo si dimostrerebbe del suo natu- 
rale colore, la quale fosse alluminata da luminoso senza co- 
lore , e che in tale alluminamento non vegga altro obietto , 
che il predetto lume . Questo non accade mai potersi ve- 
dere se non nel colore turchino ])Osto per piano inverso il 
cielo sopra un' altissimo monte, acciocché in tal luogo non 
possa vedere altro obietto , e che il sole sia occnpato nel 
morire da bassi nuvoli , e che il panno sia del colore 
dell'aria. Ma in questo caso io mi ridico, perché il rosato 
anch' egli cresce di bellezza, quando il sole che l'allumina 
neir occidente rosseggia , e insieme colli nuvoli che si gl'in- 
terpongono ; benché in questo caso si potrebbe ancora accet- 
tare per vero , perchè se il rosalo alluminato dal lume ros- 
seggiante mostra più che altrove bellezza , gli è segno , che i 



3io 

lumi (li altri colori anche rossi gli toglieranno la sua bellez- 
za naturale . 



Delle ombre e limiì iiellì obietti . 



L. 



lA. superficie di ogni corpo ombroso partecipa del colore 
del suo obietto . 

Gran rispetto bisogna al pittore nel situare le cose sue 
infra obietti di varie potenze di lumi , e varj colori allu- 
minati , conciosiachè ogni corpo da quelli circondato non 
si mostra mai integralmente del suo vero colore . 

De' termini insensibili delle ombre . 

uella parte dell'ombra sarà piìi scura, che con men 
somma di lumi s' infonde . 

Delle qualità de lumi e ombre ne'corpi ombrosi . 

ico che le ombre sono di poca potenza nelle parti 
de' corpi , che son \ olte inverso la causa del lume , e così 
sono le ombre infra le ombre volte alla causa di esse om- 
bre . Dimostransi di gran potenza le ombre e lumi , che 
sono infra la causa delle ombre e la causa del lume . 

Delle dimostrazioni de' lumi e delle ombre . 

uella ombra si dimostrerà più oscura , che sarà più vi- 
cina alla luminosa parte del corpo , e così di converso si 
dimostrerà meno oscura , che sarà più vicina alle più oscu- 
re parti de' rorpi . 



3n 
De' lumi . 

V/uel lume si dimostrerà più chiaro, che si accosterà più 
air oscuro , e parrà men chiaro , che ila più vi(uno alle par- 
ti più luminose del corpo . 



De' lumi ed ombre 



o 



vibra è diminuzione , o privazione di luce . L'omlira sarà 
di maggior quantità sopra il suo corpo omljroso , che da mi- 
nor quantità di luce sarà alluminato . Da quanta maggior 
somma di luce il corpo sarà alluminato , tanto minore ila la 
quantità dell' ombra che sopra esso corpo rimane . a è il 
corpo luminoso , Z» e e il corpo omljroso , Z» è la parte del 
corpo che si alhimina , e è quella parte rimanente privata 
di luce, ed in questa è maggior l'ombroso, che il lumi- 
noso , y è il corpo luminoso maggiore che 1' ombroso a e 
opposito,ye il corj)o ombroso , e /^ e la parte alluminata, 
e g^ e la parte ombrala . ( manca la Fig. nel Cod.) 

De lumi e ombre die di se tingono la superficie 
delle campagne . 

I J E ombre e lumi delle campagne partecipano del colore 
delle lor cause, perchè la oscurità composta (l;illc grossezze 
de' nuvoli, olire alla privazione de' razzi solari, imgon disc 
ciò che per lor si tocca . Ma la circostante aria inori de' nu- 
voli e ond)re vede e allumina il medesimo sito , e lallo par- 
tecipante di colore azzurro , e 1' aria [)enetrata da' razzi so- 
lari , che si trova infra l'oscurità della predella ombra della 
terra , e l' occhio di chi la vede , tinge ancora lei esso sito 



3l2 

di colore azzurro , come si prova dell' azzurro dell' aria es- 
ser nato di luce , e di tenebre . Ma la parte delle campa- 
gne alluminate dal sole partecipa dell' aria , perchè fa uffi- 
cio di maggiore per essere l' aria più propinqua , e fassi 
campo d' innumerabili Soli inquanto all' occhio . E queste 
campagne parteciperanno tanto più di azzurro , quanto esse 
son più remote dall' occhio ; e tanto più esso azzurro si 
farà chiaro , quanto s' innalza all' orizzonte , e questo esce 
dalli v'apori umidi . 

Le cose son men note nelle ombre , clie ne' lumi , ed 
il lume universale cinge di se li corpi ombrosi, e gli lascia 
con poco rilievo, quando l'occhio s'interpone infra l'om- 
broso e il lume . L' ombra a tale occhio è invisibile , ma li 
corpi laterali in tal tempo mostreranno delli loro lumi con 
tanta maggiore o minor quantità, quanto tali corpi saranno 
j)iù vicini, o remoti alla linea retta, che si estende dall'uno 
air altro orizzonte , passando per li due occhj veditori di 
tale campagna . 

Del lume derivatwo . 

L lume derivativo resulta da due cose , cioè lume origi- 
nale , e corpo ombroso . 

De' lumi . 

JL lumi che alluminano li corpi opachi sono di q uattro sor^ 
ti.; cioè universale, come dell'aria, che è dentro al nostro 
orizzonte ; e particolare com' è quello del Sole , o di una 
finestra , porta , o altro spazio . Il terzo è il lume reflesso . 
Quarto è il quale jp*ssa per cose trasparenti , come tela . o 



3i3 

carta, e simili, ma non trasparenti, come vetri, o cristal- 
li , od altri cor[)i , li quali fanno il medesimo ellelto , come 
se nulla fosse interposto infra il corpo ond)roso , e '1 lume 
che lo allumina , e di questi parleremo distintamente nel 
nostro discorso . 

Di aUuminazione e lustro . 

.Lluminazione è partecipazione di luce , e lustro è spec- 
chiamcalo di essa luce . 

Di ombra e lume . 

JL Encbre è privazion di luce, e luce è privazion di tene- 
bre, ombra è mistion di tenebre con luce, e fia di tanto 
maggiore , o minore oscurità , quanto la luce che con lei si 
mischia, sarà di minore, o di maggiore potenza. 

Di ombra e lume . 

celi' obietto ara le sue ombre e lumi di termini più 
insensibili , il quale sarà interposto infra maggiori obietti 
oscuri e chiari di quantità contiimi . Provasi e sia l'obietto 
o , il quale è interposto infra 1' ombroso n m e il lumino- 
so rs, dico che f obiclto ombroso cinge quasi tutto l'obiet- 
to colla sua ])iramidc n a m . Il simile lii all' opposito la 
piramide di I luminoso /• e j- , e per l'oliava del sesto è con- 
cluso quello che si propone. La quale dice, che quella par- 
te . delio spcrico saia [)iìi oscura, che più vede della anti- 
posta oscurità. Seguita che e è più oscuro che alcun' altra 
j)arte di esso sperico , e lo piova la seconda figura . A a e 

r r 



3i4 

vede tiitia la oscurità e gf, tale oscurità non s' imprime so- 
pra esso b a e con cgual potenza , perchè non s' imprime 
con uniCorme cpiantità, conciosiachè « che vede tutta l'oscu- 
rità efh molto più oscura che Z» , il c|uale ne vede sola- 
mente la metà e g . \\ simile accade in e eh' è veduto dal- 
la parte dell' ombra g f . {Fig.33. Tav.XI.) 



De' lumi e ombre , 



0< 



'cui parte del corpo , ed ogni minima particola , che si 
trova avere alquanto di rilievo , io ti ricordo , che guardi a 
dargli i principati delle ombre , e di lumi . 



Di ombra e lume . 



O 



'ani parte della superficie , che circonda i corpi , si tras- 
muta in parte del colore di quella cosa , che 1' è posta per 
obietto . 

Esempio . 

E tu porrai un corpo sperico in mezzo a varj obietti , 
cioè che da una parte sia lume del sole , e dall' opposita 
parte sia uno muro alluminato dal sole , il sia verde , o di 
altro colore , il piano dove si posa sia rosso , dai dui lati 
traversi sia scuro , vederai il naturale colore di detto corpo 
partecipare de' colori , che li sono per obietto , il più poten- 
te fia il luminoso , il secondo fia quello della pariete allu- 
minata , il terzo quello dell' ombra , rimane poi una quan- 
tità , che partecipa del colore delli stremi . 



3i5 

Di ombre e lumi . 



V. 



Etli , tu che ritrai , delle opere di natura la quantità , e 
la qualità , e le ligure di lumi ed ondare di ciaseun mus- 
colo , e nota nella lunghezza della loro figura a qual mus- 
colo si drizzano colle rettitudini delle lor linee centrali . 

De' lumi infra V ombre . 

I^uando ritrai alcun corpo , ricordati quando fai parago- 
ne della potenza de' lumi delle sue j)arti alluminate , che 
spesso r occhio s' inganna , parendogli più chiara quella , che 
è men chiara . E la causa nasce mediante li paragoni delle 
parti che confinano con loro , perchè se aran due parti di 
chiarezza ineguali , e che la men chiara confini con parti 
oscure, e la più chiara confini con parti chiare, com'è il 
cielo , o simili chiarezze , allora quella , eh' è men chiara , 
o vuò dire lucida , parrà piìi lucida , e la più chiara parrà 
più oscura . 

Del chiaro e scuro . 



I 



L chiaro e lo scuro insieme colli scorti è la <;ccellenza 
della scienza della pittura , (4») 



Del citi aro e scuro 



I 



L chiaro e lo scuro , cioè il lume e ombre hanno un 
mezzo , il quale non si j)uò nominare né chiaro , ne scuro 
ma egualmente partecipante di esso chiaro e scuro . Ed è al- 
cuna volta egualmente distante al chiaro ed all' oscuro ed 
alcuna volta più vicino all' uno che all' altro . 

r r 2. 



3i6 

Delle quattro cose che si ha da considerare 
principalmente nelle ombre e lumi . 

^uaUvo sono le j)arti principali , lo quali si hanno tla 
considerare nella pittura , cioè qualità , quantità , sito , e fi- 
gura . Per la qualità s' intende , che ombra , o quale parte 
dell' ombra è più o men' oscura . Quantità , cioè quanto sia 
la grandezza di tale ombra lispetto alle altre vicine . Sito , 
cioè in che modo si debbano situare , e sopra che parte 
dello membro , dove si appoggia . Figura , cioè che figura 
sia quella di essa ombra , come a dire s' ella è triangolare , 
o partecipi di tondo , o di quadrato ec. 

L' aspetto ancora è da connumerare in nelle parti del- 
le ombre , cioè che se 1' ombra ha del lungo , vedere a che 
aspetto si drizza la somma di tale limghezza . Se si drizza 
all' orecchio 1' onderà di un ciglio , se si drizza allo nare del 
naso r ombra inferiore della cassa dell' occhio , e così con 
simili riscontri di varj aspetti situare esse ombre . Adunque 
r aspetto è da essere preposto al sito . 

Della natura del lume alluminatore 
delli corpi ombrosi . 



I 



L lume universale cinge la parte del corpo ombroso da lui 
veduta , e 1' allumina , e varia 1' allurainazione di quella con 
tanta maggiore , o minor chiarezza , quanto le parti di tal 
corpo alluminate son vedute da maggiore o minore quan- 
tità di esso lume universale . 



3 17 



Delli lumi wìwersali sopra li corpi puliti . 



L, 



it liinil universali circostanti alli corpi puliti daranno 
chiarezza miiversale ncllcr superlìcie di tali corpi . 

De' corpi ombrosi li qucdi son puliti e lustri . 

'eIIì corpi ombrosi , li quali hanno superficie [)ulita , e 
lustra , quelli eh' anno lume particolare variano in loro le 
ombre e li lustri in tanti yarj siti , quante sono le mu- 
tazioni del lume dell'occhio che li vede. 

In questo caso il lume particolare può essere immobi- 
le , e l'occhio mobile, e così di converso , eh' è quel me- 
desimo inquanto alle mutazioni de' lustri e delle ombre 
nelle superficie di essi corpi . 

Come li corpi circondati da lume universale 

generano in molte parti di sé 

i lumi particolari . 

vJTKncransi li lumi particolari nelle superficie de' corpi om- 
brosi , ancoraché il lor tutto sia circondato di sopra da 
lume universale del cielo senza sole, com'è quando alcuno 
oscuro nuvolo cel toglie , e cel' occu[)a . E questo nasce per 
l;i inegualità , eh' unno le superficie di essi corpi , mediante 
le membra a quelli congioute , le quali inleiponendosi infra 
esso lume , ed il corpo ondjroso , privano esso corpo di gran 
quantità di luce universale ; onde la luce , che ])enetra in- 
fra li membri ed il corpo , fìa lume particolare , cioè parte 
di tutto il lume, che di sé abbraccia le parti esteriori di 
ciascun membro del corpo , 



3i8 

Delle ombre e lumi colli quali si Jìrtge 
le cose naturali . 

Oono alcuni , che vogliono vedere le ombre oscure in tut- 
te le loro opere , e così liiasimano chi non fa come loro . 
A questi tali si satisfarà in parte colf operare ombre oscu- 
re , ed ombre chiare , le scure ne' luoghi oscuri , e le chiare 
nelle campagne a lumi universali . 

Delle ombre , ed in quali corpi non possono essere 
di gran potenza di oscurità , e così i lumi . 

■ove non si genera ombre di grande oscurità , non si può 
ancora generare lumi di gran chiarezza . E questo accade 
negli alberi di rare , e strette foglie , come e salici , scope , 
ginepri , e simili , ed ancora ne' panni trasparenti , come so- 
no zendadi , veli , e simili , e cosi li capogli crespi e spar- 
si . E questo accade perchè tutta la somma di ciascuna di 
predette specie non compone lustri nelle sue particole , e 
se vi sono , sono insensibili , e le loro specie poco si rimuo- 
vono dal luogo , dove si generano ; ed il simile fanno le 
parti ombrose di taH particole, e tutta la somma non ge- 
nera ombra oscura , perchè l' aria li penetra ed allumina , 
così le parti vicine al mezzo, come quelle di fuori 5 e se vi 
è varietà è quasi insensibile , e così le parli alluminate di 
essa somma non possono essere di troppa diiferenza dalle 
parti ombrose ; perchè penetrando •com' è detto l' aria limii- 
nosa per tulle le particole, le parti alluminate sono tanto 
vicine alle particole adombrate , che le loro specie mandate 
all'occhio fanno un misto confuso, composto di minimi 
chiari e scuri , in modo che non si discerné in tal mistx) 



3i9 
altro che confusione a uso di nebbia . Il simile accade iielli 
veli , tele ragnatc , e simili . 

Del lume particolare del Sole , o di altro 
corpo luminoso . 

'uella parte del corpo alluminato sarà di più intensa chia- 
rezza , la quale sarà percossa dal razzo luminoso infra an- 
goli più simili , e la meno alluminata fia quella , che si tro- 
verà infra angoli più disformi di essi razzi luminosi . 

L' angolo n nel lato che riguarda il sole per essere per- 
cosso da esso sole infra angoli eguali sarà allinninato con 
maggiore potenza di razzi, che jiissun' altra parte di esso 
corpo alluminalo . Il punto e sarà mcn che nissun'altra parte 
alluminalo, per essere esso punto ferito dal corpo solare con 
angoli più disformi , che nissun' altra parte della planizia , 
duude si estendono tali razzi solari ; e sia dclli diù angoli 
il maggiore dee ed il minore e e /, e gli angoli eguali , 
che io dovea figurare prima, sono a n o e b /i r , li quali 
son di punto eguali , e per questo n sarà più che altra 
parte alluminata . {^Fig.'ò\. Ta2>.Xl.) 

Del lume universale dell' aria , dove non 
percuote il Sole . 

iJuella cosa si dimostrerà più alluminata, che sarà vedu- 
ta da maggiore quantità di luminoso . Per quel eh' è iktlo 
e sarà più alluminata che a , jx icliè e vede maggior som- 
ma di cielo , vedendo /• s che non vede a , vedendo solamen- 
te il cielo hcd. {Fig.35. Tav.M.) 



320 

Dell'universale alluniitiazìoiìe mista colla particolare 
del sole o di altri lumi . 

Enza (Jiil)l)lo quella parte del corpo ombroso , che sarà 
veduta da men quantità del corpo universale e particola- 
re , quella sarà nien' alluminata . Provasi e sia a il corpo del 
sole posto nel cielo n a m , dico che il punto o del corpo 
ombroso sarà più alluminato dal lume universale , che il 
punto r, perchè a vede , ed è veduto da tutta la parte del 
liinic uni\ersule /?. « m , ed il ])unto /• non è veduto , se non 
dalla parte del cielo m e . Dipoi o e %eduto da tutta la 
quantità del sole eh' è volta a lui , e lo r non vede alcu- 
na parte di esso sole . [Fig.'Ò^. Tav.XI.) 

Dell' ombra media , la quale s' interpone infra 
la parte alluminata , e l'ombrosa de' corpi. 



I 



jjfra la parte alluminata e l' ombrosa de' corpi se gì' in- 
framette 1' ombra media , la quale varia assai li suoi teimi- 
ni ; imperocché dov' essa termina coli' ombra si converte in 
ombra , e dov' essa termina coli' una parte '.luminata , ella 
si fa della chiarezza di essa alluminata ; e se il lume pri- 
mitivo sarà particolare , allora vi sarà li lustri , li quali son 
così espediti termini dell' ombra media , quanto si sia la 
parte ombrosa . 

Se il gran lume di pò ca potenza vai quanto un 
picciolo lume di gran potenza . 

JLi oud)ra generata da xm piccolo lume e polente , è pili 
oscura che 1' umbra nata da un maggior lume , e di uiiuo- 
rc potenza . 



321 

Del mezzo incluso infra li lumi , e le 
ombre principali . 

I J oml)ra mezzana si dimostrerà di tanto maggiore quan- 
tità , quanto 1' occhio , che la vede fia più a riscontro del 
centro della sua magnitudine . Ombra mezzana è detta quella 
che tinge la superficie de' corpi ombrosi dopo 1' ombra prin- 
cipale , e vi si contiene dentro il riflesso , e si fa tanto più 
oscura , o chiara , quanto essa è più vicina , o remota da es- 
sa ombra principale . /w « sia l'ombra più oscura, il resto 
sempre si rischiarerà insino al punto o . Il resto della figu- 
ra non è in altro al proposito della proposta , ma servirà 
alla succedente. [Fig.'ò'j. Tav.XI.^ 

Del sito dell' occhio , che vede piti o meìt' ombra 

secondo il moto , che lui fa intorno 

al corpo ombroso . 

JL Anto si variano le proporzioni delle quantità eh' anno 
infra loro le parti ond^rose ed alluiuinate de"" corpi om- 
brosi , quante sono le varietà de' siti dell' occhio , che le ve- 
de . Provasi e sia ano il corpo ombroso , p sia il lumi- 
noso che lo al)braccia , colli suoi razzi p r e p s allumina 
la parte m d n , e '1 rimanenle n o m resta oscuro , e l'occhio 
che vede tal corpo sia <y , il quale colli suoi razzi visuali ab- 
braccia esso corpo ombroso , e vede tutto </ m o , nella qual 
veduta vede dm parte alluminata assai minore che « o parte 
ombrosa, come si jirova nella piramide r/ ij' o tagliata in /: /* 
egualmente distante alla sua base divisa nel punto e . E cosi 
similmente si varicrà in tanti modi la quantità del chiaro 

ss 



322 

e scuro all' occhio che il vede , quante saranno le varietà 
de' siti del predetto occhio . [Fig- siidetta.] 

Qual sito è quello donde inai sì vede ombra 
ne Ili sperici ombrosi . 

JLi occhio che sarà situato dentro alla piramide reflessa delle 
specie alluminate de' corpi ombrosi , non vedrà mai nissuna 
parte ombrosa di esso corpo . La piramide reflessa della 
specie alluminata sia a b e , e la parte alluminata del corpo 
ombroso sia la parte b e d e , l'occhio che sta dentro a ta- 
le piramide sia e , al quale non potran mai concorrere tutte 
le specie alluminate b e d , se lui non si trova nel punto 
luminoso a , dal quale nessuna ouibra è mai veduta , che lui 
subito non la destrugga . Seguita adunque che e non ve- 
dendo se non la parte alliiniinata o d p , h più privato di ve- 
dere li termini dell' ombra b e che non è a eh' è tanto 
più remoto . [i^/^.38. Jav.KI.) 

Qual sito ovvero qual distanza è quella intorno 

al corpo sperico , donde mai non è 

privato di ombra . 

.A quando 1' occhio sarà più distante dallo sperico om- 
broso , che il corpo che lo allumina , allora è impossibile a 
trovar sito donde l' occhio sia integralmente privato dello 
spazio ombroso di tale corpo . Provasi , b n e aia il corpo 
ombroso , a sia il corpo luminoso ^ d n e h la sua parte om- 
brosa , e b s e fìa alluminata , e sia 1' occhio più remolo 
dal corpo ombroso eh' è il lume a , il quale occhio vede tutta 
r ombra b d e e . E se esso occhio si muoverà circolarmente 



323 

intorno a esso corpo con la medesima distanza , impossibile 
è che mai integralmente perda tutta la predetta ombra ; im- 
perocché se col suo moto perde una parte di essa ombra da 
un lato, esso pel moto n'acquista dall' altro. [Fig.3().7\n^.XI.) 

Qual lume fa le ombre de' corpi più, differenti 
alli lumi loro . 

uel corpo farà le ombre di maggiore oscurità , il quale 
fia alluminato dal lume di maggiore splendore . Il punto a 
è alluminalo dal sole , ed il punto b è alluiwinato dall' aria , 
alluminata dal sole , e tal proporzione fia dall' alluminato a 
all' alluminato b , qual' è la proporzione eh' à il lume del Sole 
con quello dell' aria . (^FigJyo. Tav.XI.) 

Di varj obietti viciìii veduti in longa distanza . 

'uiindo li obietti vicini infra loro e minuti saran veduti 
in longa distanza , in modo che si perda la notizia delle loro 
figure , allora si causa un misto delle loro specie , il quale 
parteciperà più di quel colore , del quale fia vestita la mag- 
gior somma delli delti obietti . 

Del sito dove V obietto si mostra 
di maggiore oscurità. 

\/ueir obietto si mostra più oscuro in pari distanza dall'oc- 
chio , il quale sarà veduto in più alto sito . E questo acca- 
de peicliè l'aria è più sottile, quanto più s'innal/a, e man- 
co occupa l'obietto che la sua grossezza. E di qui nasce 
che sempre le cime de' colli che camj>eggIano nelle spiaggia 

s s 2. 



324 

ideili monti si dimostrano essere più oscuri nelle cime, che 
nelle loro base. 

Dove ed in qual colore le ombre perdano pia il colore- 
naturale delle cose ombrate . 



I 



L bianco , che non vede né lume incidente , ne nissuna, 
sorte di lume reflesso , è quello che prima perde nella sua 
ondjra integralmente il suo proprio naturai colore , se co- 
lore si potesse dire al bianco . Ma il nero agumenta il suo 
colore nelle ombre , e lo perde nelle sue parti alluminate , 
e tanto più lo perde , quanto la parte alluminata è veduta 
da lume di maggior potenza . E il verde , e 1' azzurro agu- 
menta il suo colore nelle ombre mezzane ; ed il rosso , e 
giallo acquista di colore nelle sue parti alluminate . Il simi- 
le fa il bianco , e li colori misti partecipano della natura 
de' colori , che compagnano tal mistione ; cioè il nero misto 
col bianco fa berettino . Il quale non è bello nelle ultime 
ombre , com' è il nero semplice , e non è bello in su lu- 
mi , come il semplice bianco , ma la suprema sua bellezza 
si è infra lume ed ombra . 

Qual colore di corpo farà ombra più differente 
dal lume , cioè qual sarà più oscura . 

V^ucl corpo ara le sue parti ombrose più remote di chia- 
rezza i-ispetto alle parti alluminate , il quale sarà di colore 
più propinquo al bianco . 



Qual parte dì un corpo sarà più alluminata da 
un medesimo lume in qualità - 

x^uclla parte di un corpo, che sarà alluiiiiiiata da una 
qualità liimiiiosa , sarà di più intensa chiarezza di quella , 
la quale è percossa da più grosso angolo Inniinoso . Pro- 
vasi e sia r eniisperio r m e , il quale allumina la casa k dof^ 
dico che quella parie della casa sarà più alluminata eh' è 
percossa d-a più grosso angolo, nato da una' medesima qua- 
lità luminosa. Adunque in y dove percuote «/e sarà più 
intensa chiarezza di lume , che dove percuote l'angolo edc^ 
e la proporzione delli lumi fia la medesima , che quella de- 
gli angoli , e la proporzione degli angoli sarà la medesirìia 
qual è quella della loro base ne ed <? e , de' quali il mag- 
giore eccede il minore in tutta la parie n e, e cosi in a 
sotto la gronda del letto di tal casa fia tanta minor luce 
che in rZ, quanto la base he di tale angolo h a e h mino- 
re della base e e . E così seguita sempre proporzionatamente , 
essendo il hnne di una medesima qualità . Ed il medesimo 
eh' è detto di sopra si conferma in cpialunchc corpo allu- 
minato dal nostro cmisperio . E qui si manifesta nella par- 
te dell' obietto sperieo sotto 1' emisperio k ed y, il quale nel 
punto b è alluminato da tutta la parte a e e ^a nella parte 
d dall' emisperio e f eà in o dal e f eà m n da /// /" ed in 
Il dal s f^ e così hai conosciuto dov'è il primo lume, e 
la ])rima ombra in qualunque corpo . [i^/g-./|i. f? 4 •.>. 7iu\A/.) 
Quella parte di un corpo ombroso sarà più luminosa, 
che da maggior somma di lume fia alluminata . Adunque 
ponendo pel corpo ombroso il corpo a h e e li d f n pel 
corpo luminoso, cioè T cmisperio alluminalo nella parie e 
ha dop])io })iù lume , che nella parie h , e tre quarti più che 



/ 



326 
In a , perchè il e è alluminato dal ciclo d g f e ^ e 5 dal 
cielo (lfc\\h la metà meno di de, e la parte a fia solo 
alluminata dalla quarta parte di d e cioè da g d . 

La superficie di ogni corpo opaco partecipa del colore 
del suo obietto . Sia d il corpo opaco , a n sia il corpo lu- 
minoso , a e sia un corpo di colore oscuro ,cd sia il piano 
alluminato dall' emisperio af in n , j)cr 1' antidetta r sarà più 
alluminata che o , o che s , o che t . 11 simile faranno le par- 
ti che son volte a « e corpo oscuro , ed il simile quelle 
che son volte al luogo alluminato e d , e di qui nasce lume 
e ombra, e lume reflesso. [i^/^''.43' Tav.XI.e !\^\.Tiiv.XII.) 

L' ombra che resta sotto li sporti delle copriture degli 
edillcj la quale fa il sole in ogni grado di altezza acquista 
oscurità . [Fig.l^S. Tav.XII.) 

La cosa veduta dentro alle abitazioni alluminate da lume 
particolare ed alto di qualche finestra dimostrerà gran dif- 
ferenza infra lumi e le sue ombre , e massime se l' abita- 
zione fia grande , o scura . 

Quando il lume particolare alluminerà il suo obietto , 
il quale obietto abbia in opposita parte alcuna cosa allumi- 
nata dal medesimo lume , che sia di color chiaro , allora na- 
scerà il contra lume cioè reflesso, ovvero riverberazione. 

Quella parte del lume reflesso , che veste in parte la 
superficie de' corpi , sarà tanto men chiara che la parte al- 
luminata dall' aria , quanto essa è meno chiara dell' aria . 

E tu , pittore , che usi le storie fa che le tue figure 
ablìiano tante varietà di lumi , e di ombre , quanto son va- 
rj gli obietti , che T hanno creata , e non far maniera ge- 
nerale . 

La parte della superficie di ogni corpo partecipa di 
tanti varj colori , quanto son quelli che gli stanno per obietto. 



32^ 

La campagna alluminata dal sole ara le ombre di qua- 
iunche cosa di granile oscurità , e quel che la vederà per 
r opposita parte , che la vede il sole, gli parrà oscurissima , 
e le cose remote gli parranno propinque . 

jMa quando tu vedrai le cose per la linea , che le vede 
il sole , essa ti si mostrerà sanza ombre , e le cose propinque 
ti si mostreranno remote , ed incognite di figura . 

La cosa che sarà alluminata dall' aria senza sole ara 
quella parte più scura , che vedrà manco aria , e tanto più 
oscura , quanto essa sarà veduta da maggior somma di sito 
oscuro . 

Le cose vedute alla campagna hanno poca differenza 
dalla loro ondjra ai loro lumi , e le sue ombre fieno quasi 
insensibili , e senza alcuna terminazione , anzi a similitudi- 
ne di furai s' anderanno perdendo inverso le parti lumino- 
se , e sol quivi (la più oscura , dov'ella Ila jirivata dell'obiet- 
to dell' aria . 

La cosa veduta in luoghi poco luminosi , od in sul 
principiare della notte , ancora lei ara ])0ca differenza da lu- 
mi alle ombre, e se fia intera notte la differenza infra lu- 
mi e le ombre all' occhio umano è tanto insensibile , che 
perde la figura del tutto, e solo si dimostra alle sottili vi- 
ste degli animali notturni , 

Le cose per distanza ti si mostrano ambigue , e dubio- 
sc , falle con tal confusione , se non eh' ella non parrà dilla 
medesima distanza , non terminare i suoi confini con certa 
terminazione , perchè i termini sono linee , o angoli , e per 
essere le ultime delle cose minime , non che di lontano , 
ma dap[)resso fieno invisibili . 

Se la linea e cosi il punto mattematico son cose invi- 
sibili , e termine delle cose per essere ancora loro in linea 



328 

sono invisibili ; essendo propinquo adunque lu , pittore , non 
terminerai le cose remote dall' occhio , nelle quali distanze 
non eh' essi termini , ma le parti de' corpi sono insensibili . 

Tutte le cose alluminate pai^tecipano del colore del suo 
alluminante . 

Le cose ombrate ritengono del colore della cosa che le 
oscura . 

Quanto maggiore è il lume della cosa alluminata, tan- 
to più oscuro pare il corpo ombroso , che in esso campeggia. 

Egualità di ombre in pari corpi ombrosi , 
e- liuninosi in diverse distanze. 

ossibile è che un medesimo corpo ombroso pigli eguale 
ombra da luminosi di varie grandezze. Provasi /'og'r è 
un corpo ombroso , del quale 1' ombra è J'g o generata dal- 
la privazion dell' aspetto del luminoso d e nella vera distan- 
za , e dal luminoso b e nella distanza remota . E questo na- 
sce che r uno , e l' altro luminoso è egualmente privato 
dell' aspetto ombroso f o g mediante la rettitudine delle li- 
nee ab r e . Il medesimo diremo di due luminosi in v'arie 
distanze da uno ombroso , cioè il linninoso r s grande , ed 
il luminoso a e piccolo , variamente remoti da esso ombro- 
so n m o q . [Fig.l\Q>. Tav.XIl.) 

Qaal luminoso è quello , che mai vedrà se non 
la metà dello sperico ombroso . 

V^'uando lo sperico ombroso sarà alluminato dallo sperico 
luminoso di grandezza eguale a esso sperico ombroso , allo- 
ra la parte ombrosa e luminosa di esso corpo ombroso sa- 



329 
ranno infra loro eguali . Sia a b e d lo sperico ombroso 
eguale allo sporico luminoso ef, dico la parte ombrosa ab e 
dello sperico ombroso essere eguale alla parte luminosa a b d. 
Yj provasi cosi : le paralelle efs t som contingenti alle fronti 
dal diametro a b cioè diametro dello sperico ombroso , il 
quale diametro passa pel centro di esso sperico , il quale es- 
sendo diviso nel tUametro detto , sarà diviso per eguali , e 
r una parte sarà tutta ombrosa, e l'altra fia tutta luminosa. 
{Fig.fy-]. Tav.XII.) 

S'egli è possibile che per alcuna distanza un corpo luminoso 
possa alluminare solamente di un corpo ombroso 

minor di lui . 



Mpossibil' è che per alcuna distanza un luminoso maggio- 
re di un' ombroso possa alluminare punto la metà di esso 
ombroso . 

Quel eh' è detto si prova per le linee paralelle , le quali 
si causano per essere equidistanti inlia loro , ed infra linee 
equidistanti non s' include pimto se non corpi sjierici . Di 
quel diametro adunque li stremi di due sperici iiuguali non 
saranno contingenti a due linee paralelle . (//g^./jS. Tav.XII.) 



Delle varie oscurità delle ombre de' corpi 

in pittura contrafatte . 



L, 



is. superHcie di ogni corpo opaco partecipa del colore del 
suo obietto, e tanto più o meno quanto l'obietto gli sarà 
più vicino o remolo . 

Provasi la j»rima parte e sia a i e la superficie del cor- 
po opaco , il quale j)orrcmo , che sia di superficie bianca , 

t t 



33o 

e che r obietto r s sia nero , e 1' obietto n m sia ancora lui 
bianco , e per la nona di questo che prova che ogni corpo 
empie r;aria circostante della specie del suo^ colore , e della 
similitudine del corpo colorito , adunque r s obietto nero 
empierà l' aria , che gli sta dinanzi di colore oscuro , il qua- 
le terminerà in g a b parte del corpo opaco a b e , la qual 
parte si tingerà in esso colore del suo obietto r J , ed il cor- 
po bianco dell' altro obietto n m iml)iancherà tutta la parte 
del corpo opaco in « è e ; adunque nell' opaco si troverà tutto 
a g in semplice partecipazione di nero /■ j ed in i e in sem- 
plice bianco , ed in « Z» eh' è veduto dall' obietto bianco , e 
dall' obietto nero sarà color composto di bianco e di nero , 
cioè superficie di color misto.. 

Per la seconda parte della detta proposizione molto sa- 
rà più oscuro in a che in b perchè a è più vicino al cor- 
po nero r s che non è è , e questo è manifesto per la defi- 
nizione del cerchio in geometrìa com' è figurato . Ed oltre 
di questo nell' angolo b per essere il minore angolo che sia , 
com' è provato in geometrìa nell' angolo della contingenza , 
h non può vedere altro che 1' estremo del corpo r s nel 
punto r, ed oltre questo si aggiunge in b la chiarezza dell' ob- 
bictto bianco n jn , il quale ancora che fosse nero per esse- 
re più remoto dal b che a dal /■ s coni' è provato , b non 
sarebbe mai di tanta oscurità quanto è quella dell' a . 
{FigJ^Q. Tav.XII.) 

Quel colore sarà veduto di più distante luogo , che sa- 
rà più remoto dal nero . 

E quel si dimostrerà in pari distanze di più espediti 
termini , il quale sarà veduto in campo più disforme in chia- 
rezza , od in oscurità di lui . 



33 1 
Quali colori fan più varietà di lumi alle ombre . 



I 



«fra li colori sarà maggior difterenza dalle loro ombre alli 
loro lumi , li quali saran più simili alla bianchezza ; perche 
il bianco ha più chiara allumiuazionc , e più oscura ombro- 
sità che altro colore , benché il bianco , nò il nero sicn nel 
jiumero de' colori. 

Tutt' i colori nelle lontane ombre sono ignoti 
ed indiscernibili . 

JL utt' i colori di lontano fieno nelle ombre ignorati , per- 
chè la cosa che non è tocca dal principale lume , non è po- 
tente a mandare di se all' occhio per 1' aria più luminosa la 
sua similitudine , perchè il minore lume è vinto dal maggiore. 

Esempio , 

oi vediamo essendo in una casa , che tutl' i colori i 
quali sono nelle parieti delle mura si veggono cliiara ed espe- 
ditamente , quando le finestre di detta abitazione fieno aper- 
te ; e se noi usciremo fuori di essa casa, e riguardaremo un 
poco di lontano per dette finestre di riveder le pitture fatte 
su dette mura , in iscami)io di esse pitture vedcremo una 
continuata oscurità . 

De' colori delle specie degli obietti , che tingono 
di sé le supeijicie de' corpi opachi . 

olte sono le volte , che le superficie de' corpi opachi . 

ti 2 



332 

nel Ungersi de' colori de' neri oliictti , pigliano colori, che 
non sono in essi obielli . 

Pro\<isi ^ e d sia il corpo 0|)aco , ed a h sia il suo obiet- 
to , il quale [)orremo che sia di color giallo , e il corpo 
opaco azzurro , dico che tutta la parte della superficie d n e 
di tal cor[)o opaco , eh' è in sé azzurro si dimostrerà esser 
verde , ed il simile farel)be se 1' opaco fosse giallo , e l'obiet- 
to azzurro . E questo nasce perchè li colori varj , quando 
son misti si trasmutano in uu terzo colore , partecipante 
dell'uno e dell'altro. E per questo il giallo misto coli' az- 
zurro fa verde , il qual verde è un composto de' suoi com- 
ponenti , che mani fastamente si comprende dal pittore spe- 
culativo . (^Fig.So. Tav.XII.) 

Del color falso delle ombre de' corpi opachi . 

'uando un' opaco fa la sua ombra nella superficie di un'al- 
tro opaco , il quale sia alluminato da dui varj luminosi , al- 
lora tale ombra non dimostrerà essere del medesimo corpo 
opaco , ma di altra cosa . 

' . Provasi n d e sia il corpo opaco , e sia bianco in sé , 
e sia luminalo dall' aria « Z> e dal fuoco cg^ dipoi sia an- 
tiposto infra il fuoco e 1' opaco l' obietto o p , del quale 
r ombra si taglierà nella superficie in d n , ora in esso d n 
non allumina più il rossore del fuoco , ma l'azzurro dell'aria, 
onde in d ii fia partecipante di azzurro ed in // f vede il 
fuoco . Adunque l' ombra azzurra termina al di sotto col 
rossore del fuoco sopra tale opaco e di soj)ra termina con 
colore di viola , cioè che in d e è alluminato da un misto com- 
posto dell'azzurro deU' aria ah & dal rossore del fuoco r/ e, 
eh' è quasi colore di viola, e così abbiamo provato tale om- 



333 

bra esser falsa , cioè eh' ella non è ombra del bianco , né 
ancora del rosso che la circonda . (^Fig.!ji. Tav.Xll.] 

QuaV è in sé vera ombra de' colori de corpi . 

JLi ombra de' corj)i non debbe partecipare di altro colore, 
che quel del coipo dove si apjdica ; adunque non essendo 
il nero connunicjalo nel numero de' colori , da lui si to- 
glie le ondjre di tutt' i colori de' corpi con j)iÌL o meno 
oscurità, che più o men si richiede nel suo luogo ; non per- 
dendo mai integrahnente il colore di detto corpo , se non 
nelli termini inchisi dentro alli termini del corpo opaco . 

Adunque tu , jìittore , che vuoi ritrarre , tingi alquanto 
la pariete del tuo studio di bianco misto con nero , perchè 
bianco e nero non è colore . 

QuaV obietto tinge piìi della sua similitudine 
le superfìcie bianche de' corpi opachi . 

?ueir obietto tingerà più della sua similitudine le super- 
fìcie de' corpi bianchi opachi , il quale sarà di natura più 
remoto dal bianco . Quel che qui si dimostra essere più re- 
moto dal bianco è il nero , e questo è quello in che la su- 
])erficie del bianco opaco più si tingerà che di nessun co- 
lore di altri obietti . 



Degli accidenti delle superai eie de' corpi . 



L.A 



ìa superficie di ogni corpo o[)a(0 partecipa del colore del 
suo obietto , il qual colore sarà sopra essa superfìcie tanto 



334 

più sensibile , quanto la superfìcie di tal corpo sarà più bian- 
ca , e quanto tal colore le fia più vicino . 

Del colore delle ombre , e quanto si scurano . 

Oiccome tutti li colori si tingono nell' oscurità delle tene- 
bre della Jiotte , così l' ombre di qualunque colore finisco- 
no in esse ombre . Adunque tu , pittore , non osservare che 
nelle ultime tue oscurità si abbia a conoscere li colori , che 
confinano insieme ; perchè se natura noi concede , e che tu 
fai professione di essere imitatore di natura , quanto nell'ar- 
te si concede , non ti dare ad intendere di racconciare li suoi 
errori , perchè errore non è in lei , ma sappi eh' egli è in te , 
conciosia dato un j)rincipio egli è necessario che seguiti un 
mezzo , ed un fine compagno di esso principio . 

Belli colori de' lumi alluminatori de'corpi ombjosi . 

JLl corpo ombroso posto infra propinque parieti in luogo 
tenebroso , il quale da un lato sia alluminato da un mini- 
mo lume di candela, e dall' opposita sua parte sia allumi- 
nato da un minimo spiracolo di aria , se sarà bianco , allo- 
ra tal corpo si dimostrerà da un lato giallo, e dall'altro 
azzurro, stando l'occhio in luogo alluminato dall'aria. 
{Fig.Si. Tav.XIL) 

Quel die fan le ombre co' lumi nelli paragoni . 

il vestimenti neri fan parere gli uomini più rilevati , che 
li vestimenti bianchi . E questo nasce per la decimaterza del 
nono che dice la su[)erficie di ogni corpo o])aco partecipa 



335 

del colore del suo obietto . Adunque seguita , che le parti 
del volto che vedono , e son vedute dagli obietti neri , si di- 
mostrano partecipare di esso nero . E per questo le ombre 
saranno oscure , e di gran differenza dalle parti di esso vol- 
to alluminate . Ma li vestimenti bianchi faranno le ombre 
de' visi partecipanti di tal bianchezza . E per questo le par- 
ti del volto , che si dimostreranno di poco rilievo per avere 
il chiaro e lo scuro infra loro poca differenza di chiaro e 
di scuro , seguita che in questo caso 1' ombra del viso non 
sarà vei'a ombra di tale carne . 

Quali sono gli obietti delle carni , che le fanno 
dimostrare le ombre compagne de lumi . 

JLl lume di vetro incarnato, e l'abitazione dell'uomo tin- 
ta nel medesimo incarnalo , e cosi li vestimenti faranno pa- 
rere il volto colli veri lumi ed ombre delle sue carni . E 
questo modo è utilissimo per far parere le carni bellissime. 
Ma tal precetto è contro alli precelli delle figure poste in 
campagna circuita da diversi colori , eh' essendo poi la figu- 
ra posta in tal campagna , ella sarebbe contro alla decimater- 
za del nono di questa .. 

Delle ombre de' visi che passando per le strade molli 
non pajano compagne delle loro incarnazioni . 

\/uclIo che si dimanda accade che spesse volte un viso fia 
colorito , o bianco , e le ombre gialleggicranno , e questo ac- 
cade che le strade bagnate più gialleggiano , che le asciutte , 
e che le parti del viso che sono volle a tali strade sono tin- 
te della giallezza ed oscurità delle strade , che gli stanno per 
obietto . 



33G 

Delle qualità dell' aria all' ombre e lumi . 

'uel corpo farà maggiore differenza dall' ombre a' lumi, 
che si troverà esser visto da maggior lume , come lume di 
Sole , o la notte il lume dal fuoco , e questo è poco da 
usare in pittura , perchè le opere rimangono crude e sen- 
za grazia . 

Quel corpo che si troverà in mediocre lume fia in lui 
poca differenza da' lumi all' ombre . 

E questo accade sul far della sera , o quando è nuvo- 
lo . E queste opere sono dolci , ed hacci grazia ogni quali- 
tà di volto , sicché in ogni cosa li stremi sono viziosi , il 
troppo lume fa crudo , il troppo scuro non lascia vedere , 
il mezzano è buono . 

De' lumi piccoli . 

Ncora i lumi fatti da piccole finestre fanno gran differen- 
za da' lumi all' ombre , e massime se la stanza da quelle al- 
luminata fia grande , e questo non è buono da usare . 

Qual superficie ha maggior differenza 
di chiaro e dì scuro . 

JLlA. superficie nera , ( e quelle ancora che più partecipano 
di essa negredine } , ha minor differenza infra le sue parti om- 
brose e luminose che alcun altra , perchè la parte allumina- 
ta si dimostra esser nera , e l' ombrata non può esser altro 
che nera , ma con poca varietà acquista alquanto di più os- 
curità , che la parte vera alluminata . 



337 

Dov è maggior varietà dall' ombre a' lumi j o nelle 
cose vicine , o nelle remote . 

\fue\ corpo ombroso ara men differenza infra li suoi lu- 
mi ed ombre , il quale sarà più remoto dall' occhio , e co- 
sì di converso essendo vicino ad esso occhio per causa del- 
la chiarezza dell' aria luminosa , la quale s' interpone con 
maggior grossezza inlra l'occhio, ed esso coi'po ombroso, 
quanto è remolo eh' essendo lui vicino . 

Qual Jia quel corpo, che di pari colore e distanza 

dall' occhio men varia li suoi lumi 

dalle ombre . 



'ad corpo mostrerà men differenza dalle sue ombre alli 
sui lumi , il quale sarà in aiia di maggiore oscurità . E così 
di converso essendo in aria di maggiore sj)lendore , conie 
ci mostran le cose [)oste nelle tenebre , le quali non si pos- 
sono conoscere , e le cose antiposte allo splendore del sole , 
che le ombre pajono tenebrose rispetto alle parli percosse 
dalli razzi solari . 

Perchè si conosce le vere figure di qualunche corpo 
vestito e terminato nelle superficie . 



ìe ond)re e li lumi sono certissima causa a far conosca- 
le le ligure di (|ualimche corpo, perchè un colore di egua- 
le chiarezza o oscurità non può dimostrare il suo rilievo , 
ma (a ufficio di superllcie piana, la quale con egual distan- 
za con lutto le suo parti sia egualmente distante allo splen- 
dore che lo allumina . 



U IL 



338 

Della discrezione de Ile omhre de siti , 
e delle cose poste in quelli . 

O^ il Sole fìa neir oriente e guarderai inverso occidente , 
vedrai tulle le cose luminate essere interamente private di 
ombra , perchè tu vedi ciò che vede il Sole , e se riguardi 
a me^zo dì e tramontana , vedrai tutt' i corpi essere circon- 
dati da ombra e lume , perchè tu vedi quello che vede , e 
non vede il Sole . E se riguarderai verso il cammino del So- 
le tutti li corpi ti mostreranno la loro parte ombrata , per- 
chè quella parte che tu vedi non può esser veduta dal Sole. 

In quali supeijìcie si trova la vera ed eguale luce . 

uella superfìcie sarà egualmente alluminata , la quale fìa 
egualmente remota dal corpo , che 1' allumina , come se dal 
lume a il quale allumina la superficie fosser tirate le linee 
eguali a essa superficie , allora per la definizione del cerchio , 
essa superficie sarà egualmente alluminata in ogni sua par- 
te, e se tal superficie fosse piana , come si dimostra nella 
seconda dimostrazione e f g A , allora se li stremi della su- 
perficie fieno egualmente distanti a tali linee , il mezzo h 
sarà la parte più vicina a tale lume ; e fia tanto più allu- 
minata che tali stremi , quanto essa sarà più vicina al detto 
suo lume e , ma se li stremi di tale superficie piana saran- 
no con distanze ineguali rimosse da tale lume , come si di- 
mostra nella terza figura / k l ni , allora la parte più vicina 
e la più remota aranno tal proporzione nelli loro lumi , 
qual' è quella delle loro distanze dal corpo che le allumina. 
[Fig.S-ò. Tav.XII.) 



339 
Della ciliare zza del lume derh'ativo . 

1_JK più eccellente chiarezza del lume derivativo è dove ve- 
de tutto il corpo luminoso con la metà del suo destro o 
sinistro campo ombroso . Provasi e sia il luminoso b e e 
il campo suo ombroso destro e sinistro sia d e ed ab, e 
il corpo ombroso minore del luminoso sia n m , e la parie- 
te ^ j è dove s' imprimeno le specie ombrose e luminose . 
Dico adunque sopra essa pariete p s nel punto r sarà la 
più eccellente chiarezza di lume , che in alcuna altra parte 
di esso pavimento . Questo si manifesta perchè in r vede 
tutto il corpo luminoso b e con la metà del campo scuro 
a <f , cioè e d come ci mostra li concorsi rettilinei della pi- 
ramide ombrosa e d r e la piramide luminosa ber. Adun- 
que in /• vede tanta quantità del campo scuro e d quanto 
si sia luminoso b e , ma nel punto s vede a b oml)roso , e 
vi vede ancora e d ombroso , li quali dui spazj oscuri va- 
gliono il doppio del luminoso Z» e , ma quanto più ti muo- 
verai dallo s inverso lo r più perderai dell' oscurità a b . 
Adunque dallo s allo/- sem[)re si rischiara il pavimento j r; 
ancora c|uanto ])iù ti muoverai dall' r all' o tanto men ve- 
dcrai del luminoso . E per questo più si oscura il j)avimcn- 
to r o quanto si avvicina all' o . E per tal discorso abbiamo 
provalo essere /• la più chiara parte del pavimento p s . 
{FigM- Tav.XlI.) ' 

Della remozioue e propinquità che fa V uomo nel 

discostarsi ed avvicinarsi ad un medesimo lume , 

e della varietà delle ombre sue , 



1 



Anto si variano le ombre e lumi in un medesimo cor- 

u u 2 



34« 

pò di figura e quanlilà , quanto soii le varietà degli ap- 
propiiiquamenti o remozioiii che ("a il lume dinanzi a esso lu- 
me . Provasi e sia l'uomo Z> e il quale avendo il lume dall' a 
fa la sua ombra h cf^ dipoi 1' uomo si muove di e in e , e il 
lume che resta fermo varia l'ombra di figura e di giandezza , 
la quale è la seconda ombra d e g . [Fig.55.Tai>.XlII.) 

Della varietà che fa il lume immobile delle ombre , 

che si generano ne' corpi , che in sé medesimi 

si piegano , o abbassano , o alzano senza 

mutazione de' loro piedi . 



Bovasi e sia il lume immobile f o V uomo immobile di 
piante sia a b il quale s' inchina in e b ; dico 1' ombra va- 
riarsi in infinito da « al e per essere il moto fatto in ispa- 
zio , e lo spazio è quantità continua , e per conseguente di- 
visibile in infinito , Adunque le ombre son v^ariate in infi- 
nito, cioè dalla prima ombra a o b all' ombra seconda b e rj 
e così si è concluso il proposito nostro . [Fig.^G.Tav. XIII.) 

Qual corpo è fanello che accostandosi al lume 
cresce la sua parte oìnbrosa . 

laudo il corpo luminoso sarà minore del corpo da lui 
alluminato, tanto crescerà l'ombra al corpo alluminalo , quan- 
to e' si farà più vicino al corpo luminoso . a sia il corpo 
luminoso minore dell'ombroso rs gì, il quale allumina tut- 
ta la parie r s g inclusa dentro alli suoi razzi luminosi a n 
ed a m onde la parte ombrosa , ])er necessità di tali razzi 
resta tutto rlg ombroso. Dipoi io avvicino al medesimo 
luminoso esso cx)rpo ombroso, e sarà dpe o,il quale sarà 



34i 

rincliinso dentro alla reltitiuliiie de' razzi luminosi a b ed 
a e , e fia tocco da essi razzi nel punto d e nel punto e , 
e la linea d e dixide la parte ombrosa dalla sua luminosa 
d p e dal d o <? , la qual parte ombrosa per necessità è 
maggiore che l'ombrosa del corpo più remoto r/g-, e tutto 
nasce dalli razzi luminosi y che per esser retti si separano 
tanto più remoti dal mezzo di tal corpo ombroso , cpianlo 
esso corpo sarà più vicino al luminoso . (/^/.o-. .07. Tai'.XTIJ.) 

Qual' è quel corpo , che quanto più si accosta al lume , 
più diminuisce la sua parte ombrosa . 

\g^uando il corpo luminoso sarà maggiore del coipo da 
lui alluminato, tanto più diminuirà l'ombra al corpo allu- 
minalo , quanto esso si farà pu'i vicino a esso luminoso . a 
b sia il corpo luminoso maggiore del corpo ombroso jc y 
r li ^ il quale accostandosi a\ luminoso in o e f d diminuisce 
la sua ombra , perchè è abbracciato ])iù di là dal suo mezzo 
dalli razzi luminosi , stando \icino al coipo che lo alluuii- 
na , che quando esso eia più remoto . (jP/'g-. 58. Tai'.XIlI.) 

Qual' è quel corpo ombroso che non cresce, né diminuisce 

le sue parti ombrose o luminose per nissuna 

distanza o vicinità dal corpo che lo alhnnina . 

\/L'<Tndo il corpo oud)ioso e luminoso saranno inira lo- 
ro di egual grandezza , alloia nessuna distanza o vicinità , 
che infra loro s' interponga , ara potenza di diminuire , o cre- 
scere le loio parti oud)rose o .illiiiuinate , // m sia il cor- 
po ond)roso , il quale tiralo nel sito e d più vicino al lu- 
minoso a b non lia rrcsciulo u diniiuuilu la quantità delia 



34^ 

sua ombra . E queslo accade perchè li razzi luminosi che 
lo abbracciano sono in sé paralclli . (^Fig.5c). Tav.XIII.) 

Infra i corpi di eguale grandezza , quello che da 

ìuaggior lume fia illuminato , ara la sua onihra 

di minore larghezza . 



udii corpi che fieno più propinqui o remoti dal loro 
lume originale faranno più o meno brieve la loro ombra 
derivativa . 

Nello sperimentare si afferma la sopradetta proposizione, 
per cagione che il corpo m n è abbracciato da più parte 
di lume , che il corpo p q come di sopra si dimostra . 
Diciamo che u e a b d x sia ì\ cielo , che fa il lume ori- 
ginale , che s t sia una finestra dond' entri le specie lumi- 
nose , e così ui n p q sieno li corpi ombrosi contraposti 
a detto lume; 771 /^ sarà di minore ombra derivativa, perchè 
la sua ombra originale ila poca , e il lume derivativo fia 
grande, perchè ancora fia grande il lume originale cd\pq 
ara più ombra derivativa , perchè la sua ombra originale fia 
maggiore , il lume suo derivativo fia minore , che quello del 
corj)0 777 7? , perchè quella parte dell' emisperio a h , che lo 
allumina , è minore che l' emisperio e d alluminatore del 
corj)0 777 n. {Fig.^o. Tav.XlII.) 

Quelli corpi sparsi situati in abitazione alluminata 

da una sola finestra faranno l'ombra derivati^'a 

piii o meno brieve , secondo che fia piìi o meno 

a riscontro di essa finestra . 



L 



A ragione che i corpi ombrosi , che si trovano situa- 



343 

ti più tlriul al mezzo della finestra, fanno 1' ombra più bre- 
ve, che quelli situati in traverso sito, si è che vedono la 
finestra in propria forma , ed i corpi traversi la vedeno in 
iscorto , a quello di mezzo la finestra pare grande, ai tra- 
versi pare piccola . Quel di mezzo vede V emisperio grande 
cioè e y, e quelli da lati lo vedeno piccolo , cioè (j /' vede 
a b j e così m n vede e d ; il corpo di mezzo perchè ha mag- 
giore quantità di lume, che quelli da' lati, è alluminato as- 
sai più basso che il suo centro , e però l' ombra è più bre- 
ve , e tanto quanto a b entra in cf tanto la piramide g \.. 
entra in e j appunto. [Fig.Qn. Tav.XIII.) 

Ogni mezzo di ombra derivativa si drizza col mezzo 

deli ombra originale , e col centro del corpo ombroso , 

e del lume derivativo , e col mezzo della finestra , 

ed in ultimo col mezzo di quella parte del 

meridionale fatto dall' emisperio celeste . 

y h h il mezzo dell' ombra derivativa , l h dell' onderà 
originale , / sia il mezzo del corpo ombroso , / h del lume 
derivativo , u sia il mezzo delle finestre, e sia 1' ultimo mez- 
zo del lume originale fatto da quella parte dell' cmisjierio 
del cielo , che allumina il corpo ondjroso . [Fig. sudetta.) 

Ogni ombra fatta dal corpo ombroso minore del lume 

originale , manderà le ombre derivative tinte 

del colore della loro origine . 

origine dell'ombra e f sin n e fia tinta in suo co- 
lore ; r origine di h e sia o e (ìa similmente tinta in suo 
colore , e così il suo colore d a h fia tinto nel colore del 



L' 



•Vii 
p perchè nasce da lui , e 1' ombra del triangolo q k y ^sy 
tinta nel colore di g perchè deriva da esso g /, g i il [ni- 
mo grado di lume, perchè quivi allumina tutta la fine- 
stra a d ^ e così nel corpo ombroso m e è di simil chiarez- 
za ,</ A j- è un triangolo che contiene in sé il primo gra- 
do di ombra , perchè in esso triangolo non capita il lu- 
me , a da;, A è il secondo grado d' ombra perchè lì non 
allumina se non un terzo della fiamma cioè e d h , g fia 
il terzo grado di ombra perchè lì vede i due terzi della 
finestra bd, 0/ fia l'ultimo grado di ombra, perchè l'ul- 
timo grado di lume della finestra allumina nel luogo di /'. 
{Fig.62, Tav.XIF.) 

Quella parte del corpo ombroso Jia meno lummosa , 
che Jia veduta da minore quantità di lume . 



ìa. parte del corpo m è primo grado di lume perchè lì 
vede tutta la finestra a d per la linea a /", il secondo gra- 
do n perchè lì vede il lume b d per la linea b e , o il ter- 
zo grado perchè lì vede il lume e d per la linea e h .,p è 
il penultimo perchè lì vede e d per la linea d óc , q è 1' ul- 
timo grado perchè lì non vede nissuna parte della finestra 
tanto quanto e d entra in a d tanto è più scuro n r s che 
in , e tutto r altro campo sanza ombra . [Fig. sudetta.) 

Ogni lume che cade sopra i corpi o?nbrosi infra eguali 

angoli tiene il primo grado di chiarezza , e quello 

Jia pili scuro che riceve gli angoli meno eguali , 

o il lume , o le ombre fanno loro ujjicìo 

per piramide . 

JLi Angolo e tiene il primo grado di chiarezza perchè lì ve- 



345 

de tutta la finestra a h e lutto 1' orizzonte del Ciclo in x , 
r angolo d fa poca differenza da e , perchè gli angoli che lo 
mettono in mezzo non sono tanto dislbrnii di proporzione 
quanto gli altri di sotto , e mancagli solamente quella j>arte 
dell' orizzonte eh' è tra r -^ ■, benché l'acquisti ahietlanto 
dall' opposito lato, nondimeno la sua linea è di poca potenza , 
perchè il suo angolo è minore, che il suo compagno, 1' ango- 
lo e r/ Ila di minore lume perchè lì non vede, manca il lu- 
me m s ed il lume ?f jr, ed i loro angoli sono assai disformi , 
l'angolo k e 1' angolo y sono messi in mezzo ciascun per sé 
da angoli molto disformi 1' uno dall' allro , e qui fieno di 
poco lume , perchè ni s vede solamente il lume /t? f , ed 
in f non vede se non f g^ o , g" Ha l'ultimo grado di lu- 
me perchè li non vede nissuna paiate del lume dell' orizzon- 
te, e sono quelle le linee, che un'altra volta ricompon- 
gono una piramide simile alla piramide e, la quale pirami- 
de e si troverà nel primo grado di ombre , perchè ancora 
lei cade infra eguali angoli , ed essi angoli si drizzano , e si 
sguardano per una linea retta che passa dal centro del cor- 
po ombroso, e coppia al mezzo del lume; le specie lumi- 
nose moltiplicate ne' termini della finestra ne' punti ah fan- 
no un chiarore che circonda 1' umlìra derivativa creata nel 
corpo oud)roso nel luogo 4- *^ ^- 1 '«^ specie oscure si mol- 
tiplicano in o o- e finiscono in 7. 8. [Fig.Cyò. Tav.XIP"'.) 

Ogni ombra fatta da' corpi si di/izza colla linea del 

mezzo a un solo punto fatto per intersecazione 

di linee luminose nel mezzo dello spazio , 

e grossezza della Jinestra . 



L 



A. ragione premessa di sopra chiaramente appare per ispe- 

JC X 



346 
rienza ; imperocché figurerai uno sito colla, finestra a tra- 
montana , la quale sia s y, vederai all' orizzonte di levante 
produrre una linea, che toccando li due angoli della fine- 
stra « y capiterà in rf, e l'orizzonte di ponente produrrà 
la sua linea toccando gli altri dui angoli della finestra r s 
e finirà in e, e questa intersegazione viene appunto nel mez- 
zo dello spazio , e della grossezza della finestra ; ancora ti 
confermerai meglio questa ragione a porre due bastoni com' è 
nel luogo di g' /(, vi vedrai la linea fatta dal mezzo dell'om- 
bra reale drizzarsi al centro m , e coli' orizzonte n f . 
{Fig.^\. Tav.XIF.) 

Ogni ombra con tutte sue varietà che per distanza cresce^ 

per larghezza piii che la sua cagione , le sue linee 

esteriori si congiongono insieme infra il lume , 

e il corpo ombroso . 



uesta proposizione chiaramente appare , e si conferma 
dalla esperienza , imperocché se a b fia una finestra senza al- 
cuna tramezzatura , l' aria luminosa che sta da destra in a 
è vista da sinistra in d , e V aria che sta da sinistra in b al- 
lumina da destra nel punto m . (Fig.65.. Tav.XIf^.) 

Ogni corpo ombroso si trova infra, due piramidi una scura 

e V altra luminosa , V una si vede e V altra nò , 

e questo solo accade quando il lume 

entra per una finestra . 

J/ A conto che a b sia la finestra , e che r sia il corpo 
ombroso , il lume destro 3 passa il corpo dal lato sinistro 
del corpo ombroso in ^ e va in /? , il lume sinistro k passa 



347 
a detto corpo nel lato dcslro m i e va in m , e quelle due 
lince s' intcrscgano in e e lì fanno piramide , dipoi a h tocca 
il corpo ombroso \n i g ^ fa la sua [)iramide in f i g , f Rà 
oscuro , perchè mai lì può vedere il lume , a b i g e sempre 
fia luminoso, perchè lì vede il lume. [/"/g^.GG. Tav,Xf^.) 

QuaV è quel lume che ancora che V occhio sia più 

discosto dallo sperico ombroso eh' esso lume 

non potrà mai vedere ombra stando 

diretro al lume . 

\gfuando il luminoso sarà eguale, o maggiore che lo spe- 
rico ombroso , allora 1' occhio che sarà dopo tal lume non 
potrà mai vedere alcuna parte di ombra nel corpo ombro- 
so per la differenza del detto luminoso . e e d f sia lo spe- 
rico ombroso ^ a b h il corpo luminoso eguale all' ombro- 
so , e l'ombra di tal corpo iperico sia e f d, dico che 
r occhio / che sta dopo il lume a b in qualuncpie distanza 
si voglia , che mai potrà vedere parte alcuna di ombra per 
la settima del nono che dice : mai le parallele concorrono 
in punto , perchè a b e d son poste parallele, e se abbrac- 
ciano di punto la metà dello sperico e le linee n m. che 
concorrono in punto /, esso punto non potrà mai vedere la 
metà dello sperico nel diametro suo e d . [Fìg.iS']. Tav.XK.) 

Dell' occhio che per lunga distanza mai gli sarà occupata 

la veduta dell' ombra nelV ombroso , quando 

il luminoso sarà minore dell' ombroso . 



.K quando il luminoso sarà minore dell' ombroso , le fia 
srnij)rc trovata qualche distanza , donde 1' occhio potrà ve- 



348 
dere 1' ombra di esso ombroso . Sia o p e f W corpo ombro- 
so , ed il lume sia « è , in che proporzione si voglia minore 
di esso ombroso , dico che mai si proibirà che l' occhio n 
che sta di dietro al lume non veda qualche parte ombrosa 
dell' ond)ra del corpo sperico ombroso , come mostrano la 
rettitudine delle linee . [Fig,^'^. Tav.XV.] 



Dell' ombra dell opaco sperico posto infra V aria . 



L, 



(V parte dello sperico opaco sarà più ombrosa , che da 
niaggioi- somma di oscinità sarà veduta . Sia l' obietto oscu- 
ro il jiiano d e e 1' emisperio luminoso sia d n e e il corpo 
sperico interposto in lia il lume dell' emisperio e l'oscurità 
della terra sia b e p o , dico che la parte o q p sarà ])iù 
oscura che alcuna parte di tale sperico , perchè il Sole xede 
il tutto de' lati dell' o{)posita oscurità della terra de, e ogni 
altro suo lato ne vede meno . Provasi ]ier una degli ele- 
menti , che dice la linea prodotta dal centro del circolo all' 
angolo della contingenza sarà perpendicolare , e cadrà infra 
dui angoli retti . Seguita che la linea che vien del centro jc 
della spera termina in ^ e intra angoli retti nel punto o 
vede tutta l' oscinità della terra de, e cosi tale o è \eduto 
dà essa terra . 11 simile i\\ p opposito per le medesime ca- 
gioni , e così f/ e ogni parte che s' inlramette infra o p 
spazio . IMa il q è di })iù eccellente oscurità per essere in 
mezzo sopra la terrai , che non è 1' o o '1 p , che son più vi- 
cini alli stremi di tale oscurità della terra , e cominciano a 
vedere l'orizzonte di esso emisperio, e si mistan col suo 
lume . [Fig.Gcf. Tav.Xf^.) 



349 
DelV ombra dell' opaco sperico posato sopra la terra 



..v l'ombra dell'opaco sperico, il quale si posa in con- 
trario colla terra sarà di maggiore oscurità , che 1' antece- 
dente che solamente la vede, come suo obietto . Provasi e 
sia lo sperico 0[)aco ii m s posato sopra la teira a e nel 
punto J , e r arco a h e sia il nostro emispcrio , dico che 
r ondjra che fa esso sperico sopra la terra dove si posa 
sarà più oscura che 1' anzidetta , [jcr 1' ottava che dice ogni 
causa è fatta partecipe della sua causa , onde seguita die la 
terra causa di tale ombra darà l'ombra più sema, che sarà 
in sé più oscura , adunque sendo più oscura l' onibrata , 
che l'alluminata. E lì è concluso. [Fig.'-jO. Tav.XF.) 

Delle ombre de' corpi alquanto trasparenti . 

Essim corpo partecipante di trasparenza fa ombra oscu- 
ra , se non è ombrato dall' oscinità delle ombre di molti 
altri simili corpi , come sono le foglie degli alberi che lanno 
le ombre 1' una sopra l' altra . 

I^elV ombra maestra che sta infra il lume incidente 

e il rejlesso . 



N 



ota la vera figura , eh' à l' ombra maestra , la cjuale s' in- 
terpone inlia il lume reflesso, ed il lume incidente. Que- 
sta tale ombra non si taglia , ne ha fine se non insieme col 
mendjro so[)ra il (piale si appoggia , e li suoi lati sono di 
varie distanze dal suo mezzo , e di varie conterminazioni 
con esso lume incidente , e rellesso . Imperocché alcuna vol- 
ta si mostra di lermuii noli, ed alcima volta di termini 



35o 

insensibili , alcuna volta si piega <lella sua rettitudine , al- 
cuna volta osserva rettitudine , alcima volta li termini sono 
distanti ineguali dal mezzo dell' ombra principale , e di que- 
sto discorso si comporrà un libro . (^f^3) 

De' termini de' corpi che prima si perdan di notizia . 

JILii termini de' corpi opachi sono quelli delli quali in bre- 
vissima distanza si perde la notizia . Questo di che si pre- 
dice il perdimento della notizia è la superficie de' corpi per 
altro modo detto termine de' corpi densi , la quale non 
avendo corpo non dà di se ispedita notizia , e tanto meno 
ne dà quanto essa è più remota dal suo ins^estigatore . 

De' termini de' corpi opachi . 

il veri termini de' corpi opachi mai saranno veduti con 
ispedita cognizione . E questo nasce perchè la virtù visiva 
non si causa in punto com' è provato nella quinta del quinto 
di prosj)ettiva , dove dice la virtù visiva essere infusa per 
tutta la puj)illa dell' occhio . Adunque essendo la pupil- 
la a b e che vede il termine del corpo n nell' estremo ni 
occupare nella pariete g h tutto lo spazio d e f ^ per- 
chè la parte superiore a della pupilla vede il termine del 
corpo m nel punto r/ , e il mezzo della pupilla h vede 
un' altro termine più basso nel punto e eh' è più alto del r/, 
e la parte inferiore della pupilla inferiore e vede mi' altro 
termine del corpo più basso , il quale è portato più alto 
nella detta pariete . E così è provato la causa della confu- 
sione de' termini ch'anno li corpi ombrosi . [Fig.'ji. Tav.XV.) 



35i 
Come li termini de' corpi ombrosi veduti da una 
medesima pupilla non sono n' un medesimo sito 
in esso corpo . 

il lermiiii de' corpi opachi vedali da una medesima pu- 
pilla , non saranno mai n un medesimo sito in esso corpo . 
Provasi e sia che la pupilla a h vegga la parte superiore 
del corpo opaco n , dico che la parte inferiore b di tal pu- 
pilla vedrà il termine di esso corpo nel punto d terminato 
nella pariete or nel punto e, e la parte superiore a della 
pupilla vedrà esso termine del corpo opaco nel punto e . 
Adunque non- essendo e d in un medesimo sito di tal 
corpo opaco noi abbiamo provato il nostro intento . 
{Fig.-2. Tav.Xr.} 

Come quel corpo ha li suoi termini piìt confusi , 
che sarà pia vicino all' occhio che il vede . 

JL Anto saranno più confusi li lermini delli corpi opachi , 
quanto e' saranno più vicini all' occhio che li vede . Quel 
che si propone si prova con mostrare a b pupilla vedere li 
termini nel corpo e in e d forte distanti l' un dall' altro , 
e per questo restan confusi , e vede li termini del corpo f 
eh' è più remoto essere ancora più vicini , cioè n o^e per 
conseguente li viene a vedere più spediti che quelli del 
corj)o e . [Fig.j'ò. Tav.Xf^.) 

Come si debbe conoscere qual parte del corpo 
dee essere piìi o men luminosa che V altre . 

E « fia il lume e là testa sarà il corpo da (juello allu- 



3jì 

minalo , e quella parte di essa testa , che riceve sopra di sé 
il razzo Ira angoli più eguali sarà più alluminata , e cpiella 
parie che riceverà i razzi infra angoli meno eguali fia meno 
luminosa , e fa questo lume nel suo ufficio a similitudine 
del colpo, imperocché il colpo, che caderà infra eguali an- 
goli fia in jirimo luogo di potenza , e quando caderà infra 
tlisLiguali sarà tanto meno potente che il primo , quanto gli 
angoli fieno più disformi . Esempj grazia , se gitterai una 
palla iji uu muro , che 1' estremità sieno equidistanti a te , 
il colpo caderà infra eguali angoli , e se la gitterai in detto 
muro stando da una delle sue estremità la palla caderà in- 
fra disuguali angoli e il colpo non si appiccherà . 
(F%.74. Tav.XV.) 

Quando gli angoli fatti dalle linee incidenti saranno 

pia eguali, in quel luogo Jì a pili lume ^ e dove 

fieno più disuguali , fia piìi oscurità . 



oichc provato si è che ogni lume terminato fa , ovvero 
par che nasca da uu sol punto , quella parte alluminata da 
quello ara la sua particola più luminosa , sopra la quale 
caderà la linea radiosa fra dui angoli eguali , come di sopra 
si dimostra nella linea a g e così in a h e simile in la. 
E quella particola della parte alluminata fia men luminosa , 
sopra la quale la linea incidente ferirà tra due angoli , co- 
me appare in h e d . Yj per questa via ancora potrai co- 
noscere le parti private di lume , come appare in ni k . 
[Fig. sudetta.) 



353 



Come i corpi accompagnati da ombra e lume sempre 

variano i loro termini dal colore e lume di quella cosa 

che confina colla sua superficie . 



E vedrai un corpo che la parte alluminata campeggi i 
termini in campo oscuro , la parte di esso lume , che pare- 
rà di maggiore chiarezza fia quella che terminerà coli' oscu- 
ro in <;? . E se detta parte alluminata conlina col campo 
chiaro , il termine di esso corpo alluminato parrà men chia- 
ro che prima , e la sua somma chiarezza apparirà infra il 
termine del campo m f e l' ombra , e questo medesimo ca- 
de all' ombra , im[)erchè il termine di ciucila parte del corpo 
adombrato , che campeggia il luogo chiaro in /, parrà di 
molta maggiore oscurità , che il resto , e se detta ombra ter- 
mina in campo oscuro , il termine dell' ombra parrà più chia- 
ro che prima , e la sua somma oscurità fia infra detto ter- 
mine e il lume nel punto o . [JF'ig.'jS. Tav.Xf^.) 

De' colmi de' lumi , che si voltano , e trasmutano „ 

secondo che si trasmuta V occhio 

veditore di esso corpo. 

Jl oniamo che il detto corpo sia questo tondo qui in mezzo 
figurato , e che il lume sia il punto a , e che la parte del 
corpo alluminala sia Z» e , e che l'occhio sia nel punto r/j 
dico elle il lustro perchè è lutto per lutto , e tutto nella 
parte, che stando nel punto d dico che il lustro parrà nel 
punto e, e tanto quanto l'occhio si trasnniterà da d all' a 
tanto il lustro si trasmuterà da e a n . [Fig.-jG. Tav.XJ^.) 



r T 



354 

Moda dove debbono terminare le ombre 
fatte dagli obietti . 

E r obietto fia questa montagna qui figurata , e il 1 urne 
fosse il punto a , dico che da b a d e similmente da e 
non fia lume se non per razzi reflessi, e questo nasce , che 
i razzi luminosi non si adoprano se non per linea retta , 
e quel medesimo fanno i secondi razzi , che sono reflessi . 
{Fi§.-j. Tav.XFL) 

Qual parte dello sperico men si allumina . 

'cella parte del corpo ombroso sarà manco alluminata , 
che da minor parte del corpo luminoso fia veduta . Pro- 
vasi e sia il corpo ombroso asqr^c il luminoso sia il suo 
emisperio n e ef^ dico la parte a e la parte o per essere loro 
vedute da eguali occhi ac e de e e df eh' esse son vedute 
da eguali quantità di lume , e son per questo egualmente 
da essi alluminate . Ma r veduto dal minore arco o df ri- 
ceve men lume che il p , che sol vede df minore che e df^ 
e per questo resta men luminoso , ed ancor meno luminoso 
rimane q che sol vede lo stremo dell' orizzonte f. 
{Fig.-jS. Tav.XFJ.) 

Qual parte dello sperico piìi si allumina . 

iti quella parte che degli sperici si allumina sarà di più 
intensa chiarezza , che con minor somma di specie ond)rosa 
si accompagna. Provasi e sia fno il corpo sperico ombio- 
so e Y a b e V emisperio luminoso e il piano a e Y oscuri- 
tà della terra . Dico adunque che la parte della spera / n 



355 

sarà eli più intensa chiarezza , perchè non vede nessuna par- 
te della terra a e , ed è in se di cgual chiarezza , per esse- 
re alluminata dalli eguali archi dell' cmispcrio a h e ^ cioè 
r arco aree pari all' arco t' b s ed all' arco b s e , e per 
una concezione che dice , che quando due cose sono egua- 
li a una terza esse sono ancora infra loro eguali adunque 
p/n sono eguali in chiarezza . [Fig.'jC). Tav.XVI.) 

Qual parte dell opaco sperico men si allumina . 

uella parte dell' opaco sporico sarà di più oscura om- 
brosità , che da men somma di razzi luminosi sarà vista . 
Benché questa al)bia gran similitudine con la prima di so- 
pra , non resterò che io non la provi , perchè essa prova 
alquanto si varia , e sia il corpo ombroso f n a e 1' emis- 
perio è lo ab e e l'oscurità della terra sia la linea a e, 
dico in prima che la parte sujicriore dello sperico f p n 
sarà egualmente alluminata da tutto 1' emisperio a b e ^ e. così 
lo dimostro per le tre porzioni date eguali cioè are che 
allumina il punto fé rb s che allumina p e qsc che allu- 
mina n ; adunque per la settima del nono è concluso fp n 
parte superiore dello sporico essere di eguale chiarezza . La 
qual settima del nono dice che tutte quelle parti de' corpi , 
che con eguale distanza saranno alluminate da eguali e si- 
mili hiiiù , sempre per necessità saranno di eguale chiarezza , 
il che lai condizione accade al fp n . [Fig.siid.) Seguila la 
seconda dimostrazione . Sia a b e il corpo ombioso sperico 
dfe sia 1' emisperio alluminato d e è la terra che qui causa 
l'ombra. Dico che tutta la parte della spora a n b per la 
passata è privata di ombra , perchè non è veduta dall' oscu- 
rità della terra , e lutto il rimanente della superficie di tale 



356 

spera è ombrosa con più o inen oscurila , secondo che più 
o men somma dell' oscurila della lerra con minore o mag- 
giore quanlilà della luce dell' emisperio si accompagna . 
Adunque il punto e che vetle minor somma di tale emis- 
perio , e maggior somma della terra sarà più oscurata , che 
nessun' altra parte dell' ombra , cioè non vede se non /• d e 
s e dell' emisperio , e vede tutta la terra d e , a la più chiara 
fia a b perchè non vede se non li stremi della terra d e . 
{Fig.'òo. Tav.XVL) 

Tanto fia minore quella parte , che di qualunque spe- 
rico ti allumitia , quanto sarà minore la parte del luminoso 
che la vede . Provasi a k sia il corpo ombroso , e i e sia il 
nostro emisperio , st;guita che a parte del corpo luminoso 
sarà meno alluminata per esser veduta da minor parte del 
corpo luminoso , cioè da men parte del giorno di esso no- 
stro emisperio , come ci mostrano le due parti b e e de. 
{Fig.'Òi. Tav.XFI.) 

Adunque quella parte dello sperico che si allumina sarà 
di maggior figura , che da maggior somma del luminoso fia 
alluminata . Provasi per la conversa dell' antecedente , se il 
minimo lume b e d e del nostro emisperio allumina minima 
parte dello sperico « /i , il massimo lume di esso emisperio 
alluminerà la parte massima di tal corpo sperico , cioè se Z> e 
df della figura seguente allumina solo la parte n m r, il ri- 
manente dell' emisperio gionlo con esso con la sua parte 
b e df alluminerà il rimanente del predetto sperico . Perchè 
ancora che b e d f àWmnxm nmr^ egli allumina ancora la 
parte A n dal lato dello sperico, e l'altra / /• dalla parte 
opposita . (jF/gSa. Tav.XFI ) 

Dice qui l' avversario clu; non vuole tanta scienza , che 
gli basta la prattica del ritrarre le cose naturali , al quale 



357 

si risponde , che di nessuna cosa è che più e* inganni che 
fidarsi del nostro giudizio sanz' altra ragione , come prova 
sempre hi spericnza nemica degU Alchimisti , negromanti , 
ed altri semplici ingegni . 

Della proporzione eh' anno le parti luminose 
de' corpi co' loro rejlessi . 

JL a1 proporzione ara la parte alluminata dal lume inciden- 
te da quella che si allumina del lume rellesso , quale ha il 
lume incidente con esso lume reflesso . Provasi sia a h il 
lume incidente che allumina lo sperico e d in e n d e passa 
colli suoi razzi all'obietto ef^c. di li si reflette in e ni d; 
dico che se il lume a b ha due gradi di potenza e \ef 
ne ha primo eh' è subduplo a due , che il lume reflesso 
e ni d sarà subduplo al lume end. [Fig.^'ò. Tav.XVI.) 

Della parte più oscura dell'ombra /re' corpi 
sperici o colonnali . 

JLiA. parte dell' ombra de' corpi sperici o colonnali sarà in- 
terposta infra il suo lume incidente, ed il lume reflesso. 

Come le ombre fatte dalumi particolari si debbono fuggire 
perchè sono li loro Ji ni simili a' pria cip j . 

JUe ombre fatte dal Sole od altri lumi particolari sono 
senza grazia del corpo , che da quelle è accompagnato , im- 
perocché confusamente lascia le parti di sé con evidente 
termine di ombra dal limie, e l'ombre sono di pari poten- 
za ncir ultimo , che nel principio , 



358 

Del dare i lumi dehiti alle cose alluminate 
secondo i siti . 

lIì lumi accomodali alle cose da essi alluminate bisogna 
avere gran rispetti , conciosiachè in una medesima storia vi 
accade parti , che sono alla campagna al lume universale 
dell' aria , ed altri che sono in portici , che son lumi misti 
di particolari ed nniversali , ed altro a lumi particolari , 
cioè in abitazioni , che pighano il lume da una sola fine- 
stra . Di queste tre sorti di lumi , alla prima è necessario 
li lumi pigliare gran campi , per la quarta del primo che 
dice tal proporzione è da grandezza a grandezza delle par- 
ti de' corpi alluminati , qual' è da grandezza a grandezza de- 
gli obietti di quelli alluminatori . E ancora di questi cioè 
chi richiede rcflessi dell' un corpo nell' altro , dove il lume 
entra per ristretti luoghi infra li corpi alluminati dal lume 
universale , perchè alli liuni , che penetrano infra li corpi 
vicini r uno all' altro accade il medesimo che alli lumi che 
penetrano per le finestre e porte delle case , li quali noi 
dimandiamo lumi particolari , e cosi di c|ucsto faremo al 
suo luogo li suoi debiti ricordi . (44) 

Regola del porre le debite ombre e li debiti lumi 
a ima figura ovvero corpo laterato . 

JL a1 fia la maggiore o minore oscurità dell' ombra , ovver 
la maggioro o minor chiarezza di lume , che ferirà sopra 
le faccie di un corpo laterato , qual fia la maggiore o mi- 
nore grossezza dell'angolo, che si rinchiude infra la linea 
centrale del luminoso , che percuote sopra il mezzo del lato 
alluminato , e la superficie di esso lato allinuinato , come se 



3^9 
il corpo alluminato fosse colonnato ottangulare , la Ironte 
del quale è posta qui in margine, e sia che la linea cen- 
trale r a ,\a quale si estende dal centro del luminoso r al 
centro del lato j e , e sia ancoia che la linea centrale r d , 
che si estende dal centro di esso luminoso e il centro del 
lato cf-^ dico clic tal pro[)orzione sarà dalla qualità del lu- 
me , che riceve da esso luminoso il lato s e a quello che 
dal medesimo luminoso riceve il secondo lato e /", qual fia 
dalla grossezza dell' angolo bue alla grossezza dell'angolo e df. 
(Fig.'ò'^. Tav.XVI.) 

Regola del porre le vere chiarezze de' lumi 
sopra i lati del predetto corpo . 

la tolto un colore simile al colore del corpo , che tu 
vuoi imitare , e sia tolto il colore del principale lume , col 
quale vuoi alluminare esso corpo ; dij)oi se tu trovi che il 
sopradetto maggiore angolo sia duplo all' angolo minore , al- 
lora tu torrai una parte del colore naturale del coi[)0 , che 
vuoi imitare , e dagli due parti del lume , che tu vuoi eh' es- 
so riceva, ed arai posto il linue duplo al lume minore . Di- 
poi per far^ il lume sul)du[)lo togli una sola parte di esso 
colore naturale del già detto cor])0 , ed aggiongegll solo una 
parte del detto lume, e così arai fatto sopra un medesimo 
colore un hune il (piale sarà doppio 1' uno all' altro . Perchè 
sopra una quantità di esso colore è dato una simile quanti- 
tà di lume , e 1' altra quantità è dato due quantità di tale 
lume. E se tu vuoi misurare di piiiiu» esse quantità di co- 
lori , abbi imo piccolo cucchiaro , col quale tu possi piglia- 
re le tue quantità eguali , com' è ])Osto quivi in maz'gine . 
E quando tu hai con esso tulio il tuo colore, e tu lo radi 



36o 
rolla piccola riga , come far si suole alle misure delle biade , 
ijuaudo si vende esse biade. (^Fig.S5. Tav.KFI.) 

Perchè pare pia chiaro il campo alluminato intorno 

all' ombra derivativa stando in casa 

che in campagna . 



L campo chiaro, che circonda l'ombra derivativa, è più 
chiaro vicino a essa ombra , che ntlle parti più remote , e 
questo accade quando tal campo riceve il lume da una fine- 
stra , e non accade in campagna . E questo nasce perchè ec. 
Questo sarà definito a suo luogo nel libro dell'ombra e lume . 

Del dare i lumi . 

a' prima una ombra universale per tutta la parte contenen- 
te , che non vede il lume , po' li dà ombre mezzane , e le 
principali a paragone l' una dell' altra , e cosi dà il lume 
contenente di mezzano lume , danilogli poi i mezzi e prin- 
cipali similmente a paragone . 

Del dare con artificiosi lumi ed ombre ajuto al 
finto rilievo della pittura . 



'eH' aumentare la pittura nel suo rilievo userai fare in- 
fra la lima figura , e quella cosa visiva , che riceve la sua 
ombra , una linea di chiaro lume , che divida la figura 
dall' oscurato obietto . E nel medesimo obietto farai due par- 
ti chiare, che mettiuo in mezzo l'ombra (hlta nel muro 
dalla contraposta figura . Usa spesso fare quelle mem])ra , 
che tu vuoi , che si parino alquanto dal loro corpo , e mas- 



3Gx 

simc quando le braccia intraversano il petto , di fare che in- 
fra il battinienio dell' ombra del braccio sul petto e la 
propria ombra del braccio resti alquanto di lume, che paja 
che passi infra lo spazio , eh' è infra il petto e il braccio . 
E quando tu vuoi che il braccio paja più distante dal pet- 
to , tanto pili fa detto lume maggiore , e sempre fa che tu 
t' ingegni di accomodare i corpi in campi , che la parte di 
essi corpi eh' è oscura termini in campo chiaro , e la parte 
del corpo alluminata termini in campo oscuro . 

Del circondare i corpi con varj lineamenti di ombra . 



F. 



A che sempre le ombre fatte sopra la superficie de' cor- 
pi da' varj obietti , usino ondeggiare con varj torcimenti , 
mediante la varietà de' membri , che fanno le ombre , e della 
cosa che riceve essa ombra . 

Modo del fare alle figure V ombra compagna 
del lume e del corpo . 

\^uando fai una figura , e che tu vuogh vedere se 1' om- 
bra è compagna del lume , eh' ella non sia o più rossa o 
gialla , che si sia la natura dell' essere del colore , che tu 
vuogli adombrarvi , farai così : fa 1' oiubra col tuo dito so- 
pra la parte alluminata, e se l'ombra accidentale da te fatta 
fia simile alf ombra naturale fatta dal dito sopra la tua opera , 
starà bene , e puoi col dito più presso o più lontano fare 
ombre più scure o più chiare , le quali sempre paragona 
rolla tua . (45) 



z z 



362 

De' siti de' Invìi , e delle ombre delle cose 
vedute in campagna . 

\^uantlo r occhio vede tutte le parti delli corpi veduti dal 
sole , esso vedrà tutti li corpi sanz' ombra . Provasi per la 
nona che dice : la superficie di ogni corpo opaco partecipa 
del colore del suo obietto . Adunque essendo il sole obiet- 
to di tutte quelle parti della superficie de' corpi, che lo ve- 
deno , esse parti di superficie partecipano della chiarezza del 
sole che gli allumina . Risguarderà essi corpi e gh è impos- 
sibile che possa vedere altra parte di tali corpi , che si sia 
quella eh' è veduta dal sole . Adunque non vederà ombra pri- 
mitiva né derivativa di nessuno de' predetti corpi . 

Se il sole è in oriente , e V occhio a settentrione y 

o meridio . 

\^uando il sole è air oriente , e l' occhio a settentrione , o 
nicridio , allora 1' occhio vederà le ontJjre primitive delli corpi 
orientali , e li lumi delli corpi occidentali , e lui essere ap- 
punto in mezzo infra li lumi e le ombre de' corpi . 

Del sole e dell' occhio posto all' oriente . 

\Juando il sole e l'occhio sarà all'oriente, allora tutte le 
parti delle superficie , che vedeno il sole , si dimostreranno 
air o echio alluminate per la nona di questo . 



Q 



Del sole all' oriente , e V occhio all' occidente . 
uando l' occhio di occidente vede il sole all' oriente , al- 



363 

lora li corpi opachi inlerposti infra l'oriente e l'occidente 
mostreranno all' occhio le sue ombre . 

Seguila che un paese è mezzo chiaro e mezzo scuro . 

Ricordo al pittore . 

.Dunque tu , o pittore , quando tu figuri ti tuoi paesi , o 
campagne col lume a destra o sinistra , raccordati per la so- 
pradetta conclusione , come le ombre de' corpi hanno a oc- 
cupare con maggiore o minore quantità , quanto essi corpi 
sono più vicini , o più remoli dalla causa , che gii allumina . 
{FigM. Tav.KFI.) 

Della convenienza delle ombre coiììpagne 
de' loro lumi . 

JL-N questa parte tu debbi avere gran rispetto alle cose cir- 
costanti a quelli corpi , che tu vuoi figurare per la prima 
del quarto che prova , che la superficie di ogni corpo om- 
broso partecipa del colore dd suo obietto , ma si debbe ac- 
comodare coir arte a fare a riscontro dell' onibie delli corpi 
verdi , cose verdi , come prati , e simili convenienze 5 accioc- 
ché r ombra partecipando del colore di tale obietto non 
venga a degenerare , ed a parere ombra di altro corpo , eh' è 
verde. Perchè se tu metterai il rosso alluminato a riscontro 
dell' ombra , la quale è in se verde , questa tale ombra ros- 
seggi era , e farà colore di ond)ra , la quale sarà bruttissima, 
e molto varia dalla vera ombra del verde . E quel che di 
tal colore si dice s' intende di lutti gli altri . 



ZZI 



364 

In che parte delli corpi ombrosi si dimostrerà ti lora 
colori di più eccellente bellezza . 

i J A eccellente bellezza di qualunque colore, che non abbia 
in sé lustro , fia sempre nella eccellente chiarezza della parte 
più alluminala di essi corpi ombrosi . 

Perché li termini de' corpi ombrosi si mostrano- 

alcuna volta pia chiari o piti scuri 

che non sono . 



Jui 



ir termini de' corpt ombrosi si dimostrano tanto più chia'- 
ri , o più scuri che non sono , quanto il campo , che con 
loro confina fia più oscuro , o più chiaro del colore di quel 
corpo, che lo termina. 

Che differenza è dalla parte alluminata nella superficie 
de' corpi ombrosi alla parte lustra . 



JLja. 



pai'te del corpo ombroso , che si allumina , parrà tanto 
men luminosa , quanto ella più si avvicina al suo lustro . 
E questo è causato dalla gran varietà, eh' è infra loro nelli 
loro confini , la quale è cagione che la parte men lucida 
pare oscui'a in laU confini , e la parte lucida del lustro pare 
chiarissima . Ma queste tali superficie , che ricevono le det- 
te impressioni son di natiu-a di specchj confusi , li quali 
pigliano confusamente il simulacro del sole e del cielo che 
gli fa campo , e similmente del lume di una finestra , e 
della oscurità della pariete nella quale è fatta essa finestra . 



365 

Del lustro de' lustri de' corpi ombrosi . 

JL/eUì lustri de' corpi di egual tersità, quello ara più dif- 
ferenza col suo cainj)o , che si genererà in più nera superfi- 
cie . E questo nasce che li lustri si generano in superficie 
polite , che son quasi di nature di specchj . E perchè t^itti 
gli specchj rendono all' occhio quel che riceve dalli obietti , 
adunque ogni specchio eh' à per obietto il sole rende esso 
sole di un medesimo colore , e il sole parrà più potente in 
campo oscuro , clie in campo chiaro .. 

Come il lustro è pììi potente in campo nero , 
che in alcun' altro campo . 

J.>fra li lustri di eguale potenza quel si dimostrerà di più 
eccellente chiarezza , che sarà in campo più oscuro . Questa 
è la medesima di sopra , ma si varia , che quella parla della 
differenza , eh' esso ha dal suo campo , e questa è della dif- 
ferenza eh' à un lustro nel campo nero dal lustro genera- 
to in altri campi . 

Come il lustro generato nel campo bianco 
è di piccola potenza . 

JU'eIIì lustri di egual j>otenza quel si mostrerà di mag- 
giore splendore , che si genera in j)iù bianca superficie . 

Delle grandezze de' lustri sopra li loro corpi tersi . 



D, 



"eUì lustri generati sopra li sperici egualmente distanti 
dall' occhio quello sarà di minore figura , che si genererà so- 



366 
pra sperico di minore grandezza . Vedasi ne' graniculi dell' ar- 
gento vivo , li quali sono quasi di quantità insensibili , li 
loro lustri essere eguali alla grandezza di essi grani . E que- 
sto nasce che la virtù visiva della pupilla è maggiore di esso 
graniculo , e per questo lo circonda com' è detto , 

Clie differenza è da lustro a lume . 

JlLjA differenza eh' e dal lustro al lume , è che sempre il lu- 
stro è più potente che il lume , ed il lume è di maggiore 
c[uantità che il lustro . E il lustro si muove insieme coll'oc- 
chio , o colla sua causa , o coli' uno , o coli' altra , ma il lu- 
me è stabilito al luogo terminato , non rimuovendosi la cau- 
sa che lo genera . 

Del lume e lustro . 

Jlji lumi , che si generano nelle superficie terse dclli corpi 
opachi , saranno immobili ne' corpi immobili ancora che gli 
occhj di essi veditori si muovano ; ma li lustri saranno so- 
pra li medesimi corpi in tanti luoghi delia sua superficie , 
quanti sono li siti dove 1' occhio si muove .. 

Quali corpi sono quelli di anno il lume senza lustro. 

JLii corpi opachi eh' aranno superficie cknsa ed aspra non 
generano mai lustro in alcun luogo della sua parte alluminata. 



L. 



Quali corpi son quelli eh' aranno lustro 
e non parte luminosa . 

corpi opachi densi con densa superficie son quelli , che 



367 
hanno tutto il lustro in tanti luoghi della parte alluminata, 
quanti sono U sili , clic possono ricevere 1' angolo della in- 
cidenza del lume e dell' occhio , ma j)erchè tale snpertìcie 
specchia tutte le cose circostanti al lume, lo alluminato non 
si conosce in tal parte del corpo alluminalo . 



Del lustro . 



I 



r, lustro partecipa assai più del colore del lume, clic allu- 
mina il corpo che lustra , che del coloic di esso corpo . E 
questo nasce in superficie dezise . 

Il lustro di molli corpi ombrosi è integralmente del co- 
lore del corpo alluminato , coni' è cpicllo dell' uro brunito , 
ed argento , ed altri metalh , e simili corpi . 

Il lustro di Toglie, vetri, e gioje , poco partecipa del 
colore del corjìo o\ e nasce , ed assai del colore del lume 
che lo allumina . 

I lustri fatti nella prolondilà di densi trasparenti sono 
in primo giado della bellezza di tale colore , come si vede 
dentro al rubino , b.ilassio , vetri , e simih cose . 

Questo accade , che inCra 1' occhio ed esso lustro s' inter- 
pone tutto il color naturale del corpo trasparente . 

I lumi rellessi de' corpi densi e lustri sono di molto 
maggior bellezza , che non è il color naturale di essi corpi , 
come si vede nelle pieghe , che si aprano dell' oro che si fi- 
la , ed in altri sinuh vov[n , cIk; 1' ima superficie riverbera 
neir altra a se contraposta , e 1' altra riverbera in lei , e così 
fanno successivamente in infinito . 

Nessuno corpo lustro e trasparente può dimostrare so- 
pra di se ombra ricevuta d' alcuno obietto , come si vede nelle 



368 

ombre de' ponti de' fiumi , che mai si vedeno , se non sopra 
lo acque torbide , e nelle chiare non appariscono . 

// lustro fia sopra li obietti trovato in tanti varj 

siti , quanto son varj i luoghi 

doncV esso è veduto . 

Orando i' occhio e 1' obietto sanza moto muoverassi il lustro 
sopra r obietto insieme col lume che lo causa . Stando il lu- 
me e 1' obietto sanza moto muoverassi il lustro sopra 1' obiet- 
to insieme col moto dell' occhio che io vede . 

Nasce il lustro nelle superficie pulite di qualunche corpo . 
il quale piglierà più lume , che fia più densa e pulita . 

De' recessi dell' ombra interposta infra lume incidente 

e lume re/lesso . 

JLj ombra che s' interpone infra il lume incidente e il lu- 
me reflesso sarà di grande oscurità , e si dimostrerà più oscu- 
ra eh' ella non è , per causa del paragone del lume inciden- 
te , che con lei contìua . 

Doif' il re/lesso debb' essere piìi oscuro . 

^E il lume s allumina il corpo r h p , e farà 1' ombra pri- 
mitiva più chiara di sopra inverso il lume , che di sotto 
dov' esso corpo si posa sopra il piano , per la quarta di 
questo che dice : la superficie di ogni corpo partecipa del 
colore del suo obietto . Adunque 1' ombra derivativa la cpia- 
Ic si stampisce sopra il pavimento nel sito tw p , risaka nella 
parte del corpo ombroso o p , e il lume derivativo , che ci- 



369 
gne tale ombra cioè m n , risalta in o r ^ e questa è la cau- 
sa, che sempre tali corpi ombrosi non hanno mai il refles- 
so luminoso neUi confini , eh' à il corpo ombroso col suo 
pavimento. (F/^.87. Tav.XP^J.) 



Perchè li reflessi poco o niente si vedono 
ne' lumi universali . 



Lt 



<t reflessi de' corpi ombrosi poco o niente si vedono nelli 
lumi universali . E questo nasce perchè tal lume universale 
circonda ed abbraccia assai di ciascun di essi corpi , la su- 
perficie de' quali com' è provato partecipa del colore delli 
suoi obietti, come se il corpo a l'osse alluminato dal suo cmis- 
perio g e d e.(ii ombrato dalla terra gfd . Qui la superfìcie 
di tal corpo è alluminata ed ombrata dall' aria della terra , 
che gli sta per obietto . E tanto più o meno alluminata ed 
ombrata , secondo che piìi o meno è veduta da maggior 
somma di luminoso , o di scuro , come si vede nel punto k 
essere veduto da tutta la parte dell' emisperio hci,e none 
veduto da nessuna parte dell' oscurità della terra . Adunque 
seguita k essere più alluminato che a dove solo vede la par- 
te dell' emisperio e d^e tale alluminazione è corretta diiU'oscu- 
lità della terrari/, la quale tutta vede ed è veduta dui pun- 
to a com' -è provato in prospettiva. E se noi vorremo dire 
del punto b noi troveremo quello essere meno alluminato , 
che il punto a , conciosiachè esso b vede la metà dell' emis- 
perio che vedeva «, cioè vede tutto cJ,ed il b vede sola- 
mente e d eh' è la metà del e d , a vede tutta la oscurità del- 
la terra che vede a cioè la terra r d , li vi si aggionge la 
parte r f eh' h più oscura, perchè in essa manca il lume 
dell' emisperio e e , il quale non manca alla terra r d . Adnii- 

a et a 



870 
que pei' tale ragione questo corpo non può avere reflesso , 
perchè il reflesso del lume è dopo 1' ombra principale de'cor- 
pi . È qui r ombra principale è nel punto , dove tal corpo 
è in contatto col piano della terra , perchè 11 è intieramente 
privato di luce . [Fig.^S. Tav.XFI.) 

Come il re flesso si genera ne' lumi universali . 

vJEnerasi il reflesso nelli corpi alluminati da' lumi univer- 
sali , cjuando una parte del corpo alluminato riflette il suo 
maggior lume in quel luogo , dove vede minor parte del me- 
desimo lume, come vedendo il cielo e/" nel luogo J, e una 
maggior parte del medesimo cielo veda h , allora il lume de- 
rivativo h refletterà in d , ma di questo si farà distinto trat- 
tato al suo luogo diputato . [FigJÒC). Tav.XFI.) 

Quali lumi facciano piìi nota ed espedita 
la figura de' muscoli . 

'E lumi , che debbon dare vera notizia della figura de'mu- 
scoli , li universali non sono buoni , ma li particolari sono 
perfetti , e tanto più , quanto essi lumi saranno di minor 
figura , e tale dimostrazione si de' fare col movimento del 
lume per più versi ; imperocché se il lume stesse fermo , 
egli alluminerebbe piccola parte del corpo muscoloso , ed il 
suo rimanente rimanerebbe oscuro , e per conseguenza sareb- 
be ignoto . 

Come i corpi bianchi si de ono figurare . 

Ì^E figurerai un corpo bianco circondato da molt' aria , 



perchè il bianco non ha da sé colore, ma si tinge, trasmu- 
ta in parte del colore , che gli è per obietto . Se vederai una 
donna vestita di bianco infra una campagna , quella parte 
di lei che fia veduta dal sole , il suo colore Ila chiaro in 
modo , che darà in parte come il sole noja alla vista , e quel- 
la parte che fia veduta dall' aria luminosa per li razzi del 
sole tessuti e penetrati infra essa , perchè l' aria in sé è az- 
zurra , la parte della donna vista da dett' aria parrà pende- 
re in azzurro ; se nella superficie della terra vicina fia prati , 
e che la donna si trovi infra il prato alluminato dal sole , 
ed esso sole , vederai tu le parti di esse [)ieghe , che posso- 
no esser viste dal prato , tingersi per razzi reflessi in nel co- 
lore di esso prato , e cosi si va trasmutando in e'colori de'lu- 
minosi e non luminosi obietti vicini . Se tu saprai ragiona- 
re , e scrivere la dimostrazione delle forme , il pittore le (àrà , 
che parranno animale con ombre, e lumi componitori dell'aria 
de' volti , della quale tu non puoi aggiongere con la penna , 
dove si aggionge col pennello . (4^] 

Dell' occhio , che sta al chiaro , e vede 
il luogo oscuro . 

[eIIo scuro nessun colore secondo è della medesima chia- 
rezza che il primo , ancora che in sé sieno simili . Provasi 
per la quarta di questo dove dice : la superficie di quel cor- 
po si tingerà più del mezzo trasparente interposto infra l'oc- 
chio ed esso corpo , del quale mezzo interposto fia di mag- 
giore grossezza. Adunque riman concluso, die il color se- 
condo posto in mezzo di trasparente oscuro ara più oscuri- 
tà interposto infra sé e l'occhio, che il color primo , il qua- 
le si trova più vicino al medesimo occhio ; e tal proporzio- 
ni a « 2 



372 

ne sarà da oscurità a oscurità di essi colori , qual fia da quan- 
tità a quantità del mezzo oscuro che tinge . 

Dell' occhio che vede le cose in luogo chiaro . 

eU' aria alluminata nessun colore secondo sarà oscuro,, 
come il medesimo colore , eh' è più vicino . Provasi per l'an- 
tecedente, perchè più grossezza della chiarezza dell'aria resta 
interposta infra l'occhio e il secondo colore, che infra l'oc- 
chio e il color primo . E per conseguenza la proporzione 
delle varietà di tali colori sarà simile alle proporzioni di esse 
quantità di arie interposte infra 1' occhio e li delti colori . 

Delle ombre e lume delle città . 

''uando il sole è all'oriente, e l'occhio sta sopra il mez- 
zo di una città , esso occhio vederà la parte meridionale di 
essa città aver li tetti mezzi ombrosi e mezzi luminosi , e 
così la settentrionale e la orientale fia tutta ombrosa , e la 
occidentale fia tutta luminosa . [Fig.go. Tav.XP L) 

Dell' allnminazione delle parti vi/ime delli corpi insieme 
ristretti , come li uomini in battaglia . 



f=:gli uomini e cavagli in battaglia travagllanti le loro 
parti saranno tanto più oscure , quanto esse fieno più vici- 
ne alla terra che gli sostiene . E questo si prova per le 
parieti de' pozzi , le quali si fanno tanto più oscure , quanto 
esse più si profondano . Yj questo nasce perchè la parte più 
profonda de' pozzi vede , ed è veduta da minor parie dell'aria 
luminosa , che nessun' altra sua parte ; e li pavimenti del me- 



373 

dcsimo colore, ch'anno le gambe delli predetti uomini e 
cavagli , fieno sempre più alluminati infra angoli eguali che 
le altre predette gambe. (jP/^.91. Tav.XVlI.) 



Del lume particolare 



1.L lume particolare è causa di dar maggiore rilievo alli 
corpi ombrosi , che 1* universale , come ci mostra il parago- 
ne di una parte di campagna alluminala dal sole , ed una 
ombrata dal nuvolo , che solo si allumina del lume univer- 
sale dell' aria .. 

Delle ombrosità e chiarezze de' monti . 
Prospettiva comune . 

JU'Elle cose di egual movimento quella parrà più tarda, 
che sarà piìi distante dall' occhio , sia che in pari tempo si 
faccia eguali lunghezze di moti in varie distanze , le quali 
sieno dalf « all'/ e dal g, iu k e così dall'/ in m, dico 
che tal proporzione parrà da velocità a velo(nta ,^ e da lun- 
ghezza di moto a lunghezza di moto , qual' è da distanza a 
distanza della cosa veduta che si muove all' occhio eh' ella 
vede . E sia dunque / m in tripla proporzione di distanza 
daU' occhio o colla distanza a f, da esso o dico che il moto 
/ m parrà per velocità e lunghezza esser triplo al molo dellVf 
al b fatto nel medesimo tempo e moto . Provasi perchè nel- 
la distanza a f dall' occhio o si dimostra l m essersi mosso 
solamente lo spazio e <"/, quando «se mosso in /", e così 
sarà trovato lo spazio e di entrare tre volte nello spazio a f. 
Adunque esso «/" spazio è triplo allo spazio e d , e perchè 
r im moto e 1' altro som falli in un medesimo tempo . il 



374 
molo a f pare tre lanlo più veloce che il moto e d ; eh' è 
quel che si dovea provare . (Fig.g-Jt. Tav.XPII.) 

Delle cime de' monti vedute dì sopita in giìi . 

jE cime de' monti vedute l'una dopo l'altra d' alto in bas- 
so non rischiarano nella medesima proporzione delle distan- 
ze eh' anno inlia loro esse cime de' monti , ma molto meno 
per la settima del quarto che dice : le distanze de' paesi ve- 
dute d' alto in basso insino all' orizzonte vanno oscurando , 
e quelle che son vedute di basso in alto nella medesima di- 
stanza del primo si vau sempre rischiarando . Questo nasce 
per la terza del nono , che dice la grossezza dell' aria ve- 
duta da sotto in sii , è molto più chiara e splendente , che 
quella veduta di sopra in giù . E questo deriva perchè l' aria 
veduta d' alto in basso è alquanto penetrata dalle specie 
oscure della terra , che le sta di sotto . E però si dimostra 
all' occhio più oscura che quella eh' è veduta di sotto in su , 
la quale è penetrata dalli razzi del sole , li eguali vengono 
all' occhio con gran chiarezza . Adunque il medesimo acca- 
de ne* monti, e paesi proposti, le specie de' quali passando 
per le predette arie si dimostreranno o chiari o scuri se- 
condo r oscurità o chiarezza dell' aria . [JF/g-.QS. Tav.XJf^IJ.) 

Dell'aria che mostra pia chiare le radici 
de' monti che le loro cime . 

JLje cime de' monti si dimostreranno sempre più oscure 
che le lor base. Questo accade, perchè tali cime de' monti 
penetrano in aria più sottile che non fanno le base loro , 
per la seconda del primo che dice , che quella regione di 



375 

aria sarà tanto più trasparente e sottile , quanto essa è più 
remota dall' acqua e dalla terra , adunque seguita tali cime 
de' monti che giongono in essa aria sottile , si dimostrano 
più della loro naturale oscurità , che quelle che penetrano 
neir aria l)assa , la quale com' è provato è molto più grossa . 
(F/^.94.. Tav.XriI.\ 

Perchè li monti distanti mostrano più oscure 
le sommità che le loro base . 

uel eh' è già detto suU' altra faccia seguito , e dico che 
ancoraché li spazj de' monti a o p q sieno infra loro nella 
proporzione delf egualità , che li colori delle cime di essi 
monti o p q non servaranno la medesijua proporzione nel 
rischiarare , com' essi farebbono essendo di una medesima al- 
tezza , perchè se fossino di medesima altezza , essi sarebbono 
in aria di egual grossezza colle loro stremità . E allora la 
proporzione delle distanze e de' colori sarebbe una medesi- 
ma tale disposizione . Non si può dimostrare all' occhio , 
perchè se 1' occhio è alto , quanto esse cime di monti , gli è 
necessario che di tali nionll le cime di tutti che son di là 
dal monte primo sieno tutte nell'altezza dell'occhio e del 
primo monte; e per questo seguita che il secondo monte, 
e il terzo, e cosi gli altri che seguitano, non eccedino , né 
sieno ecceduti dal primo monte , né dall' occhio . Adunque 
nella superficie- del primo monte si scontrano le cime di 
tutti li monti , che seguon dopo il primo monte , e per 
questo non si può vedere se non la cima del primo . Adun- 
que tale dimostrazione è vana , come a occhio , h sommità 
del primo monte , e d delle altre cime ; vedi che la cima o 
scontrandosi nelle due altre cime cJ.che l'occhio a vede 



376 

le tre cime h e d n un medesimo termine del monte b , e que- 
ste hanno le distanze e li colori in medesima proporzione , 
ma non si vede né distanza né colori. [Fig.C)S. Tav.XVlI.) 

Delle cime de' monti , che si scuoprono all' occhio V una 
piic alta dell' altra , che le proporzioni delle 
distanze non sono colle proporzioni 
•de' colori . 

\^uando 1' occhio vede le cime de' monti di eguali distan- 
ze ed altezze sotto di sé , e' non vedrà li colori delle cime 
di tali monti di diminuzion di colori nella medesima pro- 
porzione delle già dette distanze , perchè passano all' occhio 
per diverse grossezze di aria . Provasi sia o p q le cime di 
tre monti , che in se sono di un medesimo colore , e di me- 
desima distanza 1' una dall' altra , a sia 1' occhio , che le ve- 
de , il quale è pia alto eh' esse cime . Dico che la propor- 
zione delle qualità delle distanze eh' anno infra loro le cime 
di tali monti non saranno una medesima colla proporzione 
delle diminuzioni de' colori di tali cime di monti . E questo 
nasce , perchè sendo a o dui e a p quattro e a q sei , cioè 
nella proporzione della egualità , 1' aria n o non è subdupla 
all' aria m p , ma subtripla , e lo spazio dall' occhio a o h. sub- 
duplo allo spazio ap^ e lo spazio ao h subquadi'uplo allo 
spazio j<7, che secondo lo spazio de' monti arebbe a essere 
siibtriplo . [Fig.f)Q. Tav.KP^II.) 

Delle cime de' monti che non diminuiscono ne' colori 
secondo la distanza delle cime loro . 

uando le cime de' monti saranno di eguale distanza Tuna 



^77 
tlair altra, e di egual difTcrcuza di altezza infra loro, esse 
saranno ancora in egual dillercnza di altezze e di sottilità 
di aria, ma non in eguale diminuzione di colori, perchè la 
pila alta sarà più oscura , eh' ella non debhe . Provasi perchè 
la cima o è tutta nell' aria grossa , e forte s' imbianca di essa 
aria , p è veduta dall' occhio a in meno aria grossa com' è 
r a ^ e ncir aria ])iìi sottile tutto p r adunque s' imbianca 
quasi come o q ^ e veduto jier 1' aria grossa tutto i a g nel- 
la più sottile k i e in più sottile / k questa è più chiara 
che o , ma non quanto si richiede a tale distanza. 
(F/^.97. Tav.XVU.) 

Dello inganno del pittore nella grandezza degli alberi^ 
e degli altri corpi delle campagne . 



G, 



ludica ben tu , o pittore , o miniatore , quanto la tua 
pittura debb' essere veduta remota dall'occhio, e fingi che a 
tale distanza sia veduto nno spiracolo , o vuoi dir buca , o 
finestra , per la quale le cose antiposte possano penetrare al 
tuo occhio; e veramente tu giudicherai le cose vedute esse- 
re tanto minute , che non che le membra , ma il tutto qna- 
•^i ti parrà impossibile a poterti fìgm-are . Come se l'occhio 
fosse o e la buca di un quarto di braccio eguale alla tua 
tavola dij)inla sia ai, discosta dall'occhio mezzo braccio, al- 
lora tu vediai per esso spazio tutte le cose che veder si pos- 
sono dentro alla lunghezza di un' orizzonte di cento miglia 
in tanta confusa diminuzione, che non che figurar di quel- 
le alcuna parte eh' abbia fìgnra , ma appena potrai porre si 
piccolo punto di pennello , che non sia maggiore eh' ogni 
gran casamento posto in dieci miglia di distanza . 
(F/^.98. Tav.XFU.) 

h h h 



378 

Perchè li monti in lunga distanza si dimostrano più. sairi 
71 eli a cima che nella base . 

aria eh' acquista gradi di grossezza in ogni grado della 
sua bassezza e della sua distanza , è causa che le cime de'mon- 
ti , che più s'innalzano piìi mostrano la sua naturale oscu- 
rità , perchè manco sono impedite dalla grossezza dell' aria 
nella cima che nella loro base , o nella vicinità che nella 
remozione . Provasi o p d s e r a k sono gradì dell' aria 
che sempre si assottigliano , quanto più s' innalzano , a f f 
Il h k sono gli altri gradi trasversali dove 1' aria acquista 
sottilità quanto più si avvicina . Seguita che la cima del mon- 
te e è più scura in cima che nella base , perchè com'è det- 
to r aria è più grossa in basso che in alto . Ancora il mon- 
te e è più oscuro che il monte g-, perchè minor grossezza 
di aria è infra dg^e la cima g essendo più alta che la sua 
base fa il simile del monte e , facendosi più oscura quan- 
to più s' innalza , ed in pari distanza come dice y g par- 
rebbe più oscuro che la ciuia e per aggiongere lui in aria 
che meno impedisce per essere più sottile; onde non segue 
che tal sia la proporzione delle oscurità de' monti , qual' è 
quella delle loro vicinità , la quale seguitarebbe , se le cime 
de' monti fossono di eguale altezza , ma g per levarsi più 
alto noli' osserva , perchè penetra in aria più sottile . 
{Fig.gg. Tav.XFIL) 

Perchè i monti pajono avere piìt oscure le cime 
che le base in lotiga distanza . 

IV grossezza dell' aria è di tante varie sottilità , quante 
sou le varietà delle altezze, che le sue parli hanno dall'ac- 



^79 

qua e dalla terra ; e tanto si trova più sottile e fredda , 
quanto essa è più remota dalla detta lena . Per la prima 
la montagna /? si dimostrerà ]»iù chiara che il monte o , per- 
chè più aria è infra a occhio e p monte, che fra esso a 
e il monte o , e così il monte q sarà più chiaro che il mon- 
te p , ma tal chiarezza non ara la medesima projiorzione colla 
chiarezza del p , quale hanno le distanze , perchè q si trova 
in aria più sottile che /> , onde si mostra più oscura che 
non richiede la ])roporzione della distanza . 
( Fi^. 100. Tav.X. FU. ) 

Come non si dee figurar le montagne cosi azzurre 
il verno come V estate . 

JLii paesi fatti nella figurazione del verno non debbono di- 
mostrare le sue montagne azzurre , come far si vede alle 
montagne dell' estate . E questo si prova per la quarta di 
questo , che dice : infra le montagne vedute in longa distan- 
za , quella si dimostrerà di colore più azzurro , la quale fia 
in se più scura . Adunque essendo le piante spogliate delle 
lor foglie si dimostrano di color berettino , essendo colle fo- 
glie , sono di color verde ; e tanto quanto il verde è più 
oscuro che il berettino , tanto si mostrerà più azzurro il 
verde che il berettino , per la (piinia di questo le ombre 
delle piante vestite di foglie son tanto più oscure che le 
ond)re di quelle piante, che sono spogliate di Ibglic , quan- 
to le piante vestite di l'uglie sono men rare che quelle che 
non hanno foglie . E cosi abbiamo provato il nostro intento . 
La definizione del colore azzurro dell' aria dà sentenza 
perchè li paesi son più azzurri di stale che di verno . 

l>bb 2 



38o 

Come li ìnoìiti ombrati da' mivoli partecipano 
del colore azzurro . 

il monti ombrati dalli nuvoli partecipano di colore az- 
zurro , quando il tempo fia chiaro intorno a esso nuvolo . 
E questo è causato perchè l' aria alluminata dal sole si tro- 
va di gran chiarezza , e la similitudine di tale oscurità di 
monte ombrato dal nuvolo , passando all' occhio per la pre- 
detta chiarezza dell' aria , viene a farsi di colore azzurro , co- 
me fu provato nella quinta del secondo . 

Dell' aria che infra ì monti si dimostra . 

ILI si dimostra 1' aria luminosa e chiara inverso la parte 
del sole , che nelle parti opposite . 

De' monti e loro divisione in pittura . 

'ico che r aria interposta infra l' occhio e il monte pare 
più chiara in p che in a . E questo può accadere per di- 
verse cause . Delle quali la prima è che 1' aria interposta 
infra 1' occhio e il yo è maggior somma che quella , che 
s' interpone infra l' occhio e Va, e per conseguente è più 
chiara . La seconda è che l' aria è più grossa in p valle che 
in a monte. [Fig io i. Tav.XVII ) 

Pittura che mostra la necessaria figurazione 
delle alpi, monti, e colli. 

E figure de' monti della catena del mondo sono genera- 
te dalli corsi de' fiumi nati di piove , neve , grandine , e diac- 



38 1 

cj resoluti dalli razzi solari della state ; ( la quale rosoluzio- 
ne è generazione di acque ragunate da molli [)iccioli rivi 
concorrenti da diversi aspetti alli maggiori rivi j , crescono in 
magnitudine, quanto essi acquistano di moto, insinché si 
convocano al gran mare Oceano , sempre togliendo dall' una 
delle rive , e rendendo all' altra , insinché ricercano la laighez- 
za delle loro valli , e di quel non si contentano , consuma- 
no le radici de' monti laterali, li quali minando sopra essi 
fiumi chiudon le valli , e come se si volessino vendicare , {)roi- 
biscono il corso di tal fiume, e Io convertono in lago , do- 
ve r acqua con tardissimo moto pare raumiliata , insino a 
tanto che la generata chiusa del minato monte fia di nuo- 
vo consumata dal corso della predetta acqua . 

Adunque diremo , che quell' acqua che di più stretto 
e breve cammino si trova , meno consuma il luogo dove 
la passa , e di converso più consuma dov' ella è larghissima 
e profonda . Seguita per questo , che gli altissimi gioghi dei 
monti , essendo il più del tempo vestiti di neve , e le piog- 
gie con piccol tempo le percuotono , e li fiumi non vi so- 
no , insino a tanto che le poche goccinole della pioggia avan- 
zale al sorbimento dell' arida cima , cominciano a generare 
li minutissimi ranù di tardissimo moto, li quali non hanno 
potenza di torbidarsi di alcuna particola di terra da loro 
mossa , mediante le vecchie radici delle minute erbe . Per 
la qual cosa tali giuglii de' mouli haiuio più tlcrnitfi nelle 
loro superficie che nelle radici, doNc li liniosi corsi delle 
acque ragunate, al continuo non conlenti ilclla portata terra , 
essi removono li colli coperti di piante insieme colli grandis- 
simi sassi , quelli rotolando per linigo spazio , inflnchè gli ha 
condotti in minuta giara, ed all' ultimo in solili lilla . {\"] 



382 

Pittura e come li monti crescono . 

Ir EF quel dietro a questo è concluso egli è necessario con- 
cetlere , che le base de' monti e de' colli al continuo si ri- 
stringono . Sendo così , non si può negare che le valli non 
si allarghino , e perchè la larghezza del fiume non può poi 
occupare la larghezza della cresciuta della sua valle , anzi 
muta al continuo sito , lasciando il corso da quel luogo , 
dov' egli ha scaricato più materia, la qual materia rodendo , 
e levando le giarrose argini insino a tanto che portata via 
tutta , la già lasciata materia riacquista 1' antico suo letto , 
del quale non si parte infino a tanto che altro simile acci- 
dente la rimuove dal predetto sito , e così di pioggia in 
pioggia fatte di tempo in tempo si va scaricando di mate- 
ria e peso ciascuna valle . 

Pittura nel Jigurare la qualità e membri 
de' paesi montuosi . 

ucir erbe e piante saranno di colore tanto più pallido, 
quanto il terreno che le nutrisce è più magro e carestio- 
so di umore . Il terreno è più carestioso e magro sopra li 
sassi , di che si compongono li monti . E gli alberi saranno 
tanto minori e più sottili , quanto essi si fanno più vicini 
alla sommità de' monti ; ed il terreno è tanto più magro , 
quanto si avvicina più alle predette sommità de' monti ; e 
tanto più abbondante è il terreno di grassezza , quanto es- 
so è [)iù propinquo alle concavità delle valli . Adunque tu 
pittore , mostrerai nella sommità de' monti li sassi di che 
esso si compone in gran parte scoperti di tcrirno , e l' er- 
be che vi nascono minute e magre , ed in gran parte ini- 



383 

pallidite e secche per carestia di umore , e l' arenosa e ma- 
gra terra si vede trasparire infia le pallide erbe , e le mi- 
nute piante stentate ed invecchiate in minima grandezza con 
corte e spesse ramificazioni , e con poche foglie , scuopren- 
do in gran parte le ruginenti ed aride radici tessute colle 
falde e rotture delli ruglnosi scoglj , nate dalli storpiati cep- 
pi dagli uomini e da' venti . Ed in molte parli si vegga gli 
scoglj superare li colli degli alti monti vestiti di sottile e 
pallida riigine ; ed in alcuna parte dimostrare li lor veri co- 
lori , scoperti mediante la percussione delle folgori del cielo , 
il corso delle quali non sanza vendetta di tali scoglj sono 
impedite . E quanto più discendi dalle radici de' monti le 
piante saranno piìi vigorose , e spesse di rami , e di foglie , 
e le lor verdure di tante varietà , quante sono le s])czie 
delle piante , di che tal selve si compongono ; delle quali le 
ramificazioni con diversi ordini , e diverse spessitudini di ra- 
mi , e di foglie , e diverse figure ed altezze , ed alcuni con 
istrette ramificazioni com'è il cipresso, e similmente degli 
altri con ramificazioni sparse e dilatabili , com'è la quercia , 
ed il castagno , e simili . Alcuni con minutissime foglie , al- 
tri con rare , com' è il ginepro , e il platano , e simili . Al- 
cune quantità di piante insieme nate divise da diverse gran- 
dezze ili spazj , ed altre unite sanza divisioni di prati o al- 
tri spazj . (4^) 



B: 



De' monti . 

VJLulto si discerne nelle varie distanze de' colli e monti 
le loro sommità, che nessuna cosa che in quelle sia. E 
questo accade, perche in ogni grado di distanza dall' occhio 
inverso l' oriente , si acquista gradi ili [K-rdi/.ione e chiarez- 



38^1 
za di aria , ovvei'O biancliezza ; e da / a Z» è il doppio più 
chiaro che da / a a. [Fig-ioi. Tav.KFll) 

De' monti . 

JILiE sommità delle montagne e de' colli parranno più scu- 
re , perchè maggior somma di alberi s' incontrano l' uno 
nell'altro, e non si vede il piano loro intervallo, che più 
chiaro , come si vede nelle spiaggie , e di quella medesima 
ragione , che scura le campagne nel mezzo delle loro altezze. 
(F/^.io3. Tav.XVlU.) 

Precetto . 

,L Anto son varj i lumi e le ombre , quante sono le va- 
rietà de' siti dove si trovano . 

Quando la parte ombrosa de' corpi sarà aumentata dall' 
obietto oscuro , essa ombra si farà tanto più scura che pri- 
ma , quanto tale aumento è men chiaro che l' aria . 
[Fig. lo!^. Tav.XFIII.) 

La percussione dell' ombra derivativa non saia mai del- 
la sua origine primitiva , se il lume primitivo non tia della 
simile figura del corpo che fa le ombre . 

Del corpo luminoso che si volta intorno sanza mutazion 

di sito , e riceve un ìnedesimo lume da diversi 

lati , e si varia in injìinto . 



L. 



ìf. ombre che in compagnia de' lumi vestano un corpo ir- 
regolare saranno di tante varie oscurità e di tante varie fi- 
gure , quante sono le varietà , che fa esso corpo nel suo 



385 

moto circoniol ubile ; e tanto è a voltare il corpo intorno 
stando fcnno il lume, quanto a voltare intorno il lume a 
im corpo immobile . Provasi e sia n il corpo immobile , ed 
il lume mobile sia b , il quale si muove dal b all' a , dico 
che quando il lume era in b \ ombra del globo d si esten- 
dea dal d all'/", la quale nel muovere il lume dal b all' a 
si muta dairyall'e, e così la detta ombra è mutata di 
quantità e di figura , perchè il luogo dov' ella si trova non 
è della medesima figura ch'era il luogo, dond' ella si di- 
vise . E tal mutazione di figura e di quantità è infinita- 
mente variabile 5 perchè se tutto il sito che prima era oc- 
cupato dall'ombra è in sé per tutto vario, e di quantità 
continua; ed ogni quantità continua è divisibile in infinito; 
adunque è concluso , che la quantità dell' ombra , e la sua 
figura è variabile in infinito. [Fig.ioS. Tav.XFIII.) 

Tu , pittore , non diminuire più la prospettiva de' co- 
lori che quella delle figure , dove tali colori si generano . 

E non diminuire più la prospettiva lineale , che quel- 
la de' colori , ma seguila la diminuzione dell'una e dell'al- 
tra prospettiva , secondo le regole dell' ottavo e del settimo. 

Ben è vero che nella natura la prospettiva de' colori 
mai rompe le sue leggi , e la prospettiva delle grandezze è 
libera , perchè vicino all' occhio si troverà un picciolo colle , 
e da lontano una montagna , e così degli alberi , ed edificj . 

La oscurità delle tenebre è integrai privazione di luce, 
ed infi'a la luce e le tenebre per essere loro quantità con- 
tinua viene ad esser variabile in infinito ; cioè tra le tene- 
bre e la luce è ima potenza piramidale , la quale essendo 
sempre divisa per mela inverso la punta , senij)re il rima-, 
nente è j)iù luminoso che la parie levata . 

e e e 



386 

Di ombra e lume de' corpi ombrosi . 

J. ette le parti de' corpi , che l'occhio vede infra il lume 
e l'ombra , hanno a essere forte terminate di ombra e lume , 
e le parti volte al lume saranno confuse in modo , che in- 
fra il lume sarà poca differenza . Le parti ombrose , se non 
vi accade reflesso , aranno siccome l' alluminate poca varietà 
dalle più meno oscure» 

Delli corpi alluminati dall' aria sanz' il sole . 

'eIIc figure ed altri corpi veduti dall' aria sanz' il sole > 
tu farai le sue ombre colla quinta del quarto che e' inse- 
gna che quella parte di qualunche corpo opaco sarà più al- 
luminata , che sarà veduta da maggior parte del corpo che 
r allumina . Sicché pertanto considera tu , e tira le linee im- 
maginative dal corpo che allumina al corpo alluminato ; e 
guarda chi più ne vede più s' allumina , e qui li riflessi han 
poca appaitinza , e questo è un modo comune a tutti gli 
obietti , che sono sotto 1' aria alluminata , quando alcun nu- 
volo cuopre la luce del sole , o veramente quando il sole 
immediate è tramontato , che il ciclo ci dà un lume mor- 
to , al quale ogni corpo mostra insensibilmente li termini 
delle ombre colli loro lumi sopra li corpi ombrosi ^ 

Quelli termini delle ombre sono più insensibili , 
che nasceranno da maggior quantità di luce. 



L. 



il reflessi ovvero le ombre che si rinchiudono infra il 
lume incidente e reflesso saranno in un medesimo sito di 
maggiore oscurità , le quali saranno di maggior quantità . Que- 



387 

sto accade perchè quando esse sono di maggior quantità , per 
la settima del nono esse hanno j)iìi remoti li due lumi , cioè 
il reilesso ed incidente , onde l' ombra è manco impedita . 

Qii al' ombra è più scura. 

\f cella parte dell' ombra sarà più oscura , che sarà più vi- 
cina alla sua origine . 

Del lume . 

'cel lume sarà di maggior quantità , che sarà generato so- 
pra corpo di minor curvità , essendo tale lume prodotto di 
una medesima causa . 

Quelli corpi che sono alluminali dall' aria col sole fan- 
no le ombre con soperchia sensibilità di termini. 

Precetto . 

I corpi alluminati da diverse qualità di colori di lumi 
non hanno le parti alluminate delle lor superficie convenien- 
ti alli colori delle lur parli ombrose . 

Rarissime sono le volte , che li colori delle superficie 
de' corj)i opachi abbiano li debiti colori delle ombre cor- 
rispondenti alli colori d(;lle lor parti alluminate. 

Quel che si propone nasce , che gli obietti , che fanno 
r ombra sopra tali corpi , non sono del colore naturale di 
essi corpi, uè del medesimo colore naturale dell' alluminalore. 



L 



Precetto . 

veri colori delle ombre e de' lumi di ciascun corpo è 

e e e 2, 



368 
che le parici i dell'abitazione, dove tal corpo si trova , sie- 
•QO del colore del corpo che dentro a lor si serra , e che il 
lume dell' impannata , che allumina tale abitazione sia ancor 
lui del colore di esso corpo rinchiuso . E così l' abitazione 
genererà colle sue parti ombrose ombre sopra del corpo rin- 
chiuso , che saranno di colore proporzionevoli ad esso cor- 
po ombrato , e le parti alluminate dal colore della finestra 
saranno convenienti al colore del corpo alluminato , ed al 
colore delle sue ombre . 

De' termini de' corpi mediante li campi . 

JLji termini de' corpi mediante li campi sempre pajono va- 
riati in più oscurità o chiarezza , che l' altro suo rimanen- 
te . Quel eh' è detto accade per la seconda di questo che 
prova : che tanto pajono più chiari li termini delle cose 
bianche , quanto essi confinano in termini più oscuri . E 
tanto pajono più scuri li termini delle cose ombrate , quan- 
to esse confinano in cosa più bianca . L' esemplo principa- 
le si dimostra nel bianco veduto in parte dal sole , la parte 
del quale alluminata pare più candida al paragone dell om- 
bra , e r ombra più oscura al paragone del chiaro . E que- 
sto si vede bene nelle parieti de' muri ed in altri corpi piani . 

Precetto delle ombre . 

IjE ombre de' corpi distanti debbono esser fatte al mede- 
simo lume . Imperocché se tu facessi la tua mistione de' co- 
lori al sole per imitare le cose vedute dal sole ; e che poi 
tu facessi la mistione delle ombre de' corpi all' ombra , per 
imitare le cose , che non sono viste dal sole , e che poi tu 



389 
nieltessi ogni cosa all' ombra , non li riuscirebbe la vera si- 
militudine ; perchè tu hai da considerare , che una medesi- 
ma qualità di colore posto all' ombra sarà , onderà vera di 
quel eh' è posto al sole ; e se tu poi dessi il sole all' om- 
brato come all' allmninato , tu vedresti 1' ombra e il lume 
imitato esser fatto di un medesimo colore . 

Dell' imitazione de' colori in qualunque distanza . 

V^uando tu vuogli contrafare un colore , abbi rispetto , che 
stando tu nel sito ombroso , che in quello tu non voglia 
imitare il sito luminoso , perchè t' inganneresti con tale imi- 
tazione te medesimo . Quello eh' ài a fare in tal caso a vo- 
lere adoperare con certezza come si conviene alle matte- 
matiche dimostrazioni, è che tulli li colori che tu hai da 
imitare paragonino l' imitante coli' imitalo a un medesimo 
lume , e che il tuo colore sia conterminale alla linea visua- 
le del color naturale . 

Diciamo che tu vuogli imllarc la montagna nella parte, 
eh' è veduta dal sole , Metti li tuoi colori al sole , e alla ve- 
duta di quello fa la tua mistione di colori imilaljili , e pa- 
ragona al medesimo lume solare tenendo il tuo colore scon- 
trato col colore imitato , come a dire : io ho il sole a mez- 
zogiorno , e ritraggo il monte a ponente , il quale è mezzo 
ombroso e mezzo luminoso . Ma qui io voglio imitare il 
luminoso , e torrò un poco di carta vestita di quel colo- 
re , che mi pare esser simile alf imitato , e la porrò allo 
scontro di esso imitato , in modo che infra il vero e il 
falso non si vedrà spazio , e così gli farò vedere li razzi del 
sole , e tanto aggiongerò varietà di colori , che il colore di 



390 
ciascuno sarà slmile , e cosi andrò facendo in ogni qualità 
di colori ombrosi o luminosi. [Fig. io6. Tav.XVlII.) 

Del lume re/lesso . 

JL Anto quanto la cosa alluminata fia men luminosa , che 
il suo alluminante , tanto la sua parte rellessa fia men lu- 
minosa , che la parte alluminata . 

Quella cosa sarà più alluminata, che fia piii propinqua 
all' alluminante . 

Tanto quanto h e entra in ha, tanto sarà più allumi- 
nato in a d che in de. 

Quella pariete che fia più alluminata , parrà eh' abbia le 
sue ombre di maggiore oscurità, [Fig.io'j. Tav.XJ^III.) 

Di Prospettiva . 

'uando con dui occhj si vedrà dui eguali obietti , che 
sieno minori ciascun per sé , che non è 1' intervallo delle 
luci di essi occhj , allora il secondo obietto parrà maggio- 
re che il primo . La piramide a e abbraccia il primo obiet- 
to , e la piramide b d abbraccia il secondo obietto . Ora tan- 
to parrà maggiore 1' obietto m che n , quanto la larghezza 
della piramide b d da maggiore di a e. [Fig.io^.Tav.XFIIL) 



391 

LIBRO SESTO. 

DEGLI ALBERI È VERDURE. 

Discorso della qualità de' fiori nelle ramificazioni 
de' fiori nelle erbe . (49) 



DeIII 



fiori che nascono nelle ramificazioni delle erbe , al- 
cuni fioriscono prima nelle somme altezze di esse ramifica- 
zioni , ed altri aprono il primo fiore nelU infima bassezza del 
suo fusto . ' 

Della ramifiicazione delle piante . 

Rima ogni ramo di qualunchc pianta che non è supera- 
to dal peso di sé medesimo s'incurva, levando il suo stre- 
mo verso il cielo . Secondo maggiori sono li ramiculi dei 
rami degli alberi , che nascono di sotto , che q_uelli che na- 
scono di sopra . Terzo tutti li ramiculi nati inverso il cen- 
tro dell' albero per la soperchia ombra in breve tempo si 
consumano . Quarto quelle ramificazioni delle piante saran- 
no più vigorose e favorite , le quali sono [)iù vicine alle par- 
ti streme superiori di esse piante, causa dell'aria e del so- 
le . Quinto gli angoli delle divisioni delle ramificazioni delli 
alberi sono infra loro eguali . Sesto ma quelli angoli si fan- 
no tanto più ottusi quanto li rami delli loro lati si vanno 
invecchiando . Sellimo il lato di cpielF angolo si fa più obli- 
quo , il quale è fatto di ramo più sottile . Ottavo ogni bi- 
forcazione di rami insieme gionta ricompone la grossezza del 
ramo che con lei si congionge , 



392 

Come a dire a h gionto insieme fa e, e r/ gionto in- 
sieme la y, e y e gionto insieme fa la grossezza del primo 
ramo o p , A quale o p grossezza è eguale a tulle le gros- 
sezze a b e (l ^ e questo nasce che l' imiore del più grosso 
si divide secondo i rami . Nona tante sono le torture dei 
rami maestri , quanti sono li nascimenti delle loro ramifica- 
zioni che infra loro non si scontrano . Decimo quella tor- 
tura de rami più s' impiega , la quale ha li suoi rami di 
più conforme grossezza , vedi a e ramo e cosi b e per esse- 
re infra loro eguali , che il ramo a e d e più piegato che 
quel di sopra n o a che ha li rami più disformi . Unde- 
cimo la piccatura della foglia sempre lascia vestigio di sé 
sotto il suo ramo , crescendo insieme con tal ramo insino 
che la scorza crepa e scoppia per vecchiezza dell' albero . 
(jFi'g-. 1. e 2. Tav.XJX-) 

Della ramificazione delle piante . 

O^mpre la margine donde si spicca la foglia del ramo cre- 
sce nella medesima proporzione che fa il ramo , e sempre 
si manifesta insino che la vecchiezza scoppia e rompe la 
scorza di tale ramo . Sia p b e la grossezza di detto ramo , 
b e d sia la foglia che si appicca al ramo in tutto lo spa- 
zio b o e j eh' è il terzo della grossezza del ramo o ^ e V oc- 
chio dove nasce il ramicolo sopra la foglia . Dico adunque 
che circondando 1' appiccatura della foglia la terza parte del- 
la grossezza del ramo , crescendo il ramo p b e alla grossez- 
za ^ g^ >y , che lascerà ancora il terzo del cerchio di tale gros- 
sezza , coni' è segnato in g s . Quel ramo sarà più curvo 
nell'albero, il quale nasce più basso nella quantità della sua 
ramificazione . {Fig.3. Tav.XJX.) 



393 
Della ramificazione delle piante . 

ìf. margini che fanno la congionzione de' rami nel loro 
iip[)iccaisi insieme quando ingrossano nelle inforcature , il 
tempo della gioventù restano assai rilevate , e nella vecchiez- 
za restano in cavo . [Fig.[\. Tav.XIX.) 

Delle minori ramijicazioni delle piante . 

I J E foglie che compongono le ultime ramificazioni delle 
piante sono più evidenti nella parte di sopra che di sotto , 
e questo avviene più nelle noci che in altre piante , perchè 
le foglie sue sono composte di sette altre foglie , in quel mo- 
do che tu vedi in margine , le quali per il loro peso ricag- 
giano in basso , e spesse volte si appoggiano l' una sopra 
dell' altra , e compongono una piastra assai luminosa , e que- 
sta si dimostra in lunga distanza , ma dappresso si vede per 
li lustri sopra ciascuna foglia , e nella parte di sotto di essa 
ramificazione le foglie pendono obliquamente sotto il lor na- 
scimento , facendo ombra 1' una sopra 1' altra a lei sottoj)o- 
sta . E per quel che si è detto si conclude , che tale rami- 
ficazione ha le foglie più espedite di sopra che di sotto , 
perchè non sono occupate dalle altre , e dalla parte di sot- 
to per essere occupate dalle superiori non sono interamente 
comprese dall' occhio . Ancora le foglie di sopra per pende- 
re sopra il loro nascimento poco si rimuovono sopra il lor na- 
scimento , e di sotto si discostano assai . E per questo le fo- 
glie superiori di tali ramicidi sono men remote dalla massa 
di tutte e sue foglie, che le foglie ultime di sotto, E que- 
sto accade nel lume particolare , perchè neU' universale le fo- 
glie hanno lume e non lustro . E tutti gli alberi che hanno 

d d d 



394 
le foglie composte di altre foglie fanno 1' officio sopradetto , 
ed ancora che hanno le foglie larghe come il platano , tiglio , 
fico , e simili . {^Fig.-S. Tav. XIX.) 

Della proporzione che hanno infra loro le 
ramijicazioni delle piante . 

JL a1 proporzione hanno le grossezze della ramificazione di 
ciascuna pianta nata il medesimo anno col lor primo fusto , 
quale hanno le antecedenti e succedenti di tutti gli altri anni 
preteriti e futuri ; cioè che ogni anno li rami che ha acqui- 
stato ciascuna pianta quando sono finite di crescere, essen- 
do insieme calcolate e unite le sue grossezze esse sono egua- 
li al ramo nato l' anno passato , il quale le ha partorite , e 
cosi seguitano innanzi , e cosi fieno trovate nelli suoi tempi 
futuri , come dire i rami a d e b d ultimi della pianta es- 
sendo insieme gionti saranno eguali al ramo d e che gli ha 
partoriti . {^Fig.6. e 7. Tav. XIX.) 

Della ramificazione degli Alberi . 

JLja. ramificazione degli alberi nel caricarsi di frutti e di fo- 
glie mutano sito da quello eh' esse tenevano l' invernata . Mai 
da ramo a ramo , la grossezza de' rami che si biforca , non 
si varia , se non quasi insensibilmente ; e chi vi riponesse li 
suoi ramiculi che nascano infra esse principali ramificazioni , 
rifarebbe la grossezza di punto eguale per tutto . 



L 



All' albero giovane non ceppa la scorza . 
rami delle piante sono situati in due modi , cioè so- 



110 a riscontro uno dell' altro o nò , e se non sono a ris- 
contro il ramo di mezzo s' anderà })icgando ora all' un ra- 
mo , ora air altro , e se sono a riscontro 1' albero di mezzo 
sarà diritto . Sempre il ramo si genera sopra l' appiccatura 
della l'oglia , e cosi fa il Irutto . La scorza degli alberi sem- 
pre crepa per la lunghezza della pianta salvo quella del ci- 
regio, che scoppia a circuii. Quando la pianta maestra si 
dividerà in uno o più rami principali ad una medesima al- 
tezza , allora le margini delle gionture di tali rami si faran- 
no più alle a riscontro 1' uno dell' altro che inverso il cen- 
tro dello albero , inverso il quale rimarranno gran concavi- 
tà . E questo avviene quando gli angoli de' rami sono più 
stretti infra loro , che l' angolo che sta diverso il centro 
dell' albero maestro , come a dire a b rami sono divisi da 
più stretti angoli , e cosi h e che non sono li rami a e, e 
così adunque tali rami nell' ingrossare loro , più presto e con 
maggior aumento si congiongono in Z> e , e più s' innalza la 
loro giontura che in a e . ÌL per questo la giontura di mez- 
zo resta più bassa ; provasi essere per necessità , e sia li tre 
circuii n m o , li quali si toccano in punto nelle linee ri ni 
ed wi o ed o « e non in mezzo , e non si potendo attac- 
carsi insieme se non dov' essi si toccano , si appiccheranno 
adunque in essi contatti , e non in mezzo dove non si toc- 
cano . E così neir ingrossare tale attaccatura s' alzerà , come 
di sopra si mostra in y e , e donde monta in alto tale gion- 
tura il mezzo che non si tocca resta basso e concavato . 
[Fig. 8. e 9. Tav.XIX.) 

Della ramificazione delle piante . 



L'clla parte della pianta mostrerà e sarà di maggior vec- 

ddd 2 



3c/> 
chiezza , la qnalff sarà più presso al suo nascimento , come 
mostrano le crepature della loro scorza . Questo si vede nelli 
noci , li quali hanno spesse volte gran parte della scorza ti- 
rata e pulita sopra la scorza vecchia e crepata , e così sono 
di tante varie gioventìi e vecchiezze quante sono le loro ra- 
mificazioni maestre . Gli anni dell' età degli alberi , che non 
sono stati storpiati dagli uomini si possono annoverare nelle 
loro ramificazioni maestre , come ab e d e f circuii in ogni 
creazione di ramificazione principale , pigliando il ramo ch'i- 
più vicino al mezzo dell' albero . Gli alberi hanno in loro 
tante varie età , quante sono le loro principali ramificazioni . 
La parte più giovane della pianta ara la scorza più pulita e 
tersa, che alcuna altra parte. [Fig. io. Tav.XIX.) 

La parte meridionale delle piante mostra maggior vi- 
gore e gioventù che le settentrionali . La parte più vecchia 
della scorza dell' albero è sempre quella che prima cre- 
pa . Quella parte dell' albero ara più ruida e grossa scor- 
za , che sarà di maggior vecchiezza . Li circuii delli rami 
degli alberi segati mostrano il numero delli suoi anni , 
e quali furono più umidi o più secchi secondo la maggio- 
re o minore loro grossezza . E così mostrano gli aspetti 
del mondo dov' essi erano volti ; perchè più grossi so- 
no a settentrione che a meridio ; e così il centro dell' al- 
bero per tal causa è più vicino alla scorza sua meridionale 
che alla scorza settentrionale . E benché questo non serva 
alla pittura pure io lo scriverò per lasciare men cose indie- 
tro delli alberi , che alla mia notizia sia possibile . Quelle 
cime degli alberi faranno maggiore accrescimento , che saran- 
no più vicine al ramo maestro . Le foglie che prima nasco- 
no , e che più tardi cascano sono quelle che nascono nelle 
cime maestre delli alberi . Quel!' albero che più invecchia 



397 

animelle minori rami. Quel ramo che si estende in più con- 
tinuata grossezza e piii diritta , è quello il quale genera mi- 
nori ramiculi intorno a se . (5o) 

Della ramificazione delle piante . 

JLiE piante che assai si dilatano hanno li angoli delle par- 
tizioni , che separano le loro ramihcazioni tanto più ottu- 
si , quanto il nascimento loro è più basso , cioè più vicino 
alla parte più grossa e più vecchia dell' albero . Adunque 
nella parte più giovane dell' albero gli angoli delle sue rami- 
ficazioni sono più acute . 

Del nascimento delle foglie sopra i suoi rami . 

..lon diminuisce mai la grossezza di nessun ramo dallo spa- 
zio , eh' è da foglia a foglia , se non quanto è la grossezza 
dell'occhio eh' è su essa foglia . La qual grossezza manca al 
ramo che succede insino all' altra foglia . Ha messo la natu- 
ra la foglia dogli ultimi rami di molte piante , che sempre 
la sesta foglia è sopra la prima , e così segue successiva- 
mente , se la regola non è impedita . E questo ha fatto per 
due utilità d' esse piante . La prima è perchè nascendo il 
ramo e '1 frutto nell' anno seguente , dalla gemella vena dell' 
occhio eh' è sopra in contatto dell' appiccatura della foglia , 
l'acqua che bagna tal ramo possa discendere a nutrire tal 
gemella col fermarsi la goccia nella concavità del nascimento 
di essa foglia . Ed il secondo giovamento è che nascendo 
tali rami 1' anno seguente 1' uno non cuopre 1' altro , per- 
chè nascono volti a cinque aspetti li cinque rami . Il sesto 
nasce sopra il primo assai remolo. (^Fig.ii. Tav.XIX.) 



39» 

Della ramificazione delle piante colle loro foglie . 

Ili J e ramificazioni delle piante , alcune come l' olmo sono 
larghe e sottili ad uso di mano aperta in iscorto , e queste 
si mostrano nelle lor quantità; di sotto si mostrano dalla 
parte superiore ; e quelle che sono più alte si mostrano di 
sotto , e quelle di mezzo in una parte di sotto ed una di 
sopra . E la parte di sopra è in estremo di essa ramificazio- 
ne . E questa parte di mezzo è la più scortata che nissun 
altra di quelle, che sono volte colle punte inverso te, e di 
esse parti di mezzo dell' altezza della pianta la più lunga sa- 
rà inverso li stremi di essi alberi , e fa a queste tali ramifi- 
cazioni , come le toglie della felice salvatica , che nasce per 
gli argini de' fiumi . Altre ramificazioni sono tonde , come 
quelle degli alberi , che mettono li ramiculi e foglie , che la 
sesta è sopra la prima , ed altre sono rare , e trasparenti co- 
me il salice , e simili . Li stremi delle ramificazioni delle 
piante , se non sono superati dal peso di frutti , si voltano 
inverso il cielo , quanto è più possibile . Le parti dirette 
delle loro foglie stanno volte inverso il cielo per ricevere il 
nutrimento della rugiada , che cade di notte . 11 sole dà spi- 
rito e vita alle piante , e la terra coli' umido le nutrisce . In- 
torno a questo caso io provai a lasciare solamente una mi- 
nima radice a una zucca , e quella teneva nutrita coli' ac- 
qua , e tale zucca condusse a perfezione tutti li frutti eh VUa 
potè generare ; li quali furono circa 6o zucche di quelle 
larghe . E posi mente con diligenza a tale vita , e conobbi 
che la rugiada della notte era quella che col suo umido pe- 
netrava abbondantemente per le appiccature delle sue gran 
foglie al nutrimento di essa pianta colli suoi figliuoli . 

La regola delle foglie nate nel ramo idtiino dell' anno , 



^99 
saranno nelli (lue rami fratelli in contrario moto , cioè che 
voltandosi intorno il nascimento delle foglie al loro ramo 
in modo , che la sesta foglia di sopra nasce sopra la sesta di 
sotto , e '1 moto del loro voltarsi è , se 1' una volta inverso 
il suo compagno a destra , l' altra gli si volta a sinistra . 
La foglia è tetta ovvero poppa del ramo o fruiti , che na- 
scon l'anno che viene. [Fig.i-x. Tav.XIX.) 

Del nascimento de' rami nelle piante. 

JL Ale è il nascimento della ramificazione delle piante sopra 
i loro rami principali , qual è quella del nascimento delle 
foglie . Le quali foglie hanno quattro modi di procedere 
r una pili alta che l' altra . Il primo più universale è che 
sempre la sesta di sopra nasce sopra la sesta di sotto , ed 
il secondo è che le due terze di sopra sono sopra le due 
terze di sotto , ed il terzo modo è che la terza di sopra è 
sopra la terza di sotto . 

Perchè molte volte li legnami non sono diritti 
nelle lor vene . 

V^uando li rami che succedono il secondo anno sopra 
dell' anno passato non hanno le grossezze simili sopra li ra- 
mi antecedenti ma da lato , allora il vigore di quel ramo 
di sotto si storce al nutrimento di quello eh' è più alto j 
ancoraché esso sia un poco dal lato . Ma se tali ramificazio- 
ni aranno egualità nel loro crescere , le vene del loro fusto 
saranno diritte ed equidistanti in ogni grado di altezza del- 
la loro pianta . Adunque tu , pittore , che non hai tali re- 
gole , per fuggire il biasimo degl' intendenti sii vago di ritrar- 



4oo 

re ogni tua cosa di naturale , e non dispensare lo studio 
come fanno i guadaguatori . (^Fig, i3, Tav.XIK.) 

Degli Alberi . 

j^Eiiipre inverso i fondi delle valli e colli rami di esse valli 
li alberi sono maggiori e più spessi , che inverso la som- 
mità de' colli . Le cime de' monti fieno più erbose che le 
sue spiaggie , perchè quivi non è concorso di acque , che 
le abbiano a lavare , come nelle spiaggie . 

Degli Alberi . 

'Qe il ramo dell' albero ti viene in iscorto , le sue foglie 
ti si dimostreranno in faccia o circa . E se il ramo si mo- 
strerà nella vera forma , le sue foglie si mostreranno impro- 
prie , cioè in iscorto . Quando l' albero per lunga distanza , 
non manda più la vera figura all'occhio o bugiarda delle 
sue foglie , allora resta la figura delle poste de' rami con 
certa quantità e qualità . Quando manca per distanza la fi- 
gura delle poste de' rami , resta all' occhio solo la somma 
del suo chiaro scuro . E se più là vorrai giudicare , tu avrai 
da lui solo la figura del suo colore , che dividerà da altre 
cose diverse , e se non saranno diverse , non si scernerà 
d a loro . 

Della ramìjicazione degli alberi. 

Jl utte le ramificazioni degli alberi hanno il nascimento del- 
la sesta foglia superiore, che sta sopra la sesta inferiore . Il 
medesimo hanno le viti , canne , come vite , pruno . Dtlle 



4oi 

more e simili , salvo la vitalba , e '1 gclsoniiiio , che ha le 
poste apiate l'ima sopra l'altra intraversata. Tutti gli alberi 
che hanno il sole dopo sé sono scuri inverso il mezzo . 



Della ramificazione che in un'anno rimette nelle 
fronti delli rami tagliati . 



1/ 



a1 fia la quantità del ramiculo , che rimette sopra il ramo 
tagliato , con la quantità delli ramiculi , che di tal ramo ta- 
gliato dovea produrre il medesimo anno , qual' è la quanti- 
tà della camicia , che sta infra la scorza e 1 legno , cioè la 
sua linea circonferenziale latta sopra il taglio del ramo con 
la lunghezza del diametro di tale ramiculo . E questo acca- 
de perchè il nutrimento che passa per tale diametro , il qua- 
le solca di li passare per innalzarsi a nutrire li rami del me- 
desimo anno , non trovandoli si ferma a nutrire quel ramo , 
che nasce nella fine della scorza e camicia . INIa questa re- 
gola pare che patisca eccezione , perchè se tutti li rami , che 
di lutto il nutrimento seco viene a generare quell' anno , ri- 
làcea tanta quantità di rami , che essendo insieme ricompo- 
sti ed uniti colle loro grossezze e' si ricomponeano grossez- 
za eguale al tagliato ramo . Adunque se tutta la fronte del- 
la scorza e camicia della pianta tagliata ricomponessi nell'in- 
teri labri della sua tagliatma un ((rcliio unito di uno con- 
tinuato ramo, che al^bracciassi il lutto della circonferenza 
del legno , esso rifarebbe quel medesimo anno tanta grossez- 
za di legname, quanta è la grossezza del ramo, che lui ab- 
braccia . Il che [)<ue impossibile ancora che l' aria , pioggia , 
e rugiada 1' ajutassi ; conciosiacosachè molta maggiore è la cir- 
confercn/.;i di tutte le ultime ramificazioni iiisienie gionta , 
le quali la pianta non essendo tagliata dovea generare quell'an- 

e e e 



403 

no , che non è la circonferenza eslesa in tutta la fronte del- 
la scorza tagliata 5 e per conseguenza più nutrimento tira, 
perchè in tale scorza e camicia sta la vita della pianta . Ma 
di questo non si tratterà il fine in questo luogo , perchè si 
riserva altrove , e non accade alla Pittura . 

Della proporzione de' rami colla proporzione 
del loro nutrimento . 

.1 a1 proporzione han tutte le ramificazioni di un medesi- 
mo anno nelle loro grossezze insieme unite colla grossezza 
del loro fusto , quale ha il nutrimento di esso fusto col nu- 
trimento delli predetti rami , cioè che tale è la cosa nutri- 
ta , quaF è il suo nutrimento . Perchè se sarà tagliato un 
ramo di una pianta , e che vi sia sii innestilo ovvero inse- 
dilo uno de' suoi medesimi ramiculi , esso ramiculo si farà 
col tempo assai più grosso , che il ramo che lo nutrisce , e 
fia perchè il nutrimento , ovvero spiriti vitali soccorranno 
il luogo offeso . Nello insedire a scudo molti occhj di pian- 
te in cerchio ad un tronco tagliato , comporranno il mede- 
simo anno più quantità di grossezza , che non è la fronte 
di tal fusto tagliato . 

Dell' accrescimento degli Alberi e per qiial 
verso pili crescono . 

E ramificazioni (.le' rami maggiori non crescono inverso 
il mezzo della sua pianta . E questo nasce perchè natural- 
mente ogni ramo cerca l' aria , e fugge 1' ombra , e perchè 
le ouihre sono più potenti nella parte inferiore de' rami che 
risguardan la terra , che in quella che si volta al cielo , 



4o3 

nella quale sempre «li ritlnre il corso dell' acqua die piove, 
e della rugiada, che iuiihi|»lica la notte, e tiene più umi- 
da essa parte inferiore che la superiore . ¥j per questo li 
rami hanno più abbondante nutrimento in tal parte , e per 
questo più crescono , 

Quali rami degli alberai sono quelli che più 
crescono in un afino . 

Einpre le maggiori ramificazioni delli massimi rami sono 
quelle che nascono dalla parte del rauìo , che guarda la terra , 
e le minori nascono so{)ra esso massimo ramo . E questa 
tal grandezza di ramo inferiore nasce , perchè sempre 1' umo- 
re del ramo, quando non è jicrcosso dal caldo del sole , ri- 
cade nella parte di sotto del suo ranio , e però più nutrisce 
l'umore, dove di lui è maggiore abbondanza . E per questo 
il ramo sempre ha la scorza più grossa di sotto che di so- 
pra . E questo è potissima causa che li ramiculi di esso ra- 
mo sono assai maggiori di sotto che di sopra ; e [)cr que- 
sto gli alberi mettono assai lami allo ingiù , li quali sono 
causa che il ramo che di sotto gli succede non mette gran 
ramiculi contro al ramo , che gli sta di sopra . E per que- 
sto le piante non si conlòndono , nò si togliono 1' aria l'uno 
r altro per la vicinità di tante ramificazioni , perchè dan luo- 
go r luia l'altra, e se quel ramo com'è detto cresce assai 
allo ingiù, quel che gli cresce incontro , cresce poco all'insù. 

Della scorza degli yilberi . 

i i accrescimento della grossezza delle j)iante è fatto dal su- 
go , il quale si genera nel mese di aprile infra la camicia 

e e e 2 



4o4 

ed il legno di esso albero . Ed in quel tempo essa camicia 
si converte in iscoiza ; e la scorza acqnista nuove crepatu- 
re nelle profondità delle ordinarie crepature . 

Della parte settentrionale degli alberi . 

Empre la parte settentrionale degli alberi vecchj veste la 
scorza del suo pedale di verdicante piumosità . 



Della scorza delle piante 



L> 



|A scorza delle piante è sempre con maggiori crepature di 
verso mezzo dì che nella parte settentrionale . 



Della diversità che hanno le ramificazioni 



degli alberi . 



T, 



Re sono li modi delle ramificazioni degli alberi , delli 
quali r uno è nietter li rami per due contrarj aspetti , l'uno 
all' oriente e 1' altro a occidente , e non sono a riscontro 
l' uno dell' altro , ma in mezzo dello spazio opposito , 1' altro 
gli mette a due a due a rincontro 1' uno dell' altro , ma se 
due ne sarà per levante e ponente , 1' altro a meridio o set- 
tentrione , il terzo ha sempre il sesto ramo sopra il pri- 
mo successivamente. [Fig.i^:^. Tav.XIX. e XX.) 

Delle ramificazioni delle piante che mettono li rami a 
riscontro V uno dell' altro . 

Sl utte le piante che mettono li rami a gradi 1' uno a ri- 
scontro dell' altro con eguale grossezza sempre saranno di- 



4o5 

ritti come l' abete a h . E questa tal dirittura nasce , per- 
chè le parti opposite essendo eguali in grossezza tirano egua- 
le umore , o vò dire nutrimento , e fan li rami di egual 
peso , onde seguita che da eguali cause nascono eguali effet- 
ti , per tale egualità riserva la rettitudine eguale di essa pianta. 
[Fìg.iS. Tai>.XX.] 

Degli accidenti , che piegano le predette piante . 



LvJla quando le predette piante metteranno le loro ramifi- 
cazioni ineguali in grossezza , allora tal pianta non opererà 
la dirittura , ma la piega in opposita parte al ramo più 
grosso . E questo accade perchè necessità costringe tal pian- 
ta essere in mezzo ad ogual pesi , senonchè presto rovinereb- 
be per picciol vento , che traessi per la linea donde cresce 
il ramo piti grosso . 

Degli accidenti delle ramìjìcazioni delle piante . 

JLit quattro accidenti delle ramificazioni delle piante sono 
questi , cioè lustro , lume , trasparenza , ed ombra , e se 1' oc- 
chio vedrà sopra essa ramificazione , la parte alluminata si di- 
mostrerà di maggior quantità , che la parte ombrosa . E que- 
sto accade perchè essa parte alluminata è maggiore che la 
oudjrosa ; conciosiachè in quella si contiene il Iiune, ed il 
bistro, e la trasparenza. La qual trasparenza al pieseule la- 
scierò da parte , e descriverò la dimostrazione della parte al- 
luminala , la quale è quella eh' è messa per la quarta parte 
delle (pialità de' colori , (he si vallano nella superfìcie dei 
corpi, cioè qualità mezzana, clie vuole dire non esser lume 
principale ma mezzano , dipoi seguila V altra quarta parte 



4o6 
mezzana , clic vuole dire non essere ombra principale , ma 
mezzana ; e la qualità mezzana luminata è intcrj)Osla infra 
il lustro , e la qualità mezzana ombrosa . La qual qualità 
mezzana ombrosa è interposta infra la mezzana alliuuinata , 
e le ombre principali . La terza parte eh' è la trasparenza , 
questa sola accade nelle cose trasparenti , e non nelli corpi 
opachi . jMa parlando al presente delle foglie degli alberi , è 
necessario descrivere questo secondo accidente , il quale è 
d' importanza alla figurazione delle piante , benché dinanzi 
a me non è stata usata , che ce ne sia notizia . Questa è 
situata come fia detto di sotto . 

Delle trasparenze delle foglie . 

'uando il lume è all' oriente, e l'occhio vede la pianta 
di sotto inverso tramontana, esso vedrà la parte orientale 
dell' albero in gran parte trasparente , eccetto quelle che 
sono occupate dall' ombra delle altre foglie , e la parte oc- 
cidentale dell' albero sarà oscura , perchè riceve sopra di sé 
l'ombra della metà della ramificazione , cioè quella parte eh' è 
volta all' oriente . 

Del centro degli alberi nella loro grossezza . 

Il centro delle piante nella divisione delle sue ramificazio- 
ni non sarà mai in mezzo della grossezza de' suoi rami , e 
questo accade perchè tali rami mai sono rotondi , ed acca- 
de ancora perchè più umore è dal lato di dentro della ra- 
mificazione dell' albero che di fuori , come dire e eli' è la 
congionzione de' rami a e e e e cresce più dal centro dei 



4o: 

rami h d che da essi centri b d alli stremi di Fuori a e . 
(F/g.i6. Tav.XX.) 

Qital pianta ci'esce nelle selve di piti continuata grossezza 
in ?naggiore altezza . 

'cella pianta crescerà in più continuata e maggiore lun- 
ghezza , la quale nascerà in più bassa e stretta vaile , ed in 
più folta selva e più remota dagli stremi di essa selva . 

Qual pianta è di grossezza pia disforme e di 
minore altezza e piic dura . 

V^uella pianta sarà più disformc in grossezza , che nasce 
in più alto sito , ed in selva più rara e più remola dal 
mezzo di quella . 

Delle piante e legnami segati li quali mai per 
sé si piegheranno . 

V^uando tu vuoi che l'albero tagliato non si pieghi dalla 
sua rettitudine, segalo per metà pel verso della sua lunghez- 
za, e volgi le parti divise 1' una al contrario dell' altra , cioè 
quella parte eh' era da piedi mettila da capo , e la da capo 
rivolgila da piedi , e poi le ricongiongi insieme , e questa ta- 
le collegazione mai si })iega . 

Delle aste che piti si mantengono dritte . 

i À asta che sarà fatta di quella parte dell' albero , eh' è più 
volta a trajnonlana sarà quella , che meno che le altre si 



4o8 

piegherà, e più manterrà la sua naturale dirittura . E que- 
sto è per causa che in tal parte il sole poco vede , e poco 
muove r umore dell' albero . Il che non interviene alla par- 
te meridionale perchè tutto il giorno è veduta dal sole , il 
cpiale muove 1' umore in essa parte di pianta dalla parte sua 
orientale all' occidentale insieme col suo corso . 

Delle crepature de' legni quando si segano . 

'eIIc crepature , che fanno 11 legni nel loro segare , quel- 
la pianta le farà più diritte , che sarà più remota dalli stre- 
mi della sua selva , e quella più torte , dove 1' albero è na- 
to più vicino alli stremi di essa selva . 

De' legni che non si scoppiano nel segarsi . 

'uando tu vuoi che il legno nel segare non faccia alcu- 
na crepatura , fallo lungamente bollire nell' acqua comune , 
o che tu lo teughi lungamente nel fondo di un fiume , tan- 
toché consumi il suo naturai vigore . 

Ramificazione di alberi in dii'erse distanze . 

i[ primi alberi danno all'occhio le loro vere figure , espe- 
ditamente appariscono i lumi , lustri , ombre , e trasparenze 
di ciascuna posta delle foglie nate negli ultimi ramiculi delle 
piante . Nella seconda distanza posta dall' oriente all' occhio 
lì a])parisce la somma delle foglie poste ad uso di punti 
nelli antedetti ramiculi . jNelIa tci/.a distanza ap})ariscono le 
predette somme de' ramiculi ad uso di punti seminati nelle 
.somme delle ramificazioni maggiori . Nella quarta distanza 



4o9 
rimangono le dette ramificazioni maggiori tanto diminuite, 
che solo restano in figura di confusi punti iicl tutto dell'al- 
bero . Poi seguita 1' orizzonte , che fa la quinta ed ultima 
distanza , dove 1' albero è tutto disminuito , in tal modo che 
resta in forma di punto ; e così ho diviso la distanza eh' è 
dall' occhio al vero orizzonte , che termina in pianure in 
cinque parti eguali. (5i) 

Della parte che resta nota negli alberi 
in lunga distanza . 

±/Ì eIIc lunghe distanze che hanno le piante dall' occhio , che 
le vede, sol di lor si dimostrano le somme loro principali 
ombrose e luminose ; ma quelle che non sono pi-incipali si 
perdono per la loro diminuzione j imperocché se una picco- 
la parte alluminata resta in grande spazio ombroso , essa si 
perde e non corrompe in parte alcuna essa ombra , Il simi- 
le accade di una picciola parte ombrosa in un gran campo 
alluminato . 

Delle distanze pììi remote delle anzidette . 

loLv quando gli alberi saranno in maggiore distanza , allo- 
ra ](■ somme ombrose e liuuinose si confonderanno per 
r aria interposta e per la loro diminuzione in modo , che 
parr.uiiio cY^cr liilU: di uà medesimo cxjlore , cioè azzuri'O . 



Delle cime de' rami delle piante /rondate 



L 



ìe prime ombre , che f.iiino le prime foglie sopra le se- 
conde de' j ami fi onduli, sojio meno scure die quelle che 

/// 



4io 

fanno esse foglie ombrate sopra le terze foglie . E così quel- 
le che fanno esse terze foglie ombrate sopra le quarte , e di 
qui nasce chele foglie alluminate, che hanno per campo le 
terze e le quarte foglie ombrate si mostrano di maggior ri- 
lievo , che quelle che hanno per campo le prime foglie om- 
brate . Come se 'l sole fosse e e la prima foglia alluminata 
ila esso sole fosse a , la quale ha per campo la seconda fo- 
glia h secondo f occhio n , dico che tale foglia spiccherà 
meno avendo per campo essa seconda foglia , che s' ella 
sportasse in fuori , ed avesse per campo la foglia e , eh' è più 
scura per essere interposte più foglie infra lei ed il sole . 
E più spiccarebbe s' ella campeggiasse sopra la quarta foglia , 
cioè d. [Fig.i'i. Tav.XX.^ 

Perchè li medesimi alberi pajono piìc chiari dappresso 
che da lontano . 



'lì alberi di medesima specie si dimostrano essere più 
chiari dappresso che da lontano per tre cause . La prima 
perchè le ombre si mostrano più oscure dappresso , e per 
tale oscurità le ramificazioni alluminate , che con loro con- 
finano , si dimostrano più chiare che non sono . La secon- 
da è che nel rimuoversi daU' occhio l' aria che s' interpone 
infra tali ombre e 1' occhio , con maggiore grossezza , che 
prima non solca , rischiara essa ombrosità , e falla in colo- 
re partecipante di azzurro . Per la qual cosa li rami lumi- 
nosi non si dimostrano con sicuro paragone , come prima 
vengono a parere oscurati . La terza cagione è che le spe- 
cie che tali ramificazioni mandano alf occhio di chiaro e di 
scuro si mischiano nclli loro stremi insieme , e si confon- 
dono , perchè sempre le parti ombrose sono di maggior 



somma che le luminose , ed esse ombrose acquistano più 
cognizione in lunga «iislanza che le poche chiare . E per 
queste tre cause gli alberi si dimostrano più oscuri da lon- 
tano che dappresso , e perchè ancora le parti luminose tan- 
to più crescono, quanto esse sono di più polente allumi- 
nazione . Il che tanto più si dimostra potente , quanto mi- 
nore grandezza di aria infra l'occhio e loro s'interpone. 

Perchè gli alberi di una distanza in là quanto piìi sono 
lontani più si rischiarano . 



'a. una distanza in là gli alberi quanto più s'allontana- 
no dall' occhio , tanto più se gli dimostrano chiari , tanto- 
ché all'ultimo sono della chiarezza dell'aria nell'orizzonte. 
Questo nasce per l' aria che s' interpone infra essi alberi e 
r occhio , la quale essendo di bianca qualità , quanto con 
maggior quantità s' interpone , di tanta maggiore bianchez- 
za occupa essi alberi ; li quali per partecipare in sé di scu- 
ro colore la bianchezza di tale aria intcrj)Osta rende le par- 
ti oscure più azzurre , che le parti loro alluminate . 

Della varietà delle ombre degli alberi ad un medesimo 
lume in un medesimo paese in lume particolare . 

\/uando il sole è all' oriente gli alberi a te orientali han- 
no grandi ombre , e li meridionali mezzi ombrosi , e gli occi- 
dentali tulli alluminati ; ma questi tre aspetti non bastano , 
perchè sta meglio a dire tutto l' albero orientale fia om- 
broso , e quello che sarà a scilocco fia li tre quarti ombro- 
so ; e 1' ombra dell' albero meridionale occupa la metà , ed 



\ I a 

il quarto dell' albero di libeccio fìa om))roso , e 1' albero co- 
cidcntale non mostra ombra alcuna . ' 

De' lumi della ramifìcazioìie degli alberi . 

Er quello eh' è detto di sopra le somme delle ramifica- 
zioni degli alberi luminate , ancoraché ciascuna sua foglia 
sia divisa dalle altre foglie con ispazio ombroso, gli accade 
che nelle distanze la parte ombrosa essendo minuta si per- 
de , per essere com' è detto occupata e sujx^rata dalla par- 
te luminosa, la quale non diminuisce per distanza quanto 
r ombrosa ; e per questo seguita che la somma delle foglie 
di un medesimo ramo in alquanta distanza par essere qua- 
si di un medesimo colore ; e se pure per una buona vista 
si discerne alquanto dalle ombre de' detti intervalli ombro- 
si intez'posti intra le foglie , essi non si dimostrano della de- 
bita oscurità . E questo nasce per due cause , la prima si 
è per la grossezza dell'aria, che s' interpone infra l'occhio , 
e r obietto ombroso ; la seconda si è perchè le minute spe- 
cie in si lunga distanza si mistano alquanto ne' loro termi- 
ni , e confondono la cognizione loro, e restando più nota 
la pai'te luminata , che 1' omljrata , per esse ombre si dimo- 
stra di poca oscurità . 

Della forma che hanno le piante nel congiongersi 
colle loro radici . 

J_ji pedali delle piante non osservano la rotondità della 
loro grossezza , quando si accostano al nascimento de' rami , 
o delle loro radici ; e questo nasce perchè tali ramificazioni 
sujieriori ed inferiori sono le membra , donde si nutriscono 



4»3 

le piante ; cioè che di sopra la slate si nutriscono colla ru- 
giada e pioggie mediante le foglie , e di sotto 1' invernata 
mediante il contatto , ohe ha la terra colie sue radici . 

Delle ombre e lumi e loro grandezza nelle foglie , 

JLiE ramificazioni delle piante , o elle sono vedute di sotto . 
o in mezzo , s' elle sono vedute di sotto allora se il lume 
sarà universale egli è maggiore la parte ombrosa che la lu- 
minata . E s' ella sarà veduta di sopra , sarà maggiore la 
parte alluminata , che la ombrosa . E s' ella fia veduta in 
mezzo , tanto è la parte alluminata , quanto quella delle ombre. 



Dell' alluminazione delle piante . 



N. 



ella situazione dell' occhio, il quale vede alluminata quella 
parte delle piante , che veggono il luminoso , mai fia vedu- 
ta alluminata X una pianta , come 1' altra . Provasi , e sia l'oc- 
chio e che vede le due piante bd^le quali sono alhimina- 
te dal Sole: e dico che tale occhio e non vederà li lumi 
essere dcUa medesima proporzione alla sua ombra nell' uno 
albero , come nell' altro . Imperocché quell' albero , eh' è piìi 
vicino al Sole , si dimostrerà di tanto più ombroso , che quel- 
lo , che n' è più remoto , quanto V un' albero è più vicino 
al concorso de' raggi solari , che vengono all' occhio , che 1' al- 
tro . Vedi che dell' albero d non si vede dall' occhio e al- 
tro che r ombra , e dal medesimo occhio e si vede 1' albe- 
ro b mez^o alluminato e mezz' ombrato . {Fig i8. 7V/^'.AX) 



4i4 

Ricordo delle piante al pittore . 

.icordali , o pittore , che tanto son varie le oscurità del- 
le ombre in una medesima specie di piante , quanto sono 
varie le rarità , o densità delle loro ramificazioni . 

Del lume universale alluminatore delle piante , 

ì^' uella parte della pianta si dimostrerà vestita di ombre 
di minore oscurità , la quale fia più remota dalla terra . Pro- 
vasi , a b sia la pianta ^ a h e sia 1' emisperio alluminato , la 
partt; di sotto dell' albero vede la terra p e cioè la parte o y 
e vede un poco dell' emisperio in cd^vaa, la parte più al- 
ta nella concavità a è veduta da maggior somma dell' emis- 
perio cioè h e ; Q. per questo perchè non vede la oscurità 
della terra resta più alluminata . Ma se 1' albero è spesso di 
foglie come il lauro , abete , e bosso , alloi'a è variato ; per- 
chè ancoraché a non veda la terra e , vede 1' oscurità delle 
foglie divise da molte ombre , la quale oscurità riverbera in 
su nelli riversi delle soprapposte foglie , e questi tali alberi 
hanno le ombre tanto più oscure , quanto esse sono più vi- 
cine al mezzo dell'albero, (i^/g^. 19. Tav.XX.) 

Degli alberi e loro lume . 

L vero modo da prattico nel figurare le campagne , vò di- 
re paesi colle sue piante , si è dello eleggere che al cielo sia 
occupato il sole , acciocché esse campagne ricevino lume uni- 
versale , e non il particolare del sole , il quale fa le ombre 
tagliate ed assai differenti dalli lumi . 



4i5 
Della parte alluminata delle verdure e monti . 



L. 



|\ parte alluminata si dimostrerà più in lunga distanza 
del suo naturale colore la quale sarà alluminata da più po- 
tente lume . 

De' lumi delle foglie scure . 

JL lumi di quelle foglie saranno più del eolorc dell' aria , che 
in loro si sjiecchia , le quali sono di colore più oscuro , e 
questo è causato perchè il chiaro della parte alluminata 
coir oscuro in sé compone colore azzurro, e tal chiaro na- 
sce dall'azzurro dell'aria, che nella superficie pulita di tai 
foglie si specchia ed aumenta 1' azzurro che la detta chia- 
rezza suol generare colle cose oscure . 

De' Infili delle foglie di verdura traenti al giallo . 



.A. le foglie di verdura traenti al giallo non hanno nello 
specchiare dell' aria a fare lustro partecipante d' azzurro ; 
conciosiachè ogni cosa che apparisce nello specchio parteci- 
pa del colore di tale specchio , adunque l' azzurro dell' aria 
specchiato nel giallo della foglia pare verde, perchè azzurro 
e giallo insieuic misto compongono bellissimo verde , adun- 
que verdigialli saranno li lustri delle foglie chiare traenti al 
color giallo . 

Degl'alberi che sono alluminati dal sole e dall'aria. 

Egli alberi alluminati dal sole e dall' aria avendo le fo- 
glie di colore oscuro , saranno da una parte alluminate 



4i6 

dall' aria , e per questo tale allumi nazione partecipa d' az- 
zurro , e dall'altra parte saranno alluminate dall'aria e dal 
sole , e quella parte che 1' occhio vedrà alluminata dal so- 
le fia lustra . 

De' lustri delle foglie delle piante . 

JLje foglie delle piante comunemente sono di superficie pu- 
lita , per la qual cosa esse specchiano in parte il colore 
dell' aria , la quale aria partecipando di bianco per essere 
lei mista con sottili e trasparenti nuvole , la superficie del- 
le quali foglie quando sono di natura oscure come quelle 
degli olmi , quando non sono polverose , rendono i loro lu- 
stji di eolore partecipante di azzurro ; e questo accade per 
la settima del quarto che mostra il chiaro misto colf oscu- 
ro compone azzurro , e tali foglie hanno i rami lustri tanto 
più azzurri , quanto \ aria che in loro si specchia sarà più 
purificata ed azzurra . Ma se tali foglie sono giovani , co- 
me nelle cime de' rami del mese di maggio , allora esse sa- 
ranno verdi con partecipazione di giallo , e se i loro lustri 
saranno generati dall' aria azzurra , che in lor si specchia , 
allora i suoi lustri saranno verdi per la terza di esso quar- 
to che dice : il colore giallo misto coli' azzurro sempre ge- 
nera color verde . 

I lustri di tutte le foglie di densa sujHirficie partecipe- 
ranno del culore dell'aria, e quanto fieno le foglie oscure 
più si faranno di natura di specchio , e per conseguenza 
tali lustri parteciperanno più di azzurro . 



4^7 
Del verde delle foglie . 

Jji più belli verdi che abbino le foglie degli alberi , fia 
quando essi s' interpongono colla loro grossezza infra l' oc- 
chio e r aria . 

DelV oscurità dell' albero . 

.cito ])iìi oscura è quella parte dell' albero , che termina 
neir aria , che quella che termina nella selva , o monti , o colli. 

Degli alberi . 

Vacando le piante fieno riguardate di verso il sole , per la 
trasparenza delle sue foglie , esse inverso li stremi si dimo- 
strano di più bello verde , che prima non era . Inverso il 
mezzo parrà forte oscuro , e le foglie che non fieno tras- 
parenti , fieno quelle che ti mostreranno il loro dritto , e 
piglieranno lustri mollo evidenti . 

Ma se riguarderai le piante dall' opposita parte del So- 
le , tu le vederai con poche ombre , ed assai lustri nelle fo- 
glie , se fieno dense . 



Degli alberi posti sotto V occhio , 



G, 



Tlì alberi posti sotto 1' occhio ancoraché sieno in sé di 
eguale altezza , e di eguali colori , e spessitudine di ramifi- 
cazione , non resterà che in sé in ogni grado di distanza 
essi non acquistino oscurità ; e questo nasce che a quello 
che ti é più virino per essergli tu di sopra tu vedi quella 
parte di lui, che si mostra al cielo alluuiinatorc delle cose, 



4i8 
onde tu vedi di lui la sua parte alluminata , e però si mo- 
stra con effetto più chiara, e quella che t' è più remota tu 
la vedi più di sotto , ond' essa ti mostra di se le sue par- 
ti più ombrose , e per conseguenza si ti fa più oscura , e 
se non lusse che maggior somma di aria s' interpone infra 
r occhio e la seconda , che infra esso occhio è la prima che 
viene a rischiarare tale oscurità , la prospettiva de' colori 
scorterebbe per l'opposito. [Fig. io. Tav.XX.) 



L 



Delle cime sparse degli alberi . 

E cime sparse degli alberi rari di rara ramificazione noa 
pigliano sensibili ombre , perchè i loro rami sono sottili ^ 
e di rare e sottili foglie , e le loro parti che non sono tras- 
parenti restano alluminate . 

Delle reìnozioììi delle campagne . 

i 1 estremità degli alberi ne' luoghi alquanto remoti falle 
quasi insensibili , e poco variate dal loro campo . 

Dell' azzurro che acquistano gli alberi remoti . 

J_J azzurro che acquistano gli alberi ne' luoghi remoti si ge- 
nera [)iù nell'oscurità, eh' è inverso le parli luminose; e 
questo nasce ])er la luce dell' aria interposta infra l' occhio 
e l' ombra , che si tinge in colore celeste . E le ])arti lumi- 
nose degli alberi sono le ultime che mancano della loro 
verdura . 



4 19 
Del Sole che allumina la foresta . 

\J|uanclo il sole allumina la foresta, gli alberi delle selve 
si tliinostrerannu di terminate ombre e lumi , e per questo 
parranno essersi avvicinati a te , perchè si fanno di più co- 
gnita figura; e ciò che di loro non è veduto dal sole pa- 
re oscuro eguahnente , salvo le loro parti sottili , che s' in- 
terpongono infra il sole ^ e le quali si fanno chiare per la 
loro trasparenza ; e questo accade il fare minore quantità 
di lumi negli alberi alluminati dal sole che dal cielo , per- 
chè maggiore è il cielo che il sole , e maggior causa fa mag- 
giori eflelti in questo caso . 

Nel farsi minori le ombre delle piante gli alberi par- 
ranno non essere più rari , e massime dove hanno un mede- 
simo colore , e che di loro natura sieno di rami rari e di 
foglie sottili, come persico , susino , e simili; perchè di lo- 
ro r ombra ritirandosi inverso il mezzo della pianta , essa 
pianta pare essere diminuita, ed i rami che del tutto re- 
stano fuori dcllombia parcno un medesimo colore e campo. 



Delle parti luminose delle verdure delle piante. 



L. 



ìe parti Iinninose delle verdure delle piante nelle vicinità, 
eh' esse hanno colf occhio , mostrano a esso occhio essere 
più chiare che quelle delle piante remote , e le loro parti 
ombrose si mostrano più scure che quelle di esse piante re- 
mote . Le piante remote mostrano le loro parti luminose 
più scure che quelle delle j)ianle vicine , e le loro parti 
ombrose si mostrano più chiare che le parti ombrose di es- 
se piante vicine ; e cjuesttj nasce che il concorso delle spe- 
cie (.li esse piante ombrose e luminose confondono e si Jui- 



è''ó'tr 2 



stano per le gran distanze eli' esse hanno dall' occhio che 
le vede . 

Delle piante che sono infra V occhio e 7 lume. 

'elle piante che sono infra 1' occhio e '1 lume , la parte 
dinanzi fia chiara , la qual chiarezza fia mista di ramifica- 
zioni di foglie trasparenti per essere vedute da rivescio , 
con foglie lustre vedute dal diritto , ed il loro campo di 
sotto e di retro sarà di verdiu'a oscura per essere ombra 
dalla parte dinanzi della detta pianta ; e questo accade nelle 
piante più alte dall' occhio . 

Del colore accidentale degli alberi . 

i J i colori accidentali delle fronde degli alberi sono quat- 
tro , cioè ombra , lume , lustro , e trasparenza . 

Della dimostrazione degli accidenti . 

Elle parti accidentali delle foglie delle piante in lunga 
distanza si farà un misto , il quale parteciperà più di quello 
accidente , che sarà di maggior figura . 

Quali termini dimostrino le piante remote dall' aria 
che si fa lor campo . 

i i l termini che hanno le ramificazioni degli alberi coll'aria 
alliiniinaia , quanto più sono remoti più si fanno in figura 
traenti allo sperico , e quanto più sono vicine più dimostra- 
no tale spcricità , come a albero primo , che per essere vi- 



cino all' occhio dimostra la vera figura della sua ramifica- 
zione , la quale si diminuisce quasi in b , ed al tutto sì perde 
in e , dove non clie i x-ami di essa pianta si vedino , ma tutta 
la pianta con gran fatica si conosce. [Fig.21. Tav.XX.) 

Ogni corpo ombroso , il quale sia di qualunque figu- 
ra si voglia, in lunga distanza pare essere s[)erico ; e questo 
nasce, perchè s' egli è un corpo quadrato in brevissima di- 
stanza si perdono gli angoli suoi , e poco più si perde 
più di lati minori restano , e così prima che si perda il 
tutto si perdono le parti per essere minori del tutto , co- 
me r uomo eh' è in tale assetto prima perde le gambe , 
braccia , e testa , che il busto , dipoi perde prima li stremi 
della lunghezza che della larghezza , e quando son fatti egua- 
li sarebbe quadro , se gli angoli vi restassino , ma non vi 
restandb è tondo . [Fig.2ì. Tav.XX.) 



Delle ombre delle piarde 



L= 



ìe ombre delle piante poste ne' paesi , non si dimostrano 
vestite di se con medesima situazione nelle piante destre co- 
me nelle sinistre , e massime essendo il sole a destra od a 
sinistra . Provasi per la quarta che dice : li corpi opachi in- 
terposti infra il lume e l'occhio si dimostrano tutte om- 
brose ; e per la quinta : 1' occhio interposto infra il corpo opa- 
co ed il lume vede il corpo opaco tutto alluminato ; e 
per la sesta : l' occhio ed il corpo opaco inteiposto infra le 
tenebre ed il lume fia veduto mezzo ombroso e mezzo 
luminoso . 



L 



Delle ombre e trasparenze delle foglie . 
p. foglie delle piante per essere trasparenti non hanno in- 



43 2 



tegrali tenebre , alle foglie da loro ombrate mandano ombre 
di piccola oscnrità , die acquistano bellezza di verde , e le 
terze foglie alle prime sottoposte pigliano doppia oscurità 
all' oscurità della seconda foglia , percbè due sole foglie so- 
no che la ombrano , e così le terze , e poi le quarte sem- 
pre .si vanno molliplicando in iscurità , e così andcrcbbono 
ili infinito. E però tu, pittore, quando fai le poste de'gran 
rami fronduti , falle più alluminate che la parte inverso il 
centro dell'albero, e le poste de' rami più inverso il lume 
ancora più alluminate , e le poste di esse j)Oste ancora più , 
e le ultime foglie più , e più le parti ultime delle foglie di- 
sposte al lume . Tutte le erbe e foglie dell albero interpo- 
ste infra l'occhio ed il sole sono vedute per traspazenza 
ajtitata dal lume del sole , la qual trasparenza è in suo som- 
mo grado di bellezza di verde , ed è di più virtù de' razzi 
solari , che dall' opposita parte l' alluminano , che per suo 
naturale colore . 



Delle ombre delle foglie trasparenti . 



L. 



lE ombre, che sono nelle foglie trasparenti , vedute da ri- 
% escio , sono quelle medesime ombre che sono dal dritto di 
essa fo'dia , le quali traspareno da rivescio insieme colla par- 
te luminosa, che è il lu>tro che mai può trasparire. Quan- 
do V una verdura è dietro all' altra li lustri delle foglie , e 
le trasparenze si dimostrano di maggiore potenza , che quel- 
le che confinano colla chiarezza dell' aria . E il sole allumi- 
na le foglie senza che s' inframettano infra lui e l' occliio , 
sanza eh' esso occhio veda il sole, allora li lustri delle foglie , 
e loro trasparenze sono eccessive . ìMolto è utile il fare alcune 
ramificazioni basse le quali sieno scure , e campeggino iu \ er- 



423 

dure alluminata , clic siono alquanto remote dalle prime , 
Delle verdure oseure vedute di sotto , quella parte è 
più oscura eli è j)iù vicina all' occhio , cioè eh è più distan- 
te dall' aria luminosa . 



Del non fingere mai foglie trasparenti al Sole. 



N< 



1 on fingere mai foglie trasparenti al sole , perchè sono 
confuse ; e questo accade perchè sopra la trasparenza di una 
foglia vi si stamperà l' ombra di un altra foglia , che le sta 
di sopra, la quale ombra è di termini spedili, e di termi- 
nata oscurità , ed alcuna \ olla è mezza o terza parte di 
essa foglia che ha di ombra , e così tale ramificazione è con- 
fusa , ed è da fuggire la sua imitazione . I rami( iili superio- 
ri delli rami laterali delle piante si accostano più al lor ra- 
mo maestro, che non fanno quei di sotto. Quelhi foglia è 
meno trasparente, che piglia il lume infra gli angoli più 
disformi . Li rami più bassi delle piante , che fan gran fo- 
glie e frutti gravi , come noci , e fichi , e simili , sempre si 
drizzano alla terra . 



Dell' ombra della foglia 



A 



Lcnna volta la foglia ha tre accidenti , cioè ombra , lu- 
stro , e trasparenza , come se il hune fosse in n alla foglia 
j' e 1' occhio in m , che vederà a alluminalo Z» omJ)ralo e 
trasparente . La foglia di superficie concava veduta da ri- 
vescio di sotto in su alcuna volta si mostrerà mezzo ombro- 
sa e mezzo trasparente , come p o sia la foglia ed il lume 
ni e l'occhio «, il quale vedrà o adombralo , perchè il hi- 



424 

me non lo percuote infra gli angoli , i quali né da dritto 
né da rivescio il lume traspare nel suo rivescio . 
(^F'ig.23. e 24. Tav.XX.) 

Delle foglie osciwe dinanzi alle trasparenti . 

'uando le foglie saranno interposte infra il lume e 1' oc- 
chio, allora la più vicina all' occhio sarà la piìi oscura , e la 
più remota sarà più chiara campeggiando nell' aria j e que- 
sto accade nelle foglie che sono dal centro dell' albero in là , 
cioè inverso il lume . {^Fig.iS. Tav.XX.) 

Delle piante giovani e loro foglie . 

jLìe piante giovani hanno h^ foglie più trasparenti e più 
polita scorza che le vecchie , e massime il noce , ed è più 
chiaro di maggio , che di settembre . Le ombre delle pian- 
te non sono mai nere , perchè dove 1' aria penetra non pos- 
sono essere tenebre . 

Del colore delle foglie . 

Oe il lume viene da mei' occhio sia ìp. n , esso occhio 
vede il colore delle foglie a b tutto partecipare del colore 
dell' m , cioè dell' aria , ed l h e saranno vedute da rivescio 
trasparenti con bellissimo color verde partecipante di giallo . 

Se m sarà il luminoso alluminatorc della fogliai, tutti 
gli occhj che vederanno il rivescio di essa foglia la vede- 
ranno di bellissimo verde chiaro per essere trasparente . 

Molte sono le volte, che le poste delle foglie saranno 
sanza ombre, ed hanno il rivescio trasparente, ed il diritto 
fia lustro . [Mancano le Fig- sudette nel Cod. T'at.) 



4^5 
Degli alberi che mettono li rami diritti . 



I 



L salice ed altre simili piante , che si tagliano i loro rami 
ogni tre o quattro anni , mettono rami assai diritti , e la lo- 
ro ombra è inverso il mezzo dove nascono essi rami , ed in- 
verso li stremi fan poca ombra per le loro minute foglie , 
e rari e sottili rami . Adunque li rami che si levano inver- 
so il cielo aranno poca ombra e poco rilevo , e quelli ra- 
mi che guardano dall' orizzonte in giù nascono nella parte 
oscura dell' ombra , e vengonsi ischiarando a poco poco in- 
sino ai loro stremi ; e questi mostrano buon rilevo per es- 
sere in gradi di rischiaramento in campo ombroso . Quella 
pianta fia meno ombrata , che ara più rara ramificazione 
e rare foglie . 

Delle ombre degli alberi, 

OTaudo li soie all' oriente gli alberi occidentali all' occhio 
si dimostreranno di pochissimo rilevo , e quasi d' insensibile 
dimostrazione per 1' aria che infra l' occhio ed esse piante 
s'interpone è molto fosca; per la settima di questo e' son 
privati di onderà , e benché Y ombra sia in ciascuna divisio- 
ne di ramificazione, egli accade che le similitudini dell'om- 
bra e lume che vengono all'occhio sono confuse, e mi- 
ste insieme , e per la luio picciola figura lìou si possono 
compjcndere . E li liiiui j)rincipali sono nelli me^zi delle 
piante , e le ombre inverso li stremi , e le loro separazioni 
son divise dalle ombre degl' intcrs alli di esse piante , quan- 
do le selve sono spesse di alberi , e nelli rari termini po- 
co si vedono . 

h h h 



426 

Degli alberi oiientali . 

l^xando 11 sole all' oriente gli alberi veduti inverso esso 
oriente aranno il lume , che gli circonderà , d' intorno alle 
sue ombre , eccetto di verso la terra , salvo se 1' albero non 
fosse stato rimondo 1' anno passalo . E gli alberi meridiona- 
li e settentrionali saranno mezz' ombrosi e mezzo luminosi , 
e più e meno ombrosi e luminosi, secondochè saranno più 
e meno orientali od occidentali . 

L' occhio alto o basso varia le ombre e li lumi negli 
alberi , imperocché l' occhio alto vede gli alberi con poche 
ombre , ed il basso con assai ombre . 

Tanto son varie le verdure delle piante , quanto le lo^ 
ro specie . 

Stando il sole all' oriente li suoi alberi sono oscuri in- 
verso il mezzo , e lì loro, stremi sono luminosi . 

Delle ombre delle piante orie?itali . 

ffl J E ombre delle piante orientali occupano gran parte del- 
la pianta , e sono tanto più oscure quanto gli alberi sono 
più spessi di foglie . 

Delle piante meridionali . 

'uando il sole è all'oriente le piante meridionali e set- 
tentrionali hanno qu;»si tanto di lume quanto di ombra , 
ma tanto maggior somma di lume quanto esse sono più 
Occidentali , e tanto maggior somma di ombra quanto esse 
sono più orientali . 



427 

'De' prati, 

Orando il sole all' oricnle le verdure de' prati €-<l' altre 
picciolo piante sono di bellissima verdura per essere traspa- 
renti al sole , il che non accade ne' prati occidentali j e le 
erbe meridionali e settentrionali sono di mediocre bellezza 
di verdura . 



Delle erbe de' prati . 



L 



ìe erbe che pigliano l' ombra delle piante , che nascono 
infra esse , quelle che sono di qua dall' ombra hanno li fe- 
stuchi alluminali in campo ombroso , e le erbe che loro han- 
no ombrato hanno li festuchi oscuri in campo chiaro , cioè 
nel corpo eh' è di là dall' ombra . 

Dell' ombjYi della verdura , 

^Euipre le ombre delle verdure partecipano dello azzurro , 
e così ogni ombra di ogni altra cosa , e tanto più ne piglia- 
no , quanto elleno sono più distanti dall' occhio , e meno , 
quanto elle sono più vicino . 



De' paesi in pittura. 



G 



UFlì alberi e i monti de' paesi fatti in pittura debbono mo- 
strare le loro ombre da quel lato donde viene il lume , e 
deJjbono mostrare la parte alluminata da quel Iato donde 
vengono le oml)re; e mostrino il lume e le ombre in quel- 
li che 1' occhio vede , dove vede il lume e le ondjre , pro- 
vasi pei' la lii^ura in margine . [Fig.iQ>. Tav.XX.) 

h II h 2 



4^8 

Perchè V ombre de' rami fronduti non si dimostrano 

potenti vicino alle parti sue iuminose come 

nelle parti opposite . 



lA parte alluminata de' rami degli alberi in lunga distan- 
za confonde le parti ombrose , che infra le particole allu- 
minate di essi rami si trovano . Questo accade perchè le 
parti alluminate in lunga distanza crescono di loro figura , 
e le ombrose diminuiscono in tanta quantità , eh' elle non 
sono sensibili all' occhio , ma solo si dimostrano nelle loro 
similitudini che vengono all' occhio una cosa confusa , per- 
chè tali specie ombrose e luminose fanno insieme un mi- 
sto , e per essersi più mantenute tali parti luminose , il com- 
posto di queste due qualità si dimostra essere di quella na- 
tura j che apparisce la maggior parte del ramo . 

Qual parte del ramo della pianta sarà pili scuro . 

\Juella parte del ramo della pianta sarà più scura , che 
fia più remota dalli suoi stremi , essendo 1' albero di uni- 
forme spartimento di ramificazione . 

Della veduta degli alberi , 

Arai infra le piante , che sono negli argini delle strade , 
le sue ombre solari tutte discontinuate a similitudine delle 
poste delle frasche onde derivano . 

De' paesi . 

Oono i paesi chiari in sul principio , perchè tu vedi infia 



4^9 

le cime degli alberi , e prati , ed altri spazj , ed intcrv^alli 
delle piante . Ma quando tu cominci per la distanza a per- 
dere essi intervalli, tu vedi solo le ramificazioni degli albe- 
ri , le quali ancoraché esse sieno del medesimo colore dei 
prati , esse pigliano più ombra inverso il centro dell' albero , 
che non fa il prato per la loro spessitudine e diminuzio- 
ne ; onde per questo accade tale oscurità , la quale ancora 
lei poi per distanza si rischiara , e convertesi nel colore 
dell' orizzonte . 

Pittura della nebbia che ciiopre i paesi . 

1 J E nebbie che si mistaiio per 1' aria , quanto più si ab- 
bassano più s' ingrossano , in modo che li razzi solari in 
quella più risplendono essendo essa interposta infra il sole 
e r occhio , ma se \ occhio s' interpone infra il sole e la 
nebbia , essa nebbia pare oscura , la quale osciu'ità è tan- 
to più potente quanto essa è più bassa , com' è provato . 
E r una e 1' altra nebbia resta oscura come nuvola , quando 
essa nuvola s' in fra mette infra il sole e la nebbia, ma la neb- 
bia interposta infra il sole e 1' occhio , per alquanto spazio 
rimossa dalf occhio , essa partecipa assai dello splendore del 
sole, e tanto più quanto ella sarà più vicina al corpo solare, 
e gli edifici delle città si dimostrano in tal caso tanto più 
scuri , quanto e' saranno interposti in più lucente nebbia , 
perchè allora fien più vicini al sole , e perchè è detto essa 
nebbia essere di grossezza uniformemente disformc , cioè eh' è 
tanto più grossa quanto ella j)iìi s'avvicina alla terra , e la 
jìiglia tanto maggiore splendore dal sole quanto quant' ella 
è bassa . Per la qual cosa gli cdificj paralelli , cioè torri e 
campanili che in essa si trovano , si dimostrano tanto mcn 



43o 

grossi , quanto essi fieno più vicini alla loro base ; e que- 
sto è necessario , perchè quel corpo oscuro si dimostra mi- 
nore , eh' è posto in più lucente aria ; la cagione è posta 
nella 3-2.* della mia prospettiva . 

De' paesi . 

JLiE parti ombrose de' paesi remoti partecipano più di co- 
lore azzurro , che le parti luminate . Provasi per la defini- 
zione dell' azzurro in che si tinge 1' aria privata di colore j 
la quale se non avesse le tenebre sopra di se , resterebbe 
bianca, perchè in sé l'azzuri'O dell'aria è composto di luce 
e di tenebre . 

De' paesi /ielle nebbie o nel levare o nel 
porre del Sole . 

.ìJfico de' paesi all' occhio tuo orientali nel levare del sole 
ovvero colle nebbie od altri vapori grossi interposti infra il 
sole e l'occhio; dico ch'essi saranno molto più chiari, in- 
verso il sole , e manco splendidi , che nelle parti opposite , 
cioè occidentali . Ma s' egli è senza nebbia o vapori , la par- 
te orientale , ovvero quella parte , che s' interpone infra il 
sole e r occhio , sarà tanto più oscura , quanto ella è all' 
occhio più vicina , e tale accidente accaderà in quella par- 
te , che fia più vicina al sole , cioè che parrà più sotto 
il sole . E nelle parti opposite farà il contrario a tempo chia- 
ro , ed a tempo nebuloso farà il contrario de' tempi belli . 
[Fig.2']. Tav.XXI.) 

Degli alberi veduti di sotto . 

lì alberi veduti di sotto , e contro al lume 1' uno dopo 



/|3i 

r altro vicinamente , la parte ultima del primo saia traspa- 
rente e chiara in gran parte , e campeggicrà nella parte oscu- 
ra dell'albero secondo, e così faranno tutti successivamente, 
che saranno situali colle predette condizioni . s sia il lume r 
sia r occhio e d n sia 1' albero primo a b e sia il secondo j 
dico che r occhio vederà la parte e f in gran parte traspa- 
rente e chiara , per il liane s che la vede dall' opposita par- 
te, e vedralla in campo scuro h e, perchè tale oscurità è 
r ombra dell' albero ah e . Ma se 1' occhio è situato in f^ esso 
vedrà oy? oscuro nel campo chiaro « g-. (jP/g-. 28. Tav.XXI.^ 
Delle parli ombrose trasparenti degli alberi la più vici- 
na a te è più oscura . 

Descrizione dell' Olmo . 

uesta ramificazione dell' olmo ha il maggior ramo nella 
sua fronte , ed il minore è il primo ed il penultimo , quan- 
do la maestra è dritta . Il nascimento dall' una foglia all' al- 
tra è la mela della maggior lunghezza della foglia alcpianto 
manco, perchè le fuglie (anno intervallo, eh' è circa al ter- 
zo della larghezza di tal foglia . L' oluio ha le sue foglie , che 
ha più presso alla cima del suo ramo , che il nascimento e 
le loro larghezze poco variano di risguardare ad mi medesima 
aspetto . Nelle composizioni degli alberi (ionduti sii avvertito 
di non replicare troj)pe volte un medesimo colore di una 
pianta, che campeggi sopra il medesimo colore dell'altra 
pianta, ma variale con verdura più chiara, o più scura, o 
più verde . [Fig-ic). Tav.XXI.) 

Sempre la foglia volge il suo dritto verso il cielo , acciò 
possa meglio ricevere con tulla la sua superficie la ruggiada , 
che con lento moto discende chili' aria, e tali foglie sono in 



432 

modo compartite sopra le loro piante , che 1' una occupa 
r altra meno che sia possibile , coli' intrecciarsi l' una sopra 
tleir altra, come si vede fare all'edera che cuopre li mu- 
ri j e tale intrecciamento serve a due cose , cioè a lasciare 
gU intervalli che 1' aria ed il sole possa penetrare infra lo- 
ro ; la seconda che le goccie che cadono dalla prima foglia , 
possano cadere anco sopra la quarta e la sesta degli altri 
alberi . 

Delle foglie del noce . 

JLiE foglie del noce compartite per tutto il ramiculo di 
queir anno , e' sono tanto più distanti 1' una dall' altra , e 
con maggior numero , quanto il ramo dove tal ramiculo na- 
sce è più giovane, e sono tanto più vicine ne' loro nasci- 
menti , e di minor numero , quanto il ramiculo dove nasco- 
no è nato in ramo più vecchio . Nascono i suoi frutti in 
istremo del suo ramiculo , e li suoi rami maggiori sono di 
sotto al lor ramo dove nascono , e questo accade , che la 
gravità del suo umore è più atta a discendere che a mon- 
tare , e per questo li rami che nascono sopra di loro , che 
vanno inverso il cielo son piccoli e sottili , e quando il ra- 
miculo guarda inverso il cielo le foglie sue si dilatano dal 
suo stremo con eguali partizioni colle loro cime . E se il 
ramiculo guarda all'orizzonte le foglie restano ispianate, e que- 
sto nasce che le foglie universalmente^ tengono il rivescio lo- 
ro volto alla terra . 

Degli aspetti de' paesi . 

'uaudo 11 sole è all' oriente tutte le parti alluminate del- 



433 

le piante sono eli bellissima \erdura , e questo accade per- 
chè le foglie alluminate dal sole dentro alla metà dell' oriz- 
zonte , cioè alla metà orientale , sono trasparenti . E dentro al 
semicirciilo orcidentale le verdure hanno tristo colore all'aria 
umida e lorh.i di colore di oscura cenere , per non essere 
trasparente come l'orientale, la quale lucida è tanto più, 
quanto essa è })Ìli umida , 



Della tvasforazione delle piante in sé . 



L.. 



iv trasforazione dell' aria nelli corpi delle piante , e la tras- 
forazione delle piante infra l' aria in lunga distanza , non si 
dimostrano all' occhio , perchè dove con fatica si compren- 
de il tutto , con diflicoltà si conoscono le parli ; ma fassi 
mi misto confuso , il quale partecipa piìi di quel eh' è mag- 
gior somma con li traforamenli dello albero di particole di 
aria allinninata ; le quali sono assai minori della pianta, e 
però prima si perdono di notizia eh' essa pianta : ma non 
resta per questo , eh' esse non vi sieno , onde per necessità 
si fa un misto di aria e dello scuro dell' albero ombroso , 
il quale insieme concorre all' occhio che il vede . 

Degli alberi che occupano le traforazioni 
V uno dell altro . 

X^uelln parte dell'albero sarà mcn traforata, alla quale si 
oppone (H retro infra 1" albero <-. \ aria maggior somma di 
altro albero , come nell' albero a non si occupa trasforazio- 
ne , ne in h per non v'essere alberi dietro, ma in e vi è 
sol la metà trasforato, cioè e o occupato dall' albero r/, oc- 
cupalo dall' albero e ; e poco più olire tutta la trasforazione 
corporale degli alberi è persa. [Fig,3o. Tav.XXI.) 

i i i 



434 

Precetti di piante e verdure . 

JJLi occhio jiosto indietro alla fuga del vento non vederà 
mai nessuna foglia di qualunche pianta , se non da rivescio , 
salvo quelle di que' rami che sotto il vento risguardano es- 
so vento , o le foglie di lauri , o d' altri che hanno forte 
appiccatura . 

Molto jMÌx chiari pajono gli alberi e prati risguardan- 
do quelli di dietro alla fuga del vento , che inverso il suo 
avvenimento ; e questo nasce che ciascuna foglia è più pal- 
lida da rivescio , che dal suo dritto . Chi le guarda di re- 
tro alla fuga del vento le vede da rivescio , e chi le guarda 
incontro all' avvenimento del vento le vede ombrose , perchè 
li sua stremi si piegano , ed adombrano inverso il suo mez- 
zo , ed oltra questo si veggono per lo verso del suo diritto . 

La somma delf albero fia più piegata dalla percussione 
del vento , la quale ha li rami più sottili e lunghi , come 
salici , ed altri simili . 

Se r occhio fia infra 1' avvenimento e la fuga del ven- 
to , gli alberi mostreranno più spessi li loro rami di ver l'av- 
venimento di esso vento , che di ver la fuga ; e questo na- 
sce, che il vento che percuote le cime di essi alberi alcu- 
ne volte r appoggia agli altri rami più potenti , onde quivi 
si fanno spessi e di poca trasparenza , ma li rami o])positi 
percossi dal vento che penetra per la trasforazionc dell' al- 
bero si rimovono dal ccatro della pianta e si rarificano . 

Le piante di eguale grossezza ed altezza , quella fia più 
piegata dal vento, della quale li slrcini de' suoi rami latera- 
li manco sono rimossi dal mezzo di tal pianta ; e questo è 
causato perchè la remozione de' rami non fa scudo a mezzo 
della pianta contro all' avvenimento o percussione del vento. 



435 

Qnclli alberi sono più piegali dal corso del vento li 
quali sono piii alti . 

Le piante , che ficn piìi spesse di foglie , più fieno pie- 
gate dalla percussione del vento . 

JNelle gran selve , e nelle biade , e prati , fien l' onde fat- 
te dal vento non altrimenti che si vegghino nel mare o 
pelaghi . 

Quella j)ianta farà più oscura ombra , che sarà di più 
spesse e grosse foglie , come il lauro , e simili . 

Le dritture de' rami , che non son vinti dal peso delle 
foglie o de' suoi frutti, tutti si drizzano al centro della sua 
l'amificazione . 

Tutte le grandezze de' rami che ciascun' albero mette 
anno per anno , essendo ciascuno annalc per sé messo in- 
sieme , saranno eguali al primo pedale . 

Li pedali delle vecchie piante nate in luoghi umidi 
ed ombrosi sempre fieno vestite di verde lanugine . 

L' albero più giovane ha più pulita scorza che '1 vecchio . 

Li rami superiori delle piante fien più copiosi di fo- 
glie che gì' ialeriori . 

Le parti esteriori delle selve hanno le sue piante più 
copiose di foglie che le inferiori . 

Li fondi di cpielle selve saranno manco erbosi , le qua- 
li saraiuio più spesse . 



Del comporre in pittura il fondamento 
de' colori delle piante . 



I 



L modo di comporre in pittura li fondamenti de' colori 
delle piante , che campeggiano nell' aria , falle come tu le vedi 
di nolle a poco chiarore , perchè tu li vedrai egualmente 

/' / i 2 



436 

di uno colore oscuro traforati dal chiarore dell'aria, e così 
vedrai la loro semplice figura spedita senza impedimento di 
varj colori di verde chiaro o scuro . 

Precetto , 

'eIIc ramificazioni delle piante alcune ne sono acute , al- 
cune rotonde . 

Le più grosse cime delle ramificazioni degli alberi met- 
tono maggiori ioglie , o maggior quantità , che nessim altro 
stremo di ranìo . 

Sempre le cime delle ramificazioni sono quelle che pri- 
ma si empiono di foglie . 

Le più grosse cime de' rami sempre sono le maestre 
de' maggiori rami degli alberi ; e così di converso le più 
sottili cime di essi rami sono più remote da esse maestre 
di tali rami . 

Precetto delle piante . 

'iJli rami ovvero delle loro piante , alcune ne sono in- 
tegralmente condotte dalla natura , ed alcune sono impedi- 
te per mancamento naturale ; e queste si seccano per sé o 
tutte o in parte , ed alcune mancano di loro naturale quan- 
tità per tagliamenti fatti dagli uomini , ed alcune per rom- 
pimenti di saette , o di venti , od altre tempeste . 

Gli alberi che nascono presso alle marine , che sono 
scoperte a' venti , son tutti piegati dal vento , e cosi piegati 
crescono , e così restano . 



437 
Dell erbe . 

JIL/Eir erbe alcune ne sono all'ombra, ed alcune al lume, 
e se r occhio è di verso lo ombre vedrà le erbe ombro- 
se avere per campo la chiarezza dell' erbe alluminate . E se 
r occhio è di verso il lume vedrà all' erbe allumiuate aver 
per campo 1' oscurità delle erbe ombrose . 

Delle foglie . 

'ella chiarezza delle foglie , alcuna n' è per la sua traspa- 
renza , perchè sono interposte infra 1' occhio ed il lume , 
ed alcuna n' è dalla semplice alluminazione dell' aria , ed 
alcuna è che riceve lustro . La foglia trasparente mostra più 
bel colore, che non è il suo naturale , 1' alliuninala dall'aria 
la mostra di più vero colore , il lustro partecipa più del co- 
lore dell' aria , che si specchia nella densità della superficie 
della foglia , che del suo naturai colore • 

Quella foglia che sarà di superficie pellosa non riceve 
lustro . 

Quel cespo fia manco ombroso, che fia più raro , e di 
ramificazione più sottile . 

Delle foglie dell' erbe quella sarà più frappata , che sa- 
rà pili jìresso alla sua semenza, e la men frappata sarà più 
\ icina al suo nascimento . 

Precetto del conti afare il color delle foglie . 

nlli che si vogliono non integralmente fidare del loro 
giudizio , nel contrafare li veri colori delie fughe deJ)bouo 
pigliare una foglia di qucU' albero , che si vuol contrafare ,, 



438 

e sopra di quella fare le loro mistioni ; e quando essa mi- 
stione non sarà conosciuta in differenza dal colore di tal 
foglia, allora tu sarai certo che tal colore è d'intera imi- 
tazione alla foglia ; e così puoi fare nell' altre che vuoi 
imitare . (52J 



4^9 

LIBRO SETTIMO. 

DELLI NUVOLI. 
— ^^^'»^^•»^^^^^^^^t»c»^^^^^99^^^^9^«^— 
Z)e//« natura delli nuvoli . 



JLii 



jE nuvole sono nebbie tirate in alto dal caldo del sole , 
e la loro elevazione , dove il loro acquistato peso si fa di 
potenza eguale al suo motore . E lo acquistato nasce dalla 
loro condensazione , e la condensazione ha origine dal calo- 
re , che loro infuso si refugge dalli stremi che si trovano pe- 
netrati dal freddo della mezza regione dell' aria 5 e 1' umidi- 
tà seguita il caldo , che lassù la condusse iu qualunche par- 
te esso caldo si fugge ; e perchè si fugge inverso il mezzo di 
ciascuna globbosità de' nuvoli , esse globbosità si condensano 
con terminate superficie ad uso di dense montagne , e piglia- 
no le ombre medianU; li razzi solari , che lassii li percuote . 
Li nuvoh si dimostrano alcuna volta licevere li razzi so- 
lari , ed alluminarsi a modo di dense montagne , ed alcuna 
volta li medesimi restare oscurissimi , senza variare in alcu- 
na lor parie essa oscurità . E questo nasce per le ombre , 
che gli fan que' nuvoli, che gli togliano i razzi solari , inter- 
ponendosi infra il sole ed essi nuvoli oscuriti . 

* 
Del rossore delli nuvoli . 

V^uel rossore nel quale si tingono li nuvoli, con tanto mi- 
nore o maggior rossore nasce , quando il sole si trova agli 
orizzonti da sera o da mattina , e perchè quel corpo che- 



44o 

lia alcfiianla trasparenza è alquanto penetrato da' razzi sola- 
ri , quando esso sole si dimostra da sera o da mattina , e 
pcrcliè quelle parti de' nuvoli che sono inverso li stremi del- 
le loro globbosità sono più sottili in grossezza , che nel mez- 
zo di essa globbosità, li razzi solari li penetrano con più 
splendente rossore , che quelle parti grosse , che restano oscu- 
re per essere loro impenetrabili da tali razzi solari . E sem- 
pre li nuvoli son più sottili nelli contatti delle loro globbo- 
sità , che in mezzo , come qui di sopra è provato , e per que- 
sto il rossore de' nuvoli è di varie cjualità di rosso . 

Dico che r occhio interposto infra le globbosità de' nu- 
\ oli ed il corpo del sole vedrà li mezzi di esse globbosità 
essere di maggior splendore , che in alcuna altra parte ; ma 
se r occhio è da lato in modo , che le linee che vengono 
dalle globbosità all' occhio e dal sole al medesimo occhio 
facciano congionzione minore delf angolo retto , allora il lu- 
me massimo di tali globbulenze de' nuvoli fia negli stremi di 
esse globulenze . 

Quel che qni si tratta del rossore de' nuvoli, s'intende 
essendo il sole di iclro a' nnvoli ; ma se il sole è dinanzi 
alli medesimi nuvoli , allora le globbosità loro saranno di 
maggiore splendore , che nelli loro intervalli , cioè nel mez- 
zo delle globbosità e concavità , ma non ne' lati , che veg- 
gon r oscurità del ciclo e della terra . 

Della creazione de' nuvoli . 

JLii nuvoli sono creati da innidità infusa per 1' aria , la qua- 
le si congrega mediante il freddo che con diversi venti è 
trasportato per l' aria , e tali nuvoli generano venti nella lo- 
ro creazione , siccome nella loro distruzione ; ma nella crea- 



44 1 

zione si generano , perchè lo 5[>arso e vaporato umido nel 
concorrere alla creazione de' nuvoli lascia di sé vuoto il luo- 
go , donde si liiggì ; e perchè non si dà vacuo in natura , 
egli è necessario , che le parti dell' aria circostante alla fuga 
dell' umido riempino di sé il principiato vacuo , e questo 
tal moto è detto vento . Ma quando mediante il calore del 
sole tali nuvoli si risolvono in aria , allora si genera contra- 
rio vento , creato dalla distruzione ed evaporazione del com- 
posto nuvolo ; e 1' imo e 1' altro accidente , com' è detto , è 
causato di vento , e tali venti si generano in ogni parte 
dell'aria, eh' è alterata dal caldo o dal freddo, ed il mo- 
to loro è retto , e non è curvo , come vuole 1' avversario ; 
perchè se fosse curvo non bisognerebbe alzare o bassare le 
vele alli navigli , per cercare dall' alto o basso vento , an- 
zi quella vela , che fosse percossa da un vento , sarej^be al 
continuo accompagnata da esso vento inlinchè durasse . Il 
che in contrario ci mostra la esperienza , nel vedere percos- 
sa la pelle dell' acqua in diverse parti di un medesimo ma- 
re , con brevi e corti moti dilatabili , manifesti segni che da 
diversi luoghi , con diverse obliquità di moti discendono li 
venti d' alto in basso ; e tali moti si disgregano per diversi 
aspetti dalli loro principj ; e perchè il mare ha superficie 
sferica , molte volte le onde scorrono sanza vento , poiché 
l'alzato vento le abbandona, onde esse si muovono col prin- 
cipiato impeto . 

De' nuvoli , e loro gravità , e levila . 

1.L nuvolo è più lieve dell' aria , che gli sta di sotto , ed è 
più greve dell' aria, che gli sta di sopra . 

kkk 



44 2 

Perchè della nebbia si fa nuvoli . 

JLiA. iieljJ)ia percossa da varj corsi de' venti si condensa , e 
fassi nuvolo con varie globbulenze . 



L 



Dell' aria tutta nuvolosa . 

•) 
aria tutta nuvolosa rende sotto se la campagna più chia- 
ra o più oscura , secondo le minori o maggiori grossezze 
de' nuvoli che s' interpongono infra il sole ed essa campa- 
gna . Quando 1' aria ingrossata s' interpone infra il sole , e la 
terra sarà di uniforme grossezza , tu vedrai poca differenza 
dalla parte alluminata all' ombrata di qualunque corpo . 



DelV ombra de' nuvoli , 



F 



Acciansi le ombre de' nuvoli sopra la terra cogl' intervalli 
percossi dalli razzi solari , con maggiore o minore splendo- 
re , secondo la maggiore o minore trasparenza di essi nuvo- 
li . Li nuvoli sono di tanto maggior rossore , quanto essi so- 
no più vicini air orizzonte , e sono di tanto minor rossore , 
quanto essi sono più remoti da esso orizzonte . 

De' nuvoli . 

'unndo i nuvoli s'interpongono infra il sole e la cam- 
pagna , le verdure de' boschi si dimostreranno di ombre di 
poca oscurità , e le differenze infra loro e' lumi fieno di po- 
ca varietà di oscurità o chiarezza; perchè essendo allumi- 
nate dalla gran somma del lume del loro emisferio , le om- 



443 

bre sono cacciate, e rifuggite inverso il centro degli aligeri , 
ed inverso quella parte di loro , che si mostra alla terra . 

De' nuvoli sotto la luna . 

L nuvolo , che si trova sotto la luna , è più scuro , che 
nessuno degli altri , e li più remoti sono più chiari , e la 
parte del nuvolo eh' è trasparente dentro , e infra li stremi 
di esso nuvolo par più chiara che alcuna altra simile par- 
te , eh' è nelle trasparenze delli nuvoli più remoti ; i)erchè 
in ogni grado di distanze il mezzo de' nuvoli si fa più 
chiaro , e le lor parli chiare si fanno [)iù opache rosseggian- 
li di mortificato rossore , e li stremi delle loro oscurità en- 
trante nella trasparente loro chiarezza , sono di termini fu- 
mosi e cordasi . E '1 simile fanno li stremi delle loro chia- 
rezze , che; terminano coli' aria . E li nuvoli di piccola gros- 
sezza son tutti trasparenti, e più inverso il mezzo, che nel- 
li stiemi , eh' è colore morto rosseggiante in colore rozzo e 
confuso . E quanto li nuvoli sono più discosti dalla luna 
il loro lume è più albo , che avanza intorno all' ombrosità 
del nuvolo , e massime di verso la luna , e quel eh' è sot- 
tile non ha negredine , e poco albore , perchè in lui pene- 
tra la oscurità della notte , che si mostra nell' aria . 

De' nuvoli . 

JlP A che li nuvoli facciano le loro ombre in terra , e fa lì 
nuvoli di tanto maggior rossore , quanto e' sono più vicini 
all' orizzonte . 



A- A A- 



445 

LIBRO OTTAVO. 

D E L L" ORIZZONTE. 



■V^^-v^^' 



Qìial sid il vero sito dell' orizzonte . 

Olio gli orizzonti di \ ai ic distanze dall' occhio , conciosia- 
chè quello è dello orizzonte , dove la 'chiarezza dell' aria 
termina col ternune della terra , ed è in tanti sili veduto 
di un medesimo perpcndiculare sopra il centro del mondo, 
quante sono le altezze dell' occhio che il vede ; perchè 1' oc- 
chio posto alla pelle del mare quieto vede esso orizzonte 
virino un mezzo miglio o circa, e se 1' uomo s'innalza coli' 
occhio , quant' è la sua universale altezza , 1' orizzonte si 
vede remoto da lui sette miglia . E così in ogni grado di 
altezza scuopre l' orizzonte più remoto da sé ; onde accade 
che quelli che sono nelle cime degli alti monti vicini al 
mare , vedeno il cerchio dell' orizzonte mollo remolo da 
sé ; ma quelli che sono infra ten-a non hanno 1' orizzonte 
con eguale distanza ; perchè la superficie della terra non è 
egualmente distante dal centro del mondo ; onde non è di 
perfetta spericilà , come la pelle dell' acqua . E quest' è cau- 
sa di tal varietà di distanze infra l'occhio e l'orizzonte. 
ìMai r orizzonte della spera dell" ac(|ua saia più allo , 
che le piante de' piedi di colui , che il vede stando in con- 
tatto con esse piante , col contatto eh' à il termine del mare 
col termine della terra scoperta dalle acque . 

L' orizzonte del cielo alcuna volta è molto vicino , e 
massime a quello che si trova a lato alle sommità de' mon- 



440 

ti , e lo vede gencnirc nel termine di essa sommità , e vol- 
tandosi indietro all' orizzonte del mare lo vedrà remotissimo . 
IMolto distante è l' orizzonte , che si vede nel lito del 
mare di Egitto ; riguardando pel corso l' avvenimento del 
Nilo inverso l' Etiopia colle sue pianure laterali vede l' oriz- 
zonte confuso anzi incognito , perchè v' è tre mila miglia di 
pianura, che sempre s'innalza insieme coli' altezza del fiu- 
me , e s' interpone tanta grossezza di aria infra l' occhio 
e l'orizzonte Etiopico, che ogni cosa si fa bianca; e cosi 
tale orizzonte si penle di sua notizia , E questi tali oiizzonti 
farnio molto bel vedere in pittura . Ver' è che si dee fa- 
re alcune montagne laterali con gradi di colori diminuiti , 
come richiede l' ordine della diminuzione de' colori nelle 
lunghe distanze - 

IMa per dimostrare , che la piramide de' prosjjeltivi ab- 
braccia spazio infinito , noi s' immagineremo a b occhio , 
il quale taglia li gradi di una distanza infinita d n ni o p , 
e li taglia con le linee visuali nella parte e r/ , le quali linee 
visuali in ogni grado di distanza del lor nascimento acqui- 
stano altezza in essa pariete e il , né mai perveranno all' altez- 
za dell' occhio , e per essere d pariete di una quantità con- 
tinua , ella è divisibile in infinito . E mai sarà ripiena delle 
linee visuali , ancoraché la lunghezza di tale ultima linea fos- 
si infinita , ma non giongerai se non una linea paralella , 
ancoraché lo spazio b s fòssi infinito. [Fìg.x. Tav.XXJI.) 

Delle figure che poco diminuiscano , poco sono remo- 
te dall' occhio , onde per necessità sempre il termine na- 
tmale dell' orizzonte si scontra nell' occhio della figura ri- 
tratta, com'è la figura a t che vede la figura i' u vicina a 
se nella paile più strema della j)iramide a t b ^ cioè r ii è 
minore che a t ; ma questa tal j)iramide non è quella che 



dimanda la prospettiva ; conciosiacliè quella non si dà in 

pratliche per avere lei spazio infinito dalla base alla sua 

punta , e questa di sopra ha sette miglia da essa base al- 
la detta punta . [Fig.i. Tav.XXII.) 

Dell orizzonte . 

3ul orizzonte del cielo e della terra finisce in una mede- 
sima linea . Provasi e sia la spera della terra fi n m , e la 
spera dell'aria a r p^ e l'occhio d'esso veditore dell'oriz- 
zonte della terra sia b , ed /" è il detto orizzonte della ter- 
ra , nel quale finisce la veduta dell' aria , e' pare che a aria 
sia congionta con f terra . [Fig.3. Tav.XXII.) 



Del vero orizzonte 



I 



L vero orizzonte ha da essere il termine della spera dell'ac- 
qua , la quale sia immobile, perchè tale immobilità statui- 
sce superficie equidistauU; al centro del mondo come suo 
luogo . Fia provato se il cielo e la tei'ra fossino di piana 
superficie con infrancissione di spazio equidistante , sanza du- 
bio l'orizzonte de' prospettivi sarel)be altezza di quell'oc- 
chio che io vede, ma tali spa/j [)aralelli sarebbe necessa- 
rio essere d' infinita distanza , s' egli avessino a parere all'oc- 
chio concorrere in linea, cioè in coiiliitlo . J\ questo con- 
latto sarebbe all' altezza dell' occhio di esso risguardatore , 
ma perchè la terra archile minor quantità di piano , che 
non sarebbe quello del cielo, egli accaderebbe che quan- 
do la planizie (1(1 ciclo avesse il suo iiltimo termine di- 
sceso al ])ari dell' occhio , 1' orizzonte (h'Ua terra sarebbe al- 
zalo all' ombilico del medesimo risguardatore ; e per questa 



448 

non concorrono al medesimo occhio , ma perchè lai cielo 
e terra non sono divisi da spazio di paralella , o vò dire 
equidistante planizia , ma di spazio convesso nella parie del 
cielo , e concavo nella parte che % este la terra , egli acca- 
de che ogni parte eh' à la superficie della terra può essere 
orizzonte , il che accadere non può essendo piano il cielo 
e la terra , come si mostra nel cielo a Z» e la terra f e es- 
sendo gli occhj in g' e la pariete e d ; dove gli orizzonti af 
del cielo e terra piani ti tagliano ne' punti // iì\ . 
[FigJy. e 5. Tav.XXII.) 



L 



Dell' orizzonte . 



orizzonte non sarà mai eguale all'altezza dell'occhio che 
lo vede . Quella figura eh' è più presso all' orizzonte ara es- 
so orizzonte più vicino alli suoi piedi stando tu saklo che 
lo guardi . Quella cosa è più alla eh' è più distante al cen- 
tro del mondo . 

Adunque la linea retta equigiacente non è di eguale 
altezza , e per conseguenza non è equigiacente , onde se di- 
rai una linea di eguale altezza non s' intenderà eh' ella sia 
altro che curva . Se « 6 sono due uomini l'orizzonte n ver- 
rà al pari della loro altezza . [Fig.(d. Tav.XXII.) 

Dell' orizzonte . 

Oe la terra è sperica , mai 1' orizzonte perverrà all' altezza 
dell' oc(^hio , che sarà più alto che la superficie della ter- 
ra . Diciamo che 1' altezza dell' occhio sia n m , e che la li- 
nea giudicialc ovvero paride sia b r ., ed a sia l' orizzonte , 
e che la linea g r k sia la curvità della terra . Dico adun- 



44y 

qnc qui secondo la rettitudine Ai a f k che 1' orizzonte 
è ])iù basso che i piedi dell' uomo lutto m /, e piìi basso 
secondo la volta della terra tutto h o . {Fig.-j. Tap.XXII.) 

Se r occhio vede 1' orizzonte marittimo stando colli piedi 
alia pelle di esso mare , vede esso orizzonte più basso elise. 

L' orizzonte marittimo si mostrerà tanto piìi basso dell' oc- 
chio di quel che tiene li piedi alli termini dell' acqua di 
esso mare , quanta è 1' altezza eh' è dall' occhio del veditore 
di esso orizzonte alli suoi piedi . Provasi n sia la riva del 
mare ,an V altezza dell' uomo , che vede l' orizzonte marit- 
timo in o , dove la linea centrale del mondo m o cade per- 
pendicolare nella linea visuale a r, che termina in o super- 
ficie del man' ; per la definizione del cerchio la centrale e m 
eccede la centrale o m con tutto 1' accesso a n , eh' è la di- 
stanza eh' è dalli ]ìii'di dell' uomo alli suoi occhj . 
[Fig.'ò. Tav.XXIJ.) 

Dell'orizzonte specchiato nell'acqua corrente. 

i j Acqua clu; corre infra l' occhio e l' orizzonte non re- 
fletterà a esso occhio tale orizzonte, perchè l'occhio non 
vede quel lato dell'onda, il quale è veduto dall'orizzonte , 
né l'orizzonte vede quel lato dell'onda eh' è veduto dall'oc- 
chio . Adunque per la sesta di questo è concluso il nostro 
proposito , la quale sesta thce , eh' è impossibile che 1' oc- 
chio vegga il simulacro , dove non vede la cosa reale e 
r occhio n un medesimo tempo . 

Sia r onda e Z» , e l' orizzonte d , dico che l' occhio a 
non vedendo i lati dell'onda b g non vederà ancora il si- 
molacro del d che in tale lato si specchia . {Fig.C). Tav.XXIl.) 

Ili 



45o 

Do\>e V orizzonte si specchia neW onda . 

pecchierassi 1' orizzonte per la sesia di questo nel lato ve- 
duto dall' orizzonte e dall' occhio , come si dimostra 1' oriz- 
zonte f veduto dal lato dell' onda Z» e , il qiiul lato è an- 
cora veduto dall' occhio . [Figxj. Tav.XXII.) 

Adunque tu , pittore , eh' ài a figurare la inondazione 
dell' acqua , ricordati che da te non sarà veduto il colore 
dell' acqua essere altrimente chiaro o scuro , che si sia la 
chiarezza o l' oscurità del sito dove tu sei , insieme misto 
col colore delle altre cose che sono dopo te . 

Perchè V aria grossa vicina all' orizzonte si fa rossa . 

]P Assi r aria rossa così all' orizzonte orientale , come all'oc- 
cidentale , essendo grossa . E questo si genera infra 1' occhio 
e il sole . Ma il rossore dell' arco celeste si genera , stando 
r occhio infra la pioggia e il Sole . E la causa dell' uno 
è il sole e la umidità delf aria ; ma il rossore deh' arco 
n' è causa il sole , la pioggia , e 1' occhio che il vede . Il 
qual rossore insieme cogli altri colori fia di tanta maggiore 
eccellenza , quanto la pioggia è composta di più grosse goc- 
ciuole . E quanto tal gocciuole sono più minute , tanto es- 
si colori sono più morti ; e se la pioggia è di natura di 
nebl)ia , allora 1' arco fia bianco integralmente scolorito , ma 
l'occhio vuol essere infra la nebbia e il Sole. 



2 



4^1 

INDICE DE' CAPITOLI 

CONTENUTI NELL' OPERA . 
LIBRO PRIMO. 

PARAGONE DI PITTURA , POESIA , MUSICA , E SCULTURA . 

Pag. 

_ E la Pittura è Scienza o ìiò ^ 

Esempio e differenza tra Pittura e Poesia . . . 
Delle Scienze imitabili, e come la Pittura è ini- 

mitahile pero è Scienza 

Come la pittura abbraccia tutte le superficie de'cor- 

pi , ed in quelli si estende 4 

Come la pittura abbraccia le super^ficie , figure , e 
colori de' corpi naturali , e la filosofia sol 
s' estende nelle lor virtìc naturali » 

Come V occhio meno s' inganna nelli suoi esercizj , 
che nessun altro senso . Illuminosi , o traspa- 
renti , ed uniformi , e mezzi i^ » 

Come chi sprezza la pittura ?ion ama la filosofa ^ 
ne la natura 

Come il pittore è Signore d' ogni sorte di gente , « 
di tutte le cose *^^ 

Del poeta , e del pittore 7 

Esempio tra la poesia , e la pittura 8 

QuaV è di maggior danno alla specie umana o per- 
der rocchio^ o l'orecchio io 

Come la scienza dell' Astrologia nasce dall' occhio , 
perche mediante (picllo è generata i» 

Pittore che disputa col poeta i^'* 

/// 2 



452 

Come la pittura avanza tutte le opere umane per 

sottili speculazioni appartenenti a quella ... 12 

Differenza che ha la pittura con la poesia ... 14 

Che differenza è dalla pittura alla poesia ... i5 

Differenza infra Poesia , e Pittura 17 

Della differenza ed ancora similitudine che ha la 

pittura con la poesia ivi 

Deir occhio 20 

Disputa del poeta e pittore , e che differenza è 

da poesia a pittura 21 

Arguizione del poeta contro il pittore 23 

Risposta del Re Mattia ad un poeta , che gareg- 
giava con un pittore ivi 

Conclusione infra il poeta ed il pittore .... 25 
Come la Musica si dee chiamare sorella minore 

della Pittura 27 

Parla il Musico col Pittore ivi 

// Pittore dà i gradi delle cose opposte alV occhio , 

come il musico dei delle voci opposte all' orecchio . 28 

Conclusione del pittore , poeta , e musico . . . . 3o 

Quale scienza è meccanica e quale non è meccanica . 3i 

Perchè la pittura non. è connumerata nelle scienze . 33 

Comincia della scoltura , e s' ella è scienza o nò . 34 

Differenza tra la pittura e la scoltura ivi 

// Pittore e Scultore 36 

Come la scoltura è di minore ingegno che la pit- 
tura , e mancano in lei molte parti naturali . . 38 

Dello scultoree e pittore 4* 

Comparazione della pittura alla scoltura . . . . l\.2 

Escusazione dello scultore 4^ 



453 

Dell obbligo che Ita la s coltura col lume e non la 

pittura • 4^ 

Differenza eli è dalla pittura alla scoltura .... ivi 
Quale scienza è piic utile , ed in che consiste la 

sua utilità 4? 

LIBRO SECONDO 

PRECETTI AL PITTORE . ; 

JLJrEL primo principio della scienza della pittura . 49 

Principio della scienza della pittura ivi 

Del secondo principio della pittura ivi 

In che si estende la scienza della pittura . . . 5o 

* Quello che dee prima imparare il giovane . . ivi 

* Quale studio dehbe essere ne' giovani .... ivi 

* Qual regola si deve dare a' putti pittori . . . 5i 
Della vita del pittore nel suo studio ivi 

* ISotizia del giovane disposto alla pittura ... 52 

* Precetto al pittore ivi 

* In che modo dee il giovane procedere nel suo studio. 53 

* Del modo di studiare ivi 

A che similitudine debb' essere V ingegno del pittore, ivi 

Del giudizio del pittore 54 

Discorso de' precetti del pittore ivi 

Precetto del pittore 56 

Precetti del pittore ivi 

Deli essere universale 57 

Precetto ivi 

* Precetti del pittore ivi 

* Precetto intorno al disegno di schizzare storie , e 

figure 58 



* 



* 



454 
Dell' operatore della pittura e suoi precetti . . . ivi 
Modo d' aumentare e destare V ingegno a varie in- 
venzioni 60 

Dello studiare insino quando ti desti , o innanzi tu 

ti dormenti nel letto allo scuro 61 

Piacere del pittore ivi 

De' giuochi che debbono fare li disegnatori ... Gì 

* Che si de' prima imparare la diligenza , che la pre- 

sta pratica 63 

S' egli è meglio disegnare in compagnia o nò • . 64 

Modo di bene imparare a mente ivi 

Come il pittore non è laudabile s' egli non è uni- 
versale 65 

Della trista suasione di quelli che falsamente si 
fanno chiamare pittori ivi 

* Come il pittore debb' esser vago di udire nel fare 

dell' opera il giudizio di ognuno 66 

* Come nelle opere d' importanza V uomo non si dee 

mai fidare tanto nella sua memoria , die non 

degni ritrarre dal lìuturale ivi 

Di quelli che biasimano chi disegna alle feste , e 

che investiga le opere di Dio 67 

* Delle varietà delle figure 68 

* Dell' essere universale ivi 

* Di quegli che usano la pratica senza la diligenza , 

ovvero scienza 69 

* Del non imitare V un V altro pittore ivi 

* Del ritrarre dal naturale ivi 

" Avvertimento al pittore 70 

1 * Come debb e essere alto il lume da ritrarre dal na- 
turale ivi 



455 

* Qnai lumi si debbono eleggere per rìfrar le figu- 

re de' corpi ivi 

* Delle qualità del lume per ritrarre rilievi naturali ^ 

o Jinti 71 

* Del ritrarre gV ignudi 72 

* Del ritrarre di rilievo finto , o dal naturale . . ivi 

* Modo di ritrarre col vetro i\i 

* Come si debbono ritrarre i paesi 7 3 

* Del ritrarre al lume di candela ivi 

* In die modo si debba j'itrarre un volto , e dargli 

grazia , ombra , e lumi ivi 

Modo di ritrarre d'ombra semplice e composta . ^'j 

* Del lume dove si ritrae V incarnazione dei volti 



■) 



ed ignudi ivi 

* Del ritrar figure per V istorie ivi 

* Per ritrarre un ignudo dal naturale , o altro . . ^5 

* 3Iisure e compartimenti della statua ivi 

Modo di ritrarre di notte un rilievo ivi 

* Come il pittore si dee acconciar al lume col suo 

rilievo ivi 

* Della (puilità del lume ivi 

* Dell'inganno che si riceve nel giudizio delle membra. 76 

* Che si dee sapere V intrinseca forma dell uomo . ivi 

* Del difetto del pittore ivi 

Del medesimo difetto de' pittori 77 

* Precetto perchè il pittore non s' inganni nell'elezio- 

ne della figura in che fa abito 78 

* Difetto de' pittori che ritraggono una cosa di rilievo 

in casa a un lume.., e poi la mettono in canipa- 

g/ui a un' altro lume 79 

* Della pittura e sua divisione ivi 



456 

* Fiirnra , e sua dwisione ivi 

* Proporzione di ìneìnhra ivi 

Del fuggire le calunnie de' giudicj varj , che danno 

gli operatori della pittura 80 

* Dei movimenti , e dell' operazioni varie .... ivi 
Che si debbono fuggire i termini spediti . . .81 

* Che nelle cose picciole non si vedon gli errori , co- 

me nelle grandi • ivi 

* Perchè la pittura non può inai parere spiccata , co- 

me le cose naturali 82 

* Perchè i capitoli delle figure V una sopra V altra è 

cosa da fuggire 83 

* Oual pittura si dee usare in far parer le cose piic 

spiccate ivi 

* Qual è più di discorso ed utilità , o il lume ed 

ombre de' corpi , o i loro lineamenti .... 84 

Qual è di maggiore importanza , o il movimento 
creato dagli accidenti diversi degli animali , o 
le loro ombre , e lumi ivi 

Qual è di pili importanza , o che la figura abbondi 
in bellezza di colori , o in dimostrazione di gran 
rilievo ..." 85 

Qual è piic difficile , o le ombre e lumi., o pure il 
disegno buono ivi 

Precetti del pittore ivi 

* Memoria al pittore 86 

* Precetti di pittura 87 

Precetti di pittura ivi 

Della prima pittura 88 

Come la pittura dehbe essere vista da una sola 
finestra ivi 



457 

Delle prime parti in che si divide la pittura ... ivi 

Come la pittura si divide in cinque parti . ... ivi 

In due parti principali si divide Ui pittura .... 89 
Considerazione d' aversi nello stabilir le figure , o 

della pittura lineale *vi 

* Dell' ombre »v» 

Delle parti e qualità della pittura 90 

Della elezione de belli visi ivi 

Della elezione dell' aria , che dà grazia a' volti . . ivi 

Di bellezze e bruttezze 9^ 

Delle bellezze ivi 

De' giudicatori di varie bellezze in varj corpi , e di 

pari eccellenza 'Vi 

* Come si debbono figurare i putti : 9^ 

* Come si debbono figurare i vecchj ivi 

* Come si debbono figurare le vecchie .... ivi 

* Come si debbono figurar le donne ivi 

* Come si dee figurare una notte ivi 

* Come si dee figurare una fortuna 93 

* Come si dee figurare una battaglia 94 

* Del modo di condurre in pittura le cose lontane . 97 

* Come V aria si dee fare più chiara quanto più la 

fai finir bassa 9^ 

A fare che le figure spicchino dal loro campo . ivi 

* Del filtrare le grandezze delle cose dipinte . . ivi 

* Delle cose finite, e delle confuse 99 

* Delle figure che son separate , acciocché non pa- 

jano congiunte ivi 

* Se il lume debbe esser tolto in faccia , o da par- 

te , e quale dà più grazia 100 

* Della riverberazione ivi 

m m m 



* 



458 

* Dove non può esser riverherazìone luminosa , . loi 

* De' rejlessi ivi 

* De' rejlessi de' lumi che circondano l ombre . . ivi 

* Dove i rejlessi de' lumi sono di maggior o minor 

chiarezza 102 

* Qual parte del rejlesso sarà pia chiara . . . .ivi 

* De' colori re/lessi della carne io3 

* Dove i re/lessi sono piìi sensibili io4 

* De' rejlessi duplicati e triplicati ivi 

* Come nessun colore rejlesso è semplice , ma è mi- 

sto con le specie degli altri colori ivi 

* Come rarissime volte i rejlessi sono di colore del 

corpo dove si congiungono ........ io5 

* Dove più, si vedrà il rejlesso ivi 

* De' colori de' rejlessi 106 

* De' termini de' rejlessi nel suo campo ivi 

* Del modo d' imparar bene a comporre insieme le 

Jigure nelle istorie 107 

* Del collocar le Jigure ivi 

* Del porre prima una Jìgura nelV istoria .... ivi 

* Modo del comporre le istorie 108 

* Del comporre /' istorie ivi 

* J^arietà d' uomini nelle istorie ....... 109 

* Dell' imparare i muovimenti dell uomo . . . .ivi 
Come il buon pittore ha da depingere due cose 

r uomo e la sua mente no 

* Del comporre V istorie in prima bozza .... ivi 

* Di non Jar nelle istorie ornamenti alle Jigure . .in 

* Della varietà nelV istorie ivi 

* Del diversijlcare V aria de' volti nelV istorie . . ivi 



/,59 
Del variare valetudine ^ età, e complessione de' cor- 
pi nelle Istorie ni 

Delli componimenti delle istorie ivi 

Precetto del comporre le istorie ii3 

* Dell' accompagnare i colori l' uno con l' altro , e che 

l'uno dia grazia all' altro ii4 

* Del far vivi e belli colori nelle sue superficie . ivi 

* De' colori dell' ombre di qualunque colore . . . ii5 

* Della varietcì che fanno i colori delle cose remote 

e propinque . ivi 

* In quanta distanza si perdono i colori delle cose 

integralmente ivi 

In quanta distanza si perdono li colori delli obiet- 
ti dell' occhio 1 16 

* Colore dell' ombra sul bianca ivi 

* Qual colore farà ombra pili nera ivi 

* Del colore che non mostra varietà in varie gros- 

sezze d' aria un 

* Della prospettiva de' colori xiq 

* Del colore che non si muta in varie grossezze 

d'aria I20 

Se i colori varj possono essere o parere di una 
uniforme oscurilii , mediante ima medesima 

ombra ivi 

"Della causa de' perdimenti de' colori e figure de'cor- 
pi mediante le tenebre che pajono e non sono . 121 
Come nessuna cosa mostra il suo color vero , se 
ella non ha lume da un altro simil colore . . ivi 

* De' colori che si dimostrano variare dal loro esse- 

re , mediante i paragoni de' loro campi . . .122 
" Della mutazione de' colori trasparenti dati o messi 

m in m 2 



* 



'460 

sopra diversi colori, con la loro diiiersa rela- 
zione ivi 

* Qual parte di un medesimo colore si mostrerà piii 

bella in pittura laS 

* Come ogni colore che non ha lustro è piìi hello 

nelle sue parti luminose che nelV ombrose . . . ivi 

* Dell' evidenza de' colori piti chiari ivi 

Qual parte del colore ragionevolmente dehbe esser 

pili bella ivi 

* Coìti e il bello del colo/^e debh' essere ne' lumi . 124 

* Del color verde fatto dalla ruggine di rame . . ivi 

* Aumentazione di bellezza nel verderame .... ivi 

* Della mistione de' colori V uno con V altro . . . i a5 

* Della superficie d ogni corpo ombroso . . . .126 
Quale è la superficie ricettiva di più colori . , i%'i 

* Qual corpo si tingerà piìt del color del suo obietto 127 
Qual corpo si dimostrerà di piìt bel colore . . ivi 

* Dell' incarnazione de' volti ivi 

* Modo di ritrarre il rilievo , e di preparare le car- 

te per questo 128 

* Della varietà di un medesimo colore in varie di- 

stanze dall' occhio ivi 

* Della verdura veduta in campagna i\ i 

* Qual verdura parrà partecipare più d' azzurro . 1 29 
Quale è quella superficie che meno che V altre di- 
mostra il suo vero colore ivi 

Qual corpo mostrerà piii il suo vero colore . . ivi 

* Della chiarezza de' paesi ivi 

Come la vista penetra maggior somma d' aria per 

retto che per obliquo i3o 



4Gi 

* Delle cose specchiate nell'acqua de' paesi , e pri- 

ma dell' aria i3i 

* Diminuzione de colori per mezzo interposto infra 

loro e V occhio ivi 

* De' campi che si convengono all'ombra , ed a' lumi, ivi 

* Come si dee riparare , quando il bianco s-i termina 

in bianco , e t oscuro in oscuro ivi 

* Della natura de colori de' campi sopra i quali cam- 

peggia il bianco i32 

* De' campi delle Jìgure ivi 

* De' campi delle cose dipinte i33 

* Di quelli che Jlngono in campagna la cosa più re- 

mota farsi pài oscura ivi 

* De' colori delle cose remote dall' occhio .... iv i 

* Gradi di pitture i34 

* Dello spccchiamento e colore dell' acqua del mare 

veduto da diversi aspetti ivi 

* Della natura de' paragoni i35 

* Del colore dell' ombra di qualunque corpo . . . ivi 

* Della prospettiva de' colori ne' luoghi oscuri . . ivi 

* Prospettiva de' colori ivi' 

* De' colori i36 

* Da che nasce V azzurro nelV aria ivi 

* De' colori ivi 

* De' colori 137 

* De' campi delle Jìgure de' corpi dipinti ivi 

* Perchè il bianco non è colore ivi 

* De'colori i38 

* De' colori de' lumi incidenti e refi essi jSq 

* De' colori dell' ombra ivi 



462 

* Delle cose poste in campo chiaro, e perchè tal uso è 

utile in pittura i4o 

* De campi ivi 

* De' colori i4i 

* De colori che risultano dalla mistione d' altri colori , 

i quali si dimandano specie seconde . . . .142 

De' colori i43 , 

* Del color delle montanine ivi 

Cotne il pittore dee mettere in pratica la prospet- 
ti i> a de' colo/i i44 

* Della prospettiva aerea . . . - . . . . . . i45 

LIBRO III. 

de' VAKJ accidenti e MOVlIVlEiNTI DELl' UOMO . 



ROPORziONE de' membri i47 

* Delle mutazioni delle misure dell' uomo dal suo na- 

scimento al suo ultimo crescimento ivi 

Come i pattini hanno le giunture contrarie agli uo- 
mini nelle loro grossezze i4^ 

Della dijjerenza della misura che è fra i putti e gli 

uomini ivi 

Delle giunture delle dita i49 

* Delle giunture delle spalle , e suoi crescimenti . ivi 

Delle spalle ivi 

Delle misure uniy'ersali de' corpi 1 5o 

Delle misure del corpo umano , e piegamenti di 

membra ivi 

* Della proporzionalilìi delle membra i5i 

Della giuntura delle mani col braccio 1^ i 



4^'3 

* Dello giunture de' piedi ^ e loro ingi^ossoìneiiti , e 

diminuzioue i52 

* Delle membra che diminuiscono quando si /negano, 

e crescono quando si distendono ivi 

* Delle membra che ingrossano nella loro giuntura 

quando si piegano ivi 

* Delle membra degli uomini ignudi ivi 

* Dei moti potenti delle membra dell'uomo . . . i53 

* Del moK'iniento dell' uomo ivi 

* Del variare i movimenti in mi istoria . . . . i54 

* Delle giunture delle membra l55 

* Della membrijicazione dell uomo ivi 

* De moti de' membri deU uomo i56 

* Delle membriji e azioni degli uomini ivi 

* De' moti delle parli del volto ivi 

De movimenti dell'uomo nel volto iS'] 

Qualità d arie de' visi ivi 

* De' membri e descrizione d ejjìgie ivi 

* Modo di tenere a mente, e del fare un effigie umana 

in profilo , solo col guardo d una sol volta . . 1 58 

* Modo di tener a mente la forma d'un volto . . i5g 

* Delle bellezze de' volti i\ i 

Di Fisonomia , e Chiromanzia i\ i 

Del porre le membra ifio 

Degli atti delle figure ìn i 

Dell'attitudine i6i 

Ogni moto della figura finta debb' esser fatto in mo- 
do che mostri effetto ivi 

De' moti proprj dimostratori del moto della niente 

del motore ivi 

De' moti proprj operati da uomiid di diverse età . ivi 



* 



464 
Belli movimenti dell uomo ed altri ammali . . .162 
Di un medesimo atto veduto da varj siti . . . .ivi 
Della membrijicazione delli nudi , e loro operazioni, ivi 
Delli scuoprimenti , o cuoprimenti de' muscoli di cia- 
scun membro nelle attitudini degli animali . . i63 
Delli movimenti dell' uomo ed altri animali . . .ivi 

* De' movimenti delle membra cpiando si Jìgura V uo- 

mo che sieno atti proprj 164 

* Del moto e corso dell' uomo ed altri animali . . ivi 

* Quando è maggior differenze d' altezza di spalle 

neir azione dell' uomo ivi 

* Risposta contra i65 

* Come il braccio raccolto muta tutto V uomo dalla 

sua pr'ima ponderazione quando esso braccio 
s' estende ivi 

* Dell' uomo ed altri arumali che nel muoversi con 

tardità non hanno il centro della gravità troppo 
remoto dal centro dei sostentacoli 166 

* Dell' uomo che poT'ta un peso sopra le sue spalle . ivi 

* Della ponderazione dell' iLomo sopita i suoi piedi. 167 

* Dell uomo che si muove ivi 

* Della bilicazione del peso di qualunque animale 

immobile sopra la sue gambe ivi 

* Dei piegamenti e voltamenti dell' uomo . . . .ivi 

* De' piegamenti ivi 

* Della equiponderanza ^ . . 168 

* Del moto umano ivi . 

* Del moto creato dalla distruzione del bilico . .169 

* Del bilico delle figure ivi 

* Della grazia delle membra ivi 

* Delle comodità delle membra 170 



465 

* D' una Jì gara sola fuor dell' istoria 171 

* Quali sono le principali importanze che apparten- 

gono alla Jigura ivi 

* Del bilicare il peso intorno al centro della gravi- 

tà de' corpi ivi 

* Delle figure che hanno a maneggiare e portar pesi . 172 

* Delle attitudini degli uomini ivi 

* Varietà d' attitudini ivi 

* Delle attitudini delle figure .... ... ivi 

* Delle azioni de' circostanti a un caso notando . 178 

* Qualità degV ignudi ivi 

* Come i muscolosi son corti e grossi . . . .174 

* Come i grassi non hanno grossi muscoli . . .ivi 

* Quali sono i muscoli che spariscono ne' movimenti 

diversi dell' uomo ivi 

* Della pronunziazione de' muscoli 175 

Di non far tutti li muscoli alle figure , se non 

sono di gran fatica ivi 

De' muscoli degli animali ivi 

* Che V ignudo figurato con grand' evidenza di mu- 

scoli fia senza moto 176 

* Che le figure ig/mde non debbono aver i loro mu- 

scoli ricercati ajfatto ivi 

Che quelli che compongono grassezza aumentano 

assai di forza dopo la prima gioventù , . .177 
Come la natura attende occultare le ossa negli 

animali cjuanto può la necessità de' membri loro . ivi 

Com'è necessario al pittore sapere la notomia . 178 

* Dell' allargamento e raccorciamento de' muscoli , 179 

* Dove si trova corda negli uomini senza muscoli . ivi 



n nn 



466 

* Degli otto pezzi che nascono nel mezzo delle cor- 

de in varie giunture dell' uomo ivi 

* Del muscolo che è infra il pomo granato , ed il 

pettignone i8o 

* Dell' ultimo si'oltamento che può far V uomo nel 

vedersi a dietro ivi 

* Quanto si può avvicinar V un braccio con V altro 

di dietro i8i 

* Dell' apparecchio della forza dell' uomo che vuol 

generare gran percussione ivi 

* Della forza composta dall' uomo , e prima si dirà 

delle braccia ivi 

* Quale è maggior potenza dell'uomo^ quella del 

tirare , o quella dello spingere 182 

* Delle membra che piegano , e che officio fa la 

carne che le veste in esso piegamento . . . . i8j 

* Del voltar la gamba senza la coscia ivi 

* Della piegatura della carne 184 

* Del moto semplice dell' uomo ivi 

* Moto composto i85 

* Dei moti appropriati agli effetti degli uomini . . ivi 

* De' moti delle figure ivi 

De' moti 186 

Delli maggiori o minori gì adi degli accidenti mentali, ivi 
Degli ìnedesimi accidenti che accadono all' uomo 

di diverse età ivi 

* Degli atti dimostrativi 187 

Delle operazioni dell' uomo ivi 

Della disposizione delle membra secondo le figure, ivi 
Delle qualità delle membra secondo V età . . .ivi 

* Della varietà de' visi 188 



467 

Della memhrijicazione degli animali ivi 

Come la Jì gì ir a non Jìa laudabile^ s'ella non rno- 

stra la passione dell' animo ivi 

Come le mani e braccia in tutte le sue operazio- 
ni hanno da dimostrare la intenzione del suo 
motore il piìi che si può ivi 

* De moti appropriati alla mente del mobile. . .189 

* Come gli atti mentali muos^ano la persona in pri- 

mo grado di facilità e comodità 100 

* Del moto nato dalla mente mediante V obietto . , ivi 

* De' moti comuni ivi 

* Del moto degli animali iqi 

* Che ogni membro sia proporzionato a tutto il suo > 

corpo ivi 

Che se le figure non isprimono la mente sono due 
volte morte ivi 

* Dell' osservanza del decoro ina 

* Dell' età delle figure iq3 

* Qualità d uomini ne" componimenti dell' istorie . . ivi 

* Del figurare imo che parli con piii persone . , .ivi 

* Come dee farsi una figura irata iqV 

* Come si figura un disperato ivi 

Delle convenienze delle membra iq5 

* Del ridere e del piangere e differenza loro . . ivi 

* Del posare de' putti ,- . . . . .106 

* Del posare delle femmine e de' giovani . . . .ivi 
Del rizzarsi l uomo da sedere di sito piano . . ivi 

* Di quei che saltano . . . 107 

Del moto delle figure nello spingere e tirare . . ivi 

* Dell uomo che vuol tirare una cosa uordisè con 

grand impeto iqg 

// n n 2 



468 

* Perchè quello che vuol tirare , o ficcar tirando il 

ferro in terra , alza^.la gamba opposita incurvata . [ivi 

* Ponderazione de' corpi che si muovono .... ivi 

* Dell' uomo che posa sopra i due piedi , e che dà 

di sé pili peso all' uno che all' altro 199 

* Del posare delle figure ivi 

* Delle ponderazioni dell' uomo nel fermarsi sopra 

de' suoi piedi 200 

* Del moto locale piii o meno veloce ...... ivi 

* Degli animali di quattro piedi, e come si muovono 201 

* Della corrispondenza che ha la ryietà dell uomo con 

V altra ìnetà ivi 

* Come nel saltar dell' uomo in alto vi si trovano tre 

moti . ivi 

* Che è impossibile che una memoria serbi tutti gli 

aspetti e mutazioni delle membra 202 

Delle prime quattro parti che si richiedono alla 

figura ivi 

Discorso sopra il pratico 2o3 

* Della pratica cercata con gran sollecitudine dal 

pittore 2o4 

* Del giudicare il pittore le sue opere e quelle d' al- 

trui ivi 

* Del giudicare il pittore la sua pittura 2o5 

* Come lo specchio è maestro de' pittori . . . .ivi 

* Qual pittura è più laudabile 206 

* Quale è il primo obbietto ed intenzione del pittore . 207 

* Quale è piìi importante nella pittura , f ombra , o 

suoi lineamenti . , ivi 

* Come si dee dar lume alle figure ivi 

* Dove deve star quello che risguarda la pittura . . 208 



* 



* 



469- 

Come si dei>e poire alto il punto 209 

Che le fgnre piccole non debbono per ragione es- 
ser Jinite 'v^ 

* Che campo dei>e usare il pittore alle sue figure . ivi 

* Precetto di pittura 210 

* Del fingere un sito selvaggio ivi 

Come deve far parere naturale un animale finto . ivi 
De visi che si debbono fare , che abbino rilievo con 

grazia ^^^ 

Del dividere e spiccare le figure da' loro campi, 212 
Della differenza de lumi posti in diversi siti. . . ivi 
Del fuggir r improporzionalità delle circostanze . . ivi 
De termini de corpi detti lineamenti, ovvero contorni. 2 1 3 
Degli accidenti superficiali che prima si perdono 

nel discostarsi de' corpi ombrosi ivi 

* Degli accidenti superficiali che prima si perdono 

nelle distanze - . . . . ivi 

* Della natura de' termini de corpi sopra gli altri corpi . i\!\ 

* Della figura che va contra 'l vento ivi 

* Della finestra dove si ritrae la figura ivi 

* Perchè misurando un viso , e poi dipingendolo in 

tal grandezza , egli si dimostrerà maggiore del 
naturale * ivi 

* Se la superficie d' ogni corpo opaco partecipa del 

colore del suo obietto • . 2i5 

* Del moto degli animali 216 

* A fare una figura che si dimostri esser alta braccia 

40 in spazio di braccia 20 , ed abbia membra cor- 
rispondenti , e stia dritta in piedi 217 

* A fare una figura nel muro di 1 2 braccia che ap- 

parisca d' altezza di 2^ ivi 



* 



* 



47« 

Pittura e sua inemhrìficazìone e coìnponìtori . . .218 

* Avvertimento circa V ombre e lumi 210 

Pittura e sua definizione ivi 

* Pittura e lume universale ivi 

* De campi proporzionati a' corpi che in essi campeg- 

giano , e prima delle superficie piane d unifor- 
me colore 220 

* Pittura di figura e corpo i\ i 

JSella pittura inanellerà prima di notizia la parte 

di quel corpo che sarà di minor quantità . . .221 
Perchè una medesima campagna si dimostra alcu- 
na volta maggiore o minor che non è. ... 222 

* Osservazioni diverse 223 

Delle città ed altre cose vedute all' aria grossa . ivi 

* De' raggi solari che penetrano li spiracoli de' nuvoli . 224 

* Delle cose che l'occhio vede sotto di sé miste in- 

fra nebbia ed aria grossa 220 

* Degli edifizj veduti nelV aria grossa ivi 

* Della cosa che si mostra da lontano ivi 

* Della veduta di una città in aria, grossa . . . .226 

* De' termini inferiori delle cose remote ivi 

* Delle cose vedute da lontano 227 

* Dell' azzurro che si mostra essere ne' paesi lontani, ivi 

* Quali sono quelle parti de corpi delle quali per di- 

stanza manca la notizia ... ivi 

Perchè le cose quanto piit, si rimuovono dall' occhio 

manco si conoscono 228 

Perchè le torri parallele pajono nelle nebbie piit 

strette da piedi che da capo ivi 

Perchè i "volti di lontano pajono oscuri 229 

Perchè l nonio visto a certa distanza non è conosciuto. \\ì 



* 



* 



471 

* Quali sono le parti che prima si perdono di notizia 

né corpi che si rimuovono daU occhio , e quali 
pili si consen'ano 280 

* Della prospettiva lineale . . . ivi 

* De corpi veduti nella nebbia 281 

* Dell' altezza degli edifizj veduti nella nebbia . . . ivi 

* Delle città ed altri edijizj veduti la sera o la mattina 

nella nebbia 232 

* Perchè le cose pia alte poste nella distanza sono piìi 

oscure che le basse , ancorché la nebbia sia uni- 
forme in grossezza i\i 

* Delle macchie dell' ombre che appariscono ne' cor- 

pi da lontano 233 

* Perchè sul far della sera l' ombre de' corpi genera- 

te in bianca parete sono azzurre 234 

* Dove è piìc chiaro il fumo ivi 

* Della polvere ivi 

* Del fumo 235 

* P^arj precetti di pittura • -ivi 

* Perchè la cosa dipi/tta, ancorché ella venga all' oc- 

chio per quella medesima grossezza d'angolo che 
quella che è piti remota di lei , non pare tanto 
remota quanto quella della remozione naturale . 240 

* De' campi 24^' 

* Del giudizio che s ha da fare sopra t opera d' un 

pittore ivi 

* Del rilievo delle figure remote dall' occhio . . . 242 

* De' termini de' membri alluminati ivi 

* De' termini 243^ 

* Della incarnazione^ e cose remote dall' occhio. . ivi 

* Farj precelti di pittura iv> 



472 

Perchè di due cose di pari grandezza parrà mag- 
giore la dipinta che quella di rilievo .... 245 

* Perchè le cose ritratte perfettamente dal naturale 

non pajono del ìnedesimo rilievo qual pare es- 
so naturale ivi 

Qual pare pili rilevato , o il rilievo vicino all' occhio , 
o il rilievo remoto da esso occhio 2/|6 

Precetto 247 

* Di far che le cose paino spiccate da' lor campi , 

cioè dalla parete dove sono dipinte ivi 

* Precetto ivi 

Come le figure spesso somigliano alli loro maestri . 24B 

* Del figurar le parti del mondo ,••,,... ivi 

* Del figurar le quattro parti de tempi dell anno , o 

partecipanti di quelli ivi 

* Del vento dipinto 249 

* Del principio d' una pioggia ivi 

Della disposizione di una fortuna di venti e di pioggia . aSo 

* Dell' ombre fatte da' ponti sopra le loro acque . . . ?5i 
Delli simulacri chiari o scuri che s' imprimeno so- 
pra li luoghi ombrosi e luminati posti infra la super- 
ficie ed il fondo deUe acque chiare ivi 

Dell' acqua chiara è trasparente il fondo fuori della 

superficie , . 253 

Della schiuma dell' acqua 254 

* Precetti di pittura • ... ivi 

* Precetti ivi 

Delli dieci qfficj dell occhio tutti appartenenti alla 

pittura ivi 

* Della statua 255 

* Del far una pittura d eterna vernice ...... ivi 



473 

* Modo (Il colorir in tela 256 

De fami delle città 257 

Del fumo e polvere ivi 

* Precetto della prospettiva in pittura ivi 

Z* occhio posto ili alto , che vede degli obietti bassi . 258 
U occhio posto in basso die vede degli obietti bas- 
si ed alti 25q 

Perchè si dà il concorso di tutte le spezie che ven- 
gono alt occhio ad un sol punto ivi 

Delle cose specchiate nell acqua ivi 

Delle cose specchiate in acqua torbida 260 

Delle cose specchiate in acqua corrente . . . .ivi 
Della natura del mezzo interposto infra l occhio e 

l obbietto ivi 

Effetti del mezzo circondato da superfìcie commune . ivi 

* Degli obietti 261 

* Della diminuzione de' colori e corpi ivi 

* Dell' interposizione de' corpi trasparenti infra l'occhio 

e V obietto ivi 

LIBRO IV, 

de' panni , E MODO DI VESTIR LE FIGURE CON GRAZIA , 
E DEGLI ABITI E NATURE DE PANNI . 



^ E panni che vestono le figure 263 

Delle maniere rotte o salde de' panni ^ che vestono 

le figure . . . • ivi 

Del vestire le figure con grazia . ivi 

* Delli panni , che vestono le figure e pieghe loro . 264 

Del modo del vestire le figure aG5 

u o o 



474 

De' vestimenti . . • ivi 

De' panni volanti , o stabili . . • ivi 

* Operazioni de' panni ^ e loro pieghe , che son di 

tre nature 266 

* Delle nature delle pieghe de' panni 267 

* Come si de' dare le pieghe a' panni ivi 

Delle poche pieghe de' panni 268 

* Delle pieghe de' panni in scorto ivi 

Delli modi del vestire le sue figure , ed abiti diversi . 269 

* Dell' occhio , che vede le pieghe de panni che cir- 

condano V uomo 270 

* Delle pieghe de' panni • ivi 

* Delle pieghe 271 

LIBRO V. 

OELL' ombra e lume , E DELLA PROSPETTIVA. 



c, 



«HE cosa è onibra 378 

Che differenza è da ombra e tenebra ivi 

Da che deriva V ombra i\'i 

Dell' esser dell' ombra per sé ivi 

Che cosa è ombra e lume , e quaV è di maggior po- 
tenza 274 

Che sia ombra e tenebre ivi 

In quante parti si divide V ombra ivi 

Deir ombra , e sua divisione 275 

Di due specie di ombre ed in quante parti si dividono . ivi 
Quat è pi il oscura o l ombra primitiva o V ombra 

derivativa . . •, .-j'v« 276 

Che differenza è da ombre a tenebre ivi 



475 
Che dijjerenza è da ombra semplice a ombra 

composta ivi 

Che differenza è da lume composto a ombra com- 
posta 277 

Come sempre il lume composto , e V ombra compo- 
sta confinano insieme ivi 

Che il termine dell ombra semplice sarà di minor 

notizia ivi 

Deli ombra derivativa composta . 278 

Come V ombra primitii)a e derivativa son congionte. ivi 
Come r ombra semplice con V ombra composta si 

con giùnge , e la sua figura è la seconda di sopra. in^ 
Della semplice e composta ombra primitiva . . . 280 
Delli termini deli ombra composta ....... ivi 

Del termine deli ombra semplice ivi 

Che ombra fa il lume eguale ali ombroso nella fi- 
gura delle sue ombre 281 

Che ombra fa /' ombroso maggiore del luminoso . . ivi 

Quante sono le sorti deli ombra ivi 

Quante sono le specie deli ombre ivi 

Di quante sorti è i ombra primitiva 282 

In quanti modi si varia i ombra primitiva « . . .ivi 

Che varietà ha i ombra derivativa ivi 

Di quante figure è i ombra derivativa ivi 

Deli ombra che si muove con maggior velocità , che 

il corpo suo ombroso 283 

Deli ombra derivativa , la quale è inolio piii tarda , 

che i ombra primitiva ivi 

Deli ombra derivativa , che fia eguale ali ombra 

primitiìut ivi 

Deli ombra derivativa remota dali ombra primitiva. 284 

0002 



Ì76 

Natitra ovver condizione dell' ombra ivi-. 

Qual è V ombra aumentata ivi 

Se r ombra primitiva è piìi potente che V ombra de- 
rivativa 285 

De moti delle ombre ivi 

Percussione dell' ombra derivativa , e sue condizioni. 286 
Dell' ombra derivativa , e doi>e è maggiore .... ivi 

Della tnorte dell' ombra derivativa . ivi 

Della somma potenza dell' ombra- derivativa . . . 287 

Dell' ombra semplice di prima oscurità. ivi 

Delle tre varie figure delle ombre derivative . . .ivi 
P^arietà di ciascuna delle dette tre ombre derivative, ivi 
Che le ombre derivative sono di tre nature . . . 288 
Che le ombre derivative sono di tre specie .... 289 

Qualità di ombre ivi 

Del moto dell' ombra ivi 

Dell' ombra piramidale 290 

Della semplice ombra derivativa ivi-. 

Dell' ombra derivativa composta ivi 

Se V ombra può esser veduta per V aria ivi 

Se V ombra derivativa è piii oscura in un luogo che 

in lui' altro. ^9,1 

Quale ombra derivativa mostrerà li suoi termini piìi 

noti ivi 

In quanti modi principali si trasforma la percus- 
sione dell' ombra derivativa ivi 

In quanti modi si varia la qua?itità della percus- 
sione dell' ombra coli' ombra primitiva .... ivi 
Come V ombra derivativa essendo circondata in tut- 
to o in. parte da campo allimìinato è pili oscura 
che la primitiva 292 



477 
Come V ombra primitiva , che non è congìov.ta con 

piana superficie , non sarà di eguale oscurità . ivi 
Condizione delli obietti oscuri di ciascuna ombra . 293 
Qual campo renderà le ombre più, oscure . . . .ivi 
Uove Jia pili oscura V ombra derivativa . . . .ivi 

Delle ombre 294 

De' termini che circondano le ombre derivatii'C nel- 
le loro percussioni ìs'i 

Come ogni corpo ombroso genera tante ombre , quan- 
te sono le parti luminose , che lo circondano . 29^ 
Delle varie oscurità delle ombre circondatrici di un 

medesimo corpo ombroso ivi 

Dell' ombra fatta da un corpo infra dui lumi eguali . ivi 
Che quel corpo eh' è piìi propinquo al lume fa mag- 
gior ojnbra , e perchè 296 

Perchè V ombra maggiore che la sua cagione si fa 

di discordante pixìporzione i\'i 

Perchè V ombra maggiore die la sua cagione ha ter- 
mini confusi ivi 

Come l ombra separata non fia mai simile per gran- 
dezza alla sua cagione ivi 

Che differenza è da ombra congionta co' corpi a \ 

ombra separata i^nn 

Natura dell ombra derivativa ivi 

Delle figure delle ombre ivi 

Dell' ombra derivativa generata in altra ombra de- 
rivativa 298 

Delli termini dell' ombra derivativa ivi 

Dell' estensione dell' ombra derivativa ivi 

Dove r ombra derivativa è più oscura ivi 



478 
Delle varietà dell' ombre nel ^>ariare le grandezze 

de' lumi che le generano 299 

Del variare dell' ombra sanza diminuzione del la- 
me che la causa ivi 

Dell ombra che si converte in lume ivi 

Del lume che si converte in ombra ivi 

Dell ombra derivativa creata dal lume di luni>a 

Jigura , che percuote V obietto simile a sé . . i\ i 
Che le ombre debbon sempre partecipare del colo- 
re del corpo ombroso 3oo 

Delle cose bianche remote dall' occhio 3oi 

Delle ombre delle cose j^emote , e lor colore . . ivi 
Delle ombre , e quali sono quelle primitive , che sa- 
ranno pili oscure sopra il suo corpo ivi 

Qual parte della superficie di un corpo s' imprime 

meglio del colore del suo obietto 3o2 

Qual parte della superficie di un corpo ombroso fia 

dove li colori degli obietti si mischiano .... ivi 
Qual parte è di mediocre ombra nella superficie di 

un corpo ombroso ivi 

Qual parte della superficie alluminata sarà di mag- 
gior chiarezza 3o3 

Quale ombra principale nelle superficie de' corpi e 
men ara e maggior differenza delle parti lumi- 
nose ivi 

Delle ombre fatte nelle parti ombrose de' corpi opachi, ivi 
Qual corpo piglia piìi quantità di ombra .... 3o4 

Qual corpo piglia piii quantità di luce ivi 

Q/ial corpo piglia piìi oscura ombra ivi 

Della qualità dell' oscurità delle ombre 3o5 

Dell'ombra delle i>erdure de prati ivi 



479 

Precetto di pittura i\ i 

Delle ombre die non sono compagne della parte 

alluminata 3o6 

Del lume de' cor-pi ombrosi , che non sono quasi 
mai del vero colore del corpo alluminato . . . ivi 

Come son le ombre per longa distanza 807 

Della larghezza delle ombre, e de lumi primitii'i . ivi 
Delle maggiori o minori oscurità delle onxbre . . ivi 
Dove le ombre ingannano il giudizio , che dà sen- 
tenza della lor maggiore o minore oscurità . . 3o8 
Dove i lumi ingannano il giudizio del pittore . . . ivi 

Dell' ombra ne' corpi ivi 

Delle (ptalità di ombre e di lumi ivi 

Delle ombre , e lumi , e colori 809 

De' lumi , ed ombre , e colori di quelle ivi 

Delle ombre e lumi nelli obietti 3 io 

De' termini insensibili delle ombre ivi 

Delle qualità de' lumi e ombre ne' corpi ombi'osi . . ivi 
Delle dimostrazioni de' lumi e delle ombre . . . ivi 

De' lumi 3ii 

De' lumi ed ombre ivi 

De' lumi e ombre che di sé tingono la superfìcie del- 
le campagne ivi 

Del lume derivativo 3i2 

De' lumi ivi 

Di alluminazione e lustro 3i3 

Di ombra e lume ivi 

Di ombra e lume ivi 

De' lami e ombre 3i4 

Di ombra e lume ivi 

Esempio ivi 



48o 

Di ombre e lumi 3i5 

De' lami infra l ombre ivi 

Del chiaro e scuro ivi 

Del chiaro e scuro ivi 

Delle quattro cose che si ha da considerare prin- 
cipalmente nelle ombre e lumi 3i6 

Della natura del lume alluminatore delli corpi om- 
brosi ivi 

Delli lumi unii'ersali sopra li corpi puliti . . . . 3i7 
De' corpi ombrosi li quali son puliti e lustri . . .ivi 
Come li corpi circondati da lume universale gene- 
rano in molte parti di sé i lumi particolari . . ivi 
Delle ombre e lumi colli quali si finge le cose na- 
turali . 3i8 

Delle ombre , ed in quali corpi non possono essere 

di gran potenza di oscurità , e cosi i lumi . . ivi 
Del lume particolare del Sole , o di altro corpo lu- 
minoso 319 

Del lume universale dell' aria , dove non percuote il 

Sole ivi 

Dell' universale alluminazione mista colla partico- 
lare del Sole o di altri lumi 320 

Dell' ombra media , la quale s' interpone infra la 

parte alluminata e l' ombrosa de' corpi . . .ivi 
Se il gran lume di poca potenza vai quanto im pic- 
ciolo lume di gran potenza ivi 

Del mezzo incluso infra li lumi , e le ombre prin- 
cipali 321 

Del sito dell' occhio , che vede pia o men' ombra 
secondo il moto , che lui fa intorno al corpo om- 
broso ivi 



48i 
Qaal sito è quello donde inai si vede ombra nel/i 

sperici ombrosi 322 

Qual sito oi'vero qiial distanza è quella intorno al 

corpo sperico donde mai non è privato di ombra, ivi 
Qual lume fa le ombre de' corpi pili digerenti alli 

lumi loro 323 

Di varj obietti vicini veduti in longa distanza . . ivi 
Del sito dove V obietto si mostra di maggiore oscurità, ivi 
Dove ed in qual colore le ombre perdano piti il co- 
lore naturale delle cose ombrate 324 

Qual colore di corpo farà ombra più differente dal 

lume , cioè qual sarà piii oscura ivi 

Qual parte di un corpo sarà più alluminata da un 

medesimo lume in qualità 325 

Egualità di ombre in pari corpi ombrosi e lumino- 
si in diverse distanze 328 

Qual luminoso è quello , che mai vedrà se non la 

metà dello sperico ombroso ivi 

S" egli è possibile che per alcuna distanza un corpo 
luminoso possa alluminare solamente di un cor- 
po ombroso minor di lui 320 

Delle varie oscurità delle ombre de' corpi in pittu- 
ra contrafatte ivi 

Quali colori fan piìi varietà di lumi alle ombre . . 33 1 
Tutt' i colori nelle lontane ombre sono ignoti ed in- 
discernibili ivi 

Esempio ivi 

De' colori delle specie degli obietti , che tingono di 

sé le superficie de corpi opachi ivi 

Del color falso delle ombre de corpi opachi. . . 332 
Qual è in sé vera ombi'a de' colori de' corpi . , . 333 

P P P 



482 

QnaV obietto tinge piti della sua similitudine le su- 

perjìcie bianche de' corpi opacìii ivi 

Degli accidenti delle superficie de' corpi ivi 

Del colore delle ombre , e quanto si scurano . . . 334 
Delli colori de' lumi alluminatori de' corpi ombrosi, ivi 
Quel che fan le ombre co' lumi nelli paragoni . . ivi 
Quali sono gli obietti delle carni , che le fanno di- 
mostrare le ombre compagne de' lumi .... 335 
Delle ombre de' visi che passando per le strade 
molli non pajano compagne delle loro incarna- 
zioni ivi 

Delle qualità dell' aria all' ombre e lumi .... 336 

De lumi piccoli ivi 

Qual superficie ha maggior differenza di chiaro e 

di scuro . ivi 

Dov è maggior varietà dall' ombre a' lumi , o nelle 

cose vicine , o nelle remote 33^ 

Qual fia quel corpo ^ che di pari colore e distanza 

dall' occhio men varia li suoi lumi dalle ombre, ivi 
Perchè si conosce le vere figure di qualunche cor- 
po vestito e terminato nelle superficie .... ivi 
Della discrezione delle ombre de' siti , e delle cose 

poste in quelli 338 

In quali superficie si tr'Oiui la vera ed eguale luce, ivi 

Della chiarezza del lume derivativo 339 

Della remozione e pr^opinquità che fa V uomo nel 
discostarsi ed avvicinar^si ad un medesimo lume , 

e della varietà delle ombre sue ivi 

Della varietà che fa il lume immobile delle ombre , 
che si gener'ano ne' corpi , che in sé medesimi 
si piegano , o abbassano , o alzano senza muta- 
zione de' lor'o piedi 34o 



483 

Qual corpo è quello che accostandosi al lume cre- 
sce la sua parte ombrosa ivi 

Qual' è quel corpo , die quanto più si accosta al 
lume , pili dimimdsce la sua parte ombrosa . . 34i 

Qual' è quel corpo ombroso che non cresce , né di- 
minuisce le sue parti ombrose o luminose per 
nissuna distanza o i'icinità dal corpo che lo al- 
lumina ivi 

Infra i corpi di eguale grandezza , quello che da 
maggior lume Jia illuminalo , ara la sua ombra 
di minore larghezza 3/p 

Quelli corpi sparsi situati in abitazione alluminata 
da una sola finestra faranno V ombra derivati- 
va pili o meno brieve , secondo che fiia più o 
meno a riscontro di essa finestra ivi 

Ogni mezzo di ombra derivatii'a si drizza col mez- 
zo dell' ombra originale , e col centro del corpo 
ombroso , e del lume derivativo , e col mezzo 
della finestra ^ ed in ultimo col mezzo di quella 
parte del meridionale fatto dall' emisperio celeste. 343 

Ogni ombra fatta dal corpo ombroso minore del 
lume originale , manderà le ombre derivative tin- 
te del colore della loro origine ivi 

Quella parte del corpo ombroso fia meno lumino- 
sa , che Jia veduta da minore quantità di lume. 344 

Ogni lume che cade sopra i corpi ombrosi infra 
eguali angoli tiene il primo grado di chiarezza , 
e quello fia piti scuro che riceve gli angoli me- 
no eguali , o il lume , o le ombre fanno loro 
ufficio per piramide ivi 

Ogni ombra fatta da' corpi si dirizza culla linea 

PPP ^ 



484 

del mezzo a un solo punto fatto per intersega- 
zione di linee luminose nel mezzo dello spazio , 

e grossezza della finestra 345 

Osni ombra con tutte sue varietà che per distanza 
cresce per larghezza piti che la sua cagione , le 
sue linee esteriori si congiongono insieme infra 

il lume e il corpo ombroso 346 

Og/ìi corpo ombroso si troica infra due piramidi una 
scura e V altra luminosa , /' una si vede e l al- 
tra no , e questo solo accade quando il lume en- 
tra per una finestra ivi 

Qual' è quel lume che ancora che V occhio sia piìc 
discosto dallo sperico ombroso eh' esso lume non 
potrà mai vedere ombra stando diretro al lume . 347 
Dell'occhio che per lunga distanza mai gli sarà 
occupata la veduta dell' ombra nelV ombroso , 
quando il luminoso sarà minore dell ombroso . ivi 
Dell ombra dell'opaco sperico posto infra V aria. . 3/|B 
Dell' ombra dell'opaco sperico posato sopra la terra. 3/|9 
Delle ombre de' corpi alquanto trasparenti .... ivi 
Dell' ombra maestra che sta infra il lume inciden- 
te e il rejlesso ivi 

De' termini de' corpi che prima si perdan di notizia. 35o 

De' termini de' corpi opachi ivi 

Come li termini de' corpi ombrosi veduti da ima me- 
desima pupilla non sono n' un medesimo sito in 

esso corpo 35 1 

Come quel corpo ha li suoi termiin piti confusi , 

che sarà pia vicino all' occhio che il vede . . ivi 
Come si debbe conoscere qual parte del corpo dee 
essere piti o men luminosa che l altre . . • . \\\ 



485 

Quando gii angoìi /ut li dalle linee incidenti saran- 
no pili eguali , in quel luogo fia piìi lume , e 
dove fieno pile disugnali , fia piìi oscurità. . . 352 

Come i corpi accompagnati da ombra e lume sem- 
pre variano i loro termini dal colore e lume di 
quella cosa che confina colla sua superficie . . 353 

De' colmi de lumi , che si i>oltano , e trasmutano , 
secondo che si trasmuta l' occhio veditore di es- 
so corpo ivi 

Modo dove debbono terminare le ombre fatte dagli 

obietti • 354 

Qual parte dello sperico men si allumina . . . .ivi 

Qual parte dello sperico piii si allumina . . . .ivi 

Qual parte dell' opaco sperico men si allumina . . 355 

Della proporzione eh' anno le parti luminose de'cor- 
pi co loro refessi 357 

Della parte piti oscura deli ombra ne' corpi sperici 
o colonnali ivi 

Com.e le ombre fatte da lumi particolari si debbo- 
no/uggire perchè sono li loro fini simili a' principj. ivi 

Del dare i lumi debiti alle cose alluminate secon- 
do i siti 358 

Regola del porre le debite ombre e li debiti lumi 
a una figura ovvero corpo laterato ivi 

Regola del porre le vere chiarezze de' lumi sopra 

i lati del predetto corpo 359 

Perchè pare piic chiaro il campo alluminato intorno 
all' ombra derivativa stando in casa che in cam- 
pagna .... 36o 

Del dare i lumi ivi 



480 
Del dare con artificiosi lami ed ombre ajnto al fin- 
to rilievo della pittura ivi 

Del circondare i corpi con varj lineamenti di ombra. 36 1 
Modo del fare alle fgure V ombra compagna del 

lume e del corpo ivi 

De' siti de lumi , e delle ombre delle cose vedute 

in campagna 362 

Se il sole è in orieiìte , e V occhio a settentrione , 

o meridio ivi 

Del sole e dell' occhio posto all' oriente ivi 

Del sole ali oriente , e V occhio alt occidente . . .ivi 

Ricordo al pittore 363 

Della convenienza delle ombre compagne de loro 

lumi ivi 

In che parte delli corpi ombrosi si dimostrerà li 

loro colori di pia eccellente bellezza .... 364 
Perchè li termini de' corpi ombrosi si mostrano al- 
cuna volta pili chiari o pile scuri che non sono, ivi 
Che differenza è dalla parte alluminata nella su- 
perficie de' corpi ombrosi alla parte lustra . . ivi 

Del lustro de' lustri de' corpi ombrosi 365 

Come il lustro è più potente in campo nero , che 

in alcun' altro campo ivi 

Come il lustro generato nel campo bianco è di pic- 
cola potenza ivi 

Delle grandezze de' lustri sopra li loro corpi tersi, ivi 

Che differenza è da lustro a lume 366 

Del lume e lustro ivi 

Quali corpi sono quelli eh' anno il lume senza lustro, ivi 
Quali corpi son quelli eli aranno lustro e non par- 
te luminosa ivi 



487 

Del lustro 367 

Il lustro Jìa sopra li obietti trovato in tanti varj 

siti , quanto son varj i luoghi clond' esso è veduto. 368 
De' recessi dell' ombra interposta infra lume inci- 
de/ite e lume re/lesso ivi 

Dov il rejlesso debb' essere piìi oscuro ivi 

Perchè li rejlessi poco o niente si vedono ne' lumi 

universali 36g 

Come il re/lesso si genera ne lumi universali . . 370 
Quali lumi facciano piti nota ed espedita la figura 

de' muscoli ivi 

Come i corjn bianchi si de ono figurare ivi 

Dell' occhio , che sta al chiaro , e vede il luogo oscuro. 37 1 
Dell' occhio che vede le cose in luogo chiaro . . 3'ji 

Delle ombre e lumi delle città ivi 

Dell' alluminazione delle parti infime delli corpi in- 
sieme ristretti, come li uomini in battaglia . . ivi 

Del lume particolare 378 

Delle ombrosità e chiarezze de' monti . Prospettiva 

comune ivi 

Delle cime de' monti vedute di sopra in giii . . . 374 
Dell' aria che mostra piìi chiare le radici de' mon- 
ti che le loro cime ivi 

Perchè li monti distanti mostrano piìi oscure le som- 
mità che le loro base 375 

Delle cime de' monti , che si scuoprono alt occhio 
V una pili alta dell' altra , che le proporzioni del- 
le distanze non sono colle proporzioni de' colori. 376 
Delle cime de' monti che non diminuiscono ne' co- 
lori secondo la distanza delle cime loro , . . ivi 



/,88 

Dello inganno del pittore nella grandezza degli al- 
beri ^ e degli altri corpi delle campagne . . • ^in 
Perchè li monti in lunga distanza si dimostrano 

pili scuri nella cima che nella base 878 

Perchè i monti pajono avere piìi oscure le cime 

che le base in longa distanza ivi 

Come non si dee figurar le montagne cosi azzurre 

il verno come l estate 879 

Come li monti ombrati da' nuvoli partecipano del 

colore azzurro 38o 

Dell' aria che infra i jnonti si dimostra . . . .ivi 

De monti e loro divisione in pittura ivi 

Pittura che mostra la necessaria figurazione delle 

alpi , monti , e colli ivi 

Pittura e come li monti crescono 382 

Pittura nel figurare la qualitìi e membri de' paesi 

montuosi ivi 

De' monti 383 

De' monti 384 

Precetto ivi 

Del corpo luminoso che si volta intorno sanza mu- 
tazion di sito , e riceve un. medesimo lume da 

diversi lati , e si varia in ii finito ivi 

Di ombra e lume de' corpi ombrosi 386 

Delli corpi alluminati dall' aria sanz' il sole . . .ivi 
Quelli termini delle ombre sono piii insensibili , che 
nasceranno da maggior quantità di luce . . . ivi 

Qual' ombra è pia scura 387 

Del lume . . . # ivi 

Precetto ivi 

Precetto ivi 



489 

De' termini de' corpi ìììcdiante li campi 388 

Precetto delle ombre ivi 

Dell' imitazione de colori in qualunque distanza , . 889 

Del lume re/lesso 390 

Di Prospettiva ivi 



LIBRO VI. 



DEGLI ALBERI E VERDURE . 



D, 



'iscoRso della qualità de fiori nelle ramificazioni 

de' fiori nelV erbe 391 

Della ramificazione delle piante ivi 

Della ramificazione delle piante 392 

Della ramificazione delle piante 393 

Delle minori ramificazioni delle piante ivi 

Della proporzione che hanno infra loro le ramifica- 
zioni delle piante 394 

Della ramificazione degli Alberi ivi 

All' albero giovane non ceppa la scorza . , . .ivi 

Della ramificazione delle piante 395 

Della ramificazione delle piante 397 

Del nasciniento delle foglie sopra i suoi rann . . ivi 
Della rcimifii e azione delle piante colle loro foglie . 398 

Del nascimento de' rami nelle piante 399 

Perchè molte volte li legnami non sono diritti nelle 

lor vene ivi 

Degli Albeii 4oo 

Degli Alberi ivi 

Della ramificazione degli alberi ivi 

n n n 



Della raiìiijìcazìone che in un' anno rimette ìielle 

fronti delli rami tagliati /j.Oi 

Della proporzione de' rami colla proporzione del loro 

nutrimento ^02 

Dell accrescimento degli Alberi e per qual verso 

pili crescono ivi 

Quanti degli alberi sono quelli che più crescono in 

im' anno /p3 

Della scorza degli Alberi ivi 

Della parte settentrionale degli alberi 4o4 

Della scorza delle piante ivi 

Della diversitìi che hanno le rami^cazioni degli alberi . ivi 
Delle ramificazioni delle piante che ìiiettono li rami 

a riscontro V uno dell' altro ivi 

Degli accidenti , che piegano le predette piante . 4o5 
Degli accidenti delle ramificazioni delle piante , . ivi 

Delle trasparenze delle foglie 4^^ 

Del centro degli alberi nella loro grossezza . . .ivi 
Qual pianta cresce nelle selve di piìc continuata gros- 
sezza in maggiore altezza 4^7 

Qual pianta è di grossezza piìc disforme e di minore 

altezza e piii dura ivi 

Delle piante e legnami segati li quali mai per sé si 

piegheranno ivi 

Delle aste che piìt si mantengono dritte . . . .ivi 
Delle crepature de' legni quando si segano . . .408 
De' legni che non si scoppiano nel segarsi . . .ivi 
Ramificazione di alberi in diverse distanze . . .ivi 
Della parte che resta nota negli alberi in lunga 

distanza 4^9 

Delle distanze piìi remote delle anzidette .... ivi 



491 
Velie cime de rami delle piante /rondate . . . .ivi 
Perche li medesimi alberi pajono piìi chiari dappresso 

che da lontano 4^*^ 

Perchè gli alberi di una distanza in là quanto più 

sono lontani piìt si rischiarano l\ii 

Della varietà delle ombre degli alberi ad un mede- 
simo lume in un medesimo paese in lume parti- 
colare ivi 

De' lumi della ramificazione degli alberi. . . . 4^^ 
Della forma che hanno le piante nel congiongersi 

colle loro radici ivi 

Delle ombre e lumi e loro grandezza nelle foglie . 4i3 

Dell' alluminazione delle piante ivi 

Ricordo delle piante al pittore 4^4 

Del lume universale aUunnnatore delle piante . . ivi 

Desìi alberi e loro lume ivi 

Della parte alluminata delle verdure e monti. . . [\i^ 

De' lumi delle foglie scure ivi 

De' lumi delle foglie di verdura traenti al giallo . ivi 
Degl'alberi che sono alluminati dal sole e dall' aria . ivi 

De' lustri delle foglie delle piante f^iO 

Del verde delle foglie 4^7 

Dell' oscurità dell' albero • . . . ivi 

De^li alberi ivi 

Degli alberi posti sotto V occhio ..;.... ivi 

Delle cime sparse degli alberi 4i8 

Delle remozioni delle campagne ...••.. ivi 
Dell'azzurro che acquistano gli alberi lemoti . - . ivi 

Del Sole che allimnua la foresta 4 '9 

Delle parti luminose delle verdure delle piante . . . ivi 
Della piante che sono infra V occhio e 'l lume . . l\io 

qqq 1 



492 

Del colore accidentale degli alberi ivi 

Della dimostrazione degli accidenti ivi 

Quali termini dimostrino le piante remote dalT aria che 

si fa lor campo • ivi 

Delle ombre delle piante '421 

Delle ombre e trasparenze delle foglie ivi 

Delle ombre delle foglie trasparenti 422 

Del non fìngere mai foglie trasparenti al Sole . .423 

Dell' ombra della foglia ivi 

Delle foglie oscure dinanzi alle trasparenti . . . . 424 

Delle piante giovani e loro foglie ivi 

Del colore delle foglie ' . ivi 

Degli alberi che mettotio li rami diritti 42^ 

Delle ombre degli alberi ivi 

Degli alberi orientali 426 

Delle ombre delle piante orientali ivi 

Delle piante meridionali ivi 

De' prati 427 

Delle erbe de' prati ivi 

Dell'ombra della verdii/Yt ivi 

De' paesi in pittura ivi 

Perchè l'ombre de' rami fronduti non si dimostrano 
potenti vicino alle parti sue lumi/tose come nelle 

parti opposite 'l 28 

Qual parte del ramo della pianta sarà pia scuro . ivi 

Della veduta degli alberi ivi 

De' paesi ivi 

Pittura della nebbia che cuopre i paesi .... 429 

De' paesi 4^0 

De' paesi nelle nebbie o nel levare o nel porre del 
Sole ivi 



493 

Degli alberi veduti di sotto ivi 

Descrizione dell' Olmo 4^1 

Delle foglie del noce 4^2 

Degli aspetti de' paesi ivi 

Della Irasforazione delle piante in sé 4^3 

Degli alberi che occupano le tra/orazioni V uno dell' 

altro ivi 

Precetti di piante e vei^ure 4^4 

Del comporre in pittura il fondamento de' colori delle 

piante 4^5» 

Precetto 436 

Precetto delle piante ivi 

Delt erbe 437 

Delle foglie ivi 

Precetto del contrafare il color delle foglie . . . ivi 

LIBRO VII. 

DELL\ NATURA DELLI NUVOLI. 

'i:i. rossore delli nuvoli 439 

Della creazione de' nui'oli 44^ 

De' nuvoli , e loro gravità, e levità ^\i 

Perchè la nebbia si fa nuvoli , 44^ 

Dell' aria tutta nuvolosa • . ivi 

Dell' ombra de' nuvoli ivi 

De' nuvoli ivi 

De' nuvoli sotto la luna .... 443 

De' nuvoli ivi 



LIBRO Vili. 

dell' orizzonte . 

'cjAL sia il vero sito dell orizzonte 44^ 

Dell orizzonte /j/^^ 

Del vero orizzonte ivi 

Dell orizzonte . /[.^S 

Dell' orizzonte ivi 

Dell orizzonte specchiato nelV acqua corrente . . . 449 

* Dove V orizzonte si specchia nelV onda .... 4^0 

Perchè Varia grossa vicina all' orizzonte si fa rossa . ivi 



La presente Indizione è accresciuta del Libro P/i- 
ììio , Quinto , Sesto , Settimo , ed Ottavo , e di Numero 
Cento undici Capitoli sopra quelle stampate Jìno al pre- 
sente giorno , oltre le notabili gionte nella Jine e nel 
mezzo de' Capitoli già stampati , e la collezione di er- 
rori infiniti , che il confronto solo farà apparire a' Let- 
tori . I Capitoli segnati coti asterisco sono quelli eh' esi- 
stono nelle antiche Edizioni , come si è avvertito nella 
Prefazione . 



ANNOTAZIONI 

DEL SIG. CAVALIERE 

GIOAN GIIERAFxDO DE ROSSI. 



497 

(i) Pi/i^. 1. Che Lioiiaido da Vinci sia stato uno di quegl' inge- 
gni originali , che da loro stessi e senza altri ajuti sono capaci d' ideare 
nuove cose , ed esaminare nella natura oggetti da altri non osservati , e 
di edtlti a lillà noti investigare l'origine e le cagioni , è stato già tan- 
te volte dai dotti ripetuto, che vano sarebbe il volerlo qui dimostrare . 
Sarebbe stato bene a desiderarsi , che il Vasari clic su Lionardo ci die- 
de le maggiori notizie , ci avesse par detto quai dotti ebbe egli a uiae- 
stii nelle scienze , che professò ; giacché oltre la sua alleanza col mat- 
temalico Luca Paciolo altro non sappiamo degli studj suoi . È ben cu- 
riosa cosa , che negli scritti di questo Autore non trovisi giammai cita- 
zione veruna, e ch'egli di nessun' autore si giovi, di nessuno all'au- 
torità si appoggi . Da ciò sempre più si proverebbe che figlie del solo 
suo ingegno -erano le sue opere . La maniera che tenne nello scrivere 
non si accosta punto a quella degli scrittori del suo secolo , che di Gre- 
cismi e di Latinismi faccano somma pompa , e con questo la bella sem- 
plicità degli autori de' secoli precedenti alteravano e deturpavano . Non 
è egli sempre scrittore di furbita eleganza ; ma in alcuni tratti , che au- 
drò indicando, si riconosce in lui (piell' eleganza che nasce dalla vivez- 
za dell'ingegno e dalla domina . Questa parte de' suoi scritti , che an- 
cora non avea veduta la luce , prova che non era a lui ignota quella 
maniera di scrivere e quislionare ingegnosamente anche troppo sugli 
argomenti , eh' erasi resa di moda singolarmente ia Firenze per opera 
dei profugi Greci , che la Filosofia Aristotelica , e il suo metodo di di- 
sputare rendevano familiare e pregiato . Li questo libro ad onta di qual- 
che sovercliia sottigliezza , che talvolta adopera , non può negarsi che Lio- 
nardo comparisca valoroso ragionatore anche nelle cose, che non riguar- 
dano tanto da vicino le mattematiche , la fisica , ed i precetti teorici 
della sua diletta pittura . 

(2) Prtif. 25. Pel Re Matlias intende sicuramente Mattia Corvino 
Ile d' Ungheria , il quale nella sua risposta , benchò molto sottile , mo- 
stra che nella filosofia era bene istruito . Mal si era apposto il disgra- 
ziato poeta, se pretendeva che preferisse il Re l'armonìa de' suoi versi 
all'immagine della persona amata. Lionardo riunisce il più che può di 
argomenti a favore dell'arte sua, e con molto ingegno nell'imitazione 
delle opere del Divino Creatore trova il primo fonte della nobiltà della 
Pittura . Bisogna credere che a quei tempi corresse un qualche scritto , 

/• r r 



498 

che contro la Pittura ed in suo avvilimento argomentasse ; poiché sì 
lagna 1" Autore , che fosse esclusa dalle arti liberali, esclusione, che si- 
curanieule non può darlesi , e che non possiamo supporre che a lei das- 
sero i Greci, ch'erano allora i scienziati di moda; giacché la Grecia 
tanto sempre la tenne in pregio . 

(3) Pag. 27. La preminenza che dà Lionardo alla vista sopra 
l'udito gli fa arguire che la Musica è sorella minore della Pittura , co- 
sa che uotò nell'intitolazione del capitolo j ma poi dimenticò di ripe- 
tere nell' estenzionc di esso . L' argomento della velocità con cui fugge 
il diletto della Musica è giustissimo , ed è piena d' ingegno e di elo- 
quenza 1' apostrofe , con cui si volge ad encomiare la durata che dà 
alle caduche bellezze umane 1' arte della Pittura . 

(4) P^^S- ^1- Vuoisi donare al nostro Scrittore, come ad uomo, 
che nella Musica era eccellente , e che per essa quasi più che per la 
Pittura incontrò la grazia dei grandi la superiorità , che anche alla Mu- 
sica concede sopra la Poesìa . Sappiamo però eh' egli fu anche poeta , 
e che cantò all' improviso ; onde il suo nome può annoverarsi fra ì ce- 
lebri improvisatori . Ma sappiamo ancora che la grazia della sua voce, 
e r armonia del suo istromento molto cooperarono al suo felice incon- 
tro poetico . Quell' unico sonetto che di lui ci ha conservato il Lomaz- 
zo può chiamarsi più un tratto di Filosofia rimata , che un tratto di 
Poesìa . Il suo ingegno veramente non pare che fosse fatto per grandi 
progressi nella Poesìa . La lentezza di scrupolose dimostrazioni geome- 
triche , e i voli della fantasìa mnle si possono combinare insieme . For- 
se in un momento , in cui la sua anima si apriva alla gioja era capa- 
ce di qualche leggiadro canto improviso; ma fra gli scritti suoi, non 
troviamo abbozzo alcuno di rime . 

(:'>) Pag. 33. Non troverassi tutta l'esattezza dei termini in que- 
sto scrivere di Lionardo . Egli di sopra lagnossi che la Pittura non 
fosse contata fra le arti liberali ; ora si lamenta che non sia stata ono- 
rata come scienza . Savissima però è quella riflessione , che fa egli sulla 
dilficoltà della Pittura , la quale non lascia luogo a distrarsi in altri 
studj . Pur troppo questa distrazione ci privò di molte belle opere , 
di cui poteva essere autore Lionardo , che dando la preferenza sopra 
ogni scienza alla Pittura , pure occupavasi per tanto tempo delle scienze 
che poco ne lasciò all' uso del pennello . 



499 

Deve osservarsi che dotto , come egli era , nel dare i precetti 
dell' arte , scrisse troppo pei dotti , e noa si piegò abbastan7,a verso gli 
artisti , che anche a suo dire non fanno professione di lettere . Nella 
pubblicazione di questo codice era mio primo pensiero di rendere per 
mezzo di note più intelligibile agli artisti l'opera di Lionardo , ed estrar- 
re , dirò così , dalle sue geometriche dimostrazioni e scienziate rifles- 
sioni il nudo e semplice precetto o avvertimento , che racchiudono ; 
giacché non tutti gli artisti sono in grado di tener dietro a tanta dot- 
trina , e potrebbero perciò profittare del precetto senza esaminarne le 
prove . Il Sig. Manzi però mi fece riflettere , che non v' era luogo a 
far questo in semplici note ad un testo , che si dava intiero , e che 
poteva piuttosto il mio proggetto dare argomento ad un libretto , che 
contenendo un estratto delle massime del Vinci , riuscisse con una più 
breve lettura , e con maggior facilità ad insinuarne i precetti agli stu- 
diosi del disegno . La giustezza della riflessione del Sig. Manzi mi fe- 
ce torcere dal proposito, e forse un giorno tenterò di eseguire, se le mie 
forze lo comporteranno, 1" utile lavoro ch'egli mi ha suggerito, 

(6) Pag. 34. Incomincia il "\ inci a spiegare il suo mal' umore 
contro la Scultura, di cui parla con disfavore tale , che male pare con- 
venire ad uomo, che pure la professava. Mette egli a tortura l'inge- 
gno per rilevare quanto contro di essa può dirsi , arrivando a volerne 
diminuire il j ret,io 1 ci sudore e la fatica eh' esiggo nel suo operatore ; 
concludendo poi nel seguente capitolo, che lo scultore conduce le ope- 
re con maggior fatica di corpo , con maggior fatica di mente il pitto- 
re . Riguarda egli dal canto solo dell'esecuzione meccanica lo scultore, 
gli fa delitto fino della polvere che lo imbratta, e lo riduce quasi ad 
essere un copista ordinario , che a forza di misure può far tutto , e può 
copiare il bello e il grande della natura . Lionardo cosi scriveva , ma 
facilmente aveva (jualihu ignoto (ine nel farlo. Forse non ò impossibile, 
ch'e-li tanto declamasse contro la Scultura per lo sdegno che ave- 
va contro il Conarroti , che tanto celebre si era reso per i suoi mar- 
mi ; mentre il Vinci con fatiche e studj di tanti anni non era giun- 
to appena a condurre quel cavallo , che restò in modello , e fu poi mi- 
serabilmente distrutto. Diminuendo il pregio dell'arte diminuiva per 
conseguenza quello dell'artista rivale. 

La parola /Josali ò adoperaU dal Mnci per esprimere le positure , 

/■ r /• 2 



e gli alleggiameli li tranquilli nelli quali la figura in certo modo riposa, 
e perciò li mette in opposizione ni movimenti . Questa parola non fir 
nota al Daldinucci , e non è riportata nel suo Dizionario . 

(7) Pag. òy. Molto fu lodevole 1' invenzione di Luca della Rob- 
bia di eseguire in terra cotta figure , che poi colla vernice della majo- 
lica pajono effettivo marmo . L' avere però egli aggiunto il colore a que- 
ste specie di sculture non le rese assolutamente piìi belle , e forse a 
parere di molti diminuì ìL loro merito . I colori dati colia vernice a 
fuoco propria della majolica prendono ui\ non so che di crudo e di 
poco armonioso , e quando Luca fece dei dipinti sul piano di terra cot- 
ta , non può negarsi che avessero nel colorilo non un pregio assoluto , 
ma relativo alla difficoltà e novità dell' arte . Questo amore di novità 
avrà forse indotto il Vinci a tanto encomiare simile invenzione di co- 
lorire sulla creta ; e forse anche il trovare un' arma di più contro la 
Scultura gli fece parlare molto favorevolmente di cosa che dal suo stile 
di dipingere correttissimo e finitissimo è ben lontana . In Roma è qua- 
si ignota la Scultura della famiglia della Robbia, e solo nell'antico pa- 
lazzino d' Innocenzo Vili, esistevano due festoni di frutti a rilievo , e 
colori , die ornavano sopra una porta lo stemma di detto Poutefice . 
Facilmente quel Papa li fece venire da Firenze ; giacché il vecchio 
Luca non fu mai in Pioma , e solo a' tempi di Leone venne in Roma 
un altro Luca nipote del primo , e questo nipote lavorò i pavimenti 
nelle camere di Raffaello . I festoni , di cui parlo , furono tolti via quan^ 
do sotto il Pontificato di Clemente XIV. fu il palazzino d'Innocenzo VIII. 
ridotto a Musèo . Se più esistano in qualche magazzino del Vaticano 
lui è ignoto . 

A Viterbo sulle tre porle della celebre chiesa della Quercia si veg- 
gono delle figure a rilievo di terra cotta così invetriate , che assoluta- 
mente appartengono a Luca., o ai sufli fratelli , ed esposte già da tre 
secoli air intemperie delle stagioni in un' aperta campagna si conserva- 
no inlatte, come uscite jeri di mano dell'artista. Non so perchè que- 
sto bel modo di operare siasi abbandonato . Sarebbe esso più stabile e 
durevole dello stucco , e più assai di questo resisterebbe .die pioggie 
ed ai geli . 

(8) Pag. 38. Molto giudiziose sono le riflessioni di Lionardo sulla 
^iflicoltà del bassorilievo per la degradata dimiuu/.ione delle parli che 



5oi 

devono in esso adoperarsi . Non può negarsi clie abbiano tentato i moder- 
ni di superare in questa maiviera di scolpire molte dillieollà , a cui gli 
antichi non si rivolsero ; non deciderò per altro se con tutto il buon 
esilo. Gli anticlii schivarono costantemente tutto quello che obbligava 
Io scalpello ad alterare la verità , e presero dirò cosi una ideale stra- 
da di mezzo fra la reale imitazione dol rilievo, e la prospcliiva di esso. 
Perciò di rado ne' bassorilievi antichi incoutransi teste di faccia, e se 
vi s'incontrano sono allora di rilievo intero. Nei fondi per mostra- 
re la lontananza delle figure indietro usarono di collocarle di minore 
grandezza in diversi piani ; ma non si diedero carico di modificare il ri- 
lievo per accennar la lontananza , nò di render conto de' jiiani intcrmcdj . 
Lionardo che area sotto gli occhj gli stupendi bassorilievi del Gliiborti 
ha ben ragione di rilevare le difficoltà di prospettiva , che in tal gene- 
re di Scultura s' incontrano. Ed in vero non vi ha difficoltà d'arte, 
che neir opera delle porle di S. Giovanni non aflrontasse animosamente 
il Ghiberli , e sovente con ottima riuscita . 

(9) Paf^- 49- ^ul'e ombre de' corpi oltre quello, che già erasi pub- 
blicato di Lionardo , abbiamo in questo codice un nirovo e prezioso 
Trattato, iwd' quale ad onta che molte jnoposizioni per le loro dimostra- 
zioni geomelriclie non saranno alla portata di alcuni artisti valorosi 
neir arte , ma non molto scienziati ; pure vi sono in massa tanto chiari , 
e pratticl precetti, che lo rendono prezioso ed utile. L'averne il Vinci 
replicatamente scritto prova di quanta importanza credeva egli simile 
studio . 

(10) Pag. 5o. N-eir accennare Lionardo ai giovani la strada, onde 
avanzarsi nell'arte non parla affatto dello studio delle cose antiche. Non 
è perciò, eh' egli voglia che il giovine non cerchi la scelta del bello; 
e servilmente imiti la natura . Egli vuole che si studino le propor- 
zioni , che chiama misure , e poi s' inmari da buon Mneulrn l' assue- 
farsi a buone membra. CAìc altro c[u('slo significa fuorché ricercare la 
bellezza ? Sappiamo dalla Storia , che i valorosi artisti Toscani dell' età 
dell'oro dell'arte studiarono sugli antichi marmi raccolti dal Magnifico 
Lorenzo de Medici-. Pare clic il \ inci a tali monumenti non si acco- 
stasse. Quest'uomo sempre riconosce per maestra la natura , e questo 
principio lo stringeva alla sola imitazione di essa . 

(11) Pag, Sa. Questo precetto di solitudine nello studio , può non 



002 

essere adattabile a tutti , ed il dilemma con ctii vorrebbe Lìonardo con- 
cludere , che o dannosa o inutile è la compagnia , non è sempre vero . 
Hanno le belle Arti tanta parte meccanica di esecuzione , che può be- 
nissimo essere lo spirito dilettevolmente trattenuto da soavi ragionamen- 
ti , mentre la mano eseguisce il suo lavoro . Il sommo fra gli artisti 
moderni vuole accompagnato dalla lettura dei migliori autori il travaglio 
del suo scalpello , e trova in essa un sollievo , che senza distrarlo 
dall'opera, dolcemente lo conforta. 

(12) Pag. 62. Parla il Vinci in questo luogo come se tutti gli 
artisti avessero quella sublimità d'ingegno capace di abbracciare tutte 
le cose, di cui era egli dotato. Pur troppo è tanto grande, e difficile 
1' arte , che alcuni , che non sono di tanto ingegno da riuscire in tut- 
te le parli di essa , molto sono stimabili se ad una si dedicano , e cer- 
cano di divenire in quella eccellenti . Se Claudio Lorenese avesse volu- 
to arrivare all' eccellenza nelle figure , alle quali il suo ingegno male si 
adattava , facilmente saremmo privi del più leggiadro imitatore della 
natura nelle bellezze campestri . Quinti simili esempj non ci dà la 
storia dell' arto ? 

(i3) Pa.^. 56. Pare che quasi possa dedursi da quello dice Lio- 
nardo in questo luogo eh' egli scrivesse queste cose in Francia fra 
il i5i5. ed il i5i() ; giacché parlando del Botticella sembra, ch'esso 
più non vivesse , adoperando per lui le parole disse e fece . Ora il 
Botticella mori nel i5i5. , quindi dopo quel tempo debbono queste 
cose essere state scritte 5 ed invero Lìonardo sappiamo, che quasi nul- 
la operò in Francia col pennello ; onde è facile che s' impiegasse nello 
scrivere sull' arte sua prediletta . 

(i4) Pns,- 58. Adopera in questo luogo il Vinci la voce materia, 
per mateiialità o sia ignoranza , ed avvedutamente fa rilevare al pit- 
tore, che i suoi errori durano quanto l'opera sua stessa, e che l'ono- 
re, che acquistano le bellezze di un'opera, vale assai più del danaro, 
che può acquistarsi colla trascuraggine e negligenza . 

(i5) Pag. G'j. Ritorna ad inculcare ai professori, di non lasciarsi 
■ sedurre dalla speranza del guadagno , e singolarmente inculca il non 
operare di maniera ; ma sempre consultare la verità nella natura . Que- 
sto precetto non può mai abbastanza raccomandarsi ai giovani , e sin- 
golarmente a quelli , che sono dotati di maggiore ingegno ; perchè fidau- 



5o3 

dosi ili quello , e troppo prestando orecchio alle lodi , che incontrano le 
loro invenzioni , si abbandonano ad operare di fantasia e di memoria , 
e finiscono col retrocedere invece di avanzarsi nell'arte . A' miei tem- 
pi ilo veduto studenti che promettevano progressi immensi arenarsi per 
essersi dati in preda alla maTiiera . 

(i()) Pag. (k). Questo iuseguamento di Lionardo dovrebbe egual- 
mente essere presente agli scolari , od ai maestri dell' arte ; ondo i pri- 
mi non perdessero di vista le bellezze originali della natura , ed i se- 
condi non pretendessero che i loro alunni eseguissero soltanto le loro 
traccie . Aureo era il detto di Michelangelo , che chi va dietro ad al- 
tri non passa inai innanzi . 

(17) Pag. 72. Si racchiude in questo capo un precetto de' più 
utili per gli studenti , quale è quello di non incominciare a studiare 
le parti separate prima di avere bene composta , e disegnata la figura 
intera . Questo precetto ( dìceaml un Maestro ) è molto più necessario 
ora , che col comodo dell' imitazione degli antichi frammenti , facilmen- 
te i giovani si limitano a disegnare , ed imitare da quelli le parti se- 
parate al loro bisogno ojiportune , senza ben riflettere al tutto insieme 
della loro figura . Quindi sovente accade , che si riconosca una servile 
imitazione di parti staccate senza che corrispondano al tutto . Anche 
la disposizione siraetrica dello figure è ricordata qui da Liouardo , ed i 
pochi insegnamenti che dà sopra questo argomento sono cavati dalle esat- 
te osservazioni della natura , e non da arbitrar) capriccj di contrapo- 
sizioni . 

(uS) Pag. ^3. Più facile è il rilevare col Wnci il difetto di cui 
parla , che sperarne una totale emendazione negli artisti . Il vincere l' in- 
clinazione a cui tende 1' animo nostro è quasi impossibile , singolarmen- 
te nelle cose , che si operano con un certo entusiasmo , che appunto ò 
necessario nelle belle arti . Deve perciò 1' artista stare in guardia <[unn- 
10 può contro sé stesso . E anche vero , che il pittore non solo nelle sue 
opere dipinge il proprio animo , ma ancora la propria figura . 

(ig) Pag. 83. Nello scrivere queste cose Lionardo avea presente 
lo stilo ch'era allor familiare noli' arte, d'introdurre diversi episodj 
di una storia iu una sola pittura . Si volge 1' autore contro la goffaggi- 
ne di alcuni , che ponevano le figure una sopra 1' altra , ed insogna che 
adoperando un solo punto debbono porsi in lontananza colle dovute de- 



5o4 

gradazioni gli altri argomenti , elie oltre il primo voglionsi rappresenta- 
re . Ne' tempi posteriori (jiiesto avvertimento si è reso inutile ; giaccliè 
si è allontanato dalla Pittura il metodo di riunire più fatti nella stessa 
pittura ; stile quasi sempre contrario all' esattezza dell' imitazione , ed 
alla bella illusione che dovrebbe essa produrre . 

(20) Pag. 85. Non in questo luogo solo, ma in altri ancora os- 
serverà il lettore , che Lionardo va pungendo quelli che fanno abuso 
della loro dottrina anatomica , e sicuramente con ciò ha in mira il suo 
rivale Bonarroti , clic di anatomia facea tanta pompa . 

(21) Pag. c)2. Questa descrizione della tempesta e molto piìi la 
seguente della battaglia mostrano quanto valesse nell'eloquenza Lionar- 
do , e con quale energia e verità sapesse esprimere le sue idèe adat- 
tando i più robusti epiteti , e non tralasciando veruna delle circostanze 
più importanti per l'argomento . Per essere utile agli artisti entra egli 
nelle più minute particolarità , ma lo fa con tanta bravura , che la sua de- 
scrizione della battaglia è veramente una pittura , che la rappresenta . 
A mio credere se quesl' uomo avesse un giorno ordinato metodicamente 
il suo lavoro , e ridotto a finimento questi suoi abbozzi avremmo avuto 
un' opera , che anche dal canto dello stile sarebbe stata adorna di gran- 
dissimi pregi • 

(22) Pag. 110. Bellissima avvertenza è quella del nostro Autore, 
che consiglia di esaminare i movimenti del coi-po nell'alto che hanno 
la naturale loro energìa per 1' impeto delle passioni , e procurare , che 
questa non sia punto diminuita o raffreddata . E pur troppo anche 
vero , che gli uomini che si prendono a modello , obbligati ad esprime- 
re una passione che realmente in quel momento non provano , la espri- 
mono con freddezza . 

(23) Pag. 124. Le osservazioni del Vinci sopra i colori sono con- 
seguenza delle lunghissime sue esperienze , nelle quali però egli troppo 
occupossi , e colla sua naturale incertezza non giunse mai a sicuri me- 
todi , ed in cerca sempre di nuove cose guastò per tali tentativi le sue 
opere . La negligenza nella preparazione de' colori dei pittori Italiani ci 
ba tolto gran parte dei più belli prodotti dell'arte; quindi non è que- 
sta parte da trascurarsi , benché non debbasi sofisticarvi sopra tanto co- 
me Lionardo . Un utile libro sui colori che adoperansi nella pittura ha 
dato in luce iu Roma il Sig. Lorenzo Marcucci ove con buon razioci- 



5o 



> 



nio , e con esatta esperienza è a ddìtata la scelta e la preparazione di essi . 

(24) P^S- i5o. Mi sembra che l'idèa dell' Autore sia , che schivan- 
do il Pittore ogni mostruosità nelle figure, si proponga però divariar- 
le in modo , come varia è la natura stessa , e non adotti per immu- 
tabile una tale precisa (jualità di struttura e di forme , che le renda 
1' una e I' altra totalmente somiglianti . Qucst' osservazione era neces- 
saria ai tempi di Lionardo , in cui i pittori imitavano la natura con 
una certa timidezza , che gl'iuduceva ad una tal quale uniformità nelle 
opere loro. Volesse il Cielo che a questa dopo molti anni non fosse 
succeduto un poco raflrenato coraggio . 

(aS) Pa(^. 167. Pare a prima vista quasi inutile questo avverti- 
meato , contenendo cosa che ognuno da so stesso comprende , e pure 
quanti artisti mancano contro di esso , e mentre impiegano tutto lo 
studio per conseguire 1' espressione ne' v. Ui delle loro figure non si ri- 
cordano , che ad essa debbono corrispondere le parti tutte del corpo . 
singolarmente quando questo è posto in movimento da violenta passione . 

(26) Pag. 163. Inculca l'Autore lo studio dell' anatomia , ed in 
particolare il saper a memoria la vanetà delle parti , e l' azione dei 
muscoli . La cagione, ch'egli addita di questa necessità è la scarsezza 
di buoni e proporzionati nudi che possano servire d' esemplare . Quelli 
che hanno negato che Lionardo abbia avuto in mente la bellezza idea- 
le , cioè la scelta delle parti , guardino che anche in questo precetto 
altro non include, che il doversi supplire coli' idèe già fissate de' belli 
muscoli a quelli che la natura non presenta f.ali . 

(2^) l'a(^. lyo. ijeuza iare una precisa distinzione fra il diverso ca- 
rattere che può darsi alle varie figure , dà l' Autore ottimi precetti per 
ottenere la leggiadria di esse pel mezzo del nascondere i muscoli , e 
fare che appajano con dolcezza . Suo proirosito è slato di non far mai 
menzione degli antichi marmi , i quali di ogni diversità di figure ci 
danno sublimi esempj . Ispira Lionardo agli artisti di dare movimento 
alle teste , perchè in vero la troppa freddezza dei jnovimenti era il di- 
fetto de' pittori che lo avevano preceduto . 

(28) Pag. 1^8. Sospetteranno almuii che in questo capitolo abbia 
voluto pungere il Bonarroti per la pompa d' anatomia che faceva . 

(29) Pag. 192. Tutte le riflessioni che fa il Vinci sopra l'arte 
isprimilrice di cose vive senza vita sono assai giudiziose ; e l' iusinua- 

S S S 



ju(3 

zione al pittore dell' osservazione contiiuia sui moti delle figure nelle di- 
verse espressioni delle passioni non può mai ripetersi abbastanza . Tanto 
più , che in ciò gli si dimanda cosa , di cui può profittare ad ogni mo- 
mento anche in mezzo alle ricreazioni e lo spasso . Veramente 1" espressio- 
ne degli atti dei muti è accompagnata da una certa caricatura che li 
distingue ; onde dai soli moti riconosciamo , che chi parla non ha l' uso 
della favella . Il nostro Autore conosceva naturalmente questo assai be- 
ne ; ma gli dettava 1" esperienza , che un' espressione anche caricata nel 
trasportarla sulla tela si modera' naturalmente e si raffredda , e non si 
mantiene quale fu vista in natura ; quindi dalla caricatura ritorna al 
suo giusto stato . 

(3o) Png. 2 12. Questo precetto è dato da Lionardo perchè dopo 
essere stata posta da Paolo Uccllo tanto in nìoda la prospettiva , igno- 
randosi la degradazione delle ^flte nei lontani per farli sfuggire , in mol- 
le pitture comparivano le fabrichc attaccate alle figure , e nasceano gl'in- 
convenienti qui dall' Autore notati . 

(3i) Pag. 2 1 3. Tutte le riflessioni , che fa Lionardo in questo 
luogo sul perdersi dei contorni nei campi e nelle figure sono utilissi- 
me. Pare però risulti da esse che se nella vista egli aveva tendenza a 
difetto , potea tendere ad esser miope . 

(32) Png. 2i8. La divisione che qui assegna a' suoi lavori sulla 
Pittura chiaramente dimostra che le cose eh' egli ne ha scritto non sono 
che pensieri ed idèe che andava raccogliendo e gittando in carta , 
onde poi ordinarle a suo tempo . Si riconosce iu questi pensieri , che 
talvolta mentre scriveva sopra una materia . altra gliene veniva alla 
mente , e per non perdere 1' idèa la notava , non facendosi carico del 
luogo non adatto ; perchè a metodiche separazioni volea ridurre iu se- 
guito il suo lavoro . 

(33) Png. 248- Questo precetto sulla scelta del lume non fu ese- 
guito in Italia dal Caravaggio, dal Guercino, e da altri loro imitatori, 
che cercavano a forza di ombra e di piccioli lumi ottenere il rilievo. 
Il Rembrandt ottenne adoprando poco lume eflfeUo mirabile di chiaro- 
scuro; ma pochi esempi ""i^ distruggono il giusto precetto dell' Autore. 

(34) Pag. 255. Ritorna l'Autore sulla stessa idèa, che gih facem- 
mo rilevare alla nota 32. per la distribuzione dell' opera , e Ah nuova 
prova di quanto in essa fu asserito . 



5o7 

(35) cìctla Pag. Erco un pensiero sulla Scultura, anzi sulla parte 
meccanica di essa , che gli cade dalla penna in mezzo a due idèe una 
teorica e l'altra praltica sulla Pittura. 

(36) Pag. 256. Diflìcilo molto è il comprendere quale metodo di 
dipingere voglia qui insegnare ; ma pare che debba riferirsi a quella pit- 
tura d'invetriato, di cui si parlò quando egli citò il de la Robbia. 

(3^) Questo è l'imico luogo in cui Lionardo propone l'imitazione 
dei Greci e Latini , ed iti confronto di tante altre piìi essenziali parti 
doir arte , la propone in cosa non al sommo grave, e limita poi T imi- 
tazione de' panneggiamenti degli antichi al solo far coinpaiire le mem- 
bra sotto i panni dal vento agitati . È ancora da notarsi che propone 
egualmente per modello i Greci ed i Latmi . 

(38) Pag. 269. Conosceva il Vinci quanto rendano degradata la 
nobiltà di una figura le vesti moderne , e vuole che le arti del disegno 
ne serbino solo la rimembranza nei monumenti sepolcrali , quasi una 
testimonianza delle pazzie degli uomini nelle mode . Pure chi il crede- 
rebbe si dimentica ora questo avvertimento del nostro Autore , e si di- 
mentica per imitare i costumi e le vesti non dei nostri tempi , che pu- 
re può credersi che voglia vederli dipinti acre dato qui pingitur ; ma 
per spingersi indietro più secoli , ed imitare la storpiatura di tempi , in 
cui pur troppo agli avanzamenti dell" arte faceano ostacolo le strane for- 
zate foggie di vestire degli uomini e delle donne . 

(89) Pag. 275. Rafiaele Mengs , le cui oi)pre sulla Pittura avriano 
prodotto anche maggior utile se fossero state dato in luce tali e quali 
le aveva egli scritte senza pretendere di porle in ordine e regole , Raf- 
faele Mengs aveva posto in carta molte osservazioni sul!' ombra e la 
luce , « particolarmente sulla distribuzione delle maggiori o minori 
ombre nei diversi piani rappresentali nella storia . Di questo scritto 
cosa sia stato noi so; posso dire soltanto , che 1" udii leggere nell'an- 
no 1785. dal suo figlio Alberico , che ora non è più fra i viventi . 

Clo) Pag. 281. Le definizioni di Lionardo sono esatte ed eviden- 
ti in modo, che potrebbe facilmente cavarsi da questo Trattato un pic- 
ciolo estratto che imprimesse negli studenti i b-lli pnM.ni che qui sono 
sparsi, e talvolta con soverchia sottigliezza dimostrati. 

(40 Pag. 3o8. Raddoppia l'Autore le sue osservazioni, e precet- 
ti sulle maggiori , e minori oscurità dell' ombre e vivacità de' lumi 

S S S -ì. 



derivate dalla contraposizione de' lumi e dell'ombre vicine, acciò l'ap-. 
fista non si lasci ingannare dallo generali regole., ed ossei\ i 1' eccezzio- 
ne particolare che ad esse deve darsi . 

(42) Pag. 3i5. Credo clic cliiamando qui il chiaro scuro e '^^li 
scorti l'eccellenza della scienza intenda relativamente alle difficolià che. 
portano seco queste parti , ed il pregio che acquista chi giunge a pos- 
sederle ; altrimenti parrebbe ad alcuno , che 1' eccellenza dell' arte po- 
tesse fissarsi in più nobili oggetti . 

((3) Pag. 35o. Ecco un altro libro eh' egli meditava di fare , e 
elle certo avrebbe dimandato sottilissime ricerche trattando di argomento 
( eh' egli chiama discorso ) molto difhcile . 

(44) P^g- 354. Anche qui sopra argomento ben importante si ri- 
mette a ciò che volea scrivere in appresso . 

(45) Pag. 36 1. Questo precetto prattico che dà Lionardo , ad al- 
cuni parrà troppo ordinario ; ma pure se bene vi si rifletta vedrassi che 
molto utile può essere all'artista mentre lavora . 

(4C) Pag. 871. Pare che in questo luogo parli con sé medesimo 
quasi distratto dal pensiero: che la penna ispirando le teoriche dell'ar- 
te non può giungere dove giunge il pittore coi pennelli . Questo impro-. 
viso parlare con sé medesimo è un altra prova , eh' egli scriveva quello 
veniagli in fantasìa per poi rivedere ed accomodare i suoi scritti . 

(4?) P^S- ■^^'- I^eve rilevarsi , che quando Lionardo parla di co- 
se , che totalmente all' arte non appartengono , e contempla la natura 
investigandone i segreti cambia linguaggio , ed il suo stile diviene più 
eloquente copioso e ricco singolarmente di bene adattati epiteti . 

(4^) Pag. 383. Ecco un altro luogo dove fa pompa di eloquenza , 
e pare in certo modo voglia accendere per mezzo di una vivace dici- 
tura il pittore, ond' eseguisca quella scelta che insinua . 

(49) Pag. 391. In questo libro mentre l'Autore parla sovente co-^ 
me naturalista , e fa sulle piante osservazioni , che alla Pittura non ap- 
partengono , non lascia d' inserirvi dei precetti , ed osservazioni su i lu- 
mi, le distanze , le diverse tinte delle piante , e molte altre cose che ai 
pittori di paesi possono essere utilissime . Quel cartone di Adamo ed 
Eva di cui parlò con tanta lode il Vasari , singolarmente per gli alberi 
in esso dipinti , dimostra quanto amore avesse egli per questo genere di 
pittura . 



■J0[} 

(5o) P(tg. 397. Confessa 1' autore stesso di' egli si estende a ricer- 
clie , che al pittore non sono utili , ma non può trattenersi dal far me- 
moria di cose eli' egli avca fia dalla gioventù studiate attentamente , 
giacché quel cartone di cui parlai di sopra fu uno dclli suoi giovanili 
lavori , e dicendo il Vasari eli' era dipinto con tanta naturalità , si co- 
nosce che le più minute avvertenze suU' erbe e su gli alberi erano in 
quello osservate. Mi ricordo che l'Ab. Corea dotto naturnlista Porto- 
ghese si lagnava di alcuni paesisti , che digiuni affatto di storia natura- 
le univano rupi e strali di terreno , che non poteano essere cosi in 
natura disposti , e li coprivano di erbe e di piante , che non erano a 
quelli confaconti . 

(5i) Pag. f\0(). Queste esatte divisioni per conoscere l'effetto che 
producono all' occhio le ramificazioni degli alberi nelle diverse distan- 
ze sono persuaso che saranno utilissime ad . un paesista por formarse- 
ne , dirò cosi le sue campagne nell' osservare la natura . Dopo lo 
studio sulla nitura la verità doli' imitazione deve restargli impressa 
nella mente : che se ad ogni passo volesse andar ruminando sulle re- 
gole , sarebbe (judlo scrittore che ad ogni parola consulta la gramma- 
tica e il calepino . 

(Sa) Pag. 438. Pare quasi che in questo luogo voglia insegnare 
il metodo di dipingere , ed imitare le foglie degli alberi quando un 
ramo, o l'intero albero debba dipingersi nel primo piano del quadro, 
onde se ne renda imitabile ogni parte come prossima , e veduta sotto 
r occhio : perchè altrimenti il verde delle foglie mal si copierebbe 
coir imitazione del verde di una foglia tenuta vicino all'occhio, quan- 
do sappiamo , ed egli stesso di sopra ha asserito , che il verde degli al- 
beri cangia secondo i diversi modi , uè' quali ricevono il lume , e secon- 
do le distanze da cui sono veduti . Mi sorprende come il nostro Au- 
tore non abbia dato dei melodi sullo studiare dal vero , e sulla scelta 
dei belli accidenti de' quali la natura è così ricca . 

Se si deve prestar fede alla tradizione eh' è fra gli artisti pare 
che le camere ottiche e le altre machine onde copiare esaltamente la 
natura dcbbansi attribuire a Lioaardo . 



^^* 



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A P P I\ O \ AZIONE. 



Era riscrbalo al C.Iiiarissiino Signor Guglielmo Manzi 
r arricchire la Ti[)Ograiia Uoinana col procurarci dall' Illustre 
Signor de Ronianis una nitida ed accurata edizione del Trat- 
tato della Pittura del \ nici . Era altresì riserbala a questo 
sagace ed iid'aticabile indagatore delle opere inedite de' più 
chiari scrittori ilella nostra favella la bella sorte di pubbli- 
care la surriferita 0[)(ia dell' iniuiortal Leonardo tutta intie- 
ra, quale la scrisse. Ln tal lasuro ben si conveniva a due 
celebri socj della nostra Accademia di Archeologìa ; ed un 
opera massiccia per le belle arti non dov^eva esser pub])li- 
cata , edottamente illustrata, che da din' Archeologici. Gli 
amatori della Pittura avranno la soddisfazione di ])otcrsi a 
piacimento provvedere di una edizione del Vinci , che non 
solo si avvicina al pregio della Parigina , ma la supera di 
graiì lunga per la j)urità ed integrità del testo, per la cor- 
rezione , e [)er le saggici ed erudite illustrazioni. Con sommo 
piacere ho Ietta per ordine del Reverendissimo P. Maestro 
del Sacro Palazzo quest' opera colle nuove copiose giunte , 
che ben meritavano di veder prima d' ora la ])ul)bliea luce 
per il profitto grande degli amatori , e coltivatori delle Bel- 
le Arti . Se i nostri Padri l'urono riconoscenti allo zelo di 
RafaelU; Du-Fresne per averli liberati dal j)ericolo di \eder 
perduta un'opera celebratissima , (piali rendimenti di grazie 
non dobbiamo noi al Signor Manzi , che ci ha donato com- 
piuto questo Trattato, che tanto onora la Lingua Italiana, 
ed è si acconcio a j)r()mt)\ere e perfezionare il buon gusto 
nelle arti del diseguo . 

Minerva 25 Giugno 1817. 



Fr. Gii'SEPPE Vincenzo Airenti de PrcJin. l\'olog. Casanat. 
«; Dibliot. Oiioiaiio dell' Uuiveisith dn Genova ec. 



IMPRIMA TUR, 

Si videbitur Rev. P. Mag. Sac. Palat. Apost. 
CanJidus Maria Fratiini Archiepisc. Philipp. Vicesgerens. 



IMPRIMA TUR, 

F. Philippus Anfossi Orti, Praed. Sac. Palat. Apost. Mag. 



First complete edition of Leonardo^ s treatise, 
text and figures acccrding to Godex Vaticanus 
( Urbinas ) 1270, edjted by G. Manzi, Rome, 1817 



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